Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

martedì 22 gennaio 2019

FUC, quale futuro?

Nelle ultime settimane è salita nuovamente alla ribalta delle cronache sulla stampa la situazione di Ferrovie Udine Cividale (FUC), società controllata al 100% dalla Regione.
Alcune dichiarazioni dell’AD, Maurizio Ionico e l’audizione svolta in IV° Commissione in Consiglio Regionale hanno acceso i riflettori sul futuro della partecipata regionale.
La domanda è: quale sarà il futuro di FUC?
La risposta è complicata visto che molteplici sono i motivi che hanno portato a questa situazione, che ora rischia di far scomparire dopo 130 anni di storia questa società ferroviaria. Le problematiche investono sia l’infrastruttura, che l’assetto aziendale, che il servizio, ma tutte sono riconducibili ad un unico comun denominatore dato dal mal governo della politica regionale che ha utilizzato FUC come un “poltronificio”,  per parcheggiare manager di partito, trombati, amici degli amici, tutti tranne persone all’altezza del ruolo.
L’INFRASTRUTTURA: sono finalmente partiti i lavori di adeguamento della linea per con l’installazione del sistema di sicurezza SCMT.
Nonostante le risorse finanziarie siano disponibili da anni, FUC solo qualche settimana fa ha avviato i lavori richiesti dall’ANSF (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie), la quale con la disposizione n. 10745 del 28.06.2018, ha imposto a partire dal 06.08.2018 una velocità massima di 50 km/h lungo le linee sfornite del sistema SCMT. Questo ha determinato la riduzione del numero delle corse e la loro sostituzione con bus.
La direttiva dell’ANSF ha solamente fatto arrivare al pettine i nodi, visto che per anni si è tentennato e procrastinato. Dopo la strage di Corato in Puglia non è bastata a sbloccare la situazione neppure l'emanazione del D.L. n. 50 del 24.04.2017 che ha varato il Piano Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria che aveva disciplinato una serie di interventi volti ad accelerare il conseguimento degli standard di sicurezza, prevedendo tra l‘altro la possibilità che RFI subentri nella gestione delle reti ferroviarie regionali.
Le difficoltà di FUC era peraltro note alla Regione: non a caso l’Assessore Mariagrazia Santoro, non fidandosi del suo manager Ionico, aveva messo le mani avanti, sottoscrivendo a fine 2017 un Protocollo d'Intesa con il Ministero delle Infrastrutture ove si indica FUC, quale soggetto attuatore per l'adeguamento della linea, prevedendo altresì che in difetto l'intervento verrà svolto da RFI, entro il termine del 31.12.2019. E così le limitazioni alla velocità e le soppressioni alle corse operative dal 6 agosto sono solo il risultato scontato dell'evidente incapacità dei vertici di FUC a gestire la questione sicurezza.
Numerose sono le delibere della Regione che finanziano il programma d’investimento (nn. 2572/2008, 2571/2009, 2493/2010, 2319/2011 e 2078/2012), tuttavia solo il 10.04.2018 è stata disposta da FUC la gara europea per l’appalto dei lavori relativi all’installazione sistema SCMT. La gara è stata effettuata in base all’offerta economicamente più vantaggiosa (l’importo base al netto dell’Iva è pari a 5.936.088,19), mentre la durata dell’appalto è di 540 giorni decorrenti dalla data del verbale di consegna lavori. Il 1 agosto con determina dell’AD di FUC si è provveduto ad aggiudicare l’appalto alla società Ceit spa con sede a S. Giovanni Teatino (CH), la quale è risultata prima classificata nella graduatoria stilata dalla Commissione giudicatrice.
Ora i lavori sono stati avviati “prima di Natale”, assicura l’AD Ionico e si concluderanno “entro un anno, ma poi serviranno le attività propedeutiche di collaudo”. Nel frattempo il programma d’esercizio continuerà con le limitazioni prescritte dall’ANSF.
MATERIALE ROTABILE: la “tegola” dell’ANSF è solo l’ultima di una lunga serie, visto che le criticità nei mesi scorsi non sono mancate a partire dal lungo fermo dei nuovi treni, dalle soppressioni causate da un'errata programmazione delle manutenzioni e dalla "fuga" con le dimissioni di una decina di macchinisti.
PERSONALE: il nodo della carenza di personale resta ancora un problema da risolvere. Si ricorderà la fuga di una decina macchinisti tra il 2017 e 2018. Ionico sull’argomento evidenzia che “è stato aperto un corso formativo intensivo di quasi 9 mesi per macchinisti e ci sono oltre 200 adesioni. In questi mesi pensiamo che si possa formare un nucleo di macchinisti a cui attingere per le nostre esigenze”. Ionico parla di una “caccia alle competenze rare” nel mondo ferroviario: “per una parte le imprese, le formano, per un’altra, vanno a comperarle dove ci sono: anche noi, ma non solo noi, per un certo periodo abbiamo avuto una carenza di macchinisti, che sono andati a lavorare dove li pagano molto ma molto di più di quanto ci è possibile. Credo che, dal corso, ne prenderemo almeno 4. Nel frattempo, abbiamo utilizzato risorse che erano impegnate a fare un altro mestiere e poi dipendenti in distacco da altre aziende” (Inrail). L’organigramma, spiega, “prevede una novantina di persone, noi lavoriamo con 70”.
Di certo è emblematica la situazione che i lavoratori fuggano da una partecipata regionale ... forse non solo per lo stipendio ma anche per altro! 
LA STRUTTURA AZIENDALE: in questo contesto, la nuova Giunta Fedriga, per voce dell’Assessore alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, ha fatto sapere che si valuterà attentamente quali correttivi apportare, perché in queste condizione non è possibile più proseguire.
Pare che l'Esecutivo regionale stia valutando di procedere ad un trasferimento della gestione dell'infrastruttura a RFI e ad una partnership con altro gestore per quanto concerne la gestione dei servizi (Trenitalia, Inrail, Obb?). “Entro giugno definiremo le linee strategiche relative a FUC e avremo un quadro di riferimento” È stringata la risposta dell’Assessore Pizzimenti sul futuro che attende la società in house che, oltre a gestire i 13 chilometri di tratta fra il capoluogo e la città ducale, si occupa anche del servizio transfrontaliero MiCoTra, che collega il Fvg a Villach.
Su carta, per ora, ci sono due delibere di Giunta regionale del 14 dicembre. La prima assegna altri fondi a copertura dei costi per gli interventi sul materiale rotabile (1,1 milioni, più l’ok all’utilizzo di alcune economie su risorse già assegnate, per 222.349 euro) e non ne esclude altri ancora.
La seconda delibera determina di riaffidare alla Fuc i servizi sinora gestiti (scaduti il 31.12.2018) tramite aggiudicazione diretta, con un contratto transitorio biennale, dal 01.01.2019 al 31.12.2020 “nelle more di più ampie valutazioni sul futuro della società” per un importo complessivo di 8,778 milioni. Il contratto dovrà prevedere «sinergie» con RFI e con i gestori dei servizi automobilistici
LEGGE MADIA E LIMITAZIONI AL SERVIZIO MERCI: il grande limite di FUC è senza dubbio dato dalle limitazioni imposte dalla Riforma Madia, la quale ha imposto una forte riduzione dell’attività cargo, visto che la normativa permette alle società partecipate in house la possibilità di operare in altre attività libere sul mercato nella soglia del 20% del fatturato dell’attività principale ottenuta dall’affidamento diretto dalla Regione.
La Madia sta impedendo di fatto di ampliarea FUC  il proprio business, limitandolo all’attività passeggeri, coperta dai corrispettivi del contratto di servizio della Regione (1,5 milioni per il treno Mi.Co.Tra e 2,1 milioni per la Udine-Cividale).
La fotografia dei 52 carri merci fermi in deposito a Udine dà l’idea della situazione.
IL FUTURO E LE SCELTE: se pare scontato - è questione solo di tempo - il passaggio della gestione dell’infrastruttura Udine-Cividale a RFI, la partita del servizi ferroviari appare ancora incerta.
Se FUC vuole continuare ad offrire servizi tpl di certo deve trovare una partnership (Trenitalia ?). Nel merci, tenendo conto dell’insuperabile limite imposto dalla Madia la partita pare invece chiusa. Quale sia poi il destino dei 52 carri e dei locomotori Siemens E-190 per i quali è stata avviata un'indagine di mercato per il noleggio per il periodo 01.01.2019 sino al 31.12.2020 difficile dirlo.
A giugno verrà approvato il bilancio 2018, che voci giornalistiche danno in pesante rosso. Con l’approvazione del bilancio terminerà il mandato delll’AD, Maurizio Ionico, uomo di fiducia (e di partito) nominato nel 2013 dall’Amministrazione Serracchiani, il quale alla domanda postagli dalla giornalista del Gazzettino, Camilla Demori “si sente nel giro d’aria? Ha risposto “È indifferente la mia persona. Io in questo caso sono un servitore, quello che riguarda me vale veramente zero. Se temo lo spoil system? Io sono un uomo di Stato, la Regione giustamente fa le sue scelte”.
Visto che il futuro di FUC dipenderà da scelte radicali, il nostro auspico è che il nuovo corso parta dalla nomina di un nuovo AD, che esca delle tradizionali logiche partitiche e della "spartizione delle poltrone”.
Se si vuole salvare la baracca bisognerà individuare un uomo d'ordine, non solo conoscitore del sistema ferroviario, ma soprattutto capace a gestire un'azienda. Inoltre oltre all'AD si dovranno individuare altre figure apicali in grado di ottimizzare la gestione del personale e dell'officina, oggi molto deficitarie.  

venerdì 11 gennaio 2019

Trenitalia lo sconto c’è ma non si vede: mancato aggiornamento sulla App e sulle self service delle promozioni Weekend FVG e della Sacile-Maniago

Ci risiamo!
Lo sconto c’è ma non si vede.
E così, a pochi giorni dal debutto delle tariffe 2019 per i treni regionali, il sistema di vendita on line e le biglietterie self service di Trenitalia non risultano aggiornate.
Ovviamente la mancanza di aggiornamento riguarda solo le tariffe promozionali e quelle Weekend Fvg per le quali è previsto uno sconto o una riduzione, mentre abbonamenti e tariffe ordinarie per i biglietti di cosa semplice - che hanno visto qualche piccolo ritocco all’insù - sono state puntualmente aggiornate dal 01.01.2019.
E’ stato il consigliere regionale, Cristian Sergo, a scoprire ed a sollevare la questione relativa al mancato aggiornamento delle tariffe Weekend Fvg, le quali prevedono uno sconto del 20% (sabato e domenica) rispetto alla normale tariffa ordinaria.
Una situazione grottesca: un biglietto Udine-Trieste per domenica 20 gennaio è venduto sull’app e dalle self service a tariffa piena pari ad € 9, contro i 7,20 della tariffa Weekend Fvg.
Stesso problema per quanto concerne la tariffa promozionale della Sacile-Maniago, la quale risulta scontata del 50% (2,05€ contro i 4,10 dell’ordinaria).
Una dimenticanza quella di Trenitalia, che come riferito alla stampa dal nostro portavoce Andrea Palese determina “un disservizio spiacevole che conferma la disorganizzazione di Trenitalia sotto l’aspetto informativo delle offerte, chiaramente sempre a discapito dell’utente, nonostante la presenza di una precisa normativa al riguardo”.
Male, anzi malissimo, aggiungiamo noi, visto che un’Azienda strutturata come Trenitalia non può assolutamente permettersi di fare questi errori, se così si possono chiamare.
Il sistema on line di Trenitalia è già stato in passato sotto l’occhio del ciclone, tanto che il sito per tanti è un vero terno al lotto.
Sotto accusa sono le modalità molto macchinose di acquisto del biglietto, con un numero di schermate infinite da superare, senza contare alla maxi multa di 5 milioni inflitta nell’agosto 2017 dall’Antitrust perché le soluzioni di viaggio proposte dal sito internet, così come dalle biglietterie self-service, non erano le più vantaggiose e non si poteva accedere a tutta una serie di opzioni, certo più scomode, ma più economiche per il viaggiatore che volesse risparmiare.
Riteniamo assolutamente inadeguata la giustificazione data dalla Direzione regionale FVG, la quale difronte alla denuncia del disservizio, ha dato ordine alle biglietterie di emettere "comunque" la tariffa promozionale per il weekend e i prezzi agevolati previsti per la Sacile-Maniago, che sono stati confermati. Chi avesse fatto il biglietto al self service o on line e quindi avesse pagato il prezzo non scontato potrà pertanto chiedere il rimborso della differenza.
Un atto DOVUTO e non “comunquevisto che le tariffe promozionali sono decise con provvedimento normativo della Regione e non sono certo lasciate all’autonomia contrattuale di Trenitalia !
Non vogliamo pensare male che sia stato un atto voluto per far pagare di più agli utenti, ma il fatto che le tariffe in aumento sono state aggiornate mentre quelle promozionali no è abbastanza curioso...
Infatti se gli uffici Trenitalia FVG erano in ferie per le feste natalizie e quindi non hanno avuto il tempo per procedere all’aggiornamento delle tariffe promozionali, stesso discorso dovrebbe valere per gli aumenti … che invece sono stati puntualmente inseriti a sistema.
Ricordiamo che le tariffe sono state deliberate dalla Regione FVG con delibera di Giunta n. 2453 il 21 dicembre 2018, ma sicuramente erano già note da tempo a Trenitalia, visto che la delibera è solo l’atto finale di un iter condiviso tra Regione e i Gestori dei Servizi del TPL.
Questo ennesimo "scivolone" evidenzia che la situazione organizzativa della Direzione Trenitalia FVG non è certamente delle migliori: non si può pensare di vivere di luce riflessa, continuando ad adagiarsi sugli allori dei risultati della puntualità e dell’affidabilità. Serve migliorare l’offerta e per questo è necessario raggiungere anche altri risultati, che purtroppo sono ancora lontani.
Avevamo criticato la situazione inaccettabile dell’informazione, soprattutto nei casi (per fortuna pochi) di disservizio o di ritardi, quando gli utenti devono fare il segno della croce e sfidare la sorte, tanta la disorganizzazione evidenziata negli ultimi mesi. Non è certamente creando un customer care in alcune stazioni (Trieste e Udine) che si risolvono i problemi strutturali di un servizio informazioni scoordinato, lento e intempestivo; anzi purtroppo proprio i “poveri” addetti al custumer care, ignari di quello che sta succedendo lungo i binari, diventano i parafulmini di un sistema inadeguato.
Come detto non ci bastano più i numeri di puntualità e affidabilità, ma pretendiamo che migliorino anche altri aspetti legati all’offerta, da un’informazione efficiente e utile ad una promozione delle offerte, oggi di fatto sconosciute ai più per la mancanza di avvisi e pubblicità sia in stazione che a bordo treno.
Un quadro sconsolante di una Direzione FVG che dimostra poca reattività e un distacco assiderale nei confronti dell’utenza: una gestione “burocratesca” dell’offerta, legata a vecchi protocolli ormai superati.
Il 2019 sarà l’anno del nuovo contratto di servizio e Trenitalia dovrebbe essere interessata a dimostrare sul campo di essere all’altezza di meritarsi la fiducia della Regione e di conseguenza dei Pendolari.
Di certo queste “dimenticanze” sull’adeguamento delle tariffe promozionali e questo modo di operare non è consono ad un Gestore moderno che dovrebbe “coccolare” i suoi utenti e non “bastonarli” facendoli pagare di più del dovuto …

venerdì 4 gennaio 2019

Tariffe: adeguamento Istat dei biglietti e abbonamenti. Confermate le tariffe degli abbonamenti integrati treno/bus e delle promozioni lungo la Sacile-Maniago e dei servizi transfrontalieri con Austria e Slovenia

Dopo il blocco delle tariffe 2016, 2017 e 2018, il nuovo anno porta un aumento, seppur lieve, delle tariffe fs.
Si tratta di un adeguamento del prezzo dei biglietti di corsa semplice e agli abbonamenti (mensili e quindicinali), rispetto al tasso di inflazione medio annuo Istat.
Non subiranno invece aumenti le tariffe degli abbonamenti pluricorsa mensili/quindicinali (2 corse al giorno per 3 o 5 gg settimana), dei servizi transfrontalieri (Trieste-Udine-Villach e Udine-Trieste-Lubiana) e quelle promozionali (Sacile-Maniago).
L’aggiornamento delle tariffe per il 2019 prevede pertanto:
- per i titoli di corsa semplice un aumento medio del 2,8% con arrotondamento a 0,05 €;
- per gli abbonamenti mensili: +0,50 € rispetto alla tariffa 2018;
- per gli abbonamenti quindicinali: +0,30 € rispetto alla tariffa 2018.
Alcuni esempi:
Direttrice
Corse semplice
Abbonamento mensile
2018
2019
2018
2019
Udine-Trieste (via GO)
8,75
9,00
101,10
101,60
Udine-Trieste (via Cerv.)
7,50
7,75
94,85
95,35
Udine-Codroipo
3,30
3,40
57,25
57,75
Pordenone-Udine
4,75
4,90
70,70
71,20
Gorizia-Udine
4,05
4,15
65,30
65,80
Gemona-Udine
3,30
3,40
57,25
57,75
Udine-Venezia
11,80
12,35
120,80
121,
TARIFFA INTEGRATA TARVISIO-UDINE: è stata confermata la tariffa integrata lungo la direttrice Tarvisio-Gemona-Udine, ove sarà possibile con il medesimo titolo viaggiare sia con il treno che sui bus.
Tale tariffa non subirà alcun rincaro, pertanto resterà invariato il costo degli abbonamenti mensili o quindicinali pluricorsa (2 corse/giorno limitate a 5 gg a settimana; 2 corse/giorno limitate a 3 gg. a settimana; 2 corse/giorno 5 gg a settimana) tra i più utilizzati dai pendolari dell’Alto Friuli.
 
Mensile
5 gg a sett.
Mensile
3 gg a sett.
Tarvisio-Udine
92,05
66,25
Carnia-Udine
66,20
47,45
Gemona-Udine
51,90
37,60
Tarcento-Udine
45,65
33,10
SACILE-MANIAGO: dopo la riattivazione della linea Pedemontana del Friuli è stata confermata la tariffa promozionale lungo la tratta Sacile-Maniago, relativa al biglietto di corsa semplice, ridotto al 50% rispetto alla tariffa ordinaria.
E’ stata inoltre prevista una tariffa integrata treno/bus per i servizi lungo la direttrice Sacile-Pinzano, ovvero per quelli che usufruiscono in parte della tratta fs (Sacile-Maniago) e in parte per quella bus Atap (Maniago-Pinzano).
Tale tariffa riguarda i titoli di viaggio di corsa semplice/abbonamento mensile/abbonamenti annuale e abbonamento annuale studenti. Nelle more del completamento dei sistemi di vendita Trenitalia, sono utilizzabili anche per la tratta ferroviaria i titoli di viaggio Atap.
 
Corsa
semplice
Mensile
Tutti i giorni
Mensile
Integrato
Annuale
integrato
Annuale
integrato
studenti
Sacile-Aviano
1,45
49,70
59,65
596,50
477,20
Sacile-Montereale
1,70
57,75
69,30
693
554,40
Sacile-Maniago
2,05
65,80
79
790
632
Sacile-Fanna/Cavasso
2,05
65,80
79
790
632
Sacile-Pinzano
2,95
79,25
95,10
951
760,80
SERVIZI TRANSFRONTALIERI: confermate anche le tariffe dei servizi ferroviaria transfrontalieri lungo le direttrici Trieste-Udine-Villach (Mi.Co.Tra) e Udine-Trieste-Lubiana (CrossMoby).
MI.CO.TRA (Trieste-Udine-Villach):
- Trieste-Villach: 17 € (8,50 € ridotto)
- Udine-Villach: 13 € (6,50 € ridotto)
- Gemona-Villach: 11 € (5,50 € ridotto)
E’ stato prevista inoltre la possibilità di acquistare abbonamenti transfrontalieri settimanali o mensili. Confermate pure le riduzioni in favore dei ragazzi (6-15 anni), per le famiglie, gli over 60 e i gruppi e le gratuità per i bambini fino a 6 anni e il trasporto di cani.
CROSSMOBY (Udine-Trieste-Lubiana)
- Udine-Lubiana: 15,60 €
- Trieste-Lubiana: 8 €


CONFRONTO TARIFFE TRA REGIONI
Abbiamo comparato le tariffe del FVG con quelle di altre regioni, sia per quanto riguarda i biglietti di corsa semplice che gli abbonamenti mensili di 2° classe.
La comparazione riguarda le seguenti fasce km:
- da 21 a 30 km (es. Udine-Codroipo / Udine-Gemona)
- da 31 a 40 km (es. Udine-Gorizia)
- da 81 a 90 km (es. Udine-Trieste)
BIGLIETTO CORSA SEMPLICE: molto differente è la situazione in base alle fasce km prese in esame.
Il FVG è la regione più cara d’Italia per quanto concerne le tariffe dei biglietti di corsa semplice (fascia 81/90 km): un biglietto Udine-Trieste costa infatti 9 € contro i 7,3 della Milano-Brescia (Lombardia), i 7,45 della Verona-Padova (Veneto) e i 7,35 della Bologna-Cesena (Emilia Romagna); al Centro e Sud Italia i prezzi risultano ancora più contenuti (6,3 in Puglia, 6,5 nelle Marche, 6,6 in Abruzzo e 6,9 in Sicilia) a fronte anche di una offerta e una qualità del servizio decisamente inferiore.
Viaggiare in FVG nelle fasce da 21 a 40 km risulta invece più conveniente che in Veneto, Piemonte, Liguria e Toscana dove le tariffe sono più alte dal 5 al 12%.
Le tariffe delle Province di Bolzano e Treno non sono paragonabili direttamente in quanto si basano su una tariffa centesimo/km percorso e non per fasce.
ABBONAMENTO: per quanto riguarda gli abbonamenti mensili, il FVG – come per i biglietti di corsa semplice – risulta tra i più cari per quanto concerne le fasce km più elevate (81/90), dove solo Toscana, Sicilia e Piemonte presentano tariffe più alte, mentre gli abbonamenti delle fasce da 21 a 40 km risultano in linea con la media nazionale. Solo l’Emilia Romagna e il Veneto offrono tariffe molto più basse di quelle friulane, anche nell’ordine del 20%.
PROSPETTIVE FUTURE: il quadro tariffario risulta molto disomogeneo tra le varie regioni. Se dal 2010 al 2018 in FVG le tariffe sono aumentate in media del 15%, altrove i pendolari hanno assistito ad un più cospicuo incremento dei biglietti, anche nell’ordine del 50%, come nei casi di Liguria e Piemonte, del 30% (Lombardia), del 20% (Emilia Romagna), del 25% (Abruzzo e Toscana) e del 20% il Veneto.
Le tariffe dei treni regionali in FVG coprono circa il 30% del costo del servizio che per qualità offerta risulta decisamente superiore alla media nazionale e a quello di altre regioni che per dimensioni e mezzi superano di gran lunga il piccolo Friuli. Da circa 3 anni infatti il FVG è la regione più puntuale d’Italia col 95%, precedendo le virtuose Province Autonome di Treno e Bolzano e l’Abruzzo.
Nel 2019 Veneto e Liguria hanno adeguato le tariffe come il FVG, mentre la Lombardia ha bloccato il costo dei biglietti, cercando di dare una risposta alla drammatica situazione in cui versa il sistema di trasporto gestito da TreNord.
Per il futuro i contratti di servizio di alcune regioni prevedono già significativi rincari dei biglietti e abbonamenti (es. Liguria +7% nel 2020, + 6,5% nel 2021 e +6% nel 2022) necessari per garantire l’equilibrio economico e il rinnovo del parco rotabile.
La realtà friulana è sicuramente molto differente, visto che al contrario di altri il FVG dispone già di un parco rotabile rinnovato grazie ai nuovi treni Civity
Il FVG è però l’unica regione d’Italia che non è andata ancora a contratto: un immobilismo politico di oltre 3 anni che ha paralizzato alcune scelte strategiche come quelle legate ad una nuova offerta di corse, alla modifica dell’orario cadenzato e soprattutto alla riduzione dei tempi di percorrenza.
Il nuovo contratto, per il quale la Regione opterà per l’affidamento diretto e non per la gara europea, dovrà garantire un’offerta in grado di aumentare l’attuale utenza (20mila pendolari/giorno), ma soprattutto prevedere un sistema bonus/malus con parametri prestazionali rigidi, con penali e premialità non solo per la puntualità e l’affidabilità, ma soprattutto per l’informazione e l’incremento della velocità commerciale.
Per quanto concerne la politica tariffaria, fermo restando che bisognerà cercare di contenere gli aumenti, visto che le tariffe sono già alte, non siamo contrari a prevedere tariffe differenziate per orario, incentivando un’offerta dinamica, seguendo ad esempio i modelli tradizionali del trasporto aereo in cui si incentiva il tasso di riempimento offrendo tariffe iper scontate per andare ad intercettare una domanda aggiuntiva di passeggeri nelle fasce morbide.
Inoltre nell’ottiCa di una regione sempre più volta al turismo riteniamo necessario giungere al più presto al biglietto unico che permetta all’utente - col medesimo titolo – di viaggiare indistintamente col treno o col bus, raggiungendo quell’integrazione vettoriale che farebbe fare il salto di qualità al trasporto pubblico del FVG.
SUPPLEMENTO BICI: il prezzo del supplemento bici è stato confermato in € 20 per l’abbonamento mensile ed € 3,50 quello giornaliero. Se la bici è trasportata all’interno di apposita sacca delle dimensioni non superiori a cm 80x110x40 il trasporto è gratuito. Il trasporto della bici è inoltre gratuito lungo la linea Sacile-Maniago ove è in vigore una promozione treno+bici.
BIGLIETTI TURISTICI: dopo il successo del 2018, la Regione ha confermato anche per quest’anno le tariffe relative ai servizi turistici relativi ai viaggi effettuati con l’utilizzo di materiale rotabile storico della Fondazione FS
Treni a vapore: tariffa unica and/rit. 15 € - ridotto ragazzi (4/12 anni) 7,50 € - gratis bambini (0/4 anni)
Treni diesel: tariffa unica and/rit. 10 € - ridotto ragazzi (4/12 anni) 5 € - gratis bambini (0/4 anni)

lunedì 31 dicembre 2018

Penali treni CAF: la Regione FVG transa a 3,7 milioni di €

La fine del 2018 porta una notizia molto attesa: è stata infatti posta la parola fine all'annosa vicenda delle penali contrattuali relative ai nuovi treni Civity.
Si chiude così, con una transazione, l’annosa controversia fra la Regione Friuli Venezia Giulia e la società spagnola CAF in merito ai gravi ritardi (di circa due anni e mezzo) nella consegna degli 8 elettrotreni ERT563, pattuita con contratto del 29.03.2011 al prezzo di 45,6 milioni di € complessivi “franco rotaia” (una specie di “chiavi in mano”, ossia con i treni pronti all’immissione in esercizio), completi di attrezzature e omologazione per circolare sia sulla rete ferroviaria italiana che su quella slovena.
La transazione, appena approvata dalla Giunta Fedriga prevede uno stralcio del 20% rispetto all'importo della penale stabilita nel contratto, pari a 5mila €/al giorno per ciascun giorno di ritardo e per ciascun treno fino a un massimo del 10% del valore contrattuale. Si passa così da una penale complessiva di 4,560 milioni di € a 3,648 milioni (Iva esclusa).
A suo tempo la precedente Giunta Serracchiani era stata duramente attaccata per tali ritardi, accusata di immobilismo difronte a questa vertenza che per oltre 2 anni e mezzo ha reso difficile la vita dei Pendolari friulani; il nostro Comitato aveva anche minacciato il deposito di un esposto alla Corte dei Conti visti gli importi in ballo.
Adesso con questo accordo transattivo ciascuna delle parti rinuncia formalmente a promuovere qualsiasi azione legale: ecco il vero scopo, dal punto di vista regionale, del negoziato e del conseguente accordo.
La CAF, infatti, aveva argomentato che i gravi ritardi nella consegna dei treni – innegabili – non erano imputabili all’azienda bensì alle lungaggini nelle procedure di omologazione da parte dell'ANSF (Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria), dovendosi seguire regole e procedure che all’atto di sottoscrizione del contratto non erano conoscibili.
Si è scelta la soluzione più logica e di buon senso, evitando sicuramente un lungo contenzioso che avrebbe paralizzato la vertenza per anni.
Ripercorriamo le principali tappe di questa vicenda:
• la procedura di acquisto dei primi 8 treni Etr563 è stata decisa con delibera n. 1466 dd 24.06.2009 da parte della Giunta Tondo, per un importo complessivo a base d'asta di 53.650.000,00 € (IVA esclusa). Il bando è stato pubblicato il 30.06.2009 e l'aggiudicazione provvisoria alla ditta spagnola CAF è avvenuta il 29.12.2009;
• all'aggiudicazione provvisoria sono seguiti dei contenziosi al TAR, superati a marzo del 2011;
• con atto di data 29.03.2011 (prot. n. 9421), Regione FVG e CAF hanno sottoscritto il contratto “per la fornitura di 8 elettrotreni Etr563, omologati per la circolazione sulla rete italiana, con opzione per l’acquisto di ulteriori complessi, scorta tecnica, materiale di ricambio e servizio di manutenzione” per un importo di 45,6 milioni di €, comprensivo del servizio di manutenzione ordinaria per i primi 12 mesi e correttiva per i primi 36 mesi; il termine di consegna degli otto Etr563 indicato in contratto è il 16.12.2012;
• a settembre 2013 la Regione FVG (Giunta Serracchiani) ha contestato a CAF formalmente il ritardo della consegna degli 8 treni Etr563; il 16 ottobre 2013 la Regione ha comunicato inoltre la sospensione di tutti i pagamenti in favore del costruttore CAF, sia per l'acquisto degli Etr563 che per l'opzione degli ulteriori 4 Etr564;
• la svolta allo stallo è arrivata con l’autorizzazione alle prove dinamiche a gennaio 2014 e l’avvio dell’omologazione dei primi treni Etr563;
• a marzo 2014 l'Assessore regionale, Mariagrazia Santoro (Giunta Serracchiani), ha annunciato l’applicazione delle penali contrattuali, pari a 4,5 milioni, per la ritardata consegna dei treni Etr563;
• il 14 giugno 2015 i primi tre treni Etr563 sono entrati in esercizio mentre gli altri cinque a fine settembre 2015;
• nel corso del 2016 l’Assessore Mariagrazia Santoro, rimangiandosi quanto detto precedentemente annunciava che si provvederà a transare con CAF;
• a dicembre 2018 la Giunta Fedriga chiude l'annosa vicenda con una transazione dell’importo di € 3,648 milioni (Iva esclusa).
Non è chiaro come verranno ora utilizzati questi denari, pare per l’acquisto di scorte tecniche-ricambi.
Non siamo mai stati particolarmente favorevoli all’idea della transazione definita come semplice baratto di ricambi/scorte tecniche, avendo proposto alla Regione a gennaio 2016 di utilizzare quegli importi per l’installazione del wi-fi sui treni o meglio ancora per l’acquisto di un pianale modulare per gli Etr564 destinato al trasporto di biciclette con oltre 100 posto disponibili, utile da sfruttare lungo la tratta transfrontaliera Udine-Villach a servizio della Ciclovia AlpeAdria.
Chiederemo all’assessore Graziano Pizzimenti garanzie affinché gli importi delle penali vengano utilizzati per l’acquisto del materiale necessario, evitando sprechi, ma soprattutto proporremo che i soldi vengano utilizzati per sottoscrivere un contratto di manutenzione ordinaria dei treni Civity Etr 563/564, in maniera che il costruttore spagnolo CAF possa garantire la perfetta fruizione dei treni per i prossimi anni e la valorizzazione del patrimonio rotabile del FVG.
Resta ancora da risolvere la questione delle penali della fornitura dei 4 elettrotreni ETR564 – pari a 2,7 milioni di € - acquistati nel 2012 dalla Regione ed entrati in esercizio a settembre 2018, dopo oltre 2 anni e mezzo di ritardo.
Sicuramente siamo difronte ad una brutta storia che ancora oggi non trova una giustificazione vera, dove la burocrazia dell’ANSF e la “manona” di FS pare abbiano inciso non poco.
Difendiamo la scelta della Regione, la quale in un momento molto difficile (nel 2011) ha deciso di acquistare in autonomia i treni e rinnovare il parco rotabile, non aderendo alle proposte del monopolista di Stato che aveva offerto una fornitura di treni Vivalto, già ampiamente superati tecnologicamente.

lunedì 24 dicembre 2018

Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo !

Foto Ezio Dal Cin
Chiudiamo questo anno ferroviario pensando positivo: il 2018 sarà ricordato per il ritorno del treno lungo i binari della Pedemontana del Friuli, prima linea d’Italia utilizzabile sia per il servizio passeggeri regionale che per quello turistico, il quale grazie alla determinazione e alla perseveranza di un gruppo di persone “speciali” ha registrato quasi 4.000 passeggeri a bordo dei treni storici della Fondazione FS.
Ma è stato anche l’anno dell’avvio del servizio transfrontaliero Crossmoby (Udine-Trieste-Lubiana) e del prolungamento su Trieste dell’altro servizio transfrontaliero (Mi.Co.Tra.) dando finalmente al Friuli Venezia Giulia una vocazione di regione moderna, che grazie alla nuova fermata di Trieste Airport ha guadagnato un’infrastruttura strategica che ora permette migliori collegamenti con il resto del Paese e con l’estero.
I dati statistici dicono che per i pendolari il 2018 è stato un anno di treni puntuali (quasi il 95%) e affidabili, anche se Trenitalia ogni tanto ha fatto penare ed imprecare non poco, con alcuni "giri a vuoto", dimostrando disorganizzazione e tempi di reazione elefantiaci. L’informazione tempestiva e utile all’utenza resta ancora una volta un risultato da raggiungere.
Il 2019 sarà l’anno del nuovo contratto di servizio, che speriamo venga pensato in base alle reali esigenze dei Pendolari e non sulla base del compromesso tra politica e imprese ferroviarie. La presenza di due player interessati, Trenitalia (Gruppo FS) e Arriva (Gruppo Deutsche Bahn, è una novità per il FVG, dove il servizio è sempre stato nelle mani del monopolista di Stato FS.
Le aspettative per il 2019 sono positive, legate ovviamente alla tenuta e al miglioramento di questi standard qualitativi, ma soprattutto legate al nuovo contratto che ridisegnerà il futuro del trasporto ferroviario FVG, con nuovi servizi e un miglioramento sostanziale dell’orario.
Ora che disponiamo di treni veloci e comodi è necessario impegnarsi per garantire la riduzione dei tempi di percorrenza, i quali si basano ancora su schemi vecchi d'orari di quasi 30 anni fa, facendo fare così al servizio fs quel salto qualitativo da diventare la vera alternativa all’automobile.
Il nostro contributo non mancherà, sempre con la solita determinazione che ci caratterizza, cercheremo di portare la voce di chi utilizza ogni giorno questo straordinario mezzo di trasporto che è il treno.
I propositi sono ottimi, speriamo di non sprecare l’occasione, come in passato.
Tanti Auguri amici Pendolari e a tutti i ferrovieri che ci permettono ogni giorno di viaggiare.
Comitato Pendolari Alto Friuli

sabato 22 dicembre 2018

Puntualità treni FVG 2018 in linea con gli obiettivi. Ora attenzione al nuovo contratto di servizio


Puntualità treni FVG 2018
Quasi il 95% dei treni del FVG arrivano puntuali entro i 5 minuti, meno di 4 su mille sono stati cancellati: è questa la fotografia delle 140 corse dei treni regionali che ogni giorno viaggiano lungo la rete del Friuli Venezia Giulia gestita da Trenitalia nel corso dei primi 11 mesi del 2018 e che trasportano oltre 20.000 viaggiatori/giorno.
I dati confermano nella sostanza i buoni risultati del 2017, anche se registrano una leggera flessione: -0,39% per la puntualità standard B1 (contrattuale) e -0,64% per quella senza esclusioni, ovvero quella effettivamente percepita dall’utente. Nonostante ciò il servizio resta per parametri di puntualità (0-5 min.) e affidabilità ai vertici delle classifiche nazionali, precedendo altre realtà virtuose come la Provincia Autonoma di Bolzano.
PUNTUALITA’ STANDARD B1: è quella prevista nel contratto di servizio tra Regione e Trenitalia.
Il valore tiene conto di tutte le cause di esclusione non imputabili a Trenitalia (es. scioperi, guasti infrastruttura, ecc.) e di fatto tale valore risulta più alto rispetto alla puntualità reale, ovvero quella percepita dal viaggiatore che è invece un dato senza esclusioni.
Il risultato della puntualità standard B1 nel 2018 è pari al 96,16%, contro il 96,55% del 2017: se nel 2017 l’obiettivo contrattuale (95,40%) è stato ampiamente raggiunto con oltre 1% di scarto, quest’anno il risultato è in linea con l’obiettivo posto al 96,18%.
PUNTUALITA’ SENZA ESCLUSIONI: è quella reale, ovvero quella percepita effettivamente dall’utente.
Nel 2017 il dato di tutte le linee regionali FVG ha fatto registrare un 94,94%, mentre nel 2018 il dato in fase di assestamento è in leggera flessione e si attesta al 94,30%.
PUNTUALITA’ FVG (0-5 MIN.)
CONFRONTO STANDARD B1/PERCEPITA  
Anno
Puntualità
standard B1
Obiettivo
contrattuale
Puntualità
Senza esclusioni
Tutte le linee FVG 2018
96,16%
96,18%
94,30%
Tutte le linee FVG 2017
96,55%
95,40%
94,94
Nella flessione del dato della puntualità regionale 2018 ha sicuramente influito il brutto avvio della linea Sacile-Maniago, riattivata lo scorso 11 dicembre 2017. Fino ad agosto infatti la linea è stata bersagliata da una serie di guasti, gran parte dei quali non imputabili a Trenitalia ma al gestore dell’infrastruttura RFI. Il dato complessivo della puntualità senza esclusioni dal 11 dicembre 2017 al 30 novembre 2018 è pari all’88%, un valore in netto miglioramento rispetto al pessimo 77,6% dei primi mesi. Da settembre infatti anche grazie ad alcuni correttivi tecnici e alla modifica degli orari apportati su nostra richiesta, il servizio ha fatto registrare performance di puntualità in linea o superiori alla media regionale, come testimoniato dal 99,20% di ottobre, nonché un continuo aumento del numero dei passeggeri, soprattutto nelle fasce mattutine e serali.

Andamento puntualità treni FVG
DATI STORICI: dal 2009 anno di stipula del contratto di servizio tra Regione e Trenitalia ad oggi, Trenitalia ha quasi sempre raggiunto l’obiettivo contrattuale, fatto salvo nel 2012 e 2014.
Dal giugno 2015 grazie all’entrata in esercizio dei nuovi treni ETR563 acquistati dalla Regione nel 2010 (Giunta Tondo) è cambiato il modo di viaggiare in FVG visto che il nuovo materiale rotabile ha permesso il grande salto qualitativo, sia per puntualità che per affidabilità.
Il dato del 2018 conferma questa crescita del servizio visto che la puntualità è passata dal 89,78% del 2014 al 96%, (dato contrattuale) e al 95% (puntualità percepita).
Contratto FVG
Indice di Puntualità 0-5 min.- Standard B1
Anno
Obiettivo
contrattuale
Risultato contrattuale
conseguito
2009
90,96%
92,48%
2010
91,40%
92,81%
2011
92,13%
92,88%
2012
93,20%
92,72%
2013
93,22%
93,42%
2014
93,46%
89,78%
2015
93,52%
95,75%
2016
94,22%
96,27%
2017
95,40%
96,55%
2018
96,18%
96,16% (fino a nov.)
Nell’analisi del 2018 l’andamento del servizio registra un decadimento a marzo, maggio e ottobre, mesi nei quali si sono registrati vari guasti all’infrastruttura ferroviaria e alcuni “giri a vuoto di Trenitalia”.
Proprio la situazione infrastrutturale pare ora quella che necessiti maggiori attenzione, visto che le performance di Trenitalia dal 2016 ad oggi sembrano aver raggiunto il limite massimo rispetto alle reali possibilità di sfruttamento dell’infrastruttura ferroviaria.
Per migliorare ulteriormente le performance si dovrà lavorare pertanto sull’infrastruttura, con investimenti mirati volti alla riduzione delle sezioni di blocco, migliorando l’instradamento dei treni in stazione, nonché la situazione di alcuni passaggi a livello; tutti interventi necessari per garantire la riduzione dei tempi di percorrenza che con i nuovi treni sono ampiamente possibili.
L’ECCELENZA: la linea 15 (Tarvisio-Udine-Trieste) continua a far registrare le migliori performance di puntualità del FVG, superiori a quella della media regionale, attestandosi al 96,76% (standardB1-contrattuale) e al 95,13% (senza esclusioni). Dati che confermano un servizio quasi “svizzero”, che negli ultimi 3 anni hanno permesso un significativo aumento dell’utenza nell’ordine del 15-20%.
NOVITA’ DEL 2018: l’anno si è concluso con varie novità, dall’inaugurazione della fermata di Trieste Airport, oggi servita da oltre 60 treni al giorno, all’avvio del servizio transfrontaliero Crossmoby (Udine-Trieste-Lubiana) che in tre mesi ha fatto registrare oltre 5000 passeggeri, all’entrata in esercizio degli ultimi 4 treni Civity Etr564 acquistati dalla Regione.
Il ripristino della ferrovia Pedemontana del Friuli (Sacile-Gemona), unica linea d’Italia utilizzabile sia per il trasporto passeggeri che per quello dei treni storici-turistici della Fondazione FS chiude il quadro d’insieme del 2018.
Un anno sicuramente buono ma che attende le scelte strutturali legate ad una nuova impostazione contrattuale e tariffaria.
NUOVO CONTRATTO: il 2019 sarà infatti l’anno del nuovo contratto di servizio, visto che la Regione ha già annunciato che non intende prorogare il contratto attuale con Trenitalia.
Un contratto che peserà per 43milioni/annui e che ridisegnerà il futuro del trasporto ferroviario FVG.
Si tratta di una scelta importante, dopo un’impasse durata oltre 3 anni che vede il FVG, l’ultima regione d’Italia ad andare a contratto (quello attuale è la proroga della proroga di quello del 2009).
Un immobilismo politico che ha creato una situazione di attesa su alcune scelte strategiche, in primis sugli investimenti del materiale rotabile, sulla rimodulazione dell’orario cadenzato e sull’integrazione intermodale treno-bus.
Per ora i player convolti sono due: Trenitalia (Gruppo FS) e Arriva (Gruppo Deutsche Bahn): la presenza di più interessati, in concorrenza tra loro, è certamente condizione essenziale per aumentare ulteriormente l’offerta qualitativa del servizio attuale.
Linee Guida: abbiamo chiesto alla Regione di partecipare e condividere la definizione delle linee guida del nuovo contratto di servizio, che dovrà prevedere in maniera puntuale precisi standard prestazionali non solo per puntualità e affidabilità, ma soprattutto sull’informazione e comunicazione, che dovranno diventare pilastri della nuova offerta all’utenza e che oggi rappresentano i veri talloni d’Achille del sistema di Trenitalia.
Chiederemo inoltre precise garanzie sulla manutenzione del parco rotabile di proprietà regionale (del valore di oltre 80 milioni di €) e sulla rivisitazione dell’orario cadenzato, prevedendo nuovi servizi fs e soprattutto una riduzione dei tempi di percorrenza lungo alcune linee (Udine-Trieste e Tarvisio-Udine), rendendo così il treno più concorrenziale rispetto all’auto.
Per fare ciò, a prescindere di chi sarà il nuovo gestore del servizio, indispensabile sarà il coinvolgimento di RFI, gestore dell’infrastruttura, la quale dovrà essere responsabilizzata e chiamata a rispondere di eventuali disagi a lei direttamente imputabili.