Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

lunedì 19 ottobre 2020

Lunedì nero per i pendolari del FVG: l'appello alla Regione FVG affinchè intervenga

Lunedì nero per gli utenti del FVG con disagi che hanno colpito in piena fascia pendolare in articolare le corse dirette a Trieste via Cervignano. Numerose le segnalazioni di utenti quasi rassegnati da una situazione che si ripete con una certa frequenza. Di seguito pubblichiamo la nota che abbiamo inviato ai vertici regionali del gruppo FS, nonché all'assessore regionale alla mobilità, Graziano Pizzimenti, al quale ci appelliamo affinchè intervenga in maniera decisa per tutelare le nostre ragioni. 


Buongiorno,
non possiamo altro che rimanere sbalorditi di fronte al numero di guasti infrastrutturali che da mesi stanno colpendo le linee fs del FVG. Non passa giorno infatti senza soppressioni o disservizi, soprattutto in fascia pendolare. 
Un servizio che ormai è tornato ai livelli del 2014 per quanto riguarda l'affidabilità; un dato preoccupante che evidenzia una rete ferroviaria colabrodo, dove è evidente la mancanza di una adeguata manutenzione. 
A prescindere dalle puntuali responsabilità delle strutture FS (RFI o Trenitalia), è da rimboccarsi le maniche, resettare gli attuali protocolli e trovare un nuovo modello organizzativo tra il gestore dell'infrastruttura (RFI) e il gestore del servizio (Trenitalia), visto che l'attuale non permette di intervenire con tempestività ed efficienza. 
Le giustificazioni a volta pacchiane e gli scaricabarile tra strutture FS non reggono più e sinceramente non ci interessano, in quanto da utenti pretendiamo un servizio pubblico adeguato
Stamattina in piena fascia pendolare la stazione di Udine è caduta per nel caos: a fronte dell'ennesimo guasto al PL Risano (sempre quello!), sono mancate informazioni e quelle poche che sono state date sono risultate fuorvianti. È stata infatti comunicata la soppressione del treno R20947 Udine-Trieste via Gorizia senza tempestivamente avvisare che il treno R6003 Tarvisio-Udine-Trieste via Cervignano deviato via Gorizia avrebbe effettuato quella traccia. 
Purtroppo ai continui guasti si aggiungono informazioni tardive e contraddittorie che penalizzano l'utenza; il momento storico è già di per sé difficile, caratterizzato da un clima sociale di tensione soprattutto nel comparto del trasporto pubblico locale, se a questo aggiungiamo anche la scarsa organizzazione del Gruppo FS, è evidente che si sta poco a far collassare il sistema.
Lo diciamo da tempo che è proprio nei momenti di difficoltà che si vede la solidità funzionale dell'organizzazione, ovvero se è capace o meno di far fronte con scelte tempestive e corrette alle anomalie di circolazione; purtroppo constatiamo che ogni qualvolta il sistema va in sofferenza, l'organizzazione arranca, con scelte lente e spesso illogiche, senza coordinamento tra RFI e Trenitalia. Il bollettino dei disservizi di oggi vede: 
- R6003 Tarvisio (p. 6.10)-Udine (a.7.25/ p. 7.36)-Trieste (a.8.38) soppresso nella tratta Tarvisio-Udine (per sconosciuti motivi) e da Udine a Trieste deviato via Gorizia. Il treno (un minuetto) ha raggiunto Trieste alle 9.38 con 1 h di ritardo. Il treno è partito da Udine alle 8.30. I viaggiatori diretti a Palmanova e Cervignano sono stati imbarcati su 2 bus sostitutivi. Molto deficitaria l'informazione al riguardo 
- R20947 Udine (p. 8.08)-Trieste (a. 9.32) via Gorizia: soppresso e sostituito da R6003 deviato. 
- R2752 Trieste (p. 6.50)-Udine (a. 7.57) è stato soppresso nella tratta Palmanova-Udine a causa del guasto di Risano e sostituito con bus.
- R6005 Tarvisio (p.6.45)-Udine (a.7.59/p.8.06 ) -Trieste (a. 9.08) ha maturato un ritardo di 24 min. a causa del guasto al PL di Risano. Il treno è partito da Udine con circa 25 min. di ritardo. 
- R6002 Trieste-UD-Carnia: ritardo 52 min. a causa del guasto di Risano. 
-R6009 Carnia-Udine: ritardo +48 min. a causa del ritardato arrivo del materiale rotabile del R6002.
Non c'è altro da aggiungere, salvo che ora la nostra pazienza è terminata. Chiediamo pertanto alla Regione e in particolare ci appelliamo alla sensibilità dell'assessore Pizzimenti, affinché intervenga con decisione nei confronti del Gruppo FS per tutelare le ragioni degli utenti del FVG
Distinti saluti. 
Comitato Pendolari Alto Friuli

sabato 17 ottobre 2020

Linea Udine-Venezia: dal 16 ottobre al 12 dicembre lavori programmati di manutenzione con possibili modifiche alla circolazione

Sono iniziati nella notte di ieri venerdì 16 ottobre e dureranno sino a sabato 12 dicembre i lavori di manutenzione programmata che Rete Ferroviaria Italiana eseguirà lungo la linea Udine-Venezia e in particolare fra le stazioni di Codroipo e Pordenone.
RFI procederà a rinnovare alcuni binari a Sacile, impermeabilizzare con adeguamento sismico quattro ponti fra Casarsa e Codroipo, attivare alcune modifiche al segnalamento delle stazioni di Basiliano e Casarsa e proseguire nella realizzazione del nuovo sottopasso per conto di Autovie Venete fra Casarsa e Pordenone. 
Gli interventi sono funzionali per mantenere e migliorare gli standard di affidabilità dell’infrastruttura e la regolarità nella marcia dei treni. 
Le attività sono programmate principalmente nelle ore notturne per minimizzare le ripercussioni sulla circolazione dei treni.
Per consentire l’operatività dei cantieri, alcuni treni regionali potranno modificare le fermate, essere deviati o cancellati e sostituiti con bus su parte del percorso. Di seguito le principali modifiche:
R11082 Venezia (p. 21.13) - Udine (a. 23.35): CANCELLATO da Casarsa a Udine e sostituito con bus TS002 nei giorni 17, 24, 31 ottobre, 7, 14, 21, 28 novembre e 5 dicembre 2020. Orario bus TS002: Casarsa (p. 23.20) - Codroipo (p. 23.35) - Basiliano (p. 23.49) - Udine (a. 0.08). 
R 2470/2471 Venezia (p. 22.01) - Udine (a. 23.53) - Trieste (a. 1.18): CANCELLATO da Sacile a Trieste nelle notti 17/18, 24/25, 31 ottobre/1 novembre, 7/8, 14/15, 21/22, 28/29 novembre, 5/6 dicembre 2020 e sostituito con bus VE210 da Sacile a Udine e da nuovo treno R 33791 da Udine a Trieste: ➢ Orario bus VE210: Sacile (p. 23.14) - Pordenone (p. 23.35) - Casarsa (p. 23.59) - Codroipo (p. 0.14) - Udine (a. 0.44); ➢ Nuovo Treno R 33791 da Udine a Trieste via Gorizia: Udine (p. 0.54) - Buttrio (p. 1.02) - Manzano (p. 1.07) - S.Giovanni al N. (p. 1.11) - Cormons (p. 1.16) - Gorizia (p. 1.25) - Sagrado (p. 1.35) - Ronchi dei L. N. (p. 1.42) - Monfalcone (p. 1.48) - Sistiana (p .1.56) - Bivio D’Aurisina (p. 2.00) - Trieste C.le (a. 2.17). 
RV2474 Venezia (p. 23.01) - Udine (a. 0.53): CANCELLATO da Pordenone a Udine e sostituito con bus VE200 nelle notti 16/17, 17/18, 23/24, 24/25, 30/31 ottobre, 31 ottobre/1 novembre, dal 2/3 al 7/8, dal 9/10 al 14/15, dal 16/17 al 21/22, dal 23/24 al 28/29 novembre, dal 30 novembre/1 dicembre al 5/6 dicembre, 7/8, 9/10, 10/11 e 11/12 dicembre 2020. Orario bus VE200: Pordenone (p. 0.25) - Casarsa (p. 0.49) - Codroipo (p.1.04) - Udine (a. 1.34). 
R33504 Venezia (p. 0.13) - Conegliano (a. 1.15): CANCELLATO da Treviso a Conegliano e sostituito con bus VE224 nei giorni 17 e 24 ottobre 2020. Orario bus VE224: Treviso (p 1.00) - Lancenigo (p. 1.14) - Spresiano (p. 1.27) - Susegana (p.1.35) - Conegliano (a. 1.49). 
RV2441 Udine (p. 6.01) - Venezia (a. 7.59): CANCELLATO da Udine a Pordenone e sostituito con bus VE207 con partenza anticipata nei giorni 18, 25 ottobre, 1, 8, 15, 22, 29 novembre e 6 dicembre 2020. Orario bus VE 207: Udine (p. 5.16) - Codroipo (p. 5.46) - Casarsa (p. 6.01) - Pordenone (a. 6.25). 
R11013 Udine (p. 6.32) - Venezia (a. 8.55): CANCELLATO da Udine a Casarsa e sostituito con bus TS013 con partenza anticipata nei giorni 18, 25 ottobre, 1, 8, 15, 22, 29 novembre e 6 dicembre 2020. Orario bus TS013: Udine (p. 5.56) – Basiliano (p. 6.15) – Codroipo (p. 6.29) - Casarsa (a.6.44).
R23825 Maniago (p. 8.14) - Sacile (a. 8.48) e R23830 Sacile (p. 9.10) - Maniago (a. 9.44) dal 18 ottobre al 6 dicembre potrebbero subire un ritardo in partenza di 10 min. 

I lavori alla rete interesseranno anche alcuni treni a lunga percorrenza e in particolare:
FR 9409 Udine (p. 6.47) - Napoli (a. 14.03): CANCELLATO nei giorni 18, 25 ottobre, 1, 8, 15, 22, 29 novembre e 6 dicembre e sostituito da FR 35207. Orario FR 35207: Udine (p. 7.14), Pordenone (p. 7.49), Conegliano (p. 8.15), Treviso (p. 8.34), Venezia Mestre (p. 9.06), Padova (p. 9.23), Ferrara (p. 9.56), Bologna (p. 10.30), Firenze S.M.N. (p. 11.18), Roma Tiburtina (p. 13.05), Roma Termini (p. 13.36), Napoli C.le (a. 14.50)
FR 9713/ 9714 Udine (p. 6.15) - Milano C.le (a. 10.15): CANCELLATO nei giorni 18, 25 ottobre, 1, 8, 15, 22, 29 novembre e 6 dicembre e sostituito da FR 35017/35212. Orario FR 35017/35212: Udine (p. 6.48), Pordenone (p. 7.21), Conegliano (p. 7.50), Treviso C.le (p. 8.12), Venezia Mestre (p. 8.42), Padova (p. 8.58), Vicenza (p. 9.27), Verona (p. 10.13), Desenzano (p. 10.33), Brescia (p. 10.49), Milano C.le (a. 11.25).
EN 233/232 Wien Hbf (p. 19.23) - Milano P. Garibaldi (a. 8.10): CANCELLATO nelle notti 16/17, 23/24, 30/31 ottobre, dal 2/3 al 6/7, dal 10/10 al 13/14, dal 16/17 al 20/21, dal 23/24 al 27/28 novembre, dal 31 novembre/1 dicembre al 4/5, dal 7/8 all'11/12 dicembre 2020 e sostituito da treno EN 243/242. Rimangono invariate fermate ed orari. 
EN 235/234 Milano P. Garibaldi (p. 21.10) - Wien Hbf (a. 8.53): CANCELLATO nei giorni 16, 23, 30 ottobre, dal 2 al 6, dal 9 al 13, dal 16 al 20, dal 23 al 27, dal 30 novembre al 4 dicembre, dal 7 all’11 dicembre 2020 e sostituito da EN 245/244. Rimangono invariate fermate ed orari. 
EN 294 ROMA TERMINI 18.55 MIUENCHEN HBF 8.19: CANCELLATO nei giorni 16, 23, 30 ottobre, dal 2 al 6, dal 9 al 13, dal 16 al 20, dal 23 al 27, dal 30 novembre al 4 dicembre, dal 7 all’11 dicembre 2020 e sostituito da EN 296/299/290 che modifica l'orario a: Firenze S.M.N. (p. 21.49), Bologna C.le (p. 22.52). Rimangono invariate fermate ed orari. 
EN 295 Munchen Hbf (p. 20.10) - Roma Termini (a. 9.10): CANCELLATO nelle notti 16/17, 23/24, 30/31 ottobre, dal 2/3 al 6/7, dal 9/10 al 13/14, dal 16/17 al 20/21, dal 23/24 al 27/28 novembre, dal 30 novembre/1 dicembre al 4/5, dal 7/8 al'11/12 dicembre 2020 e sostituito da EN 297/298/293 che modifica l'orario a: Bologna (p. 5.25), Firenze S.M.N. (a. 6.19). Rimangono invariate fermate ed orari.
Si consiglia di verificare, prima della partenza, le variazioni relative al proprio viaggio sui canali web delle imprese ferroviarie, negli uffici informazioni, assistenza clienti e biglietterie.

martedì 6 ottobre 2020

Il ciclotreno IVD17 degli studenti di Sacile protagonista lungo i binari della Asti-Casale Monferrato

Ancora protagonista il il ciclotreno – prototipo IDV17 - progettato e realizzato dagli studenti dell’Ipsia Della Valentina di Sacile
Il prototipo nato da un’idea del prof. Roberto Zamparini nell’ambito di un progetto didattico, ha fatto il suo debutto il 1 aprile 2017 lungo i binari della Pedemontana. 
Come si ricorderà il ciclotreno è stato il primo veicolo a sferragliare nuovamente lungo i binari della Pedemontana nel corso della X° edizione nazionale delle Ferrovie non dimenticate. Una festa che ha di fatto inaugurato il nuovo corso della ferrovia Sacile-Gemona, poi riaperta all’esercizio fs il 10.12.2017.
Il ciclotreno friulano ha però portato fortuna anche agli amici carinziani del Verein Gailtalbahn, visto che nel settembre 2017, IDV17 è espatriato fino a Mauthern, tenendo a battesimo il progetto turistico delle drasine lungo la ferrovia della Gail. 
Recentemente grazie alla disponibilità dell’Ipsia Della Valentina il mezzo è stato trasferito in Piemonte, dove vari appassionati e associazioni hanno avviato un interessante progetto turistico denominato Rail Bike Italy
Grazie ad alcuni contatti tra il nostro referente Andrea Palese, il prof Roberto Zamparini, l’imprenditore alessandrino Augusto Gemma e il consigliere comunale di Casale Monferrato, Alessandro Abbate, il sogno di rivedere nuovamente un mezzo sferragliare i binari arrugginiti della Asti-Casale-Mortara è diventato realtà.
Domenica 4 ottobre, a Ponzano Monferrato, frazione Salabue, ha infatti avuto luogo la giornata di prova del ciclotreno, progetto promosso con determinazione da Augusto Gemma e supportato all'Associazione Nuove Frontiere. 
Gli Amici piemontesi grazie alla collaborazione di RFI che ha concesso loro in comodato d’uso circa un km della ferrovia Asti-Casale Monferrato (dal km 46,000 al km 47,300) hanno così organizzato una giornata dedicata al progetto del “ciclotreno” e illustrato altre iniziative future volte a valorizzare il Monferrato. 
L’iniziativa, organizzata grazie alla determinazione dell'amico Augusto Gemma ha avuto molto successo e ha visto la presenza di numerosi Sindaci e amministratori locali, nonché di esponenti del mondo dell’imprenditoria, giornalisti, fotografi e appassionati ferroviari. 
L’evento è stato organizzato soprattutto grazie al lavoro dei volontari ai quali va il nostro plauso visto che grazie alla loro opera è stato reso nuovamente percorribile il tratto di ferrata di Ponzano, completamente ripulito dalla folta vegetazione e dai rovi che si erano impossessati dei binari dopo oltre 10 anni di inutilizzo. 
Ferrovia Asti-Casale-Mortara
: il 6 settembre 2010 infatti, il servizio fs venne sospeso tra Asti e Mortara a causa di cedimenti strutturali della galleria presso Ozzano Monferrato. 
Dopo quasi 8 anni di silenzio , il 10 gennaio 2018 è stato firmato un protocollo tra Regione Piemonte, Province di Alessandria, Vercelli e Pavia, Comuni di Mortara, Candia Lomellina e Casale Monferrato e l’Agenzia per la Mobilità Piemontese volto a riattivare il tratto Casale-Mortara. 
La riapertura fissata inizialmente per il 12 dicembre 2018 è stata rinviata in attesa che il gestore Trenord ottenga le prescritte certificazioni da parte dell'ANSF. Nel mentre RFI ha realizzato investimenti per oltre otto milioni di euro: è stato installato il Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT) e realizzati interventi di upgrade tecnologico agli impianti di segnalamento ferroviario e al sistema di distanziamento automatico dei treni e di manutenzione straordinaria ai binari, agli scambi e ai 25 passaggi a livello della linea. 
L’11 novembre 2018 in occasione della fiera del tartufo di Canelli, grazie alla Fondazione FS, è stata invece riaperta a fini turistici la tratta tra Asti-Castagnole delle Lanze con proseguimento fino a Nizza Monferrato. 
E’ evidente che la strada è ancora lunga per giungere ad una riapertura dell’intera linea che necessità di significativi investimenti (tra Asti e Casale Monferrato), tuttavia siamo certi che iniziative come quella del ciclotreno siano utili per sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto la politica per favorire il recupero di queste ferrovie abbandonate soprattutto in prospettiva turistica.
Il treno rappresenta senza dubbio una grande opportunità di sviluppo per il territorio del Monferrato, i cui splendidi paesaggi sono stati riconosciuti patrimonio universale dell’UNESCO. 
Un grande in bocca al lupo agli Amici piemontesi, auspicando che l’esempio della nostra Sacile Gemona (progetto in fase di attuazione) possa essere replicato anche da loro con successo.

mercoledì 30 settembre 2020

RFI sbaglia l’instradamento di un treno, comiche lungo la cintura di Udine. Mattinata di disagi: ancora migranti sui binari e disagi lungo la Pedemontana

MIGRANTI SUI BINARI:
altra mattinata da dimenticare per i pendolari della linea Udine-Trieste alle prese con ritardi causati dalla presenza di migranti lungo i binari. La segnalazione di persone che camminavano vicino ai binari è scattata poco dopo le 7, tra San Giovanni al Natisone e Gorizia. Immediatamente sono state allertate le forze dell’ordine per il rintraccio degli stranieri. La situazione è tornata alla normalità alle 8.30. 
Di seguito i treni coinvolti che hanno accumulato ritardo oltre i 30 minuti: 
• ICN 35774/35775 Roma Termini (22:35) - Trieste Centrale (9:01) 
• RV 2800/2801 Venezia Santa Lucia (5:01) - Trieste Centrale (8:02) 
• RV 2444/2445 Trieste Centrale (6:58) - Venezia Santa Lucia (9:59) 
• R 11004/20963 Venezia Santa Lucia (5:13) - Trieste Centrale (8:56) 
• R 20958/20959 Trieste Centrale (6:28) - Sacile (8:43) 
• R 20958/20959 Trieste Centrale (6:28) - Sacile (8:43) 
• R 20955 Udine (7:08) - Trieste Centrale (8:28) 
• R 20955 Udine (7:08) - Trieste Centrale (8:28) 
Nonostante le rassicurazioni di maggiori controlli pare che la questione dei migranti sui binari non abbia mai fine; è evidente che sino a quando non si bloccheranno i passeur ai valici di frontiera sarà difficile evitare in futuro altri episodi simili. 
LINEA DI CINTURA: mentre lungo la linea Udine-Trieste si consumava il triste episodio legato ai migranti sui binari, lungo la Tarvisio-Udine invece andavano in scena le "comiche ferroviarie"
Il R6099 Carnia-Udine delle ore 8.21 giunto a Bivio Vat in perfetto orario è stato erroneamente instradato sul binario della diretta Vat-Udine anziché lungo la linea di cintura Vat-Udine Parco-Udine. 
Il convoglio immediatamente bloccato, ha sostato oltre 10 min. a Vat, poi è stato fatto leggermente retrocedere ed instradato lungo la linea di cintura; proseguendo lentamente ha poi ha raggiunto la stazione di Udine con un ritardo di 12 minuti. 
A bordo l’imbarazzo dell’incolpevole personale Trenitalia che ha spiegato agli utenti che "il treno è stato instradato sul binario sbagliato". 
Si tratta di un errore imperdonabile da parte di RFI, causato sicuramente dalla scarsa attenzione dell’operatore e probabilmente dall’abitudine di instradare i treni passeggeri lungo la linea diretta. 
Da metà settembre infatti 5 treni passeggeri su 30 sono stati deviati lungo la linea di cintura costringendo RFI ad una doppia gestione che come in questo caso sta provocando disagi agli utenti e scarsi benefici per gli automobilisti udinesi visto che questo correttivo non risolve il problema dei passaggi a livello. Tra la sosta e il “giro turistico” in linea di cintura, oggi il treno ha impiegato oltre 20 minuti per percorrere la distanza da Vat alla stazione di Udine. L’errore è doppio visto che una volta sbagliato l’instradamento del treno a Vat, RFI poteva limitare il disagio facendo semplicemente proseguire il treno lungo la via diretta, riducendo di 15 min. la percorrenza visto che da Bv Vat alla stazione il tempo di viaggio è di appena 4 minuti. 
PEDEMONTANA: per concludere bene la mattinata rileviamo che sono stati cancellati e autosostitituiti a causa di un guasto alla stazione di Maniago i R23833 Maniago/Sacile delle 12.40 e il corrispondente R23838 Sacile-Maniago delle 13.36, creando disagi ad oltre un centinaio di studenti.
RETE FS COLABRODO: lo scorso anno avevamo chiesto in maniera provocatoria le teste dei vertici regionali di RFI e Trenitalia per provocare una reazione da parte di FS difronte ad un servizio non accettabile causa ritardi e guasti. 
A distanza di 10 mesi, dopo alti e bassi e un periodo di lockdown (da fine marzo a maggio) che non fa testo, possiamo evidenziare che la qualità del servizio è paurosamente calata; si è tornati indietro di ben 4 anni, con un servizio che appare precario caratterizzato da frequenti ritardi. Ma sono soprattutto i guasti infrastrutturali alla rete che preoccupano e un evidente scollamento tra RFI e Trenitalia: sono infatti troppi gli episodi di guasti e le scelte di circolazione illogiche con una carente informazione a bordo treno e in stazione. E’ evidente che qualcosa nell’organizzazione di FS non sta funzionando e che qualcuno non è all’altezza del ruolo.

lunedì 21 settembre 2020

Stazione di Udine: cantiere lumaca. Piano Commerciale RFI: nel 2021 lavori a Udine, Gorizia e Sacile

UdIne: lavori realizzazione ascensore 
Da una settimana circa nella stazione di Udine è stata riaperta una delle due scale di accesso ai binari 5/6 dal sottopasso dell’autostazione, che da oltre un anno è interessato dai lavori per la realizzazione degli ascensori e per l’adeguamento delle banchine. 
La chiusura delle scale di accesso ai binari 5/6 – tra i più utilizzati della stazione - avevano provocato non pochi problemi ai viaggiatori ignari della presenza del cantiere, vista la mancanza di una idonea segnaletica.
Vari utenti, soprattutto cicloturisti hanno persino perso coincidenze a causa di questa inconveniente o sono stati costretti a delle corse per accedere al tunnel principale e raggiungere la banchina 5/6. 
Ci è voluta una serie di segnalazioni a RFI/Trenitalia e alla Regione FVG, tra cui la nostra per risolvere un problema così banale frutto di una superficialità non scusabile. 
Udine: accesso binari 5/6
SITUAZIONE LAVORI UDINE
: procedono con molta lentezza i lavori da parte di RFI che permetteranno di rendere la stazione più facilmente accessibile, soprattutto ai disabili. 
Oggi Udine, con i suoi 7 milioni di passeggeri l’anno è tra le peggiori stazioni del nord-est, sicuramente la peggiore della regione tra le città capoluogo funzionalità ed accessibilità.
I lavori iniziati nel marzo 2019 riguardano l’adeguamento delle banchine e la realizzazione degli ascensori; a dicembre 2019 sono terminati le opere di innalzamento a 55 cm del marciapiede a servizio del 5/6 binario, costate 400mila €, mentre a gennaio 2020 è stato avviato il cantiere per la realizzazione dei due vani ascensore (binario 1 e binario 5/6), per un importo ulteriore di 450mila euro
I lavori in base alle previsioni di RFI dovevano ultimarsi entro giugno, ma vista la situazione è scontato che si prolunghino almeno fino all’autunno inoltrato. 
Una lentezza pachidermica visto che il cantiere è stato fermo per tutto il periodo della quarantena e non solo; un peccato visto che proprio quel periodo si poteva essere sfruttato per velocizzare i lavori in considerazione della ridotta presenza di treni e persone presenti in stazione. 
Piano commerciale di Rfi: le stazioni del FVG sono e saranno oggetto di un significativo adeguamento e restyling, un ingente investimento da parte di RFI che prevede interventi volti a incrementare l’accessibilità, abbattere le barriere architettoniche, aumentare la funzionalità ed il decoro delle stazioni, nonché a potenziare l’informazione al pubblico. 
Il Piano Commerciale di RFI prevede che nel corso del 2021 interventi a Udine, Sacile e Gorizia
Su Udine quindi è probabile un intervento definitivo, che coinvolga anche gli altri binari, non oggetto dell’attuale cantiere: quindi innalzamento dei marciapiedi binario 3/4 e 7/8, nonché la realizzazione degli ascensori. Vedremo, sicuramente se questi sono i tempi e i ritmi dei lavori bisognerà avere tanta pazienza. 
Udine: sopralluogo Ass. Pizzimenti
ALTRE STAZIONI:
lo scorso 6 dicembre sono terminati i lavori di manutenzione e innalzamento del marciapiede del primo binario di Pontebba, con un impegno finanziario di circa 500mila euro da parte di Rfi. 
Nel 2017-2018 i lavori di restyling con l’innalzamento dei marciapiedi ha interessato la stazione di Pordenone, nel 2018 Trieste Centrale e nel 2018/2019 Monfalcone per un importo complessivo di circa 8 milioni di euro.
A oggi le stazioni con marciapiedi alti 55 centimetri in regione sono complessivamente 14; Trieste, Pordenone, Trieste Airport, San Giorgio di Nogaro, Palmanova, Pontebba, Cormons, San Giovanni al Natisone, Manzano, Basiliano, San Vito al Tagliamento, Aviano e Venzone. 
Ascensori: ad ottobre 2019 sono stati attivati i tre nuovi ascensori di Tarvisio Boscoverde, e a dicembre quello di Gemona del Friuli. Anche questi impianti si aggiungono a quelli già in servizio nelle stazioni di Pordenone (2 ascensori), Trieste Airport (2 ascensori e 4 scale mobili) e San Giorgio di Nogaro (2 ascensori).

sabato 12 settembre 2020

Linea di cintura: la montagna ha partorito il topolino ! Da lunedì 14 settembre 5 treni trasferiti. Nessuna informativa all'utenza

Con una stringata mail inviata venerdì sera dalla Direttrice di Trenitalia, Elisa Nannetti alle ore 18.53 e per conoscenza all'Assessore Regionale Graziano Pizzimenti ci è stato comunicato il trasferimento di 5 treni lungo la linea di cintura di Udine e la modifica degli orari lungo la tratta Udine-Tarvisio da lunedì 14 settembre.
LA MAIL DI TRENITALIA: di seguito pubblichiamo la mail di Trenitalia di venerdì 11.09.2020 alle ore 18.53:
"Gentili, si informa che dal giorno 14 Settembre verrà attivato l’instradamento dei treni 6009, 6018, 6024, 6036 e 6040 sulla linea di cintura Udine Parco – Posto Movimento Vat. Il nuovo percorso, frutto delle valutazioni del Gestore dell’Infrastruttura su incarico della Regione FVG, comporterà alcune modifiche di orario ai treni interessati, con una revisione dei tempi di percorrenza di 3-4 minuti. Le modifiche nei sistemi di vendita Trenitalia saranno visibili dal 15 Settembre". 
Non si è fatta attendere la nostra risposta, che dopo pochi minuti abbiamo inviato a Trenitalia e alla Regione FVG una secca replica.
"Buonasera, notiamo che la comunicazione è arrivata il venerdì sera alle ore 18.53, a un giorno dal cambio orario.
Poco professionali e per nulla seri e dire poco!
Pensare che una modifica cosi importante e storica per la linea venga svolta in questo modo, alla chetichella senza il minimo contraddittorio e con tutte le difficiltà che sta attraversando il servizio fs, da' l'idea del mancato rispetto verso il nostro operato, nonchè verso gli ignari utenti che si ritroveranno le modifiche al tragitto a giochi già fatti. Peccato perchè da parte nostra non è mai mancata la volontà di dialogo, la correttezza nonchè il confronto per migliorare il servizio e l'offerta. E evidente che la scelta di comunicare la modifica al tragitto con queste modalità denota solo il timore di subire polemiche sulla stampa o strumentalizzazioni, che noi non abbiamo mai fomentato ne' intenso fare.
Se questo e il metodo di lavoro ci domandiamo se dobbiamo ancora continuare a mantenere attivo il Tavolo di Lavoro.

E' stata così tradita la nostra fiducia, visto che da parte nostra non è mai venuto a mancare il confronto con Regione FVG e Trenitalia, soprattutto in questo particolare periodo molto travagliato per il servizio fs. 
Non meriterebbe nemmeno un commento il modo con il quale ci è stata comunicata la notizia (venerdì sera, un giorno prima del cambio orario), nascondendo e tacendo fino all'ultimo una decisione così importante, senza nemmeno convocare il Tavolo di Lavoro. 
Una gran brutta caduta di stile sia per l'Assessore Pizzimenti che per Trenitalia.
MANCATA COMUNICAZIONE ALL'UTENZA: per l'ennesima volta si evidenzia una superficialità imbarazzante nella gestione della materia, visto che solo da martedì 15 settembre le modifiche all'orario saranno recepite dai sistemi di vendita e dal sito web Trenitalia.
Gravissimo è non aver fornito nessuna informativa all'utenza: nessun annuncio è stato svolto né a bordo treno, né in stazione e ciò potrebbe determinare disagi a molti gli utenti, visto che alcune partenze (R6009 e R6036 e R6060) sono state anticipate di qualche minuto. 
DECISIONE STRUMENTALE E POLITICA: analizzando nel dettaglio le modifiche, è evidente che la montagna ha partorito il topolino. Il trasferimento in cintura riguarderà 5 treni e non 9 come annunciato4 treni (R6018, R6024, R6036, R6040) lungo la tratta Udine-Tarvisio e uno (R6009) lungo la Carnia-Udine.
Se qualcuno pensava che questa fosse la soluzione al problema delle code ai passaggi a livello resterà molto deluso, visto che i treni interessati dallo spostamento riguardano fasce non di punta per il traffico veicolare; pertanto ai PL di via Cividale o al Bearzi dalle 7 alle 9 del mattino e dalle 16 alle 18 tutto resterà invariato come prima.
Si tratta solo di un intervento meramente ideologico voluto per accontentare "i capricci" di un senatore udinese alla disperata ricerca del consenso elettorale, nonché di un manipolo di residenti interessati a far rivalutare i loro immobili.
Da sempre abbiamo sostenuto che il problema andava affrontato in altra maniera, ragionando sotto il profilo tecnico in base alle logiche che governano la circolazione ferroviaria, invece la soluzione adottata rischia di scontentare tutti.
Un mero palliativo visto che fino a quando non verranno completati tutti i lavori del Nodo di Udine non sarà possibile ipotizzare il trasferimento del traffico passeggeri lungo la linea di cintura.
Come noto la linea di cintura è un falso doppio binario ad andamento curvilineo che non permette grandi velocità; i lavori per il raddoppio effettivo della linea non sono mai stati conclusi, cosicché la linea oggi è un mero raccordo con due bretelle distinte, una servente il traffico dei treni merci provenienti dall'Austria che raggiungono Trieste o lo scalo di Cervignano senza passare per la stazione di Udine; l'altra una bretella che collega PM Vat a Udine Parco. La circolazione è pertanto regolata come una linea a binario unico, con tutte le conseguenze del caso.
MAGGIORI TEMPI DI PERCORRENZA: l'instradamento dei treni lungo la cintura comporterà modifiche agli orari e in particolare ad alcune partenze, di fatto facendo saltare il cadenzamento, principio che fino a ieri pareva un dogma inderogabile per Regione e FS. Da lunedì le partenze pomeridiane da Udine verso Carnia/Tarvisio seguiranno il seguente strampalato cadenzamento: 13.35, 14.35, 16.35, 17.22, 17.35, 18.00,18.35, 18.58 e 20.01. 
I maggiori tempi di percorrenza conseguiti dall'instradamento in linea di cintura sono stati quantificati in 5 minuti (da Udine a Tricesimo la durata del viaggio passerà da 10 a 15 min./da Udine a Gemona si passerà da 26 a 30/31 min.); non sappiamo ancora e lo constateremo da lunedì se questi tempi di percorrenza verranno rispettati visto che da fonti ferroviarie ci sono molte perplessità al riguardo
A fronte dell'aumento dei tempi di percorrenza lungo la tratta Udine-linea cintura - PM Vat, ci attendevamo una corrispondente riduzione dei tempi da Vat a Tarvisio, in maniera da neutralizzare il maggior tempo di viaggio in cintura. 
Anche in questo caso ogni aspettativa è venuta meno visto che RFI lungo gli 84 km da Vat a Tarvisio prevede al massimo 2 minuti di recupero, peraltro tra le stazioni di Ugovizza/Valbruna e Tarvisio. 
Una vera pagliacciata visto che lungo i 75 km che dividono Vat e Ugovizza/Valbruna vengono confermati i tempi di percorrenza attuali, mentre il recupero dei 2 minuti viene fatto negli ultimi 9 km della linea tra Ugovizza/Valbruna e Tarvisio.
Di seguito il dettaglio degli orari dei treni interessati dalle modifiche:
R6009 Carnia-Udine: la partenza viene anticipata di 1 minuto alle ore 8.21, mentre l'arrivo a Udine è posticipato di 3 minuti alle ore 9.02. 
Il tempo di percorrenza complessivo passa così da 37 a 41 minuti (+4). Da Carnia a Tricesimo resta immutata la percorrenza, mentre da Tricesimo a Udine si passa da 10 a 14 minuti.
Nel dettaglio: Carnia p. 8.21, Venzone 8.26, Gemona 8.32, Artegna 8.38, Tarcento 8.42, Tricesimo 8.48, Udine 9.02.

R6018 Trieste-Udine-Tarvisio: è stata confermata la partenza da Udine alle 13.35, mentre l'arrivo a Tarvisio è posticipato alle 14.53 anziché alle 14.50. 
Il tempo di percorrenza complessivo passa quindi da 75 a 78 minuti (+3). Da Udine a Tricesimo la percorrenza passa da 10 a 15 minuti, da Udine a Gemona si passa da 26 a 31 minuti. L'unica modifica migliorativa è data dalla riduzione di 2 minuti di percorrenza tra le stazioni di Ugovizza/Valbruna e Tarvisio.
Nel dettaglio: Udine p. 13.35, Tricesimo 13.50, Tarcento 13.56, Artegna 14.00, Gemona 14.06, Venzone 14.12, Carnia 14.19, Pontebba 14.35, Ugovizza/Valbruna 14.45, Tarvisio 14.53

R6024 Trieste-Udine-Carnia: confermata la partenza da Udine alle 14.35, mentre l'arrivo a Carnia è posticipato di 3 minuti alle 15.16. 
Il tempo di percorrenza complessivo passa quindi da 38 a 41 minuti (+3). Da Udine a Tricesimo la percorrenza passa da 10 a 14 minuti, da Udine a Gemona si passa da 26 a 30 minuti. L'unica miglioria è la limatura di 1 minuto tra Venzone e Carnia.
Nel dettaglioUdine p. 14.35, Tricesimo 14.49, Tarcento 14.55, Artegna 14.59, Gemona 15.05, Venzone 15.11, Carnia 15.16

R6036 Trieste-Udine-Tarvisio: la partenza da Udine viene anticipata di 1 minuto alle ore 18.00, mentre l'arrivo a Tarvisio è posticipato di 2 minuti alle 19.17. 
Il tempo di percorrenza complessivo passa quindi da 74 a 77 minuti (+3). Da Udine a Tricesimo la percorrenza passa da 9 a 14 minuti, da Udine a Gemona si passa da 25 a 30 minuti. Da Tricesimo a Ugovizza/Valbruna non vi è nessuna riduzione dei tempi di percorrenza, mentre da Ugovizza/Valbruna a Tarvisio vi è una limatura di 2 minuti.
Nel dettaglioUdine p. 18.00, Tricesimo 18.14, Tarcento 18.20, Artegna 18.24, Gemona 18.30, Venzone 18.36, Carnia 18.43, Pontebba 18.57, Ugovizza/Valbruna 19.09, Tarvisio 19.17

R6040 Trieste-Udine-Tarvisio: la partenza da Udine viene anticipato di 3 minuti alle 18.58 anzichè delle 19.01; la sosta del treno a Udine pertanto viene ridotta (l'arrivo da Trieste resta alle 18.54). L'arrivo a Tarvisio viene confermato alle 20.15. Il tempo complessivo di percorrenza passa da 74 a 77 minuti (+3). Da Tricesimo a Ugovizza/Valbruna non vi è nessuna riduzione dei tempi di percorrenza, mentre da Ugovizza/Valbruna a Tarvisio vi è una limatura di 2 minuti.
Nel dettaglioUdine p. 18.58, Tricesimo 19.12, Tarcento 19.18, Artegna 19.22, Gemona 19.28, Venzone 19.34, Carnia 19.41, Pontebba 19.55, Ugovizza/Valbruna 20.07, Tarvisio 20.15

Nulla ci è stato comunicato circa modifiche del servizio Mi.Co.Tra.

venerdì 11 settembre 2020

Ancora clandestini sui binari, circolazione rallentata lungo la Udine-Trieste. La pazienza degli utenti è allo stremo: appello ai prefetti pattugliate le frontiere

Quello dei clandestini che camminano lungo i binari del Friuli Venezia Giulia e in particolare lungo la Udine-Trieste non è più un'emergenza, ma di un vero e proprio problema strutturale che da oltre tre mesi sta creando tantissimi disagi alla  circolazione ferroviaria.
Non si contano più i ritardi e le cancellazioni di convogli, con pendolari ormai stanchi di questa situazione.
Alcuni utenti hanno proposto di lanciare una petizione on line; da parte nostra non possiamo che manifestare il nostro totale disappunto su come questa vicenda viene (NON)gestita dalle Istituzioni.
Da cittadini e utenti siamo disarmati dinanzi ad una situazione molto complessa che richiede l'intervento deciso delle Istituzioni competenti (Ministero degli Interni/Difesa). 
Solo martedì scorso il Ministro agli Interni Luciana Lamorgerse aveva promesso nel corso del vertice che si è tenuto a Trieste un aumento dei controlli, ma nulla sembra cambiato visto che il flusso dei migranti della rotta balcanica risulta costante a fronte di frontiere colabrodo.
Questa mattina alle 8.30 il treno R20955 Udine-Trieste ha maturato 15 minuti di ritardo a causa di un rallentamento nei pressi di Ronchi dei Legionari; stessa sorte per il R20962 Trieste-Udine.
La Direzione Trenitalia aveva informato la possibilità di ritardi nell'ordine di 30 minuti per i treni in arrivo a Trieste a causa di un gruppetto di migranti che poi è stato intercettato verso le 8.40 nei pressi della stazione di Sistiana-Visogliano. 
Ieri sera, verso le 20, stesso copione lungo il tratto della Gorizia-San Giovanni al Natisone; altri migranti avevano messo in difficoltà sempre la circolazione fs provocando la cancellazione del R20989 Trieste-Udine e ritardi nell'ordine dei 20 minuti. 
CONTROLLO DEI CONFINI: Non possiamo che rinnovare il nostro appello alle Autorità competenti, in primis i Prefetti di Trieste, Gorizia e Udine affinché assumano una linea dura, prevedendo maggiori controlli ai confini.
Senza polemica alcuna riteniamo che come durante il lockdown le Forze dell'Ordine hanno utilizzato droni ed elicotteri per rintracciare "pericolosissimi" runners, così oggi è potrebbero impegnare questi mezzi per controllare chi entra nel Paese.  
Riteniamo infatti inutile pattugliare le linea ferroviarie, vista la loro estensione, parimenti è assolutamente necessario controllare i confini, bloccando le varie auto e i furgoni dei passeur che da mesi stanno facendo la spola con la Slovenia, scaricando poi il loro carico umano lungo le nostre strade e le linee ferroviarie ben lontano dalla frontiera.
L'intervento dell'Esercito a supporto delle Forze dell'Ordine pare quindi un atto non più procrastinabile per debellare questo fenomeno tutto friulano che sta assumendo dimensioni molto preoccupanti.
Nei giorni scorsi abbiamo chiesto alla Regione, la convocazione del Tavolo di Lavoro dei pendolari, chiedendo tra l'altro l'inserimento nell'ordine del giorno anche questo tema.

lunedì 7 settembre 2020

Estate difficile sui binari del FVG: chiesta la convocazione del Tavolo di Lavoro Regione FVG, Comitati Pendolari, Gruppo FS e Tpl Fvg

Il consultivo dei mesi di luglio e agosto sono stati molto negativi per il trasporto ferroviario del FVG, che è stato caratterizzato da frequenti disservizi, non sempre imputabili al gestore Trenitalia; talvolta i ritardi sono stati causati da guasti infrastrutturali alle linee, altre volte da lavori in corso (es. cantiere di Aurisina) e da ultimo ma non per importanza, dalla presenza di persone estranee sui binari. 
Ritardi e cancellazioni sono stati frequenti soprattutto in agosto: la linea più colpita è senza dubbio la Udine- rieste, ma disagi si sono registrati anche lungo la Udine-Cervignano, Udine-Carnia e Udine-Venezia. 
L’unica nota positiva è stata a fine agosto il termine dei lavori del cantiere di Aurisina e il ripristino dell’ordinaria circolazione lungo la Udine-Trieste. 
MIGRANTI ROTTA BALCANICA: il problema extra ferroviario dei migranti della rotta balcanica ha poi creano ulteriori disagi alla circolazione, divenuti quasi quotidiani; un fenomeno questo tutto friulano, che se non fosse per le nostre denunce e segnalazioni – iniziate ancora a giugno - passerebbe in un assordante silenzio, lontano dai riflettori dei media nazionali. 
Purtroppo anche i questi giorni non si fermano i rintracci di migranti e ormai non si contano i casi di avvistamenti di persone estranee sui binari, che obbligano il gestore dell’infrastruttura a far ridurre la velocità ovvero a bloccare la circolazione al fine di tutelare l’incolumità delle persone. 
Il tema è molto serio e non può essere trattato con superficialità o in modo strumentale: nei giorni scorsi sui social abbiamo lanciato più volte un appello alle Istituzioni affinché si mobilitino per trovare una soluzione a questo problema
Di certo così è impossibile pensare di andare avanti. Ci sentiamo abbandonati, con un totale senso di impotenza dinanzi ad un fenomeno che pare non interessi nessuno. 
L’8 settembre è previsto un incontro tra il Ministro dell’Interno Lamorgese e le Istituzioni regionali, sarà l’occasione per evidenziare che il problema dei migranti in Friuli non riguarda solo i confini, le strade, le città, ma corre anche lungo i binari. 
RIMBORSI ABBONAMENTI: Trenitalia ha comunicato tramite il proprio portale web l’avvio delle procedure di rimborso degli abbonamenti non utilizzati o parzialmente utilizzati causa Covid-19 (leggi qui l’articolo dedicato). Sul tema abbiamo inviato una richiesta a Trenitalia e alla Regione per definire alcuni specifici casi e aspetti ancora poco chiari. 
CONTINGENTAMENTO DEI POSTI: da martedì 8 settembre dovrebbe entrare in vigore la nuova ordinanza che reintroduce il contingentamento dei posti a bordo, nel limite dell’80% dei posti disponibili. Si tratta di un provvedimento nato da un compromesso tra Governo e Regioni che verrà applicato su scala nazionale per tutti i mezzi del trasporto pubblico locale (treni, bus, metro). 
Un passo indietro senza dubbio che costringerà Trenitalia a segnalare a bordo i posti disponibili e quelli no: siamo curiosi di conoscere quali saranno i criteri di scelta dei posti non utilizzabili a bordo dei treni Caf, dove su 300 sedili 60 saranno inutilizzabili. 
Se il limite del contingentamento al 50% dei posti prevedeva una logica alternanza, il limite dell'80% pare assolutamente campato per aria e frutto dell'ennesima italica farsa.
Senza pensare poi a chi dovrà vigilare per garantire il rispetto delle regole in caso di affollamento. 
TAVOLO DI LAVORO: la sessione prevista per marzo 2020 del Tavolo di Lavoro tra Comitati dei Pendolari, Regione FVG e Gruppo FS è saltata per l’emergenza Covid, ora a distanza di 6 mesi abbiamo richiesto alla Regione la convocazione del Tavolo per fare il punto della situazione, tenendo conto del prossimo cambio orario del 13 settembre e dell’avvio dell’anno scolastico 2020/2021. 
Oltre a Trenitalia e RFI, abbiamo richiesto la presenza di Tpl Fvg e l’allargamento del Tavolo anche al gestore unico del trasporto pubblico su gomma al fine di risolvere alcune problematiche legate all’intermodalità treno+bus
L’ordine del giorno che abbiamo proposto si basa su temi pratici e questioni che riteniamo facilmente risolvibili a costo zero, come il tema dell’informazione ai viaggiatori, un servizio ancora carente nonostante alcuni passi avanti legati soprattutto alla presenza del personale di assistenza (cd giubbe rosse) di Trenitalia. 
Dal Tavolo ci attendiamo alcune risposte in ordine alla questione dei rimborsi Covid, visto che alcuni aspetti risultano ancora poco chiari, sulla sicurezza in alcune stazioni, al programma dei lavori di miglioramento dei servizi/accesso in stazione, tra cui quella di Udine. 
CONTRATTO DI SERVIZIO: non da ultimo risulta basilare il tema legato al nuovo contratto di servizio; a dicembre scadrà l’ennesima proroga di un contratto datato maggio 2008 che vede il FVG come ultima regione d’Italia ad andare a contratto. 
Un ritardo imbarazzante frutto di scelte politiche degli anni passati fallimentari, che trovano solo parziale giustificazione nel contenzioso, ora risolto, della gara del tpl gomma, che ha visto contrapposte la Regione a Busitalia/Gruppo FS. 
Siamo consapevoli che solo con la stipula del nuovo contratto il servizio fs potrà migliorare la qualità dell'offerta, con l'arrivo di nuovi treni (i Pop e i Rock sono già arrivati in tante regioni) e una nuova visione d’orario, oggi statico, ancora basato su vecchi schemi e anacronistici protocolli, spesso con buchi non più tollerabili e con una velocità commerciale troppo bassa e non concorrenziale rispetto ad altri mezzi di trasporto. 
E’ proprio sulla riduzione dei tempi di viaggio che si dovrà puntare con decisione, sperimentando soprattutto sulle tratte tecnologicamente già pronte un nuovo orario strutturato.

giovedì 3 settembre 2020

Rimborsi per mancato o parziale utilizzo degli abbonamenti per Covid-19

Come definito dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con la DGR n.1238 del 07.08.2020 fino al 30 novembre 2020 è possibile procedere alla richiesta di rimborso per gli abbonamenti regionali FVG Trenitalia con origine e destinazione entrambe comprese nell’ambito dei confini regionali, estesi alle località di Portogruaro e Teglio Veneto. In particolare, sono rimborsabili gli abbonamenti:
mensili validi per il mese di marzo 2020;
annuali, con un massimo di 2/12 del valore dell’abbonamento;
annuali scolastici, con un massimo di 3/10 del valore dell’abbonamento;
annuali scolastici residenti FVG, con un massimo di 3/10 del valore dell’abbonamento.
Il rimborso avverrà tramite voucher: l’importo del voucher sarà calcolato in misura proporzionale in giorni di mancato utilizzo tra il periodo di non utilizzo e il periodo di validità dell’abbonamento, in base a quanto indicato nella dichiarazione sostitutiva. Ad esempio, se l’abbonamento mensile aveva una validità di 31 giorni e si dichiara di non averlo utilizzato per 10 giorni, il rimborso sarà pari a 10/31 del valore dell’abbonamento.
Il voucher potrà essere utilizzato entro il 31/12/2020 e sarà spendibile, in un’unica transazione, solo nella biglietteria indicata nel modulo di richiesta. Qualora non si spenda l’intero valore del voucher, la differenza non potrà essere recuperata in alcun modo.
Per richiedere il rimborso, il cliente deve compilare - per ciascun abbonamento - la dichiarazione sostitutiva e il modulo di richiesta da consegnare o inviare a Trenitalia con allegata la fotocopia o la scannerizzazione o la foto dell’abbonamento (solo per richieste tramite mail) e del documento d’identità (salvo consegna in biglietteria attraverso identificazione e apposizione della firma sulla dichiarazione in presenza del dipendente addetto a riceverla): 
• tramite e-mail, all’indirizzo: rimborsi.friuli@trenitalia.it;
• presso le Biglietterie Trenitalia;
• tramite posta ordinaria, all’indirizzo: Trenitalia - Direzione Regionale Friuli Venezia Giulia, via Giulio Cesare, 5 - 34123 Trieste. Modulo per la richiesta di rimborso Dichiarazione sostitutiva

giovedì 27 agosto 2020

Finiti i lavori sulla Trieste-Monfalcone: da sabato 29 agosto la circolazione dei treni torna regolare

Dopo alcuni giorni molto negativi per il trasporto ferroviario regionale, penalizzato da ritardi e soppressioni per vari motivi (guasti, persone estranee in linea e dal cantiere di Aurisina), arriva finalmente una buona notizia. 
Riprenderà infatti sabato 29 agosto, dopo oltre due mesi di lavori e disagi, la regolare circolazione dei treni fra Bivio d’Aurisina e Trieste Centrale
È stato portato a termine l’intervento di consolidamento della parete rocciosa in prossimità del Bivio, sul binario in direzione del Capoluogo giuliano, resosi necessario a seguito della frana che ha causato il deragliamento di un treno lo scorso 22 giugno scorso. 
"A partire dall’8 luglio, per sette settimane consecutive, circa 60 uomini impegnati su più turni nell’arco delle intere 24 ore, hanno operato su un fronte lungo 1,2 km, per una superficie di 9mila mq di costone roccioso. - si legge in una nota di Rfi -. Taglio della vegetazione, rimozione di pietre e massi pericolanti, esecuzione di fori per il fissaggio e posa delle reti a doppia torsione e in funi di acciaio a rivestimento della parete, sono state le lavorazioni eseguite, per un totale di 4,5 milioni di euro di investimento complessivo". 
La chiusura di quel binario ha provocato non pochi disagi agli utenti in questo periodo: il cantiere ha infatti causato la soppressione di numerosi treni autosostituiti tra Trieste e Monfalcone da bus navetta.

lunedì 24 agosto 2020

Profughi sui binari circolazione bloccata e viaggiatori sui bus – In settimana il Ministro Lamorgese in Friuli

Ancora profughi a ridosso dei binari: sabato 22 agosto un gruppo di clandestini è stato avvistato fra Udine Parco e Manzano e subito è scattato l’allarme e il blocco della circolazione fs.
Quasi due ore e mezza di passione per i viaggiatori con la circolazione bloccata del tutto per oltre un’ora, dalle 7.40 alle 8.45, e poi dopo il nulla osta della Polfer, treni a singhiozzo con velocità ridotta fino alle 10. 
In questi casi la prassi prevede una volta ricevuta la segnalazione la «marcia a vista» per evitare che qualcuno possa farsi male e il successivo blocco totale se la presenza degli estranei lungo la linea viene confermata. 
E così è successo per il R33644 che si è fermato a Buttrio alle 7.20: il personale ha riferito di aver avvistato un gruppo di 8 persone davanti al treno e successivamente di averli visti incamminare verso Udine. 
I viaggiatori che erano a bordo del R33644 sono stati trasferiti su un bus per Udine, mentre a 5 passeggeri Trenitalia ha pagato un taxi per arrivare a Tarvisio; altri passeggeri (qualche decina) sono stati riprotetti su bus da Udine a Monfalcone e da San Giovanni a Udine. 
Alle 8.45 è arrivato il nulla osta alla ripresa della circolazione, ma sempre con riduzione della velocità, mentre era in corso l’intervento per individuare i migranti che si erano poi diretti verso Pradamano. Alla fine, a quanto fa sapere la società ferroviaria, «dalle 10 è ripresa gradualmente la regolare circolazione». Coinvolti «l’Intercity Roma-Trieste e sei treni regionali con ritardi fino a 90 minuti». Il 21001 è transitato con prescrizioni sul binario dispari. Il 2443 è stato soppresso da Udine a Cormons e il 2444 da San Giovanni al Capoluogo. 
I PRECEDENTI - Non è la prima volta che accade. A fine luglio erano stati proprio i Comitati Pendolari a segnalare come la presenza di migranti della rotta balcanica a ridosso dei binari fosse diventata ormai una triste abitudine. 
L’ultimo episodio prima di quello di sabato risale al pomeriggio di mercoledì 19 agosto, quando fra San Giovanni al Natisone e Udine Parco, la presenza di estranei in linea ha causato ritardi fino a 40 min. 
Ma oltre ai casi ufficiali ce ne sono anche altri in cui il personale fs fa miracoli, riducendo i ritardi a pochi minuti. Ormai la questione è diventata un problema serio, visto che i passeur scaricano i profughi della rotta balcanica sempre nelle stesse zone: Manzano, San Giovanni, Cormons. migIn settimana è previsto l’arrivo in Friuli del Ministro agli Interni Lamorgese: sarà sicuramente l’occasione per portare al tavolo del Ministro questa problematica che può e deve essere risolta, visto che non pare impossibile far pattugliare qualche kilometro di confine, aumentando i controlli ai valichi di frontiera con la Slovenia.

venerdì 21 agosto 2020

Sconti e agevolazioni trasporto scolastico: confermato lo sconto del 50% da parte della Regione Fvg

In attesa di certezze sulle modalità di riapertura delle scuole e sul trasporto pubblico locale da parte del Governo, segnaliamo questo ottima iniziativa della Regione Friuli Venezia Giulia, che per l’anno scolastico 2020/2021 ma ha perfino ampliato le agevolazioni dedicate al trasporto scolastico.. 
Quest’anno infatti l'abbonamento scolastico residenti Fvg che prevede uno sconto del 50% è stato esteso anche alle tratte urbane delle città. 
Si tratta di una iniziativa concreta a sostegno delle famiglie che ogni anno devono affrontare spese ingenti per garantire il diritto allo studio dei propri figli; l’agevolazione introdotta lo scorso anno ha permesso risparmi che oscillano in base alle tratte e ai servizi, da 150 euro, nel caso di nuclei con un solo figlio, fino ad oltre 750 per quelli con due ragazzi. 
L’investimento della Regione a copertura dell’agevolazione è molto significativo (oltre ai 6 milioni già stanziati si sono aggiunti ulteriori 3 milioni), in considerazione che gli oneri derivanti dall’agevolazione sono interamente coperti con risorse regionali. 
QUALI SERVIZI SI POSSONO UTILIZZARE: 
- i servizi di Trasporto Pubblico Locale automobilistici extraurbani, urbani e misti svolti da TPL FVG (Saf-Arriva, Atp, Trieste trasporti e Apt; 
- i servizi di trasporto ferroviario regionale o servizi ferroviari sostitutivi svolti con autobus, previsti sul territorio regionale o fino alla stazione di Portogruaro (Venezia) gestiti da Trenitalia e Ferrovie Udine Cividale (FUC); 
- i servizi automobilistici extraurbani FVG e ferroviari regionali FVG integrati 
BENEFICIARI E REQUISITI: possono acquistare il nuovo titolo di viaggio gli studenti iscritti alle scuole dell'obbligo e superiori, università o istituti superiori equiparati, fino al giorno prima del compimento del ventisettesimo anno di età, anagraficamente residenti nel territorio regionale. L’abbonamento scolastico va acquistato entro il 31 ottobre. 
Per l'acquisto è prevista la compilazione di un modulo di autocertificazione, disponibile a breve sui siti di Tpl Fvg, Ferrovie Udine Cividale e Trenitalia. 
VALIDITA’ DEL TITOLO: 
- per i servizi automobilistici e ferroviari sulla linea Udine-Cividale: dieci mesi dal 1° settembre 2020 al 30 giugno 2021 o dal 1° ottobre 2020 fino al 31 luglio 2021; 
- per i servizi ferroviari di Trenitalia: dodici mesi, a decorrere dall’inizio di validità (1° settembre 2020, 1° ottobre 2020 o 1° novembre 2020). 
COME ACQUISTARE L’ABBONAMENTO
- per i servizi automobilistici gestiti da TPL FVG bisogna collegarsi alla pagina dedicata del sito web dell'Azienda www.tplfvg.it Attraverso le pagine si può compilare e stampare il modulo di autocertificazione che dovrà essere poi firmato e ricaricato assieme alla copia del documento di identità del dichiarante (in corso di validità). In caso di incompletezza, sarà cura dell’Azienda segnalare le eventuali anomalie. Entro sette giorni lavorativi dalla data di invio, l'Azienda invierà una email di conferma della completezza della documentazione ricevuta e si potrà acquistare l’abbonamento presso le biglietterie, le rivendite autorizzate o online 
- per i servizi ferroviari di Ferrovie Udine Cividale (FUC) bisogna scaricare il modulo di autocertificazione messo a disposizione sul sito delle Ferrovie Udine Cividale www.ferrovieudinecividale.it Il modulo va compilato, firmato e consegnato al momento dell’acquisto alle biglietterie di Ferrovie Udine Cividale, assieme alla copia del documento di identità 
- per i servizi ferroviari di Trenitalia (tutti i servizi realizzati sulla rete regionale e dalla Regione fino a Portogruaro) bisogna scaricare il modulo di autocertificazione. Il modulo va compilato, firmato e consegnato, al momento dell’acquisto dell’Abbonamento scolastico residenti FVG, alle biglietterie di Trenitalia situate nel territorio del Friuli Venezia Giulia, assieme alla copia del documento di identità e all’informativa sulla privacy di Trenitalia scaricabile dal sito www.trenitalia.com
Se lo studente ha meno di 18 anni il modulo di autocertificazione deve essere compilato e firmato da un genitore o dal tutore legale e dovrà essere allegata copia del suo documento di identità in corso di validità. Nel caso di ritiro dell’abbonamento agevolato da parte di altro soggetto, lo stesso dovrà presentare delega con unita fotocopia del documento di identità del richiedente.

mercoledì 19 agosto 2020

In settimana si deciderà sulle limitazioni a bordo del tpl. Ipotesi del Governo assolutamente impraticabili

In settimana si dovrebbe avere qualche certezza in più su come si viaggerà a bordo dei servizi di trasporto pubblico locale. 
Dopo l'ordinanza "folle" del Ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha di fatto disconosciuto l'indirizzo del Ministero dei Trasporti si è aperta una querelle tra Governo e Regioni sulle modalità dell’offerta del tpl che ormai dura da 18 giorni. 
Dal 1 agosto ad oggi si potrebbe dire tanto rumore per nulla! 
Riassumiamo per tappe di questa delicata vertenza  situazione. 
27 GIUGNO: varie Regioni, tra cui Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Lombardia, poi si accoderanno a luglio anche Marche, Calabria, Sicilia e Sardegna, previa delibera della Conferenza Stato-Regioni, eliminano il contingentamento dei posti a bordo dei mezzi del tpl, i quali tornano così utilizzabili al 100%; resta fermo il mantenimento dell'obbligo di utilizzo della mascherina a bordo dei mezzi. 
Una decisione sostenuta anche dai Comitati Pendolari di FVG e Veneto che ad inizio giugno avevano indirizzato una lettera congiunta ai Governatori Fedriga e Zaia, chiedendo appunto l’eliminazione delle limitazioni dei posti a bordo e il ripristino dell’ordinario programma d’esercizio con tutte le corse. 
1 AGOSTO: dopo una serie di polemiche fomentata da alcune testate giornalistiche, il Ministro alla Salute, Roberto Speranza, firma un’ordinanza con la quale si limita al 50% i posti a bordo dei treni e bus, ribadendo che in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, resta obbligatorio sia il distanziamento di un metro che l'obbligo delle mascherine. 
Un’ordinanza che in ambito ferroviario ha creato un grande pandemonio visto che il provvedimento inaspettato è giunto nel pomeriggio di sabato, primo weekend d'agosto, con migliaia di persone in viaggio verso i luoghi di vacanza. 
La cronaca è nota a tutti, con Italo costretta a sopprimere numerosi treni, appiedando oltre 8.000 passeggeri e Trenitalia che ha cercato di limitare il peggio. Si è trattato di un weekend di passione per migliaia di passeggeri vittime di un’ordinanza folle giunta fuori tempo, emessa senza pensare alle conseguenze pratiche che hanno messo in ginocchio le Aziende di Trasporto. 
6 AGOSTO: il Comitato Tecnico Scientifico esprime parere favorevole all’ordinanza Speranza, confermando il limite del 50% dei posti a bordo dei treni e bus e del 100% per gli aerei. 
Di fatto però l’ordinanza Speranza trova applicazione solo per i viaggi dell’Alta Velocità, atteso che le Regioni confermano le proprie decisioni, opponendosi al contingentamento dei posti sul trasporto regionale 
10 AGOSTO: si tiene la Conferenza Stato-Regioni. In un serrato confronto tra i Governatori e i Ministri De Micheli, Speranza e Boccia, le Regioni hanno espresso una fortissima preoccupazione per la situazione del tpl, soprattutto quando a settembre riapriranno le scuole e saranno riprese gran parte delle attività lavorative. È chiaro che il riferimento di base deve essere la sicurezza sanitaria, tuttavia si devono fare i conti con la sostenibilità del trasporto pubblico, ricercando le soluzioni possibili che consentano la gestione dei servizi in un periodo in cui si deve convivere con il virus. 
Tre sono le problematiche le Regioni pongono al Governo: 
1).- Lo stanziamento di 400 milioni in favore del tpl previsto dal “Decreto Agosto” non deve rimanere sulla carta, ma il Governo deve con celerità provvedere ad erogare le risorse, attribuendole alle Regioni in base ai criteri previsti per il Fondo Nazionale Trasporti. 
2).- Si deve agire soprattutto sulle linee extraurbane garantendo uno snellimento del regime autorizzatorio per abilitare altri mezzi a svolgere i servizi di linea. 
3).- E’ stato chiesto di chiudere i tavoli regionali coordinati dal Ministero dell’Istruzione sulla flessibilità degli orari scolastici al fine di avere un quadro chiaro sulla base del quale rimodulare i servizi di tpl nell’ottica della riapertura delle scuole. 
L’incontro di fatto si è chiuso con un nulla di fatto, rinviando ogni decisione a dopo le ferie di Ferragosto, quando si cercherà come nella italica prassi di trovare un compromesso tra la posizione delle Regioni e quella del Governo. Il Ministro Boccia ha chiesto alle Regioni di preparare un documento unitario da sottoporre al Comitato Tecnico Scientifico, sospendendo ogni decisione di una settimana, invitando le Regioni a trovare una soluzione sulla percentuale di persone che può salire a bordo dei mezzi. 
Hanno espresso perplessità a questo approccio vari governatori, tra cui il FVG e Veneto che hanno confermato che non intendono tornare indietro prevedendo contingentamenti di posti a bordo dei mezzi.
In altre parole, secondo alcuni Governatori si deve insistere nell'obbligo della mascherina a bordo ed essere meno intransigenti sul distanziamento, altrimenti a settembre ci sarà il caos, con ricadute drammatiche, visto che lo stesso Governo prevede che torneranno a muoversi oltre 10 milioni di persone. 
Ma il vero problema resta il trasporto scolastico, se ci saranno limitazioni dei posti alcune Regioni non assicurano la possibilità di garantire il servizio visto che anche un aumento delle risorse da parte del Governo potrebbe non essere sufficiente a sostenere i costi per doppie e triple corse: non ci sono poi abbastanza autobus o treni per rimodulare l'offerta e le ipotesi del Governo sul distanziamento a bordo non sono percorribili. Nonostante infatti l'adozione degli accorgimenti suggeriti dal Governo, fra cui divisori flessibili tra una seduta e l'altra, non si andrebbe comunque al di sopra del 60% dei carichi ordinari. Se così fosse, a settembre quasi la metà degli studenti resterebbe esclusa dal servizio trasporto e non ci sarebbe spazio nemmeno per i pendolari. 
L’intento, sottolineato da tutti i Governatori, è quello che dal Comitato Tecnico Scientifico pervengano indicazioni concrete e fattibili sugli accorgimenti adottabili nel breve periodo, per disporre di una capacità di carico pressoché pari a quella ordinaria, eventualmente anche attraverso la conferma delle modalità vigenti sui mezzi di trasporto pubblico, che fanno della mascherina il presidio fondamentale per la prevenzione del Covid 19. 
POSIZIONE DELLA REGIONE FVG: se la capienza massima sui mezzi tpl sarà ridotta al 60%, secondo l'attuale orientamento del Governo, la Regione Friuli Venezia Giulia non sarà in grado di garantire il trasporto pubblico scolastico. Questa in sintesi la posizione che l'Assessore Graziano Pizzimenti. 
Attualmente in FVG sul tpl ferro e gomma la capienza è massima, con la possibilità di occupare il 100% dei posti a sedere, ma con l'obbligo di indossare dispositivi di protezione individuale. 
L’Assessore Pizzimenti ha rigettato l'ipotesi di installare a bordo dei mezzi pubblici dei separatori leggeri, come divisori in stoffa o altro materiale, sia per l'impossibilità di provvedere all'allestimento di tutti i mezzi in tempo utile, sia per la difficoltà che comunque si riscontrerebbe nel tenere igienizzati simili attrezzature. L’Assessore ha inoltre posto l'accento sullo scarso tempo a disposizione per svolgere gare e procedure amministrative e giungere pronti alla riapertura dell'anno scolastico; a tal proposito, l'ulteriore slittamento di ogni decisione per condividere un documento unitario - a cui le Regioni stanno già lavorando per avanzare una controproposta al ministero e al comitato tecnico scientifico - non lascia ben sperare sulla possibilità di giungere ad una soluzione in tempi ristretti. 
PROSPETTIVE dopo il fallimento dell’incontro del 10 agosto si spera che le parti trovino una soluzione di buon senso, visto che i correttivi proposti non sono realizzabili né per logistica nè per questioni di tempo. 
Da parte nostra non possiamo altro che condividere le perplessità delle Regioni, che si oppongono al contingentamento dei posti a bordo, una soluzione questa che ci farebbe ritornare indietro di due mesi, mettendo in grave crisi l’intero sistema del tpl che non dispone né di materiali (treni e bus), né di risorse sufficienti a garantire un’offerta così rimodulata. 
Fino alla fatidica data del 14 settembre non si prevedono grandi problemi; ad oggi infatti in FVG si viaggia molto al disotto dei livelli pre-Covid (mendo del 50%), ma con l’avvio delle scuole e la fine delle ferie di tanti lavoratori il problema dei trasporti potrebbe diventare serio anche per la nostra regione.

lunedì 17 agosto 2020

A breve il trasferimento della linea Udine Cividale a RFI

Qualche settimana fa la Giunta della Regione FVG ha assunto un'importante delibera che di fatto permetterà il trasferimento della proprietà della linea ferroviaria Udine Cividale a RFI - Rete Ferroviaria Italiana
Come si apprende da un articolo del Il Friuli, "la Giunta regionale ha approvato, lo scorso 24 luglio, lo schema di Accordo tra Regione, Ferrovie Udine Cividale (Fuc) e Rfi per la realizzazione delle attività propedeutiche al subentro di Rfi nella gestione dell’infrastruttura ferroviaria. Nella stessa delibera la Giunta si è riservata, al termine dell’attività di analisi e conoscitiva realizzata nell’ambito dell’accordo - senza oneri a carico della Regione - le determinazioni conclusive sul subentro di Rfi.
Il passaggio era nell’aria perché già nella delibera del 23 giugno 2017, la Giunta regionale aveva definito strategico il rapporto di collaborazione e supporto tecnico tra Fuc e la Rfi sull’attività di gestione dell’infrastruttura, soggetta per altro a un esteso intervento di ammodernamento, lavori che sono in via di completamento e garantiranno l’adeguamento tecnologico agli standard di sicurezza richiesti dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf).
L’obiettivo era stato confermato con una successiva delibera del 14 dicembre 2018 sul Contratto di servizio con la Fuc per il biennio 2019-2020, nella quale si specificava che la Giunta Regionale, in ragione della sempre maggiore complessità correlata alla gestione della linea ferroviaria in questione, ha confermato, tra l’altro, la necessità di proseguire nella collaborazione con Rfi, volta a definire un percorso di attribuzione alla stessa della gestione della linea ferroviaria”. 
L’accordo prevede ora dei Gruppi di lavoro che avranno il compito di analizzare le condizioni necessarie per il futuro subentro di Rfi: entro 180 giorni i Gruppi renderanno disponibili i risultati di ricognizione congiunta dello stato di manutenzione dell’infrastruttura e degli interventi programmati.
Sarà al contempo individuato il personale della Fuc adibito e funzionale alla gestione della linea, che transiterà alle dipendenze di Rfi, e le relative modalità del passaggio e definito e quantificato l’ammontare dei costi di gestione dell’infrastruttura e la cui copertura sarà garantita da un contratto di programma, dal gettito del pedaggio e da eventuali altre fonti.

venerdì 7 agosto 2020

La Regione FVG ha stabilito gli indirizzi per i rimborsi degli abbonamenti Tpl causa Covid-19

Una bella notizia per gli utenti e pendolari del FVG: ieri la giunta regionale, su proposta dell’Assessore ai trasporti Graziano Pizzimenti, ha deliberato gli indirizzi per l’applicazione dei rimborsi ai viaggiatori di cui all'articolo 215 del Decreto Legge n. 34/2020. 
Il FVG insieme alla Emilia Romagna è una delle prime regioni d’Italia a regolamentare nel dettaglio gli indirizzi alle Aziende di trasporto pubblico locale, al fine di uniformare l’applicazione dell’articolo 215 del DL n. 34/2020, (convertito con modificazioni dalla L. 17 luglio 2020, n. 77).
Una decisione di buon senso, condivisa con i Comitati dei Pendolari che in queste settimane si sono confrontati in un fattivo e continuo dialogo con l’Assessore Pizzimenti e la Direzione Regionale Mobilità. 
Il provvedimento coinvolgerà oltre 60.000 utenti del FVG (bus e treni), che potranno così chiedere il rimborso. Nello specifico gli indirizzi prevedono: 
Abbonati
- abbonamenti mensili, tranne che per abbonamenti mensili acquistati prima del 10 marzo 2020, saranno rimborsati solo i mensili di marzo 2020; 
- abbonamenti annuali: rimborso di due mensilità (2/12); 
- abbonamenti annuali scolastici e abbonamenti scolastici residenti FVG: rimborso di 3 mensilità (3/10); 
Possessori di titoli di viaggio di corsa semplice: 
 - per i titoli ferroviari di corsa semplice acquistati prima del 10 marzo 2020 e che abbiano scadenza nel periodo 10 marzo-17 maggio sarà riconosciuto dall’impresa ferroviaria emittente un voucher di pari importo. Per titoli di corsa semplice ferroviari senza scadenza o con scadenza acquistati successivamente al 10 marzo non si dà seguito al rimborso;
- per i titoli di corsa semplice e pluricorsa validi sugli autobus urbani ed extraurbani e sui servizi marittimi, non si dà seguito al rimborso in quanto non prevedono scadenza di utilizzo. 
Modalità di rimborso: 
 - i rimborsi saranno effettuati unicamente tramite l’emissione di voucher spendibili entro il 31 dicembre 2020, in unica soluzione; 
Caratteristiche del Voucher
- utilizzo entro il 31.12.2020; 
- importo proporzionale al periodo di mancato utilizzo; 
- spendibile in un’unica soluzione; 
- acquisto dei titoli con l’utilizzo del voucher solo presso le biglietterie dell’Azienda emittente o, ove disponibile, su web ticketing.; 
- validità del voucher: il voucher sarà emesso dall’Azienda presso la quale era stato acquistato il relativo abbonamento e potrà esser utilizzato per l’acquisto di titoli di viaggio di competenza territoriale della azienda stessa. 
La richiesta di Voucher andrà presentata entro il 30 novembre 2020 all’Azienda che ha emesso l’abbonamento sul portale aziendale dedicato ove attivato o presso le biglietterie secondo le modalità indicate dall’Azienda emittente in coerenza con quanto disposto dall’articolo 215. 
Per quanto riguarda gli abbonamenti ferroviari a tariffa sovraregionale, le modalità di applicazione della misura dovranno necessariamente essere coordinate a livello nazionale e quindi esulano dagli indirizzi regionali.

lunedì 3 agosto 2020

Nessuna limitazione al trasporto regionale FVG e Veneto

Trasporto ferroviario ancora nel caos a causa di un Governo in piena confusione.
Sabato pomeriggio, nel primo weekend di agosto, con migliaia di viaggiatori in partenza e treni già prenotati, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha emesso un'ordinanza che prevede il ripristino del distanziamento sociale sui treni ad alta velocità. 
La conseguenza dell’ordinanza che ripristina la possibilità di viaggiare solo con il 50% dei passeggeri ha causato subito cancellazioni di numerosi convogli, con Italo che per evitare il sorteggio su chi far scendere, stima di aver lasciato a terra circa 8 mila persone che riceveranno il rimborso del biglietto. 
Trenitalia ha cercato di dirottare i passeggeri su altri convogli, e istituire bus sostitutivi, ma il risultato è stato il caos, con capitreno e Polfer impegnati a far rispettare il distanziamento e numerose persone costrette a viaggiare in piedi nonostante fossero in possesso di regolare biglietto e prenotazione. 
Un provvedimento assurdo, che deriva da una vergognosa campagna stampa di alcune testate che hanno indotto il Ministro e gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico ad assumere il provvedimento, andando peraltro contro le direttive di luglio dal Ministero dei Trasporti, causando tra l'altro una lite tra i Ministri Speranza e De Michelis.  
Un contesto irreale ....  se a Roma la mano destra non sa cosa fa la sinistra, le Regioni sono invece determinate ad andare avanti facendo viaggiare i mezzi pubblici a totale capienza, senza limitazioni. 
Così in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna, restano valide le ordinanze dei Governatori che prevedono di mantenere il 100% di occupazione dei posti. E noi aggiungiamo e per fortuna !
L'eventuale ripristino delle limitazioni dei posti a bordo treno comporterebbero un taglio alle corse, visto che Trenitalia per garantire i posti sarebbe costretta a potenziare le composizioni con altro materiale rotabile. Si tornerebbe pertanto ad una situazione ante 26 giugno, con una situazione sanitaria decisamente diversa.
Uno scenario normativo assurdo, dove il buon senso non riesce a far capolino; di contro i danni economici per passeggeri e Aziende di Trasporto che subiscono questi provvedimenti sono incalcolabili.
E' evidente la disomogeneità nelle regole applicate nel Paese per contrastare il Covid, che appaiono a geometria variabile. È singolare, infatti, che in aereo si possa stare gomito a gomito e sui treni dell’alta velocità si debbano usare i posti al 50%. E che su autobus e treni regionali si possano occupare tutti i posti a sedere e in chiesa serva un metro laterale e frontale tra i partecipanti...
Dopo la figuraccia di ieri le polemiche che ne sono scaturite, giovedì si riunirà il Comitato Tecnico Scientifico per uniformare le regole su tutto il territorio nazionale e per tutti i mezzi di trasporto.
Restiamo ottimisti, anche se è evidente che chi in questo momento deve decidere ha le idee ben confuse !