Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

martedì 14 febbraio 2017

Veneto: biglietto unico Trenitalia-Dolomiti Bus

E’ nata "Unica Veneto", la smart card personale, nominativa e ricca di servizi dedicata ai viaggiatori di Trenitalia e Dolomiti Bus (società partecipata al 60% dalla Provincia di Belluno e al 30% dalla privata Autoguidovie Spa).
Il Veneto è la prima Regione in cui la carta è attiva, a partire proprio dalla Provincia di Belluno, città dove è stata presentata in presenza del Governatore della Regione del Veneto, Luca Zaia, dell’Assessore regionale ai Trasporti, Elisa De Berti, dagli Amministratori Delegati di Trenitalia, Barbara Morgante e di Dolomiti Bus, Natalia Ranza.
Si tratta di un progetto voluto dalla Regione Veneto e attuato da Trenitalia e Dolomiti Bus, che permette di caricare vari titoli di viaggio di diverse società di trasporto pubblico in un’unica smart card nominativa e personale denominata «Unica Veneto».
La card ha validità di 4 anni e permette di viaggiare con comodità sia sulle linee Trenitalia che su quelle della Dolomiti Bus. 
Il progetto di integrazione dei titoli si sviluppa per fasi: la partenza è con l’emissione delle card, a titolo gratuito, da parte di Trenitalia e Dolomiti Bus (fra il 13 febbraio e il giugno 2017), dove poter caricare così tutti gli abbonamenti regionali di Trenitalia per viaggiare in Veneto e interregionali con almeno una località di partenza/arrivo all’interno dei confini veneti e quelli Dolomiti Bus per viaggiare sulle linee della Provincia di Belluno.
Nella seconda fase, da giugno, sarà possibile caricare su Unica Veneto, che ha le dimensioni di una carta di credito ed è equipaggiata con tecnologia contactless che permette di utilizzarla semplicemente avvicinandola al lettore, anche i biglietti di corsa semplice di Trenitalia e Dolomiti Bus.
Da settembre, infine, i punti vendita potranno vendere i loro biglietti e abbonamenti direttamente su Unica Veneto. Le modalità di acquisto riguardano tutti i canali di vendita delle aziende.
«Stiamo lavorando - ha spiegato Zaia - per rendere più semplice e più efficiente il sistema di trasporto nel Veneto, in primis per i cittadini e i pendolari ma anche per chi viene a visitare la nostra terra. L'obiettivo, ad esempio, è far sì che un turista giapponese possa da piazza San Marco a Venezia raggiungere Cortina armato di una sola card, senza dover impazzire per passare da un mezzo a un altro e per acquistare i rispettivi biglietti».
Un’interessante esperienza che permette di promuovere e favorire l’intermodalità vettoriale e tariffaria.
In realtà si tratta di un “contenitore” di biglietti diversi che permette all’utente di viaggiare indistintamente sulle linee dei due vettori.
Negli ultimi anni si è discusso molto di biglietto unico, tariffa integrata treno/bus e di bigliettazione elettronica, ma poi nella realtà, salvo casi isolati e sporadici (es. Alto Adige), il panorama italiano risulta molto scarno.
In FVG l’unico esempio di intermodalità è quella tariffaria esistente lungo la Udine-Tarvisio: la tariffa permette in questo caso agli utenti di viaggiare, con il medesimo titolo, indistintamente sia sui bus di Saf Autotrasporti che sui treni di Trenitalia. Una convenzione va poi a disciplinare il riparto dei ricavi tra i due vettori.
In realtà si tratta di una integrazione tariffaria e non vettoriale, visto che il programma d’esercizio dei due gestori restano nettamente distinti e spesso scoordinati tra loro (senza coincidenze o persino con corse con percorsi ed orari coincidenti).
Qualche timido passo in avanti si è fatto con la bigliettazione elettronica, anche in questo caso però sempre con una netta distinzione per singolo vettore.
Un passo in avanti sarà dato – solo però per il servizio bus – dall’avvio del nuovo servizio di trasporto regionale su gomma, con il gestore unico TPL FVG S.c.a.r.l., che vede raggruppati gli attuali gestori del servizio e cioè le società Trieste Trasporti, SAF di Udine, ATAP di Pordenone e APT di Gorizia: il primo effetto del gestore unico sarà il biglietto e l’abbonamento unico per viaggiare in tutta la regione.
Nel 2017 una magra consolazione visto che il Mondo evoluto dei trasporti viaggia a ben altre velocità.

sabato 11 febbraio 2017

Nel 2016 60mila viaggiatori sui treni storici della Fondazione FS e 65mila visitatori al Museo di Pietrarsa

Nei giorni corsi è stato pubblicato sul sito della Fondazione FS un interessante dossier che fotografa la situazione nazionale del turismo ferroviario.
Cresce il trend delle attività turistiche in Italia per i treni storici e la cultura ferroviaria.
Nel 2016, dopo i risultati positivi dei due anni precedenti, sono stati 60mila i viaggiatori a bordo dei convogli d’epoca (+47% rispetto al 2015) della Fondazione FS Italiane e 230 gli eventi turistici (+39%) organizzati su vecchie linee ferroviarie d’interesse storico o paesaggistico.
 
Passeggeri
Eventi
Media pass./evento
Abruzzo
14.754
39
379
Lombardia
9.063
25
362
Toscana
8.523
34
250
Sicilia
5.530
42
132
Piemonte
5.412
21
258
Campania
4.493
25
180
Veneto
3.918
10
391
Liguria
3.393
8
424
Puglia
1.877
5
375
Lazio
1.050
10
105
Emilia Romagna
758
3
256
Friuli Venezia Giulia
512
4
128
Sardegna
408
4
102
TOTALE

59.691

230

260
L’Abruzzo è la meta più gettonata e guadagna la testa della classifica dei passeggeri grazie alla spettacolare linea Sulmona-Carpinone, la cosiddetta “Transiberiana d’Italia”, fiore all’occhiello del progetto di “Binari senza tempo”.
Seguono le regioni dove sono presenti tracciati storici di particolare interesse, resi di nuovo agibili dalla Fondazione FS per il turismo ferroviario: la Ferrovia del Lago in Lombardia, della Val d’Orcia in Toscana, dei Templi in Sicilia, della Valsesia e del Tanaro in Piemonte, la Ferrovia dell’Irpinia in Campania.
Proprio le linee inserite nel progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS danno il maggiore contributo al raggiungimento dei risultati per le singole Regioni dove sono presenti i tracciati.
La Sicilia risulta la prima regione per numero di eventi organizzati grazie ad un esteso programma congiunto tra Fondazione FS, Regione e Trenitalia che ha coinvolto diversi itinerari ferroviari nel periodo estateinverno. Tramite il contratto di servizio è stato infatti esteso anche ai treni storici per fini turistici la possibilità di finanziamento mediante fondi appositamente destinati dall’Assessorato Regionale Turismo Sport e Spettacolo.

“BINARI SENZA TEMPO”: nel corso del 2016 si è consolidato ulteriormente il progetto di riapertura a scopi turistici di alcune linee, oggi sospese e prive di servizi di trasporto pubblico locale, caratterizzate da un alto valore storico e paesaggistico per la bellezza dei territori attraversati dai tracciati e per gli arditi manufatti che vi insistono.
“Binari senza tempo”, dalla sua creazione nel 2014 con la riattivazione delle prime quattro linee ferroviarie, dopo il quinto tracciato inserito un anno dopo, nel 2016 si è arricchito di altre due linee: la “Ferrovia del Tanaro” e la “Ferrovie dell’Irpinia”.
Nel 2016, sulle sette linee di “Binari senza tempo” sono stati quasi 34mila i viaggiatori a bordo dei treni storici (+5% rispetto al 2015) e 115 gli eventi turistici (+33%):
 
Passeggeri
Eventi
Media pass./evento
Ferrovia del Parco “Transiberiana d’Italia
Sulmona-Carpinone
14.374
38
379
Ferrovia della Val d’Orcia
Asciano-Monte Antico
6.199
23
269
Ferrovia del Lago
Palazzolo sull’Oglio Paratico/Sarnico
4.335
9
481
Ferrovia della Valsesia
Vignale-Varallo
3.331
13
257
Ferrovia dei Templi
Agrigento-Porto Empedocle Succursale
2.483
22
113
Ferrovia dell’Irpinia
Avellino-Rocchetta Sant’Antonio
1.877
4
469
Ferrovia del Tanaro
Ceva-Ormea
1.163
6
193
TOTALE
33.762
115
294
La “Transiberiana d’Italia” guadagna la prima posizione assoluta grazie al 54% di aumento del numero di passeggeri rispetto al 2015, confermando il crescente successo della linea in chiave turistica. Il risultato è stato ottenuto anche grazie alla collaborazione con “Le Rotaie”, Associazione di volontari convenzionata con la Fondazione FS.
Positivo anche il primo anno completo di esercizio turistico per la “Ferrovia della Valsesia” e per i primi eventi sulla “Ferrovia del Tanaro”. Sulla “Ferrovia dell’Irpinia”, invece, il dato è riferito ai soli eventi in occasione dell’inaugurazione estiva dopo la sua parziale e temporanea riapertura.
E’ anche allo studio l’inserimento di una ottava linea, la Gemona del Friuli-Sacile, la quale rappresenterà di fatto la prima in Italia ad essere riaperta sia per scopi turistici che per il trasporto pubblico locale.
Oltre al normale traffico commerciale, la Fondazione FS è stata impegnata nella produzione di diversi treni per importanti eventi.
Sono state sei le coppie di treni straordinari con trazione diesel per la manifestazione internazionale “The floating piers”, sulla Palazzolo sull’Oglio-Paratico/Sarnico, in occasione dell’installazione di land art di Christo.
Due le coppie di treni straordinari da Milano a La Spezia per la manifestazione “Porte Aperte a La Spezia Migliarina”.
Sette le coppie di treni per gli eventi per i 130 anni della ferrovia in Valsesia.
Effettuato anche un treno istituzionale con trazione a vapore per il trasporto di personalità Roma Termini-Città del Vaticano.
Dodici i treni storici della Fondazione FS che sono stati anche noleggiati per utilizzi diversi dal servizio viaggiatori. Tra questi, dieci i convogli scelti come set da produzioni televisive e cinematografiche. Film e fiction sono andati in onda sui principali canali televisivi nazionali, mentre le pellicole per il grande schermo sono destinate al grande mercato internazionale.
TRENI UTILIZZATI: i rotabili d’epoca, restaurati ed utilizzati dalla Fondazione FS per i viaggi in treno storico, sono suddivisi tra locomotive a vapore dei Gruppi 625, 640, 685, 728, 740, 741, 880, automotrici ALn668, ALn772, ALn663, locomotive diesel D345 e D445, locomotive elettriche E428, E626, E636, E646, E656.
Le carrozze d’epoca utilizzate sono principalmente le tipo 1928 “Centoporte”, tipo 1947 “Corbellini”, tipo 1933 “Terrazzini”, prima classe Az10062, tipo 1931, tipo 1959 serie 45000, serie UIC-X, tipo 1969 Gran Confort.

MUSEO NAZIONALE FERROVIARIO DI PIETRARSA: record di visite anche per il Museo di Pietrarsa, restaurato e gestito dalla Fondazione FS Italiane, che chiude il 2016 con un forte incremento di visitatori. 65mila persone, il 63% in più rispetto al 2015.
Grazie alla bellezza degli spazi interni ed esterni, con le imponenti architetture ottocentesche ora perfettamente restaurate, il nuovo giardino e le terrazze sul mare con la vista del Golfo di Napoli, il Museo continua ad attrarre sempre più l’attenzione di grandi aziende e istituzioni, scelto come location per meeting e congressi che, nel 2016, hanno richiamato oltre 6800 partecipanti.

martedì 7 febbraio 2017

Trenitalia caos tariffe sovraregionali

Dopo il repentino passo indietro di Trenitalia sugli aumenti tariffari dell’Alta Velocità, rincari dimezzati di circa della metà (10% rispetto al 17,5%) di quanto previsto, scoppia ora il caso delle tariffe sovraregionali (dei treni ex interregionali).
Da dieci anni un algoritmo errato ha calcolato le tariffe, che ha determinato ingiusti aumenti dal 15 al 33% in più.
Penalizzati soprattutto i pendolari che dal 2007 hanno pagato a Trenitalia gli abbonamenti sovraregionali, cioè i percorsi che coinvolgono più regioni.
Un esempio: l'abbonamento mensile di seconda classe per la tratta Ancona-Pescara costa 145,50 €, ma secondo il calcolo dell'algoritmo corretto dovrebbe costare 109,50 euro, quindi gli utenti pagano 36 € in più a mese. Idem sulla Genova-Milano dove il maggior esborso è stato quantificato in 38 €/mese.
Il perché di questi aumenti ha radici lontane: dal momento che ogni Regione ha una tariffa per km diversa, al viaggiatore spesso costava meno una tratta interregionale più lunga rispetto a una più breve nella stessa Regione. Per ovviare a questa situazione, nel 2007, la Conferenza delle Regioni ha introdotto il calcolo della tariffa sovraregionale mediante l’algoritmo, il quale doveva prevedere aumenti progressivi per i tre anni successivi (2008, 2009 e 2010), cercando un riallineamento con le tariffe regionali.
L’errore denunciato dai Comitati dei Pendolari e da Assoutenti è stato ammesso da Trenitalia, la quale ha riconosciuto l’esistenza di questa distorsione tariffaria.
Trenitalia però messo le mani avanti, chiamando in causa le Regioni: le tariffe sovraregionali sono infatti calcolate con un algoritmo sbagliato, che secondo il Direttore nazionale della Divisione Regionale di Trenitalia, Orazio Iacono, è stato deciso dalle Regioni e non è stato mai aggiornato successivamente. “La determinazione delle tariffe nel trasporto regionale è competenza esclusiva delle Regioni. L'algoritmo è quello definito e approvato in sede di Commissione Trasporti della Conferenza delle Regioni nel luglio del 2007”, fa sapere Trenitalia in una nota, precisando che esso “riguarda il modo per calcolare il costo dei biglietti e dei circa 7mila abbonamenti per le corse su treni regionali che hanno inizio e termine in regioni diverse. In quell'occasione, fu deciso di calcolarle sommando il costo delle tratte regionali secondo i prezzi in vigore in ciascuna regione e applicando alla somma un correttivo matematico che tenesse conto di una serie di fattori”.
Nella sostanza secondo Trenitalia l’algoritmo non è mai stato aggiornato e mentre le tariffe regionali sono cresciute troppo poco quelle sovraregionali, regolate dall’algoritmo, sono salite di più.
Quanti sono coloro che hanno subito l’algoritmo? “Poco meno di 70mila" per Trenitalia. E quanti sono gli abbonati che hanno subito un danno? 7mila, per un corrispettivo di circa 15 milioni di €.
Nessuno in questi 10 anni si è fatto carico del problema, sollevato dai Comitati dei Pendolari e da Assoutenti nella seconda metà del 2015; solo ora con l’intervenuto accordo tra Assoutenti e Trenitalia la questione verrà portata all’attenzione della competente Commissione Trasporti della Conferenza Stato-Regioni, la quale si riunirà entro febbraio.
Trenitalia sottolinea che "ci siamo fatti carico dell'accordo con Assoutenti nel disinteresse generale e siamo disponibili a venire incontro ai viaggiatori colpiti, ma ora molte Regioni dovranno aumentare le tariffe delle tratte interne”. Secondo Iacono infatti “le tariffe regionali sono basse, tra le più basse d’Europa. Se in molte regioni non saranno alzate Trenitalia non potrà portare treni nuovi, garantire più comfort, migliorare il servizio. Ma le tariffe, ribadiamo, le fanno le Regioni”.
Questa la ricostruzione di Trenitalia, mentre le Regioni per ora non hanno ancora preso posizione.
Fermo restando che la competenza nel stabilire le tariffe resta in capo alle Regioni c’è da chiedersi chi ha calcolato materialmente l’algoritmo: gli uffici regionali o quelli di Trenitalia?
A chi spettava la vigilanza su questo meccanismo tariffario?
E’ possibile che in 10 anni nessuno si sia accordo di questa stortura e di questi aumenti tariffari spropositati?
Già a febbraio 2010 si è assistito a degli aumenti delle tariffe sovraregionali spropositati dal 5 al 40%, nell’agosto 2014 un’ulteriore salasso con un rincaro dei biglietti tra il 7 e il 10 %, sempre tra il silenzio generale delle Istituzioni e di Trenitalia.
L’unico punto fermo è che ancora una volta sono state le Associazioni dei Pendolari a sollevare la problematica, sostituendosi a chi doveva vigilare o intervenire a correggere il sistema dell’algoritmo.
Ora si porrà il problema dei rimborsi, materia particolarmente delicata, dove il nostro Paese non brilla certo proprio per equità.
Si spera solo che la Conferenza delle Regioni trovi una soluzione rapida al problema, riallineando le tariffe 8al ribasso ovviamente!) e si eviti il solito scaricabarile delle responsabilità.

domenica 29 gennaio 2017

Parte il restauro del Museo Ferroviario di Trieste

Il 2017 sarà l’anno buono per l’avvio dei lavori di riqualificazione del Museo Ferroviario di Campo Marzio di Trieste.
Il Museo è ospitato dal 1984 all’interno della Stazione di Campo Marzio, dismessa dall’esercizio ferroviario nel 1958 è di proprietà del Gruppo Ferrovie dello Stato.
E’ recente infatti la notizia dell’intervenuto accordo tra Fondazione Fs e Regione FVG per investire 3,5 milioni di euro per gli interventi relativi al primo lotto di lavori. Si tratta in particolare di 3 milioni messi a disposizione dalla Fondazione Fs e dal Ministero dei Beni Culturali e 500mila stanziati dalla Regione con l’ultima legge finanziaria.
Un importante risultato, che conferma l’interesse della Fondazione Fs e del suo Direttore, l’ing. Luigi Cantamessa per il Friuli Venezia Giulia.
Dopo la notizia della riattivazione - entro il 2018 - della ferrovia Gemona-Sacile, la quale sarà la prima linea d’Italia che verrà utilizzata sia per il trasporto passeggeri del servizio regionale che per il servizio turistico con locomotive e carrozze storiche della Fondazione FS, ora si punta a valorizzare il patrimonio del Museo Ferroviario di Trieste.
Si tratta di un ambizioso progetto che punta a far diventare Trieste il secondo polo museale d’Italia in ambito ferroviario dopo il Museo Nazionale di Pietrarsa (NA). Il restauro completo della Stazione di Campo Marzio richiederebbe 12 milioni, per ora si partirà con il I° lotto che permetterà di mettere in sicurezza parte del tetto e delle strutture dello splendido palazzo in stile Liberty.
Il restyling ha l’obiettivo di recuperare l’intera area, non solo museo, quindi. La stazione potrebbe diventare un contenitore di svariate attività, beneficiando del fatto che ancora oggi i suoi binari risultano allacciati alla rete ferroviaria.
L’ing. Cantamessa parla di “stazione-museo da cui potranno partire treni turistici sull’anello che unisce Campo Marzio, Opicina, Aurisina, Miramare e la Stazione Centrale di Trieste. Entro la fine di gennaio la Fondazione Fs consegnerà alla Sovraintendenza dei Beni Culturali i progetti per il recupero dell’immobile. Si tratta di interventi conservativi basati su progetti ottocenteschi, senza intromissioni di elementi moderni”.
I lavori saranno effettuati direttamente dal Gruppo Fs, la volontà di Cantamessa è quella di partire in primavera e terminare il primo lotto dei lavori entro un anno.

mercoledì 25 gennaio 2017

Gemona Sacile: la Camera approva la legge sulle ferrovie turistiche

Il 24 gennaio 2017 resterà una data storica per il mondo ferroviario italiano, visto che la Camera dei Deputati ha approvato la prima legge nazionale sulle ferrovie turistiche, di cui è prima firmataria l'on. Maria Iacono.
La legge dopo un lungo iter in Commissione Trasporti e la presentazione di alcuni emendamenti è stata approvata all'unanimità dall'Aula; ora la legge passerà al Senato per l'approvazione definitiva.
La legge prevede in particolare un elenco di 17 ferrovie turistiche, tra le quali è inserita anche la nostra Gemona Sacile.
Un altro grande passo in avanti in vista della riattivazione della linea prevista per 2018.
Si tratta di "una legge lungamente attesa che, con la sua approvazione, vedrà l’Italia tra le prime nazioni in Europa a disporre di norme ben precise, e soprattutto sicure, che disciplinano questo articolato settore”. Lo dichiara on. Maria Iacono, prima firmataria del ddl sulla Ferrovie turistiche. “Grazie alla nostra norma – continua - sarà possibile sviluppare ulteriormente la vasta rete di ferrovie storiche e turistiche che attraversano la provincia italiana. Stiamo dando al Paese l’opportunità di creare sviluppo e ricchezza partendo dalla riscoperta dell’immenso patrimonio storico-ingegneristico, frutto del genio italiano dell’800 e del ‘900 e dalla valorizzazione di tratte ferroviarie in cui si mescolano storia , paesaggio e cultura. Oggi l'Italia potrà offrire al turista un nuovo modo di conoscere le bellezze paesaggistiche e culturali, da un altro punto di vista ovvero quello di un treno storico. La legge offrirà, poi, ai nostri giovani l'opportunità d'investire nei territori interessati dalle linee turistiche, inaugurando attività culturali, ricettive e di promozione turistica.
La felice esperienza della Fondazione FS Italiane, che in pochi anni è riuscita a mettere in piedi una ardita programmazione di treni storici e turistici dal nord al sud del paese, coinvolgendo ben 50mila viaggiatori nel solo 2016, ci ha incoraggiati nel perseguire questa strada”.
Complimenti all'on. Iacono, che con determinazione ha creduto in questa proposta, diventata realtà, anche grazie al lavoro della Fondazione Fs e delle Associazioni ferroviarie che in questi anni hanno saputo stimolare le Istituzioni, riattivando ancor prima dell'approvazione della legge varie ferrovie turistiche.
Questo risultato lo sentiamo un pochino anche nostro, visto che abbiamo sempre creduto concretamente in questo progetto, andando di persona a toccare e vedere realtà virtuose come la Ferrovia dei Templi di Agrigento.
Una buona notizia per la nostra Pedemontana, la quale potrà senza dubbi diventare un'eccellenza nell'ambito del progetto di Fondazione Fs "Binari senza tempo", a condizione però che Regione, Comuni ed operatori commerciali inizino ad investire in attività a supporto del progetto della ferrovia turistica.

lunedì 23 gennaio 2017

Bando sul trasporto ferroviario e stazioni di Capriva e Mossa, quale futuro?

Di seguito pubblichiamo la lettera di un utente che abbiamo ricevuto recentemente e che è stata inviata ai Consiglieri Regionali del FVG.
L'utente chiede delucidazioni in ordine al bando di gara del trasporto ferroviario e in particolare se la promessa della riattivazione delle fermate di Capriva del Friuli e Mossa verrà mantenuta.
Ricordiamo che l'attuale servizio ferroviario è disciplinato da una proroga tecnica, visto che il contratto di servizio con Trenitalia è scaduto il 31.12.2014.
A marzo 2015 la Regione e Trenitalia avevano firmato la proroga tecnica del contratto, in attesa del nuovo affidamento a seguito della futura pubblicazione del bando di gara regionale per il trasporto su ferro.
La proroga tecnica assicura la prosecuzione del contratto di servizio con Trenitalia fino al 31 dicembre 2016, con la possibilità di estensione di un ulteriore anno, qualora alla data del 31 dicembre 2016 non risulti ancora conclusa la procedura di gara ad evidenza pubblica o non sia possibile l'effettivo avvio dei servizi da parte dell'eventuale nuovo aggiudicatario.
Anche a noi, come all'utente richiedente, ci piacerebbe conoscere a che punto è l'iter del nuovo bando e soprattutto se la Regione FVG andrà a gara o invece procederà con un nuovo affidamento diretto con Trenitalia.
Ad oggi tutto tace e non si conoscono quali saranno le linee guida del nuovo contratto; l'unica cosa certa è che al 31.12.2016 nessuna procedura di gara o evidenza pubblica era stata attivata e nessuna richiesta di collaborazione è stata fatta dalla Regione ai Comitati dei Pendolari.
Il nuovo contratto detterà il futuro ferroviario del FVG per i prossimi 6/9 anni; sarebbe un errore colossale che si procedesse senza ascoltare gli Utenti, continuando diabolicamente a cadere negli stessi errori del passato.

Gent.issmi Consiglieri Regionali, 
con riferimento agli ultimi accadimenti e all’incontro svoltosi tra la Regione e RFI negli ultimi giorni di novembre 2016 (clicca e leggi articolo Messaggro Veneto del 23/11/2016) desideravo avere maggiori informazioni riguardo al famoso bando del trasporto ferroviario che avrebbe dovuto già svolgersi, ma che invece ad oggi la società Trenitalia S.p.a svolge ancora in servizio in regime di proroga con scadenza 31/12/2017. 
Vi evidenzio questo poiché dal 2013, la fermata di Capriva del Friuli è stata temporaneamente sospesa e il servizio viene svolto con “improbabili” bus extraurbani dalle stazioni di Cormons e Gorizia, non sempre coincidenti negli orari e con un costo aggiuntivo (biglietto E02 bus di 1,45€).
Nel nuovo bando/contratto di servizio, a detta degli esperti tra cui l’Assessore ai Trasporti Santoro, il costo, mi pare di aver letto, riguarderà non il tempo di percorrenza ma i chilometri complessivamente percorsi per cui è stato assicurato che ci sarà il ripristino delle fermate temporaneamente sospese tra cui appunto Capriva del Friuli. 
Purtroppo, come spesso accade, all’iniziale presa di posizione con tanto di firme e incontro con l’Assessore regionale ai trasporti Santoro, la questione è finita in nel dimenticatoio (clicca e leggi articolo Il Piccolo del 08/09/2014). 
In attesa di un Vostro gentile riscontro, porgo cordiali saluti.
Lettera firmata (E.R.)

giovedì 19 gennaio 2017

IC salvati in tutta Italia, tranne in FVG. Servizio sostituito con treni regionali, chi li pagherà?

Risolta nel peggiore dei modi la questione della soppressione dei due IC 734 e 735 Mestre/Trieste e viceversa.
I due treni IC, a partire dal prossimo 23 gennaio, verranno sostituiti con due treni regionali veloci, così  è stato deciso a seguito dell'intervenuto accordo tra la Presidente del FVG, Debora Serracchiani e gli AD di Trenitalia, Barbara Morgante e di FS, Renato Mazzoncini.
La questione della soppressione dei due IC era stata sollevata da alcuni utenti e dal nostro Comitato ad inizio dicembre, quando la notizia del taglio era diventata di fatto ufficiale vista che Trenitalia aveva tagliato i treni non prevedendoli più nell'orario pubblicato sul proprio portale on line.
La Regione FVG, nonostante le richieste dell'Utenza, è letteralmente caduta dalle nuvole e solo a gennaio, quando la frittata era già stata fatta ha iniziato a preoccuparsi e ad attivarsi.
L'accordo con Trenitalia prevede quindi la sostituzione dei due treni IC con due regionali, che  rispetterano i medesimi orari e fermate degli IC; i due treni regionali rientreranno nell'ambito del contratto di servizio regionale Trenitalia / Regione FVG.
Qui iniziano le note dolenti, visto che dal comunicato stampa della Regione si dice che "è  importane che il ripristino avvenga senza costi aggiuntivi sia per i cittadini che per la Regione in quanto il collegamento farà parte del contratto di servizio tra Regione e Trenitalia".
Ci domandiamo però: chi pagherà questi treni? Trenitalia?
Non ci pare che Trenitalia abbia mai lavorato gratis e pertanto qualcuno questi treni dovrà pagarli.
Ricordiamo che l'attuale contratto di servizio tra Regione FVG e Trenitalia è scaduto e attualmente la proroga tecnica scadrà a dicembre 2017; ci auguriamo che il costo dei due nuovi treni regionali non venga addebitato al FVG col prossimo contratto di servizio che verrà stipuato con Trenialia.
Se così fosse, oltre al danno la beffa, visto che proprio il 19 gennaio il Ministero dei Trasporti ha sottoscritto con Trenitalia il nuovo contratto di servizio nazionale per gli Intercity (CLICCA E LEGGI).
Il nuovo contratto prevede una durata decennale (2017-2016) e ha impedito di fatto il taglio di oltre il 40% degli IC (eccetto quelli del FVG!).
Oltre a salvaguardare l’odierna offerta degli Intercity, che ogni anno trasportano circa 12 milioni di passeggeri, punta a migliorare attrattività, qualità ed efficacia del servizio. E’ previsto infatti un progressivo rinnovo dell’intera flotta con treni più moderni, performanti, confortevoli), l’introduzione del pulitore viaggiante e l’attivazione su alcune rotte di un servizio di ristoro minibar; sul fronte dell’offerta, una capillarità di corse e fermate tale da  coprire oltre il 90% del territorio nazionale, toccando tutti i capoluoghi di provincia e svolgendo anche un ruolo di efficace adduzione al network Alta Velocità, oltre a una rinnovata attenzione ad aree meno infrastrutturate, come la ionica.
Il contratto 2017–2026 prevede, infatti, l’effettuazione di 118 corse complessive di cui 108 quotidiane, 88 Intercity giorno e 20 Intercity Notte, alle quali si aggiungono 10 corse nei fine settimana, di cui sei  Intercity giorno e quattro notte.
Il perimetro dei servizi universali, come detto, include anche gli Intercity fino ad oggi svolti da Trenitalia a proprio rischio d’impresa, preservandone quindi la continuità.
Solo in FVG saranno quindi tagliati gli IC e sostituiti con dei treni regionali, ennesima dimostrazione di come è lontana la nostra Regione da una seria politica sul trasporto ferroviario.
Mentre nel resto del Paese si manterrà il servizio IC per altri 10 anni grazie all'accordoTrenitalia/Ministero dei Trasporti, il FVG li declassa a servizio regionale: di fatto saremo sempre più isolati dal resto del Paese e costretti a pagarci tutto da soli (così come per il servizio Frecce!).

Vedremo se nel prossimo contratto di servizio regionale, Trenitalia addebiterà questa spesa ai friulani!
Purroppo questa è la riprova dell'assenza di peso politico della nostra Regione a Roma, nonostante la Giunta sia guidata da un'esponente politico di spicco a livello nazionale.
Siamo l'unica regione d'Italia che perde servizi ferroviari: mentre le altre lottano e mantengono servizi noi accettiamo di buon grado le decisioni "romane".
In ogni caso la questione del costo degli IC trasformati in treni regionali sarà l'ennesimo "osso ferroviario" da risovere per la prossima amministrazione del FVG.

Gemona: al via il restyling della stazione a supporto del progetto della ferrovia turistica

Gemona del Friuli sarà la prima stazione del Friuli Venezia Giulia accessibile alle biciclette.
Il Comune ha infatti approvato il progetto esecutivo che permetterà il restyling dell’immobile ferroviario, migliorando l’accessibilità al piano binari e la fruizione degli spazi.
L'intervento sarà effettuato grazie ad un contributo regionale di 80mila euro previsto dal “Piano Piccole Stazioni”.
La stazione di proprietà di RFI è già in parte gestita in comodato dal Comune, che dall’ottobre 2013 cura la pulizia dell’atrio e dei servizi wc.
“Dopo che si è giunti all’avvio dell’intervento di 16 milioni da parte del Gruppo FS per la riattivazione della ferrovia Gemona-Sacile, che permetterà dal 2018 l’avvio di un servizio turistico lungo la linea a cura della Fondazione FS – spiega il consigliere comunale con delega alla mobilità Andrea Palese, nonché storico leader dei Pendolari – è necessario preparare il terreno per sostenere questo importante progetto, in modo tale che chi utilizzerà la ferrovia trovi delle stazioni adeguate alle sue necessità in chiave turistica. In quest’ottica è fondamentale favorire l’accessibilità degli utenti al servizio Bici+Treno”.
In quest’ottica l’intervento permetterà di dotare le scalinate di accesso ai binari di scivoli che permetteranno di accedere con le biciclette al piano binari. Le scalinate di accesso ai binari verranno inoltre protette con alcune coperture che eviteranno allagamenti in caso di maltempo.
Il Sindaco di Gemona, Paolo Urbani, esprime tutta la sua soddisfazione per quest'opera: " siamo il primo Comune della linea Pedemontana ad avviare interventi concreti a supporto del progetto turistico “Binari senza tempo” di Fondazione FS. Da tempo lavoravamo a questo, in stretta collaborazione con il Comitato dei Pendolari, che per primo ci ha creduto e che ha realizzato ancora nel 2013 uno studio di fattibilità che ora è diventato progetto esecutivo. A breve partiremo con il cantiere e con la prima fase".
Oltre allo scivolo per le biciclette, gli interventi di questa prima fase – spiega il consigliere Palese - riguarderanno il restyling dell’atrio interno e del tunnel, dove verrà allestito un minimuseo permanente con fotografie storiche della linea, nonché la sistemazione delle porte di accesso alla stazione, che verranno automatizzate e dotate di un sistema di chiusura temporalizzato, garantendo maggior sicurezza.
L'intento dell'Amministrazione Comunale è far diventare la stazione uno dei biglietti da visita della città e uno dei centri di interesse sotto il profilo turistico, sfruttando il servizio Bici+Treno e le ciclabili AlpeAdria (Fvg1) e Pedemontana (Fvg3), che si incrociano proprio a Gemona.
Vedi il video del progetto di restyling.


La seconda fase del progetto prevede l'ampliamento del comodato in favore del Comune: il Sindaco Urbani ha reso noto infatti che l'Amministrazione Comunale formalizzerà a RFI la richiesta di comodato sia dei locali ex-biglietteria, dove si prevede la creazione di un Info Point, sia quelli dell'ex buffet, da mettere a disposizione ad un'attività commerciale a sostegno del progetto della ferrovia turistica.
Resta in standby invece il progetto di realizzare un varco all'interno del tunnel della stazione, che permetta il collegamento con il vicino Centro Commerciale Le Manifatture. Purtroppo, nonostante la fattibilità dell'opera, la proprietà del Centro Commerciale, per esigenze tecniche (vi è la necessità di spostare degli impianti frigo), ha chiesto di sospendere per ora la realizzazione del varco.
Il progetto resta però una priorità per l'Amministrazione gemonese visto che il tunnel permetterebbe di collegare la parte est con quella ovest della città, oggi divise dalla ferrovia, nonché di guadagnare un centinaio di posti auto a beneficio dei pendolari.

lunedì 16 gennaio 2017

Gemona/Sacile, ecco il progetto di riattivazione: addio al DCO di Pinzano. Progetto di Territorio chi lo fa?

Con il Protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 22 novembre 2016 tra la Regione Fvg e RFI Spa si è concordato che verrà riattivata la Ferrovia Pedemontana del Friuli (linea Gemona/Sacile), la quale rappresenterà un unicum tra le linee riaperte per la Fondazione FS.
La Gemona/Sacile sarà la prima linea d’Italia su cui viaggeranno sia i treni viaggiatori del trasporto pubblico locale sia i treni turistici della Fondazione Fs effettuati con locomotive e carrozze d’epoca.
Quali sono le condizioni della riattivazione?
Nella sostanza nel corso del 2017 sarà avviata la programmazione degli interventi sull’infrastruttura fs, per riparare i danni causati dalla frana del 2012 e per adeguare l’intera linea agli odierni standard di sicurezza.
Dopo i primi interventi già effettuati a fine 2016 – pulizia della sede e verifica della sagoma libera per la circolazione di alcuni tratti, controllo tecnico dello stato dell’armamento – il grosso dei lavori si svilupperà quest'anno per concludersi l’anno successivo.
Gli interventi consentiranno la riattivazione per fasi del traffico ferroviario: a fronte di ciò la prima fase prevede la riattivazione entro il 2018 dei servizi commerciali sulla tratta Maniago-Sacile e l'avvio di un servizio turistico su tutta la linea.
Sulla base poi dei risultati ottenuti sarà valutato l’avvio della seconda fase, ovvero il ripristino dei servizi passeggeri sull'intero tracciato Sacile-Gemona.
Dagli allegati al Protocollo d’Intesa (clicca immagine sopra) si apprende in particolare che la linea perderà il suo storico D.C.O. di Pinzano (Dirigente Centrale Operativo), in quanto tra gli interventi di manutenzione straordinaria degli impianti è previsto l’installazione di un nuovo sistema di gestione in telecomando da posto centrale a Mestre.
Si parlava da tempo dell’eliminazione del D.C.O. di Pinzano ma ora la notizia è ufficiale; anche la futura circolazione ferroviaria lungo la Gemona/Sacile verrà gestita in telecomando da Mestre, come gran parte di quella del FVG.
Una scelta probabilmente obbligata, che eliminerà uno degli ultimi storici presidi ferroviari del Friuli, l'unico della Pedemontana.
Gli interventi all’infrastruttura ferroviaria interesseranno sia il piano di scorrimento (binari e traversine), che l’intera segnaletica, la quale risale ai primi anni ’90.
Un budget di 17 milioni di euro che RFI ha messo sul piatto per riattivare una delle linee più belle d’Italia, che è già stata inserita nell’elenco delle 17 linee storiche della proposta di legge nazionale sull’istituzione delle Ferrovie Turistiche in fase di approvazione dal Parlamento.
Se il Gruppo Fs sta facendo la sua parte, poco o niente si muove sul fronte della Regione e degli Enti Locali, i quali dovrebbero elaborare un “progetto di Territorio” che supporti e valorizzi l’uso della ferrovia in ambito turistico. In altre parole si dovrebbero promuovere tutte quelle attività garantendo i servizi di ristorazione, accoglienza e, più in generale, creare quel sistema integrato pubblico-privato indispensabile per creare attrattività sul Territorio, sfruttando in particolare la Ciclovia FVG3 e le varie eccellenze presenti in Pedemontana.
Fino ad oggi nessuna risorsa è stata prevista per questo tipo di attività; salvo un Ordine del Giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale lo scorso dicembre che impegna la Giunta a ricercare finanziamenti specifici per la realizzazione del progetto turistico e un annuncio dell’Assessore Santoro dell’affidamento al GAL - Montagna Leader di un generico studio di fattibilità al riguardo, il nulla è stato fatto.
Non proprio un bel segnale, visto che col precedente studio di fattibilità (redatto da FUC) si è fatto un gran buco nell’acqua, tenuto conto che tale documento tutto prevedeva (1,1 milione di passeggeri trasportati a regime!) tranne quello che adesso invece si realizzerà (ferrovia turistica).
I dubbi su questo modo di approcciare la questione sono tanti, a partire dall’Ente prescelto (che ha chiuso il 2015 con un ingente passivo a bilancio).
Se veramente si punta alla realizzazione del progetto turistico sfruttando la ferrovia, fondamentale sarà il ruolo del capofila che coordinerà le azioni sul Territorio. Azioni concrete e sul campo e non solo carta con studi di fattibilità o slides. Se RFI sta sistemando la ferrovia, nulla si sta facendo per potenziare sul Territorio le infrastrutture e le attività turistiche esistenti (es. migliorare la carente segnaletica della Ciclovia FVG3). 
A tal proposito ci domandiamo se Montagna Leader sarà in grado di sviluppare questo progetto turistico? Ci sono all’interno dell'Ente professionalità in grado di elaborare un vero progetto turistico?
L’individuazione della figura del capofila non è cosa banale, visto che un lavoro del genere richiede specifiche professionalità con esperienza sul campo e non certamente laureati in filosofia o lettere.
Per evitare ulteriori perdite di tempo e clamorosi autogol con costi a carico della collettività, riteniamo opportuno sfruttare (a costo zero) le risorse presenti sul Territorio e in particolare chi fino ad oggi si è distinto nella “battaglia della Gemona/Sacile”, ovvero coloro che hanno dimostrato di saper leggere prima di altri il futuro di questa Ferrovia.
Auspichiamo pertanto la creazione di un Tavolo di Lavoro composto dagli Amministratori Locali che in questi anni si sono maggiormente distinti, dalla Fondazione Fs, una certezza in questo campo, dalle Associazioni promotrici di specifici progetti sullo sviluppo della ferrovia con esperienza già sul campo (es. Comitati Pendolari, Fiab, Italia Nostra e Legambiente), oltre alle categorie degli operatori commerciali.
Da qui devono nascere i progetti ad hoc che dovranno poi trovare copertura con specifiche risorse regionali e comunitarie. Si deve partire dal basso, ovvero da chi vive e lavora in Pedemontana e conosce le potenzialità del proprio Territorio, evitando così i soliti sprechi dei baracconi.

domenica 15 gennaio 2017

Intercity Mestre-Trieste domani il momento della verità


Dopo la nostra presa di posizione in ordine alla questione della cancellazione degli IC 734 e 735 Mestre-Trieste e viceversa, la vicenda è salita all’onore delle cronache.
La reazione della Regione FVG è stata timida ed è avvenuta solo a parole. Qui il comunicato stampa dell’Assessore alla Mobilità Mariagrazia Santoro.
Fa specie in particolare lo stupore dell’Assessore Santoro, la quale sembra sia caduta dalle nuvole, nonostante la notizia della cancellazione dei due IC era già trapelata a fine novembre e agli inizi di dicembre era stata ampiamente pubblicizzata dalla stampa locale.
L’allarme lanciato ai primi di dicembre dagli Utenti, che hanno segnalato più volte per iscritto alla Regione la soppressione dei due treni, è purtroppo caduto nel vuoto.
A fatica crediamo che Trenitalia prenda queste decisioni senza avvisare nessuno e soprattutto non ci capacitiamo di come i funzionari regionali non siano in grado di dialogare con l’Impresa Ferroviaria e come difronte ad una situazione del genere, nessuno sia stato in grado di alzare il telefono e/o convocare un incontro con i dirigenti di Trenitalia per chiedere le spiegazioni del caso.
L’Assessore Santoro ha fatto sapere che continuerà “il pressing” sulla Direzione Nazionale di Trenitalia e sul Ministero dei Trasporti, nel mentre domani i due IC saranno soppressi.
I due IC rientrano infatti nel cosiddetto “servizio universale”, ovvero nel servizio pagato direttamente dallo Stato a Trenitalia, ma ovviamente risultano complementari al nostro servizio di trasporto regionale.
Nei giorni scorsi abbiamo auspicato una decisa presa di posizione da parte della Presidente del FVG, Debora Serracchiani, vicesegretaria del PD, nonché responsabile nazionale ai trasporti del partito, affinché faccia pesare la sua influenza con il Ministero dei Trasporti e la Direzione Nazionale di Trenitalia.
Purtroppo la reazione della Serracchiani è giunta "fuori tempo massimo" visto che la Presidente ha reso noto di aver formalizzato solo giovedì 12 gennaio la richiesta di ripristino dei due IC con una lettera inviata al Ministro dei Trasporti, Graziano Del Rio, all'AD di FS, Renato Mazzoncini e all'AD di Trenitalia, Michela Morgante, dando quindi già per scontata la loro soppressione.
La cancellazione di due treni è l’ennesimo impoverimento ferroviario per il FVG e in particolare per il Capoluogo regionale, sempre più isolato dal resto del Paese.
E’ inaccettabile pensare di controbilanciare la cancellazione degli IC con la diminuzione di una manciata di minuti della percorrenza delle Frecce (servizio peraltro pagato dalla Regione con oltre 3 milioni di euro l’anno), togliendo corse che servono soprattutto a chi si sposta per recarsi al lavoro.
La sostituzione dei due IC con bus non serve a nulla, salvo a non prendere in giro l’utenza, costretta ad utilizzare mezzi meno efficienti e più inquinanti, con aumento del traffico su strada.
Il taglio dei due IC rientra tra le misure previste nel nuovo Contratto di programma tra RFI e il Ministero dei Trasporti, in discussione al Parlamento nelle prossime settimane. A rischio ci sono altre 13 corse di treni da Nord al Sud.
Qualcosa tuttavia sembra muoversi sul fronte politico, visto che l’on. Arianna Spessotto, Capogruppo del M5S in Commissione Trasporti, ha preannunciato la richiesta “che venga mantenuto il servizio assicurato dagli Intercity, senza toccare un servizio che resta essenziale per i cittadini, e che si trovi quanto prima una soluzione che non sia dettata esclusivamente da conti economici, anche attraverso la convocazione di un tavolo di concertazione tra Ministero, vertici nazionali di Trenitalia e le Regioni Veneto e Friuli”.
Nel mentre che la politica dimostra ancora una volta tutto il suo disinteresse per il trasporto ferroviario, domani alle ore 5.50 i pendolari e gli utenti dell’IC 735 dovranno arrangiarsi con mezzi alternativi o sobbarcarsi un assurdo viaggio in bus. Complimenti !