Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).
Sono decine di migliaia i pendolari che ogni giorno si devono spostare dalla loro città
per raggiungere il lavoro, il luogo di studio, e per tante altre necessità. L'utilizzo dei mezzi pubblici, quando questi ultimi sono efficienti, garantisce una mobilità ambientalmente ed economicamente sostenibile per tutti, migliorando la qualità della nostra vita.

martedì 23 maggio 2017

Gtt, mancano i macchinisti treno sostituito da bus. Fuc finirà così?

Aln668 di Fuc a Udine
La notizia circolava già da qualche settimana in ambienti ferroviari, ma ora è ufficiale.
Non ci sono i macchinisti? Si, chiude la ferrovia. Succederà questo in Piemonte, precisamente tra Pont e Rivarolo e tra Germagnano e Ceres, due tratte gestite da Gtt (Gruppo Torinese Trasporti S.p.A.) che fa capo a FCT Holding S.r.l., società finanziaria controllata dal Comune di Torino.
Dal 22 maggio, infatti, le due tratte sono coperte con autocorse sostitutive. Già nelle scorse settimane ci sono state ben 10 corse soppresse per mancanza del personale.
Il motivo della riorganizzazione massiccia dei turni deriva dalla decisione di mantenere il doppio agente sulle ferrovie concesse a binario unico. Il servizio riprenderà regolarmente alla riapertura delle scuole a settembre, quando Gtt potrà disporre del nuovo personale attualmente in formazione.
Il caso di Gtt non è molto diverso da quello della nostra Fuc, la quale gestisce la Udine-Cividale, linea a binario unico dove dopo l’incidente di Corato è previsto il doppio agente.
Nei mesi scorsi avevamo già dedicato un post alla situazione della società ferroviaria regionale, analizzando una serie di criticità che sembrano non ancora superate. 
MACCHINISTI IN FUGA: nei mesi scorsi la stampa ha dato ampio risalto al problema della fuga dei macchinisti. Ben 4, più un altro pare recentemente, hanno rassegnato le dimissioni a causa degli stipendi bassi. Un caso unico per una società regionale, i cui dipendenti chiedono da mesi un adeguamento salariale, visto che gli stipendi sono notevolmente inferiori a quelli degli altri ferrovieri di pari livello delle altre imprese ferroviarie concorrenti.
Un grosso problema per Fuc e per l’azionista unica Regione, visto che sul mercato non è semplice reperire macchinisti già formati e in possesso delle abilitazioni, soprattutto a queste condizioni economiche. Oltre a ciò, le dimissioni di un macchinista già formato per l’azienda regionale significa perdere “un patrimonio comune”, visto che le abilitazioni sono state conseguite dal lavoratore grazie a risorse pubbliche.
E’ più che legittimo che i macchinisti scelgano di lavorare dove vengono meglio retribuiti e dove le condizioni di lavoro sono migliori, tuttavia è compito del management di Fuc e della Regione, ricercare una soluzione a questa problematica, garantendo la continuità dell’esercizio ferroviario di un servizio pubblico evitando che la società imploda per mancanza di personale.
NUOVI TRENI ANCORA FERMI: i problemi del personale non sono gli unici per Fuc, visto che da ottobre i pendolari sono costretti a viaggiare sulle vecchie littorine ALn 663 in quanto i nuovi treni Atr110 acquistati dalla svizzera Stadler sono fermi a causa della revisione dei carrelli.
Dalla stampa sappiamo che a marzo Fuc stava valutando se intraprendere azioni legali nei confronti del costruttore, ormai siamo a giugno e la situazione non sembra mutata.
Nel mentre i due Atr110 sono fermi in deposito, in attesa che venga effettuata la revisione.
Come al solito, però a farne le spese sono sempre gli utenti.
ADEGUAMENTO DELLA LINEA: è inoltre improrogabile l’intervento di adeguamento della linea con il sistema di sicurezza Scmt (esistente su tutte le linee RFI) soprattutto dopo il drammatico incidente di Corato in Puglia, che ha evidenziato tutte le pericolosità delle linee a binario unico sfornite del Scmt.
L’opera da oltre 8 milioni di euro è già finanziata dalla Regione e attende da anni l’avvio dei lavori; nel mentre a Remanzacco - dove si incrociano i treni - la linea continua ad essere gestita ancora col sistema dei fonogrammi, ovvero col blocco telefonico tra le stazioni di Cividale e Remanzacco e con il doppio agente che a bordo affianca il macchinista.
Nel 2017 è anacronistico che l’occupazione di un tratto di binario tra due stazioni venga concordato via telefono tra i capistazione o meglio nel caso di Remanzacco venga gestito dal capotreno che deve scendere dalla littoria e avvisare la sala controllo di Cividale.
Una situazione inaccettabile visto che la questione della sicurezza non può essere chiusa con delle semplici dichiarazioni sulla stampa rassicuranti dell’Assessore regionale competente in materia, ma servono interventi come previsti dalla vigente normativa ANSF; opere come detto già deliberate e finanziate da anni, affinché episodi come quelli degli incidenti sfiorati nel novembre 2012 e nel dicembre 2016 non si ripetano mai più.
ATTIVITA’ MERCI: l’introduzione della Riforma Madia ha imposto una forte riduzione dell’attività cargo, visto che la normativa permette alle società partecipate in house la possibilità di operare in altre attività libere sul mercato nella soglia del 20% del fatturato dell’attività principale ottenuta dall’affidamento diretto dalla Regione (nel caso di Fuc gestione della linea sociale Udine-Cividale.
La Madia sta impedendo di fatto a Fuc di ampliare il proprio business, limitandolo all’attività passeggeri, coperta dai corrispettivi del contratto di servizio della Regione (1,5 milioni per il treno Mi.Co.Tra e 2,1 milioni per la Udine-Cividale)
PROSPETTIVE FUTURE: le questioni legate al personale, unitamente a quelle della manutenzione del materiale, all’impossibilità ad utilizzare i nuovi treni, alla gestione di una linea ridotta per kilometraggio e sfornita del sistema di sicurezza scmt, nonché i limiti allo svolgimento dell’attività merci, dovrebbero far accendere un semaforo in Regione, dove la questione sul futuro di Fuc dovrebbe essere analizzata attentamente prima che la situazione degeneri ulteriormente come è successo in Piemonte con la Gtt.
 

domenica 21 maggio 2017

E' confermata la riapertura della Ferrovia Gemona-Sacile. A dicembre 2017 col cambio orario oppure a marzo 2018 per favorire la campagna elettorale?

Articolo Gazzettino dd 21 maggio 2017
E' stata confermata ieri dall'Assessore regionale alle Infrastrutture, Mariagrazia Santoro, la nostra anticipazione di qualche settimana fa relativa alla riapertura della ferrovia Gemona-Sacile.
Santoro ha confermato che "l'obiettivo è di avviare i servizi per fasi, a partire da marzo 2018, anche se stiamo lavorando per anticipare la riattivazione nel cambio orario di dicembre 2017, strutturandoli sia in chiave di servizi di linea che turistici, affiancandoli con attività integrate nelle politiche di sviluppo del territorio". 
Il comunicato della Regione in realtà è generico, l'Assessore Santoro come al suo solito fa melina e non chiarisce nello specifico il piano della Regione in ordine alla riattivazione della ferrovia pur essendo perfettamente al corrente di ciò che prevede testualmente l'accordo RFI/Regione.
Il Protocollo d'Intesa stipulato tra RFI e Regione prevede espressamente che "RFI si impegna a intervenire per assicurare il ripristino, per fasi, della linea ferroviaria Sacile-Gemona e consentire il riavvio dei servizi ferroviari su tale direttrice, sia commerciali che con finalità turistica. In allegato sono definite fasi e tempi dell'intervento finalizzato alla riattivazione di una prima fase da concludersi nel 2017 finalizzata ad assicurare sia un primo avvio dei servizi di linea nel 2018 sulla tratta Maniago-Sacile, sia il traffico turistico sull'intera tratta. La Regione si impegna a destinare specifiche risorse finalizzate al presidio e al miglioramento qualitativo delle stazioni ferroviarie presenti sulla linea nell'ambito delle convenzioni con gli Enti Locali  ...  Le tempistiche relative alla seconda fase, che comprende gli interventi finalizzati alla riattivazione del servizio di linea sull'intero percorso Gemona del Friuli-Sacile saranno definite tra RFI e Regione successivamente tenuto conto degli esiti dei servizi attivati con la prima fase."
Protocollo Intesa RFI/Regione FVG
L'allegato al Protocollo d'Intesa (vedi foto a lato) prevede nello specifico: 
Obiettivo: riattivazione per fasi del traffico ferroviario sulla intera linea. Prima fase: lavori necessari per la riattivazione del servizio passeggeri di linea sulla tratta Sacile-Maniago e del servizio turistico su tutta la tratta. Seconda fase: lavori necessari alla riattivazione del servizio passeggeri di linea sulla restante tratta (Maniago-Gemona del Friuli). 
Interventi: manutenzione straordinaria degli impianti e della linea, nuovi sistema di gestione in telecomando da posto centrale di Mestre. 
Tempistica: Prima fase 2017. Seconda fase: da valutare in relazione ai risultati della prima fase. 
Investimenti: 17 milioni di euro a carico di RFI per la realizzazione della Prima fase.   
Il comunicato di Santoro cerca di distogliere l'attenzione su ciò che è stato definito con RFI, non dando dettagli dell'operazione, lanciandosi in generiche ipotesi sull'utilizzo della linea "non solo in chiave di trasporto passeggeri ma anche, in prospettiva, per quello delle merci, in particolare a servizio delle aziende insediate nell'area, dalle quali abbiamo ricevuto già richieste concrete".
Ben vengano ovviamente, tuttavia a nostro parere è necessario tenere i piedi ben fermi per terra e procedere per piccoli passi e lavorare in maniera seria per offrire al Territorio il ritorno di una servizio efficiente e non la brutta fotocopia di quello ante 2012, a partire dalla strutturazione di un orario ferroviario in grado di attrarre utenti e pendolari, a partire dagli studenti.
Attualmente ci sembra invece che ci siano tanti slogan "elettorali" e poca concretezza sul punto. 
Il fatto che si ipotizzi il ritorno del treno a marzo 2018 (un mese prima delle elezioni regionali) e non come logica ferroviaria richiederebbe, a dicembre 2017 col cambio orario, è più di un sospetto che questa sia solo un'operazione da tipica "campagna elettorale", volta a prendersi meriti altrui che tutti sanno che l'Assessore Santoro non ha.
Il fatto che Santoro poco o nulla dica in ordine al progetto turistico legato alla Pedemontana, salita all'onore delle cronache per diventare una delle più belle ferrovie turistiche d'Italia, è preoccupante e fa capire che il progetto regionale sia assolutamente inesistente
Nulla si dice infatti in ordine a quando verrà avviato il servizio turistico? Chi lo effettuerà (Fondazione FS)? A che punto è il fantomatico "progetto di Territorio" in fase di elaborazione da parte del GAL Montagna- Leader? Quali risorse economiche sono state investite o si investiranno a breve per le attività turistiche che supporteranno la ferrovia? Quali sono le attività turistiche interessate da questi progetti?
Santoro ha ricordato solo che "sta proseguendo la definizione della scheda per la proposta progettuale relativa al bando a valere sul programma transfrontaliero Interreg Italia-Austria per la realizzazione, tra l'altro, di servizi turistici sulla linea, di collegamenti a mezzo bus dalle stazioni con i principali punti di interesse turistico e di attività promozionali" . 
Traducendo dal politichese la Regione non investirà neanche un euro, ma si affiderà all'esito di un bando UE, non ancora pubblicato il cui esito positivo è tutt'altro che scontato ... 
Da mesi sosteniamo che servono investimenti mirati per potenziare le attività turistiche del Territorio a supporto della ferrovia, a partire dal miglioramento della segnaletica della ciclabile FVG3, da una promozione turistica mediante un'attività di marketing ed incentivi per favorire l'insediamento di nuovi B&B, preferibilmente all'interno delle stazioni fs.
Qualche intervento è già cantierabile a costo praticamente zero; altri invece richiedono lo sviluppo di sinergie tra Gruppo FS, Comuni e Regione. 
Il rischio è di arrivare impreparati all'appuntamento e di ritrovarsi nuovamente un servizio ferroviario non efficiente per il Territorio, con orari inadeguati, con stazioni decadenti, tutt'altro in grado da offrire punti di interesse turistico,
L'unica certezza è che RFI sta proseguendo la sistemazione della sede ferroviaria e la verifica sull'efficienza dell'armamento con il ripristino degli impianti di sicurezza.
Nel corso dell'ultima settimana sono stati avvistati lungo vari tratti delle ferrovia vari mezzi di RFI e in particolare un carrello PV7, utilizzato per verifiche diagnostiche dell'armamento (es. scartamento, allineamento ecc.). 
Terminati i rilievi sull'armamento, che non dovrebbe costituire un gran problema, RFI si concentrerà sull'adeguamento degli impianti di segnalamento e in particolare sui numerosi passaggi a livello, sui quali verranno rimontate le sbarre oggi custodite nel magazzino merci di Budoja.



continua da parte di Rfi la sistemazione della sede ferroviaria e la verifica dello stato di efficienza delle opere d'arte e dell'armamento, con il ripristino degli impianti di sicurezza". “

martedì 16 maggio 2017

Treni Etr564 ancora in prova: un ritardo di 2 anni. Penali contrattuali per 2,5 milioni?

Etr564 Civity presso la stazione di Arezzo
Il parco rotabile del FVG dovrebbe arricchirsi - si spera entro fine anno - con l’entrata in esercizio di ulteriori 4 elettrotreni Civity. 
Si tratta dei treni politensione Civity Etr 564, gemelli degli Etr 653 già in esercizio lungo le nostre linee dal giugno 2015. 
I nuovi Etr 564 sono composti da 5 moduli per una lunghezza complessiva di 91,6 metri, con una capacità di 295 posti a sedere e 263 posti in piedi e 24 posti dedicati a persone a ridotta mobilità e 2 posti per carrozzelle, oltre ad un'area dedicata alle biciclette. La velocità massima è di 160 km/h. 
La prima fornitura dei Civity risale al 2010, quando la Regione FVG aggiudicò alla spagnola CAF la fornitura di 8 elettrotreni Etr 563 (costo 45 milioni di €) destinati a rilevare parte del parco rotabile e in particolare a sostituire le Ale801. 
Alla fine del 2012 venne esercitata l'opzione per l'acquisto di ulteriori 4 convogli dotati di sistemi di alimentazione bitensione (Etr 564) così da poter essere impiegati sulla ferrovia Pontebbana sino a Villach oltre che in Slovenia. Il costo della fornitura degli ulteriori 4 treni è pari ad € 25.102.000 così come previsto dall’atto aggiuntivo dd 11.12.2012 Rep. 9.576 (clicca e leggi), il quale prevede la consegna dei treni entro 820 gg dalla sottoscrizione dell’atto (ovvero entro marzo 2015). 
Come per gli Etr 563 anche in questo caso siamo di fronte ad un parto infinito, visto che i treni non sono stati ancora stati omologati e consegnati. 
Nell’agosto 2016 l’A.N.S.F. (Agenzia Nazionale Sicurezza Ferroviaria) ha emesso l’autorizzazione per la messa in servizio per prove di omologazione; attualmente i treni sono ancora impegnati nelle prove in linea. 
La foto sopra è stata scattata qualche giorno fa all’Etr 564-001 presso la stazione di Arezzo, in Toscana, dove il treno è impegnato nelle corse prova lungo la linea Pisa-Alberese. 
Etr564 in prova a Velim (Repubblica Ceca)
I treni peraltro hanno già superato le prove internazionali a cui sono stati sottoposti presso il circuito di Velim in Repubblica Ceca (gennaio 2015) e successivamente sono stati avvistati anche lungo le reti austriaca e slovena. 
Nonostante ciò le rotabili non sono ancora state omologate e i termini di consegna ormai sono scaduti da 2 anni rispetto a quanto previsto nel contratto. 
Stesso copione del medesimo film già visto purtroppo con gli Etr653; anche in questo caso ci attendiamo che la Regione contesti a Caf le penali contrattuali per la ritardata consegna. L’ammontare della penale è la stessa dei primi 8 treni, quindi 10% del valore dell’appalto, pari a 2,5 milioni, che sommati ai 4,5 delle penali già contestate per la ritardata consegna degli Etr 563, fa un totale di 7 milioni di euro di penali.
A gennaio 2016 avevamo avanzato alcune proposte alla Regione (es. acquisto di un pianale porta bici per gli Etr564, wifi gratis a bordo, ecc.), rimaste però lettera morta.
Nonostante le cifre siano ingenti e il notevole lasso di tempo trascorso in Regione sembra regni un silenzio imbarazzante circa la questione delle penali contrattuali CAFe sul loro utilizzo (es. acquisto materiale di ricambio?).

lunedì 15 maggio 2017

300.000 volte Grazie !

Il Blog del Comitato Pendolari Alto Friuli festeggia i 300.000 contatti.
Ringraziamo di cuore tutti coloro che lo visitano, lo commentano e perché no lo criticano.
Solo ieri 2.000 contatti a dimostrazione che il blog è diventato un punto di riferimento per i Pendolari del Friuli Venezia Giulia, per i tanti appassionati di ferrovia, ma anche per politici e giornalisti.
Il Blog è uno spazio libero, dove tutti possono condividere le proprie opinioni ed offrire spunti di riflessione per il miglioramento della qualità del servizio ferroviario.
Grazie all’interazione sui social i contenuti del blog sono diventati sempre più popolari anche al di fuori dei confini regionali.
Vi invitiamo a continuare a seguirci ed a mettere MI PIACE alla nostra pagina Facebook ComitatoPendolari Alto Friuli nonché seguire i due Gruppi fb dedicati rispettivamente alla ferrovia Tarvisio-Udine-Trieste (Quelli che aspettano il treno Gemona-Udine) e alla Ferrovia Pedemontana (La ferrovia Pedemontana Sacile-Pinzano al Tagliamento)
Grazie !

domenica 14 maggio 2017

La rinascita della Gemona-Sacile cronaca di un "miracolo" senza strumentalizzazioni

Stazione Sacile S.Liberale
Una settimana fa abbiamo anticipato la lieta novella della riapertura della Pedemontana: col cambio orario di dicembre tornerà il treno lungo la tratta Sacile-Maniago.
Verrà completata così la prima fase prevista dal Protocollo d’Intesa siglato a novembre 2016 tra RFI e Regione FVG.
Nel 2018 verrà avviato invece il servizio turistico lungo l’intera linea a cura della Fondazione Fs, con l’inserimento della Gemona-Sacile nel progetto nazionale “Binari senza tempo”.
RFI è già impegnata in un lungo e meticoloso lavoro che porterà ad adeguare l’infrastruttura ferroviaria garantendo così il ritorno del treno, un investimento da 17 milioni di €.
A fine marzo è stato portato a termine l’intervento di pulizia, liberando completamente la ferrovia da erbacce e rovi, nonché è stato ripristinato il tratto di binario a Meduno, dove si era verificata la frana che causò la chiusura.
L’anticipazione della riapertura della ferrovia ha spiazzato un po’ tutti, soprattutto gli scettici, che continuavano a sostenere che la Gemona-Sacile fosse una battaglia persa.
Non sono mancate le notizie volte a fomentare inutili speculazioni e strumentalizzazioni, enfatizzando ad esempio il degrado della stazione di Sacile San Liberale, dove si legge che "le erbacce si rimangiano la strada ferrata” o i vandali “hanno distrutto il sistema dei fili elettrici interni”. Senza pensare ad alcuni commenti “solo tre settimane fa la gloriosa pedalata del ciclotreno creato dagli studenti dell’Ipsia Della Valentina ha rilanciato la stazione … ora passato il Santo finito il miracolo”.
Vorremmo rassicurare queste "Cassandre" che a San Liberale i binari sono puliti, la stazione non è devastata dai vandali (vedi foto) e che il sistema elettrico - salvo un filo staccato di una lampada - è perfettamente funzionale.
Non condividiamo questo modo di far notizia, volto a far scalpore per una lattina buttata sui binari, piuttosto invece che elevarsi a raccontare la cronaca di un vero "miracolo".
La riattivazione della ferrovia è senza dubbio una riconquista storica per il nostro Territorio, senza precedenti, ottenuta grazie alla perseveranza e alla determinazione.
Purtroppo ad ogni buona notizia per la linea, susseguono “voci” contrarie, senza il minimo controllo delle “fonti ferroviarie”, accreditando altresì quali fonti studenti e bidelli (!) che di ferrovia nulla o poco sanno.
Senza pensare ai numeri citati, spesso inventati, confondendo i risultati dello studio di fattibilità di FUC (ormai superato) con il Protocollo d’Intesa RFI/Regione FVG o con semplici voci da bar.
Magazzino merci di Budoja
Ora la Pedemontana diventerà un cantiere aperto e lungo i binari correranno carrelli e operai,  impegnati nei lavori di adeguamento dell’infrastruttura
Chissà quali scoop ci regalerà il futuro: siamo certi che la polemica dei detrattori non si fermerà. anzi si concentrerà su altre banalità.
Un esempio: non appena le sbarre dei passaggi a livello verranno riposizionate scatterà la protesta degli automobilisti; ovviamente sarà un falso problema visto che i treni che transiteranno lungo la linea saranno 12 al giorno limitando il disagio in considerazione che tutti i PL saranno automatizzati e gestiti in telecomando dalla sala controllo di Mestre che sostituirà il DCO di Pinzano.
Quelle sbarre oggi sono custodite nel magazzino merci di Budoja (vedi foto), all’interno dell’immobile dove varie Associazioni sognano la realizzazione del progetto della Green Station, per il quale lavora da tempo l’Associazione Ciampore.
Se la partita della “Gemona-Sacile” è stata vinta è grazie alla mobilitazione di tante Associazioni e dei Comitati dei Pendolari e anche al supporto della stampa, quella che ha svolto una cronaca oggettiva e seria della vertenza, basandola sulla ricerca delle fonti, approfondendo gli aspetti ferroviari e non certamente riducendosi a raccontare l’esistenza di una lattina buttata sui binari o di un filo di una lampada staccato …
Ora che la ferrovia verrà riaperta forse bisognerebbe approfondire e concentrarsi su altre tematiche.
Domandarsi ad esempio quanti collegamenti saranno previsti? Quali orari e coincidenze? Cosa stanno facendo le Istituzioni per promuovere l’utilizzo del treno? Se è prevista l’intermodalità del servizio treno-bus? Come verrà riorganizzato il servizio bus sostitutivo da Maniago a Gemona. A che punto è la realizzazione del Progetto di Territorio a supporto della ferrovia turistica?
Dalle risposte a queste domande dipenderà il futuro della nuova Pedemontana, non certamente da una lattina di coca cola buttata sui binari.

venerdì 12 maggio 2017

La Valle Tanaro si rialza dopo l'alluvione: programmati i treni turistici del 2017 sulla Ceva-Ormea

Treno storico a Ceva
Dal 2016 la ferrovia Ceva‐Ormea è stata riaperta come linea turistica all’interno del progetto della Fondazione FS Italiane “Binari senza tempo”; la storia di questa ferrovia non è molto differente dalla nostra Gemona-Sacile.
CENNI STORICI: la linea Ceva‐Ormea è stata costruita per fasi tra il 1889 e il 1893 lungo la valle del Tanaro. In origine era pensata come collegamento tra Piemonte e Liguria (fino ad Oneglia o, in alternativa ad Albenga), ma la tratta finale non fu mai stata realizzata.
La linea non è elettrificata ed è lunga 35,4 km, con un dislivello complessivo è di circa 330 metri con pendenze del 15 per mille.
SERVIZIO: fino al 2012 sulla linea circolavano 9 treni al giorno (4 in direzione Ormea e 5 in direzione Ceva) con un servizio a spola. Il servizio era integrato con 2 coppie di bus. Nei giorni festivi, nel periodo delle vacanze di Natale e di Pasqua e nel periodo estivo il servizio era effettuato interamente con bus.
SOSPENSIONE DEL SERVIZIO: il traffico commerciale venne sospeso il 17 giugno 2012 in quanto la linea venne definita a bassa frequentazione” dalla Regione Piemonte.
LA RINASCITA: dopo una serie di dibattiti sulla preservazione della linea, il 16 giugno del 2015 l'ing. Luigi Cantamessa, Direttore della Fondazione FS Italiane, eseguì un sopralluogo con un carrello ferroviario, in vista di un eventuale recupero come ferrovia turistica.
Il 3 febbraio 2016 è stato testato un viaggio dalla Regione, con un treno composto da doppia ALn 663, in partenza da Torino, volto ad effettuare un sopralluogo della linea e delle stazioni per il rilancio della ferrovia.
Nel giugno 2016 sono iniziati i lavori di pulizia e manutenzione della linea, con il ripristino del secondo binario nella stazione di Ormea (per consentire le manovre dei locomotori).
A metà agosto del 2016 è stato ufficializzato un calendario dei treni storici che condurranno i turisti da Torino ad Ormea a partire dall'11 settembre 2016.
Lavori di ripristino post alluvione sulla Ceva-Ormea
ALLUVIONE
: il 25 novembre dello stesso anno la linea è stata interrotta a causa dell'esondazione del Tanaro, che ha provocato una frana a ridosso del fiume nel tratto tra Priola e Pievetta, da cui sono ceduti 500 metri di binari.
CALENDARIO EVENTI 2017: tra pochi mesi le carrozze Centoporte torneranno a scorrere sulla Ferrovia del Tanaro, distesa per 35km tra Piemonte e Liguria.
Immerso in un paesaggio eterogeneo, ricco di eccellenze naturalistiche e di spunti architettonici, l’itinerario è stato ufficialmente inserito nel 2016 nel progetto “Binari senza tempo” promosso dalla Fondazione Ferrovie dello Stato in collaborazione con la Regione Piemonte e l’Unione Montana Alta Valle Tanaro.
Cinque viaggi (di cui uno a vapore) per il primo anno di attività, con oltre un migliaio di turisti accompagnati a scoprire le peculiarità della valle, da quelle storiche a quelle enogastronomiche.
A novembre dello scorso anno la drammatica alluvione del Tanaro ha temporaneamente compromesso una parte della linea ferroviaria: un duro colpo che non ha però fermato il fischio storico-turistico della valle, visto che la linea è in fase di manutenzione e che sono stati appena calendarizzati i prossimi appuntamenti.
Ancora una volta cinque viaggi con partenza da Torino Porta Nuova (ad eccezione di quello dell'8 dicembre che effettuerà solo la tratta Ceva-Ormea), resi possibili grazie al sostegno della Regione Piemonte.
Si inizierà quindi domenica 25 giugno con destinazione Garessio per il “Treno del Borgo più Bello d’Italia” e si proseguirà domenica 23 luglio con il “Treno del Trekking, della Natura e della Famiglia”, diluito tra Nucetto e Priola. A settembre, poi, con il “Treno del Fungodomenica 17 a Ceva e poche settimane dopo a Bagnasco, il 1° ottobre, con il gustoso “Treno dei Sapori d’Autunno”.
Grande festa, infine, l’8 dicembre con la locomotiva a vapore diretta ad Ormea per il suggestivo “Treno di Natale”.
Una proposta turistica alternativa per scoprire una valle alpina con occhi diversi. Per informazioni, aggiornamenti e prenotazioni: www.piemontevic.com info@piemontevic.com

mercoledì 10 maggio 2017

Lavori lungo la tratta Palmanova-Cervignano-Ronchi Sud, possibili ritardi

RFI e Trenitalia hanno comunicato che da lunedì 8 a mercoledì 31 maggio, a causa di lavori di manutenzione straordinaria e di potenziamento infrastrutturale alla linea, tutti i treni regionali circolanti nella tratta Palmanova – Cervignano A.G. – Ronchi Sud potranno subire ritardi fino a 5 minuti.
Le modifiche alla circolazione sono state comunicate all’utenza con avvisi in stazione e con annunci a bordo treno.

lunedì 8 maggio 2017

Da dicembre 2017 torna il Minuetto lungo la Sacile-Maniago

Articolo Gazzettino del 06.05.2017 
Con molta soddisfazione abbiamo anticipato la notizia della riapertura della Gemona-Sacile che da qualche tempo si vociferava in ambienti Fs, visto che RFI da varie settimane è impegnata nei lavori di adeguamento della linea ferroviaria.
La riattivazione come prevista dal Protocollo d’Intesa del novembre 2016 avverrà per fasi: col cambio orario di dicembre verrà riattivato il servizio tpl lungo la tratta Sacile-Maniago mentre nel 2018 verrà avviato lungo l’intera linea il servizio turistico a cura della Fondazione FS.
Una vittoria che ci sentiamo nostra e che rivendichiamo.
Ora però senza adagiarsi sugli allori, bisognerà creare le condizioni affinché il treno torni veramente ad essere un servizio efficiente e una risorsa per il Territorio.
A breve renderemo note le nostre proposte sul futuro servizio ferroviario, che illustreremo a Regione FVG e Trenitalia, cercando di coinvolgere tutti i portatori d'interesse, in primis gli studenti delle scuole.
Non si può perdere quest’occasione, pertanto il servizio non dovrà essere strutturato come prima della chiusura, ma dovrà risultare concorrenziale all’auto e al bus, capace di attrarre un numero sempre maggiore di usufruitori.
 
Articolo pubblicato sul Gazzettino in data 6 maggio 2017
MANIAGO – Da dicembre il treno tornerà a correre lungo la Sacile-Maniago, una vittoria tutta del territorio e dei Comitati dei pendolari, che prima della politica, sempre attendista, hanno creduto nella riattivazione della linea e nella sua valorizzazione in prospettiva turistica, sfruttando il progetto della Fondazione FS “Binari senza tempo”.
La riattivazione era prevista per il 2018, ma l’anticipazione viene annunciata dal Comitato a margine dei commenti al sensibile miglioramento della qualità del trasporto locale in Friuli e al generale aumento della puntualità dei convogli. “Trenitalia ha dimostrato di mantener fede agli impegni – hanno aggiunto i portavoce dei pendolari Andrea Palese e Giorgio Piccodifetta invece la Regione, la quale continua a procedere al traino e solo in maniera spot, incapace di programmare e strutturare il servizio pubblico ferroviario del domani
Dal Comitato si sono affrettati a precisare che l’ufficialità della riattivazione del servizio arriverà dalle istituzioni, a la novità annunciata non è di poco conto: partendo già a fine anno, il servizio potrà incentivare gli spostamenti tra la città del coltello e quella sul Livenza, favorendo l’interscambio degli studenti, che potranno tornare a far riferimento ai due poli scolastici.
A guadagnarci sarà soprattutto il Liceo scientifico sportivo che potrà attrarre iscritti da tutta la provincia: una prospettiva che potrebbe anche far convincere il Miur a concedere la seconda sezione dopo i primi tre anni di sperimentazione in cui l’aumento delle classi non è ancora stato deliberato nonostante richieste in crescita.

venerdì 5 maggio 2017

Servizio fs FVG il migliore d'Italia. Da dicembre torna il treno lungo la Sacile-Maniago

La qualità del servizio ferroviario del FVG migliora ancora, con un'affidabilità (corse effettuate rispetto alle programmate), praticamente "svizzera" e con parametri prestazionali in ordine alla puntualità, pulizia e confort di tutto rispetto. 
Nei primi 4 mesi del 2017 l'affidabilità del servizio è stata pari al 99,9%, con soltanto lo 0,1% delle corse cancellate e con una puntualità reale (entro 5 min.) del 95,4%
Risultati che sono in linea con i nostri monitoraggi i quali lungo la linea TS-UD-Tarvisio evidenziano prestazioni ancora migliori per puntualità. 
I dati diffusi oggi da Trenitalia pongono la Direzione FVG al vertice della classifica nazionale per puntualità, a seguire la Provincia Autonoma di Bolzano, con il 94,8%, l’Abruzzo con il 93,8%, il Veneto e la Provincia Autonoma di Trento con il 93,5%, poi le Marche 93%, la Toscana 92,8%, l’Emilia Romagna 92,5%, il Lazio 92,4%, la Liguria 91,5%. 
Il bilancio del primo quadrimestre 2017 si chiude quindi per la Direzione Trenitalia FVG con un trend molto positivo rispetto allo stesso periodo del 2016, che aveva peraltro già fatto dimenticare le vicissitudini del passato. 
Siamo soddisfatti di questi dati che esprimono una costanza di risultati senza precedenti: se il 2016 è stato l'anno dei record, il 2017 potrebbe aprire "una nuova frontiera" per il servizio ferroviario del FVG. 
Risultati che li sentiamo anche nostri, vista la costante collaborazione tra Comitati dei Pendolari e Trenitalia, un filo diretto che negli ultimi anni non si è mai interrotto e anzi si è rafforzato grazie ai social e al blog che hanno permesso un dialogo costante tra Utenti e Gruppo FS, un vero e proprio "laboratorio virtuoso", unico in Italia.
Il nostro Grazie va a tutta la squadra del Direttore di Trenitalia FVG, Simone Gorini, artefice di questa rivoluzione ferroviaria che ha permesso al nostro servizio fs di diventare i primi della classe.
Oggi grazie a questi importanti risultati il Movimento dei Pendolari diventa 2.0, trasformandosi da protesta per un servizio deficitario a Movimento di partecipazione che intende promuovere e valorizzare il nostro Territorio grazie al treno. 
Ora che il servizio ha raggiunto una qualità elevata è basilare strutturare nel futuro contratto di servizio alcune migliorie, a partire dalle modifiche orarie che da anni proponiamo alla Regione, alla previsioni di tariffe incentivanti, a servizi accessori quali ad esempio la possibilità di trasportare la bici gratuitamente a bordo treno, così come già è realtà in altre Regioni, tra cui l'Abruzzo, la Puglia, le Marche e la Liguria, rendendo così più accattivante e performante l'offerta
Non da ultimo – nonostante manchi ancora l'ufficialità – da dicembre, con il cambio orario, il treno tornerà a correre lungo la Sacile-Maniago, una vittoria tutta del Territorio e dei Comitati dei Pendolari, che prima della politica, sempre attendista, hanno creduto nella riattivazione della linea e nella sua valorizzazione in prospettiva turistica sfruttando il progetto della Fondazione FS "Binari senza tempo". 

martedì 2 maggio 2017

Vapore e sapore: torna il treno storico da Trieste a Cormons

Dopo il successo della Barcolana Express dello scorso ottobre, torna anche in Friuli Venezia Giulia il fascino del treno a vapore, targato Trenitalia-Fondazione FS.
Sabato 6 maggio gli appassionati potranno viaggiare da Trieste a Cormons (e ritorno) su carrozze d’epoca “Centoporte” con locomotiva a vapore (Gr. 728), con intrattenimento a bordo con suoni, canti, racconti.
La partenza è prevista dalla stazione di Trieste C.le alle ore 8.30, con fermate intermedie previste a Monfalcone (9.28), Sagrado (9.47), Gorizia C.le (10.24) e arrivo alle ore 10.39 a Cormons. Durante la corsa di andata, a bordo delle carrozze d’epoca verrà raccontata la storia del treno a vapore e verranno illustrate le bellezze del territorio Collio.
All’arrivo a Cormons i viaggiatori saranno accolti dagli Sbandieratori di Palmanova e dal gruppo “Tweed Bike Vintage” di Udine.
Il programma prevede poi alle ore 11.00 la visita guidata al Duomo di Cormons, accompagnata dal canto del tenore Fabian Falcomer. Alle ore 12.00 la visita continua con la mostra dell'artista Guido Coletti presso la sala civica, accompagnata dalle note del sassofonista Charlie Jelverton. Alle ore 12.30 il saluto dell’Unione Italiana Sport Per tutti con "My sport is Franja” mentre alle ore 13.00 è previsto il buffet presso l'Enoteca Cormons. Alle ore 14.30 conclusione del tour con l’esibizione della banda “Berimbau Trieste”.
Il ritorno prevede la partenza del treno da Cormons alle ore 16.30 e il rientro a Trieste alle ore 18.28.
Durante la corsa di ritorno, i viaggiatori saranno intrattenuti dalle note della fisarmonica suonata da Paolo Forte e dal canto del tenore Fabian Falcomer.
Tariffe: biglietto a/r da Trieste a Cormons € 20,00 adulto ed € 10,00 ragazzo – biglietto a/r da Monfalcone, Sagrado, Gorizia a Cormons € 15,00 adulto ed € 7,50 ragazzo.
Tariffa ragazzo: 4-12 anni non compiuti – Gratuità: bambini 0-4 accompagnati da un adulto pagante.
Corsa di sola andata al 50% delle tariffe sopra indicate.
I biglietti sono in vendita presso tutti i canili di vendita Trenitalia.
Info: clicca qui 

sabato 29 aprile 2017

i Sindaci trasformiamo l'ex ferrovia Carnia-Tolmezzo in ciclabile

Finalmente dopo tante discussioni e dibattiti si mette nero su bianco con una proposta pratica e di buon senso per il recupero della ex ferrovia Carnia-Tolmezzo.
Il fatto che siano gli Amministratori locali, compatti ad avanzare la proposta alla Regione (che ha sempre tentennato al riguardo) è già di per sé una notizia.
La proprietà della linea (il Consorzio Industriale Cosint) non ha mai nascosto che la questione fosse diventata quasi un peso.
Il sogno di rivedere riaperta la Carnia-Tolmezzo (chiusa dal 1960) pare impossibile visto lo scarso bacino, la limitatezza della tratta (meno di 10 km), i costi proibitivi e la mancanza di volontà da parte della proprietà.
Come per la Vecchia Pontebbana, la Carnia-Tolmezzo potrà rivivere come ciclopista, dando una nuova e moderna forma di sviluppo al Territorio, sfruttando la ciclovia AlpeAdria, diventando la porta di accesso della Carnia, oggi solo sfiorata dal fenomeno del cicloturismo. 
Agli appassionati ferroviari l'idea non piacerà certamente, ma se lo stesso Territorio, con i Sindaci compatti, propongono questa soluzione, ci si deve rassegnare che non è possibile vivere di amarcord.

Articolo di Tanja Ariis pubblicato dal Messaggero Veneto il 26 aprile 2017
I Sindaci dell’Uti Carnia: una pista ciclo-pedonale sulla vecchia ferrovia
TOLMEZZO. L’assemblea dei sindaci dell’Uti della Carnia ha approvato all’unanimità un odg con cui chiede alla Regione di trasformare la tratta ferroviaria dismessa Carnia-Tolmezzo in pista ciclo-pedonale e di realizzare una ciclovia Villa Santina-Ampezzo.
Nello specifico con tale documento l’assise carnica (19 sindaci presenti su 24 ,assenti quelli di Comeglians, Forni di Sopra, Paluzza, Paularo, Sauris) chiede alla giunta regionale, e in particolare alla presidente Serracchiani e agli assessori Santoro e Bolzonello, l’inserimento, con la massima priorità, nella Rete delle ciclovie di interesse regionale (ReCir) della tratta Carnia-Tolmezzo, con conseguente attribuzione di un capitolo di spesa per il finanziamento dell’intervento di riuso e valorizzazione del sedime ferroviario dismesso, individuando quale soluzione preferibile, sia sotto il profilo tecnico-finanziario, sia sotto il profilo della desiderabilità sociale, la sua trasformazione in pista ciclo-pedonale. È chiede il finanziamento dell’opera di completamento della tratta Villa Santina-Ampezzo sulla ciclovia del Tagliamento già ricompresa nella ReCir.
La richiesta sulla Tolmezzo-Carnia proviene da anni da molti cittadini e amministratori, in termini di sviluppo basato sul turismo sostenibile e di necessità per gli stessi residenti di infrastrutture per la mobilità e il tempo libero.
L’Uti della Carnia eredita dall’ex Comunità Montana 60 chilometri di piste tra Cavazzo Carnico, Tolmezzo, Villa Santina, Ovaro, Arta Terme e Treppo Carnico e strade sistemate per eventi sportivi di interesse nazionale, come il Giro d’Italia. Tra le idee progettuali segnalate dai Comuni, nell’elaborazione del Piano dell’Uti, diverse proposte riguardano nuove piste ciclabili (prosecuzione della ciclovia che risale la Val Degano e la Val Pesarina e il suo raccordo, attraverso la Val Calda,con la diramazione che risale la Valle del But).
Sulla tratta Carnia-Tolmezzo vi è il consenso dei Comuni di Amaro e Tolmezzo e del Cosilt, proprietario dell’infrastruttura.
I 19 sindaci fanno notare nell’odg come il riuso a fini di pista ciclabile della linea ferroviaria inutilizzata «permetterebbe di collegare la Ciclovia Alpe Adria con tutta la rete delle piste ciclabili della Carnia, garantendo ai già significativi flussi turistici ulteriori opportunità di accesso e scoperta del territorio delle aree interne».
Persino negli incontri con la popolazione in Carnia sul Piano paesaggistico regionale è emerso un interesse diffuso al progetto di utilizzo del sedime ferroviario dismesso Tolmezzo-Carnia quale pista ciclo-pedonale. Pure lo studio di fattibilità realizzato dal Cosilt nel 2015 e 2016 sui possibili scenari di riuso e trasformazione di quella tratta la indica quale soluzione preferibile.

giovedì 27 aprile 2017

Tornano i treni pendolari sulla linea Novara-Varallo Sesia

Dedichiamo oggi un articolo alla ferrovia Novara-Varallo Sesia, una delle linee più pittoresche d’Italia situata ai piedi del Monte Rosa, dal 2016 inserita nel progetto nazionale di Fondazione FS “Binari senza Tempo”.
LA STORIA: la linea lunga 55 km venne costruita per fasi tra il 1883 e il 1886.
Verso la fine degli anni ’80 la tratta fu al centro di forti dibattiti: già allora le FS volevano ridurre il servizio, ma grazie all'intervento della Regione e dei Comuni si riuscì ad arrivare a un accordo che permise il rilancio della linea.
Ad inizio degli anni ’90, la linea venne infatti temporaneamente chiusa ed interessata dai lavori di ammodernamento; venne sostituito integralmente l'armamento, le travate del ponte sul T. Agogna nonché gli impianti di segnalamento semaforico e di protezione, con l’automazione dei passaggi a livello e la predisposizione al telecomando mediante DCO.
LA SOSPENSIONE: dopo le paventate chiusure del 2008 e del 2012, la Regione Piemonte decise la sospensione il traffico passeggeri a partire dal 15 settembre 2014 con conseguente sostituzione del servizio fs con bus. Nonostante la sospensione, il traffico merci riguardante alla cartiera Kimberly-Clark rimase attivo nella tratta Novara-Romagnano Sesia; il mantenimento di tale servizio, salvò la linea, evitando eventuali smantellamenti dei sistemi da parte di RFI, limitandone l'abbandono.

Il Sindaco di Varallo con l'ing. Cantamessa
FERROVIA TURISTICA: la linea è infatti tornata operativa il 24 maggio 2015, in occasione del primo convoglio storico, che vide tra le fermate anche quella a Expo 2015.
Vari sono stati i convogli storici organizzati da Fondazione FS che hanno condotto i turisti da Milano a Varallo Sesia, nella città del Sacro Monte (facendo fermata alla stazione di Rho Fiera Expo Milano 2015, Magenta, Novara, Romagnano Sesia e Borgosesia).
Dopo il record di passeggeri registrato il 28 marzo 2016, la linea venne integrata nel progetto nazionale "Binari senza tempo" della Fondazione FS, diventando a tutti gli effetti una ferrovia turistica.
Dopo tale evento, nella stazione di Varallo Sesia vennero effettuati i lavori di recupero delle strutture storiche: gli interventi di restauro si sono incentrati sull’ex Fabbricato Merci e sull’ex Rimessa Locomotive. L’Amministrazione Comunale di Varallo, d’intesa con la Fondazione FS, ha portato avanti un ampio progetto di recupero degli elementi funzionali tipici di una stazione tardo ottocentesca. Sono stati così restaurati e resi nuovamente funzionanti le colonne idrauliche per il rifornimento delle locomotive a vapore, la gru per la movimentazione dei carichi dei treni merci, la piattaforma girevole per la giratura delle locomotive. Di fatto, questo Patrimonio rappresenta il cuore del Museo Ferroviario Valsesiano che sarà “dinamico e vivo” grazie ai viaggi in treno storico della Fondazione FS.
Nel corso del 2016, è stato festeggiato l’anniversario dei 130 anni della linea, con l’organizzazione di numerosi treni storici, sia con locomotiva a vapore (Gruppo 880) e carrozze Centoporte che con ALn772 da Milano a Varallo Sesia.
CALENDARIO EVENTI 2017: lo scorso 21 aprile è stato presentato da Fondazione FS, Regione Piemonte e dai Sindaci dei Comuni interessati, il calendario ed il relativo programma dei treni storici che percorreranno la Ferrovia della Val Sesia nel corso del 2017, iniziativa giunta al suo terzo anno consecutivo.
Il progetto nel 2016 ha fatto viaggiare migliaia di persone, con un successo che gli organizzatori vogliono ripetere anche quest'anno, puntando decisamente sul turismo e sulla valorizzazione del Territorio grazie alla sinergia tra Istituzioni e Fondazione FS.
L’offerta di quest’anno prevede l’effettuazione 6 treni tutti trainati da locomotiva a vapore con carrozze d’epoca, con giornate tematiche. Gli appuntamenti sono previsti rispettivamente:
- domenica 30 Aprile “Il Treno di primavera
- domenica 21 Maggio “Treni e motori
- domenica 18 Giugno “Treno mari e monti
- domenica 3 Settembre “Il Treno delle tradizioni valsesiane
- domenica 5 Novembre “Il Treno dei sapori d’autunno
- domenica 10 Dicembre “Il Treno di Natale
Per info e prenotazioni: museofervals@gmail.com 
Ma questa non è l’unica notizia positiva per la ferrovia della Valsesia.
IL FUTURO: non solo traffico merci e treni storici, in Valsesia torneranno presto a viaggiare anche i treni passeggeri. Da ferrovia turistica a corsa quotidiana, questa è l’evoluzione della "nuova" Novara-Varallo, lungo la quale riprenderà il servizio passeggeri.
Dal prossimo autunno infatti la Valsesia sarà collegata ogni giorno a Milano da un treno veloce in partenza da Varallo intorno alle 6 del mattino e in arrivo nel capoluogo lombardo prima delle 8,30. Percorso inverso la sera con partenza da Milano intorno alle 18.
Lo ha annunciato l’ing. Luigi Cantamessa, direttore della Fondazione Fs, in occasione della presentazione del calendario delle corse storiche 2017.
Il Varallo-Novara-Milano sarà il primo collegamento tpl diretto tra la Valsesia e la Lombardia, senza cambi ma con fermate intermedie a Borgosesia e Romagnano.
L'obiettivo del nuovo collegamento è naturalmente di favorire i pendolari offrendo un servizio più veloce e funzionale. Non è escluso, che, nel corso della giornata, vengano inoltre previsti collegamenti intermedi solo per la tratta Novara-Varallo.
Le motivazioni della sospensione del servizio lungo questa ferrovia, come per la Gemona-Sacile, erano legate ai costi: una gestione troppo onerosa rispetto al numero di passeggeri.
A fine 2017 i treni passeggeri torneranno quindi a viaggiare lungo la ferrovia della Valsesia, la quale dopo la chiusura del settembre 2014 è riuscita a vincere la sua battaglia, tornando a tutti gli effetti una ferrovia viva. 
RFI ha in corso le verifiche di carattere tecnico mentre la Regione Piemonte ha già fatto la richiesta per avere le tracce, cioè le fasce orarie per i treni passeggeri.
Una bella storia a lieto fine, visto che la Ferrovia della Val Sesia come la Gemona-Sacile, diventerà una ferrovia sia per scopi turistici che per il trasporto pubblico locale.
Una vittoria in particolare delle Istituzioni locali, in primis dei Sindaci che hanno saputo mobilitarsi nella maniera giusta per sensibilizzare chi di dovere ad non abbandonare questo importante patrimonio ferroviario.

martedì 25 aprile 2017

Fs, conti sul binario giusto e il Mef incassa 300 milioni

Articolo di Lucio Cillis pubblicato da La Repubblica in data 21.04.2017

ROMA – Trecento milioni di euro per l’azionista ministero dell’Economia e un risultato netto da record pari a 772 milioni di euro (in crescita del 66,4%) con EBITDA di 2,3 miliardi di euro (+16,1%). Il bilancio di Ferrovie dello Stato Italiane conferma gli obiettivi previsti, come ha preso atto ieri il cda presieduto da Gioia Ghezzi. 
Numeri positivi e in linea con le previsioni: i ricavi operativi salgono a 8,93 miliardi di euro con un incremento complessivo di 343 milioni (+4%), “realizzato anche tramite operazioni di valorizzazione di asset concluse nel corso del 2016, in coerenza con le linee guida del Piano industriale 2017-2026 – spiega la società - fra queste cessioni quella di parte del business di gestione degli spazi commerciali non core attraverso la vendita di Grandi Stazioni Retail”. 
"Sono nove anni di fila che presentiamo profitti, siamo in grado di dare un buon dividendo all'azionista e abbiamo restituito molto all'Italia" dice il presidente di Fs, Gioia Ghezzi, sottolineando però che "tantissimo rimane da fare" e il "nostro piano industriale ci chiede di affrontare molte sfide".
E sulle prossime mosse del gruppo interviene invece l'ad Renato Mazzoncini: "A fine mese chiuderemo l'acquisizione delle ferrovie greche: si sta attendendo l'ok di Bruxelles". Mentre l'operazione con Anas può "essere chiusa in modo veloce" ha detto, precisando che "a ottobre si può fare il passaggio" dopo aver completato una serie di fasi burocratiche. Quanto alla quotazione secondo l'ad se ne riparlerà il prossimo anno, sottolineando che con il governo non c'è stato "nessun tipo di divergenza": "I tempi ci dicono che finiremo nel 2018, quindi è molto probabile che sarà il futuro governo a prendere la decisione definitiva ma non perché su questo punto ci sia una divergenza di opinione" con l'attuale esecutivo. 
Nel dettaglio i ricavi da servizi di trasporto, il cuore delle attività, raggiunge i 6,38 miliardi di euro mentre i costi operativi si mantengono allineati al livello del 2015 (+0,4%). 
Nel 2016 sono aumentate le rotte coperte dal Frecciarossa 1000 grazie alla consegna di altri 23 nuovi convogli (41 totali a fine 2016) che affiancano gli ETR 500, consentendo ulteriori collegamenti sulla dorsale (94 Frecciarossa tra Roma e Milano), sulle tratte verso Venezia e il lancio del Frecciarossa Milano-Taranto. 
Nel corso dell’anno è stata inaugurata la linea Alta Velocità/Alta Capacità Treviglio - Brescia che in 36 minuti collega la città con Milano. Il delicato nodo del trasporto regionale: la flotta è stata rinnovata con l’arrivo di 23 Jazz, 6 Swing, 133 carrozze Vivalto e 3 Flirt per un investimento di 455 milioni di euro. 
Il numero complessivo del personale torna a quota 70mila e passa da 69.002 a 70.180 unità, anche come effetto di assunzioni e acquisizioni societarie, tra cui 1.200 dipendenti di Ferrovie Sud Est. “Il settore trasporto del gruppo registra complessivamente un utile di 164 milioni di euro – sottolinea Fs - società leader è Trenitalia seguita dalla neocostituita Mercitalia e Busitalia, rispettivamente nel business merci e gomma, e Netinera Deutschland operativa in Germania”. 
Il settore infrastruttura registra un risultato netto pari a 174 milioni di euro con Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Italferr nell’engineering. In evidenza i maggiori ricavi delle vendite e delle prestazioni (+5% circa) legate all’aumento della domanda di tracce richieste a RFI dalle imprese ferroviarie. Altri dati finanziari mostrano un EBITDA che passa a 2,3 miliardi di euro (+318 milioni di euro) e un EBITDA Margin del 25,7%. L’EBIT passa da 644 milioni di euro nel 2015 a 892 milioni di euro nel 2016, con una crescita di 248 milioni di euro (+38,5%) e un EBIT Margin del 10%. Incidono sull’EBIT gli ammortamenti che aumentano, in linea con le previsioni, di 78 milioni di euro, a fronte di investimenti in crescita fino a sfiorare i 6 miliardi di euro nel 2016 (+8,2% rispetto al 2015). 
“FS Italiane si conferma il principale gruppo industriale per investimenti (5,95 miliardi di euro) nel nostro Paese” conclude la nota. “La curva è in costante crescita (+8,2%) rispetto al volume già molto elevato realizzato nell’anno 2015 (5,5 miliardi di euro). Gli investimenti sono in linea con gli sfidanti obiettivi del Piano industriale 2017-2026 e rivolgono lo sguardo alle nuove opportunità di business offerte dal mercato nazionale e internazionale”.

sabato 22 aprile 2017

Da Acquasanta sino a Manarola le stazioni "riciclate" in Liguria

Pubblichiamo un vecchio articolo del 4 febbraio 2016 a firma di Erica Manna, apparso su Repubblica - edizione di Genova.
Il pezzo risulta ancora molto attuale e testimonia come in Liguria sono riusciti a "convertire" le stazioni non più presenziate, destinandole ad altre attività sociali, ricreative, turistiche.
Nella stazione di Cornigliano, il transito c'è ancora: ma non sempre per partire.
Qui ci sono solo arrivi: di persone che trovano un pasto caldo, la doccia, anche il dentista. Sembra una casa qualsiasi, se non fosse per le finestre che affacciano sui binari. E una casa la era, in effetti: l'appartamento dove dormivano i ferrovieri.
Dal 2006, l'associazione Soleluna ha preso in comodato d'uso lo scalo fantasma, trasformandolo in una mensa da 60 posti che distribuisce 20 mila pasti all'anno. E, piano piano, ha sistemato le altre stanze al primo piano e aggiunto le docce, la lavanderia, persino lo studio dove un medico di base e un dentista, due volte a settimana, visitano gratuitamente chi non può permetterselo.
Il contratto di comodato d'uso gratuito con il Gruppo Ferrovie dello Stato - Rete Ferroviaria Italiana, che concede per sei anni a enti e associazioni l'uso dei locali in cambio di manutenzione, messa in sicurezza e pulizia, a Cornigliano è in attesa di rinnovo: «Vorremmo chiedere altri locali al piano terra della stazione, dove c'erano biglietteria e sala d'aspetto – spiega Paola Dameri, presidente di Soleluna – perché i bisogni crescono, solo l'anno scorso abbiamo offerto 600 prestazioni dentistiche gratis».
Eccola, la seconda vita delle stazioni rimaste "impresenziate", il termine tecnico usato da Trenitalia per definire i piccoli scali abbandonati dove le nuove tecnologie hanno spazzato via le vecchie biglietterie e reso inutile il personale sul posto: 1700 in tutta Italia, 40 solo in Liguria.
Un patrimonio immobiliare, solamente nella nostra regione, che vale 5,6 miliardi di euro per i locali delle stazioni e 3,5 per gli appartamenti, per un totale di 13.700 metri quadri. Che sarebbero lasciati ai vandali, ai topi, alle sterpaglie. E invece. Oggi, in Liguria sono 45 i comuni che ospitano 71 contratti di comodato, tra terreni e fabbricati di Rete Ferroviaria Italiana. Molti sono scaduti, in trattativa e in attesa di rinnovo.
A Borghetto Santo Spirito i locali nel fabbricato della stazione sono usati come ufficio informazioni turistiche.
A Campo Ligure ci sono gli uomini della Guardia Forestale, Isola del Cantone è sede di associazioni no profit, a Mele nell'ex magazzino merci ha trovato spazio la Protezione Civile.
E poi ci sono Riomaggiore e Manarola, dove i locali dismessi delle stazioni sono diventati punti di informazioni turistiche, e Santa Margherita. E ancora: a Celle, la centrale operativa della Croce Rossa ha sostituito la vecchia biglietteria garantendo un presidio 24 ore su 24 con i volontari, e vicino all'entrata uno spazio è stato destinato alle ambulanze.
Per gestire questi spazi vuoti e farli rivivere non esistono bandi. Sul sito web di Ferrovie dello Stato, il file ha un nome evocativo: "Adotta una stazione".
Le regole sono semplici: basta prendere contatto con gli enti locali, o inviare alle direzioni territoriali competenti di Rete Ferroviaria Italiana la propria richiesta. Precisando finalità sociali, risorse finanziarie previste, ricadute sul territorio ed eventuali partner istituzionali o privati. Non sempre il progetto in Liguria è andato a buon fine: perché il rischio è che le stazioni vengano richieste a scopi privati. Come magazzini a costo zero, «e in questi casi vengono abbandonate due volte - spiegano da Rfi – e noi ci troviamo con le mani legate dal contratto e ci costretti a procedere comunque alla pulizia e alla manutenzione».
Al momento, le stazioni ancora disponibili in Liguria sono pochissime: la sala d'attesa di Genova Pegli, atrio, biglietteria e magazzini di Genova Acquasanta, Genova Granara, e poi due sale d'attesa ad Alassio, alcuni locali di Imperia Porto Mauruzio e di Riva Trigoso.
In attesa di transiti che, un secolo fa, nessuno poteva prevedere.

mercoledì 19 aprile 2017

RFI ripristina il tratto di binario denneggiato dalla frana di Meduno

Meduno, ripristino del binario
Una grande bella notizia per la Ferrovia Pedemontana, nei giorni scorsi i tecnici di RFI hanno terminato l'intervento di ripristino del tratto di binario interessato dalla frana a Meduno. 
Si tratta di circa 100 metri, lungo i quali sono state riposizionate le rotaie, sistemando nuove traversine e il pietrisco della massicciata. 
Dopo il completamento della pulizia della linea, svolta tra novembre 2016 e la fine di marzo 2017, che ha permesso di liberare i binari dai rovi e dalle erbacce, gli interventi sono ora passati all'armamento. 
Il ripristino del tratto di binario è un'opera propedeutica ai successivi interventi che interesseranno la linea, in quanto permetterà il transito dei mezzi e dei tecnici. 
Il percorso per il ripristino della ferrovia è ancora lungo, ma di certo si tratta di un momento importante atteso 4 anni e 9 mesi, ovvero da quel fatidico venerdì pomeriggio del 6 luglio 2012, quando una piccola frana si staccò in località Montali da un versante dove la linea corre in trincea poco prima della stazione di Meduno. 
LA FRANA: lo smottamento provocò lo svio del Regionale 6046 (Sacile-Pinzano), senza causare nessun ferito per fortuna; il deragliamento del Minuetto, causò la sospensione dell'esercizio della linea e l'inizio di una travagliata vertenza. 
La frana fu di fatto un pretesto per chiudere la linea, la quale da anni era in sofferenza spesso oggetto a sospensioni dell'esercizio nel periodo estivo e con un traffico passeggeri ridotto. 
Sono susseguiti anni intensi, con i Comitati dei Pendolari e alcuni Sindaci (Cavasso Nuovo e Gemona su tutti), sugli scudi per richiedere alle Istituzioni deputate la riapertura della linea e il rilancio della stessa mediante un nuovo modello d'esercizio, con orari e coincidenze in grado di attrarre utenti.
Per anni è stato un muro contro muro, senza risultati: da un lato l'indirizzo nazionale delle FS volto alla razionalizzazione delle linee minori, dall'altro la Regione, con un atteggiamento ondivago, nonostante il Territorio chiedesse a gran voce la riattivazione della sua ferrovia. 
Anzichè spiegare una forte azione sul gestore fs le Istituzione hanno infatti titubato, prendendo tempo, basti pensare allo commissione dello studio di fattibilità a FUC, le cui conclusioni oggi appaiono disattese dai fatti e poco verosimili, se non del tutto fantasiose.
Ripristino del binario a Meduno (loc. Monteli)
LA SVOLTA: a marzo 2016 l'incontro ad Agrigento lungo la ferrovia dei Templi, tra il nostro portavoce, Andrea Palese e il Direttore della Fondazione FS, ing. Luigi Cantamessa, sancì la svolta dopo una lunga battaglia da parte dei Comitati dei Pendolari; l'invito al Dirigente di venire in Friuli e di interessarsi della Gemona-Sacile fu accolto con interesse. 
Ad ottobre RFI e Fondazione FS annunciarono il loro impegno a ripristinare la linea: la notizia venne ufficializzata dall'ing. Cantamessa proprio nel corso dell'inaugurazione della Mostra fotografica di Gemona, organizzata dal nostro Comitato e dedicata alla Ferrovia Pedemontana. 
Il 22 novembre 2016 seguì la firma del Protocollo d'Intesa tra RFI e Regione Fvg che ufficializzò l'impegno del Fruppo FS di ripristino della linea.
Il Protocollo prevede una riattivazione per fasi: entro il 2018 saranno riattivati i servizi commerciali sulla tratta Maniago-Sacile e sarà dato avvio a un servizio turistico su tutta la linea a cura della Fondazione FS, la quale inserirà la Gemona-Sacile nel progetto nazionale "Binari senza Tempo".
Sulla base dei risultati ottenuti sarà poi valutato il ripristino dei servizi di linea sull'intero tracciato Sacile-Gemona.
Un investimento importante da parte del Gruppo FS, 17 milioni di euro per realizzare gli interventi necessari a ripristinare la linea e ad adeguarla sotto il profilo infrastrutturale, con l'obiettivo non soltanto tecnico, bensì di sviluppo turistico, visto che la Pedemontana sarà la prima linea d'Italia ad essere utilizzata sia per il servizio passeggeri che per quello turistico.
Mezzo di RFI in azione a Budoja
GLI INTERVENTI: il ripristino del binario a Meduno completa le opere già svolte in precedenza.
Infatti se la frana venne rimossa subito per permettere il recupero del Minuetto, nel 2013 RFI intervenne mettendo in sicurezza il versante franato, dove la linea corre in trincea, con la costruzione di un muro di contenimento.
A fine 2016 sono iniziati i primi interventi con la pulizia della sede ferroviaria, la verifica della sagoma libera per la circolazione di alcuni tratti e il controllo tecnico dello stato dell’armamento; il grosso dei lavori si svilupperà da ora in poi per concludersi ci auguriamo nel 2018, come previsto dal Protocollo d'Intesa.
Un programma d'interventi recentemente confermato anche dall'ing. Rosina Uliveto di RFI, intervenuta alla cerimonia della "X° Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate" svolta ad Aviano lo scorso 1 aprile.
I tecnici di RFI saranno ora impegnati nel progettare e realizzare gli interventi volti ad adeguare la "nuova Pedemontana", soprattutto sotto il profilo infrastrutturale, dalle apparecchiature di segnalamento ai dispositivi di sicurezza.
Apprezziamo l'impegno e la sensibilità di RFI e del Gruppo FS, che stanno mantenendo fede agli impegni assunti, visto che gli interventi riguarderanno una linea storica con peculiarietà particolari e con problematiche tecniche di non semplice soluzione.
La riapertura della Gemona-Sacile rappresenta una vittoria della Gente, dei Comitati dei Pendolari e delle Associazioni che con tenacia e determinazione ci hanno creduto, ottenendo un risultato storico per il nostro Territorio.
Il merito va anche al Gruppo FS, che ha preso consapevolezza dell'importanza di questa linea e ha deciso di investire ingenti risorse per salvaguardare un patrimonio che non poteva essere abbandonato e che ora col ritorno del treno potrà essere valorizzato anche sotto il profilo turistico, dando un'occasione di sviluppo economico alle nostre Comunità.
Grazie a Fondazione FS e alle sue iniziative che negli utlimi anni hanno registrato un numero sempre crescente di turisti, basti pensare al successo della "Transiberiana d'Italia (Sulmona-Carpinone)", con i suoi oltre 15mila presenze e treni sempre affollati, la Gemona-Sacile diventerà l'ottava linea del progetto "Binari senza Tempo".
A tal fine auspichiamo un'unità d'intenti tra Istituzioni, Gruppo FS e tutti i portatori d'interesse, senza protagonismi e strumentalizzazioni di sorta. Una sinergia che vada a vantaggio del Territorio con risultati pratici, così come hanno saputo dimostrare le Associazioni organizzando recentemente la X° Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate, che ha permesso di mettere in vetrina la Pedemontana per un intero fine settimana, portandola alla ribalta nazionale, facendola conoscere ed apprezzare non solo come ferrovia ma soprattutto per le bellezze e le eccellenze del nostro Territorio.

martedì 11 aprile 2017

Incontri speciali in Pedemontana: Milvio l'ultimo capostazione di Meduno

Articolo di Andrea Palese
Domenica abbiamo festeggiato con tutto lo staff dell’organizzazione il successo della “Giornata Nazionale della ferrovie non dimenticate”, una manifestazione che ha dimostrato come la Pedemontana aspetti con affetto e tante aspettative il ritorno del treno.
La festa era programmata a Meduno, dove per caso, grazie all’amico Mauro Giannelli, ho incontrato il signor Milvio Saura.
Milvio è un ex ferroviere che ha trascorso la sua vita sui binari, tra il Piemonte, dove la sua famiglia era emigrata da Meduno e il Friuli, dove si è sposato.
Da tempo ero entrato in possesso di un suo quaderno di racconti intitolati “A mute rotaie … parlano i ricordi”, una ventina di pagine nelle quali l'autore narra i ricordi di una vita trascorsa sulle rotaie.
Una passione di famiglia, visto che anche il papà di Milvio era ferroviere.
E’ stato emozionante ascoltare dal vivo la sua esperienza, da quando dopo aver vinto il concorso di “conduttore” ha incominciato a prender servizio lungo la linea Torino-Chivasso-Aosta, fino all’avveramento del sogno, tornare nel suo Friuli a lavorare proprio lungo quella linea che da ragazzo percorreva per tornare nel paese natio dei suoi avi.
Dopo una breve parentesi trascorsa in servizio presso il Dipartimento Viaggiante di Udine, che gli ha permesso conoscere le linee del Friuli, il ritorno alla amata Gemona-Sacile; prima a Cornino e poi dal 1977 al 1989 a Meduno.
I racconti di Milvio sono affascinanti, ricordi dettagliattissimi di com’era la Gemona-Sacile, e com'è cambiata, da linea a binario unico gestita col sistema della Dirigenza Unica, a ferrovia moderna grazie all’avvento della tecnologia e dei nuovi sistemi di sicurezza.
Un racconto romantico dal quale traspare tutta la passione per la ferrovia e per il suo Paese, come il ricordo del primo fonogramma con il quale Milvio comunicava al Dirigente Unico “assumo servizio”; poi i protocolli di sicurezza del tempo, le modalità di utilizzo del telefono, i fonogrammi al Dirigente Unico, i turni di servizio con la grande stufa posta nel mezzo dell’ufficio a riscaldare gli inverni rigidi. Poi i ricordi man mano si focalizzano su come la stazione era strutturata ed organizzata.
Meduno diventa il centro dei flashback di Milvio, che vive oggi proprio a quattro passi dalla sua stazione dove per 12 anni ha prestato servizio.
La memoria spazia dalle quotidianità spicciole, da quando l’agente aggiornava il cambio data della macchinetta che timbrava i biglietti, alle scorte dei biglietti pronti ad essere venduti a tanti emigranti o agli operari e agli studenti, alla cabina dove era posizionato il banco leve che comandava l’apertura e la chiusura dei segnali semaforici, all’argano con manovella che permetteva il funzionamento del vicino passaggio a livello.
Uno spaccato di cos’era la Pedemontana vista dagli occhi del ferroviere, ma soprattutto di una persona innamorata del suo lavoro.
E con questo spirito che negli anni ’80, Milvio e i suoi colleghi hanno ottenuto il “diploma di abbellimento”, trasformando la stazione in un’accogliente oasi per chi ci transitava, addobbando gli spazi ferroviari con vasi di oleandri, geranei e fiori colorati, curando in maniera maniacale il prato delle due grandi aiuole che costeggiavano i binari.
Oggi la stazione di Meduno è abbandonata, così pure l’ampio scalo dove i treni incrociavano, con la natura che si è ripresa a forza gli spazi un tempo espropriati dall’uomo.
Gli oleandri sono diventati enormi e testimoniano la vita che fu e dalle parole di Milvio traspare un po’ di delusione: “ad anni di distanza, non mi reputo molto soddisfatto vedendo com’è ridotta la stazione, provo una grande delusione per le nostre fatiche così sepolte”.
Parliamo un po' di tutto, spaziando negli anni e il racconto passa alla fase del rinnovamento della ferrovia, con l’avvento dell’elettrificazione degli impianti scambi, dei passaggi a livello centralizzati, dell’ammodernamento del piano binari con la sostituzione delle vecchie traversine in legno con quelle in cemento precompresso e con l’abbandono delle stazioni da parte del personale fs che in gergo diventavano “stazioni impresenziate” a fronte dell'istituzione del DCO a Pinzano.
Con la chiusura delle stazioni anche chi ci abitava iniziò ad abbandonare quegli spazi, tranne a Meduno, dove una signora, collega di Milvio, vedova con cinque figli, continuò ad abitare un alloggio, rimanendo per anni l’unica presenza umana in quella stazione.
Storie d'altri tempi, ma il ricordo di quella presenza è ancora vivo nella mia mente, avendo avuto il piacere di conoscere quella signora nel novembre 2012 in occasione della manifestazione della Staffetta “Treni-taglia ridacci il nostro treno”.
Un incontro inaspettato, ma speciale così come quello con Milvio, l’ultimo capostazione di Meduno, che non ha mai però abbandonato la passione per la ferrovia.
Diventato nonno in pensione ha continuato a frequentare la sua stazione, portando a passeggio i nipotini, aspettando il transito di quel nuovo treno dal nome stravagante (Minuetto) che aveva sostituito le vecchie littorine e raccontando loro, quasi fosse una favola nell'immaginario dei bambini, che tanti anni addietro lì dentro lavorava.
Il racconto termina con i recenti fatti: lo svio del Minuetto, la chiusura della linea e la perdita dell’amico treno. “Anche l’ultima luce, quella dell’appartamento della signora collega, la generosa dispensatrice di caffè, se ne è andata … per sempre, salendo sull’ultima vettura di quel treno immaginario della vita”.
Restano le passeggiate di Milvio con i nipoti, uniche anime che continuano ad animare ogni tanto quei luoghi.
Ricevo una telefonata che mi ricorda l’appuntamento per la cena; è tempo di andare, così beviamo un ultimo bicchiere e mangiamo un biscotto squisito fatto dalla moglie di Milvio.
Un cin cin alla Pedemontana, prima di lasciarci, ricordando la gloriosa linea che fu,  dal futuro ancora incerto, ma carico di aspettative positive.
Prima di lasciarci chiedo a Milvio una dedica su quel quaderno di racconti che custodivo gelosamente da tempo, che ho fatto rilegare per non sciuparli:  “Al sig. Palese, con l’augurio che possa togliere la ruggine”.
Quasi mi commuovo, lo ringrazio invitandolo al 2018 in stazione a Meduno quando la campanella tornerà a suonare e le sbarre del vicino passaggio a livello si richiuderanno nuovamente per permettere il passaggio dell'amato treno, quella littorina che tutti noi sognamo e che siamo certi tornerà presto a togliere la ruggine dai binari, oggi pieni di ricordi e di malinconia di una ferrovia mai dimenticata.
Un incontro speciale quello con Milvio, ultimo capostazione di Meduno, ferroviere d'altri tempi e amante di questa splendida Terra.
Andrea Palese

lunedì 10 aprile 2017

FS rilancia i treni merci. Presentato il nuovo polo Mercitalia

Articolo di Gerardo Adinolfi, pubblicato da La Repubblica in data 20.02.2017
Stessa cura per merci e passeggeri, l'obiettivo di passare, entro il 2030, dal 13 al 50 per cento delle merci trasportate sui binari dal Gruppo Fs e di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2018. 
Ferrovie dello Stato presenta il nuovo polo Mercitalia e annuncia la svolta del settore dei treni merci.
Un settore che per anni è stato in perdita (800 milioni di euro complessivi dal 2011 al 2015, circa 150 milioni l'anno) ma che ora il nuovo piano industriale prevede di "rilanciare e risanare". 
A fare da capofila la nuova sub holding Mercitalia Logistic, controllata al 100% da Ferrovie dello Stato e che raggruppa sette società che si occupano di logistica e merci. 
Mercitalia avrà il compito di essere l'unico interlocutore per clienti e investitori privati. Nel piano di Fs sono così previsti ricavi pari a 2,6 miliardi al 2026 partendo dal miliardo di fatturato nel 2016 e investimenti per 1,5 miliardi di euro: oltre un miliardo per il materiale rotabile, 100 milioni per i terminal intermodali (previsti nuovi impianti a Milano, Brescia e Piacenza), 100 milioni per la tecnologia informatica e circa 250 milioni in acquisizioni di aziende per espandere il business. 
In Mercitalia lavorano 4 mila dipendenti, circa mille in meno rispetto all'ex Divisione Cargo scissa nel 2015. 
 "Fs operava nel settore merci con un'articolazione societaria complessa - ha detto l'ad di Mercitalia Logistic, Marco Gosso - oggi il programma è ambizioso: renderlo un business di valore per le Ferrovie". 
Alla stazione di Milano Centrale dove è stata presentata la nuova holding operativa, era presente anche il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio: "L'obiettivo è trasportare in dieci anni in Italia il 30 per cento delle merci in treno - ha spiegato il ministro - Abbiamo fatto un piano strategico complessivo che potenzia i collegamenti dentro i porti della ferrovia che potenzia i valichi alpini con gli investimenti sui grandi tunnel del Brennero e del terzo valico". 
Quanto alla quotazione della divisione Frecce in Borsa, l'ad di Fs Renato Mazzoncini ha spiegato: "Stiamo andando avanti a lavorare sulla realizzazione delle società: una per le merci, una per i servizi regionali e una per la lunga percorrenza, quindi stiamo andando avanti su questo progetto anche per creare maggiore efficienza industriale di tre comparti che evidentemente sono regolati da norme completamente diverse tra di loro". "Il passaggio poi alla quotazione è nelle corde - ha proseguito - ma è altrettanto chiaro che necessita di un provvedimento legislativo. Su questo vedremo, ci confronteremo con il livello politico". La quotazione, ha aggiunto il ministro Delrio - "è un progetto di cui vogliamo parlare e sul quale vogliamo continuare a discutere."