Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

mercoledì 13 aprile 2011

Sciopero trasporti 14,15 e 16 aprile 2011

Il Ministero dei Trasporti ha già annunciato un nuovo sciopero nazionale generale dei trasporti previsto per il 14, 15 e 16 Aprile 2011: saranno in sciopero con modalità e orari differenti il settore aereo, le ferrovie Trenitalia, e il Trasporto Pubblico Locale (autobus, tram e metropolitane).
Attenzione per chi viaggia o per chi si sposta per lavoro nelle giornate del 14, 15 e 16 Aprile 2011. Di seguito le modalità e l’orario dello sciopero generale dei trasporti previsto per Aprile 2011.
SCIOPERO FERROVIE TRENITALIA 14 e 15 APRILE 2011:
Orario Sciopero Ferrovie Trenitalia: dalle ore 21.00 del 14 Aprile 2011 fino alle ore 21.00 del 15 Aprile 2011.
Informazioni sullo sciopero possono essere trovate sul sito delle Ferrovie dello Stato, che pubblica l'elenco di treni garantiti: http://www.trenitalia.com/cms/v/index.jsp?vgnextoid=2bb0f8fcf75ca110VgnVCM1000003f16f90aRCRD
SCIOPERO AEREI 15 APRILE 2011:
Orario Sciopero voli aerei: 24 ORE
SCIOPERO TRASPORTO PUBBLICO LOCALE 15 e 16 APRILE 2011:
Orario sciopero Trasporto Pubblico Locale (tram, autobus e metropolitane): 24 ore (con modalità territoriali differenti; occorre informarsi direttamente presso la città di residenza o di viaggio)

venerdì 1 aprile 2011

Stazione di Venzone: il Comitato si appella al Sindaco.

Egregio Signor Sindaco,
Le scriviamo per portare alla Sua cortese attenzione la grave problematica che riguarda quotidianamente una cinquantina di Pendolari venzonesi, che usufruiscono della stazione ferroviaria.
Come noto il nostro Comitato è impegnato per incentivare e migliorare in generale la qualità del servizio ferroviario in Alto Friuli.
Recentemente, siamo stati investiti della problematica in oggetto, atteso che alcuni Pendolari venzonesi, hanno lamentato la criticità della situazione in cui versa la stazione, chiedendoci di intervenire, sensibilizzando le Istituzioni competenti per ricercare una soluzione.
Dopo i notevoli progressi registrati nell’ultimo anno nelle due maggiori stazioni della linea( a Gemona è stata riaperta la biglietteria ed eliminata l’iniqua maggiorazione integrata Saf, a Udine sono iniziati i lavori di riqualificazione delle pensiline della stazione), abbiamo ritenuto doveroso intervenire anche per sollecitare un intervento a difesa delle stazioni cosiddette "minori", le quali si ritrovano oggi in uno stato di semiabbandono.
Il nostro auspicio è che l’Amministrazione Comunale si prenda carico della problematica della stazione, la quale – a nostro parere - costituisce un’importate punto di riferimento per il Venzone, specie in prospettiva turistica.
Sono passati orami molti anni da quando la stazione è stata privata della biglietteria, della sala d'attesa e perfino dei servizi igienici, locali tutti posti sotto chiave da parte della proprietaria R.F.I. S.p.A., in quanto la stazione, è stata remotizzata.
Oggi l’unico posto che fornisce ai passeggeri un riparo - seppur precario - è dato dal sottopasso di accesso ai binari: chiaramente il periodo invernale risulta la stagione che provoca maggiori difficoltà e disagi, ma anche nelle giornate piovose e ventose, i Pendolari sono relegati a sostare come “topi in una trappola” nell'angusto cunicolo del tunnel.
L'assenza totale di un riparo decoroso, degno dei nostri tempi, dotato di termosifoni/condizionatori, di servizi wc e porte ai varchi d'accesso, relegano questa stazione ad un livello assolutamente inadeguato, considerata la valenza turistica della Cittadina, la quale, grazie a 4 nuovi collegamenti transfrontalieri del Progetto comunitario MICOTRA, verrà collegata entro la fine dell’anno con la vicina Austria.
Non va sottovalutata inoltre la presenza della caserma, che ospita centinaia di militari, provenienti da Regioni italiane anche molto distanti: si tratta senza dubbio di un bacino d'utenza non indifferente.
Per questi motivi riteniamo indispensabile che l’Amministrazione Comunale si faccia carico della questione, sensibilizzando nelle sedi opportune la proprietà e le Istituzioni regionali affinché si possa garantire ai Pendolari di Venzone un servizio decoroso, permettendo loro di accedere alla sala d’attesa, la quale dovrà essere dotata di un erogatore automatico di biglietti (oggi assente).
Consci delle problematiche legate ai costi di gestione delle infrastrutture ferroviarie remotizzate, ci permettiamo di suggerirLe una soluzione già applicata altrove: il Comune di Valbruna ad esempio garantisce l’apertura quotidiana e la pulizia della sala d’aspetto e dei servizi wc, grazie all’intervenuto accordo stipulato con le Ferrovie.
Gli eventuali rischi di atti vandalici contro la struttura risultano a nostro parere ridotti ai minimi termini vista la presenza in loco di telecamere, nonché di un Comando dei Carabinieri che presidia il territorio.
Fiduciosi di un positivo riscontro rimaniamo in attesa di cortese risposta.
Distinti saluti.

martedì 29 marzo 2011

8 nuovi treni per i Pendolari: sottoscritto il contratto di fornitura

Entreranno in servizio sulla rete Friuli Venezia Giulia del trasporto ferroviario passeggeri nei primi mesi del 2013 i nuovi elettrotreni della spagnola CAF-''Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles'' che la Regione ha acquistato, sottoscrivendo oggi a Trieste il relativo contratto di fornitura.L'assessore Regionale alla Viabilità e Trasporti Riccardo Riccardi ed il Direttore Generale per le Attività internazionali della CAF, Jesus Esnaola, hanno ufficializzato l'atto che conferma la messa a disposizione dei nuovi mezzi entro dicembre 2012 per essere poi messi in esercizio nei due-tre mesi successivi. ''E' stato un percorso lungo'', ha osservato Riccardi, ricordando che si è giunti alla firma odierna dopo un percorso travagliato, dal giugno del 2009 ad oggi, a causa di alcuni ricorsi presentati al TAR ed al Consiglio di Stato, ''ma il risultato ottenuto è di grande importanza e rilievo, a beneficio del nostro trasporto locale, soprattutto di lavoratori e studenti fuori sede''.
''L'acquisto di questi otto nuovi treni, con risorse finanziarie della Regione pari a 45,6 milioni di euro, conferma l'impegno del Governo del Friuli Venezia Giulia per un servizio di TPL sempre migliore, più efficiente, moderno e pulito”, ha ricordato l'assessore.
Dalla CAF (che ha fornito treni anche alla metropolitana di Roma, alla ferrovia Roma-Lido ed alla Sardegna, ed è il principale fornitore della rete ferroviaria pubblica spagnola) giungeranno in regione otto elettrotreni ''Civity'' di oltre 90 metri di lunghezza, capaci di trasportare 296 passeggeri ed in grado di arrivare a velocità prossime ai 160 chilometri all'ora.  
I treni presentano impianto di climatizzazione separato per ogni ''modulo'', prese elettriche per computer, schermi informativi, tavolini apribili e sedili ''appesi'', per permettere una migliore pulizia delle carrozze, ma anche la possibilità di una loro rimozione, rendendoli così adatti al trasporto di biciclette in funzione turistica.

venerdì 25 marzo 2011

Lavori di manutenzione dal 28 marzo al 21 aprile: possibili ritardi

Trenitalia ha comunicato che da lunedì 28 marzo sino a giovedì 21 aprile prossimo, a causa di alcuni lavori di manutenzione alle infrastrutture ferroviarie, potrebbero registrarsi possibili ritardi lungo la linea Tarcento – Udine.
I lavori in questione potranno determinare ritardi fino a 5 minuti, mentre il treno regionale Carnia – Udine n. 5983 (partenza da Carnia alle ore 8.20) potrebbe subire un ritardo di 10 minuti.
Ci auguriamo – seppur consci della necessità di svolgere in tutta sicurezza i lavori manutentivi alla linea ferroviaria - che il disagio venga contenuto nei limiti temporali annunciati e che Trenitalia garantisca a Udine tutte le coincidenze dei treni in partenza per Venezia S.L. e Trieste C.le.

lunedì 21 marzo 2011

Agevolazioni Erdisu: studenti di Serie A e studenti di Serie B. Il Comitato non ci sta e scrive !

Dopo la lettera inviata qualche settimana fa dal Sindaco di Gemona, Paolo Urbani, volta a chiedere l'abilitazione della biglietteria di Gemona all'emissione dei titoli di viaggio agevolati Erdisu e la risposta negativa di SAF, anche il Comitato ha preso carta e penna e scritto alle Autorità competenti per denunciare questa situazione inaccettabile.
La lettera inviata a SAF, all'Erdisu, all'Assessore Regionale ai Trasporti Riccardo Riccardi, alla Provincia di Udine, alla Direzione Trenitalia, nonché al Sindaco di Gemona, è finalizzata a sensibilizzare le Istituzioni affinché si mobilitano per garantite anche agli studenti Gemonesi e dei Comuni limitrofi il basilare diritto allo studio in ordine all’agevolazione Erdisu. Di seguito il testo della lettera:

"Con una certa amarezza abbiamo appreso che Saf Autoservizi FVG Spa non provvederà ad abilitare la biglietteria ferroviaria di Gemona per l’emissione di biglietti - abbonamenti agevolati Erdisu.
Non è nostra intenzione polemizzare, ma è chiaro che questa scelta infelice non fa altro che creare “Studenti di Serie A” e “Studenti di Serie B”. E’ bene ricordare che l’emissione di questi titoli di viaggio agevolati è garantita da una normativa regionale, che grazie a fondi pubblici, utilizzabili per il diritto allo studio, permette agli studenti meritevoli e in possesso dei requisiti previsti, di acquistare i titoli di viaggio a prezzo agevolato. Oggi gli studenti gemonesi e dei Comuni limitrofi sono costretti a fare oltre 30 km per poter usufruire di questo diritto.
Le giustificazioni addotte da Saf sarebbero basate da problemi tecnici, legati dalla mancanza di una connessione internet all’interno della stazione e dalla mancanza di una Convenzione Trenitalia–Erdisu.
Non prendiamo nemmeno in considerazione la prima obiezione: nel 2011 la mancanza di una connessione internet non può essere considerato un fattore ostativo. Riteniamo che la Stazione ferroviaria di Gemona disponga di tutti gli impianti necessari per un allacciamento internet, eventualmente è solo questione di buona volontà !
Sulla mancanza invece di una espressa Convenzione Trenitalia-Erdisu, è bene precisare la particolarità della linea Udine – Tarvisio, la quale è soggetta alla tariffazione integrata Trenitalia-Saf. In poche parole l’Utente, come noto ai più, con un unico titolo di viaggio si può viaggiare indistintamente sia col vettore ferroviario (Trenitalia), che con quello su gomma (Saf). Ovviamente a fronte di ciò esiste anche un preciso criterio di ripartizione degli introiti fra i due Gestori (Trenitalia e Saf).
Saf pertanto non può pensare di essere solo il Gestore del TPL su gomma della Provincia di Udine, quando al tempo stesso lungo la tratta ferroviaria Udine-Tarvisio introita i ricavi dalla vendita dei biglietti integrati, i cui abbonamenti sono tutti marchiati Saf con un particolare cartellino, munito di fotografia dell’abbonato, che ha un costo di 4 Euro ! Per queste ragioni la situazione della biglietteria di Gemona non può essere trattata alla stregua delle altre biglietterie ferroviarie: da nostre informazioni ci risulta inoltre che quotidianamente la biglietteria emetta titoli di viaggio Saf non solo per destinazione Udine, ma anche per altre destinazioni extra ferroviarie (es. Tolmezzo, Resia ecc.).
E’ evidente che il diniego di Saf è legato unicamente ad una logica del mero profitto, atteso che i punti abilitati ad emettere i titoli agevolati Erdisu sono tutte biglietterie gestite direttamente da Saf.
Ci auguriamo che Saf, gestore di un servizio pubblico su concessione, che anche noi contribuiamo a pagare con i nostri abbonamenti e biglietti integrati, oltre che con le nostre tasse, provveda ad abilitare la biglietteria ferroviaria di Gemona, in ordine ai titoli agevolati Erdisu, ricercando e adottando le soluzioni tecniche necessarie al caso di specie.
A tal fine, sensibilizziamo le competenti Istituzioni in materia, Regione FVG e Provincia di Udine, affinché garantiscano ai numerosi studenti universitari di Gemona e del gemonese, il diritto di beneficiare all’agevolazione Erdisu, garantendo loro quel fondamentale diritto allo studio previsto dalla nostra Costituzione.
Certi che converrete con noi e che la nostra richiesta verrà accolta, ringraziamo fin da ora le Autorità che con senso civico si attiveranno in tal senso.
Distinti saluti"

giovedì 17 marzo 2011

Unità d'Italia: un viaggio lungo 150 anni

Da sempre la ferrovia ha unito l'Italia e gli italiani: dalla prima linea ferroviaria alle grandi infrastruture di oggi.
Treni che sbuffano vapore, treni che corrono, treni che sfrecciano e treni che purtroppo si fermano.
Pregi e difetti di un mezzo di spostamento unico nel suo genere.
Il treno e l'Italia: alla costituzione del Regno d'Italia, nel 1861, la rete ferroviaria si sviluppava su 2.035 km, contro gli attuali 24.809 km.
La ferrovia è stata e continua ad essere uno dei punti di forza per lo sviluppo economico del nostro Paese: lungo i binari dello Stivale corrono le merci e viaggiano milioni di passeggeri, oltre 2 milioni ogni giorno.
Per celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia le Ferrovie dello Stato hanno progragammato numerosi avvenimenti significativi.
Nella sera della vigilia dei 150 anni dell'Unità alla stazione Termini di Roma è stata issata la prima grande bandiera per le celebrazioni. A Piazza dei Cinquecento è stato innalzato, accompagnato dalle note dell'inno di Mameli, suonato dalla Fanfara dei Bersaglieri, un tricolore di 40 metri quadri per 32 metri di altezza. Un treno Frecciarossa colorato per l’occasione dalle tinte della bandiera nazionale ha fatto il suo scenografico ingresso nella stazione della Capitale.
Il treno tricolore continuerà a viaggiare nel corso dell’anno per rendere omaggio all’Unità d’Italia e in particolare, il 20 Marzo porterà in viaggio da Torino a Milano il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
I festeggiamenti in casa Ferrovie dello Stato dopo il primo 'alzabandiera' di Termini, proseguono anche oggi 17 marzo, con l'Inno di Mameli diffuso all'unisono in 150 stazioni del territorio nazionale da Torino a Palermo, passando per Roma.
Ieri e oggi e speriamo anche domani l'Italia intera viaggia in treno.
Buon compleanno Italia !

clicca e vedi il video delle Ferrovie sulle celebrazioi del 150° anniversario dell'Unità d'Italia:
http://www.youtube.com/watch?v=tzRy5l0ni24

venerdì 11 marzo 2011

Monitoraggio: nel 2011 migliora la qualità del serivizo lungo la Udine - Tarvisio

Pubblichiamo di seguito la nostra comunicazione trasmessa alla Direzione Trenitalia e alla Regione FVG.

"Nell’ottica della reciproca collaborazione, con la presente cogliamo l’occasione per comunicarVi i dati relativi al monitoraggio del servizio ferroviario lungo la linea Udine-Tarvisio dal 01.01.2011 ad oggi.
I dati in nostro possesso dimostrano un sensibile miglioramento del servizio rispetto al medesimo periodo del 2010.
Si è registrata una diminuzione dei ritardi (superiori ai 15 minuti) e delle soppressioni. I ritardi, come quello del treno n. 5983 (Carnia-Udine) del 10 marzo u.s., sono per fortuna casi isolati.
Riscontriamo favorevolmente anche il miglioramento dello standard qualitativo in ordine alla pulizia: gli interventi straordinari attuati come promesso da Trenitalia sono visibili e hanno permesso il superamento di quella “emergenza pulizia” denunciata più volte. Ci auguriamo che Trenitalia continui su questa linea, portando a compimento la campagna di pulizie nei termini pattuiti (entro il 30 giugno 2011), provvedendo alla rifoderatura di tutti i sedili delle Ale 801.
Significativo è inoltre il miglioramento del sistema informativo attuato a bordo treno. Con piacere abbiamo preso atto che i nostri suggerimenti sono stati recepiti. Sempre più spesso i capitreno annunciano le fermate, ma soprattutto rendono edotti i viaggiatori di altre importanti informazioni: entità di eventuali ritardi, segnalazione di porte guaste o wc inaccessibili.
Sempre in quest’ottica è decisamente migliorata la gestione delle coincidenze: un esempio è dato dal treno Tarvisio-Udine n. 6019 con il treno Udine-Venezia n. 2449 delle ore 8.07, oltre alla garanzia offerta dell’ultimo treno n. 6034 Udine-Carnia delle ore 20.00, il quale in taluni casi è partito con ritardo per consentire la coincidenza con altri collegamenti provenienti da Venezia o Trieste non in orario.
Senza dubbio un bel passo avanti fatto grazie al contributo del personale di bordo, che ha compreso le necessità degli utenti e che con cortesia e professionalità si rende ogni giorno disponibile per venir incontro alle esigenze dei viaggiatori.
Questo non vuol essere uno slancio di ottimismo tout court, in quanto ci sono ancora tante – forse troppe – problematiche ancora irrisolte, tuttavia è doveroso rilevare questa netta inversione di rotta, che ci fa ben sperare per il futuro in vista del tanto atteso rinnovamento del parco rotabile.
Riteniamo che il ruolo dei Comitati Pendolari non sia quello del “Bastian contrario”: a differenza di chi pensa che “per i pendolari le proteste ci saranno sempre”, vogliamo rispondere che la nostra attività deve essere impostata sempre come una critica costruttiva e propositiva, volta al miglioramento del servizio.
Restiamo fiduciosi che i lavori di riqualificazione delle pensiline della Stazione di Udine si concludano al più presto, riducendo al minimo i disagi ai viaggiatori; a tal fine siamo estremamente soddisfatti dell’intervento in itinere, e nel rispetto della sicurezza e dei tecnici impegnati, siamo pienamente consapevoli che l’attuale disagio sarà ampiamente ricompensato dal risultato finale del restyling, che permetterà di usufruire in futuro di una struttura più sicura e moderna.
Continuiamo a ritenere tuttavia indispensabile la costituzione a livello istituzionale della Consulta Regionale degli Utenti Ferroviari per garantire la partecipazione dei viaggiatori al processo di programmazione del sistema ferroviario regionale. La Consulta quindi come sede di confronto e scambio di informazioni delle esigenze in materia di trasporto di persone.
Distinti saluti."

martedì 8 marzo 2011

Caro petrolio: la Spagna vara economie, auto più lente e treni meno cari

La crisi libica arriva alla pompa. Di benzina, naturalmente. La soglia di 1,568 euro al litro raggiunta ieri dalla benzina verde rappresenta il nuovo record storico, dopo il massimo di 1,560 euro toccato il 15 luglio del 2008. Si tratta del record del prezzo consigliato sul territorio nazionale, che poi sale anche oltre 1,6 euro in alcune aree del Paese, come la Campania, a causa delle addizionali regionali.
Aumenti a catena anche in altri settori, dai trasporti agli alimentari, dall'energia al riscaldamento.
Per contrastare i forti aumenti del carburante la Spagna ha varato una serie di misure in materia di economia energetica. A partire dal 7 marzo il limite di velocità sulle autostrade spagnole è passato da 120 km/h a 110 Km/h, e i prezzi dei biglietti dei treni a breve e media percorrenza è diminuito del 5%. La misura , secondo le previsioni del Governo spagnolo, consentirà un risparmio di combustibile nell'ordine del 15%.
Particolarmente interessante e significativo è la diminuzione delle tariffe ferroviarie per i pendolari, volta a incrementare il trasporto pubblico in alternativa al mezzo automobilistico privato.
L’Italia come al solito invece resta al palo; se in altri Paesi si pensa a diminuire le tariffe, sensibilizzando i Cittadini all’uso dei trasporti pubblici, da noi, per far quadrare i conti si è pensato solo ad aumentare le tariffe (salvo poche eccezioni come quella friulana) e tagliare le corse.
Dopo gli aumenti di inizio anno, altri sono già stati annunciati: dal prossimo 1 maggio la Lombardia provvederà ad applicare un ulteriore incremento del 10%, mentre in Piemonte gli aumenti dovrebbero scattare dopo l’estate.
Niente di nuovo quindi all’orizzonte. C’è poco da star allegri dinanzi a questa perenne situazione di immobilismo del nostro Paese, incapace, da sempre ad affrontare in maniera seria ed organizzata il tema della mobilità sostenibile.
Manca l’’assunzione di una precisa assunzione di responsabilità da parte della nostra classe politica e dirigente. Purtroppo però mancano le minime condizioni per affrontare il problema, come quotidianamente dimostrato dai fatti, non ultimo l’episodio del processo sulla strage di Viareggio, dove alla prima udienza non si sono presentati nessuno dei 38 indagati – tra cui l’A.D. di Ferrovie, Mauro Moretti. “Se fossero stati presenti, sarebbe stato un atto di rispetto”, ha dichiarato il sindaco di Viareggio; “non hanno il coraggio di guardarci negli occhi, non hanno umanità”, il commento di Daniela Rombi, madre di Emanuela, morta a 21 anni.
Per noi è solo l’ennesimo brutto esempio della mancanza di coraggio da parte della classe dirigente ad affrontare il problema dei trasporti in maniera seria.

venerdì 25 febbraio 2011

Sconti Erdisu per gli studenti universitari: il Sindaco di Gemona scrive a Saf per abilitare la biglietteria FS all’emissione dei titoli agevolati

Buone notizie per gli studenti universitari che frequentano l’Università di Udine: dal 1 marzo ritorneranno gli sconti per gli abbonamenti bus urbani ed extraurbani sostenuti con fondi propri dell’Erdisu di Udine.
Resta invariata la percentuale del 30% sulle varie tipologie di abbonamenti agevolati i quali saranno acquistabili presso le biglietterie convenzionate (autostazione e biglietteria SAF urbana di Udine e autostazione di Tolmezzo).
A tal fine il Sindaco di Gemona, Paolo Urbani, ha scritto una missiva a SAF e all’Erdisu, chiedendo di far abilitare anche la biglietteria ferroviaria di Gemona - la quale risulta già punto autorizzato alla vendita dei titoli SAF - all'emissione degli abbonamenti agevolati Erdisu.
Risultando la tratta Gemona – Udine soggetta al sistema della tariffazione integrata Trenitalia-Saf, l’agevolazione Erdisu permetterà agli studenti universitari gemonesi di usufruire sia del vettore su gomma che del treno.
Ci auguriamo che la richiesta del Sindaco Urbani venga accolta, in maniera da facilitare l’acquisto degli abbonamenti ai tanti studenti pendolari gemonesi, che oggi sono invece costretti a recarsi a Udine o a Tolmezzo per usufruire del loro diritto.

giovedì 24 febbraio 2011

Trieste - Berlino: da maggio sarà attivo il collegamento di Arenaways

Andare in treno a Berlino dal prossimo 14 maggio sarà realtà anche per i passeggeri del Friuli Venezia Giulia.
Sarà, infatti, attivato il collegamento Trieste - Berlino gestito da Arenaways, la compagna ferroviaria privata piemontese, che ha lanciato “Autozug,” il servizio ferroviario con auto e moto al seguito che permette collegamenti diretti con Germania e Olanda.
Oltre al collegamento con la capitale tedesca, da Trieste il giovedì, sono in programma treni per Amburgo, il lunedì, per Dusseldorf e Neu Isenburg, il sabato. I collegamenti saranno attivi dal 14 maggio al 29 settembre.
La società vedrà così crescere da 77 a 277 i collegamenti plurisettimanali tra Alessandria, Livorno e Trieste con le principali città tedesche, da Berlino a Duesseldorf e Amburgo, e la capitale olandese Amsterdam.
Entro fine anno, ha annunciato l'amministratore delegato della società', Giuseppe Arena, saranno attivati altri collegamenti nel nordest, a Verona e Bolzano.

sabato 12 febbraio 2011

Una giornata da pendolare: Tremonti testa i treni italiani

Ha voluto rendersi conto personalmente della situazione dei treni in Italia, viaggiando da Milano a Reggio Calabria per capirne problematiche e correttivi. Il ministro Tremonti scopre così i disagi dei pendolari e dei viaggiatori in generale.
«Da Milano a Roma 3 ore, da Roma a Reggio Calabria un po' di più e devo dire anche più complicate». È quanto ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti scendendo dal treno regionale 3675 Paola-Reggio Calabria dopo un viaggio sui treni per saggiare i trasporti verso il Mezzogiorno. Un viaggio a sorpresa fatto in compagnia dei segretari della Cisl Raffaele Bonanni e della Uil Luigi Angeletti.
Di certo il viaggio a sorpresa nei disagi ferroviari del profondo Sud del ministro dell'Economia Giulio Tremonti in compagnia dei leader di Cisl e Uil, Bonanni e Angeletti, se non altro ha il merito di aver scatenato un bel putiferio.
Insieme, come normali cittadini, per 700 chilometri di strada ferrata prima su un Frecciarossa (da Roma a Napoli), poi rigorosamente nella seconda classe di un Intercity (da Napoli a Lamezia Terme) e infine sul regionale dei pendolari per arrivare a Reggio Calabria. Il giudizio del titolare dell'Economia è già tracciato: «Tre ore di treno per andare da Milano a Roma - dice all'arrivo - troppe di più per arrivare a Reggio Calabria. Al Sud - aveva spiegato ai pochi cronisti saliti sul treno con lui - servono infrastrutture e i soldi ci sono, non è vero che ho chiuso i rubinetti, in questi anni ne sono stati bruciati un sacco. Quello che manca è la capacità degli amministratori locali di saper spendere. Le regioni del Sud - è la disamina del professore - non fanno sistema. Al Nord Piemonte e Lombardia si mettono assieme per fare le grandi opere, qui le cose si fanno nell'ottica di un ritorno elettorale».
Lungo il viaggio non sono mancati i siparietti. Il treno scelto è un Intercity diretto a Siracusa. A bordo col ministro, per lo più studenti ed extracomunitari. Al momento di partire Tremonti riceve la telefonata di benvenuto a bordo dell'ad di Trenitalia, Mauro Moretti. «Ho saputo che siete nostri clienti», esordisce l'ad delle Ferrovie dello Stato. Ma il ministro lo gela: «Bene? Mica tanto. Manca l'acqua in tutte e due i bagni della carrozza. Se ci fosse sarebbe meglio»,
Ma finita la telefonata Tremonti esprime nel complesso un giudizio positivo: «Temevo peggio. Tutto sommato è un treno dignitoso».
Angeletti riferisce. Sul treno da Lamezia a Reggio copione invertito: il ministro trova l'acqua ma non il sapone per le mani.
Benvenuto pendolare Tremonti !

martedì 8 febbraio 2011

Stazione di Udine: proseguono i lavori di restyling

Proseguono a buon ritmo i lavori di restyling della Stazione di Udine.
Come noto RFI ha investito oltre 900.000 Euro per sostituire completamente le pensiline delle banchine dei binari, le quali non risultavano a norma in quanto in parte ricoperte da eternit.
Il problema era stato denunciato anche dal nostro Comitato con un esposto presentato all'ASL lo scorso mese di giugno. La denuncia aveva trovato ampio risalto sulla stampa locale, vista l'evidente situazione di degrado in cui versava la stazione, la quale è utilizzata quotidianamente da migliaia di pendolari (7.200.000 viaggiatori all'anno - Fonte: Centostazioni Spa).
La precaria situazione igienica-sanitaria e quella relativa alla sicurezza delle pensiline era dinanzi agli occhi di tutti: sporcizia, doghe rotte, infiltrazioni, buchi nella copertura del tetto, ecc. Ora con gli interventi la stazione diventerà certamente un luogo più sicuro e decoroso.
Sono stati sostituiti anche tutti i panelli informativi partenze/arrivi presenti sulle banchine dei binari, con monitor più moderni e di facile lettura.
E' stato poi ricollocato nell'atrio della stazione il tabellone partenze - arrivi, un felice ritorno specie per i tanti viaggiatori che non conoscendo la stazione di Udine, vagavano spaesati alla ricerca di un riferimento informativo.
I lavori stanno - secondo taluni - provocando disagi all'utenza, specie quelli relativi alla sostituzione delle coperture delle pensiline. Rileviamo tuttavia che i disagi sono assolutamente sostenibili e tollerabili vista l'importanza dell'intervento e atteso che i lavori devono necessariamente tener conto del normale traffico ferroviario. Crediamo che i Pendolari siano abituati a ben peggio !
Avanti così quindi, ben vengano questi interventi migliorativi; il nostro auspicio è che i lavori vengano svolti utilizzando tecniche e materiali idonei al caso di specie, secondo una lungimirante programmazione degli interventi che permetta una riqualificazione dell'intera area delle pensiline, eliminando tutti i materiali nocivi alla salute pubblica.
Ci auguriamo che questo sia il primo di una serie di interventi mirati a risolvere - sia all'interno che all'esterno della stazione - le attuali criticità, in maniera da dotare la Città di una struttura moderna al passo con i tempi, vero e proprio biglietto da visita per Udine e per l'intero Friuli.
Resta per ora ancora irrisolto il problema delle scale di accesso al tunnel, vero e proprio ostacolo insormontabile, non solo per le persone diversamente abili, ma anche per anziani e viaggiatori con bagaglio al seguito.

venerdì 28 gennaio 2011

FS, il ritardo ora è denaro

Una inchiesta giornalistica "del Il Fatto Quotidiano" ripropone un tema già sollevato dal Movimento dei Pendolari: l'allungamento dei tempi di percorrenza sui treni regionali.
Un minuto oggi, un minuto domani, ed ecco che i tempi lievitano... ma non solo: lievitano a dismisura anche i prezzi, pagati dalle tasche dei cittadini.
da Il Fatto Quotidiano del 26 gennaio 2011 : "Il meccanismo di pagamento delle regioni incentiva i treni locali a rallentare ancora: ogni minuto in più può costare alle casse regionali un aggravio di spesa di quasi 80mila euro.
Poveri pendolari. Non bastava la sporcizia, la mancanza di puntualità, il sovraffollamento. Ora si scopre che i treni regionali vanno sempre più piano non per colpa dei mezzi troppo vecchi, dell’inadeguatezza delle linee o del destino cinico e baro. Secondo diversi esperti, e in particolare quelli di Assoutenti, la causa è un’altra e si chiama “contratto di servizio” o, come dicono alle Ferrovie, “contratto a catalogo”. In base a questo tipo di intesa, tra i parametri usati per calcolare il prezzo che le Regioni devono corrispondere a Trenitalia (Fs) per i treni locali, il fattore tempo è diventato determinante. Più tempo ci vuole per percorrere una linea, più il prezzo sale.

Siccome la durata di un determinato percorso non è stabilita da un’autorità terza, neutrale tra Regioni e Ferrovie, ma dalle Ferrovie stesse attraverso la società Rfi (Rete ferroviaria italiana), è forte il sospetto che quest’ultima possa essere tentata di allungare i tempi così da consentire alla consorella Trenitalia di incassare più soldi. Prima non funzionava così: fino al 2009 per determinare il prezzo di ogni convoglio si faceva riferimento soprattutto alla lunghezza della tratta. Ci sono anche altri elementi che assieme al tempo concorrono a stabilire il prezzo base dei treni, dai posti a sedere al coefficiente di riempimento dei vagoni. Con un’offerta inferiore a 150 posti a treno, per esempio, il prezzo orario è di circa 518 euro l’ora e sale fino a 811 euro quando i posti disponibili sono oltre 600. Poi ci sono le maggiorazioni: più 18 per cento per i festivi (sabato compreso), i notturni (più 16 per cento), l’età dei vagoni (più 10 per cento se hanno meno di 12 anni o se restaurati di recente), il load factor (l’indice di riempimento) che comporta una maggiorazione del 10 per cento, se i posti occupati sono meno del 20 per cento di quelli offerti.

Sarà una coincidenza, ma di fatto, da un po’ di tempo, soprattutto da quando il sistema dei contratti è cambiato, i treni regionali sono sempre più lenti. Gli esempi sono mille. Nell’estate di 16 anni fa il tempo medio ufficiale di percorrenza di un regionale tra Bolzano e Verona era di 108 minuti, nell’inverno 2010 è salito a 121 minuti (+12 per cento), tra Firenze e Roma l’incremento è stato di 37 minuti (+ 18,5 per cento), tra Roma e Ancona 22 minuti (+ 9,5 per cento), tra Roma e Sulmona 12 minuti (+7,5 per cento), tra Avezzano e Roccasecca 13 minuti (+12). L’incremento è stato repentino soprattutto negli ultimi mesi: 10 per cento medio dal 2008 al 2010 tra Roma e Firenze, 2 per cento tra Bolzano e Verona, 2,5 tra Roma e Ancona, più 5 Roma-Sulmona, più 2,5 Avezzano-Roccasecca.

In ballo ci sono tanti soldi. I tecnici hanno calcolato che su una linea dove corrono 15 coppie di treni (30 treni al giorno) con meno di 150 posti, ogni minuto di percorrenza in più comporta un aggravio di spesa per le Regioni di circa 78 mila euro all’anno. Siccome i treni sono migliaia e i tempi di percorrenza sono aumentati su moltissime linee, è facile supporre che gli incassi di Trenitalia siano cresciuti parecchio. Quanto è impossibile dirlo con esattezza, perché Fs non intendono fornire questi dati che considerano riservati, in particolare non vogliono darli al Fatto, giudicato un “giornale non obiettivo”.

Ovviamente le Ferrovie respingono con sdegno il sospetto di fare la cresta sui treni locali. Sostengono che il fattore tempo sta alla base del prezzo concordato con le Regioni perché il costo del trasporto ferroviario è determinato soprattutto dal costo del personale, i capitreno e i macchinisti. Più tempo ci vuole per collegare un posto a un altro e più lavoro è necessario ed è ovvio che salga il prezzo del servizio. I tecnici dell’Assoutenti obiettano, però, che il costo del lavoro è il 60, al massimo il 70 per cento del totale, il resto è usura delle macchine, pulizie, ammortamenti, energia, manutenzioni. E se è vero che il costo del lavoro aumenta in funzione del tempo, gli altri costi, invece, dovrebbero essere determinati esclusivamente dalla lunghezza delle tratte. Far crescere quindi anche questi ultimi in relazione al tempo è un’operazione che secondo questi esperti provocherebbe “un indebito beneficio” a Trenitalia. Tornando all’esempio di prima (15 coppie di treni con meno di 150 posti), ogni 78 mila euro all’anno incassati da Trenitalia per ogni minuto di percorrenza in più, 23 mila sarebbero “indebiti”.

Le Fs sostengono pure che i tempi di percorrenza spesso crescono perché le Regioni vogliono più fermate, magari per venire incontro alle richieste dei pendolari, e le fermate portano via tempo. Anche perché proprio nel 2008 le stesse Fs hanno introdotto una nuova disciplina per le soste obbligatorie in stazione sulle linee minori, portandole da 30 secondi a un minuto tondo. Di fatto, allungando i tempi di percorrenza, le Fs ottengono anche un altro vantaggio: evitano le sanzioni per gli eventuali ritardi. Con tempi di percorrenza più lunghi, infatti, è molto più difficile che un treno accumuli ritardi ed è molto più facile schivare le multe.

Di fronte a queste realtà, alcune Regioni, dopo esser state indotte dal governo Berlusconi ad affidare i servizi ferroviari a Trenitalia senza gara per 6 anni rinnovabili per altri 6, cominciano a rendersi conto che non è stata affatto una buona idea e vorrebbero fare marcia indietro. Finché lo Stato ha continuato a trasferire senza battere ciglio i finanziamenti necessari per pagare i treni, non si sono fatte troppi scrupoli, ma ora che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, con la legge di Stabilità ha tagliato i fondi impedendo che le Regioni potessero partecipare al gettito delle accise sul gasolio da autotrazione (quasi 1 miliardo e 200 milioni di euro), il quadro per loro è cambiato completamente e in peggio.

Per onorare i contratti con Trenitalia, le Regioni sono state messe di fronte a due strade assai poco gradevoli e popolari: aumentare le tariffe in media del 30 per cento rispetto al 2010 e ridurre i servizi del 15. Per questo stanno ragionando di ripensare i contratti con le Fs. La Conferenza delle Regioni, cioè l’organismo politico che le rappresenta, lo ha già scritto chiaro e tondo in un documento: “La manovra finanziaria è una novità che determina consequenziali effetti in termini di validità ed efficacia o quanto meno di rinegoziabilità dei contratti”.

lunedì 24 gennaio 2011

Consulta dei Pendolari: il problema della rappresentanza

Sulla scia dell’esperienza di altre regioni italiane, abbiamo lanciato la proposta della costituzione della Consulta Regionale degli Utenti Ferroviari, quale organo di raccordo tra Regione FVG, Trenitalia, Utenti e parti sociali; essa permetterebbe di dar voce all’Utenza rappresentata (Comitati, Associazioni di Consumatori ecc.) e garantire la partecipazione dei viaggiatori al processo di pianificazione e programmazione del sistema dei trasporti e della mobilità regionale. La Consulta quindi come sede di confronto, di scambio di informazioni e di analisi delle esigenze in materia di trasporto di persone.
La Consulta è già realtà in Emilia Romagna (ove opera il C.R.U.F.E.R.), in Campania e in Piemonte (con l’Osservatorio sul TPL), dove sono espressamente previste e disciplinate per legge; il ruolo dei Pendolari risulta poi istituzionalizzato in altre forme anche in Lombardia e Liguria dove operano da anni Coordinamenti riconosciuti e rappresentativi dell’Utenza.
Solo con il riconoscimento del ruolo dei Pendolari a livello istituzionale si potrà raggiungere quella piena e condivisa azione volta al miglioramento della qualità del servizio, atteso che i Pendolari costituiscono “il termometro” della soddisfazione del servizio.
A tal fine il Comitato presenterà alla Regione FVG una bozza contenete le linee guida per la costituzione della Consulta; la proposta redatta grazie al contributo e all’esperienza di altri Comitati Pendolari di altre regioni (Unione dei Pendolari Piacentini, Pendolari Liguri, Coordinamento Pendolari della Lombardia, Coordinamento Pendolari Pavia, altri) risulta a nostro parere confacente alle esigenze della realtà friulana.
La Consulta che intendiamo non deve essere confusa con le solite commissioni, spesso sedi di inutili quanto sterili discussioni, ma deve essere un organismo operativo, agile, snello nell’organizzazione, con poteri consultivi, che permetta un adeguato supporto alle Autorità dotate dei poteri deliberativi in materia.
Non si tratta quindi di creare “nuove poltrone”, bensì un organo che, grazie al contributo di chi ogni giorno è presente sul campo, possa permetterebbe di individuare quelle soluzioni concrete ai casi specifici, risultando un utile strumento di monitoraggio del servizio offerto.
Questa esigenza è data peraltro dallo stesso Art. 7 della Legge Regionale n. 23 del 20.08.2007, la quale prevede che la Regione debba assicurare l’adozione di misure finalizzate alla tutela dell’utenza al fine di garantire la qualità e la sicurezza del servizio del trasporto pubblico, nonché del comma 461, dell’Art. 2 della Legge n. 244 del 24.12.2007 e dell’Art. 15 comma 7 del vigente contratto di servizio, la cui ratio prevede che “per la valutazione dei servizi ferroviari resi ed il miglioramento qualitativo dell’offerta dei servizi stessi, la Regione si avvale del contributo dell’utenza ed in particolare di quella pendolare.”
E’ bene sottolineare che la Consulta dovrà risultare rappresentativa dell’Utenza e di tutti i portatori di interesse, garantendo il principio democratico, evitando ogni strumentalizzazioni di sorta: l’organo così inteso dovrà svolgere funzioni di osservatorio in ordine alla verifica della qualità del servizio di trasporto pubblico ed in particolare in merito alla “Carta dei Servizi”, esprimendo pareri e proposte sulle opere o sui progetti che l’Amministrazione regionale intende attuare per il miglioramento del servizio ferroviario, promuovendo inoltre tutte le iniziative atte a migliorare la condizione dell’Utenza, con particolare riferimento a quella pendolare per una sempre migliore funzionalità delle strutture, nonché per la promozione di iniziative volte a diffondere la cultura del trasporto pubblico come alternativa al mezzo automobilistico privato.
Il tema centrale di discussione sul modello di Consulta da adottare non può prescindere dalla "rappresentanza e dalla rappresentatività delle organizzazioni dei Pendolari e dei portatori di interesse”. Il tema coinvolge in particolare i Comitati, ovvero quelle organizzazioni volontaristiche che generalmente nascono spontaneamente sulla spinta delle esigenze di gruppi di utenti, i quali formano dei gruppi di pressione non costituiti legalmente, né regolamentati da statuti o dotati di un’organizzazione di tipo associativa.
La questione della rappresentanza e della rappresentatività è di fondamentale importanza allorché le organizzazioni dei pendolari vengono coinvolte dalle Istituzioni nel processo di pianificazione e programmazione del sistema dei trasporti: è pacifico che migliore sarà il risultato quanto migliore sarà garantita l’effettiva e legittima rappresentanza degli utenti al processo decisionale.
Il problema riguarda dunque il processo di identificazione dei Comitati ed i criteri di rappresentatività sulla cui base queste organizzazioni possano essere riconosciuti a livello istituzionale, rappresentando efficacemente le istanze e gli interessi degli utenti. A tal fine è necessario distinguere la rappresentatività, ovvero la capacità di essere rappresentati, dalla rappresentanza data dall’azione di agire in nome e per conto altrui per la tutela degli interessi di terzi.
Come già avviene nelle altre Regioni i Comitati devono essere costituiti, ovvero devono essere riconosciuti dalle Istituzioni secondo determinati criteri, in maniera tale che i portavoce siano effettivamente rappresentativi e rappresentanti dei pendolari. Questa è la condizione imprescindibile per poter confrontarsi con le Autorità e le Istituzioni; seppur mossi da buoni propositi, i gruppi spontanei, potenzialmente rappresentativi di una data cerchia di utenti, rischiano senza un espresso mandato di parlare solo per un ristretto gruppo di persone e quindi di non rappresentare in maniera legittima gli interessi dei viaggiatori.
Studiando le varie forme di Consulta presenti nel panorama italiano, riteniamo che quella individuata sia il modello che offra le maggiori garanzie.
I forum, i blog, le newsletter sono tutti strumenti utili per fare massa critica, per scambiarsi opinioni e proposte, tuttavia il nostro ordinamento prevede un solo modo per poter legittimamente rappresentare altre persone: quello di essere eletto o designato democraticamente quale rappresentante o portatore di un interesse generale della base.
Non facciamoci ingannare da quei sedicenti rappresentanti dei pendolari che adducono solo scuse per non esibire gli elenchi degli iscritti, accampando immoralità nel pagamento di qualche marca da bollo necessaria per la registrazione dell’atto costitutivo e dello statuto del Comitato. Spese che potrebbero essere coperte con un piccolissimo contributo dei pendolari che questi adducano di rappresentare.
A noi sembra che chi obietta sulla costituzione legale dei Comitati, faccia più la rappresentanza di se stesso che gli interessi dei viaggiatori, atteso che spesso i portavoce dei pendolari risultano autoeletti e che all’interno del movimento manca un vero e proprio confronto con la base.
Per questi motivi il nostro Comitato ha deciso di costituirsi legalmente, dotandosi di una struttura tipo associazione per meglio confrontarsi con la base, promovendo riunioni e campagne di tesseramento periodiche, sondaggi e volantinaggi a bordo treno. Questa scelta è stata effettuata non per ottenere una posizione di potere, ma per poter garantire al meglio il diritto alla mobilità e spostamento dei nostri associati.
Riteniamo che il problema dei pendolari non sia né di destra, né di sinistra, ma riguardi l’interesse generale dei cittadini: per questi motivi è necessario che le Organizzazioni devono essere effettivamente rappresentative dell’Utenza (es. per linee o tratte o in coordinamento tra loro), senza padroni o padrini !
Non ci sembra che tutto ciò comporti un limite alla partecipazione popolare, bensì rappresenta il normale approccio che tutte le associazioni di volontariato devono tenere con le Istituzioni per potersi confrontare democraticamente e legittimamente.
Iscriversi ad un registro pubblico o costituirsi con un atto costitutivo garantisce inoltre agli stressi pendolari maggior importanza e maggior peso negoziale, oltre ovviamente a permettere di verificare che gli interlocutori dei gruppi rappresentino davvero un interesse comune e non solo quello di poche persone.
E’ bene precisare che il nostro sodalizio, come molti altri in Italia, svolge un’attività di volontariato completamente gratuita e si è messo in gioco, accettando queste basilari regole.
I risultati ottenuti nel corso del 2010 e soprattutto il metodo di lavoro intrapreso ci danno ragione e siamo certi che con la creazione della Consulta, quale strumento democratico di consultazione, si potrà rafforzare ulteriormente il processo di miglioramento della qualità del servizio ferroviario regionale.

martedì 4 gennaio 2011

Tariffe Udine-Gemona: un risparmio che è già realtà !

Dopo oltre 10 anni di contestazioni e reclami, dal 1 gennaio è stata eliminata l’odiata maggiorazione tariffaria SAF lungo la tratta Gemona-Udine. La maggiorazione, data da un errore nel calcolo della tariffa, determinava un illegittimo salto di fascia (da 30 km a 40 km), in quanto la tratta Gemona-Udine veniva calcolata secondo la distanza kilometrica stradale delle tabelle SAF e non in base a quelle ferroviarie di Trenitalia.

Con l’adeguatamente delle tariffe si è potuto finalmente garantire anche agli utenti gemonesi una tariffa equa che porterà un discreto RISPARMIO per le nostre tasche, così come indicato nella sottostante tabella.

Un bel risultato considerato che nel 2011 le tariffe in Regione sono aumentate dell’1,56% secondo l’indice ISTAT, mentre nelle altre Regioni italiane si registreranno aumenti nell’ordine del 10 - 25% a partire dal prossimo 1 febbraio a fronte dei tagli alle risorse imposti dalla manovra Tremonti.

Anno 2010

Anno 2011

Differenza

Risparmio

%

Biglietto Singolo

Corsa semplice

Euro 3,25

Euro 2,75

Euro 0,50

-15,38%

Abbonamento

Quindicinale

Euro 35,65

Euro 31,75

Euro 3,90

-10,64%

Abbonamento Mensile

3 giorni settimana

Euro 35,65

Euro 31,00

Euro 4,65

-13,04%

Abbonamento Mensile

Lunedì – Venerdì

Euro 49,45

Euro 42,85

Euro 6,63

-13,41%

Abbonamento Mensile

Tutti i giorni

Euro 53,10

Euro 47,25

Euro 5,85

-11,02%

Abbonamento Mensile con 1 linea bus rete urbana Udine

n.d.

Euro 59,00

Abbonamento Mensile con tutta la rete bus urbana Udine

n.d.

Euro 62,95

Abbonamento annuale

Euro 531,00

Euro 472,50

Euro 58,50

-11,02%


I dati non tengono conto delle eventuali riduzioni o sconti a beneficio di particolari categorie (esempio riduzione Erdisu per gli studenti)

Il risultato è stato ottenuto grazie al lavoro del Comitato che ha continuamente “martellato” la Regione in ordine a questo problema, ritenuto primario visto che incideva sensibilmente sulle nostre tasche !

Un grazie in particolare a tutte quelle persone – e sono tante - che ci hanno sostenuto, come dimostrato dalla petizione di oltre 2.100 firme consegnata lo scorso anno all’Assessore Riccardi.

Noi abbiamo solo proseguito e concluso il lavoro iniziato anni fa da altri gruppi di Pendolari gemonesi, che prima di noi avevano denunciato questa ingiustizia.

E’ stata senza dubbio una vera “battaglia”, anche con veri e propri atti di disobbedienza civile, visto che alcuni di noi si sono sempre rifiutati di acquistare il biglietto integrato SAF e hanno continuato a viaggiare con titoli di viaggio a fascia 30 km, vedendosi contestare numerose multe da alcuni (per fortuna pochi) controllori “sceriffi”; contravvenzioni tutte opposte e NESSUNA PAGATA, a riprova dell’illegittimità della maggiorazione tariffaria !

Invitiamo l’Utenza a servirsi della biglietteria di Gemona: l’abbiamo tanto voluta, ora utilizziamola e difendiamola, pertanto non andiamo a Udine a fare il biglietto !

Noi non molleremo e continueremo a lavorare per il miglioramento della qualità del servizio, per questo chiediamo il vostro sostegno e soprattutto il vostro aiuto, ritenendo l'unità del Movimento Pendolare condizione imprescindibile per la tutela degli interessi dell'utenza.

Questi risultati dimostrano la concretezza e la serietà del nostro lavoro, svolto con tanta passione e basato esclusivamente sul volontariato. Mentre altri si limitano a lamentarsi, accampando solo diritti e pretese, noi da cittadini e contribuenti responsabili - nel rispetto dei ruoli - intendiamo proseguire con decisione e senso civico lungo questo viaggio, per fornire il nostro contributo al processo di miglioramento della qualità del servizio ferroviario offerto.

Buon viaggio !