Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

lunedì 25 marzo 2019

Tariffe dinamiche in Veneto: biglietto scontato del 50% nelle fasce di morbida. Progetto da estendere anche al FVG

E’ partita lo scorso 9 marzo, la sperimentazione del nuovo sistema di tariffe dinamiche di Trenitalia per le persone che viaggiano sui treni regionali della linea Vicenza-Schio.
Apripista nazionale è la Regione Veneto, che con questo accordo c Trenitalia, ha permesso la possibilità di acquistare biglietti di corsa semplice regionale a tariffa economica ridotta del 50% per chi parte tra le 9:01 e le 16:59 e tra le 20:01 e le 5:59, tutti i giorni compresi i festivi.
Il test permette di differenziare il costo dei biglietti negli orari di punta e in quelli dove l’affluenza di persone che utilizzano i treni regionali è minore (fasce di morbida).
Gli obiettivi e i dettagli dell’iniziativa sono stati illustrati da Elisa De Berti, Assessore ai Lavori Pubblici, Infrastrutture e Trasporti della Regione del Veneto, e Maria Giaconia, Direttore Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia. Lo scopo, considerate anche le positive esperienze registrate in altri Paesi, è quello di stimolare la domanda attraverso tariffe molto vantaggiose alle persone non vincolate da orari rigidi e attrarre chi oggi utilizza il mezzo privato verso una modalità di trasporto conveniente, sicura, confortevole, ecologica e quindi maggiormente sostenibile.
La tariffazione dinamica è un’azione concreta per il rilancio del trasporto regionale e metropolitano su ferrovia con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita di milioni di pendolari. A ciò va aggiunto l’importante rinnovo della flotta regionale in atto in tante regioni italiane: in Veneto, Trenitalia grazie alla stipula del nuovo contratto di servizio con la regione, acquisterà ben 78 nuovi treni, 47 Rock e 31 Pop, in consegna tra gennaio 2020 e l’inizio del 2023. Treni di ultima generazione che permetteranno di offrire più regolarità, puntualità, comfort e security ai cittadini che scelgono i convogli regionali per motivi di lavoro, studio e svago.
Il biglietto a tariffa economica è acquistabile su tutti i canali di vendita (biglietterie, self-service, app Trenitalia, trenitalia.com, agenzie di viaggio e punti vendita Sisal, Lottomatica e Banca5) e sarà valido, come quello base, per una corsa nell’arco delle fasce orarie individuate e per il solo giorno scelto dal viaggiatore. Non saranno applicabili ulteriori sconti e non sarà possibile rimborsare il biglietto.
Siamo molto interessati a questa iniziativa, che vede il Veneto come tester. Si tratta senza dubbio di un'importante azione nell’ambito della gestione della politica tariffaria del servizio fs, finalizzata a favorire lo spostamento del traffico dalla gomma al ferro. Prevedere delle tariffe ridotte nelle fasce orarie di morbida, può incentivare l’utilizzo del treno da parte di quei viaggiatori non vincolati da orari rigidi.
Si tratta di una sperimentazione che prevede anche un significativo investimento economico, visto che la differenza tra il costo del biglietto ordinario e la tariffa dinamica è coperta dalla regione che riconosce a Trenitalia il minor incasso.
Una bella sfida legata ad una radicale modifica dell’impostazione concettuale del sistema del tpl attuale, che al massimo prevede sconti nei weekend o per iniziative spot e delle abitudini dei passeggeri ferroviari.
Nel trasporto aereo il sistema delle tariffe dinamiche è già realtà da anni e siamo certi che se verrà promosso ed incentivato con un adeguato sistema di comunicazione troverà facile applicazione anche per i treni.
La riduzione delle tariffe unite al miglioramento dell’offerta (con treni nuovi e migliori orari) è la ricetta per rendere il servizio ferroviario più attraente e concorrenziale rispetto alla gomma.
Questi sono i pilastri su cui la Regione Friuli Venezia Giulia dovrà necessariamente ragionare nell’ottica del nuovo contratto di servizio, il quale a nostro a nostro parere non dovrà essere statico, come quello odierno, dove al Gestore Trenitalia viene assicurato un corrispettivo annuo (40milioni circa attualmente), indipendentemente dal numero dei passeggeri trasportati, ma dinamico, incentivando così il Gestore a promuovere il servizio con nuove offerte commerciali, capaci di attrarre nuova utenza e aumentare il numero dei passeggeri.

martedì 12 marzo 2019

Stazione di Udine: via libera agli interventi di miglioramento dell’accessibilità ai binari

Ieri mattina i vertici di RFI, alla presenza dell’Assessore regionale alle infrastrutture e territorio Graziano Pizzimenti e dell’Assessore alle Politiche per il superamento delle disabilità del Comune di Udine Elisa Asia Battaglia, hanno effettuato un sopralluogo all’interno della stazione di Udine.
Rete Ferroviaria Italiana sta infatti avviando interventi di miglioramento dell’accessibilità ai binari. La prima fase, che terminerà entro dicembre 2019, prevede l’innalzamento a quota 55 centimetri del marciapiede a servizio dei binari 5 e 6 e l’installazione degli ascensori sullo stesso marciapiede oltre che su quello del primo binario, rendendo così più agevole ai viaggiatori l’accesso ai treni. In continuità con questa prima fase, gli interventi proseguiranno con l’innalzamento degli altri marciapiedi e l’installazione dei rispettivi ascensori.
Per quanto riguarda il locale commerciale situato nel centro dell’atrio, sono allo studio gli aspetti tecnico/economici per l’eventuale eliminazione.
È obiettivo di RFI, nonostante le scarse manifestazioni di interesse da parte degli imprenditori, riuscire a trovare occupazioni commerciali/servizi dei locali sfitti, per garantire un maggiore decoro all’atrio di stazione, anche mediante lo strumento del bando pubblico. In tal senso verranno valutate anche le richieste delle amministrazioni locali per la concessione di spazi all’interno della stazione, per attività di pubblico interesse.
Sono soddisfatto - ha dichiarato l’Assessore Pizzimenti - dell’incontro di oggi con RFI e il Comune di Udine perché finalmente abbiamo definito le tempistiche per un programma importante come quello sulla sicurezza. Ora spero anche che arrivino risposte di investimento degli spazi commerciali in modo da realizzare una riqualificazione completa”.
Finalmente anche la stazione di Udine, la quale movimenta quasi 8 milioni di persone all'anno (prima stazione in Friuli Venezia Giulia per numero di passeggeri, la 6° del Nord Est e la 27° a livello nazionale), vedrà risolta la questione dell’accessibilità, con la realizzazione degli ascensori e l’innalzamento dei marciapiedi.
Un’idea per sfruttare lo spazio del cubo in cristallo posto all’interno dell’atrio è quella di trasformarlo in un InfoPoint turistico, location sicuramente strategica visto che diventerebbe un punto di riferimento per tutti coloro arrivano in visita alla città.

sabato 2 marzo 2019

Martedì in treno al Carnevale dei Ragazzi di Montereale Valcellina

Martedì 5 marzo a Montereale Valcellina si svolgerà la tradizionale sfilata del Martedì Grasso, con il "Carnevale dei Ragazzi", un appuntamento divenuto imperdibile, giunto alla 52° Edizione.
I carri provenienti da tutta la Provincia percorreranno le vie del paese trascinando tutti in un’atmosfera di festa: la partenza è prevista alle 14.30 da Malnisio per arrivare in piazza a Montereale verso le 16 circa. A seguire premiazione dei carri e festa in piazza con musica, balli e chioschi fino a sera.
A Montereale Valcellina si potrà arrivare comodamente e in tutta sicurezza anche in treno, approfittando della tariffa promozionale di 1,70 € (Sacile-Montereale). La stazione è distante circa 10 minuti a piedi. 
Gli orari dei treni Sacile-Montereale: R23834 in partenza alle 12.20 e arrivo a Montereale alle 12.50 oppure il R23838 in partenza alle 13.36 e in arrivo alle 14.10. Rientri possibili con i seguenti treni: R23841 (Montereale V. p. 16.27 - Sacile a. 17.00) R23843 (Montereale V. p. 17.26 - Sacile a. 17.58), R23845 (Montereale V. p. 18.16 - Sacile a. 18.48), R 24899 (Montereale V. p. 19.16 - Sacile a. 19.48), R23849 (Montereale V. p. 19.16 - Sacile a. 19.48) e R23855 (Montereale V. p. 20.16 - Sacile a. 20.48).

mercoledì 27 febbraio 2019

Chiesta la possibilità di acquisto del biglietto a bordo senza soprattassa lungo la Udine-Tarvisio

L’ennesimo episodio di malfunzionamento delle biglietterie self service in stazione è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
E’ stata infatti indirizzata una lettera all’Assessore regionale alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, alla Direzione Regionale Centrale Infrastrutture e alla Direzione FVG di Trenitalia con la quale si è chiesto ufficialmente la possibilità di acquistare sempre lungo la linea Tarvisio-Udine il biglietto a bordo treno senza il pagamento del supplemento.
La normativa attuale prevede infatti che “il viaggiatore sprovvisto di biglietto, che avvisa il personale di bordo all’atto della salita o subito dopo la salita e comunque entro la stazione successiva, viene regolarizzato con il pagamento del biglietto a bordo del treno corrispondendo una soprattassa di € 5,00”.
La richiesta è giustificata dal fatto che lungo la tratta (l'unica della regione) vige l’integrazione tariffaria Trenitalia/Saf la quale non permette l’acquisto del titolo di viaggio on line o tramite AppTrenitalia. L’unica possibilità per gli utenti è pertanto quella di acquistare il titolo di viaggio tramite le self service di stazione (spesso guaste), ovvero nelle rivendite autorizzate (bar/tabaccherie), che sono generalmente distanti dalle stazioni e con orari non sempre consoni a quelli dei viaggiatori.
A fronte di tali limitazioni si è chiesta la possibilità per l’utente che sale a bordo treno e avvisa subito il controllore di acquistare il biglietto senza l’applicazione della soprattassa. Resta fermo che se l’utente non avviserà il controllore all’atto della salita sarà passibile di multa e dovrà essere regolarizzato come prevede la normativa.
Tale correttivo eviterebbe l’interpretazione del regolamento attuale che viene lasciato al capotreno di turno, il quale può decidere di derogare all’applicazione della soprattassa solo qualora le self service siano guaste e l’utente non possa acquistare il biglietto in altro modo (es. nei punti vendita autorizzati).

venerdì 22 febbraio 2019

Arriva-Trenitalia, si profila una gara a due per il nuovo contratto fs

Le dichiarazione di Arriva sulla stampa
Dopo le ultime dichiarazioni dell’AD di Arriva Italia, Angelo Costa, riportate sulla stampa locale, sembra incattivirsi la vertenza relativa all’affidamento del servizio ferroviario regionale; una partita da oltre 40milioni di euro/anno che vede contrapposti Trenitalia (Gruppo FS) e Arriva (Gruppo Deutsche Bahn).
IL CONTRATTO OGGI: il servizio è oggi affidato a Trenitalia in virtù del contratto del 08.05.2009, stipulato dall’allora Giunta Tondo. Il contratto scaduto il 31.12.2014 è stato prorogato dalla Giunta Serracchiani due volte, rispettivamente in data 31.03.2015 (con validità 01.01.2015 al 31.12.2017) e in data 29.12.2017 (con validità 01.01.2018 al 31.12.2019).
POLITICA FVG ATTENDISTA: mentre tutte le altre Regioni d’Italia hanno stipulato i nuovi contratti con il Gruppo FS, evitando così di cadere nelle maglie della normativa europea, il FVG da oltre tre anni è prigioniero di un attendismo politico che ha fortemente penalizzato gli investimenti e l’offerta all’utenza. Infatti mentre nelle altre regioni i contratti prevedono un aumento dei km/treno (quindi delle corse) e significativi investimenti del parco rotabile a cura di Trenitalia (es. il contratto del Veneto valido sino al 2032 prevede 619 milioni di investimenti per l’acquisto di 78 treni, quello della Liguria, che si è legata a Trenitalia per 15 anni, prevede l’acquisto di 28 nuovi treni), in FVG la situazione è di assoluta precarietà stante l’incertezza su cui sarà il futuro Gestore del servizio.
Ciò ha ridotto a zero gli investimenti da parte di Trenitalia, tanto che il rinnovo del materiale rotabile è stato effettuato dalla Regione (Giunta Tondo) che nel 2009 ha acquistato i treni Caf. Dopo il nulla!
Una politica di attendismo suicida che ha immobilizzato il FVG.
L’INDIRIZZO DELLA REGIONE FVG. L’Assessore regionale alla mobilità, Graziano Pizzimenti (Giunta Fedriga), ha espresso chiaramente l’intenzione di risolvere la delicata questione del nuovo contratto, con un affidamento diretto, bypassando la normativa europea e sbloccando così la situazione di precarietà.
L’indirizzo della Regione FVG, che condividiamo in toto, è quello di garantire nel più breve tempo possibile un nuovo contratto, evitando una lunghissima procedura di gara europea che bloccherebbe il FVG per altri 2 anni, salvo ricorsi al Tar, quasi scontanti visti i precedenti non certo positivi, come quello del tpl gomma.
L’affidamento diretto è previsto dall’Art. 5.6 e giustificato dell’Art. 4.4 del Regolamento UE n. 1370/2007, che autorizza le Autorità degli Stati membri ad “aggiudicare direttamente i contratti di servizio pubblico di trasporto per ferrovia, che abbiano una durata non superiore a 10 anni, suscettibile di essere incrementata del 50% se l’operatore del servizio fornisce beni di entità significativa”. L’affidamento diretto è quindi possibile se Trenitalia garantirà un significativo investimento del parco rotabile, operazione che già sta facendo nelle altre regioni d’Italia, con l’arrivo dei nuovi treni Pop e Rock.
SCONTRO ARRIVA/TRENITALIA: cogliamo con preoccupazione la presa di posizione sulla stampa dell’AD del Gruppo Arriva, Angelo Costa, nonché Presidente di SAF, il quale nel confermare l’interesse del Gruppo  al servizio ferroviario regionale, ha chiaramente fatto intendere un possibile scontro con Trenitalia: “aspettiamo il prossimo passo della Regione, che sia una gara o un semplice dialogo competitivo. Se non dovesse esserci l’apertura di una procedura come richiesto dalla normativa, riterremmo illegittimo l’affidamento del servizio a Trenitalia”.
Parole che prospettano l’ipotesi di un ricorso al TAR da parte di SAF/Arriva in caso di affidamento diretto del servizio a Trenitalia, ad oggi unico soggetto che ha fatto pervenire alla Regione una proposta per il servizio fs.
Le dichiarazioni di Arriva sembrano più una sorta di vendetta o di ritorsione nei confronti del Gruppo FS, che tramite la sua partecipata Busitalia aveva concorso contro nella gara dei servizi tpl gomma, rendendo dura la vita al Consorzio Tpl Fvg Scarl, formata oltre che da Arriva/Saf, Trieste Trasporti (partecipata al 40% da Arriva), Apt Gorizia e Atap.
VELENI DELLA GARA TPL GOMMA: il futuro del servizio fs pare strettamente legato all’esito della gara della gomma, dove senza esclusione di colpi - visto il ricco montepremi in palio (oltre 1,3 miliardo) - ha visto fronteggiarsi in una vera battaglia legale il Consorzio Tpl Fvg Scarl e Busitalia.
Una gara infinita, iniziata con la pubblicazione del bando a dicembre 2014 e che dopo oltre 4 anni pare conclusa con la vittoria in sede giudiziaria del Consorzio Tpl Fvg Scarl.
Di certo una brutta pagina per il FVG, frutto di scelte politiche sbagliate visto che si è voluto incaponirsi in una gara europea che ha evidenziato tutti i limiti di questa procedura, corretta più volte dalle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. Si è palesata purtroppo la scarsa lungimiranza della politica della Giunta Serracchiani che ha voluto tener separati i servizi gomma da quelli ferroviari, quasi per timore che l’arrivo di un “gestore unico” mutasse lo status quo del trasporto pubblico regionale.
Una politica innovativa avrebbe invece previsto un unico bando di gara per integrare i servizi bus con quelli ferroviari, i quali invece continueranno a correre separati almeno per i prossimi 10/15 anni con due distinti contratti.
La gara della gomma non porterà nessuna novità sotto il profilo gestionale, visto che con l’aggiudicazione al Consorzio Tpl Fvg Scarl, (partecipata al 25% da Arriva/Saf, Trieste Trasporti, Apt Gorizia e Atap Pordenone), le società che oggi già operano a livello provinciale continueranno a “spartirsi” il servizio.
SCENARI FUTURI Le posizione di Arriva fa capire che lo scenario ora è radicalmente mutato: se prima il Gruppo FS, tramite Busitalia, era il predatore, a caccia dell’appalto tpl gomma, cercando di scalzare l’egemonia di Arriva/SAF, Trieste Trasporti, Apt Gorizia e Atap Pordenone, ora è diventa la preda, visto l’interesse di Arriva al servizio ferroviario del FVG.
Nel mezzo di questo risiko milionario, la Regione (ovvero la committente, chi paga!) e soprattutto gli Utenti.
L’ipotesi di una nuova gara tra i due gruppi, caratterizzata da una lunga procedura che probabilmente verrà decisa nei tribunali non è certamente allettante per i pendolari friulani che attendono da quattro anni un nuovo contratto e un miglioramento dell'offerta.
Vedremo quali saranno le mosse, di certo da parte nostra sosteniamo l’indirizzo dell’assessore Pizzimenti, il quale, come confermato nel corso dell'ultimo tavolo di lavoro dei Pendolari, si propone di chiudere la partita velocemente per poter garantire al FVG un servizio fs più moderno.
In quest’ottica è basilare capire quali saranno le forze in campo:
- Trenitalia (Gruppo FS) vettore fs nazionale, gestore da sempre del servizio in FVG. negli ultimi tre anni ha ottenuto ottimi risultati che hanno portato il FVG ai vertici nelle classifiche nazionali per puntualità ed affidabilità. Nelle altre regioni d'Italia sta investendo nel rinnovo del parco rotabile con l’acquisto dei treni Pop e Rock
- Arriva (Gruppo Deutsche Bahn) è uno dei gruppi più importanti nel trasporto pubblico locale della gomma. Opera in Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e FVG, dove controlla il 60% di SAF e il 40% di Trieste Trasporti. In Italia non gestisce servizi fs, mentre in Europa è uno dei più importanti player del tpl.
Non facciamo il tifo per nessuno, tuttavia se dovessimo scegliere, punteremo su chi di mestiere fa il ferroviere ed è in grado di investire significative somme per il rinnovo del parco rotabile del FVG.
Il nuovo contratto non dovrà prevedere solo una migliore offerta, con più corse, ma dovrà impegnare il Gestore, con penalità o premilaità, ad aumentare l’utenza; ciò che oggi non succede visto che i  ricchi corrispettivi dei contratti tpl sono un disincentivo per i gestori, per i quali avere bus o treni pieni o vuoti, è la stessa cosa, avendo già incassato dalla Regione.
SERVIZIO INTEGRATO TRENO-BUS: molti dubbi si pongono sulle parole dell’AD di Arriva, il cui interesse al servizio fs regionale sarebbe giustificato “dal fatto che siamo già operatori del trasporto su gomma e questo garantirebbe un sistema efficiente basato sull’intermodalità”.
Si tratta di uno "specchietto per allodole", visto che SAF - da oltre 20 anni - offre un servizio integrato con Trenitalia lungo la linea Tarvisio-Udine: in realtà si tratta di una integrazione tariffaria e non vettoriale visto che da sempre i programmi d’esercizio di SAF e Trenitalia sono distinti a tal punto che spesso le corse dei bus presentano orari identici a quelli dei treni.
Un’integrazione tariffaria che presenta molti limiti e tanti lati oscuri, in primis quello legato al riparto degli introiti tra i due operatori. Ma i limiti sono anche legati all’acquisto dei titoli di viaggio: la Udine-Tarvisio, feudo esclusivo di SAF, anche se la maggior parte dell’utenza utilizza il treno è l’unica linea regionale dove non è possibile acquistare il biglietto online utilizzando l’App di Trenitalia.
Di certo non è questo il modello perfetto di integrazione vettoriale, ma solo un semplice modo per "spartirsi" un ricco servizio.

sabato 16 febbraio 2019

Dossier dei Comitati dei Pendolari: le proposte relative ai Servizi Freccia

Concludiamo oggi  la pubblicazione del dossier consegnato dai Comitati dei Pendolari all'Assessore regionale alla mobilità, Graziano Pizzimenti, nel corso dell'incontro del Tavolo di Lavoro lo scorso 6 febbraio, con l'illustrazione delle proposte relative ai servizi a lunga percorrenza e in particolare a quelli delle Frecce di Trenitalia.
Servizio Frecce Trenitalia (UD-MI): considerato che la Regione FVG sovvenziona in parte il servizio delle Frecce Udine-Milano, riteniamo che queste non possono continuare ad essere instradate su Venezia SL, perdendo un’infinità di tempo tale che paradossalmente ad un utente friulano conviene prendere il regionale successivo da Udine (alle 13.07).
Questo è uno dei motivi per cui la Freccia delle ore 13 da Udine viaggia pressoché vuota fino a Venezia. Domanda cosa le sovvenzioniamo a fare quindi? 
Convenzione Regione FVG-Trenitalia per il servizio Freccia del FVG: riteniamo che la Regione, che sovvenziona in parte il servizio Freccia in FVG, debba stipulare una convenzione con Trenitalia affinché sia consentito agli utenti friulani e giuliani di utilizzare le Frecce in ambito regionale (es. Sacile-Udine e Latisana-Trieste). Per esempio, dalle 21.17 alle 22.50 non vi sono treni regionali da Pordenone a Udine: in mezzo ci sono le due Frecce che ormai sono semivuote in quella tratta.
Si chiede pertanto la possibilità di utilizzare il servizio Freccia ad un prezzo “convenzionato” (non si possono chiedere 17€ per fare Pordenone-Udine!), ovvero che Trenitalia, in forza della sovvenzione che riceve dalla Regione FVG, ammetta a bordo i passeggeri con biglietto regionale
Visto l'imminente sbarco della "concorrenza" con i treni di Italo in FVG con l'offerta di un nuovo collegamento lungo la tratta Udine-Pordenone-Roma (vedi articolo dedicato), è evidente che si dovrà ripensare e mettere in discussione il sistema dei servizi a lunga percorrenza, oggi sostenuto grazie al contributo della Regione, che versa nelle casse di Trenitalia circa 3 milioni/annui.

venerdì 15 febbraio 2019

Dossier dei Comitati dei Pendolari: proposte relative alla linea 233 Sacile-Maniago-Gemona

Continua la pubblicazione del dossier consegnato nel corso dell'incontro del Tavolo di Lavoro lo scorso 6 febbraio all'Assessore regionale alla mobilità, Graziano Pizzimenti.
Oggi dedichiamo un articolo alle richieste e ai suggerimenti volti a migliorare l'offerta del servizio tpl regionale lungo la linea 233 Sacile-Maniago-Gemona.
Interventi volto a garantire affidabilità alla linea: non sono più prorogabili da parte di RFI quegli interventi finalizzati a garantire l’affidabilità dell’infrastruttura, la quale è causa di frequenti guasti che causano soppressioni e ritardi, con significativi disservizi non solo all’utenza ferroviaria. 
Accessibilità nelle stazioni da parte degli utenti: salvo Maniago ed Aviano, le cui sale d’aspetto sono state concesse in comodato temporaneo da RFI ai Comuni che provvedono anche grazie ai volontari alla apertura/chiusura dei locali, le altre stazioni (Budoia e Montereale Valcellina) restano chiuse, non garantendo agli utenti (soprattutto ai tanti studenti) nessuna possibilità di riparo in caso di pioggia o nelle giornate invernali.
Si evidenzia che la Regione FVG ha già erogato in favore di tutti i Comuni della linea un contribuito di € 80mila ciascuno, finalizzato al restyling degli immobili di stazione nell’ambito del "Piano Piccole Stazioni" e che vi è la necessità da parte dei Comuni di avviare i predetti lavori anche in chiave turistica per valorizzare la Ferrovia Pedemontana del Friuli, la quale è stata riconosciuta dalla Legge n. 128/2017 tra le 18 ferrovie turistiche d’Italia ed è stata inserita nel programma della Fondazione FS “Binari senza tempo”.
A fronte di ciò risulta basilare sbloccare l’iter burocratico per la concessione degli immobili in comodato ai Comuni. Segnaliamo inoltre che la mancata concessione del comodato ha comportato per vari Comuni (es. Cavasso Nuovo, Aviano) l’impossibilità di partecipare ad un bando UE che prevedeva la possibilità di ottenere contributi nella misura massima di 90mila € in favore delle strutture fs destinate all’attività turistica. 
Piano di dismissione/eliminazione dei Passaggi a Livello: al fine di contribuire al miglioramento dell’efficienza e dell’affidabilità della linea riteniamo necessario avviare entro l’anno un piano che permetta la dismissione o l’eliminazione di numerosi passaggi a livello, con particolar riferimento a quelli denominati “di campagna”.
Da uno studio, che stiamo realizzando e che verrà presentato a breve, riteniamo che almeno una dozzina di PL possano essere facilmente eliminati senza costi, essendo i terreni, oggi serviti dal PL collegati con strade comunali o interpoderali già esistenti. Sensibilizziamo pertanto la Regione FVG, RFI e i Comuni interessati ad avviare il Piano di dismissione dei PL che risulta senza dubbio determinante per aumentare l’efficienza della linea e ridurre i costi di manutenzione della stessa, oggi caratterizzata da oltre 30 PL in 35 Km. 
Studio per la realizzazione del sottopasso a Sacile lungo la SS13 ovvero il completamento della Gronda Est. In questi 13 mesi dal riavvio del servizio fs lungo la Pedemontana due sono state le criticità contingenti:
1) l’affidabilità della linea (vedi punto sopra);
2) i tempi di attesa del PL di Sacile S. Liberale-SS13. Quest’ultimo, soprattutto quando i treni viaggiano in direzione Sacile-Maniago resta chiuso per un tempo eccessivo che determina soventi code sulla SS13. 
A fronte di ciò risulta necessario, visto il disagio causato agli automobilisti, ricercare nel più breve tempo possibile una soluzione che possa limitare il disagio contingente, riducendo i tempi di chiusura dei PL, e al contempo avviare l'iter per la realizzazione di un sottopasso, opera che risolverebbe alla radice il problema. 
Rivisitazione generale dell'orario:  unitamente ai Comuni e ai Comitati Pendolari è necessario avviare una valutazione  sull'attuale programma d’esercizio feriale, basato su 11 coppie di treni (22 corse/giorno).
A tal fine è necessario prevedere altresì all'attivazione per tutto l’anno del programma d’esercizio dei treni festivi (oggi circolano solo dalla fine di marzo alla fine di ottobre), mantenendo fermo il numero delle corse e gli orari attuali che sono consoni alle necessità di mobilità del territorio.
Migliorare le coincidenze dei treni da/e per Venezia: come già segnalato alla Regione e a Trenitalia non sono mancati episodi di mancata coincidenza tra i treni in arrivo a Sacile da Venezia e quelli diretti a Maniago.
Solo la coincidenza dell’ultimo treno (R23824 delle ore 20.10) viene garantita da Trenitalia.
In alcuni casi, se i treni arrivano puntuali a Sacile da Venezia, il tempo utile per prendere la coincidenza è di 6 minuti. Atteso che il treno Sacile-Maniago parte sempre dal binario 1, mentre gli altri treni circolano sui binari 3 e 4, si deve tener conto anche del tempo di discesa e di trasferimento lungo il tunnel della stazione.
Alla luce di ciò e nell’ottica di una rivisitazione generale dell’orario è preferibile prevedere 10 minuti di differenza tra l’arrivo del treni a Sacile da Venezia e quello di partenza per Maniago. 
Migliorare l’informazione in stazione e sul territorio: oggi tutte le stazioni della linea sono sprovviste di monitor partenze/arrivi, quindi tutte le informazioni sugli orari sono di natura cartacea. Spesso i tabelloni delle bacheche sono illeggibili soprattutto quelli posizionati al di fuori delle stazioni. E’ necessario che RFI doti tutte le stazioni delle attrezzature informatiche relative all’informazione. 
Tariffa integrata Trenitalia-Atap: attualmente lungo la relazione Sacile-Maniago-Pinzano-Gemona i servizi tpl sono gestiti rispettivamente da:
1) Trenitalia lungo tutta la linea, in particolare con il treno da Sacile a Maniago e con servizio sostitutivo bus- appaltato a Losurdo - lungo la direttrice Maniago-Pinzano-Gemona;
2) Atap, con servizio bus lungo la direttrice Maniago-Pinzano.
Grazie ad una recente delibera della Giunta regionale del FVG è stata introdotta l’integrazione tariffaria tra i servizi Atap e Trenitalia lungo la relazione Sacile-Pinzano: a fronte di ciò l’utente con il medesimo titolo può viaggiare sia in bus che in treno.
La previsione della tariffa integrata risulta un fatto molto positivo, visto che tale sistema esiste con profitto da vent’anni lungo la linea 15 (Tarvisio-Udine). Evidenziamo tuttavia un certo conflitto tra le corse bus del servizio sostitutivo Trenitalia/Losurdo e quelle Atap.
Non sono mancati infatti episodi spiacevoli con utenti lasciati a piedi in quanto gli operatori non hanno riconosciuto validi i titoli di viaggio emessi dalle rispettive Società. Oltre alla confusione data dalla mancanza di chiare direttive sul tema, quello che più ci interessa è sottolineare che spesso le corse del servizio sostitutivo Losurdo sono coincidenti con quelle dell’ATAP.
A fronte di ciò, al fine di meglio ottimizzare il servizio, riteniamo preferibile valutare l’opportunità a lasciare ad un unico soggetto, ovvero ad Atap, la gestione del servizio bus lungo la direttrice Maniago-Pinzano-Germona: questo comporterebbe una sicura riduzione dei costi di gestione con l’eliminazione dei doppioni oggi esistenti.

giovedì 14 febbraio 2019

Dossier dei Comitati dei Pendolari: proposte relative alla linea 13 Trieste-Latisana-Venezia

Continua la pubblicazione del dossier consegnato nel corso dell'incontro del Tavolo di Lavoro lo scorso 6 febbraio all'Assessore regionale alla mobilità, Graziano Pizzimenti.
Oggi dedichiamo un articolo alle richieste e ai suggerimenti volti a migliorare l'offerta del servizio tpl regionale lungo la linea 13 Trieste-Latisana-Portogruaro-Venezia.
Si tratta della primo contributo - da quanto esiste il Tavolo di Lavoro - da parte di un Gruppo organizzato di Pendolari della "Linea Bassa", i quali con entusiasmo hanno intercettato i desiderata dei loro colleghi di pendolarismo ed evidenziato alcune criticità.
Il report riporta inoltre anche le richieste pervenute dal Comitato Pendolari di San Stino di Livenza, testimonianza di una costruttiva sinergia tra pendolari Veneti e Friulani.
Anche nel caso della “Linea Bassa”, come viene chiamata la Trieste-Portogruaro-Venezia è prioritario risolvere alcuni buchi d’orario causati da un cadenzamento non ottimale. La presenza in particolare della nuova fermata di Trieste Airport richiede infatti la programmazione di un cadenzamento tutto il giorno.
I pendolari della bassa friulana evidenziano tuttavia anche dei pregi dell'orario cadenzato, che ha portato qualche miglioria rispetto al passato. Molto positive risultano infatti le novità date rispettivamente:
1) dalla conferma della coppia R2672-R2673 che permettono l’arrivo a Milano alle 8.30 e a Roma alle 9.15 grazie alla coincidenza con le prime Frecce a Mestre;
2) dal nuovo treno regionale sulla relazione Trieste-Portogruaro di mattina, potenzialmente utile per il traffico locale che in ore di punta risultava scarsamente coperto in questa relazione;
3) la “deviazione” dell’Intercity notte per e da Roma via Portogruaro. Cosa buona sia la sera in quanto prolunga la possibilità di permanenza nel Capoluogo Giuliano di circa mezz’ora, sia la mattina in quanto va a coprire il collegamento su Trieste da Latisana ogni mezz’ora, anche se a quell’ora (8.05) sarebbe più utile un collegamento regionale tra Portogruaro e Trieste, come da cadenzamento nelle due ore prima.
Di seguito le criticità e le richieste evidenziate dai viaggiatori: 
- richiesta nuovo collegamento per gli studenti di Portogruaro: gli Istituti Superiori di Portogruaro in cui si recano numerosissimi studenti friulani, soprattutto da Latisana e San Giorgio di Nogaro, iniziano le lezioni alle 8.10. A tal fine si ritiene utile valutare l’inserimento di un collegamento regionale fra il R2206 (7.13 a Latisana) e il R2680 (8.13 a Latisana), in quanto il primo è troppo presto, ma comunque molto utilizzato dall’utenza pendolare (lavoratori) ed il secondo è ovviamente troppo tardi per gli studenti degli Istituti Superiori portogruaresi; 
- eliminazione dei buchi d’orario: per le stesse motivazioni, aggiungendo l’utilità per studenti universitari di Trieste e altri pendolari, è fondamentale che venga eliminato l’ingiustificato buco di orario delle ore 12.37 (Portogruaro), 12.48 (Latisana) e 13.00 (San Giorgio N.), non ricadendo questo in fascia IPO su Trieste. Idem dicasi 11.15 (Trieste)-12.23 (Portogruaro).
Si segnala che ci sono anche altri buchi d’orario non giustificati dalla fascia IPO: ad esempio fra le 11.37 e le 13.37 fra Portogruaro e Trieste (grave per svariati motivi, specialmente studenti di superiori, universitari, utilizzatori occasionali); oltre alla fascia “critica” di rientro pendolari della sera (da Trieste: fra 17.15 e 18.15 – vedi punto successivo); 
- cadenzamento pomeridiano: considerato il sovraffollamento dei treni attuali numeri 2686 e 2218 (rispettivamente 17.15 e 18.15 Trieste-Venezia), riteniamo utile che in questa fascia oraria (molto utilizzata da pendolari e lavoratori), il cadenzamento venga inframezzato (come in tutte le altre relazioni in partenza da Trieste in quella fascia oraria) con un’ipotetica partenza da Trieste alle 17.45 quantomeno fino a Portogruaro; 
- istituzione fermata a San Stino di Livenza del R2785 Venezia-Trieste: il Comitato Pendolari di San Stino di Livenza, tramite la sua portavoce Gaia La Rocca, ha chiesto il supporto dei Comitati Pendolari del FVG per far sì che il treno 2785 proveniente da Mestre che arriva a Trieste alle ore 7.46, si fermi anche a San Stino di Livenza, dato che è l'unico RV che pur passando non effettua tale fermata. Questo non comprometterebbe l'orario d'arrivo, perché la percorrenza è la stessa dei RV che effettuano la fermata nella stazione veneta (dato che resta in sosta sia a S. Donà di P. che a Portogruaro), quindi non ci sarebbe alcun ritardo nella tratta friulana e alcun costo aggiuntivo. Oggi varie decine di utenti (studenti e lavoratori diretti a Trieste e in Friuli) di San Stino di Livenza - in mancanza della predetta fermata - sono costretti a recarsi a Portogruaro con mezzi propri per poter usufruire di questo treno.
Dal Comitato Pendolari di San Stino evidenziano che “noi che siamo al confine con il Friuli, studiamo a Trieste, paghiamo le rette universitarie o lavoriamo presso aziende friulane e paghiamo l'abbonamento del treno quasi interamente alla Regione Friuli, perché non possiamo usufruire di detto servizio?”;
- coincidenze a Monfalcone fra regionali: grossa criticità in quanto i treni provenienti da Venezia via Portogruaro e diretti a Trieste arrivano un minuto dopo rispetto a quelli provenienti da Trieste e diretti a Udine/Venezia. In pratica, è impossibile avere una coincidenza, esempio, da e per Gorizia con la linea bassa senza attendere a Monfalcone un’ora; 
- coincidenze a Cervignano fra regionali: i tempi di coincidenza fra le relazioni da/per Venezia, Portogruaro, Latisana e da/per Udine sono eccessivi rispetto a quello che è il tempo effettivo di viaggio; si auspicano coincidenze pressoché immediate come avviene, esempio, a Casarsa da/per Portogruaro se non qualche utile e fattibile collegamento diretto fra Udine e la bassa occidentale (senza bisogno di entrare a Cervignano evitando così il giro-banco);
- ultimi collegamenti serali: tasto dolente della "Linea Bassa" (e un po’ di tutto il FVG) è dato che l’ultimo treno da Venezia parte alle 22.41 e l’ultimo da Trieste alle 22.30 (ed è un intercity notte!). Si auspica una valutazione sull’inserimento di un ulteriore treno serale.

mercoledì 13 febbraio 2019

Dossier dei Comitati dei Pendolari: proposte relative alla linea 14 (VE-PN-UD-GO-TS)

Continua la pubblicazione del dossier consegnato nel corso dell'incontro del Tavolo di Lavoro lo scorso 6 febbraio all'Assessore regionale alla mobilità, Graziano Pizzimenti. Oggi dedichiamo un articolo alle richieste e ai suggerimenti volti a migliorare l'offerta del servizio tpl regionale lungo la linea Venezia-Pordenone-Udine-Gorizia-Trieste
LINEA 14: VENEZIA-UDINE-GORIZIA-TRIESTE
Per facilitare la comprensione delle proposte d’intervento relative alla linea 14, le abbiamo distinte in base alle direttrici.
Direttrice Venezia-Udine-Gorizia-Trieste
Riempimento urgente vuoti d'orario: riteniamo che su questa linea, sicuramente la più importante della regione, il cadenzamento dei RV dovrebbe essere orario senza vuoti durante la giornata nei feriali. Di seguito evidenziamo alcune ipotesi di lavoro:
1) da Udine verso Gorizia/Trieste ci sono tre buchi d’orario, rispettivamente dalle 7.36 alle 8.55 (in piena ora di punta!), dalle 9.34 alle 11.55 e dalle 14.16 alle 15.55. Soluzioni minime proposte far proseguire il R2802 (arr. Udine 7.53) per Gorizia/Trieste oppure istradare il treno R6005 via Gorizia;
2) è molto sentita l'assenza di un collegamento veloce Pordenone-Udine-Gorizia-Trieste in mezzo al vuoto che c'è fra le 6.17 e le 8.17 da Pordenone (i treni 2800 e 2442). Almeno in ora di punta il cadenzamento dovrebbe essere ogni ora per i treni RV quindi il 2802 dovrebbe proseguire per Trieste (il 20963 potrebbe essere anticipato di qualche minuto da Udine).  Inserimento di un nuovo treno regionale Udine-Gorizia, con fermata in tutte le stazioni alle 10.40 circa: si potrebbe far proseguire il treno R11020 in arrivo alle 10.30 a Udine da Venezia; 
Inserimento di un regionale alle 15.09 Udine-Gorizia-Trieste, oppure far proseguire il treno 2810 (che potrebbe partire alle 14.55 come RV o alle 15.09 come R) 
Ripristinare un regionale intorno alle 21.04 da Venezia verso Udine, oppure consentire ai passeggeri regionali di salire sulle Frecce (finanziate dalla Regione), visto che per quelle si è soppresso qualche anno fa il treno regionale (all'epoca 2838);
Ripristinare un regionale a mezzanotte da Venezia oppure, almeno, spostare di mezz'ora il R2474. Attualmente tale treno parte pieno da Venezia, soprattutto d’estate. Evidenziamo che la Regione Veneto ha ripristinato tutti i treni dopo la mezzanotte (0.30 circa), sia verso Conegliano sia verso Portogruaro.
Direttrice Trieste-Gorizia-Udine-Venezia
Al fine di eliminare i vistosi buchi all’orario lungo la direttrice TS-GO-UD-VE abbiamo ipotizzato le seguenti soluzioni:
1) inserire un regionale veloce Udine-Venezia alle 9.07: questo è assolutamente importante, perché altrimenti la combinazione delle due fasce IPO sulle linee friulane e su quelle del Veneto fa sì che per proseguire verso Milano o Roma si debba partire presto la mattina o si rimane bloccati a Mestre per molto tempo;
2) risolvere il vuoto di treni fra Trieste, Gorizia e Udine fra le 14.57 e le 16.00;
3) mancanza di RV Trieste-Udine dopo le ore 18.57 per questo i viaggiatori sono obbligati a prendere solo treni lenti. Un’ipotesi di lavoro potrebbe essere quella di fa originare il treno 2833 (Udine 21.07 per Venezia) da Trieste (19.57): in questo modo si eliminerebbe un buco d’orario, ma soprattutto si renderebbe più agevole il rientro da Trieste verso Udine e Pordenone;
4) prolungamento su Sacile del treno 20994: riteniamo inaccettabile che l'ultimo treno da Trieste per Pordenone sia appena alle 20.30, a tal fine si chiede di far proseguire il treno 20994 fino a Sacile, rendendolo così anche più utile visto che senza dubbio raccoglierebbe più passeggeri di quelli attuali.
Sovraffollamento RV2788 Trieste-Venezia delle ore 17.15: il treno è sempre strapieno ed effettuato spesso con carrozze vecchie, prive d’aria condizionata d'estate;
R6038 Trieste-Carnia delle 17:20: il treno viene attivato solo con l'apertura delle scuole, quindi nei periodi estivi e natalizi non viene programmato. Ciò determina un sovraffollamento del R2788 delle 17.15 (fino a Monfalcone/Cervignano). Si chiede pertanto di mantenere nel programma d’esercizio il R6038 tutto l’anno.
Riattivazione della Stazione di Fogliano-Repuglia: riteniamo che sia la presenza del Sacrario Militare che del Museo multimediale della Grande Guerra, allestito all'interno della stazione ferroviaria, siano motivi di interesse per il ripristino – almeno nel corso delle giornate festive – della fermata, soppressa dal 15.12.2013.

martedì 12 febbraio 2019

Dossier dei Comitati dei Pendolari: proposte relative alla linea 15 (Tarvisio-Udine-Cervignano-Trieste)

Dopo la pubblicazione delle linee guida del dossier consegnato nel corso dell'incontro del Tavolo di Lavoro lo scorso 6 febbraio all'Assessore regionale alla mobilità, Graziano Pizzimenti, iniziamo a pubblicare le sezioni dedicate alle singole linee, nelle quali i Comitati hanno evidenziato una serie di richieste e di suggerimenti per migliorare l'offerta del servizio tpl regionale. Partiamo dalla nostra linea.

LINEA 15: TARVISIO-UDINE-CERVIGNANO-TRIESTE
Richiesta di un nuovo collegamento Tarvisio/Carnia–Udine nelle giornate festive: attualmente il primo collegamento fs utile dall’Alto Friuli è dato dal treno Mi.Co.Tra (Tarvisio p. 10.22/Carnia p. 10.57/Gemona p. 11.10 con arrivo a Udine alle ore 11.30).
L’unico collegamento tpl che permette di collegare l’Alto Friuli a Udine è dato dal bus TS785 Carnia p. 8.01/Gemona p. 8.17 – Udine a. 8.59. Il bus termina la sua corsa in autostazione, distante qualche centinaio di metri dalla stazione fs, e ciò determina la difficoltà di prendere la coincidenza con i treni in partenza verso Venezia e Trieste rispettivamente delle ore 9.07 e 9.09 
Anticipo del treno R6009 Carnia-Udine: resta irrisolta la possibilità di coincidenza al mattino tra il R6009 Carnia (p. 8.22)-Udine (a. 9.00), con il R2443 per Trieste in partenza da Udine alle ore 8.55. Ciò determina che i viaggiatori diretti a Trieste sono obbligati ad aspettare la partenza del più lento R20969 delle ore 9.32 che arriva nel Capoluogo Giuliano oltre 50 minuti dopo rispetto al R2443. L’anticipo di qualche minuto del R6009 determinerebbe anche l’anticipo del R6002 Trieste-Udine-Carnia visto che i due treni vengono effettuati con il medesimo materiale rotabile. Oggi il R6002 si ferma a Udine ben 10 min. dalle ore 7.35 alle 7.45. 
Sovraffollamento e anticipo del R6032 Udine-Carnia: è stato segnalato più volte che il R6032 Udine-Carnia delle ore 16.35 risulta spesso sovraffollato in quanto viene utilizzato materiale rotabile Minuetto, non sempre in grado di garantire posti a sedere per tutti i viaggiatori. Si chiede di utilizzare materiale rotabile diverso.
Vari pendolari hanno chiesto l’anticipo della partenza del treno verso le ore 16.15 (tornando di fatto all’orario precedente del cadenzato).
Valutazione eliminazione doppioni bus: lungo la Tarvisio-Udine e viceversa vige la tariffa integrata Trenitalia/Saf che permette all’utente di viaggiare indistintamente sui treni o sul bus con il medesimo titolo di viaggio. Il sistema di per sé virtuoso presenta tuttavia tante corse bus che partono in contemporanea con i treni. Ciò sicuramente comporta che tanti bus viaggino quasi vuoti con un evidente sperpero di km/bus e di risorse.
A tal fine riteniamo necessario valutare – previo studio dei flussi - quali siano le corse bus da eliminare, tenendo conto dell’utenza attuale e delle relative destinazioni. Nella sottostante tabella abbiamo indicato quali sono le corse treno e quelle bus che servono rispettivamente le direttrici Tarvisio-Gemona-Udine e Udine-Gemona-Tarvisio. 
Fermata treno serale a Gemona: si ritiene opportuno inserire una relazione serale Udine-Carnia dopo le 22.40, che raccolga i passeggeri delle "Frecce" e dia una possibilità di rientro in generale (attualmente dopo le 20 non vi sono treni). Oggi l’ultimo treno per l’Alto Friuli è dato nei giorni feriali dal R6044 Udine-Carnia delle ore 20.01 e nel fine settimana dal R6046 in partenza da Udine alle ore 20.35.
Di fatto l’Alto Friuli risulta quindi isolato dalle ore 20 in poi. Per ovviare a questa situazione si potrebbe ipotizzare la possibilità di prevedere la fermata dell’EC236 Nightjet OBB Venezia-Udine (p. 22.47)–Tarvisio (p. 0.20): tale collegamento, quando veniva gestito da FS serviva anche la stazione gemonese, fermandosi verso le ore 23. Altra ipotesi potrebbe invece prevedere una navetta SAF che arrivi fino a Tolmezzo, via Gemona/Carnia, partendo dalla stazione FS di Udine (e non dall'autostazione) intorno alle 22.45 (stabilendo un "comporto" di attesa) e proseguendo via SS 13.  Possibilità di acquistare sempre lungo la linea Tarvisio-Udine il biglietto a bordo treno senza supplemento di 5 €. La richiesta è giustificata dal fatto che lungo la tratta integrata non c’è la possibilità di acquisto del titolo di viaggio on line o tramite AppTrenitalia.
L’unica possibilità per gli utenti delle stazioni intermedie da Tricesimo a Tarvisio è quella di acquistare il titolo di viaggio tramite le self service di stazione, spesso guaste, ovvero nelle rivendite autorizzate (bar/tabaccherie), che sono generalmente distanti dalle stazioni e con orari non sempre consoni a quelli dei viaggiatori. A fronte di ciò viste le limitazioni per l’acquisto dei titoli lungo la tratta Udine-Tarvisio si chiede che Trenitalia e la Regione deroghino alla previsione dell’attuale regolamento che stabilisce l’applicazione di un sovraprezzo di 5€, oltre al prezzo del biglietto, nei confronti dell’utente che sale a bordo treno e avvisa subito il controllore. Resta fermo che la sanzione/multa si applicherà in ogni caso nei confronti di tutti quei viaggiatori che saliranno a bordo treno e che all’atto della salita non avviseranno il controllore di essere sprovvisti del titolo di viaggio.

lunedì 11 febbraio 2019

Dossier dei Comitati Pendolari: le linee guida del nuovo contratto di servizio

Mercoledì 6 febbraio nel corso del Tavolo di Lavoro, i Comitati dei Pendolari hanno consegnato all’Assessore regionale alla mobilità, Graziano Pizzimenti, un dettagliato dossier, che suddiviso per singole linee fs, illustra alcune proposte di modifica e/o miglioria del servizio, nonché le linee guida su cui si dovrebbe basare il nuovo contratto di servizio.
Il dossier verrà interamente pubblicato; dedicheremo infatti un post specifico per ogni singola linea, illustrando le modifiche e le migliorie richieste che ora sono al vaglio della Regione.
Oggi partiamo dall’illustrazione delle linee guida

Egregio Sig. Assessore regionale alla mobilità, prof. Graziano Pizzimenti,
La ringraziamo per aver accolto la nostra richiesta e di aver riconvocato il Tavolo di confronto tra i rappresentanti dei Pendolari, la Regione e Trenitalia.
Il Tavolo di Lavoro, costituito il 10 settembre 2009, su volontà dall’allora Assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi, è divenuto negli anni la sede istituzionale del confronto tra i gruppi organizzati dei Pendolari, la Regione, committente del servizio ferroviario, Trenitalia e RFI.
Sono stati numerosi i risultati ottenuti grazie al contribuito fornito dai Pendolari al Tavolo, il quale ha vissuto alterne vicende. Ora dopo 2 anni e 5 mesi di stop il Tavolo viene riconvocato, un fatto molto positivo, segnale dell’interesse della Regione verso gli utenti e i cittadini.
Per la prima volta al Tavolo saranno rappresentati tutte le linee fs del FVG:
• Comitato Pendolari Alto Friuli (linea Tarvisio-UD-Cervignano-TS)
• Comitato Pendolari Gorizia (linea VE-UD-GO-TS)
• Gruppo spontaneo Pendolari Linea TS-VE
• E’ Ferrovia Sacile-Gemona (linea Sacile-Maniago) 
Di seguito abbiamo raccolto e suddiviso per singole linee una serie di proposte e suggerimenti raccolti tra gli utenti volte a migliorare l’offerta fs del FVG. Alcune proposte sono già note in quanto sono già state poste all’attenzione della Regione FVG e del Gestore del servizio fs.

LINEE GUIDA NUOVO CONTRATTO DI SERVIZIO REGIONALE
Come noto il contratto di servizio regionale stipulato tra Regione FVG e Trenitalia risale al lontano 8 maggio 2009. Successivamente, al contrario di gran parte delle Regioni d’Italia che nel corso del 2017/2018 hanno stipulato un nuovo contratto, il FVG ha continuato il rapporto contrattuale con Trenitalia mediante numerose proroghe tecniche.
E’ evidente che questa situazione di precarietà contrattuale non permette la possibilità di pianificare in maniera strutturata il servizio e di programmare gli investimenti.
Riteniamo basilare pertanto arrivare al più presto alla stipula del nuovo contratto di servizio, nelle cui linee guida si dovrà prevedere rispettivamente:
Investimenti sul materiale rotabile soprattutto per quanto concerne la linea 14 Venezia-Udine-Trieste in considerazione che i treni ETR563 e 564 non dispongono di un numero di posti sufficienti per garantire un servizio adeguato
Aumento dei km/treno sulla base delle esigenze di mobilità del territorio
Previsione di parametri prestazionali non solo legati alla puntualità ed affidabilità, ma soprattutto all’informazione offerta (sia a bordo treno che in stazione) 
Rivisitazione generale dell’orario cadenzato sulla base delle proposte dei Pendolari
Riduzione dei tempi di percorrenza: il raggiungimento negli ultimi 2 anni degli importanti risultati in tema di puntualità ed affidabilità da parte della Direzione Regionale FVG Trenitalia, la quale ha portato ai vertici delle classifiche nazionali il nostro servizio fs, sottolinea che l’ulteriore aumento qualitativo del servizio dipenderà dalla riduzione dei tempi di percorrenza.
Il miglioramento del servizio è stato possibile infatti grazie all’entrata in esercizio del nuovo materiale rotabile (12 treni Civity ETR563 e 564) acquistato dalla Regione FVG e attraverso la “rivoluzione” organizzativa di Trenitalia, la quale dal febbraio 2015 ha rivisto la propria struttura interna. Nonostante la disponibilità del nuovo materiale rotabile in grado di garantire migliori performance, in FVG si continua a viaggiare con tracce orarie risalenti a 20 o 30 anni fa, con tempi di percorrenza in alcuni casi assolutamente anacronistici visto che sia l’infrastruttura ferroviaria che le rotabili permetterebbero un significativo aumento della velocità commerciale. A tal fine riteniamo basilare che con la rivisitazione generale dell’orario, RFI, Trenitalia e Regione attivino un Tavolo Tecnico volto alla riduzione dei tempi di percorrenza, avviando (da giugno o settembre 2019) alcune sperimentazioni sulle linee che risultano già attrezzate (es. lungo la tratta Udine-Tarvisio). 
Eliminazione del supplemento bici (3,50€), ovvero la previsione di un importo simbolico (es. 1€): questo permetterebbe di promuovere al meglio il servizio Treno+Bici e il cicloturismo lungo le varie piste Ciclabili presenti in regione (Alpe Adria, FVG3) e servite dalle linee 15 e 233.
Riattivazione della Stazione di Fogliano-Repuglia: riteniamo che sia la presenza del Sacrario Militare che del Museo multimediale della Grande Guerra, allestito all'interno della stazione ferroviaria, siano motivi di interesse per il ripristino – almeno nel corso delle giornate festive – della fermata, soppressa dal 15.12.2013. 
Parcheggio Centro Intermodale Trieste Airport: al fine di valorizzare al meglio la nuova struttura del centro intermodale, la quale offre oltre 500 posti auto, riteniamo opportuno che Trenitalia e la Regione siglino un accordo con la Società che ha in gestione il parcheggio per offrire ai pendolari un miglior servizio rispetto a quello attuale, prevedendo un prezzo più equo. Tale accordo permetterebbe infatti di rendere più fruibile la stazione di Trieste Airport, la quale al momento risulta poco frequentata a fronte di un parcheggio a pagamento “convenzionato” per i pendolari abbonati Trenitalia alla “folle” cifra di 29€/mese o 200€/anno. Gran parte dei pendolari che gravitano nel monfalconese a causa dell’impossibilità di trovare parcheggio presso Trieste Airport, continuano a servirsi della stazione di Monfalcone, parcheggiando le auto nelle strade adiacenti.
Comitato Pendolari Alto Friuli
Pendolari Linea Trieste-Portogruaro-Venezia
Comitato Pendolari Gorizia
E’ Ferrovia Sacile Gemona

sabato 9 febbraio 2019

Mi.Co.Tra. 1821 possibili ritardi a causa lavori alla linea

La Direzione di Ferrovie Udine Cividale ha comunicato che, per lavori di manutenzione straordinaria all’infrastruttura RFI sulla tratta Carnia-Tarvisio Boscoverde, dall’11 FEBBRAIO al 12 APRILE 2019, il treno Mi.Co.Tra 1821 (Villach HBF p. 9.45 - Udine a. 11.30), in partenza da Tarvisio BV alle ore 10.22 potrà subire dei ritardi programmati fino a 23 minuti.
I ritardi si potranno verificare dal lunedì al venerdì mentre, nelle giornate di sabato e domenica, il servizio sarà regolare.

venerdì 8 febbraio 2019

Penali treni CAF: la Regione transa all'80%. 3,6 milioni disponibili per investimenti su materiale rotabile

L’Assessore regionale alla mobilità, Graziano Pizzimenti, ha stipulato ieri l’accordo transattivo con la società spagnola CAF Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles, fornitrice dei 12 elettrotreni ETR563 e 564 dell’importo di 3,6 mln.
La notizia, anticipata ai rappresentanti dei Comitati dei Pendolari a margine del Tavolo di Lavoro di mercoledì sera è stata ufficializzata ieri mattina, nel corso dell’incontro svoltosi nella sede della Regione FVG: "per i ritardi accumulati antecedentemente alla consegna degli elettrotreni modulari Etr 563 la Regione otterrà un risparmio di 3.608.000 euro": così si legge nel comunicato diffuso dall’Assessore, Graziano Pizzimenti, a margine della sottoscrizione dell'atto transattivo relativo alle penali applicate alla società Caf-Construcciones y auxiliar de ferrocarriles.
L'importo della transazione, già approvata dalla Giunta regionale, è stato definito in base alle motivazioni che hanno portato al ritardo della messa in esercizio degli elettrotreni acquistati dalla Regione per il servizio di trasporto pubblico locale, legate sostanzialmente alla fase di omologazione dei convogli, tenuto conto anche dei risultati positivi raggiunti dal servizio ferroviario regionale grazie entrata in servizio dei nuovi elettrotreni.
Pizzimenti ha evidenziato che "l'operazione consentirà alla Regione di trattenere la penale, pari all'80% del totale, che sarà applicata sugli importi già dovuti per la scorta tecnica. Verranno messi a disposizione del bilancio regionale oltre 3,6 milioni di euro, che potranno in questo modo essere investiti per ulteriori acquisti o altre finalità".
Si chiude così, con una transazione, l’annosa controversia in merito ai gravi ritardi (di circa due anni e mezzo) nella consegna degli 8 Etr563, la cui vicenda in sintesi si può riassumere:
- la procedura di acquisto dei treni venne decisa a giugno 2009 (Giunta Tondo), con l'avvio delle procedure per l'affidamento della fornitura per un importo complessivo a base d'asta di 53.650.000 euro (Iva esclusa). Il bando venne pubblicato il 30 giugno dello stesso anno e l'aggiudicazione provvisoria alla ditta spagnola CAF avvenne alla fine di dicembre 2009;
- all'aggiudicazione provvisoria sono seguiti dei contenziosi al TAR superati a marzo 2011 con la stipula del contratto di l'affidamento a CAF per un importo di 45.600.000 euro compreso il servizio di manutenzione. Il contratto “franco rotaia”, una specie di “chiavi in mano”, ossia con i treni pronti all’immissione in esercizio, prevedeva la consegna dei mezzi entro il 18.12.2012;
- a marzo 2014, a fronte dell’inadempimento contrattuale di CAF, l’Assessore alla mobilità, Mariagrazia Santoro (Giunta Serracchiani), annunciava la notifica a CAF delle penali per l’importo di 4,5 milioni;
- i primi treni Etr 563 sono entrati in servizio a giugno del 2015 mentre tutti gli altri a settembre 2015.
Si tratta certamente di una buona notizia, visto che la Regione senza il rischio di ulteriori contenziosi, chiude la partita con uno stralcio del 20%: si passa così da una penale complessiva di 4,560 milioni di € a 3,648 milioni.
A suo tempo, avevamo duramente attaccato la precedente Giunta Serracchiani, accusata di immobilismo difronte a questa vertenza che per oltre 2 anni e mezzo ha reso difficile la vita dei pendolari friulani: il nostro Comitato aveva anche minacciato il deposito di un esposto alla Corte dei Conti visti gli importi in ballo.
Ma la notizia più bella è che queste risorse - “denaro cash” - verranno messe a disposizione del bilancio regionale e potranno essere investite per ulteriori acquisti in ambito ferroviario.
Ancora nel gennaio 2016 avevamo proposto l‘acquisto di uno o due pianali modulari attrezzati per il trasporto di biciclette per gli Etr564, mezzi politensione che possono viaggiare anche lungo la rete austriaca, offrendo così un miglior servizio ai fruitori della Ciclovia AlpeAdria che nel corso del 2018 ha registrato oltre 130mila passaggi.
Risolta la questione delle penali degli Etr563, resta in sospeso, la vicenda dei ritardi contrattuali della fornitura sempre da parte di CAF dei 4 elettrotreni addizionali Etr 564: 2,5 milioni di €, che ipotizzando una identica definizione a stralcio all’80% garantirebbero ulteriori 2 milioni di risorse da investire in materiale rotabile. Restiamo fiduciosi !

giovedì 7 febbraio 2019

Tavolo di Lavoro dei Pendolari: buona la prima! Consegnato alla Regione un dossier

Si è svolta ieri sera a Udine l’incontro tra la Regione FVG, rappresentata dall’Assessore alla mobilità, Graziano Pizzimenti e dai funzionari della Direzione Centrale Infrastrutture, Trenitalia, rappresentata dalla direttrice della Direzione Regionale FVG, Elisa Nannetti, Rete Ferroviaria Italiana, rappresentata da  Anna Manzone della Direzione Circolazione Area Venezia-Trieste e dai rappresentanti dei Comitati dei Pendolari.
Al Tavolo, ripristinato dalla Regione dopo uno stop di oltre 2 anni e 5 mesi, erano presenti per la prima volta i Comitati dei pendolari regionali, rappresentativi di tutte le linee fs del FVG: Giorgio Picco del Comitato Pendolari Alto Friuli, Simone Sesta e Danilo Moro, portavoce dei pendolari Nodo di Udine, Alessia Borghese del Comitato E’ Ferrovia Sacile Gemona e Giacomo Codognotto per i Pendolari della linea Trieste-Venezia.
Riteniamo molto positivo l’esito dell’incontro, che ha permesso la ripresa del confronto in sede istituzionale tra Pendolari, Gruppo FS e Regione.
DOSSIER: all’Assessore Pizzimenti i rappresentanti dei Pendolari hanno consegnato un dettagliato dossier, il quale suddiviso per singole linee fs, illustra alcune proposte di modifica e/o miglioria del servizio.
Il dossier è stato redatto dai Comitati grazie alle segnalazioni di numerosi utenti, i quali hanno evidenziato le criticità e le proposte di modifica d’orario.
Per la prima volta si è registrata una collaborazione tra pendolari friulani e veneti, in quanto anche i colleghi del Comitato Pendolari San Stino di Livenza hanno contribuito alla redazione delle proposte in ordine alla situazione della linea bassa TS-VE.
Il dossier inoltre dedica una sezione al servizio lunga percorrenza delle Frecce e una alle linee guida del nuovo contratto di servizio. Proprio su questo ultimo aspetto si è focalizzata ieri la discussione del Tavolo.
Nei prossimi giorni provvederemo a pubblicare il dossier, ora in mano all’Assessore Pizzimenti, il quale si è impegnato a riconvocare il Tavolo di Lavoro entro la fine di aprile.
Pubblichiamo di seguito l’articolo odierno del Gazzettino a firma di Camilla DeMori che riassume in maniera dettagliato l’esito dell’incontro di ieri con le dichiarazioni dei protagonisti.


UDINE Per la gestione dei treni regionali, per ora, sul tavolo c’è un’offerta sola ed è quella di Trenitalia. A dirlo è l’assessore regionale ai trasporti Graziano Pizzimenti, reduce dal tavolo con i pendolari, riattivato dopo due anni e cinque mesi di “blocco”. «Per ora - spiega Pizzimenti - c’è una sola offerta. Stiamo trattando con Trenitalia. Il gruppo Arriva? Non ho mai visto un’offerta da parte loro: avevano dato solo una disponibilità, ma poi non si è concretizzata in un’offerta».
I tempi del nuovo contratto per 10 anni? «I tecnici stanno vedendo se le offerte tecnicamente stanno in piedi, se sono vantaggiose: stanno andando anche a Roma. Quando avremo un quadro completo, faremo una valutazione». Intanto entro fine gennaio dovrebbe chiudersi l’altra partita, quella del tpl gomma, con la definizione del contenzioso.
E i pendolari vogliono essere al tavolo in tempo per contribuire alle linee del nuovo contratto per i binari.
L’ASSESSORE «Sono contento - ha detto Pizzimenti - di aver ripreso il dialogo che era stato interrotto da qualche anno. Si vengono a sapere delle criticità che solo chi usa il treno ogni giorno conosce. Per fortuna, da quanto ho sentito, la situazione non è malvagia. Tutto sommato, funziona bene ma ci sono delle cose che si possono ancora migliorare per quanto riguarda le coincidenze fra i treni, ma anche la struttura e le stazioni dismesse».
Fra le richieste, quella di riattivare la fermata di Redipuglia, per il “turismo della Grande Guerra”, ma anche un occhio di riguardo alla Sacile-Maniago, su cui i pendolari vorrebbero un focus con tutti i Comuni per risolvere i nodi. «È una delle tratte forse un po’ più critiche. La struttura è stata ripresa da poco e dev’essere rimessa a punto. Rfi è disposta, ma i tempi dei lavori sono lunghi e costosi. Ma almeno si parte. Mi sono impegnato con i pendolari a rivederci un’altra volta entro aprile per vedere se ci sono soluzioni». Fra le istanze dei viaggiatori, anche quella di tempi di percorrenza più rapidi. «È un classico - nota Pizzimenti -, ma non sempre succede: i tempi di percorrenza non dipendono solo dalla velocità del treno, ma anche da quante fermate fai».
I PENDOLARI Ad ogni buon conto, «riprendere il tavolo dopo due anni e cinque mesi di stop è la notizia più bella», diceva prima dell’incontro Andrea Palese del Comitato Alto Friuli, felice di constatare che tutte le linee erano rappresentate per la prima volta dalla creazione del tavolo.
Dall’AltoFriuli al Nodo di Udine, da Gorizia alla Trieste Venezia, con l’aggiunta dei viaggiatori di San Stino di Livenza, che studiano e lavorano in Friuli e che hanno chiesto una fermata ad hoc sulla linea per Venezia.
Sul tavolo dell’assessore hanno messo un dossier di dieci pagine con tutte le proposte. «Ad aprile, quando ci rivedremo - dice Giorgio Picco del comitato Alto Friuli - daremo un’occhiata alle eventuali modifiche agli orari, il tema più scottante. Abbiamo segnalato dei vuoti in certe tratte, sulle percorrenze da Udine a Trieste e da Udine a Venezia: richieste che avevamo già avanzato alla precedente amministrazione. Ho trovato l’assessore molto aperto al dialogo. Voler rimettere in piedi il tavolo è una cosa importante. Credo che l’obiettivo della Regione sia di concludere al più presto l’assegnazione del servizio del tpl su rotaia. Per il trasporto su gomma, ci ha detto che entro fine gennaio la questione dovrebbe definirsi».

martedì 5 febbraio 2019

Dopo 2 anni e 5 mesi la Regione riconvoca il Tavolo dei Pendolari. I Comitati pronti ad un confronto costruttivo

E’ stato convocato per domani 6 febbraio alle ore 17.00 presso la sede della Regione di Udine, il Tavolo di Lavoro dei Pendolari.
L’Assessore alla Mobilità, Graziano Pizzimenti, ha accolto così il nostro invito e ha riconvocato il tavolo di confronto tra i rappresentanti dei Pendolari, la Regione FVG e Trenitalia.
Il Tavolo, costituito il 10 settembre 2009, su volontà dall’allora Assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi, è divenuto negli anni la sede istituzionale del confronto tra i gruppi organizzati dei pendolari, la Regione FVG, committente del servizio ferroviario e Trenitalia.
Sono stati numerosi i risultati ottenuti grazie al contribuito fornito dai Pendolari al Tavolo, il quale ha vissuto alterne vicende.
Il confronto è sempre stato schietto e talvolta, quanto la qualità dell’offerta ferroviaria regionale lasciava molto a desiderare, non sono mancate sessioni infuocate e momenti di frizione tra le parti.
Se nel corso dell’Amministrazione Tondo (settembre 2009/aprile 2013), l’Assessore Riccardi, ha saputo mantenere sempre vivo il confronto con i pendolari, gestendo una situazione non semplice, con Trenitalia poco collaborativa e sorda difronte alle istanze degli utenti scontenti,  con l’Amministrazione Serracchiani (aprile 2013/aprile 2018), il Tavolo si era ridotto ad una presa d’atto di decisioni calate dall’alto che ha portato i Comitati dei Pendolari perfino a disertarlo per ben due volte (23.12.2013 e 10.12.2014).
Nel corso dell’ultima legislatura, l’Assessore Mariagrazia Santoro ha convocato il Tavolo 12 volte (15.07.2013, 18.10.2013, 23.12.2013, 10.02.2014, 02.04.2014, 10.12.2014, 30.01.2015, 11.03.2015, 20.05.2014, 14.10.2015, 09.11.2015 e 30.08.2016): senza dubbio il 30 gennaio 2015 può considerarsi il "Tavolo della svolta" in considerazione della grave situazione in cui versava il servizio fs. Al Tavolo intervenne per Trenitalia, l’ing. Orazio Iacono, al tempo Direttore Nazionale della Direzione Regionale (oggi Amministratore Delegato), il quale in maniera franca e diretta ottenne la fiducia dei Comitati. Iacono, mettendoci la faccia annunciò la rivoluzione aziendale, presentando il nuovo assetto della Direzione FVG, affidata da lì a poco al dott. Simone Gorini, che in poco più di un anno, anche grazie all’arrivo del nuovo materiale rotabile (ETR563), riuscì a mantener fede agli impegni presi da Trenitalia, portando il FVG al vertice della classifica per puntualità e affidabilità.
Negli anni successivi la situazione di immobilismo della Regione nelle scelte sul futuro assetto del servizio (es. il nuovo contratto di servizio, ancora oggi da stipulare e la vicenda delle penali contrattuali dei nuovi treni CAF) e soprattutto il fatto che il Tavolo era divenuto un mero luogo di ratifica di scelte altrui, con i Pendolari non più protagonisti, ma spettatori, portò a numerosi screzi con l’Assessorato. Una diversità di vedute che portò l’Assessore Santoro alla decisione di non convocare più il Tavolo.
Ora dopo 2 anni e 5 mesi il Tavolo viene riconvocato dall’Assessore Pizzimenti: un fatto che riteniamo molto positivo, segnale di interesse verso gli utenti e i cittadini.
All'incontro i Pendolari saranno rappresentati dai Comitati storici (Alto Friuli e Nodo di Udine), nonché dai nuovi gruppi di utenti, rispettivamente  della Sacile-Maniago, dal neocostituito Comitato Pendolari Gorizia e da alcuni viaggiatori della linea Trieste-Venezia.
Sarà l’occasione per fare il punto della situazione con Trenitalia e RFI e programmare d’intesa con la Regione FVG quali potranno essere i correttivi da apportare per migliorare ulteriormente il servizio.

giovedì 31 gennaio 2019

FUC pronta a cedere la gestione dell'infrastruttura fs a RFI

Pubblichiamo la nota pervenuta da Ferrovie Udine Cividale relativa alle osservazioni, pubblicate sul nostro blog in data 22/01/2019.


Ringraziamo Ferrovie Udine Cividale per l'attenzione e per averci fornito alcune importanti dettagli circa l'attività dell'Impresa Ferroviaria.
Sono pochi, ma significativi, gli elementi di novità che si desumono dalla nota di FUC:
- la situazione Cargo l'unico spunto è dato dal fatto che la revisione dei 52 carri di cui dispone FUC terminerà a breve e che da marzo 2019 il materiale rotabile sarà disponibile. Nonostante ciò l'Azienda, salvo fornire informazioni circa l'utile del 2017 relativo all'attività Cargo (1 mln), nulla specifica come verrà utilizzato il materiale rotabile in questione, viste le note limitazioni imposte dalla Legge Madia, la quale per le società in house, impone che almeno l'80% del fatturato sia effettuato nello svolgimento dei compiti a esse affidati dall'Ente Pubblico socio (nel caso la Regione FVG la quale ha affidato a FUC la gestione e il servizio tpl della linea Udine Cividale); solo il 20% del fatturato dell'attività principale potrà quindi essere sfruttato per sviluppare altre attività sul mercato (es. Cargo).
La domanda pertanto è come potrà essere sfruttato il materiale Cargo, di proprietà di FUC, sviluppando sul mercato utili che non violino i limiti imposti dalla Legge?
- situazione adeguamento infrastruttura: il ritardo dell'avvio dei lavori per la realizzazione del sistema di sicurezza SCMT lungo la linea Udine Cividale è a parere di FUC essenzialmente legato al susseguirsi di modifiche normative e al trasferimento in capo ad ANSF (Agenzia Nazionale sulla Sicurezza Ferroviaria) della competenza. Ciò "ha obbligato la Società a rifare completamente il processo autorizzativo e ad operare la nuova validazione del progetto", permettendo all'azienda di andare in appalto nel 2018;
- gestione infrastruttura e rapporti con RFI: tralasciando ciò che è imposto dalla Legge e dalla Normativa Europea ovvero che "nel corso del 2016/2017 FUC ha operato la separazione organizzativa e gestionale attraverso la costituzione di due Divisioni (Impresa ferroviaria e Gestione Infrastruttura), separando contabilmente le due attività", interessante è l'affermazione che ha preso "avvio la collaborazione con RFI, che si sostanzia nella stipula di un protocollo finalizzato al trasferimento di normativa, competenze, e di soluzioni progettuali e tecniche; nel proprio Piano Industriale la Società ha delineato anche una fase successiva, cioè il completo trasferimento della rete e degli impianti sotto il gestore nazionale  (RFI Spa), tenuto pure conto dell'Art. 47 del D.L. n. 50 del 24 aprile 2017" che ha varato il Piano Sicurezza.
Di fatto FUC dichiara apertamente che cederà la linea Udine Cividale con tutti gli impianti a RFI Spa
La questione non è secondaria: l'Art. 10 del D.Lgs n. 111 del 01.04.2004 aveva trasferito la proprietà della ferrovia dallo Stato alla Regione, la quale ha successivamente trasferito in capo a FUC la proprietà dell'infrastruttura in forza della Delibera Giunta n. 1016 del 28.05.2010 ai sensi dell'Art. 13 co.17 L.R. n. 9 dd 14.08.2008, mediante conferimento gratuito.   
Scontato quindi il trasferimento della linea a RFI Spa, ora è da capire a quali condizioni, visto che la rete verrà presumibilmente trasferita una volta completato l'intervento di adeguamento strutturale del SCMT e quindi grazie agli 8,4 mln. di € di investimento della Regione.
- numeri e futuro: nessuna specifica FUC ha dato sui numeri di bilancio 2018, i quali da anticipazioni giornalistiche sembrano in pesante rosso, salvo riportare che "la gestione operativa e di prospettiva della Società ... sono state avvalorate dalla Regione che conferma FUC quale asset strategico ".
Fermo restando le dichiarazioni dell'Assessore regionale, Graziano Pizzimenti, il quale aveva chiaramente fatto capire che così FUC non può andare avanti e che vi è la necessità di una partnership forte, tutte le ipotesi ad oggi restano aperte:
- partnership con Trenitalia per la gestione del TPL (Udine-Cividale e Mi.Co.Tra);
- partnership con InRail o altro operatore per l'attività Cargo;
- cessione totale o della maggioranza delle quote della società a Trenitalia o altra impresa Ferroviaria. Ciò comporterebbe il venir meno delle limitazioni previste dalla legge Madia;
- cessione di un ramo d'azienda (es. Cargo) ad un'Impresa ferroviaria del settore.
L'unica certezza è che la Regione con affidamento diretto ha recentemente prorogato sino al 31.12.2020 il contratto di servizio relativo a tutti i servizi TPL gestiti da FUC, indicando in complessivi € 8.778.000 la relativa spesa.
Dal 2021 in poi non sarà più possibile - in base alle stringenti normative UE - procedere con affidamenti diretti in quanto i servizi TPL dovranno essere messi tutti a gara. Detto ciò il futuro di FUC si giocherà entro quest'anno, dopo l'approvazione del bilancio e la definizione del Piano di Sviluppo Industriale, il quale dovrà indicare i settori di  azione e di sviluppo della Società.

venerdì 25 gennaio 2019

Italo sbarca in FVG, Roma più vicina a Udine e Pordenone

Roma potrebbe essere più vicina per il FVG. Probabilmente da giugno partiranno i collegamenti diretti da Udine e Pordenone di Italo, Gruppo NTV, Nuovo Trasporto Viaggiatori, da sempre gli sfidanti ad alta velocità delle Frecce di Trenitalia, a Roma da dicembre del 2016.
L’anticipazione giornalistica è dell’informatissimo blog ferroviario Ferrovie. Info, il quale riporta le dichiarazioni di Gianbattista La Rocca, neoamministratore delegato della società controllata dal Fondo d’investimenti americano Gip,
Oltre a Udine e Pordenone, la rete verrà ampliata a Treviso e Bergamo (dove il servizio verrà attivato da metà marzo). “Entro un paio di settimane contiamo di mettere in vendita i biglietti on line: per metà marzo il collegamento diretto con Roma sarà sui binari» spiegano da Italo NTV”.
Lo sbarco di Italo in FVG è una novità assolutamente positiva, atteso che la questione dei treni a lunga percorrenza è sempre stata molto delicata e discussa. Il servizio Freccia di Trenitalia è infatti oggi garantito grazie al finanziamento di 3 milioni/annui della Regione.
Riteniamo molto interessante che il mercato dei servizi ferroviari a lunga percorrenza si espanda al FVG e soprattutto che l'offerta venga caratterizzata da una vera concorrenza tra vettori.
Nulla si conosce ancora in ordine alle nuove tracce orarie dei servizi Italo.
Oggi l’offerta Freccia è limitata a due collegamenti, rispettivamente la FR9468 con partenza da Udine alle ore 6.55 e la FR9739 con partenza alle ore 13.00, con cambio a Mestre alle ore 14.37 con la FA9435.
Da Roma invece oggi ci sono due corse che servono il Friuli: la FA9400 delle ore 5.35 con cambio a Mestre alle ore 9.32 con la FR9704 e la FR9440 diretta delle ore 16.50.
Interessante sarà anche capire quali saranno le tariffe e i tempi di percorrenza di Italo: oggi viaggiare da Udine a Roma con Trenitalia costa minimo 63 € e ci si impiega 5 ore e 10 min.
Un vecchio adagio noto agli addetti ai lavori dice “l’Italia ferroviaria inizia da Mestre”. Ora, con il potenziamento dei servizi Railjet di ÖBB lungo la direttrice Venezia-Treviso - Udine - Villach – Klagenfurt – Vienna e l'arrivo di Italo in FVG, potrebbe cadere parte di quel isolamento di cui è prigioniero il FVG, tagliato dal resto del Paese a causa di un numero di corse insufficienti e/o da coincidenze penalizzanti a Mestre.
L'arrivo della concorrenza con Italo in FVG metterà senza dubbio in discussione il finanziamento regionale alle Frecce di Trenitalia, oggi di fatto l'unico servizio a lungo percorrenza.  

martedì 22 gennaio 2019

FUC, quale futuro?

Nelle ultime settimane è salita nuovamente alla ribalta delle cronache sulla stampa la situazione di Ferrovie Udine Cividale (FUC), società controllata al 100% dalla Regione.
Alcune dichiarazioni dell’AD, Maurizio Ionico e l’audizione svolta in IV° Commissione in Consiglio Regionale hanno acceso i riflettori sul futuro della partecipata regionale.
La domanda è: quale sarà il futuro di FUC?
La risposta è complicata visto che molteplici sono i motivi che hanno portato a questa situazione, che ora rischia di far scomparire dopo 130 anni di storia questa società ferroviaria. Le problematiche investono sia l’infrastruttura, che l’assetto aziendale, che il servizio, ma tutte sono riconducibili ad un unico comun denominatore dato dal mal governo della politica regionale che ha utilizzato FUC come un “poltronificio”,  per parcheggiare manager di partito, trombati, amici degli amici, tutti tranne persone all’altezza del ruolo.
L’INFRASTRUTTURA: sono finalmente partiti i lavori di adeguamento della linea per con l’installazione del sistema di sicurezza SCMT.
Nonostante le risorse finanziarie siano disponibili da anni, FUC solo qualche settimana fa ha avviato i lavori richiesti dall’ANSF (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie), la quale con la disposizione n. 10745 del 28.06.2018, ha imposto a partire dal 06.08.2018 una velocità massima di 50 km/h lungo le linee sfornite del sistema SCMT. Questo ha determinato la riduzione del numero delle corse e la loro sostituzione con bus.
La direttiva dell’ANSF ha solamente fatto arrivare al pettine i nodi, visto che per anni si è tentennato e procrastinato. Dopo la strage di Corato in Puglia non è bastata a sbloccare la situazione neppure l'emanazione del D.L. n. 50 del 24.04.2017 che ha varato il Piano Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria che aveva disciplinato una serie di interventi volti ad accelerare il conseguimento degli standard di sicurezza, prevedendo tra l‘altro la possibilità che RFI subentri nella gestione delle reti ferroviarie regionali.
Le difficoltà di FUC era peraltro note alla Regione: non a caso l’Assessore Mariagrazia Santoro, non fidandosi del suo manager Ionico, aveva messo le mani avanti, sottoscrivendo a fine 2017 un Protocollo d'Intesa con il Ministero delle Infrastrutture ove si indica FUC, quale soggetto attuatore per l'adeguamento della linea, prevedendo altresì che in difetto l'intervento verrà svolto da RFI, entro il termine del 31.12.2019. E così le limitazioni alla velocità e le soppressioni alle corse operative dal 6 agosto sono solo il risultato scontato dell'evidente incapacità dei vertici di FUC a gestire la questione sicurezza.
Numerose sono le delibere della Regione che finanziano il programma d’investimento (nn. 2572/2008, 2571/2009, 2493/2010, 2319/2011 e 2078/2012), tuttavia solo il 10.04.2018 è stata disposta da FUC la gara europea per l’appalto dei lavori relativi all’installazione sistema SCMT. La gara è stata effettuata in base all’offerta economicamente più vantaggiosa (l’importo base al netto dell’Iva è pari a 5.936.088,19), mentre la durata dell’appalto è di 540 giorni decorrenti dalla data del verbale di consegna lavori. Il 1 agosto con determina dell’AD di FUC si è provveduto ad aggiudicare l’appalto alla società Ceit spa con sede a S. Giovanni Teatino (CH), la quale è risultata prima classificata nella graduatoria stilata dalla Commissione giudicatrice.
Ora i lavori sono stati avviati “prima di Natale”, assicura l’AD Ionico e si concluderanno “entro un anno, ma poi serviranno le attività propedeutiche di collaudo”. Nel frattempo il programma d’esercizio continuerà con le limitazioni prescritte dall’ANSF.
MATERIALE ROTABILE: la “tegola” dell’ANSF è solo l’ultima di una lunga serie, visto che le criticità nei mesi scorsi non sono mancate a partire dal lungo fermo dei nuovi treni, dalle soppressioni causate da un'errata programmazione delle manutenzioni e dalla "fuga" con le dimissioni di una decina di macchinisti.
PERSONALE: il nodo della carenza di personale resta ancora un problema da risolvere. Si ricorderà la fuga di una decina macchinisti tra il 2017 e 2018. Ionico sull’argomento evidenzia che “è stato aperto un corso formativo intensivo di quasi 9 mesi per macchinisti e ci sono oltre 200 adesioni. In questi mesi pensiamo che si possa formare un nucleo di macchinisti a cui attingere per le nostre esigenze”. Ionico parla di una “caccia alle competenze rare” nel mondo ferroviario: “per una parte le imprese, le formano, per un’altra, vanno a comperarle dove ci sono: anche noi, ma non solo noi, per un certo periodo abbiamo avuto una carenza di macchinisti, che sono andati a lavorare dove li pagano molto ma molto di più di quanto ci è possibile. Credo che, dal corso, ne prenderemo almeno 4. Nel frattempo, abbiamo utilizzato risorse che erano impegnate a fare un altro mestiere e poi dipendenti in distacco da altre aziende” (Inrail). L’organigramma, spiega, “prevede una novantina di persone, noi lavoriamo con 70”.
Di certo è emblematica la situazione che i lavoratori fuggano da una partecipata regionale ... forse non solo per lo stipendio ma anche per altro! 
LA STRUTTURA AZIENDALE: in questo contesto, la nuova Giunta Fedriga, per voce dell’Assessore alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, ha fatto sapere che si valuterà attentamente quali correttivi apportare, perché in queste condizione non è possibile più proseguire.
Pare che l'Esecutivo regionale stia valutando di procedere ad un trasferimento della gestione dell'infrastruttura a RFI e ad una partnership con altro gestore per quanto concerne la gestione dei servizi (Trenitalia, Inrail, Obb?). “Entro giugno definiremo le linee strategiche relative a FUC e avremo un quadro di riferimento” È stringata la risposta dell’Assessore Pizzimenti sul futuro che attende la società in house che, oltre a gestire i 13 chilometri di tratta fra il capoluogo e la città ducale, si occupa anche del servizio transfrontaliero MiCoTra, che collega il Fvg a Villach.
Su carta, per ora, ci sono due delibere di Giunta regionale del 14 dicembre. La prima assegna altri fondi a copertura dei costi per gli interventi sul materiale rotabile (1,1 milioni, più l’ok all’utilizzo di alcune economie su risorse già assegnate, per 222.349 euro) e non ne esclude altri ancora.
La seconda delibera determina di riaffidare alla Fuc i servizi sinora gestiti (scaduti il 31.12.2018) tramite aggiudicazione diretta, con un contratto transitorio biennale, dal 01.01.2019 al 31.12.2020 “nelle more di più ampie valutazioni sul futuro della società” per un importo complessivo di 8,778 milioni. Il contratto dovrà prevedere «sinergie» con RFI e con i gestori dei servizi automobilistici
LEGGE MADIA E LIMITAZIONI AL SERVIZIO MERCI: il grande limite di FUC è senza dubbio dato dalle limitazioni imposte dalla Riforma Madia, la quale ha imposto una forte riduzione dell’attività cargo, visto che la normativa permette alle società partecipate in house la possibilità di operare in altre attività libere sul mercato nella soglia del 20% del fatturato dell’attività principale ottenuta dall’affidamento diretto dalla Regione.
La Madia sta impedendo di fatto di ampliarea FUC  il proprio business, limitandolo all’attività passeggeri, coperta dai corrispettivi del contratto di servizio della Regione (1,5 milioni per il treno Mi.Co.Tra e 2,1 milioni per la Udine-Cividale).
La fotografia dei 52 carri merci fermi in deposito a Udine dà l’idea della situazione.
IL FUTURO E LE SCELTE: se pare scontato - è questione solo di tempo - il passaggio della gestione dell’infrastruttura Udine-Cividale a RFI, la partita del servizi ferroviari appare ancora incerta.
Se FUC vuole continuare ad offrire servizi tpl di certo deve trovare una partnership (Trenitalia ?). Nel merci, tenendo conto dell’insuperabile limite imposto dalla Madia la partita pare invece chiusa. Quale sia poi il destino dei 52 carri e dei locomotori Siemens E-190 per i quali è stata avviata un'indagine di mercato per il noleggio per il periodo 01.01.2019 sino al 31.12.2020 difficile dirlo.
A giugno verrà approvato il bilancio 2018, che voci giornalistiche danno in pesante rosso. Con l’approvazione del bilancio terminerà il mandato delll’AD, Maurizio Ionico, uomo di fiducia (e di partito) nominato nel 2013 dall’Amministrazione Serracchiani, il quale alla domanda postagli dalla giornalista del Gazzettino, Camilla Demori “si sente nel giro d’aria? Ha risposto “È indifferente la mia persona. Io in questo caso sono un servitore, quello che riguarda me vale veramente zero. Se temo lo spoil system? Io sono un uomo di Stato, la Regione giustamente fa le sue scelte”.
Visto che il futuro di FUC dipenderà da scelte radicali, il nostro auspico è che il nuovo corso parta dalla nomina di un nuovo AD, che esca delle tradizionali logiche partitiche e della "spartizione delle poltrone”.
Se si vuole salvare la baracca bisognerà individuare un uomo d'ordine, non solo conoscitore del sistema ferroviario, ma soprattutto capace a gestire un'azienda. Inoltre oltre all'AD si dovranno individuare altre figure apicali in grado di ottimizzare la gestione del personale e dell'officina, oggi molto deficitarie.