Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

sabato 29 febbraio 2020

Linea Udine-Cervignano ancora bersagliata da guasti

Non c'è pace per i viaggiatori della linea 15, in particolare per quelli che utilizzano la tratta da Trieste a Udine via Cervignano.
Non passa giorno che si susseguono episodi di disagio. Se giovedì sera si sono registrati ritardi fino a 60 min., causati da un automobilista sbadato che ha bloccato un passaggio a livello tra Monfalcone e Cervignano, paralizzando la circolazione, ieri verso le 13 la linea è andata in tilt a causa dell'ennesimo guasto infrastrutturale che ha colpito gli apparati di circolazione di Risano. Vari i treni coinvolti:
-R6013 Trieste-Carnia ha subito un ritardo di 76 min.
-R6028 Trieste-Udine è stato deviato a Monfalcone via Gorizia. Il treno ha maturato a Udine un ritardo di 35 min.; attivato bus sostitutivo per i passeggeri diretti a Cervignano, Palmanova
-R6024 Trieste-Carnia, limitato a Palmanova. Viaggiatori diretti a Udine/Carnia con bus sostitutivo
-R6023 Carnia-Trieste effettuata nella tratta Carnia/Udine e soppresso lungo la tratta Udine/Palmanova: viaggiatori diretti a Palmanova con bus sostitutivo. Da Palmanova a Trieste effettuato con materiale ex R6024
-R6021 Udine-Trieste soppresso nella tratta Udine/Palmanova e sostituito con servizio bus
I viaggiatori sono stati informati con annunci a terra e a bordo; Trenitalia inoltre ha attivato il desk informativo, con personale di assistenza a terra sia a Risano che a Palmanova.
Abbiamo raccolto numerose testimonianze, anche grazie alla pagina fb Comitati Pendolari Friuli Venezia Giulia, divenuta un modo efficacie per scambiare in tempo reale informazioni di servizio.
COSA VAl'informazione sia in stazione che a bordo è stata fornita in modo tempestivo e puntuale. Non possiamo pertanto imputare nulla a Trenitalia, gestore del servizio, che difronte ad un guasto alla rete, ha posto in essere gli interventi giusti, sia in ordine alla modifica della circolazione che dell'informazione, che hanno limitato certamente i disagi ai viaggiatori.
Buona l'attivazione del desk a terra con personale a Palmanova e Risano che hanno dato assistenza ai viaggiatori. 
COSA NON VA: l'assoluta immobilità di RFI, gestore dell'infrastruttura, che pare non riuscire a dare affidabilità a questa linea, bersagliata da frequenti guasti a passaggi a livello, apparecchiature di circolazione, deviatoi, ecc. 
Abbiamo già rimarcato l'assoluta inadeguatezza della tratta Udine-Cervignano, lungo la quale se non ci saranno interventi strutturali, continueranno a registrarsi guasti e disagi.
Solleciteremo nuovamente la Regione e l'Assessore regionale competente, Graziano Pizzimenti, affinché si impegnino a trovare una vera soluzione alla linea Udine-Cervignano, visto che tale serve Trieste Airport sul quale è stato fatto un ingente investimento pubblico.
Serve pianificare un serio e concreto piano di investimenti che permetta di adeguare tecnologicamente la linea Udine-Cervignano-Trieste: intervenendo sui passaggi a livello, adeguando il bivio di San Polo a Monfalcone e riattivando il Posto di Movimento di Grignano.
Queste sono le vere priorità ferroviaria del FVG, il quale deve smetterla di "sognare" improbabili Grandi Opere, dalla TAV, all'aberrante idea di stravolgere la circolazione del Nodo di Udine utilizzando l'inadeguata linea di cintura per evidenti motivi di consenso elettorale, buttando dalla finestra centinaia di milioni di euro.
Il progetto della velocizzazione della Trieste-Venezia pare sia su un binario morto, nonostante i tanti annunci sulla stampa e nonostante l'esistenza dei fondi disponibili (232 milioni già stanziati nel 2019), non vi è traccia nemmeno di un progetto  definitivo. 
I pendolari, lavoratori e studenti hanno la necessità di usufruire quotidianamente di un servizio affidabile e non come oggi di affidarsi alla fortuna ... 
Per questo motivo chiederemo alla Regione e ai Parlamentari del FVG di far impegnare le risorse già disponibili di RFI per la soluzione delle criticità contingenti che permettano da garantire affidabilità al servizio tpl.
Pur continuando a credere nella bontà del Tavolo di Lavoro instaurato tra Comitati dei Pendolari, Regione FVG, RFI e Trenitalia, è evidente che ora servano risultati concreti, visto che da inizio anno il servizio fs ha subito un sensibile peggioramento mentre biglietti e abbonamenti sono aumentati.

lunedì 24 febbraio 2020

Coronavirus: misure e iniziative, rimborsi dei biglietti

Il Gruppo FS Italiane, in ottemperanza alle misure approvate (sabato 22 febbraio 2020) dal Consiglio dei Ministri con il Decreto legge in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, ha attivato procedure particolari per garantire la gestione di situazioni riconducibili a possibili casi di COVID-2019 a bordo sia dei treni a media e lunga percorrenza (Frecce, InterCity, InterCity Notte) sia dei treni regionali a favore della massima sicurezza delle persone in viaggio e del personale di prima linea delle Società operative.
In particolare, Trenitalia ha diffuso un protocollo al personale a contatto con i viaggiatori e ha disposto:
  • l’installazione a bordo treno di dispenser di disinfettante per mani;
  • la consegna al personale di apposito equipaggiamento protettivo (mascherine con filtro, guanti monouso);
  • il potenziamento delle attività di pulizia disinfettanti a bordo dei treni della flotta di Trenitalia (Frecce, InterCity, InterCity Notte e regionali);
  • la diffusione del vademecum del Ministero della Salute attraverso pieghevoli illustrativi e sui monitor dei treni regionali e delle Frecce; laddove non sono presenti monitor la diffusione a bordo treno di annunci ai passeggeri;
  • la comunicazione ai viaggiatori, attraverso i canali informativi e i sistemi di vendita di Trenitalia, della cancellazione a tutti i treni della fermata nelle stazioni di Codogno e Casalpusterlengo così come predisposto dalle Autorità competenti;
  • la definizione, in corso, di termini e modalità del rimborso in bonus per chi rinuncia al viaggio per tutte le tipologie di biglietto acquistate.
RIMBORSI DEI BIGLIETTI: in considerazione della situazione del coronavirus che ha colpito soprattutto il Nord del Paese, i maggiori operatori del trasporto ferroviario - Italo/Ntv e Trenitalia/Gruppo Fs - hanno diramato degli avvisi per coloro che avessero acquistato biglietti in questi giorni.
Il rimborso per chi rinuncia al viaggio Trenitalia è previsto "per i clienti che hanno acquistato fino al 23 febbraio 2020, un biglietto per viaggi su Frecce, Intercity, Intercity Notte e Regionale, Trenitalia riconoscerà il rimborso integrale indipendentemente dalla tariffa acquistata". Nel dettaglio, "i biglietti per viaggi su Frecce, Intercity, Intercity Notte e per viaggi misti Frecce, Intercity, Intercity Notte e Regionale, saranno rimborsati con un bonus elettronico di importo pari al valore del biglietto acquistato, utilizzabile entro un anno dalla data di emissione del bonus stesso. Per i biglietti del trasporto regionale, il rimborso avrà luogo in denaro"
Per accedere al rimborso i tempi sono stretti: le richieste dovranno essere presentate entro il giorno 1 marzo 2020. Tre le modalità possibili: il modulo sul web disponibile su trenitalia.com; di persona in biglietteria; telefonando al Call Center, solo per i biglietti acquistati tramite il Call Center, il sito o l'applicazione di Trenitalia.
Anche da Italo hanno diramato "istruzioni specifiche per il personale di bordo nonché dotazione di equipaggiamento protettivo (mascherine, guanti e disinfettante)" e previsto l'"attività straordinaria di pulizia specifica a bordo dei treni con materiale disinfettante". E anche in questo caso si va verso la definizione di "termini e condizioni per consentire a coloro che rinunciano ai viaggi, da realizzarsi entro il 1 marzo p.v. nelle zone interessate dal contagio epidemiologico, di fruire di bonus". In particolare, per i clienti che rinunciano ai viaggi, da realizzarsi entro il 1 marzo 2020 nelle zone interessate dal contagio epidemiologico - è scritto sul sito dell'azienda ferroviaria - sono previste le seguenti condizioni: sono rimborsabili i biglietti acquistati fino al 23/02/2020 (incluso) per viaggi dal 24/02/2020 al 01/03/2020 (incluso). Tratte rimborsabili: tutti i viaggi da / per le zone impattate del Nord Italia - restano al momento quindi escluse Campania (Salerno e Napoli), Lazio (Roma) e Toscana (Firenze). Non ci sono al momento impatti sulla circolazione, il numero per le informazioni è: 060708.

Italo si affaccia a Trieste ? Per ora solo una corsa prova

I convogli Italo si affacciano su Trieste.
L'informatissima rivista Ferrovie.Info , notizia poi ripresa da Il Gazzettino, rileva che nei giorni 13 e 18 febbraio scorsi, sono state effettuate delle corse da Venezia Mestre a Trieste Centrale con un ETR 675 della compagnia privata AV.
Quelle due corse di prova degli ETR675 con la livrea rosso rubino e il caratteristico simbolo del leprotto dorato hanno testato la Venezia-Trieste sono state null'altro che dei viaggi di conoscenza sulla linea ferroviaria che collega la città lagunare al capoluogo giuliano.
Niente di diverso, fanno sapere dalla società ferroviaria, rispetto a quanto già accaduto in altre regioni. Per esempio, in autunno, ricorda la società, i test avevano interessato Reggio Calabria, piazza dove poi Italo non è effettivamente sbarcato. E lo stesso era accaduto a Genova tempo addietro.
I TEST: «Ogni tanto vengono fatte delle prove su alcune tracce, ma non è detto che poi sempre le prove portino all'arrivo effettivo del treno in quelle stazioni. In alcuni casi, invece, dopo le prove, i convogli di Italo arrivano». In sostanza, i giochi sono apertissimi. «Queste prove si fanno per una valutazione. Ma l'esito, per Trieste non c'è ancora», fanno sapere da Italo.
Insomma, «se le prove di conoscenza sulla Venezia-Trieste effettuate il 13 e 18 febbraio scorso sono andate bene o meno, si saprà nelle prossime settimane, quando si avranno gli esiti della valutazione».
Nessuna novità neppure sull'altro fronte che ai friulani sta particolarmente a cuore, ovvero l'ipotesi di un collegamento Udine-Milano. «Non ci sono novità sul network», si limitano a dire in casa Italo.
Intanto la società specializzata nell'alta velocità che da pochi mesi è approdata anche a Udine e Pordenone, oltre che in altre stazioni del vicino Veneto, sta per arricchire la sua flotta con i due nuovi ETR 675. I due pendolini Italo Evo dati in arrivo a primavera si aggiungeranno agli altri venti già operativi sui binari (oltre ad altri 25 convogli), portando la famiglia di Ntv a 47 treni complessivi, come già annunciato a suo tempo.
IL BOOM: Italo in Friuli ha conosciuto un vero e proprio boom dal suo debutto, lo scorso autunno, con venticinquemila viaggiatori da Udine e Pordenone in soli quattro mesi, fra settembre e dicembre del 2019.
A fare la parte del leone il capoluogo friulano con 15mila passeggeri censiti, cui vanno aggiunto i diecimila nella stazione della Destra Tagliamento. A gennaio erano confortanti anche i dati delle prenotazioni, che avevano raggiunto già il tetto delle 7.800 in Friuli, di cui 4.700 su Udine. 
In futuro chissà se con il potenziamento del parco rotabile sarà possibile ipotizzare lo sbarco di Italo anche a Trieste.

venerdì 21 febbraio 2020

Informazione: app Viaggiatreno e monitor di stazione non allienati

La qualità dell'informazione offerta da RFI e Trenitalia non brilla certamente e non rappresenta un servizio che si possa ritenere sufficiente.
Sulla scorta di un treno che ha registrato un ritardo significativo nella giornata di ieri e di una puntuale segnalazione di una utente, abbiamo constatato che non sempre l'informazione fornita dai monitor di stazione è allineata con quella della App ufficiale Viaggiatreno.
Le info in stazione (monitor e annunci) sono gestite da RFI, mentre la App Viaggiatreno è gestita da Trenitalia.
IL CASO: ieri il R6005 Tarvisio-Udine-Trieste ha maturato a destinazione un ritardo di 37 min. (27 a Udine). Il treno è partito da Tarvisio con 45 min. di ritardo a causa di "un ritardo nella preparazione del treno", così come comunicato agli utenti. Come detto le informazioni dei ritardi fornite sui monitor risultavano differenti rispetto a quelle della App Viaggiatreno.
Alle 7.37 agli utenti in stazione ad Artegna veniva infatti comunicato un ritardo di 20 min. mentre nella App il ritardo reale era già di 32 min. (il treno era appena ripartito da Pontebba).
Riteniamo che tali discrepanze non debbano sussistere in quanto i due sistemi informativi devono essere uniformati tra loro, comunicando all'utenza l'effettivo ritardo.
Ieri l'indicazione sui monitor di stazione del ritardo era assolutamente sbagliata, in quanto il treno non ha MAI viaggiato con 20 min. di ritardo essendo partito da Tarvisio con 45 di ritardo (31 min. a Carnia e Gemona).
Abbiamo scritto alla Regione, affinché solleciti RFI e Trenitalia ad adeguare i sistemi di informazione al fine di garantire una corretta comunicazione dei ritardi all'utenza. Ciò soprattutto per limitare ulteriori disagi, dando la possibilità all'utente di assumere una determinazione, in primis quella di ricercare un'alternativa di viaggio.   

giovedì 20 febbraio 2020

Udine-Cervignano: servono investimenti. Informazione ancora deficitaria

Abbiamo atteso 24 h prima di scrivere, approfondendo, assumendo testimonianze dei viaggiatori e ricostruendo nel dettaglio quanto accaduto ieri amttina.
Giornalisticamente parlando è stata l‘ennesima giornata infernale per i pendolari della linea Udine-Cervignano-Trieste.
Dopo circa 20 giorni di regolarità, un guasto ad un deviatoio a Cervignano Smistamento ha messo ko la linea con pesanti ripercussioni. Oltre dieci i treni coinvolti, che hanno subito pesanti ritardi o cancellazioni, per un totale di passeggeri stimato tra le 2mila e le 3mila persone.
L’ennesimo guasto all’infrastruttura ha regalato un'altra giornata di passione per i pendolari: purtroppo lungo la Udine-Cervignano negli ultimi 10 mesi le anomalie alla circolazione sono sempre più frequenti, talvolta causate da guasti ai passaggi a livelli, altre volte da apparecchiature, altre ancora come ieri da un mal funzionamento di un deviatoio.
Sotto accusa RFI e la manutenzione dell'infrastruttura che appare sempre più fragile. Talvolta basta un banale temporale per mettere ko la linea.
INFORMAZIONE CARENTE: ciò che però ieri mattina non ha assolutamente funzionato è stata l’informazione, carente, non tempestiva e persino contradditoria, con scene fantozziane nelle stazioni di Cervignano e Udine, con viaggiatori che vagavano da un binario all’altro.
Un gran passo indietro visto che rispetto ad altre giornate di disagi, nelle quali a fronte di un guasto la situazione era stata gestita meglio, si è creato un problema di comunicazione tra Trenitalia e Rfi.
L’idea di Trenitalia di deviare i treni via Gorizia e di sostituire con bus le corse per le fermate intermedie era stata efficace, ma è mancata l’informazione puntuale per i passeggeri.
• R6001 Carnia (p.5.40)-Trieste (a.7.38) soppresso nella tratta Palmanova-Cervignano. Viaggiatori da Udine diretti a Trieste con R2801. Viaggiatori Palmanova Cervignano con servizio bus
• R6002 Trieste (p.6.22)-Carnia (a.8.13) soppresso nella tratta Cervignano-Palmanova. Viaggiatori da Cervignano per Udine trasbordati su R6001 fino a Monfalcone con coincidenza immediata con R2444 fino a Udine. Da Udine servizio bus sostitutivo fino a Carnia
• R2752 Trieste (p.6.50)-Udine (a.7.57): soppresso nella tratta Palmanova-Cervignano, autostituito • R6003 Tarvisio (p 6.10)-Trieste (a. 8.38). Da Udine treno deviato via Gorizia. Viaggiatori da Udine per Trieste Airport con servizio taxi. Viaggiatori diretti a Palmanova-Cervignano-Trieste con R6005
• R5863 Udine (p. 7.01)-Trieste (a.8.08): soppresso nella tratta Palmanova-Cervignano, autostituito.
UTENTI A PIEDI A CERVIGNANO: Trenitalia ha organizzato solo un bus sostitutivo e vista la presenza di numerosi viaggiatori, a Cervignano almeno una decina di persone è rimasta appiedata, costretti ad attendere il secondo giro del bus, a utilizzare mezzi propri, o perfino ritornare a Trieste Airport per riprendere l’auto privata.
Molti i commenti dei pendolari lasciati sulla pagina fb dedicata ai Comitati Pendolari del Friuli Venezia Giulia che hanno evidenziato la situazione di confusione e disagio presente nelle varie stazioni: “oggi una vera vergogna, treno annunciato a Cervignano in ritardo di 5 minuti anche sui display ... come per magia alle 7,05 ne annunciano la cancellazione!”, un altro passeggero scrive “capotreno e macchinista nel dramma più totale”, altri commenti riguardano la sostituzione bus, “autoservizio sostitutivo a Cervignano... Ma non per tutti. Siamo rimasti a terra in 12, se in FVG ci fosse integrazione del Tpl potevamo salire sulla SAF ma siamo nella preistoria qui” e ancora “a Cervignano 1 solo bus a sostituire un treno di pendolari... Risultato fuori dalla stazione ad aspettare un bus che non si sa quando arriva”.
PASSAGGIO A LIVELLO KO NEL POMERIGGIO: non poteva mancare la ciliegina sulla torta. Nel primo pomeriggio il R6028 Trieste-Udine è stato bloccato per quasi 45 min. a Palmanova a causa di un PL guasto. la situaizone si è sbloccta solo dopo l'intervento dei tecnici di RFi che hanno permesso al treno di attraversare il PL in sicurezza. 
INVESTIMENTI: da tempo denunciamo l’assoluta inadeguatezza della tratta Udine-Cervignano, lungo la quale, se non ci saranno interventi strutturali tempestivi, continueranno a registrarsi guasti e disagi.
E’ evidente che le criticità sono tutte strutturali che colpiscono l’intera linea: la Udine-Cervignano deve diventare ora una priorità assoluta per RFI, ma anche per la Regione FVG visto che la linea serve Trieste Airport, sul quale è stato fatto un grosso investimento che, se non supportato dall’infrastruttura, rischia di trasformarsi in una cattedrale nel deserto.
Solleciteremo nuovamente RFI ad assumere i necessari correttivi per superare le criticità contingenti e al contempo chiederemo alla Regione che alzi la voce a Roma, affinché ‘batta cassa’ al Ministero per reperire i fondi necessari per i lavori di adeguamento della linea, i quali devono essere senza indugio trovare priorità nell’Accordo di Programma Stato-RFI.
L’interlocuzione con Regione, Trenitalia e Rfi grazie al Tavolo di Lavoro è stata fin qui buona, come conferma anche il fatto che siamo riusciti a modificare alcuni orari. Ma adesso parliamo di un nodo strutturale e strategico e servono urgentemente i soldi per risolverlo.

lunedì 17 febbraio 2020

“Il nodo ferroviario di Gorizia”ieri, oggi e domani". Incontro previsto giovedì 20 febbraio alle 17.30 a Gorizia

Segnaliamo la bella iniziativa organizzata dal Club per l’UNESCO di Gorizia, dalla Arcidiocesi di Gorizia e dalla Biblioteca Seminario Teologico, che si svolgerà giovedì 20 febbraio 2020 alle ore 17.30 presso l'Aula Magna in via del Seminario n. 7 a Gorizia.
La serata organizzata nel quadro del programma culturale 2020 ha come titolo Il nodo ferroviario di Gorizia”ieri, oggi e domani".
Interverrà l'avvocato Alessandro Puhali, cultore di storia e tecnica delle ferrovie, Presidente dell’Associazione Museo-Stazione Trieste Campo Marzio e componente dell’Assemblea e del Comitato Trasporti del GECT GO.

venerdì 14 febbraio 2020

Sovraffollamento treni e manutenzione ETR563, il Comitato scrive alla Regione

Pubblichiamo la lettera inviata all'Assessore regionale alla Mobilità, Graziano Pizzimenti, con la quale lamentiamo frequenti casi di sovraffollamento dei treni regionali.
   
Egregio Assessore,
Le segnaliamo ulteriori casi di sovraffollamento dei treni. In particolare per tutta la settimana, tranne oggi, il R6003 Tarvisio-Udine-Trieste è stato realizzato con composizione Minuetto.
Con questa composizione ridotta Il treno già ad Artegna vede passeggeri in piedi, con la conseguenza che tutti i viaggiatori che salgono successivamente a Tarcento e Tricesimo sono costretti a sistemarsi negli atri e nei corridoi in piedi (come si evince dalle foto allegate).
A Udine vi è una sorta di turn over, gran parte dei passeggeri provenienti dall'Alto Friuli scendono, ma il treno si torna a riempire nuovamente con i passeggeri che sono diretti a Trieste, via Palmanova/Cervignano.
Il treno risulta sempre molto frequentato visto che è il mezzo più veloce per raggiungere il Capoluogo regionale: il R6003 parte infatti da Udine alle 8.06 e raggiunge Trieste alle 9.08, 24 min. prima del R20947 delle ore 8.08 via Gorizia. Ciò detto il R6003 quando viene effettuato in composizione Minuetto risulta già sovraffollato a Palmanova.
Le situazioni di sovraffollamento non sono più episodiche, limitate al R6003, ma frequenti o sistematiche (vedi R6032) visto che i mezzi utilizzabili dal Gestore Trenitalia sono contati.
preoccupazione circa lo stato di manutenzione dei treni Civity ETR563, di proprietà della Regione: uno pare sia fermo da lungo periodo a causa di problemi strutturali, noti pure all'ANSF. Altri pare abbiano problemi ai carrelli, i cui motori non sono tutti funzionanti.
A tal fine esprimiamo la nostra
E’ evidente che la situazione del sovraffollamento deriva sia dall’inutilizzabilità di alcuni Caf che dall’impossibilità di Trenitalia – sino alla stipula del nuovo contratto di servizio - ad investire sul proprio parco rotabile. E’ evidente pertanto che i nuovi treni Rock e Pop arriveranno in FVG solo dopo la firma del contratto, e solo qualora venga individuata Trenitalia quale Gestore del servizio tpl ferro.
Una situazione che rischia di penalizzare fortemente i pendolari del FVG che saranno costretti a stringere i denti e a sopportare questa condizione di precarietà ancora per almeno 1 anno.
Visto l’ingente investimento effettuato dalla Regione riteniamo prioritario assumere tutte le determinazioni più opportune per migliorare lo stato manutentivo dei treni Civity ETR563.
Quella dei treni spagnoli è stata una partita giocata male, conclusa con il noto accordo transattivo con il costruttore Caf-Construcciones y auxiliar de ferrocarriles. Da quanto è emerso sulla stampa, le penali contrattuali ammontanti a 4,5 milioni di € sono state definite a stralcio con una transazione all’80%, che ha riconosciuto alla Regione l’importo di 3,6 milioni.
L’accordo sembrerebbe di per sé favorevole, se non fosse che l’importo non è stato riconosciuto in denaro, o garantendo un servizio suppletivo, quale l’ordinaria manutenzione dei treni, bensì mediante l’assegnazione di una “scorta tecnica". Sulle penali invece della fornitura degli ETR564, che dovrebbero ammontare a 2,5 milioni, nulla si sa invece.
Attualmente la manutenzione ordinaria dei treni ETR563-564 è svolta da Trenitalia, mentre quella correttiva e straordinaria è in capo al costruttore Caf come da contratto.
A fronte di ciò Le chiediamo di sensibilizzare i soggetti titolari delle manutenzioni dei treni, attuando tutte le azioni più idonee per salvaguardare questo importante patrimonio regionale che ha garantito un importante salto di qualità del servizio tpl offerto.
Restando in attesa di un Suo pregiato riscontro Le porgiamo i nostri migliori saluti
Comitato Pendolari Alto Friuli

domenica 9 febbraio 2020

Ciao Maestri!

Abbiamo ricevuto varie mail di ferrovieri, pendolari e semplici appassionati che ci hanno ringraziato per il post che abbiamo pubblicato in ricordo dei due macchinisti morti sul lavoro nell'incidente del Frecciarossa a Ospedaletto Lodigiano. 
Di seguito pubblichiamo il bel pensiero di Massimo Franzin, appassionato ferroviario nonché collaboratore della rivista I Treni.

CIAO MAESTRI! 
"Che tempi, quando i treni erano neri, verdi, grigi o marroni; l'odore di ferrovia fuori e il cuore dentro che non batte ma vibra e ronza, reostatico... 
Il segnale è di via libera e lentamente acceleri, il fischio sale e si spacca tra i palazzi e le strade. 
Il sole sorge alle spalle, mattino presto, profumo di caffè addosso. La motrice avanza e la banchina finisce: Mandi Udin, Capital dal Friùl! 
Gli ultimi scambi d'uscita sono ormai dietro e tu acceleri... 
Il cielo azzurro dell'ovest ti abbraccia mentre gli alberi e i prati dipingono i finestrini di brina che fuma al sole; sole che scalda e brilla e si riflette sul fungo delle rotaie. 
Il binario è una spada scintillante che taglia la pianura, fende i campi, buca le montagne, oltre i fiumi, divide paesi e città, unisce i popoli. 
Venezia è vicina ma poi oltrepassi la laguna, pensi ai Dogi, alle gondole e sospiri...e poi corri e la pianura ti lancia. 
Il paesaggio diventa una lunga, continua sfumatura quando acceleri ai comandi del più bel treno del mondo... A Padova impari ma a Verona già t'innamori. E Brescia? 
Arriva prima di Bergamo che è...Serio. Milano ti aspetta, maestosa e cupa, tempio moderno di un primo Novecento che evoca fasti antichi..: 
"Gare de Travail" potrebbe chiamarsi, dove non c'è fatica, non c'è noia. Qui si va. E i treni sì, arrivano, ma poi partono, con le persone, le storie e le loro vite; ed essi oggi sono bianchi, d'argento e rossi. Non sbuffano ma sìbilano, non corrono ma fluttuano; Frecce scoccate dall'arco dell'avanguardia internazionale. 
Si mangia a Bologna e a Firenze si Rinasce. Roma impera e ti indica la strada. 
Corri treno rosso che Napoli ti aspetta, la pizza è calda! 
Corri e racconta della neve bianca agli aranceti. 
Corri Frecciarossa 9595! Corri sui binari dei sogni, in questo giorno senza tempo, c'è l'ultima stazione... 
Corri perché Mario e Giuseppe hanno la coincidenza per il cielo. Buon Viaggio Maestri!" 
Con tutto il mio cuore, Massimo Franzin

sabato 8 febbraio 2020

Vertice sul nodo ferroviario di Udine

L'avvio del percorso per il trasferimento a RFI della gestione dell'infrastruttura ferroviaria della Udine-Cividale, di proprietà regionale, oggi affidata alla società FUC; le fasi di intervento sul nodo di Udine, con particolare riguardo al completamento prioritario delle azioni necessarie al trasferimento di tutto il traffico ferroviario passeggeri sulla linea di cintura e la velocizzazione della Trieste-Venezia con il tema correlato dell'alta velocità.
Sono questi i principali argomenti trattati durante la riunione di svolta lo scorso 4 febbraio tra l'Assessore alle Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, e l'amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana (RFI), Maurizio Gentile.
"È stato un primo incontro molto proficuo e positivo - ha commentato Pizzimenti -, che ha consentito di sottolineare alcuni temi prioritari per la nostra Regione, sui quali riteniamo fondamentale un'azione sinergica. A tal proposito Rfi ha testimoniato la piena disponibilità a valutare le priorità regionali, dando indicazioni alla propria struttura di avviare i relativi approfondimenti".
All'incontro ha partecipato anche l'amministratore unico di FUC, Giampaolo Graberi, il quale in merito al trasferimento della gestione dell'infrastruttura ferroviaria Udine-Cividale ha evidenziato come tale scelta rappresenti per la società un passaggio necessario al fine di rispondere al meglio e con maggiore efficacia agli obblighi derivanti da un contesto normativo nazionale, con costi di struttura che non sarebbero gestibili con l'assetto attuale.
Pizzimenti ha confermato che "in merito alla problematica del nodo di Udine, la Regione segue con attenzione la vicenda ed è interessata alla risoluzione del problema, di modo da garantire un equilibrio tra le esigenze dei soggetti coinvolti".
L'incontro ha posto le basi certamente per il trasferimento definitivo della linea Udine-Cividale a RFI: E' evidente che FUC, società partecipata regionale, non è più in grado e soprattutto non ha senso gestire in house una linea di appena 15 km.
Sulla delicata e spinosa questione del nodo di Udine, apprezziamo le parole equilibrate dell'Assessore Pizzimenti al quale abbiamo chiesto un incontro per confrontarsi alla luce dei recenti articoli di stampa e delle dichiarazioni di certi esponenti politici udinesi.



giovedì 6 febbraio 2020

Oggi più che mai W il treno !

Non ci sono parole per esprimere il dolore per quello che è successo questa mattina lungo i binari dell'Alta Velocità a Ospedaletto Lodigiano.
Due macchinisti sono morti e 31 persone sono rimaste ferite nel deragliamento del treno Frecciarossa Av 9595 partito da Milano Centrale alle 5.10 e diretto a Salerno.
Le Autorità stanno ricostruendo la dinamica dell'accaduto e verificando le cause dell'incidente.
Le vittime sono Giuseppe Cicciù, 52enne nato a Reggio Calabria, e Mario Di Cuonzo, 59 anni, di Capua.
Esprimiamo le nostre condoglianze ai familiari delle vittime ed un augurio di pronta guarigione a tutti i passeggeri coinvolti.
A voi, Maestri, auguriamo buon viaggio, augurandoci che episodi come questo non si verifichino mai più!
Oggi più che mai W il treno !

lunedì 3 febbraio 2020

Mi.Co.Tra: chiesta una fermata intermedia del treno nella tratta Gemona-Udine

Particolarmente frizzante è il panorama delle proposte nell'ambito del trasporto pubblico locale su rotaia.
L'ultima è quella del Consigliere Regionale Edy Morandini (Progetto Fvg/Ar) che chiede "una fermata intermedia, a servizio della zona collinare a Nord di Udine, per la tratta ferroviaria che collega il capoluogo friulano con l’austriaca Villach nell’ambito del progetto MiCoTra per il miglioramento dei collegamenti transfrontalieri”.
La proposta è stata formalizzata dal consigliere Morandini nel testo di un’interrogazione sottoscritta anche dai suoi colleghi di Gruppo, Mauro Di Bert e Giuseppe Sibau (quest'ultimo sostenitore del trasferimento dei treni passeggeri della Udine-Tarvisio in linea di cintura).
L’indicazione rivolta alla Giunta regionale è di “valutare la possibilità di ampliare le fermate attualmente previste sulla tratta, conglobando la stazione di Tricesimo-San Pelagio o in alternativa la stazione di Tarcento. Il servizio avviato dalla Regione e gestito in collaborazione dalla società Ferrovie Udine-Cividale (Fuc) con Ferrovie Austria (Obb), collega con più corse giornaliere Udine alla Carinzia e, nei fine settimana, la tratta è estesa a Trieste con fermate a Palmanova, Cervignano del Friuli, Trieste Airport e Monfalcone. Dalla sua istituzione – sottolinea Morandini – il servizio ha subito riscontato un ampio successo, dovuto anche alla possibilità di trasportare le biciclette per una tratta ferroviaria che viaggia a ridosso della ciclovia Alpe-Adria. Attualmente – spiega ancora il consigliere – nei circa 30 chilometri fra Udine e Gemona del Friuli non ci sono fermate intermedie, mentre nella tratta successiva, fra Gemona e Tarvisio Boscoverde, ce ne sono diverse a una decina di chilometri di distanza una dall’altra. Il Comune di Tricesimo – aggiunge – si trova lungo l’asse della ciclovia Alpe-Adria e l’istituzione di una fermata intermedia alla stazione San Pelagio potrebbe rappresentare un incentivo allo sviluppo della mobilità lenta, dai Colli Orientali e fino al Tagliamento, unendo le ciclabili Fvg3 Pedemontana alla Fvg6 del Tagliamento attraverso le colline moreniche, territorio ricco di beni culturali e ambientali. In alternativa – conclude Morandini – la fermata potrebbe essere istituita a Tarcento, dal momento che anche questo Comune, grazie a uno stanziamento regionale, avrà un collegamento con la ciclovia Alpe-Adria”.
Non abbiamo nessuna obiezione a che il Mi.Co.Tra fermi a Tarcento o a Tricesimo, visto che sono due stazioni molto frequentate e visto che soprattutto il R1822 in partenza alle ore 17.22 da Udine potrebbe essere sfruttato da molti utenti, specie se venisse anticipato di qualche minuto (verso le 17.10), in maniera da non creare conflitto con il successivo R21010 delle ore 17.35.
Oggi il Mi.Co.Tra percorre la tratta Udine-Gemona in 18 min., mentre il tempo di percorrenza dei treni regionali Udine-Tarcento è di 15 min., e quello Udine-Tricesimo è di 8 min.; l'eventuale fermata intermedia allungherebbe di alcuni minuti il viaggio del Mi.Co.Tra, ma nulla di trascendentale.  
Tuttavia ci pare che ci sia tanta confusione su queste proposte: è da capire infatti se nascono da un'esigenza turistica, legata al cicloturisti dell'AlpeAdria, oppure più propriamente da esigenze di mobilità tpl.
Se la richiesta è finalizzata a supportare unicamente il cicloturismo lungo l'AlpeAdria, i proponenti forse non sanno che il tracciato ufficiale della ciclabile non passa né per Tarcento né per Tricesimo, quest'ultimo solo sfiorata, in quanto una volta raggiunta Gemona la ciclopista devia in direzione di Osoppo e Buja e da lì poi prosegue verso Udine lungo l'Ippovia.
Qualora invece si prediliga, come ci auguriamo, l'esigenza di mobilità del territorio, è bene evidenziare che la sosta intermedia sarebbe di fatto inutile se verrà portato a termine la folle idea di trasferire 9 treni (tra cui i Mi.Co.Tra.) lungo la linea di cintura.
Questo di fatto andrebbe ad allungare significativamente i tempi di percorrenza, raddoppiandoli, tanto che gli utenti delle prime stazioni intermedie (Tricesimo, Tarcento, ma anche Artegna e Gemona), potrebbero optare per non utilizzare più il treno, mezzo che diventerebbe più lento e meno performante rispetto ad altri mezzi, in primis l'auto.
La proposta di inserimento di una fermata intermedia (Tarcento o Tricesimo) per Mi.Co.Tra. è senza dubbio positiva, purché ovviamente i tempi di percorrenza non aumentino seguendo il folle progetto della linea di cintura.

domenica 2 febbraio 2020

Udine e i treni

Pubblichiamo un bel contributo di Marco Birri, in ordine alla questione dei passaggi a livello di Udine e della linea di cintura.

Udine e i treni. 
Tra qualche giorno la ferrovia Pontebbana compirà 140 anni. 
Quasi un secolo e mezzo di storia è passato su quei binari. Persone, merci, vite. Senza dimenticare i treni della morte diretti nei campi di sterminio nazisti. 
140 anni di storia. Udine, per oltre un secolo, è stata capitale ferroviaria del nord-est. 
Un grande deposito con un'officina attivissima nelle riparazioni e manutenzioni delle tante locomotive che scalavano le ripide curve della Pontebbana a nord di Gemona. Tra le prime ad essere raggiunte dall’elettrificazione. 
Oggi, in un momento in cui in tutto il mondo si torna a guardare al trasporto su ferro come unica, vera alternativa alla crescita esponenziale dell'inquinamento, Udine resta al palo, anzi, fa un passo indietro. 
Proprio la Pontebbana, nel suo tratto iniziale, dalla stazione di Udine al Posto di Movimento di Vat, vede uno scontro ideologico tra due posizioni contrapposte. Chi vede il proprio interesse di non essere disturbato e chi, attento agli interessi collettivi, auspica soluzioni al passo con i tempi. 
Ammetto, sono di parte. Cresciuto in mezzo alle rotaie, ho sempre visto il treno come un mezzo meraviglioso per unire. Resto basito nel vedere che, nel 2020, vinca ancora chi urla di più, invece che trovare democraticamente una soluzione che possa in qualche modo soddisfare la maggioranza della popolazione. 
Un passo indietro. La Pontebbana compie 140 anni e, da allora, è sempre corsa lungo quei binari. Non è mai stata spostata, anzi, nel tempo ha perso la compagnia delle varie tramvie e ferrovie locali che avrebbero dovuto servire le cittadine a nord di Udine. 
In 140 anni ha trovato la compagnia di tante abitazioni sorte lungo l'asse ferroviario. Ma chi costruiva sapeva bene cosa aveva di fronte. La città si è espansa lungo e oltre l'asse ferroviario, inglobandolo.
Alla fine del secolo scorso si è persa una grandissima occasione: interrare il tratto di linea tra la stazione e Vat, trasformando il tratto in una linea metropolitana, magari aggiungendo una o due fermate a servizio dei quartieri a ridosso della linea. 
Udine ha perso tantissime occasioni, ha cancellato le linee dei tram, urbani ed extra-urbani, quelle che oggi avrebbero potuto essere la dorsale della rinascita del Trasporto Pubblico Locale. 
Pochi mesi fa sembrava poter riprendere energia l’ipotesi di dotare Udine di un nuovo e moderno tram che collegasse il centro con i principali punti di interesse: stazione, università, ospedale, stadio. Invece nulla di nuovo. Altra occasione persa. 
Ha perso l'occasione di ridiventare capitale del Friuli, liberando le proprie vie dalla soffocante presenza delle auto, in sosta e in movimento. 
Ha perso l'occasione di essere mercato vivo e vitale, lasciando alla grande distribuzione ampio spazio per crescere a spese dei negozi di città. 
Ha perso l’idea stessa di capitale. Essere centro di un sistema più vasto della propria cinta. Guardare oltre ai propri confini, guardare a chi vive appena più in là. In un raggio di 15km dal centro si raggiungono Cividale, Mortegliano, Tricesimo, Manzano. 215.000 persone che potrebbero essere il vero bacino d’utenze di un nuovo e moderno sistema già in funzione in Francia, Germania, persino in paesi dell’ex blocco sovietico. 
E ora? Vogliono anche perdere l’ennesima occasione di sviluppo? A spese di chi? Temo dei molti che della ferrovia si servono. Saranno loro, noi tutti cittadini di questa Regione a pagare questa dismissione. Noi che ci vedremo aumentare il prezzo dei biglietti per la tratta, noi che subiremo l’aumento dei tempi di percorrenza, noi, che ancora una volta, vedremo sacrificato un altro pezzo di terreno al dio Automobile e ne subiremo i miasmi inquinanti. Noi e i nostri figli che non potranno contare su un sistema di trasporto integrato, rispettoso dell’ambiente e moderno. 
Congratulazioni ai vari comitati contro la ferrovia. Sono riusciti a farsi sentire, ad urlare più forte. Temo che questa vittoria porterà Udine in dietro di 140 anni, invece che proiettarla verso il futuro.
E “complimenti” a chi li ha ascoltati. 
Quando avremo code ininterrotte su tutta via Cividale, da Piazzale Diacono a San Gottardo, su via Del Bon, su via Bruttrio, senza più la scusa dei passaggi a livello, verremo a chiedervi se la scelta di togliere la ferrovia sia stata veramente la più saggia e l’unica percorribile.

venerdì 31 gennaio 2020

Accolte le richieste dei pendolari: modificati gli orari del R11004/20963 Udine-Trieste

Da lunedì 10 febbraio verrà risolta la criticità dei conflitti di circolazione causata dalla sovrapposizione delle tracce dei treni ICN 35774 e dal R11004/20963 Venezia-Udine-Trieste.
Tale sovrapposizione era causata dalla modifica dell’orario invernale 2019/2020 e stava generando continui ritardi quotidiani, alternativamente a uno dei due treni.
Particolarmente critica era la situazione del R11004/20963 con frequenti ritardi, soprattutto nelle stazioni intermedie dopo Udine, atteso che il regionale attualmente deve dare precedenza all'ICN.
Grazie ad un continuo e fattivo confronto tra Comitati dei Pendolari, RFI e Regione FVG è stato possibile procedere alla modifica dell’orario del R11004/20963 in tempi celeri, risolvendo così la stortura.
Determinante è stato l’incontro del 22 gennaio scorso con il Direttore nazionale della Produzione RFI, ing. Valerio Giovine e quello Territoriale FVG, ing. Rosina Oliveto, che hanno accolto le proposte dei rappresentanti dei Comitati dei Pendolari, risolvendo così il conflitto di circolazione.
Dal 10 febbraio pertanto - a breve verrà aggiornato anche l'orario on line sul sito di Trenitalia - il treno R11004/20963 proveniente da Venezia a Udine alle 7.28, ripartirà non più alle 7.38, ma alle 7.32, anticipando l’ICN.
Questo permetterà di dare regolarità al treno regionale, molto frequentato, soprattutto dai dipendenti della Danieli di Buttrio. La modifica permetterà infatti di non generare più ritardi soprattutto nelle stazioni intermedie di Buttrio, Manzano e San Giovanni al Natisone.
Il nuovo orario del R11004/20963 è il seguente: Udine p. 7.32, Buttrio p. 7.40, Manzano p. 7.45, S.Giovanni p. 7.49, Cormons p. 7.54, Gorizia p. 8.03, Sagrado p. 8.14, Ronchi dei L. p. 8.20, Monfalcone p. 8.27, Sistiana p. 8.35, Aurisina p. 8.39, Miramare p. 8.46 Trieste a. 8.56.
Nella sostanza viene anticipata da Udine la partenza del regionale di 6 minuti; invariato invece il tempo di percorrenza Udine-Trieste.
Esprimiamo soddisfazione per questo risultato, che ancora una volta premia questo metodo di lavoro. Il Tavolo di Lavoro tra Regione, RFI, Trenitalia e Comitati dei Pendolari garantisce infatti uno scambio di imput e informazioni utili per un continuo miglioramento del servizio. 
A tal fine ringraziamo l’ing. Giovine e l’ing. Oliveto per aver accolto i nostri suggerimenti e tutti i pendolari che in queste settimane ci hanno scritto e fornito puntualmente le loro osservazioni.
A fine novembre dopo alcune giornate nere avevamo "alzato la voce", manifestando tutto il nostro malcontento difronte ad alcune criticità che stavano minando l’eccellenza fs del FVG, che nel 2019 ha fatto registrare le migliori performance a livello nazionale con quasi il 95% della puntualità entro i 5 min.
Il nostro appello è stato accolto da RFI e Trenitalia, che hanno saputo reagire, assumendo i correttivi richiesti dagli Utenti.
Una dimostrazione di serietà che ci fa ben sperare anche per la soluzione di altre criticità legate all'informazione o di natura infrastrutturale – prima su tutte quella dei PL lungo la Udine-Cervignano e lungo la Sacile-Maniago - per le quali sappiamo che RFI è già al lavoro.
Il gioco di squadra vince sempre ! 

mercoledì 29 gennaio 2020

Ancora ritardi lungo la Udine-Cervignano: PL di Risano la sfortuna non c'entra, i guasti sono strutturali

Anche ieri è stata una giornata pesante per il servizio fs del FVG:  particolarmente tormentata la circolazione lungo la linea Trieste-Cervignano-Udine, colpita sia alla mattina che al pomeriggio da guasti che hanno causato pesanti ritardi e alcune soppressioni.
Alla mattina un guasto al PL di Risano ha interessato il R6002 Trieste-Carnia (ritardo 36 min.), il R6003 Tarvisio-Trieste (rit. 32 min. il treno a Udine è stato deviato via Gorizia), il R2752 Trieste-Cervignano (rit. 39 min.), il R6009 Carnia-Udine (rit. 27 min.) e il R6006 Trieste-Udine (rit. 9 min.).
Nel pomeriggio si è replicata la situazione. Ancora un guasto ai PL tra le località di Risano e Bivio Cargnacco hanno interessato:
- il R6013 Udine-Trieste delle 12.36 è stato limitato a Cervignano, dove è giunto con 60 min. di ritardo (viaggiatori diretti a Monfalcone e Trieste con R2791);
- il R6028 Trieste-Udine è stato limitato da Cervignano a Udine (viaggiatori da Trieste per Monfalcone e Cervignano su R2214, viaggiatori per Palmanova e Udine con bus sostitutivo);
- il R6021 Udine-Trieste delle ore 13.36 è stato soppresso intera tratta (viaggiatori diretti a Monfalcone e Trieste con R2451, viaggiatori diretti a Palmanova e Cervignano con R 6023);
- R6018 Trieste-Tarvisio delle 12.22 è giunto a fine corsa con 19 min. di ritardo (a Palmanova erano 40 i min. di ritardo, a Udine 45 min., a Gemona 30 min. a Tarvisio 19 min.).
I viaggiatori sono stati informati con annuncia a bordo e a terra, inoltre Trenitalia ha previsto un ottimo servizio Customer Care (2 persone a Udine e 2 persone a Trieste).
E' evidente che la situazione a Risano (ma anche a Ronchi dei Legionari, dove il PL era andato ko lunedì mattina), non può essere ulteriormente procrastinata e tollerata, né si può giustificare tali episodi come "normale" usura. Nell'ultima settimana infatti già tre volte si è guastato qualcosa a Risano.
La Regione FVG ha investito molto, si pensi alla realizzazione della fermata di Trieste Airport. E' lecito chiedersi chi si fida oggi di andare a prendere un aereo con questo servizio fs? In tanti preferiscono Atap che da maggior affidabilità. Questo significa che si stanno vanificando gli sforzi fatti per dotare il territorio di nuovi servizi.
Siamo in costante contatto con Trenitalia e RFI, segnalando puntualmente alla Regione le lamentele che ci vengono girate dall'utenza. I problemi sono di natura infrastrutturale che sicuramente non si risolvono dall'oggi al domani, ma servono investimenti ed interventi risolutori.
Continueremo pertanto a pressare affinché sia diano priorità agli interventi di Risano, Ronchi dei Legionari Nord e all'adeguamento degli impianti di circolazione lungo la Udine-Cervignano.
Siamo consci che RFI è già al lavoro per trovare i giusti correttivi.
A breve sapremo quali saranno i provvedimenti che verranno adottati entro il mese di febbraio per eliminare alcuni conflitti di circolazione esistenti causati dal nuovo orario invernale; un primo passo per uscire da questa delicata situazione.

martedì 14 gennaio 2020

Nuovo orario invernale, qualche disagio di troppo tra ritardi e sovraffollamento

Il nuovo orario invernale entrato in vigore a metà dicembre 2019 sta facendo riscontrare alcuni disagi. Varie sono le segnalazioni che che ci sono pervenute.
Abbiamo già segnalato a Trenitalia e alla Regione i disagi affinché si possa nel breve periodo assumere i correttivi necessari.
In primo luogo viene segnalato un frequente sovraffollamento di treni particolarmente utilizzati (ad esempio il R6001 Carnia p. 5.40 -Trieste a. 7.38 // il R6040 Trieste p.17.52- Carnia a. 20.38 / e il R20958 Trieste p. 6.28 - Sacile a. 8.43), attualmente effettuati di frequente con materiale Minuetto. Tale materiale costringe a viaggiare in piedi (e stipati) molte persone per buona parte del percorso (il 6001 ha talora persone in piedi già a Palmanova). 
Si tratta probabilmente di una manutenzione periodica di altro materiale (Etr563/564) che costringe Trenitalia ad utilizzare altri treni meno capienti; però si tratta di un disagio che si sta protraendo da tempo.
In secondo luogo, la modifica dell'orario ha evidenziato una grande criticità data dalla sovrapposizione delle tracce dei treni ICN 775 (o 35775) e R11004/20963 (ex 11002).
Una sovrapposizione che genera ritardi quotidiani, alternativamente a uno dei due treni.
Con il nuovo orario il R11004 arriva a Udine alle 7.28 e riparte alle 7.38 per Trieste via Gorizia. Con il precedente orario detto treno arrivava a Udine alle 7.30 ma ripartiva alle 7.36; sovente arrivava a Udine dopo le 7.30 ma generalmente alle 7.36 ripartiva puntuale.
Ora invece, approfittando della sosta di dieci minuti a Udine, è stato inserito il treno ICN 775 che arriva a Udine alle 7.32 e riparte alle 7.34 per Trieste, sempre via Gorizia.
Questo comporta frequenti ritardi, soprattutto nelle stazioni intermedie frequenti ritardi visto che il R11004 deve dare precedenza all'ICN 775.
Nella prima settimana del nuovo orario il R11004 è arrivato a Udine in lieve ritardo - come avveniva prima - e che, per effetto della precedenza al treno ICN775, è ripartito da Udine fra le 7.45 e le 7.50, giungendo poi a Trieste quasi in orario ma in ritardo nelle stazioni intermedie (segnatamente a Buttrio, fermata interessata da un grosso movimento lavoratori di grosse aziende).
Si rendono quindi necessarie delle considerazioni: è' ben vero che l'ICN 775 è generalmente regolare e sovente viaggi in lieve anticipo, per effetto della traccia molto larga dei treni notturni, tuttavia, visto che fra Udine Parco e San Giovanni al Natisone vi è un'unica sezione di blocco lunga più di 10 km, quand'anche il treno R11004 giungesse in orario a Udine (e non avviene quasi mai, qualche minuto di ritardo c'è sempre) sarebbe tecnicamente impossibile che un treno parta alle 7.34 e uno alle 7.38, perché il secondo dovrà comunque attendere che il primo liberi la lunga sezione di blocco anzidetta.
In linea di principio l'orario nuovo dei due convogli in esame sarebbe logico, tuttavia con l'attuale situazione infrastrutturale l'orario così congegnato finisce per generare ritardi in maniera sistematica (tali ritardi probabilmente non faranno danno all'impresa ferroviaria perché verranno assorbiti lungo la tratta, ma - come osservato - sono perniciosi nelle fermate intermedie).
Fra l'altro anche il R11019 risente, in partenza da Udine, del disagio perché deve attendere che il treno ICN 775 sia entrato in stazione; quindi alle 7.32 non parte mai a meno che il 775 non vada sul binario 1.
Si tratta di una stortura evidente che necessita assolutamente di un intervento di RFI e Trenitalia: infatti con le caratteristiche dell'infrastruttura presenti, l'orario così concepito non è realizzabile. Due le possibili soluzioni proposte:
1) spostare la partenza da Udine dell'ICN quella del R11004, come avveniva prima, magari anticipando nuovamente di due o tre minuti il R11004. Spostando la partenza dell'ICN non si avrebbero problemi in quanto si risolverebbero tutte le situazioni di conflitto d'orario.
2) Altra soluzione - probabilmente la più ottimale - sarebbe far partire l'ICN da Mestre prima del R11004; ciò si otterrebbe solo eliminando però la "puntatina" a Venezia Santa Lucia e facendo inversione direttamente a Mestre. In tal modo, l'ICN fra Udine e Trieste si posizionerebbe fra i treni delle 7.08 e delle 7.38 senza creare intralcio alcuno e senza subire a sua volta ritardi.
Altro problema è stato lamentato il ritardo del R6002 Trieste (p. 6.22) - Udine (a. 7.27/p. 7.35) - Carnia (a. 8.13).
Prima del cambio orario, il treno partiva alle 06.20 e arrivava a Udine alle 7.22. Adesso l'arrivo a Udine è previsto alle 7.27 (ovvero 5 min. dopo), ma in realtà il treno non giunge mai prima delle 7.30, 7.35, maturando da 3 a 8 min. di ritardo che crea notevoli disagio a chi deve prendere coincidenze bus.
Nonostante sia aumentata la durata del viaggio da Trieste a Udine (da 1 h 2 min. a 1 h 5 min.), il treno non garantisce la puntualità d'orario. 
Il treno poi arriva a Carnia generalmente in orario, beneficiando degli 8 minuti di sosta "cuscinetto" prevista a Udine (dalle 7.27 alle 7.35).
Si stanno creando evidenti disagi, purtroppo, perché di fatto si arriva dieci minuti più tardi rispetto al precedente orario pur partendo, di fatto, alla stessa ora.
Il treno 6002 peraltro va a confliggere con la fascia oraria in cui la stazione di Udine è piena zeppa di treni in partenza e arrivo (e in particolare i due treni in conflitto di cui sopra, R11004 e ICN775, oltre a Italo e al R11019, altro treno che parte spesso in ritardo da Udine), mentre prima arrivava alle 7.22 in un momento in cui la stazione di Udine non vedeva treni in partenza e in arrivo e poteva essere ricevuto senza problemi su qualsiasi binario libero, senza causare intralci. Quello del treno 6002 è un buon esempio di come la smania di allungare le tracce orarie, in teoria per garantire regolarità, abbia in realtà l'effetto opposto. Con la stazione di Udine che in teoria sarebbe libera da treni passeggeri in movimento lato Venezia e Cervignano fra le 7.05 e le 7.27 circa, si è finito per far finire il treno nel groviglio di convogli in arrivo e in partenza fra le 7.27 e le 7.38.
Il nuovo orario ha comportato in molti casi un aumento della durata del viaggio con un ingiustificato allungamento delle tracce
Lo scopo di ciò è senza dubbio quello di garantire regolarità e puntualità, ma in taluni casi, come evidenziato con il R6002 si è ottenuto l'effetto contrario.
Allungare le tracce significa occupare di più le sezioni di blocco interessate, quindi non può che creare riduzione della capacità dell'infrastruttura e, quando essa e satura, conflitti di circolazione aggiuntivi.
Per i treni della linea 15 siamo passati da 59 minuti a più di 65 in molti casi, per aver aggiunto la sola fermata di Trieste Airport, di talché vi sono treni via Gorizia che impiegano pure meno. La competitività del mezzo pubblico si misura anche da questi particolari.
Da ultimo una buona notizia, con il nuovo orario è stato inserito un nuovo treno lungo la direttrice Udine-Trieste - via Gorizia: il R20947 delle 8.08 che risulta da subito ben utilizzato e gradito da parte dell'utenza.

lunedì 13 gennaio 2020

Frecce, con l'arrivo di Italo in FVG, cala la scure sui fondi regionali

Pubblichiamo l'articolo de Il Gazzettino del 11 gennaio 2020 di Camilla Demori relativo al taglio del finanziamento regionale al servizio Freccia di Trenitalia

IL CASO Addio ai tre milioni di contributo regionale a Trenitalia per il passaggio delle Frecce in Friuli Venezia Giulia. 
A sparigliare le carte in tavola è stato l'arrivo di Italo a Udine e Pordenone. 
Il 7 dicembre scorso è scaduta la convenzione con la società del Gruppo Ferrovie dello Stato e, come spiegano nell'assessorato regionale guidato da Graziano Pizzimenti, titolare della delega ai Trasporti nella giunta Fedriga, «in questo momento i servizi di alta velocità sulla lunga percorrenza, sia sulla direttrice per Milano sia sulla direttrice per Roma in regione stanno funzionando a mercato». Cioè, senza che la Regione ci metta un euro extra. 
LA POSTA È vero che nel bilancio regionale 2020-2022 aggiornato alla stabilità di dicembre 2019, nel capitolo dedicato al trasporto pubblico regionale e locale in carico alla direzione centrale Infrastrutture e Territorio, è previsto uno stanziamento di due milioni per il 2020, altri due nel 2021 e sempre due milioni nel 2022, come spese correnti per l'acquisto di beni e servizi. In questo caso, «oneri derivanti dal miglioramento del servizio dei collegamenti ferroviari passeggeri di lunga percorrenza». 
Alla voce «destinazione di spesa» viene chiarito bene che «i fondi sono destinati alla compartecipazione finanziaria con Trenitalia spa per il miglioramento del servizio ferroviario tra le città di Trieste e Udine e le città di Milano e Roma». Ma, spiegano ancora in assessorato, il fatto che una posta sia prevista non vuol dire affatto che poi sarà spesa. «Quei soldi sono disponibili a bilancio ma in questo momento le risorse non sono utilizzate in una convenzione. Si tratta di una previsione che in questo momento non è attuata». 
LE REAZIONI Quei tre milioni dati a Trenitalia fino al 2019 avevano radici antiche, visto che partivano da un'intesa stipulata a giugno del 2012 sulla base di un'autorizzazione contenuta già nella finanziaria del 2010. E di questa storia è figlia la delibera che a novembre 2018 aveva confermato l'importo a carico del bilancio 2018-2020. Ma, già subito dopo l'arrivo di Italo, era stato il direttore commerciale della società Fabrizio Bona a mettere la pulce nell'orecchio, suggerendo alla Regione un ripensamento sull'agevolazione data al loro concorrente statale. E Pizzimenti aveva raccolto il suggerimento, in nome della «parità di trattamento». 
Insomma, è il mercato, bellezza, si direbbe, parafrasando Bogart.
Quel mercato che oggi, tanto per capirci, fa sì che sulla Udine-Mestre un Italo del 13 gennaio costi 9,90 euro (per un'ora e 41 minuti di viaggio) contro i 12,35 di un regionale veloce di Trenitalia (un'ora e 37). 
Ma, se effettivamente quei soldi (o almeno uno di quei milioni) non saranno dati a Trenitalia per le Frecce, ma saranno risparmiati, come li utilizzerà la Regione? 
«Quei fondi - dice l'assessore Pizzimenti - ancora non sono stati risparmiati. Il bilancio è già stato fatto prevedendo un milione in meno. I soldi che non saranno utilizzati per le Frecce saranno suddivisi nei capitoli del mio assessorato». 
Secondo Andrea Palese del Comitato Pendolari Alto Friuli, «con i soldi risparmiati la Regione potrebbe ampliare la tariffa weekend o, magari, prevedere in via sperimentale qualche tariffa dinamica, con lo scopo di aumentare i passeggeri. Perché solo così si aumentano gli introiti da tariffa e si va a sterilizzare i possibili aumenti futuri. Lo scopo dev'essere incentivare il gestore ad incrementare il proprio bacino di utenza, con premialità precise. Altrimenti, se a marzo uno si prende il 90 per cento dei 40 milioni annui, potrebbe non essere interessato a quanti passeggeri carica da allora». 
Il taglio dei fondi per le Frecce? Se sarà confermato come pare, per Palese, «avranno fatto benissimo. Con l'entrata di Italo ormai siamo sul mercato libero. È evidente che non si possono fare due pesi e due misure. Certo, se siamo sul mercato, non possiamo piangere poi se gli orari non ci sono o non ci piacciono. Decide il gestore». 
Su quest'ultimo punto concorda il consigliere del M5S Cristian Sergo: «Va bene il taglio, visto che è arrivato Italo, ma se ci sono delle tratte che per il mercato non sono appetibili, i cittadini nella nostra regione rischiano di non avere il servizio di alta velocità perché se decidono ci fermiamo a Venezia, si fermano a Venezia».

domenica 12 gennaio 2020

2020 anno del treno turistico con le FS protagoniste

Il 2020 sarà l'Anno del treno turistico, come annunciato recentemente dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini.
"Dopo il 2016 Anno nazionale dei Cammini, il 2017 Anno nazionale dei Borghi, il 2018 Anno del cibo italiano e il 2019 Anno del Turismo Lento - ricorda il ministro - è ora di promuovere un'altra forma di turismo che permetta al viaggiatore di percorrere il nostro paese in modo sostenibile e lungo le tratte storiche delle ferrovie, ammirando paesaggi magnifici e toccando località di struggente bellezza. Esistono 800 chilometri di tratte ferroviarie in disuso e abbandonate che attraversano parchi nazionali, aree protette e territori densi di storia e cultura. Nel 2020 investiremo per potenziare, promuovere e valorizzare questa forma di turismo rispondendo all'esigenza di governare la crescita impetuosa dei flussi turistici che registreremo nei prossimi anni e che non potrà concentrarsi nelle sole grandi città d'arte, che già stanno vivendo fenomeni di sovraffollamento e che vanno tutelate. Dobbiamo promuovere un turismo sostenibile, fatto di persone che vengano in Italia a cercare le eccellenze e rispettino la fragilità del nostro patrimonio".
Grande soddisfazione espressa da tutti gli attori protagonisti nel programma e nella promozione del programma nazionale dei treni turistici, in primis dalla Fondazione FS Italiane.
Il Gruppo FS Italiane ha confermato infatti il proprio impegno per lo sviluppo e la promozione del turismo slow e sostenibile, in linea con quanto annunciato dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini.
Con la Fondazione FS, di cui il MiBACT è aderente istituzionale dal 2015, il Gruppo ha avviato nel 2014 il progetto "Binari senza tempo" per creare una nuova forma di turismo ferroviario, che consente di raggiungere mete del Belpaese meno conosciute, ma di straordinaria bellezza alla scoperta di arte, paesaggi ed enogastronomia.
In particolare, il progetto, sostenuto dal MiBACT, ha permesso di riaprire all'esercizio turistico, fra il 2014 e il 2018, 600 chilometri di linee ferroviarie, da Nord a Sud della Penisola, tra cui la nostra linea Pedemontana del Friuli.
L'iniziativa è nata con l'obiettivo di offrire alle persone la possibilità di viaggiare lungo 10 linee storiche per visitare i luoghi più affascinanti e suggestivi d'Italia. I treni d'epoca della Fondazione FS Italiane hanno trasportato circa 100mila persone nel 2019 (460 eventi treno).
Nel 2020 ritornerà poi sui binari anche l'elettrotreno di lusso Arlecchino e sarà iniziato il restauro del treno Settebello.
Il Gruppo FS Italiane è impegnato nel migliorare l'esperienza turistica in Italia potenziando i collegamenti in treno verso le località di medie e piccole dimensioni ad alta attrattività culturale e paesaggistica, promuovendo la sostenibilità ambientale e incentivando le persone a scegliere modalità di trasporto green.
In quest'ottica il Friuli Venezia Giulia è senza dubbio un apripista grazie al suo progetto dei treni storici che da due anni sta facendo registrare il tutto esaurito.
Nel 2020 poi la Pedemontana del Friuli Sacile Gemona compirà 90 anni e siamo certi che lo Staff e le Istituzioni sapranno celebrare al meglio questo importante traguardo.

giovedì 9 gennaio 2020

Servizio fs Fvg uno dei migliori d'Italia per qualità, ma le tariffe restano mediamente alte

Nel febbraio 2018 avevamo analizzato il quadro tariffario fs del Fvg, comparandolo con quello delle altre regioni italiane: l'analisi aveva preso in esame i biglietti di corsa semplice e gli abbonamenti mensili di 2° classe relativi alle fasce km da 21/30 km (es. Udine-Codroipo/Udine-Gemona) da 31/40 km (es. Udine-Gorizia) e da 81/90 km (es. Udine-Trieste).
Era emerso un quadro molto eterogeneo, che a prima vista vedeva il Fvg una delle regioni più care d’Italia, soprattutto nella fascia alta (81/90 km), mentre in linea con la media nazionale per quanto concerne le tariffe nelle fasce km più basse.
A distanza di 2 anni abbiamo nuovamente confrontato le varie tariffe, allargando l'analisi anche al numero di passeggeri trasportati, alla produzione di KmTreno offerta dalle singole regioni e ai corrispettivi dei vari contratti di servizio. I costi del servizio fs sono coperti infatti dagli introiti derivanti dalla tariffa (biglietti/abbonamenti) e dal corrispettivo del contratto di servizio che le Regioni pagano a Trenitalia.
In quest'ottica la politica tariffaria tiene conto dal numero di passeggeri e dalla produzione dei KmTreno previsti dal contratto.
TREND DEGLI AUMENTI TARIFFARI in Fvg: dal 2010 ad oggi le tariffe fs del Fvg sono aumentate in media del 28,10%.
Il parametro di riferimento per calcolare l'indicizzazione delle tariffe è dato dall’andamento dell’indice Istat FOI – Categoria Trasporti.
Il quadro normativo relativo alla politica tariffaria è regolato dal contratto di servizio di data 08.05.2009, stipulato tra Regione e Trenitalia, il quale stabilisce che "le tariffe sono aggiornate in misura non inferiore al 120% della variazione annuale percentuale – periodo luglio/giugno - dell’indice Istat FOI Capitolo Trasporti, ai sensi di quanto previsto dal Protocollo d’Intesa tra la Regione e FS dd 30.03.1998."
GLI AUMENTI TARIFFARI NELLE ALTRE REGIONI: confrontando gli aumenti tariffari nel periodo 2010-2020 della varie regioni, il Fvg con il 28,1% si posiziona a metà classifica, ben lontana da Liguria, Campania e Piemonte che registrano aumenti tariffari di quasi il 50%, tuttavia il Fvg risulta distante dalle regioni più virtuose, come Veneto, Emilia Romagna e Lazio che hanno apportato incrementi tariffari nell'ordine del 15/19%.

Regione
 Aumento % 2010-2020
Liguria
+48,9%
Campania
+48,4%
Piemonte
+47,3%
Lombardia
+30,3%
Toscana
+28,2%
Abruzzo
+ 28,2%
FVG
+28,1%
Sicilia
+ 21,4%
Veneto
+19,6%
Emilia Romagna
+19,1%
Lazio
+15,0%
Prima di procedere al confronto diretto delle tariffe è necessario tener conto di alcuni fattori determinanti nell'equilibrio finanziario del servizio ferroviario:
1) Produzione KmTreno
2) Numero di utenti/giorno
3) Corrispettivo del Contratto di Servizio
4) Qualità del servizio 
PRODUZIONE KmTreno: è la quantità/volume dell'offerta fs prevista dal contratto di servizio.
Il Fvg presenta un’offerta di 3,6 milioni di KmTreno all'anno, contro i 3,2 della Provincia Autonoma di Treno, i 4,2 delle Marche, i 5,1 dell'Abruzzo, i 5,2 della Provincia Autonoma di Bolzano, i 6,5 della Liguria, i 10 della Sicilia, i 13,7 della Puglia e del Piemonte, i 16,2 del Veneto, i 18 dell’Emilia Romagna, i 21 del Lazio, i 23 della Toscana e i 44,3 della Lombardia.
Basilicata, Molise e Valle d'Aosta evidenziano contratti di servizio con una produzione di KmTreno inferiore ai 3 milioni/annui.
Chiaramente la grandezza della Regione e la popolosità incidono sul numero di KmTreni prodotti.
NUMERI DI UTENTI/GIORNO: un altro elemento rilevante per comprendere come vengono calcolate le tariffe è dato dal numero di utenti che usufruiscono del servizio fs.
E' evidente che più numerosi sono i viaggiatori, più significativo è l'introito da tariffa (vendita di biglietti/abbonamenti). Da ciò si evince che regioni popolose come Veneto (4,9 milioni), Lombardia (10 milioni) e Lazio (5,8 milioni) dispongono di significativi bacini d’utenza e di conseguenza di importanti introiti da tariffa.
Dai dati del report Pedolaria 2018 il servizio fs in Fvg è utilizzato da 21.240 utenti/giorno.
CORRISPETTIVO CONTRATTO DI SERVIZIO: nel 2009 il contratto di servizio del Fvg prevedeva un corrispettivo di 35.970.000 a fronte di 3.000.000 di KmTreno prodotti.
L’importo viene aggiornato annuale al 95% della variazione annuale percentuale – periodo gennaio-dicembre dell’indice Istat FOI-Capitolo Trasporti.
Con il contratto di proroga 2018-2019 la spesa prevista è stata rispettivamente di € 39.500.000 per il 2018 e di € 42.700.000 nel 2019 a fronte di una produzione di 3,6 milioni di KmTreno.
Negli ultimi anni l’offerta del Fvg è infatti migliorata, con un incremento della produzione. Sono state previste nuove corse e potenziati alcuni servizi esistenti: nel dicembre 2017 è stato riattivato il servizio lungo la direttrice Sacile-Maniago, nel settembre 2018 attivato il servizio transfrontaliero lungo la Udine/Trieste-Lubiana, nonché potenziati alcuni servizi estivi lungo la Sacile-Udine-Trieste e sulla direttrice Trieste-Cervignano-Udine-Carnia/Tarvisio, soprattutto in favore dei cicloturisti usufruitori della ciclovia AlpeAdria. Sono inoltre stati previsti servizi di treni speciali in occasione delle maggiori kermesse regionali (Friuli Doc, Barcolana, Festa della Zucca e Gusti di Frontiera).
Per il 2020 il Fvg ha previsto una spesa pari a € 40.500.000: una diminuzione di 2,2 milioni rispetto al 2019 giustificata dell'aumento dei ricavi derivanti dalla tariffa (vendita di biglietti/abbonamenti) e da minor costi sostenuti da parte del gestore Trenitalia.
Gli introiti da tariffa dei treni 150 regionali/giornalieri coprono circa il 30% del costo del servizio complessivo.
QUALITA' DEL SERVIZIO: senza dubbio la qualità del servizio fs in Fvg, nonostante qualche scivolone e qualche giornata nera, è al sopra della media nazionale, ponendosi ai vertici per puntualità e per gradimento dell’utenza (customer satisfaction).
PUNTUALITA’: i numeri confermano che il Fvg è ai vertici della classifica nazionale per puntualità entro 5 minuti.
Nel 2019 il Fvg è secondo per un soffio solo alle emergente Marche (94,5%), ma davanti ad altre regioni come il Veneto (92%) e le Province Autonome di Trento e Bolzano (92%).
La puntualità entro i 5 min. senza esclusioni, ovvero quella percepita dall’utente, registrata nei primi 11 mesi del 2019 è stata pari al 94,4% (+0,4% rispetto al 2018); un dato però in flessione rispetto al record di 95,8% fatto registrare nel 2016 e al 95% nel 2017.
GRADIMENTO DELL’UTENZA: l’ultima indagine demoscopica (settembre 2019) ha evidenziato una crescita costante della customer satisfaction. 94 viaggiatori friulani su 100 sono soddisfatti del viaggio nel suo complesso (94,5%).
Un dato che pone il Fvg al vertice della speciale classica, ben 7,1 punti percentuali al di sopra dalla media nazionale.
Positivi e in crescita anche gli altri indicatori: pulizia (85,3% di gradimento), comfort (92,4%), puntualità (87,2%), permanenza a bordo (95,5%), informazioni a bordo treno (93%) e security (91,8%).
CONFRONTO TARIFFE FVG/ALTRE REGIONI: l'analisi ha preso in esame i biglietti di corsa semplice e gli abbonamenti mensili di 2° classe relativi a tre fasce km, quelle maggiormente utilizzate dall’utenza, rispettivamente da 21/30 km (es. Udine-Codroipo/Udine-Gemona), da 31/40 km (es. Udine-Gorizia) e da 81/90 km (es. Udine-Trieste).
Il quadro risulta molto eterogeneo.
BIGLIETTO CORSA SEMPLICE: il Fvg come nel 2018 risulta la regione più cara d’Italia per quanto concerne la tariffa dei biglietti di corsa semplice (fascia 81/90 km): un biglietto Udine-Trieste costa infatti 9,25 € contro i 7,30 della Milano-Brescia (Lombardia), i 7,60 della Verona-Padova (Veneto) e i 7,35 della Bologna-Cesena (Emilia Romagna); al Centro e al Sud Italia i prezzi risultano ancora più contenuti (6,50 € in Puglia e 6,70 € in Abruzzo).
Viaggiare in Fvg nelle fasce da 21/30 e 31/40 km risulta invece più conveniente che in Veneto, Piemonte, Liguria e Toscana, dove le tariffe sono più alte dal 1,4% al 15%.
E’ evidente che il costo del biglietto deve essere confrontato con la qualità del servizio offerto: a fronte di ciò pare difficile comparare il servizio buono del Fvg, con quello disastroso di Lombardia, Liguria, Puglia e Sicilia, dove si registrano bassi indici di puntualità e di gradimento da parte dell’utenza.
E’ da evidenziare in quanto fattore non secondario che il Fvg è una regione a statuto speciale che ha competenza esclusiva in materia di trasporto pubblico locale e che pertanto si paga interamente il costo del servizio mediante la fiscalità propria; al contrario nelle regioni ordinarie il costo del servizio tpl è coperto dal fondo nazionale che viene trasferito dallo Stato.
ABBONAMENTO MENSILE: per quanto riguarda il confronto dei costi sugli abbonamenti mensili, la situazione non si discosta da quella dei biglietti di corsa semplice.
Il Fvg risulta tra le regioni più care per quanto concerne le fasce km più lunghe (da 81/90 km), dove solo Toscana (+0,7%), Piemonte (+8,8%) e Sicilia (+11,4%) presentano tariffe più alte.
La situazione migliora per gli abbonamenti delle fasce da 21/30 e 31/40 km le cui tariffe risultano di poco superiori alla media nazionale e più convenienti di quelli di Piemonte (oltre 25%), Sicilia (fino all’11%) e Toscana (6,6%), ed nella fascia 31/40 km più conveniente di Lombardia (+0,7%), Abruzzo (+2,5%) e Puglia (+6,6%).
Solo l’Emilia Romagna e il Veneto offrono abbonamenti più convenienti, anche se la qualità offerta è decisamente inferiore alla nostra per puntualità e gradimento.
Conclusioni: un quadro tariffario molto disomogeneo tra le varie regioni. Se dal 2010 al 2020 in Fvg le tariffe sono aumentate in media del 28,1%, con un significativo aumento della qualità del servizio offerto e della produzione di KmTreno, altrove i pendolari hanno assistito ad un più cospicuo incremento dei biglietti, come nei casi di Liguria (+48,9%) Piemonte (+47,3%) e Campania 30,2%, senza ottenere migliorie significative all’offerta.
Non solo, la Sicilia, dove la qualità del servizio è notoriamente molto bassa, nel corso del 2019 ha aumentato in un sol colpo le tariffe del 10%, contendendo così al Piemonte il primato della regione più cara d’Italia.
Adeguamenti in base all’indicizzazione Istat sono stati operati anche da Veneto (+2%), Piemonte (+3%), Toscana (+1,2%) e Abruzzo (+1,15%); mentre sono attesi rincari tariffari a luglio 2020 nelle Marche e in Puglia.
Nel 2020 la Lombardia ha bloccato il costo dei biglietti, cercando di dare una risposta alla drammatica situazione in cui versa il sistema di trasporto fs gestito da TreNord, forse oggi il peggiore d’Italia.
PROSPETTIVE FUTURE: i nuovi contratti di servizio di alcune regioni prevedono nei prossimi anni significativi rincari delle tariffe (es. Liguria +7% nel 2021, + 6,5% nel 2022 e +6% nel 2023); aumenti necessari a garantire l’equilibrio economico del sistema ma soprattutto il costo del rinnovo del parco rotabile.
Nelle regioni dove si sono già firmati i nuovi contratti con Trenitalia, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Sicilia e Veneto sono già arrivati o sono in arrivo i nuovi treni Pop e Rock, che miglioreranno la qualità del servizio offerto.
La realtà friulana è molto differente, visto che al contrario di altri, il Fvg ha già in parte rinnovato il parco rotabile grazie all’acquisto a spese della Regione nel 2010/2011 di 12 treni Civity, entrati in esercizio nel 2015. I nuovi treni hanno permesso di fare il salto di qualità, portando la puntualità dall’89% del 2014 all’attuale 94,4%, toccando persino il 95,8%.
Da oltre 3 anni infatti il Fvg è stabilmente ai vertici nella classifica per puntualità precedendo le virtuose Province Autonome di Treno e Bolzano.
Il Fvg è però l’unica regione d’Italia che non è andata ancora a contratto: il servizio è oggi affidato a Trenitalia in virtù del vecchio contratto risalente al 8.5.2009, stipulato dall’allora Giunta Tondo e scaduto il 31.12.2014. Successivamente il contratto è stato prorogato dalla Giunta Serracchiani per ben due volte, rispettivamente il 31.03.2015 (con validità 01.01.2015 al 31.12.2017) e il 29.12.2017 (con validità 01.01.2018 al 31.12.2019). Il 2020 sarà ancora un anno di proroga, visto che la Giunta Fedriga ha avviato l’iter amministrativo per l’affidamento del servizio che si spera si concluderà entro l'anno con la stipula del nuovo contratto.
Questo immobilismo contrattuale che si protrae ormai da oltre 4 anni ha paralizzato alcune scelte strategiche, come quelle legate alla strutturazione di una nuova offerta di corse, alla modifica dell’orario cadenzato e soprattutto alla riduzione dei tempi di percorrenza. Lo stato di precarietà ha poi vincolato il gestore Trenitalia, che in pendenza della proroga contrattuale ha bloccato gli investimenti relativi all’acquisto di nuovi treni per il Fvg.
In quest’ottica si comprende l’importanza della scelta fatta nel 2010/2011 dalla Regione con l'acquisto dei treni Civity, in mancanza dei quali oggi il Fvg ferroviario sarebbe equiparabile a quello di regioni poco virtuose.
Il nuovo contratto di servizio detterà le scelte per i prossimi 10 anni sia in ambito dell’offerta (produzione KmTreno), che in ambito tariffario.
Per quanto concerne il primo aspetto, l’eventuale incremento del numero dei treni, dovrà contemporaneamente tener conto dello stato dell’infrastruttura ferroviaria, ovvero della rete gestita da RFI, la quale dovrà necessariamente essere migliorata con significativi investimenti, adeguando alcuni tratti di rete, eliminando alcuni passaggi a livello e migliorando l’accessibilità nelle stazioni.
Sul fronte tariffario l’auspico invece è che non si segua l’esempio poco virtuoso delle altre regioni, dove si prevedono significativi aumenti nei prossimi anni.
Bisognerà cercare di contenere gli aumenti, visto che le tariffe sono già mediamente alte, e prevedere una serie di incentivi e premialità per aumentare il numero dei passeggeri:
introduzione delle tariffe differenziate per orario, incentivando così un’offerta dinamica, seguendo ad esempio i modelli tradizionali del trasporto aereo in cui si incentiva il tasso di riempimento offrendo tariffe scontate per andare ad intercettare una domanda aggiuntiva di passeggeri nelle fasce morbide;
introduzione di sconti per famiglie;
tariffe weekend scontate per favorire l’utilizzo del treno per scopi turistici;
gratuità del supplemento bici lungo l’intera rete regionale, ovvero il pagamento di un supplemento simbolico (€ 1), favorendo così il servizio treno+bici e la promozione turistica delle ciclabili del Fvg;
• riteniamo buona la politica attuata sugli abbonamenti scolastici, la cui tariffa sperimentale ha permesso forti riduzioni e risparmi alle famiglie.
Il nuovo contratto di servizio dovrà prevedere poi un sistema di incentivante per il Gestore, ovvero un bonus/malus con parametri prestazionali rigidi, con penali e premialità, non solo per la puntualità e l’affidabilità, ma soprattutto per l’informazione all’utenza e per l’incremento del numero dei passeggeri e della velocità commerciale (riduzione dei tempi di viaggio).
Inoltre nell’ottica di una regione sostenibile e vocata al turismo, riteniamo necessario giungere al più presto al biglietto unico che permetta all’utente - col medesimo titolo – di viaggiare indistintamente col treno o col bus, raggiungendo quell’integrazione vettoriale che farebbe fare un ulteriore salto di qualità al trasporto pubblico regionale.