Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

domenica 22 ottobre 2017

Claudio e Giuliano di ViaggiLenti ricordano la loro camminata sulla Pedemontana

Foto di Giuliano Guida
Pubblichiamo un bel ricordo degli amici Claudio e Giuliano, ideatori del blog di ViaggiLenti che ci raccontano la loro esperienza lungo i binari della Pedemontana, percorsa a piedi nel giugno 2015

Quando i nostri cari amici del Comitato Pendolari Alto Friuli ci hanno chiesto di scrivere qualcosa sulla ferrovia Pedemontana del Friuli abbiamo deciso di farlo con molto piacere.
Per noi quella linea ferroviaria tra le cittadine di Gemona del Friuli e Sacile scatena ancora forti emozioni e bellissimi ricordi.
Non abbiamo avuto la fortuna, o meglio non ancora, di percorrerla in treno, ma da quel che sappiamo potremmo farlo a breve, per un primo tratto già a dicembre di quest’anno, il nostro augurio è che presto torni tutta attraversata da nuove “littorine”.
Claudio e Giuliano a S.Liberale

Dicevamo, ah si, nel giugno del 2015 la Pedemontana era già chiusa alla circolazione ed è stato in quel periodo che ci siamo imbattuti in lei e nel magnifico territorio che attraversa. Stavamo cercando una linea ferroviaria chiusa di recente perché avevamo la folle idea di percorrerla a piedi alla ricerca delle voci e dei racconti delle genti che l’avevano vissuta e perché no, provare anche a dare un piccolo contributo alla difesa del trasporto pubblico e della mobilità dolce sostenendo in qualche maniera le ipotesi di riapertura. E così durante questa ricerca, fra le molte, troppe linee in questione, abbiamo deciso di optare per la Sacile-Gemona perché avevamo letto di un fermento delle comunità locali, il che avrebbe garantito al viaggio stesso delle storie interessanti da raccogliere.

Claudio e Giuliano con Andrea Palese
e il Sindaco di Gemona
I primi contatti poi con il Comitato nato a sua difesa, in particolar modo nella persona di Andrea Palese, hanno fugato ogni dubbio e spinto definitivamente a sceglierla come meta.
In un caldo torrido, forse inusuale per queste zone, ci siamo così ritrovati a camminare su ogni singola traversina dei 74 km che separano i due capolinea.
Questo viaggio è stato per noi esperienza indelebile, un tuffo quasi nel passato che ci ha segnato l’anima. Nulla è più ritmato dello spostarsi a piedi su una linea ferroviaria: rumore dei ciottoli, passaggi a livello, segnali di avviso e protezione, cartelli distanziometrici, immaginari sbuffi di locomotive, tutto in un concerto unico di vedute mozzafiato, capolavori architettonici e tanta, tanta fatica.
Foto di Giuliano Guida
Le bellezze della linea si sono mescolate, fin dal primo giorno di cammino, con piacevoli, interessanti e a volte sorprendenti incontri: abbiamo stretto amicizie, sicuri che dureranno a lungo nel tempo, di quelle vere, sincere, che solo il viaggio lento, è in grado di regalare.
Una lista lunghissima di persone che ci hanno accolto a braccia aperte ad ogni tappa, ci hanno supportato, incitato, sostenuto in ogni modo, ma soprattutto, cosa toccante, tutti ringraziato, rendendo la nostra piccola impresa, un tesoro di emozioni.
E’ questo quello che abbiamo riportato a casa e che ci lega indissolubilmente a questo territorio e alla sua Ferrovia che oramai abbiamo deciso di adottare. Ancora ci capita di scherzare sul fatto che il nostro gesto, la nostra “semplice camminata” abbia destato l’attenzione della stampa locale; per noi conquistare le pagine di un quotidiano era fatto impensabile come poter incontrare Sindaci ed esperti di treno, nulla di tutto ciò avremmo potuto sognare prima della partenza, un altro inaspettato dono ricevuto da questa linea.
Dopo il nostro viaggio e grazie all’impegno degli amici del Comitato Pendolari il tema della riapertura della ferrovia è tornato al centro del dibattito pubblico e dell’interesse dei media fino a raggiungere lo storico e positivo risultato della sua riattivazione.
Abbiamo avuto l’onore di tornare a Gemona del Friuli per partecipare a degli interessantissimi eventi altre due volte.
Il primo, con un nostro forte imbarazzo, svolto nella stazione ferroviaria dove venne allestita una mostra con le fotografie che avevamo scattato e in cui, davanti una consistente platea, fummo chiamati a raccontare del viaggio. Nonostante l’emozione una serata eccezionale che ancora ci fa venire i brividi a ricordarla.
La seconda durante l’inaugurazione di una straordinaria Mostra, serata in cui venne annunciata ufficialmente la futura riapertura.
Bene ora aspettiamo la terza, ma questa volta vogliamo arrivarci percorrendo i 74 km comodamente seduti sui sedili di un treno ammirando il panorama dal finestrino.
Siamo in debito per tutto questo con tanta gente, con troppi Amici e con la ferrovia stessa, siamo noi che vogliamo ringraziare e che vogliamo gridare ad alta voce ….LUNGA VITA ALLA FERROVIA PEDEMONTANA DEL FRIULI
Claudio e Giuliano

giovedì 19 ottobre 2017

Venzone, borgo più bello d'Italia ma con la stazione più abbandonata dell'Alto Friuli

Pubblichiamo la lettera del nostro Presidente, Giorgio Picco, inviata al Sindaco di Venzone, Fabio Di Bernardo, con la quale si lamenta una serie di criticità afferenti la stazione fs del Borgo più bello d'Italia 2017.

Egregio Signor Sindaco, 
il nostro Comitato come noto è da anni impegnato per sensibilizzare le Istituzioni a migliorare il sistema del servizio ferroviario ed in particolare l'offerta qualitativa del servizio lungo la linea Pontebbana.
I risultati non sono mancati, anche se la situazione generale presenta ancora ampi margini di miglioramento, soprattutto in ordine alla gestione degli spazi di Stazione. 
Con molto piacere evidenziamo i passi da gigante fatti dal Gruppo FS nell’ambito del servizio di trasporto dedicato ai Pendolari e dell’offerta turistica. 
Grazie ai nuovi treni Civity e al boom del cicloturismo della Ciclovia Alpe Adria, sono migliaia i turisti che utilizzano il treno per visitare i nostri Paesi, e Venzone, Borgo più bello d’Italia 2017, è senza dubbio una delle mete più gettonate dai turisti, stranieri e non.
Quest’anno in particolare, la Festa della Zucca, kermesse di carattere nazionale, potrà beneficiare oltre che dei treni speciali messi a disposizione da Trenitalia (40 corse previste nel prossimo fine settimana), anche della novità del treno storico. 
Infatti dopo il grande successo di pubblico riscontrato alla Barcolana, con ben due treni storici che hanno fatto registrare il tutto esaurito, sabato 21 ottobre, Fondazione FS dedicherà un nuovo appuntamento alle strade ferrate del Friuli Venezia Giulia, facendo debuttare il "Treno storico della Zucca".
Un viaggio speciale da Trieste a Venzone, su carrozze degli anni '30 "Centoporte" trainate dalla splendida locomotiva a vapore Gr. 728, unico esemplare in Italia; un evento che si preannuncia già da tutto esaurito visto che i biglietti sono già andati a ruba. 
Un bel modo per promuovere il turismo e far conoscere i nostri Borghi, sviluppando la collaborazione tra Istituzioni, Gruppo FS ed Associazioni. 
Siamo certi che sarà un altro successo di pubblico per l'iniziativa della Fondazione FS, nonché una splendida vetrina per valorizzare Venzone. 
L'unica nota stonata è data dalla situazione della stazione, la quale tutto è tranne un biglietto da visita per le migliaia di turisti che nel prossimo weekend raggiungeranno Venzone in treno. 
Nel lontano marzo 2011 avevamo scritto all’allora Sindaco di Venzone una missiva denunciando la grave situazione di degrado e abbandono in cui versava la stazione; successivamente nel maggio 2012 avevamo fornito ai Comuni e alla Regione un dettagliato report sulla situazione delle stazioni presenti lungo la linea Udine-Tarvisio, evidenziando le criticità esistenti ed indicando una serie di suggerimenti per migliorare il servizio. 
Purtroppo a distanza di anni rileviamo che i problemi non solo non sono stati risolti, ma la situazione è peggiorata.
Le criticità sono molteplici, dai servizi wc chiusi, alla mancanza di una sala d'aspetto accessibile per gli Utenti, costringendo quest'ultimi a trovare riparo "come topi" nel tunnel per attendere il treno. 
Il nostro auspicio è che l'Amministrazione Comunale di Venzone si impegni per ricercare quelle soluzioni necessarie a risolvere le criticità lamentate, nonché adottare forme di incentivazione all'utilizzo del treno soprattutto come mezzo di promozione turistica del Territorio. 
A tal fine riteniamo fondamentale che la stazione diventi un vero e proprio biglietto da visita del Borgo più bello d'Italia, offrendo al turista quei servizi basilari che sono altresì presenti in ogni struttura ferroviaria che si rispetti. 
La invitiamo pertanto a sensibilizzare la Regione FVG e Rete Ferroviaria Italiana, proprietaria della struttura, a cedere a titolo gratuito parte dei locali non utilizzati, per destinarli a sala d'aspetto per gli Utenti o ad attività sociali in grado di garantire una presenza costante e soprattutto quella manutenzione necessaria per evitare la perdita di questo importante patrimonio. 
Altri Comuni, tra cui Gemona del Friuli, Cavasso Nuovo e Tarvisio, hanno già realizzato o stanno realizzando siffatti interventi, grazie ad alcuni contributi regionali, messi a disposizione dal cd “Piano stazioni minori” previsto dalla L.R. n. 6 del 26.07.2013 e dalla L.R. 20 del 06.08.2015. Tali normative prevedono infatti la possibilità per i Comuni di ottenere un finanziamento regionale finalizzato alla realizzazione di interventi migliorativi delle stazioni ferroviarie interessate da una frequentazione inferiore a 500 viaggiatori/giorno, con conseguente miglioramento dell’attrattività dei servizi ferroviari ivi afferenti. Gli interventi finanziabili riguardano il miglioramento all’accessibilità agli spazi di stazione, la riqualificazione funzionale dei fabbricati di stazione e delle aree di stazione per un loro utilizzo per finalità sociali e altre proprie dei compiti d’istituto degli enti locali, il miglioramento delle strutture informative ai viaggiatori e dell’accessibilità bici/treno. 
Un'occasione da non perdere per il Borgo più bello d'Italia che non può più permettersi di avere la stazione più degradata dell'Alto Friuli. 
Certo che il nostro appello verrà da Lei accolto favorevolmente, colgo l'occasione per porgerle cordiali saluti.

martedì 17 ottobre 2017

Sabato 21 ottobre treno storico della Zucca (Trieste-Venzone)

Dopo il grande successo di pubblico riscontrato alla Barcolana, con ben due treni storici che hanno registrato il tutto esaurito, sabato 21 ottobre ci sarà un nuovo appuntamento sulle strade ferrate del Friuli Venezia Giulia dedicato ai treni della Fondazione FS.
Sabato 21 ottobre farà infatti il suo debutto il "Treno storico della Zucca": un viaggio speciale da Trieste C.le a Venzone, su carrozze degli anni '30 "Centoporte" trainate dalla splendida locomotiva a vapore Gr. 728, unico esemplare in Italia.
A bordo sarà previsto un piacevole intrattenimento con musica etno-folk e figuranti in abito medievale. A cura della Pro Loco Venzone i turisti potranno beneficiare di una visita guidata al Duomo e alla Mostra “Tiere Motus” con ingresso gratuito.
Sarà inoltre possibile pranzare presso gli stand enogastronomici sparsi per il borgo con menù a 10 €/persona (adulto) / € 5 (bambino).
Siamo certi che sarà un altro successo di pubblico per l'iniziativa della Fondazione FS, nonché una splendida vetrina per valorizzare Venzone, recentemente eletto "Borgo più bello d’Italia 2017".
La novità del treno storico andrà a completare l'offerta di Trenitalia che per la kermesse della Festa della Zucca ha previsto un servizio di treni speciali che implementeranno le corse ordinarie. 
ORARI: la partenza del treno è prevista da Trieste alla ore 8.30, con fermate intermedie a Monfalcone (9.13), Cervignano (9.34), Palmanova (9.54), Udine (10.54) e arrivo a Venzone alle ore 11.39. Ritorno da Venzone alle ore 15.04 e arrivo a Trieste alle ore 18.15.
Biglietti in vendita presso tutti i canali Trenitalia.

sabato 14 ottobre 2017

Cara mamma Pedemontana ...

Pubblichiamo una bella e appassionata riflessione di Fabio Galimberti, sulla ferrovia Pedemontana.
Fabio è un noto storico ferroviario, già Presidente del Sat - Dlf di Udine e uno dei sostenitori più convinti del progetto di Fondazione FS in Friuli Venezia Giulia, soprattutto per quanto riguarda il Museo ferroviario di Campo Marzio di Trieste; lo scorso anno ha collaborato con noi all'organizzazione della Mostra dedicata alla ferrovia Pedemontana di cui ne è un profondo conoscitore.

Con l’avvento dell’industrializzazione moderna, la nascita delle ferrovie ha sempre significato, per i luoghi da esse attraversati, la possibilità di mettere in comunicazione genti che altrimenti molto più difficilmente si sarebbero agevolmente incontrate. 
Il nostro Friuli non fa eccezione, le grandi ferrovie come la Pontebbana, la Udine-Venezia, la Trieste- Venezia hanno portato persone, merci e quindi conoscenze, ricchezza materiale e culturale. 
Ma il nostro Friuli è stata anche terra dove sono sorte ferrovie misconosciute, poco sfruttate, poco raccontate. Chi non si ricorda della Cervignano-Aquileia-Belvedere(Grado); la S.Vito-Motta di Livenza per citarne alcune. 
Ma quella che più rimarrà nei cuori dei friulani, almeno di alcune generazioni, è la Sacile-Gemona, meglio nota come “la ferrovia Pedemontana”. Tralasciando qui la sua genesi, oramai credo nota a tutti, mi piace ricordare questa “secondaria” delle nostre beneamate FF.SS. come una donna, una mamma tipicamente friulana; non vogliatemene ma questo è un sentimento quasi materno che questa ferrovia mi evoca. 
Una ferrovia nata in sordina, due tronchi, in date differenti, ma nata per mettere in comunicazione un’area, quella appunto della pedemontana friulana, altrimenti fuori da ogni strada principale; un’area potremmo dire isolata, lasciata in disparte dalle grandi direttrici di traffico; eppure un’area che sentiva il bisogno di riscatto materiale e morale, dalla miseria che gli anni prima, durante e dopo la costruzione della ferrovia rappresentavano; una maniera per far sentire un territorio ancora più ancorato al suo Friuli. 
Nacque così una ferrovia silenziosa, senza squilli di tromba e roboanti annunci; solo una ferrovia per far sentire di esistere, di essere comunità. E quella ferrovia iniziò il suo servizio con il trasporto delle merci prodotte nelle piccole realtà attraversate, ma soprattutto divenne una ferrovia di emigrazione. 
Una emigrazione raramente di vicinato, la stragrande maggioranza delle volte una emigrazione di lontananza, “ ator pal mond”. E quindi via per destinazioni lontane, le Americhe, l’Australia, il nord Europa, molto spesso con viaggi che non prevedono un ritorno. 
Ecco la ferrovia mamma che accompagna i suoi figli verso un futuro carico di incognite. Vengono le guerre e lei è li a servire con il suo umile andare, portando rari passeggeri, e ancora più rare merci, a volte perfino colpita da incursioni e sabotaggi. Viene la pace, il desiderio di rinascita, e anche la nostra Pedemontana rialza la testa cercando di dare il suo contributo alla rinascita del paese e nel riscatto delle sue zone; sono anni felici, operai, impiegati, scolari si fanno cullare al mattino e alla sera dalle ancora onnipresenti “littorine”, il vapore sbuffa e arranca con i suoi omnibus, raccoglitori; insomma la mamma si è rimboccata le maniche e, nella piena maturità esprime degnamente il suo esserci. 
Poi arrivano gli anni dei “rami secchi”, le ferrovie calano la scure su ciò che è necessario e ciò che andrebbe tagliato. 
I traffici merci diminuiscono drasticamente, i viaggiatori pure, la nostra mamma è in piena crisi identitaria, cosa ne faranno di lei? Ci pensa improvvisamente un certo “Orcolat” che la notte del 6 maggio 1976 distrugge in più punti la Pontebbana ma non la nostra! Lei è lì, silenziosa, disponibile, pronta, presente. E darà un contributo importante quei giorni a snellire il traffico, nel portare aiuti. Lei c’è! 
Tornata la tranquillità, finita l’emergenza la ferrovia torna al suo quieto vivere, ma sempre con l’orecchio teso; “mi vorranno chiudere?”. 
Sono anni di incertezze, la gente un po’ di lei se ne è dimenticata, anche un po’ fregata. Fino a che un bel giorno un banale smottamento non causa la sua chiusura, momentanea si dice, si narra, in realtà definitiva ai più. 
E questa sarebbe la fine per la nostra mamma ferrovia se non che alcuni suoi figli, ricordatisi di che cosa ha significato per molte generazioni, non hanno pensato bene di unirsi per farla risollevare, riamare, riscoprire ai tanti distratti di oggi. 
E bravi questi figli di un Friuli che non dimentica! Quale migliore occasione per ricordare ai più che c’è un’opera, una semplice ferrovia, che attende solo che tanti suoi figli la tornino a riscoprire, ad amare, assieme ai luoghi che essa attraversa, una parte fondamentale del nostro beneamato Friuli. 
Ti auguro ogni fortuna per la tua prossima seconda vita, cara mamma Pedemontana, torna a darci quelle sensazioni che solo tu puoi proporci, i luoghi da te attraversati, i meravigliosi ponti, le pendici dei monti ! 
Grazie Pedemontana, grazie di tornare a far battere per te i nostri cuori!

giovedì 12 ottobre 2017

Da dicembre potenziati i collegamenti OBB Vienna-Venezia, via Tarvisio-Udine

Le ÖBB (Ferrovie Austriache) da diverso tempo offrono diverse possibilità di viaggio con il treno e/o con il bus tra l’Italia e l’Austria.
Da domenica 10 dicembre 2017 saliranno a 6 i collegamenti ferroviari giornalieri e diretti tra Venezia e Vienna, sia con il treno diurno Railjet che con il treno notturno Nightjet.
Sono stati resi noti nei giorni scorsi gli orari dei collegamenti transfrontalieri e dopo il ritorno quest’anno dei treni diurni lungo la relazione Venezia/Vienna, la novità è data dal reinserimento di due collegamenti Nightjet. Non proprio una vera novità, ma quasi, visto che questi collegamenti su ferro mancavano dai tabelloni delle stazioni da ben 4 anni.
GLI ORARI: alla mattina è previsto il Railjet n. 132 da Venezia alle ore 9.55 con fermate a Mestre (10.07), Treviso (10.30), Pordenone (11.07), Udine (11.46), Tarvisio (12.49), Villach (13.11) Klagenfurt (13.37) e arrivo a Vienna Hauptbahnhof alle 17.35, mentre al pomeriggio è previsto il Railjet n. 130 da Venezia alle ore 15.55 con fermate a Mestre (16.07), Treviso (16.30), Pordenone (17.07), Udine (17.46), Tarvisio (18.49), Villach (19.11), Klagenfurt (19.37) e arrivo a Vienna Hauptbahnhof alle 23.35.
Da Vienna invece sono previsti altri due collegamenti Railjet con partenze rispettivamente alle ore 6.25 e 12.25, con fermate intermedie a Tarvisio alle ore 11.12 e 17.12, Udine alle ore 12.16 e 18.16, Pordenone alle ore 12.49 e 18.49 con arrivo a Venezia alle ore 14.05 e 20.05.
Una novità è data dai due collegamenti Nightjet, che partiranno da Venezia alle ore 21.04 con fermate a Mestre (21.16), Treviso (21.36), Pordenone (22.17), Udine (22.47), Tarvisio (00.20), Villach (00.42) e arrivo a Vienna Hauptbahnhof alle 7.35 e da Vienna alle ore 21.27 con fermate intermedie a Tarvisio alle ore 05.08, Udine alle ore 12.16 e 18.16, Pordenone alle ore 12.49 e 18.49 con arrivo a Venezia alle ore 14.05 e 20.05.
Biglietti “Sparschiene” da Venezia, Treviso, Conegliano, Pordenone e Udine per Vienna sono già prenotabili on line a partire da 29 Euro.
L’offerta per l’Austria è completata con i 6 collegamenti Intercitybus tra Udine e Villach e con le 4 corse del Micotra. A Villach poi si trovano le coincidenze per Salisburgo e Monaco di Baviera.
Il treno torna di moda anche in FVG, visto l’interessa di un importante Impresa Ferroviaria qual è l’OBB, che scommette sul nostro mercato. Un’ulteriore occasione per sviluppare mediante il treno il turismo regionale le cui potenzialità sono per la grande maggioranza ancora inespresse.

lunedì 9 ottobre 2017

Barcolana Express diventa la festa dei Comitati dei Pendolari friulani

Una bella giornata di festa, con protagonista un treno d'altri tempi, che magicamente è ritornato a viaggiare sui binari friulani.
Non uno, ma due splendidi convogli storici, partiti rispettivamente da Udine e da Bassano con destinazione Trieste.
Sold out: come l'anno scorso il treno storico Barcolana Express, organizzato da Trenitalia FVG e dalla Fondazione FS ha fatto registrare il tutto esaurito, ma la novità di quest'anno è stata il treno organizzato dall'Associazione La Carrozza Matta di Bassano. Sono stati infatti oltre 600 i turisti richiamati dal fascino di questo tipo di viaggio lento che si sono goduti lo spettacolo della Barcolana.
Il bello è proprio lì, nella possibilità di prendersela comoda e gustarsi il tragitto a bordo di carrozze storiche che permettono di affacciarsi come un tempo dal finestrino e ammirare lo spettacolo del panorama che si attraversa.
Accompagnati da sbuffi, fischi e suoni di stantuffi, il treno storico della Barcolana Express con la splendida locomotiva a vapore Gr 728 ha affascinato grandi e piccini sia a bordo che nelle stazioni, dove in tanti hanno atteso il suo passaggio.
Molto curata l'accoglienza a bordo treno con il personale di Trenitalia che ha accompagnato i turisti, coccolati da un'ottima animazione musicale e da un'offerta di assaggi di prodotti tipici messi a disposizione da alcuni operatori commerciali.   
I Comitati dei Pendolari FVG con il dott. Gorini
e la direttrice Trenitalia FVG Elisa Nannetti 
Il Barcolana Express è diventato anche la festa dei Comitati dei Pendolari del FVG, che per il secondo anno consecutivo si sono dati appuntamento per trascorrere una giornata ferroviaria diversa dal solito.
Se lo scorso anno i Comitati hanno festeggiato la notizia della riapertura della ferrovia Sacile-Gemona, quest'anno i Gruppi dei Pendolari hanno voluto ringraziare il dott. Simone Gorini, Direttore di Trenitalia FVG fino a qualche settimana fa, ora trasferito alla Direzione Regionale del Lazio.
Il dott. Gorini, tornato per l'occasione in FVG con tutta la famiglia, ha salutato il Gruppo dei Pendolari, capitanati da Giorgio Picco, Andrea Palese, Danilo Moro e Alessandro Puhali e ringraziato per la collaborazione che ha permesso il raggiungimento di importanti risultati ferroviari; un incontro tra amici visto che il Direttore Gorini nel suoi 2 anni e 7 mesi di permanenza in FVG ha conquistato i Pendolari, portando il servizio fs del FVG ai vertici della classifiche nazionali per puntualità ed efficienza.
Risultati ottenuti coniugando professionalità, passione ed una non comune capacità di relazione con il Territorio.
"Se oggi siamo pendolari felici è grazie a te Direttore, che da queste parti continuerai ad avere sempre un gruppo di Amici, amanti dei treni, che ti aspetteranno per viaggiare lungo i binari della nostra e ora più che mai Tua splendida regione. Mandi". Questo è uno dei pensieri scritti in un biglietto dal Gruppo di Pendolari, che hanno omaggiato il Direttore con una splendida foto panoramica di un treno Civity che sfreccia lungo la Pedemontana Friulana.
Presente all'incontro anche la nuova Direttrice Trenitalia FVG, Elisa Nannetti, che ha saluto i Pendolari ed espresso loro l'intenzione di proseguire il lavoro lungo la linea tracciata dal dott. Gorini, mantenendo un fattivo dialogo con i Comitati, impegnati non solo a supportare Trenitalia nel miglioramento del servizio ferroviario regionale, ma anche a dare supporto logistico alla Fondazione FS in ordine al progetto "Binari senza tempo" che dalla prossima primavera sbarcherà lungo i binari della Sacile-Gemona, ormai prossima alla riapertura.
Il successo di pubblico di ieri, se ancora vi erano dubbi, ha dimostrato come il turismo lento ha dimostrato di essere una piacevole realtà da sfruttare al meglio per creare anche nei nostri Territori una economia legata al treno e alla ferrovia.

venerdì 6 ottobre 2017

Turisti inglesi scoprono il Friuli viaggiando a bordo del treno storico


The Railway Touring Co, noto tour operator inglese nell’organizzazione di viaggi in treno, ha organizzato un tour tra Slovenia, Friuli e Veneto.
La notizia non è sfuggita all'attenta cronista del Messaggero Veneto, Alessandra Ceschia, che ha dedicato un bel articolo al viaggio d'altri tempi di questi turisti (vedi foto).
Un programma molto fitto che dal 22 settembre al 2 ottobre ha permesso ai turisti inglesi di viaggiare a bordo di un treno a vapore, alla scoperta delle bellezze delle nostre terre.
Dopo esser partiti da Lubiana e raggiunto Bled attraverso la splendida ferrovia Transalpina, i turisti hanno fatto tappa a Trieste.
Il convoglio formato da tre carrozze Centoporte era trainato dalla splendida vaporiera Gr. 728, unico esemplare esistente in Italia; le vaporiere del Gr. 728, di costruzione austroungarica, furono realizzate tra il 1916 e il 1921 e dal 1926 entrarono a far parte del parco rotabile delle Ferrovie dello Stato e assegnate al deposito di Trieste.
Mercoledì 27 settembre la comitiva è giunta a Udine da Trieste, via Montalcone e Gorizia, attraendo molti curiosi e appassionati visto che il treno ha sostato un intero giorno in stazione, mentre il gruppo dei turisti scopriva le bellezze della capitale del Friuli.
Il sito ufficiale del tour operator nel programma prevedeva anche il viaggio in treno da Gemona, dove i turisti hanno fatto tappa arrivando da Udine, a Sacile lungo la Pedemontana del Friuli.
I turisti purtroppo non hanno potuto viaggiare lungo la splendida Ferrovia Pedemontana, recentemente inserita nell’elenco delle ferrovie di rilevanza turistica nazionale dalla Legge n. 128/2017, visto che la linea verrà riattivata il prossimo mese di dicembre.
Riteniamo tuttavia molto significativa questa presenza turistica nella nostra regione, un nuovo modo per sviluppare e promuovere le bellezze e le eccellenze del nostro territorio.
Positivo in particolare è che la ferrovia Sacile-Gemona sia già conosciuta all’estero e che ci sia un tour operator interessato ad organizzare questo tipo di viaggi lungo questa romantica ferrovia che attraversa vari borghi storici, sviluppando quel turismo lento che sta trovando il gradimento di un numero sempre maggiore di utenti, soprattutto stranieri.
Il viaggio dei turisti inglesi si è concluso lunedì 2 ottobre in Veneto, dove sempre a bordo del treno a vapore hanno raggiunto e visitato prima Conegliano e la zona del prosecco, poi Treviso e Calalzo.
Il costo del viaggio è di 2760 sterline.

martedì 3 ottobre 2017

Domenica torna il treno storico "Barcolana Express"

Domenica 8 ottobre, in occasione della Barcolana, Trenitalia in collaborazione con la Fondazione FS e la Regione FVG, offrirà l’opportunità di viaggiare da Udine a Trieste e ritorno su un treno storico composto da una locomotiva a vapore Gr. 728 e da carrozze Centoporte. 
Partenza da Udine alle ore 7.30, con fermate a Cormons (7.57), Gorizia (8.43), Sagrado (8.59), Monfalcone (9.39) e arrivo a Trieste alle ore 10.17). Ritorno: partenza da Trieste alle ore 16.30, e arrivo a Udine alle ore 19.42. 
I biglietti sono già in vendita presso le biglietterie e on line: il costo andata e ritorno è di € 25. Riduzione del 50% per ragazzi fino a 12 anni e gratis per bambini fino a 4 anni. 
Il biglietto per il treno storico non è utilizzabile sui treni regionali. 
Info e prenotazioni: prenotazioni@fondazionefs.it - Tel. 313 8719696 
Una bella iniziativa che ci piace condividere e promuovere, che permetterà di fare un tuffo nel passato e viaggiare sulle strade ferrate del Friuli Venezia Giulia degustando prodotti tipici.
Quest'anno l'offerta dei treni turistici della Barcolana raddoppierà visto che oltre alla "Barcolana Express" si affiancherà anche il treno storico organizzato dall'Associazione La Carrozza Matta, in partenza da Bassano del Grappa (p. 8.35), con fermate a Castelfranco, Treviso, Portogruaro e arrivo a Trieste alle ore 11.30. Info: www.lacarrozzamatta.it  - Tel. 328 2465687
Da non perdere !

domenica 1 ottobre 2017

Sacile-Maniago, il 10 dicembre il treno tornerà a correre sui binari

La bandiera della Pedemontana presentata a Cavasso
Nel corso della tavola rotonda “La ferrovia che ritorna: dalla Transiberiana alla Pedemontana, storia, emigrazione e turismo”, svoltasi ieri a Cavasso Nuovo, Andrea Palese, nostro portavoce, nonché consigliere comunale con la delega alla mobilità di Gemona, ha anticipato la data di riapertura della Pedemontana relativo al tratto Sacile-Maniago. 
La giorno x, salvo intoppi tecnici, sarà domenica 10 dicembre 2017, in occasione del cambio orario invernale, come appreso in maniera ufficiosa da fonti ferroviarie. 
Mancano 70 giorni alla riapertura del tratto Sacile-Maniago e impazzano le polemiche sulla carta stampata, dai passaggi a livello, agli orari del servizio, ancora non resi noti dalla Regione, alla mancanza di una campagna informativa, al piano di restyling delle stazioni fermo al palo.
Nonostante le rassicurazioni dell'Assessore regionale Santoro che cerca di nascondere questi colpevoli ritardi, il lavoro da fare è ancora tanto. Unica nota positiva lo stato di avanzamento dei lavori lungo la linea, i quali proseguono in base alla tabella di marcia.
Tanti gli spunti di riflessione emersi nel corso della tavola rotonda di Cavasso Nuovo, alla quale hanno partecipato oltre ad Andrea Palese, Giuseppe Ragogna, giornalista e Vice Direttore del Messaggero Veneto, Emanuele Zanon, Sindaco di Cavasso Nuovo e Alessandro Puhali, storico ferroviario.
I LAVORI DI RFI: terminati gli interventi di rinnovo dell’armamento con la sostituzione di traverse e binari ed il risanamento della massicciata a Budoja, il cantiere si è spostato ad Aviano, dove i tecnici stanno sostituendo parte delle rotaie al ritmo di 650/700 metri al giorno. Ad Aviano e Montereale verrà sistemato il primo binario di circolazione mentre a Maniago si rinnoverà il 1° e 2° binario, esclusi i deviatoi, che saranno soggetti alla sola revisione generale con la sostituzione delle traverse e traversoni di legno. A Montereale inoltre sono già stati installati i nuovi motori dei passaggi a livello che garantiranno una chiusura più rapida delle sbarre, mentre altri lavori sono in corso anche a Travesio. 
Le criticità tuttavia non mancano, sia quelle di natura tecnica, soprattutto su Sacile, che quelle legate al progetto turistico, il cui servizio verrà avviato la prossima primavera lungo tutta la tratta. 
ORARI E TARIFFE: ad oggi sconosciuti sono gli orari e le tariffe, ancora non resi noti dalla Regione e il fatto che nessuna campagna informativa sia stata avviata sul territorio, specialmente nelle scuole di Sacile e Maniago.
PROGETTO STAZIONI: anche il piano di restyling delle stazioni langue, fatto salvo per Gemona dove il progetto è in fase di realizzazione e Cavasso Nuovo dove gli interventi sono in progettazione, tutti gli altri Comuni sono fermi al palo. 
Purtroppo sembra che il passato non abbia insegnato nulla visto che si stanno facendo i medesimi errori: infatti prima di prevedere un’offerta così ricca di corse (22 al giorno), la Regione dovrebbe risolvere le criticità legate all’infrastruttura, partendo dalle stazioni ad esempio, dove il treno tornerà tra edifici in evidenti stato di degrado. 
PROGETTO TURISTICO: quello che più preoccupa di più tuttavia è la mancanza di un progetto turistico di Territorio, visto che Montagna Leader, capofila designata dalla Regione, non dispone delle risorse economiche per avviare il progetto. E’ singolare infatti come la Regione abbia affidato il compito di realizzare questo ambizioso progetto ad un Ente che negli ultimi anni si è distinto solo per pesantissimi bilanci in perdita (oltre 400mila solo negli ultimi due anni).
Manca di fatto un soggetto attuatore in grado di coordinare il futuro progetto turistico: a tal fine l'unica soluzione pare l'individuazione di un tour operator specializzato in materia. 
Se il quadro nazionale è molto positivo, con numeri che fanno capire che il progetto dei treni turistici è diventato una realtà economica e non è più il sogno di qualche appassionato, visto che nel 2017 lungo le sette linee nazionali di “Binari senza tempo” si è registrato un vero boom di presenze, con oltre 70mila turisti, a livello locale le Istituzioni, non riescono ad avviare un progetto che possa sfruttare il ritorno del treno, valorizzando le potenzialità turistiche, gran parte delle quali sono inespresse, creando un indotto economico come sta succedendo altrove. 
Ci sono tutte le condizioni affinché la Gemona-Sacile possa diventare un’eccellenza, visto che è stata inserita nell'elenco delle 18 ferrovie turistiche di interesse nazionale dalla recente legge 128/2017. Inoltre la Sacile-Gemona sarà la prima linea d'Italia ad essere utilizzata sia per il servizio di trasporto pubblico locale che per quello turistico, potendo sfruttare a pieno il volando della Ciclovia FV3 e del servizio treno+bici che sta spopolando lungo la Gemona-Tarvisio. Il taglio del nastro è prossimo e di certo non sarà un bel biglietto da visita farlo ad esempio a Maniago, in una stazione in evidente stato di degrado, emblema dell'immobilismo delle Istituzioni. 
Per non vanificare tutto e sfruttare al meglio l’opportunità è fondamentale strutturare un'offerta turistica all'altezza, la quale ormai è evidente che non può essere lasciata nelle mani delle Istituzioni, bensì è necessario il coinvolgimento degli operatori commerciali privati e delle associazioni di categoria. 

giovedì 28 settembre 2017

Gemona-Sacile: basta polemiche sui giornali, si risolvano i problemi nelle sedi deputate


POLEMICHE SACILE: sulla diatriba dei passaggi a livello di Sacile, non intendiamo polemizzare con il Sindaco, Roberto Ceraolo, ma continuare a collaborare per garantire il rilancio della ferrovia, visto che l’Amministrazione Sacilese non ha mai mancato il proprio appoggio al progetto della ferrovia.
E’ evidente l’esistenza di criticità tecniche la cui soluzione necessita un’intesa tra RFI, Regione e Comune; problematiche difficilmente risolvibili prima di dicembre, ma che devono essere oggetto di una seria trattazione tra gli Enti interessati, in quanto è necessario che la questione passi dai titoli dei giornali ad un apposito Tavolo Tecnico.
SCELTE SBAGLIATE: la scelta della Regione, legata forse per questioni elettorali, di anticipare i tempi della riapertura della linea a dicembre, sta costringendo RFI ad un miracolo per realizzare i lavori necessari alla riapertura della ferrovia, che sarà aperta a tecnologia esistente, senza gli adeguamenti infrastrutturali necessari a risolvere quelle criticità che oggi tengono banco.
RFI sta realizzando infatti gli interventi minimali sull’armamento e ripristinare il sistema di segnalamento esistente, sufficiente per far ripartire il primo treno.
A Budoja sono stati completati i lavori di rinnovamento dell’armamento, i quali ora stanno proseguendo verso Aviano, mentre il materiale (traversine e binari) sono già stati trasportati a Montereale Valcellina ed a Maniago.
Non solo, il fatto che la Regione abbia previsto 22 corse al giorno, anziché avviare un servizio come da noi proposto di 12 corse, dà l’idea che si lavora al rovescio!
Lo abbiamo sempre detto e vogliamo ribadirlo che non pretendiamo il treno a tutti i costi, ma vogliamo una ferrovia a misura di Territorio.
E’ evidente che 22 corse al giorno sono troppe in questo momento per la Pedemontana, la quale non è tecnologicamente pronta a sostenerle e non ha neppure l’utenza, visto che un servizio del genere non è presente neppure su direttrici più popolose e trafficate come la Tarvisio-Udine-Cervignano-Trieste.
Non capiamo come l’Assessore regionale Santoro pensi di rilanciare il servizio ferroviario se a due mesi dal ritorno del treno non si conoscono ancora né orari, né tariffe e nessuna campagna informativa è stata avviata sul Territorio.
Queste scelte sbagliate oltre che buttare la croce su RFI, costretta a lavorare in fretta e furia, e sui Comuni, rischiano di far fallire sul nascere il progetto di rilancio della ferrovia e vanificare tutti gli sforzi fatti.
Sembra che il passato non abbia insegnato nulla, visto che si stanno facendo i medesimi errori.
Prima di offrire un’offerta così ricca, la Regione dovrebbe risolvere le criticità legate all’infrastruttura, dal PL della ss13 a Sacile dove è necessario prevedere un sottopasso o quanto meno installare un sistema di boe/pedali che limitino il tempo di chiusura, alle stazioni, dove il treno tornerà tra edifici in stato di abbandono. Si pensi al caso di Maniago, che è tutto tranne un biglietto da visita per il progetto turistico.
PROGETTO DI TERRITORIO: ci domandiamo poi a che punto sia poi il "progetto di Territorio" di Montagna Leader, Ente delegato dalla Regione a sviluppare il progetto turistico legato al treno.
Se infatti a livello nazionale la Pedemontana viene presa ad esempio perché sarà la prima linea d'Italia ad essere utilizzata sia per il servizio di trasporto pubblico locale che per quello turistico, riconosciuta dalla legge 128/2017 tra le ferrovie di interesse turistico, a livello locale le Istituzioni non riescono ad avviare un progetto minimale che possa sfruttare il ritorno del treno, valorizzando le potenzialità turistiche, gran parte delle quali sono inespresse, creando un indotto economico come sta succedendo altrove.
Basti pensare che nel 2017 lungo le sette linee nazionali di “Binari senza tempo”, gestite dalla Fondazione FS, si è registrato un vero boom, con oltre 70mila turisti, oltre 4000 solo due settiane fa lungo la linea Sulmona-Capinone.
Il tempo stringe e i nodi stanno arrivando al pettine e con loro le responsabilità della Regione e degli Amministratori Locali che non hanno saputo arrivare preparati a questo importante appuntamento.

martedì 26 settembre 2017

La Friulana Elisa Nannetti nuova Direttrice Trenitalia FVG, sostituisce Simone Gorini. Mandi Diretôr !

Simone Gorini premiato a Gemona dai pendolari
Tempo di avvicendamenti in Trenitalia, dopo la recente nomina di Orazio Iacono come nuovo Amministratore Delegato, da lunedì sono stati assegnati altri incarichi: l’ing. Maria Giaconia (già Direttrice delle Direzione Regionale FVG prima e del Lazio poi, succederà a Iacono nella guida della Divisione Nazionale Regionale, lasciando l’incarico laziale al dott. Simone Gorini, che dal febbraio 2015 era al timone della Direzione Regionale Trenitalia
ELISA NANETTI DIRETTORE TRENITALIA FVG. Nuovo direttore Trenitalia FVG è la dott.ssa Elisa Nannetti, già responsabile della Produzione della Direzione Trenitalia FVG.
La dott.ssa Nannetti è la prima donna friulana (risiede a Cervignano) ad assumere un incarico di direzione così prestigioso.
E’ estremamente positivo che l’AD Iacono abbia scelto una manager friulana per questo importante incarico, atteso che negli ultimi anni il FVG è stato un vero trampolino visti i riconoscimenti ottenuti dai predecessori direttori, Giaconia e Gorini.
Un’eredità importante che siamo certi che la Direttrice saprà capitalizzare al meglio, continuando lungo quella linea che sapientemente il dott. Gorini aveva con determinazione e convinzione intrapreso.
Nell’augurare il nostro in bocca al lupo alla Direttrice, confermiamo che i Comitati Pendolari continueranno, nel rispetto delle parti, a garantire la loro collaborazione, seguendo quel modello virtuoso che caratterizza il FVG.
Simone Gorini (secondo da sx) alla Mostra
della Pedemontana a Gemona
IL SALUTO DEI COMITATI AL DOTT. GORINI: era il febbraio 2015 quando il direttore Gorini è sbarcato in Friuli, ereditando una situazione tutt’altro che facile, caratterizzata da un servizio deficitario.
Ringraziamo non solo il Ferroviere che ha saputo valorizzare le professionalità della sua squadra, mutando l’approccio lavorativo e culturale, portando la Direzione Trenitalia FVG ai vertici delle classifiche nazionali per puntualità e affidabilità, ma soprattutto ringraziamo di cuore l’Uomo Simone Gorini, che ha saputo coinvolgere i pendolari, tenendo sempre aperta la porta, coinvolgendoci e chiedendo continui feedback sul servizio.
Non si attribuisce un incarico di responsabilità, come quello del Lazio, a chi non abbia dimostrato sul campo di essere meritevole, coniugando professionalità, passione ed una non comune capacità di relazione.
Non dimenticheremo questo Direttore, che mettendoci la faccia, con umiltà viaggiava con noi pendolari già all’alba, coordinando, spronando e dando l’esempio ai suoi collaboratori.
In 2 anni e 7 mesi di duro impegno si sono raggiunti risultati insperati, che non hanno precedenti per la nostra Regione, che da oltre 18 mesi è ai vertici delle classifiche nazionali per affidabilità e puntualità del servizio, di un soffio alle spalle della Provincia Autonoma di Bolzano.
Non solo, Gorini è l’artefice della comunicazione 2.0, che ha permesso un costante dialogo tra Trenitalia e Comitati dei Pendolari, nonché di aver sbloccato in solo quattro mesi l’intricato iter di omologazione dei nuovi treni Caf, che erano bloccati da oltre 2 anni.
Ma la marcia in più del dott. Gorini, da buon sardo, è stata quella di comprendere subito la realtà del FVG, apprezzandone le peculiarità, tanto da ritenere la nostra regione la sua Terra d’adozione. Proprio questo stretto legame con il nostro Territorio ha permesso a Trenitalia per la prima volta di lanciare varie iniziative commerciali volte a promuovere il treno non solo come mezzo di trasporto ma come veicolo turistico: dalle offerte treno+bici per l’Alpe Adria, alle tariffe Weekend.
Impossibile poi dimenticare il ruolo determinante che ha avuto il Direttore Gorini nella questione della ferrovia Sacile-Gemona, ormai prossima alla riapertura e nel progetto transfrontaliero del collegamento Venezia-Trieste-Lubiana.
Se oggi siamo pendolari felici è grazie a te Direttore, che da queste parti continuerai ad avere sempre un gruppo di Amici, amanti dei treni, che ti aspetteranno per viaggiare lungo i binari della nostra e ora più che mai Tua splendida Regione. Mandi !

lunedì 25 settembre 2017

Il 30 settembre Tavola Rotonda a Cavasso Nuovo: "La ferrovia che ritorna: dalla Transiberiana alla Pedemontana - storia, emigrazione e turismo"

Sabato 30 settembre 2017, alle ore 17.00, presso la sala conferenze E. Calligaro - Palazzo Conti Polcenigo-Fanna di Cavasso Nuovo (PN) si svolgerà la Tavola Rotonda "La ferrovia che ritorna: dalla Transiberiana alla Pedemontana-storia, emigrazione e turismo".
Dopo i saluti del Presidente dell'Associazione Culturalmente, Mario Gasparini, organizzatore dell'evento e del Sindaco, Emanuele Zanon, a confrontarsi saranno Giuseppe Ragogna, giornalista e Vice Direttore del Messaggero Veneto, Romano Vecchiet, scrittore e storico ferroviario e Andrea Palese, amministratore e promotore del progetto "Binari senza tempo". Modererà Alessandro Puhali storico ferroviario.
La Tavola Rotonda chiuderà gli eventi collaterali della Mostra “I friulani della Transiberiana”, che sarà visitabile fino a domenica 1 ottobre.
I relatori spazieranno dalla storia alle vicissitudini parallele delle due ferrovie, la Transiberiana, alla cui costruzione contribuirono tanti emigranti friulani, e la nostra Pedemontana, un tempo ferrovia d'emigrazione, oggi ferrovia turistica, recentemente riconosciuta a livello nazionale dalla Legge n. 128/2017 che ha istituito le ferrovie turistiche.
Il treno esprime infatti un simbolo importante nella memoria comune, un patrimonio da considerare non soltanto per il suo ruolo di mezzo di trasporto, ma anche per la sua funzione sociale di luogo del viaggio.
Nell'esperienza individuale e collettiva, viaggiare rappresenta una prospettiva di scoperta, di esplorazione, di cambiamento, ma anche di abbandono e di distacco: il treno e la stazione, rappresentano nell’immaginario questi sentimenti e queste percezioni.
La Pedemontana, costruita negli anni '30 per esigenze militari, contribuì a portare rilevanti cambiamenti, allargando gli orizzonti cittadini, rendendo possibile contatti e scambi commerciali tra i nostri Paesi. Poi, gradualmente, il treno venne utilizzato per lavoro e per il turismo dei ceti agiati, i quali potevano godere della villeggiatura o delle cosiddette gite “fuori porta”, che con l’arrivo della ferrovia ottennero un notevole incremento.
Ma la Pedemontana rappresentò soprattutto la via dell'emigrazione per migliaia di persone della Pedemontana che utilizzarono la littorina, come veniva chiamata, per emigrare all'estero sperando dopo il viaggio di migliorare le proprie condizioni di vita.
I treni sono stati importanti non solo per trasportare le nostre genti all'estero, ma anche per il loro periodico rientro in Italia: a Ferragosto e a Natale, ma ancora di più durante le frequenti consultazioni elettorali politiche o amministrative, gli emigranti tornavano ai loro Paesi di origine, a trovare parenti e amici.
La storia della Pedemontana è fortemente caratterizzata dalla condizioni sociali ed economiche del suo Territorio: dopo esser stata la via dell'emigrazione per migliaia di friulani, nel post sisma è diventata una linea strategica per portare gli aiuti ai Comuni terremotati, per poi nuovamente cadere nell'oblio ed essere quasi dimenticata e perfino essere chiusa vista quale ramo secco.
Oggi la Pedemontana, dopo l'orgogliosa reazione del Territorio che ha permesso la sua riapertura, punta decisamente sul turismo ferroviario, grazie al progetto nazionale “Binari senza tempo” di Fondazione FS.
Una sfida con la quale si vogliono valorizzare le tante bellezze dei nostri Paesi, ma soprattutto sviluppare quel mercato turistico che in Pedemontana presenta tante potenzialità ancora inespresse.
Un treno che ritorna, questa volta non più carico d'emigranti, ma di turisti, alla scoperta delle bellezze dei nostri bei Paesi e dei Borghi storici.

domenica 24 settembre 2017

Danke Verein Gailtalbahn ! Ferrovia Gemona Sacile e Gailtalbahn un futuro di successo

Sabato 23 settembre nell'ambito del XXII Kase Festival di Kötschach-Mauthen si è svolto il gemellaggio tra le Associazioni Comitato Pendolari Alto Friuli e Verein Gailtalbahn: si è trattato di una sorta di gemellaggio tra ferrovie, la nostra Pedemontana del Friuli e l'austriaca Gailtalbahn, caratterizzate da storie molto similari, entrambe realizzate per scopi bellici e chiuse recentemente a causa della politica dei tagli operato dalle FS e che oggi sognano un rilancio, non solo come trasporto pubblico, ma soprattutto sotto il profilo turistico.
Come successo per la Pedemontana anche lungo la ferrovia della Gail i treni non circolano più, sostituiti dai bus dal dicembre 2016, dopo 100 di glorioso servizio.
Il gemellaggio si è svolto in mattinata presso la stazione di Kötschach-Mauthen, alla presenza del Bürgermeister di Kötschach-Mauthen, Walter Hartlieb, il Bügermeister di Kirchbach, Hermann Jantschgi, il deputato Erwin Angerer e alcuni Sindaci e rappresentanti dei 18 Comuni italiani interessati dalla linea Sacile-Gemona, tra cui Emanuele Zanon, Sindaco di Cavasso Nuovo, Andrea Palese, consigliere delegato alla mobilità di Gemona, Mari Di Gianantonio, Assessore di Osoppo.
Il Presidente del Verein Gailtbahn, Andreas Muhlsteiger, nel suo intervento ha evidenziato l’importanza di porre le basi per una collaborazione transfrontaliera, soprattutto per far conoscere le bellezze dei territori sfruttando il treno e si è complimentato con il Presidente del Comitato Pendolari Alto Friuli, Giorgio Picco, per l’egregio lavoro e l’attività svolta che ha permesso la riattivazione della ferrovia Sacile-Gemona. Un impegno portato come esempio virtuoso da seguire in prospettiva della riapertura della ferrovia Gailtalbahn.
Giorgio Picco, nel ringraziare gli amici carinziani per l’invito e in particolare Hannes Guggenberger, ideatore del gemellaggio, ha evidenziato l’importanza delle attività delle due Associazioni, impegnate nella valorizzazione e nel rilancio delle due ferrovie. Picco nel ricordare con orgoglio il modello della Pedemontana, e che il traguardo della riapertura è ormai prossimo, si è detto certo che anche la Gailtalbahn avrà una seconda vita.
Per sigillare il gemellaggio, il Presidente Picco ha donato al Presidente del Verein Gailtalbahn una bandiera raffigurante i tracciati delle due ferrovie, la quale è stata poi issata a bordo del ciclotreno IDV17 realizzato dagli studenti dell'Istituto Della Valentina di Sacile, che per l’occasione ha viaggiato sui binari della Gailtalbahn, oltre ad altri tre ferrocicli, provenienti da Vienna, da Salisburgo e dalla Carinzia.
All’incontro era presente anche una delegazione degli studenti di Sacile, accompagnati dal prof. Roberto Zamparini, i quali dopo aver testato il ciclotreno la scorsa primavera in Pedemontana ad Aviano nel corso della "Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate", hanno potuto effettuare un ulteriore test lungo la ferrovia della Valle della Gail.
Un’attività che chissà, potrà in prospettiva portare ad una omologazione del ferrociclo, visto che la materia è stata disciplinata dalla recente legge 128/2017 che istituisce le ferrovie turistiche attraverso il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio culturale, naturalistico o archeologico. Senza dubbio un'ottima occasione per promuovere la Pedemontana che dalla prossima primavera, grazie all’avvio del servizio dei treni storici di Fondazione FS, offrirà una nuova offerta turistica legata all'utilizzo del treno, ma anche al binomio treno+bici sfruttando le nostre ciclovie AlpeAdria e FVG3.

giovedì 21 settembre 2017

Sabato 23 settembre Gemellaggio transfrontaliero: la Pedemontana abbraccia la Gailtalbahn. Il ciclotreno degli studenti dell’ISIS Sacile di nuovo protagonista sui binari

Sabato 23 settembre nell'ambito del XXII Kase Festival di Kötschach-Mauthen si svolgerà il gemellaggio tra il nostro Comitato e gli Amici dell'Associazione Verein Gailtalbahn, che come noi stanno lottando per rilanciare la ferrovia della Valle della Gail.
Si tratta di una sorta di gemelaggio tra ferrovie, la nostra Pedemontana del Friuli e l'austriaca Gailtalbahn, caratterizzate da una storia simile, entrambe chiuse a causa della politica dei tagli operato dalle FS e che oggi sognano un rilancio non solo come trasporto pubblico locale, ma soprattutto sotto il profilo turistico.
Come successo per la nostra Pedemontana anche lungo la Gailtalbahn i treni non circolano più, sostituiti dai bus dal dicembre 2016, dopo 100 di glorioso servizio.
Il programma prevede l'incontro alle ore 11.00 presso la stazione di Kötschach-Mauthen, dove si svolgerà il gemellaggio tra le due Associazioni, alla presenza delle Autorità Locali e dei 18 Sindaci italiani dei Comuni interessati alla tratta da Sacile-Gemona, invitati per l'occasione dal Bürgermeister Walter Hartlieb.
Alle ore 13.00 è previsto il corteo per le strade della città, al quale parteciperanno anche i nostri rappresentanti e le Autorità.
Il gemellaggio sarà caratterizzato dal viaggio dei ciclotreni lungo la Gailtalbahn: lungo i binari viaggerà anche il ciclotreno IDV17 realizzato dagli studenti dell'Istituto Della Valentina di Sacile, testato questa primavera ad Aviano nel corso della "Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate" oltre ad altri tre ferrocicli austriaci, provenienti da Vienna, da Salisburgo e dalla Carinzia.
I mezzi saranno esposti in stazione a disposizone di tutti coloro che vorranno provare l'emozione di pedalare lungo i binari nello spelndido scenario della Valle della Gail, una vera attrazione turistica per grandi e piccoli.
Saranno presenti anche alcuni studenti in rappresentanza dell'ISIS Della Valentina di Sacile e i rappresentanti di varie associazioni della Pedemontana che sostengono il rilancio della ferrovia.
L'incontro vuole porre le basi di una collaborazione transfrontaliera soprattutto per far consocere la nostra ferrovia e le nostre bellezze agli amici austriaci, da sempre sensibili e attratti a questo tipo di turismo dolce.
Senza dubbio un'ottima occasione per promuovere a costo zero e divertendosi il nostro Territorio che dalla prossima primavera potrà garantire una nuova offerta turistica legata all'utilizzo del treno storico, ma anche al binomio treno+bici sfruttando le nostre ciclovie AlpeAdria e FVG3, senza dimenticare i nostri splendidi borghi attraversati dalla ferrovia.

martedì 19 settembre 2017

Sacile: si è scatenata la "Terza Guerra mondiale" per i passaggi a livello

Mentre in altre realtà italiane il ritorno del treno è considerato una ricchezza per il Territorio, soprattutto in prospettiva turistica grazie al progetto nazionale della Fondazione FS "Binari senza tempo" e alla nuova legge n. 128/2017 che valorizza le ferrovie turistiche di cui la Pedemontana fa parte, a Sacile si è "scatenata la Terza Guerra mondiale" per i passaggi a livello di via dello Sport e della Pontebbana.
Come annunciato dal direttore di RFI, Giuseppe Albanese, nel corso dell'incontro con i Sindaci a Maniago lo scorso 25 luglio, per permettere la riapertura della ferrovia a dicembre, la linea verrà riattivata a tecnologia esistente, mentre nel corso del 2018 verranno completati tutti i lavori che permetteranno di attrezzare la linea con le più moderne attrezzature.
In particolare per il governo della linea sarà ripristinato temporaneamente il DCO di Pinzano, mentre dal prossimo anno è previsto che il controllo passi in telecomando da Mestre.
I passaggi a livello esistenti saranno in gran parte sostituiti con nuovi, dotati di motori che permettono una più rapida chiusura e apertura delle sbarre; gran parte delle attrezzature sono già state portate in loco in attesa di essere installate (vedi foto).
E' da chiedersi se nel caso del PL della Gronda Est di Via dello Sport, il Comune di Sacile "non abbia venduto la pelle dell'orso prima di ucciderlo", sbagliando i tempi della pianificazione urbanistica, dando per scontato che il treno non sarebbe mai più ripartito. RFI ha fatto sapere che il PL automatico verrà realizzato nel 2018 a conclusione dei lavori di adeguamento tecnologico della linea, visto che ora non vi sono i tempi tecnici necessari.
Altro discorso invece è dato dal PL della Pontebbana, la cui chiusura potrebbe creare degli incolonnamenti delle auto. Degli oltre 50 PL presenti lungo la linea, questa appare l'unica vera situazione di criticità se la chiusura delle sbarre non verrà contingentata.
Il problema è da ricercarsi nella segnaletica che governa i PL: per i treni in partenza da Sacile, che saranno 11 giornalieri, la chiusura delle sbarre dello Stadio, della ss13 e di Via Curiel, è comandata dal segnale di protezione della stazione, il quale chiude i PL quando parte il treno, mentre le barriere si riaprono non appena il treno oltrepassa il pedale posizionato sui binari poco dopo l'ultimo PL di Via Curiel.
La criticità sui tempi di chiusura nasce dal fatto che tra il PL dello Stadio e quello della ss13 il treno deve fermarsi a San Liberale, prolungando per un paio di minuti il blocco della circolazione, il quale tuttavia non è superiore ai 6/7 minuti.
Vista l'impossibilità di posizionare un nuovo segnale a San Liberale, posta a meno di 200 metri dal PL, l'unico sistema per ridurre di un paio di minuti la chiusura delle sbarre è posizionare un pedale in prossimità dell'attraversamento della ss13, rendendo così del tutto automatico.
Minori problemi invece si pongono per la chiusura dei PL per i treni che scendono da Maniago verso Sacile, essendo le sbarre in questo caso governate da un dispositivo di comando di boe e pedali posizionati sui binari che rilevano il passaggio dei treni e riducono al minimo la chiusura dei PL.
E' chiaro che la realizzazione di un sottopasso risolverebbe alla radice il problema della ss13, soluzione che necessità però l’intesa tra Regione, RFI e Comune.
Di certo l’aver previsto un sevizio con 22 corse quotidiane pare un azzardo da parte della Regione, che dimostra per l'ennesima volta di calare dall'alto scelte senza sentire i Territori. Preferibile, come da noi proposto, era avviare un servizio sperimentale con 12 corse (6 per Maniago e 6 per Sacile), adeguando l'infrastruttura ferroviaria e preparandosi al meglio al lancio del servizio turistico.
Auspichiamo che per la soluzione dei problemi venga creato un Tavolo Tecnico tra Regione, Comune di Sacile e RFI, abbandonando sterili polemiche e assurde minacce di contenziosi legali.

lunedì 18 settembre 2017

La ferrovia Gailtalbahn e il Verein Gailtalbahn

Pubblichiamo un interessante articolo dei nostri Amici austriaci dell'Associazione Verein Gailtalbahn che sono attivi per chiedere il ripristino della Gailtalbahn (Ferrovia della Valle della Gail).
Ringraziamo per la traduzione Gian Marco Sartôr.

La Gailtalbahn è una linea ferroviaria della Carinzia lunga 62 km e non elettrificata, che si sviluppa lungo la Valle della Gail, parallelamente al confine col Friuli.
Partendo da est dalla linea ferroviaria Udine-Villach, ad Arnoldstein, giunge a Hermagor e continuando ad ovest termina a Kötschach-Mauthen.
La tratta tra Arnolstein e Hermagor, lunga 31 km, venne aperta nel 1894, mentre la tratta occidentale fino a Kötschach-Mauthen venne costruita successivamente per portare approvvigionamenti e supporto alle truppe dell’esercito Regio ed Imperiale (K.u.K.) stanziate sul fronte carinziano durante la Prima Guerra Mondiale.
Dopo la guerra, nel 1918, anche il tratto occidentale della linea venne aperta sia per il trasporto di persone che delle merci.
Nel 1993 la ÖBB equipaggia la linea con nuove tecnologie per il controllo del traffico ferroviario. La sala di controllo centrale (DCO) in particolare viene posta presso la stazione di Hermagor, da dove si governa la circolazione lungo tutta la linea.
In occasione del centenario della ferrovia, il 17 giugno 1994 le Poste Austriache la celebrano emettendo un francobollo commemorativo.
L’11 dicembre 2016, dopo ben 101 anni di attività, il tratto tra Hermagor e Kötschach-Mauthen viene chiuso al servizio di trasporto pubblico e sostituito con bus; la ferrovia viene ceduta dalla ÖBB al Land della Carinzia (Bundesland Kärnten).
Il tratto da Hermagor ad Arnolstein verrà invece elettrificato entro il 2019.
Il 10 dicembre 2016, durante l’ultima corsa del treno, centinaia di abitanti della Valle della Gail si sono trovati nella stazione di Kötschach-Mauthen dopo che il treno aveva compiuto numerose soste lungo il percorso.
Vari sono i motivi della chiusura della tratta Hermagor-Kötschach-Mauthen: omissioni strategiche, come la mancanza di un collegamento col Pramollo (Nassfeld), il più grande comprensorio sciistico della Carinzia e la mancanza di una vera integrazione con intermodale con i bus del trasporto pubblico, oltre alla politica aziendale di ÖBB, concentrata sul trasporto a lungo raggio a discapito delle linee periferiche.
Nell’ottobre 2016 un gruppo di amici, appassionati di ferrovie, ha fondato il Verein Gailtalbahn, un'Associazione che ha l’obiettivo di conservare la ferrovia che rappresenta un’importante risorsa in termini di viabilità.
Insieme ai Comuni della Valle della Gail, l'Associazione si propone di conservare l'infrastruttutra ferroviaria in modo sostenibile e duraturo, in quanto arteria vitale per la Valle, nonché sviluppare e promuovere attività d'impiego locale delle strutture ferroviarie.
Il Club sostiene con determinazione il rilancio della ferrovia sia per il trasporto pubblico di persone che per quello commerciale delle merci.
Il Verein Gailtalbahn è così diventato il fulcro di tutte le attività che riguardano l'uso della ferrovia nella Valle della Gail. Insieme ai Comuni del Territorio l'Associazione ha pianificato e coordinato vari progetti per la tutela della linea, intrattenendo rapporti riguardanti il tema della ferrovia e della mobilità con Enti Pubblici, aziende e scuole.
Un grande desiderio dell’Associazione è quello di poter far parlare la Valle della Gail con una sola voce, per far si che questa venga ascoltata: a tal fine a cadenza trimestrale viene pubblicato il “Vereinsblatt” (foglio dell’Associazione), un resoconto di tutte le attività del Verein Gailtalbahn.
L’Associazione attualmente sta lottando per la riapertura entro il 2017 della tratta chiusa, come via di collegamento dedicata ad un traffico limitato, anche in prospettiva turistica.
Il 23 ed il 24 settembre prossimi, in occasione della 22ma edizione del Käse Festival a Kötschach-Mauthen, il Verein Gailtalbahn presenterà presso la stazione una draisina a pedali (ciclotreno o ferrociclo) che potrà essere provata da tutti coloro che sono interessati a pedalare lungo i binari della Gailtalbahn. Il Gruppo ha inoltre in progetto la realizzazione di una draisina con scorrimano tra Kötschach-Mauthen e Jenig.

venerdì 15 settembre 2017

Domenica 24 settembre Conferenza "I Friulani sulla ferrovia Transiberiana tra '800 e '900 - l'avventura di una vita"

Domenica 24 settembre 2017, alle ore 17.00, presso il Palazat di Cavasso Nuovo (PN)  si svolgerà la Conferenza "I Friulani sulla ferrovia Transiberiana tra '800 e '900 - l'avventura di una vita".
L'incontro è organizzato dall'Associazione Culturalmente che sta curando con successo la Mostra fotografica "I friulani dela Transiberiana".
Nel corso della Conferenza verrà illustrata la storia dei friulani che hanno lavorato nella Transiberiana, persone che hanno affrontato un viaggio duro ed incredibile in una terra selvaggia come la Siberia, con la presentazione esperta di Alberto Vidon, insegnante e ricercatore, la capacità di esporre i fatti dei bravissimi relatori Angelo Floramo e Gianni Colledani, entrambi ricercatori storici e scrittori di fama, riusciremo a riscoprire un pezzo della storia delle nostre Genti che è un avventura dimenticata, un viaggio di dignità, lavoro e fatica che nulla invidia alle grandi avventure dello scrittore Jack London.
Osoppo, Raveo, Nimis, Trasaghis, Vito d’Asio, Clauzetto, Forgaria, Maiano, Pinzano, Aviano, Polcenigo, Tramonti, Anduins, sono solo alcuni dei Paesi del nostro Territorio da cui provenivano i lavoratori andati in Siberia, operai specializzati, non semplici manovali, impiegati come taglia pietre, scalpellini, costruttori di ponti e massicciate, maestranza di qualità e professionalità come già abbiamo visto nella storia dei nostri emigranti.
La visita alla Mostra porterà il visitatore, oltre che attraverso le foto e i testi, dentro il mondo dei nostri emigranti di inizio '900, con i suoni del vento siberiano, le voci del passato attraverso le letture delle lettere degli emigranti, e il rumore dei martelli intenti a lavorare le dure pietre granitiche delle montagne del lago baikal.
Un viaggio nel tempo e nella storia della nostra Gente, per conoscere la nostra capacità e la nostra forza come elemento di orgoglio e rispetto, riscatto e riscoperta delle nostre capacità attraverso la nostra storia.
La Mostra sulla ferrovia Transiberiana terminerà ai primi di ottobre; il 30 settembre sempre al Palazat di Cavasso Nuovo è prevista la Tavola Rotonda "La ferrovia che ritorna: dalla Transiberiana alla Pedemontana - storia, emigrazione e turismo", alla quale parteciperanno Giuseppe Ragogna, giornalista e Vice Direttore del Messaggero Veneto, Romano Vecchiet, scrittore e storico ferroviario e Andrea Palese, amministratore e promotore del progetto di Fondazione FS "Binari senza tempo".

giovedì 14 settembre 2017

La "Transiberiana d'Italia" copie 120 anni: storia di una ferrovia turistica già lanciata nel futuro


Con molto piacere pubblichiamo un articolo degli Amici dell’Associazione LeRotaie dedicato alla ferrovia Sulmona-Carpinone-Isernia, meglio nota come la “Transiberiana d’Italia”, una delle perle del progetto nazionale “Binari senza Tempo” di Fondazione FS.
Fra qualche giorno questa straordinaria ferrovia festeggerà i 120 anni di vita. Una storia che parte dal 18 settembre del 1897 e che Fondazione FS l'Associazione LeRotaie, intendono celebrare con un ricchissimo programma di treni storici. Dodici treni straordinari tra Sulmona, Roccaraso e Castel di Sangro da venerdì 15 a domenica 17 settembre (LEGGI).
Buon compleanno Transiberiana d’Italia !


La ferrovia Sulmona-Isernia, tratta appenninica che collega le aree interne di Abruzzo e Molise, è stata inaugurata nella sua interezza nel 1897.
Trattandosi di linea non elettrificata, per decenni ha svolto egregiamente il suo compito con convogli trainate da locomotive a vapore e fino alla sua sospensione all’esercizio ordinario, avvenuta nel dicembre 2011, ha sempre garantito i collegamenti regionali in Abruzzo e Molise e il collegamento interregionale Pescara-Napoli, che costituiva la relazione commerciale di più ampio riscontro per l’utenza al punto che ancora oggi molti a Sulmona e dintorni chiamano questa ferrovia “la Napoletana”.
Fatta eccezione per la dolorosa parentesi della seconda guerra mondiale, durante la quale il tracciato ferroviario, considerato strategico, venne pesantemente danneggiato in quanto ricadente nel pieno della Linea Gustav, dal 1960 (anno della riapertura) ai nostri giorni, la Sulmona-Isernia ha sempre goduto di una certa popolarità pur trattandosi di una linea c.d. “secondaria”, mai caratterizzata da alti flussi di viaggiatori.
In tempi più recenti, con il diffondersi del turismo e delle gite fuori porta, ad una progressiva diminuzione del traffico pendolare infrasettimanale, si andava consolidando un uso durante i giorni festivi e nei ponti, specie per il periodo di agosto o invernale con i c.d. Treni della Neve, che conducevano nelle località sciistiche di Campo di Giove, Pescocostanzo, Rivisondoli e Roccaraso.
Negli ultimi 15 anni però, progressivamente, tutto questo è scomparso fino ad arrivare ad un utilizzo della tratta per sole relazioni locali e senza coincidenze garantite che contavano addirittura solo 40 viaggiatori a settimana!
Nel periodo 2012-2013, dopo la sospensione, la tratta è stata davvero ad un passo dalla dismissione con il paventato taglio del binario di confluenza con la linea per Napoli a Carpinone. L’Associazione LeRotaie, costituita da 10 anni da volontari molisani ed abruzzesi e che già da tempo si occupava della tratta da un punto di vista museale e di raccolta di documenti e cimeli presso l'ex rimessa locomotive di Isernia, vero e proprio museo ferroviario, dal momento della chiusura nel dicembre 2011 ha deciso di lanciarsi a capofitto verso quella che sembrava una impresa disperata dal finale già scritto.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica, i media e soprattutto gli Enti Locali e la popolazione rimasti troppo inermi, ha chiesto ed ottenuto dalle FS (all’epoca non era ancora nata la Fondazione FS Italiane) il noleggio di un convoglio storico con ben 10 vetture e due locomotori di spinta, per un treno celebrativo della linea da Isernia a Sulmona. Era il 4 marzo 2012 e sull’intera tratta c’era ancora una spessa coltre di neve: quasi 600 viaggiatori e altrettanti nelle stazione, oltre a un numero pari di persone purtroppo rimaste senza possibilità di partecipare, per una giornata a dir poco indimenticabile che smosse le acque e che ci permise di accendere i riflettori sul caso della “Transiberiana d’Italia”, così come abbiamo ribattezzato in senso affettivo la tratta, mutuando da un articolo del 1980 di Luciano Zeppegno su Gente Viaggi che colpito da questo viaggio in mezzo a steppe e bufere di neve, soprannominò così questa ferrovia.
Da quel giorno tante cose cambiarono perchè finalmente avevamo fatto capire al grande pubblico, grazie anche a giornalisti di testate nazionali che avevamo avuto il piacere di invitare, che la Sulmona-Isernia non era una tratta da dismettere ma anzi aveva ed ha un grande potenziale turistico e non, grazie anche alla bellezza dei luoghi che attraversa.
Bisognava dunque costruire una rete di accoglienza all'altezza, processo lungo e faticoso che all'inizio contava solo su poche realtà locali “illuminate” mentre spesso i Comuni non sapevano neanche di cosa stessimo parlando.
Nel periodo fino ad ottobre 2013 sono stati effettuati dei treni straordinari con ALn 663 e 668 da un'altra associazione per la quale abbiamo prestato la nostra collaborazione tecnica, che non hanno fatto altro che confermare quanto già dimostrato con il primo treno storico del 2012.
L'impulso determinante è stato poi dato nel 2014 con la Fondazione FS Italiane: nell'ottobre 2013 la linea è stata interrotta per garantirne una manutenzione strutturale fino ad arrivare al 17 maggio 2014, giorno in cui ha inizio di fatto il progetto nazionale "Binari Senza Tempo" della Fondazione FS Italiane. Sulmona diventa per un fine settimana la Capitale ferroviaria d'Italia e qualche mese dopo, a novembre, la nostra Associazione sigla un accordo con la Fondazione per garantire un ricco calendario di treni storici durante tutti i mesi dell'anno, anche nei periodi di bassa stagione.
Il 2015, con una attività in continua evoluzione e miglioramento, si chiude con quasi 10.000 viaggiatori, mentre l'anno successivo, il 2016, si superano i 14.000, un vero record, con oltre 40 eventi organizzati, che ha permesso di diventare la ferrovia turistica più frequentata d'Italia, tato da rientrare nella top ten dei viaggi del portale Skyscanner.
Il punto di forza è proprio questo: il viaggio come scoperta, con i nostri esperti volontari a raccontare i segreti di questa tratta e del territorio che attraversa e poi, nelle soste, borghi d'arte, siti museli ed archeologici, aree protette ed escursioni guidate, sport invernali, rassegne culturali e teatrali, manifestazioni e fiere a tema enogastronomico: le tante località tra Abruzzo e Molise, dopo scetticismi iniziali, sono ora pienamente coinvolte nel nostro progetto e quasi fanno a gara per poter avere una o più giornate con il treno storico nella propria piccola stazione.
Per la nostra Associazione tutto questo è un grande motivo di orgoglio: la tanta fatica, le notti insonni, la pazienza infinita, uno studio meticoloso sulla programmazione... tutte cose ripagate però dalla soddisfazione di vedere tanti turisti italiani e stranieri contenti e, nel nostro piccolo, di poter accrescere materialmente le nostre raccolte di materiali, di piccoli rotabili e ferrocicli da restaurare, di locali da restaurare e di aprire al pubblico un vero e proprio “tempo”, spinti da una grande passione per le ferrovie e per la nostra terra.
La strada finora tracciata, tra curve tortuose e buche costituite soprattutto dalla totale assenza delle Istituzioni regionali (Abruzzo e Molise), riesce comunque ad essere una linea di prospettiva che fa ben sperare, grazie alla nostra determinazione e alla lungimiranza del Gruppo FS, con la Fondazione FS Italiane in prima linea a puntare su quella che oggi è una realtà sancita dalla nuova legge sulle ferrovie turistiche, appena approvata dopo anni di attesa.
A metà settembre la ferrovia Sulmona-Isernia, la Transiberiana d'Italia, compie 120 anni, quale miglior compleanno da festeggiare se non garantirle un futuro radioso, pieno di treni e di rotaie lucide!?!
Associazione LeRotaie