Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

sabato 4 marzo 2017

Il caso FUC: macchinisti in fuga, un futuro a rischio?

Nei giorni scorsi avevamo pubblicato un post avente ad oggetto il servizio Mi.Co.Tra. gestito da Ferrovie Udine Cividale, approfondendo alcune problematiche e svolgendo alcune considerazioni circa il futuro del servizio ferroviario transfrontaliero Udine-Villach.
Alla luce dei recenti accadimenti interni a FUC, denunciati sulla stampa locale, riteniamo opportuno allargare l’analisi all’intera attività di FUC.
Non era mai successo che un gruppo di dipendenti di Ferrovie Udine-Cividale, società ferroviaria, partecipata al 100% dalla Regione FVG, si dimettesse.
Le dimissioni di quattro macchinisti hanno scoperchiato il caso FUC: un gesto forte che dà conto dell’insoddisfazione che si respira in azienda tra le file delle maestranze che da mesi chiedono di vedersi adeguare gli emolumenti a quelli dei colleghi di RFI.
Con le dimissioni dei quattro macchinisti i contraccolpi si faranno sicuramente sentire, visto che la società dovrà fare i conti con meno personale da mettere sui turni, con un organico ridotto.
ATTIVITA’: la società svolge il servizio passeggeri lungo la linea Udine-Cividale, il servizio transfrontaliero Mi.Co.Tra. (Udine-Villach), nonché alcuni servizi cargo per il partner InRail.
COMPAGINE SOCIALE: FUC è la società ferroviaria regionale, nata nel 2004, subentrata a ST nell’esercizio della linea Udine-Cividale. L’unico azionista è di fatto anche l’unica cliente (la quale corrisponde 3,7 mln/annui per i servizi offerti lungo la linea Udine-Cividale e per il Mi.Co.Tra).
Servizi passeggeri - Anno 2015
Servizio
Udine-Cividale
Servizio
Mi.Co.Tra
Lunghezza linea
Km 15
Km 89
Num. corse/giorno
48
4
Num. corse/anno
15.620
1.456
Num. Passeggeri/anno
447.268
78.802*
Media Passeggeri/treno
28,63
54,12
Biciclette trasportate
11.879
*sono conteggiati tutti i passeggeri trasportati anche quelli in possesso di biglietto/abbonamento Trenitalia/Saf
Da notizie di stampa nel corso del 2016, il servizio passeggeri ha registrato un incremento dell’1% lungo la Udine-Cividale e del 17,5% su Mi.Co.Tra, con un incremento del 25,1% delle biciclette trasportate.
CORRISPETTIVI: nel 2017 la Regione FVG continuerà a garantire a FUC corrispettivi per 3,7 milioni per il servizio tpl, di cui 2,2 per la linea Udine-Cividale (contratto di servizio dd 23/12/2016 – prot. n. 144) e 1,5 milioni per i servizi transfrontalieri Mi.Co.Tra (Udine-Villach).
INVESTIMENTI: oltre ai corrispettivi riconosciuti per il servizio passeggeri, si debbono poi aggiungere i finanziamenti che l’azionista unico riconosce a FUC per gli investimenti previsti dal POI (Programma Operativo degli Investimenti), il quale tiene conto degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del materiale rotabile e dell’infrastruttura della linea Udine-Cividale.
900mila € nel dicembre 2015 e 996mila € nel dicembre 2016 su 2,1 mln. previsti dal quadro complessivo degli interventi del POI 2017-2018.

DATI BILANCIO FUC (Fonte Cerved)
Utile/Perdite

Ricavi

Costo

Personale

Num.

Dipendenti

Corrispettivi

Regione FVG

2013

-264.455

2.768.994

2.357.528

56

3.500.000

(1,5 mln per Mi.Co.Tra)

2014

92.964

3.018.465

2.464.590

56

3.500.000

(1,5 mln per Mi.Co.Tra)

2015

282.392

3.694.172

2.587.074

59

3.600.000

(1,5 mln per Mi.Co.Tra)

2016

Bilancio non ancora approvato

?

3.600.000

(1,5 mln per Mi.Co.Tra)

2017


?

3.700.000

(1,5 mln per Mi.Co.Tra)
Riteniamo che non si possa continuare a trattare FUC in modo autoreferenziale, pensando che tutto vada bene.
Le recenti dimissioni dei macchinisti sono un forte campanello dall’allarme che dovrebbero far riflettere. Tanti sono infatti i nodi da sciogliere, soprattutto quello legato all’applicazione del decreto Madia e del D.lgs n. 112/2015 che ha recepito la Direttiva UE n. 34/2012 che impongono di fatto la separazione tra la gestione del tpl da quella della rete; da ciò deriva la necessità di una rivisitazione generale della configurazione societaria e contabile di FUC al fine di conformarli alle nuova normativa.
Il futuro di FUC dipenderà pertanto da una seria riflessione che tenga conto di numerosi fattori, in particolare:
- da un bilancio che non brilla, nonostante alcuni miglioramenti negli ultimi esercizi, oggetto anche di alcuni rilievi da parte della Corte dei Conti, la quale ha evidenziato come la Regione abbia erogato a FUC 2,7 milioni di € per un obsolescente sistema di sicurezza poi bocciato nel 2015 dal Ministero dei Trasporti.
Gli indici del bilancio 2015 evidenziano in particolare un rapporto di indebitamento altissimo (95,9%), in gran parte influenzato dal debito derivante da mutuo contratto nel 2010 per l’acquisto dei nuovi locomotori e dei carri e da una bassa capacità a far fronte con mezzi propri agli impegni.
Si rileva che ad oggi i locomotori stadler atr001 e atr002, acquistati per il rinnovo del parco rotabile, sono fermi da mesi e non si sa ancora se per problemi tecnici o per questioni burocratiche legate all’immatricolazione. In ogni caso non si conosce ancora quando potranno essere utilizzati.
- di un organico ridotto, che non permette allo stato una vera crescita dell’Impresa, tenuto conto che la Regione stessa, tramite la Direzione Centrale delle Finanze (nota n. 104735 dd 11.05.2015), ha raccomandato alla propria partecipata un intervento contenitivo sulla spesa sul personale;
- della gestione di una modestissima linea ferroviaria, a binario unico, lunga appena 15 km, che evidenzia 447.268 passeggeri trasportati nel 2015 su 15.620 corse (media passeggeri trasportati 28,63/corsa).
Una linea ferroviaria peraltro sfornita del sistema di sicurezza Scmt (Sistema di Controllo Marcia Treno) presente altresì su tutte le linee nazionali e regionali RFI: a tal fine da tempo la Regione ha finanziato un progetto da 8,4 milioni per adeguare il sistema di sicurezza della linea, soprattutto dopo l’incidente di Manduria che ha evidenziato tutte le pericolosità delle linee a binario unico sfornite del Scmt. L’intervento ritenuto dalla Giunta Regionale (delibera n. 1098 dd 17.06.2016) non più prorogabile, dovrebbe essere messo a gara quest’anno dopo due anni di ritardi;
- del futuro del servizio transfrontaliero Mi.Co.Tra (Udine-Villach) e della possibilità di un suo prolungamento verso Trieste, via Cervignano, in grado di coprire l’intera direttrice della Ciclabile Alpe Adria;
- delle possibilità di sviluppo nell’ambito del settore cargo.
Interessante è l’analisi del risultato d’esercizio delle gestioni delle tre attività di FUC.
Utile/Perdita
2013
2014
2015
Servizio Udine-Cividale
104.012,87
-101.683,60
2.329,27
Servizio Mi.Co.Tra
 62.511,79
   13.256,33
 75.768,12
Servizio Cargo
 34.227,64
 129.462,42
163.690,06
Nella sottostante tabella si evidenziano i corrispettivi riconosciuti nel 2015 dalla Regione FVG a FUC in base al contratto di servizio e i ricavi conseguiti nel medesimo esercizio dalla vendita di biglietti/abbonamenti e dall'attività riveniente il trasporto merci (Fonte Bilancio FUC - Anno 2015)
Corrispettivi
Regione FVG
Anno 2015
Ricavi
Anno 2015
Servizio Udine-Cividale
2.100.000
671.190,64*
Servizio Mi.Co.Tra
1.500.000
123.283,38*
Servizio Cargo
--
630.655,00**
SCENARI FUTURI: quale futuro per FUC?
Da un lato si pensa a rafforzare la società, con investimenti per potenziarla sul mercato, cercando in particolare di acquisire ulteriori quote di tpl.
Altri, visto che l’offerta del servizio tpl offerto risulta assolutamente residuale, ipotizzano una sua incorporazione in Trenitalia.
Sino ad oggi la politica friulana (tutta senza distinzione di colore) ha sempre ritenuto FUC un asset strategico per il FVG. Tale pare più una “scelta di bandiera”, volta a mantenere un centro di potere in FVG, utile per piazzare “il manager amico” che altro.
In questi anni è mancato un vero e proprio piano industriale in grado di far crescere la società, arricchendo in particolare l’offerta dei servizi e dando così un vero valore aggiunto al FVG.
Si è sempre preceduto “a vista”, senza una visione d’insieme del tpl a 360°; in questo contesto c’è da chiedersi quanto vantaggioso sia continuare con la gestione di un servizio tpl residuale lungo una linea di appena 15 km?
In passato siamo stati sostenitori e promotori di una valorizzazione di FUC a livello regionale, vista le difficoltà che evidenziava Trenitalia e il pessimo servizio offerto.
Oggi gli scenari sono radicalmente mutati: Trenitalia ha fatto passi da gigante, recuperando la fiducia dell’utenza e l’affidabilità, portando il FVG ai vertici delle classifiche nazionali per puntualità e qualità del servizio, mentre FUC perde pezzi. In questi due anni è stato superato il clima di conflittualità con il monopolista di Stato, il quale sta garantendo la tenuta del servizio e un dialogo continuo con la Regione e i Comitati dei Pendolari.
Qualche anno fa si era ipotizzato di puntare su FUC, permettendo così una sua graduale crescita, affidandole la gestione della linea Gemona-Sacile, dove la circolazione ferroviaria è sospesa dal luglio 2012. A tal fine nel 2015 la Regione aveva commissionato a FUC uno studio di fattibilità volto a verificare la possibile riattivazione della linea Pedemontana: uno studio che però ha evidenziato tutti i limiti della struttura di FUC, stante la previsione di modelli gestionali poco credibili (1,1 milione di passeggeri trasportati all’anno su 14 corse/giorno, con una media di 215 passeggeri/corsa). Oltre a ciò lo studio ha tralasciato la vera vocazione della ferrovia, ovvero quella turistica.
Proprio queste gravi omissioni di vedute (oggi la Gemona-Sacile è una delle linee inserite nell’elenco della legge nazionale sulle ferrovie turistiche appena approvata dalla Camera), unitamente al sopravvenire dell’intesa tra Regione e Gruppo FS sulla riapertura della linea, hanno fatto tramontare l’ipotesi di una gestione in house della linea da parte di FUC. Una gestione che avrebbe comportato un potenziamento della società con l’implementazione dell’organico, con almeno 18 nuove risorse umane (3 addetti/corsa e 15 stabilmente dedicati lungo la linea).
Di fatto l’operazione avrebbe richiesto significativi investimenti da parte dell’azionista Regione e una volontà politica di sviluppo della società; volontà che nei fatti concreti non si è mai concretizzata.
GESTORE UNICO O CONCORRENZA TRENITALIA/FUC? In ambito ferroviario è basilare che il Gestore sia strutturato con una propria organizzazione, con risorse umane specializzate e qualificate, nonché con una capacità d’investimento non residuale.
Per questi motivi in una Regione piccola, come il FVG, caratterizzata da sole 6 linee ferroviarie e in uno scenario dove il Gestore è in grado, per struttura e risorse, di garantire affidabilità e qualità al servizio, pare preferibile optare per un gestore unico.
La gestione del servizio in house è preferibile invece quando è in grado di garantire una maggior efficienza ed economicità.
Scartando a priori l’idea di una società mista Trenitalia/FUC, visto che le esperienze nazionali risultano fallimentari (es. Trenord), si pone la questione di quale sarà il futuro ferroviario del FVG, attesa l’avvicinarsi della gara per l’affidamento del servizio.
Per ora tutto tace, ma è evidente che nessuno voglia scombinare gli equilibri esistenti e pertanto è probabile che a Trenitalia venga confermata la gestione delle linee Rfi (Ve-Ts, Ve-Ud-Ts, Ts-Cervignano-Tarvisio, Gemona-Sacile, Casarsa-Portogruaro) e a FUC quella della Udine-Cividale oltre al servizio Mi.Co.Tra.
Alla luce dei recenti accadimenti su FUC, visto il clima sindacale e la mancanza di un vero e proprio piano industriale in grado di far crescere la società, è doveroso che la politica svolga una seria riflessione sul futuro di FUC.
Come abbiamo già rilevato nel precedente post riteniamo che sia necessario tutelare le professionalità e le maestranze in FUC e assumere determinazioni volte a evitare che la partecipata resti il solito “poltronificio”.
E’ emblematico tuttavia che se il personale si licenzia un motivo ci sarà, soprattutto in tempi di crisi come quelli odierni dove il posto di lavoro fisso rappresenta un privilegio per pochi.
E' chiaro che se l'azionista unico, Regione FVG, non investirà più, il futuro di FUC non potrà che essere molto nebuloso e difficile; il licenziamento e il clima poco sereno all’interno a FUC dovrebbe allarmare la Regione, la quale dovrebbe prendere atto che l’azienda è gestita male e di conseguenza la colpa non deve ricadere sui lavoratori, bensì unicamente sugli amministratori.

Maniago vota contro la sua ferrovia

Diceva Agatha Christie: “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”.
Ebbene, i tre indizi ci sono e la prova che l'Amministrazione Comunale di Maniago non sia interessata al progetto di rilancio della ferrovia Gemona-Sacile ora è cosa evidente.
Quello che è successo giovedì 23 febbraio in Consiglio Comunale ha dell’incredibile, visto che il Sindaco, Andrea Carli e la sua maggioranza, hanno respinto un Ordine del Giorno presentato dal consigliere d’opposizione, Francesco Busetto.
Non ci sono spiegazioni plausibili, se non che ormai il buon senso non fa più capolino nella Città del Coltello.
Si tratta di un atto politicamente irresponsabile che rischia di pregiudicare l’unità d'intenti che fino ad oggi ha caratterizzato la vertenza della Ferrovia Pedemontana e soprattutto far venire meno la fiducia del Gruppo FS, che ha deciso di riattivare la linea, investendo nel progetto ben 17 milioni di euro.
Sino ad oggi il fronte dei Sindaci era rimasto sempre unito e compatto, nonostante le diversità di vedute politiche e di schieramenti di partito.
Maniago probabilmente per "beghe di bottega" (si va ad elezioni a giugno e in Paese sta impazzando la campagna elettorale) con questa sconcertante votazione è il primo Comune che rompe il fronte sulla ferrovia.
L’Odg bocciato è nella sostanza una fotocopia di quello già approvato dal Consiglio Comunale di Cavasso Nuovo e dal Consiglio Regionale lo scorso dicembre; votazioni è bene ricordare all’unanimità con il consenso di tutte le forze politiche.
Le giustificazioni del Sindaco Carli apparse sulla stampa (LEGGI ARTICOLO) raggiungono il grottesco, visto che si tratterebbe di "un documento doppione" e che "non c'è bisogno di assumere impegni ulteriori" dato che "l'Amministrazione da tempo è al lavoro su questo fronte".
A detta di Carli “l’odg presenta lacune rispetto ai passi che sono stati compiuti in questi anni e hanno portato all'annuncio della riapertura della linea nel 2018”, nel documento mancherebbe a detta del Sindaco “il riconoscimento di quanto fatto sinora, che è il risultato del mandato dato dal consiglio comunale nel 2012”.
Parole quelle di Carli che manifestano una manifesta grettezza della materia e una limitata visione che ci lascia allibiti, visto che proprio Maniago sarà il Comune che beneficerà maggiormente dalla riattivazione della ferrovia, recuperando il traffico passeggeri (studenti e pendolari) lungo la direttrice Sacile/Maniago e diventando, grazie alla sua posizione geografica, uno dei centri d’interesse più importanti del servizio turistico che verrà attivato lungo l’intera linea.
Mentre altri Comuni si stanno impegnando per arrivare preparati al 2018, si pensi a Gemona, Cavasso Nuovo e Pinzano che hanno già ottenuto finanziamenti regionali (80mila € ciascuno) per il restyling delle proprie stazioni, o Budoia e Montereale dove si stanno sviluppando in sinergia con alcune Associazioni progetti volti a sfruttare gli spazi di stazione per attività turistiche e culturali, Maniago è disinteressata alla questione, dimostrando un "immobilismo quasi galattico".
L’Odg bocciato è tutt’altro che lacunoso, visto che riassume passo passo le fasi dal 2012 ad oggi che hanno portato all'impegno di Regione FVG e Gruppo FS di riattivare la ferrovia; non è poi "un doppione" di quello approvato nell'ottobre 2012 e votato anche dalla maggioranza Carli (Delibera n. 82 dd 28.10.2012 - clicca e leggi), visto che si tratta di documenti radicalmente differenti.
Quello del 2012, redatto dal consigliere comunale di Gemona, Andrea Palese, nasceva sulla spinta popolare e in particolare dalla Staffetta "Treni-Taglia ridacci il nostro treno" promossa dal nostro Comitato; quel documento, votato da tutti i Consigli Comunali della tratta, chiedeva l'impegno della Regione e del Gruppo FS alla riattivazione della ferrovia.
L'Odg odierno, preso atto che la ferrovia verrà riattivata nel 2018, chiede invece ai Comuni, d'intesa con la Regione, RFI, la Fondazione FS e Promoturismo FVG, con il supporto delle Associazioni, di attuare un programma di interventi per la realizzazione degli investimenti di sviluppo territoriale a supporto del progetto turistico della ferrovia, in grado di creare un indotto economico. In particolare l'Odg domandava di investire per migliorare la Ciclabile FVG3, l'accessibilità di stazione, individuando spazi da dedicare ad attività turistiche, avviare inoltre specifiche iniziative a supporto del progetto di Fondazione FS "Binari senza Tempo" (che nel 2016 ha permesso di far viaggiare lungo le sue linee ben 60mila turisti), coinvolgendo operatori specializzati nel settore turistico e avviare una campagna di promozione e marketing, individuando una brand unico, promuovendo le eccellenze del Territorio.
Dopo l'increscioso voto in Consiglio Comunale del 23 febbraio, la Giunta Carli, probabilmente conscia dell'errore, ha cercato in tutta fretta "di mettere una toppa", deliberando in data 27 febbraio l'approvazione dello schema di contratto di comodato della stazione con RFI.
Dalla stampa si apprende che è volontà del Comune "procedere alla presa in carico del fabbricato viaggiatori al fine di riqualificare il vuoto urbano creatosi a seguito della chiusura della stazione e realizzare non solo un progetto legato alla valorizzazione e potenziamento del turismo ciclabile ma anche una stazione di ricezione turistica con noleggio di biciclette e angoli informativi riguardanti il patrimonio culturale e architettonico legato in particolar modo all'arte fabbrile con la promozione di prodotti artigianali e gastronomici locali "
Sembrerebbero nobili le finalità della delibera, peccato che lo schema di contratto di comodato approvato dalla Giunta non preveda la possibilità di svolgere tutte queste attività all'interno della stazione.
Il comodato standard (LEGGI) delle "Piccole Stazioni" (quelle bronze) offerto da RFI è rivolto infatti unicamente ai Comuni e alle Associazioni no profit e non prevede la possibilità di destinare la stazione per attività commerciali, bensì solo per scopi istituzionali o associativi.
Il noleggio di biciclette, la vendita di prodotti artigiani e gastronomici, sono pertanto ritenute da RFI attività a scopo di lucro e pertanto non possono rientrare nello schema di comodato.
Dalla lettura dello schema di contratto di comodato (LEGGI) approvato dalla Giunta di Maniago si evince che le proposte di destinazione della stazione non sono state riportate nel testo del contratto, il quale è rimasto vuoto (Art. 3) ...
Per destinare - come auspichiamo da tempo - gli spazi di stazioni anche ad attività commerciali a supporto del progetto turistico della ferrovia è necessario chiedere a RFI, d'intesa con la Regione, una espressa deroga alle previsioni del contratto di comodato standard. Così hanno fatto ad esempio Gemona e Cavasso Nuovo.
Non sappiamo se questa sia mera propaganda o un impacciato tentativo di rientrare nei ranghi; di certo la delibera di Maniago è stata approvata senza la presenza del Sindaco Carli e dell'Assessore al Turismo, Querin, il che è strano vista l'importanza che riveste la questione ferrovia per la città e per l'intera Pedemontana nella quale Maniago è senza dubbio un riferimento importante.
La questione deve far riflettere, visto che un Comune di riferimento per il Territorio dovrebbe avere le idee chiare sulla questione così importante com'è quella della ferrovia.
La bocciatura dell’Odg e la frettolosa approvazione in giunta di una delibera "raffazzonata" sono solo gli ultimi svarioni in cui è incappata l'Amministrazione Carli, la quale si era resa già protagonista in passato della mancata concessione del patrocinio alla Mostra fotografica di Gemona, evento che ha ospitato l'ing. Luigi Cantamessa, Direttore della Fondazione FS, figura basilare per la stipula del Protocollo d’Intesa, nonché l'assenza di rappresentanti maniaghesi durante il Convegno di Cavasso Nuovo, quando è stata ufficializzata da parte del Presidente di Co.Mo.Do., Massimo Bottini, l'investitura ad organizzare proprio in Pedemontana la X° Giornata Nazionale delle Ferrovie non dimenticate- Edizione 2017.
Chissà se nel 2018, all'atto dell’inaugurazione della ferrovia, il Sindaco Carli (sempre se verrà rieletto) manifesterà la sua felicità per il ritorno del treno in Pedemontana e per l’avvio del progetto turistico, proprio quel progetto da lui e dalla sua maggioranza bocciato con il voto dell'OdG.
Siamo certi che il disinteresse o la superficialità nella trattazione della questione ferrovia da parte degli Amministratori maniaghesi non precluderà il raggiungimento dell'obiettivo finale, visto che la riapertura della linea e l'avvio del progetto turistico sono supportati da gran parte degli Amministratori Locali (l'Odg. già stato votato da Cavasso Nuovo verrà a breve discusso a Gemona del Friuli, Forgaria, Sacile e altri Comuni), dall'interesse di numerose Associazioni, che si stanno impegnando per l'organizzazione di vari eventi nell'ambito del programma della X° Giornata Nazionale delle Ferrovie non dimenticate e dalla stragrande maggioranza dei Cittadini.

giovedì 2 marzo 2017

Tamponamento tra treni ad Aurisina: ripresa dopo 4 ore la circolazione ferroviaria

TRIESTE-Tamponamento tra due treni all'altezza del Bivio di Aurisina: l'incidente, che secondo le prime informazioni non avrebbe provocato feriti, è avvenuto attorno alle 8.30 di giovedì 2 marzo.
Forti i disagi alla circolazione ferroviaria, con Trieste "isolata" e treni cancellati.
Un mezzo di manovra, che si è mosso per cause imprecisate e senza persone a bordo, ha tamponato un treno merci che era appena entrato nella stazione di Bivio di Aurisina.
L'incidente è avvenuto intorno alle 8:30 e - si apprende da fonti di Trenitalia e della Polizia Ferroviaria - non ha causato feriti.
I mezzi non sono usciti dai binari. Forti i disagi per i viaggiatori, con diversi treni cancellati e l'assalto ai bus sostitutivi.
Il traffico ferroviario è ripreso solo attorno alle 12.35, al termine dei rilievi dell’Autorità giudiziaria. Rete Ferroviaria Italiana ha già attivato un’inchiesta per determinare le cause.
Dai primi accertamenti risulterebbe che il personale incaricato non avrebbe bloccato in sicurezza il locomotore utilizzato per manovre di servizio durante la sosta.
Non si registrano danni alle persone e all’infrastruttura ferroviaria, il mezzo di manovra non è sviato dai binari.

Mese della Mobilità dolce: anche la Gemona-Sacile sarà protagonista

Domenica 5 marzo 2017 prende avvio il “Mese della Mobilità Dolce” e delle “Giornate delle Ferrovie dimenticate", promosso da CO.MO.DO (Confederazione della Mobilità Dolce), in partnership con Legambiente, Italia Nostra, Fiab, Touring Club Italiano e altre associazioni.
L’iniziativa durerà fino al 9 aprile: tante saranno le iniziative volte a riportare in vita queste vecchie linee ferroviarie in disuso, patrimonio del territorio da sfruttare creando nuove forme di turismo e nuovi percorsi di mobilità.
Sono oltre 6 mila km le rotaie abbandonate che attraversano paesini, vallate, città, che si arrampicano su montagne oppure costeggiano il mare; una parte di questi percorsi sono stati trasformati in piste ciclabili e sentieri pedonali per chi ama il trekking.
Durante la Giornata delle ferrovie non dimenticate, che sarà precisamente il 7 marzo, ci saranno tantissimi eventi sparsi in tutta Italia, per la valorizzazione e la conoscenza di un territorio inesplorato: escursioni a piedi, in bici o a cavallo, inaugurazioni di antiche tratte ferroviarie, passeggiate lungo rotaie dimenticate, ma anche viaggi su treni speciali messi in moto per l’occasione, itinerari turistici atipici, accensione di vecchie locomotive e molto altro.
Tra i più importanti da segnalare c’è una passeggiata alla scoperta dell’antico Gottardo dell’Umbria, che va da Spoleto a Norcia, chiuso nel 1968, in Toscana si fa trekking lungo la via della cremagliera da Saline a Volterra, uno splendido itinerario panoramico da godersi nel pieno silenzio. E ancora: pedalata sulla vecchia ferrovia dismessa di Piazza Armerina, in Sicilia oppure passeggiata con qualsiasi mezzo – purché ecologico - lungo la ferrovia del Parco Marturanum, splendida area naturale protetta in provincia di Viterbo.
In Lombardia c’è “Inseguendo il treno in bicicletta e a piedi” che interessa la tratta Verona-Bologna e da Bergamo a Paratico lungo il percorso del “Treno Blu” oppure in Liguria si pedala da Savona ad Arenzano sula nuova tratta lungo la ferrovia recentemente recuperata a pista ciclabile.
Anche la nostra Pedemontana del Friuli (Gemona-Sacile) sarà protagonista della X° Giornata Nazionale delle ferrovie dimenticate.
I dettagli sono ancora top secret e verranno svelati a breve in un’apposita conferenza stampa dove le Associazioni organizzatrici illustreranno il ricco programma di eventi che interesserà la nostra Pedemontana per un intero week end, coinvolgendo tutto il territorio.
L’iniziativa nasce dall’idea di Andrea Palese, lanciata nel corso del Convegno di Cavasso Nuovo lo scorso mese di novembre, quando venne presentato il “Progetto Pedemontana” (LEGGI) il quale ha già visto l’adesione di numerose realtà associative regionali, tra cui Comitato Pendolari Alto Friuli, Legambiente FVG, FIAB Coordinamento FVG, Italia Nostra FVG, Asd Ciapore, Ferrovia Willy, Gruppo835 Vapore Vivo, Sat - Dlf di Udine, nonché gli Istituti Scolastici Superiori Marchesini di Sacile e Torricelli di Maniago.

lunedì 27 febbraio 2017

Passaggi a livello udinesi: è carnevale tutto l'anno !

A Udine impazza il Carnevale anche tra gli attivisti dei Comitati AntiTreno e a farne le spese dello scherzo è lo storico leader del gruppo, Matteo Mansi, consigliere comunale di maggioranza (Lista Innovare con Honsell), che solo qualche settimana fa aveva lanciato la petizione per raccogliere le firme necessarie per indire un referendum comunale per chiedere l'eliminazione dei passaggi a livello lungo il tratto Bivio Vat-Stazione.
Dalla stampa (LEGGI) apprendiamo che impazza una dura lotta intestina tra i membri del gruppo, che si è scisso in più anime.
Sara Perdon, portavoce del nuovo gruppo (Comitato civico per la soppressione dei passaggi a livello) è andata giù pesante nei confronti di Matteo Mansi, disconoscendo la sua leadership, denunciando la strumentalizzazione politica dell'attività del consigliere e soprattutto dichiarandosi contraria al referendum.
Ormai siamo ben oltre alle comiche: che la questione sia stata sempre strumentalizzata era evidente a tutti. Non solo Mansi, ma tutti i politici udinesi, senza distinzione di colore, e soprattutto ignoranti in materia ferroviaria, hanno "cercato gloria" e soprattutto i voti con la vicenda dei passaggi a livello di Laipacco. 
Ora dopo aver cavalcato per mesi la battaglia con a capo Matteo Mansi, dopo aver convocato riunioni con esponenti politici di ogni partito dell'arco costituzionale, gli AntiTreno hanno abbandonato il loro condottiero, cercando una nuova verginità, dichiarandosi apolitici.
A novembre 2016, il Comune di Udine con la regia della Regione FVG e dell'Assessore alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro, per cercare di "buttare acqua sul fuoco" e soprattutto procrastinare nel tempo la questione, aveva sottoscritto con RFI un Protocollo d'Intesa, con il quale la stessa RFI "si impegna ad effettuare una valutazione tecnica dell'ipotesi di trasferimento del traffico passeggeri sulla linea di circonvallazione a seguito del completamento integrale dei lavori del Nodo di Udine" (durata non inferiore a 5 anni).
La nostra tesi è nota da tempo e si basa unicamente su motivazione di carattere tecnico-ferroviario: la pretesa degli AntiTreno di spostare il traffico passeggeri lungo la linea di Cintura, lascia il tempo che trova, tanto che la questione è sorta solo dopo il diniego di RFI ad un esercente di Via Cividale ad occupare un’area antistante la ferrovia, alla faccia delle nobili ragioni dei residenti o degli amanti dell’ambiente! 
Fermo restando che concordiamo con lo spostamento di tutto il traffico merci lungo la linea di Circonvallazione (di fatto già trasferito), riteniamo invece assurde le altre pretese degli AntiTreno:
1) un treno non è un’automobile e la linea di Cintura non è "quell’autostrada" immaginata, in quanto è soggetta a ferree prescrizioni di circolazione dettate dall’Agenzia Nazionale Sicurezza Ferroviaria (ANSF) e non presenta caratteristiche ferroviarie idonee a far circolare tutti i treni visto che si tratta di "un falso doppio binario" con limitazione della velocità a 60 km/h. L’intento della Regione e di RFI è quello di eliminare i “colli di bottiglia” e non di crearne altri, come invece si farebbe spostando il traffico passeggeri in linea di Cintura, la quale poco prima di Via Pradamano si incrocia con al direttissima VE-PN-UD-GO-TS. 
2) Al contrario di quanto sostenuto il trasferimento dei traffico passeggeri lungo la Cintura comporterebbe un aumento di 10 km del tragitto (14,3 contro gli attuali 4,3); un aumento dei tempi di percorrenza di oltre 10 minuti e non 4/5 come prospettato dagli AntiTreno (che di fatto farebbe venir meno il vantaggio di utilizzare il treno per tutti gli utenti residenti nell'hinterland udinese); maggiori costi per gli utenti (aumento di biglietti/abbonamenti nell'ordine del 10%); maggiori oneri per la Regione (cioè per tutti!) a fronte del pedaggio da riconoscere a RFI e a Trenitalia nel contratto di servizio; un costo spropositato per adeguare la linea di Cintura, sprecando milioni di euro solo per i capricci di un manipolo di persone. 
3) E bene rilevare che se lungo la linea Udine-Tarvisio transitano 26 treni passeggeri al giorno, mentre lungo la Udine-Cividale i treni sono ben 48 e l’eventuale eliminazione della tratta Bivio Vat-Udine non eliminerà i PL della Cividale, le cui sbarre continueranno ad abbassarsi per ben 48 volte al giorno!

SOLUZIONE A COSTO ZERO: la questione potrebbe essere risolta praticamente a costo zero, in quanto è sufficiente migliorare l’instradamento dei treni in arrivo a Udine, ottimizzando la gestione dei segnali di protezione di Bv Vat e Via Buttrio, limitando così il tempo di chiusura dei PL, nonché prevedere una migliore viabilità cittadina sfruttando meglio il cavalcavia Simonetti.
Oggi il limite di velocità d'ingresso dei treni a Bv Vat è di 120 km/h in rango A e 140 km/h in rango B e C, per poi diminuire rispettivamente a 90-95 km/h in prossimità del Pl di Via Cividale.

REALIZZAZIONE DI SOTTOPASSI FERROVIARI: gli AntiTreno hanno la memoria corta, visto che negli anni ’90 durante la realizzazione del raddoppio della Linea Pontebbana, il Comune di Udine NON ha voluto l’interramento della ferrovia e l’eliminazione dei PL come proposto allora da FS (progetto dell'ing. Roberto Carollo). Perché? Di certo anche allora un gruppo di residenti di Laipacco si era opposto, consegnando all'Amministrazione una petizione di 800 firme contro l'interramento della ferrovia, intervento ritenuto troppo invasivo per il quartiere.
Probabilmente le motivazioni del mancato interramento della linea sono ben altre, legate alla solita speculazione edilizia che ha permesso di continuare ad edificare in deroga alla fascia di rispetto fin quasi a ridosso dei binari.
Chissà se chi oggi si lamenta e si fa promotore di petizioni per l'eliminazione dei PL, negli anni '90 ha protestato contro l'interramento della ferrovia e contro l'eliminazione dei PL ...
La questione potrebbe essere risolta in maniera definitiva senza sperperare 50 milioni di euro per creare un "mostro ferroviario", con la semplice realizzazione di due sottopassi (spesa prevista 2/3 milioni ciascuno), rispettivamente uno al Bearzi, dove lo spazio non manca e l'altro in via Cividale, espropriando per pubblica utilità qualche terreno, risolvendo così alla radice il problema e risparmiando milionate di euro.
Questi sono gli unici modi per eliminare i PL, mantenendo efficiente il sistema ferroviario.
Passaggio a livello a Melbourne
I PL esistono in ogni città e non solo nella provinciale Udine, basti pensare che a Melbourne (città australiana di 4,6 milioni di abitanti), eletta per la sesta volta consecutiva dalla rivista inglese "The Economist", la città più vivibile al mondo, i PL in città sono cosa normalissima (VEDI FOTO).
Melbourne è nota per la sua articolata ed efficiente rete ferroviaria e metropolitana di superficie, la quale presenta numerosi PL che dividono i quartieri; qui nessuno si sognerebbe di chiederne l'eliminazione, visto che il tempo di chiusura del PL è limitatissimo (2/3 minuti al max) grazie ad un moderno sistema sincronizzato che limita al minimo il disagio degli automobilisti e dei pedoni.
Nella "periferica" Laipacco si pensa invece che solo a Udine esistano i PL ... dimostrando una visione "Udinecentrica" del Mondo.
La ferrovia, è un'infrastrututra pubblica strategica, che deve essere valorizzata in maniera da garantire il servizio per il quale è stata realizzata; è evidente che lo spostamento di una linea ferroviaria non coinvolge solo gli interessi degli abitanti di uno sperduto borgo qual è Laipacco, ma l'interesse della Nazione, atteso che la linea Pontebbana, costata oltre 1000 miliardi di vecchie Lire ai contribuenti è inserita nel Corridoio UE Baltico-Adriatico ed è stata realizzata per far transitare 200 treni/giorno (oggi è sfruttata solo per un 30-40% del suo potenziale).
I residenti di Lapacco, quando hanno costruito le loro case erano perfettamente consci che lì esisteva una ferrovia da fine '800 e quindi consci di tutti i pro e contro di costruire o acquistare casa vicino ad una linea ferroviaria.
Attraversamento pedonale stazione di Udine
Chi pretende l'eliminazione dei PL a Udine, spendendo ingenti risorse pubbliche, pensando che Udine sia il "centro del mondo", dovrebbe guardarsi attorno e magari pretendere anche la soluzione di altri problemi della "megalopoli" Udine, ad esempio quella dell'attraversamento pedonale tra la stazione Fs e Via Europa Unita; un problema da noi sollevato ancora nel lontano 2011, quando il Sindaco Honsell e l'Assessore Pizza promisero la realizzazione e la messa in sicurezza del passaggio pedonale con l'approvazione del piano della nuova segnaletica stradale (CLICCA E LEGGI).
A distanza di oltre 5 anni nulla è cambiato e chi esce dalla stazione è costretto a zigzagare - a suo rischio e pericolo - tra i numerosi bus e taxi che attraversano il piazzale della stazione, senza pensare alla pericolosità degli attraversamenti posti lungo il ring di Via Europa Unita, dove la presenza dei vigili urbani è limitata ad un'ora al giorno.
Ma si sa che i pendolari non votano a Udine, mentre i residenti di Laipacco si, quindi continua la caccia al voto ! 

venerdì 24 febbraio 2017

Progetto Pedemontana: riparte il "Treno dei Poeti", obiettivo il comodato della stazione di Budoia

Particolarmente interessante è l’attività posta in essere dall’Associazione Ciampore di Santa Lucia di Budoia (PN) dell’amico Mauro Giannelli, fin dalla prima ora promotore di varie iniziative a supporto della riapertura della Ferrovia Gemona-Sacile.
Vista imminente ripresa del traffico ferroviario in base al Protocollo d’Intesa siglato lo scorso novembre tra RFI e Regione FVG, il quale prevede una riapertura per fasi della ferrovia (entro il 2018 la riattivazione del traffico passeggeri lungo la tratta Sacile/Maniago e l’avvio su tutta la linea di un servizio turistico a cura della Fondazione FS), l’Associazione ha accolto l’invito lanciato nel corso del Convegno di Cavasso Nuovo lo scorso 26 novembre dal Comitato Pendolari Alto Friuli, per lavorare in sinergia e promuovere una serie di eventi ed azioni informative sul Territorio, finalizzate alla creazione di un indotto legato al progetto della ferrovia turistica.
In quest’ottica, Asd Ciampore ha aderito, unitamente ad altri sodalizi (Italia Nostra Onlus, Legambiente Fvg, Fiab Fvg, Associazione Ferrovia Willy, Gruppo 835 Vapore Vivo e agli Istituti di Istruzione Statale Superiori di Sacile/Brugnera ed E. Torricelli di Maniago), al “progetto Pedemontana”, che nei prossimi mesi si caratterizzerà per l’organizzazione di vari eventi culturali, sportivi e didattici che coinvolgeranno tutti i Comuni della linea.
Si tratta di una compagine variegata di sodalizi, ben motivati, che da anni operano sul Territorio, i quali intendono supportare fattivamente le Istituzioni nell’iter di avvicinamento che porterà nel 2018 alla riapertura della ferrovia.
L’idea è quella di “far adottare le stazioni”, coinvolgendo Comuni, Pro Loco, Associazioni e produttori locali, valorizzando il patrimonio degli immobili fs non più presidiati, destinandoli ad attività di supporto della ferrovia turistica al fine di incrementare il movimento lungo la fascia pedemontana del Friuli Occidentale.
Mauro Giannelli e Andrea Palese, rappresentante del Comitato Pendolari Alto Friuli, coordinatore dell’iniziativa, sul punto hanno le idee chiare: “è necessario che i Comuni fin da subito si attivino, sfruttando le realtà associative, con la collaborazione degli operatori commerciali, per far rivivere le stazioni, prima del ripristino della circolazione ferroviaria prevista per il 2018”.
La valenza turistica della Gemona-Sacile è altresì sottolineata dalla legge sulle ferrovie turistiche (ddl Iacono), approvata a gennaio dalla Camera dei Deputati, nel cui elenco è compresa anche la nostra ferrovia e che grazie all’impegno di Fondazione Fs potrebbe diventare l’ottava linea del progetto nazionale “Binari senza tempo”; un progetto quest’ultimo che nel solo 2016 ha fatto viaggiare sui treni storici oltre 60mila turisti (+47% rispetto al 2015) con oltre 230 eventi organizzati (+39%), evidenziando un trend in forte crescita del turismo ferroviario.
Tutto ciò va a rafforzare la convinzione dei sodalizi proponenti che non si può “perdere questo treno” e che è basilare “gettare nel 2017 le basi per la creazione delle condizioni economiche per il rilancio della Pedemontana”.
Palese e Giannelli concordano che serve passare alla “Fase 2”: acquisito l’impegno di FS di riattivare la ferrovia, ora il Territorio deve “rimboccarsi le maniche” e sfruttare questa occasione, che potrebbe offrire nuove opportunità di lavoro.
Nel 2017 - secondo Palese - si dovrà “passare dalle pagine dei giornali - il cui interesse è stato determinante -  al campo, realizzando interventi mirati per dare sostanza al progetto turistico”, ad esempio miglioramento la segnaletica della Ciclabile FVG3, creando InfoPoint, sistemando alcune stazioni e destinandole ad attività turistiche quali B&B, bike sharing, oppure individuando itinerari storico-naturalistici o percorsi del gusto.
In questa ottica sono impegnate le Associazioni, le quali puntano a far rete, coinvolgendo tutti i portatori d’interesse; il rischio è quello di arrivare impreparati all’appuntamento del 2018 e di ritrovarsi senza un vero progetto, che potrebbe da subito mettere in difficoltà la sopravvivenza della ferrovia, risultato ottenuto con non poche fatica.
In questo contesto, Asd Ciampore organizza da tempo varie iniziative a supporto della ferrovia e del sistema turistico locale, finalizzate ad intercettare escursionisti, appassionati della bicicletta, studenti e turisti alternativi ai villaggi vacanze.
Il progetto più conosciuto è quello del “Treno dei Poeti”, giunto alla sua terza edizione, il quale si propone di intercettare i flussi turistici esteri da e per Venezia, proponendo un percorso di esperienze artistiche, musicali, sportive ed enogastronomiche lungo la Pedemontana.
Dal 17 al 23 giugno il sodalizio organizzerà la “Vacanza collettiva slow”, la quale quest’anno si propone di far scoprire i numerosi castelli presenti lungo la Sacile-Gemona, da quelli di Caneva, Polcenigo e Aviano, ai resti di quelli di Maniago e Meduno, all’antico Borgo di Toppo e di Solimbergo, per far tappa poi a Castelnovo, Pinzano, Ragogna e Flagogna e terminare il viaggio sul Forte di Osoppo dopo una visita allo splendido maniero del Conte Ceconi di Pielungo,
“Bisogna guardare alle esperienze positive già in atto in altre realtà, abbinando la ferrovia e la ciclabile, per richiamare sui nostri Paesi i giovani da ogni parte d’Europa” – sostiene Giannelli – “è fondamentale intercettare i flussi turistici alternativi, che usano la bicicletta, da Nord verso il mare o Venezia”.
Per questo il sodalizio di Giannelli ha messo da tempo gli occhi sulla stazione di Santa Lucia di Budoia, dove esistono già infrastrutture pronte all’uso.
E’ stato richiesto al Comune di farsi portavoce con RFI per l’ottenimento del comodato d’uso dell’ex scalo merci fs e del blocco dei bagni (già oggetto in passato di un restyling da parte della Provincia di Pordenone). L’obiettivo è quello di realizzare un centro di supporto al turismo sostenibile dove svolgere attività sportive, ludiche ed artistiche e al contempo metterli a disposizione dei ciclisti, visto che proprio a Santa Lucia prende avvio la Ciclabile Fvg3.

giovedì 23 febbraio 2017

Legambiente: riaprire la Gemona-Sacile per lo sviluppo del territorio

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di Legambiente in ordine alla questione della riapertura e del rilancio della Ferrovia Gemona-Sacile.
Legambiente, come altre associazioni a livello nazionale (Italia Nostra e Fiab) ha convintamente aderito al "progetto Pedemontana" lanciato lo scorso mese di novembre nel corso del Convegno di Cavasso Nuovo dal nostro Comitato.
Un progetto che intende creare sinergie e far rete tra i portatori d'interesse, favorendo sul Territorio la nascita delle condizioni minime per la riattivazione del servizio passeggeri e l'avvio di un vero progetto a supporto della ferrovia turistica di Fondazione FS.

"I circoli Legambiente delle Prealpi Carniche, Pinzano al Tagliamento e della Pedemontana Gemonese si sono riuniti per discutere sulla riapertura della ferrovia Gemona-Sacile. 
La ferrovia Pedemontana lungo i suoi 74 Km ha visto negli ultimi anni servizi differenziati, in alcune zone il treno correva sempre in altre solo nel fine settimana. 
I circoli che sono in grado di rappresentare in maniera indipendente i territori di tutta la linea hanno analizzato il progetto di riapertura che prevede un servizio di trasporto pubblico locale limitato al tratto Sacile-Maniago ed affiancato da un servizio di tipo turistico svolto con treni storici lungo tutta la linea fino a Gemona e ritengono che: 
  • Il progetto territoriale elaborato dal GAL Montagna Leader per lo sviluppo turistico delle zone interessate dalla ferrovia debba essere effettivamente partecipato con il coinvolgimento delle realtà locali economiche e associative; 
  • Il treno in servizio di trasporto pubblico locale anche se limitato al solo tratto Sacile-Maniago dovrà avere un orario idoneo a raggiungere velocemente con adeguate coincidenze Pordenone; 
  • Affinché il trasporto pubblico locale possa fare un effettivo salto di qualità è necessaria una reale collaborazione fra il treno e le corriere sia in termini di orario integrato che di biglietto unico treno+gomma (come previsto dal piano regionale per il trasporto pubblico locale); 
  • Lo sviluppo del cicloturismo è fondamentale per il successo del progetto. Per fare in modo che ciò avvenga, la ciclovia FVG3 dev’essere una infrastruttura progettata e realizzata con criteri di univocità, completezza ed efficienza, strettamente collegata al tracciato ferroviario ed alle stazioni deve permettere ai turisti di pedalare in sicurezza e ben raccordarsi con le altre ciclovie regionali come l’Alpe Adria radweg (anch’essa dotata del treno transfrontaliero MiCotra specializzato nel trasporto delle bici); 
  • Nel percorso di riattivazione della Gemona-Sacile particolare rilievo va dato anche al trasporto delle merci su tutta la linea, in particolare la ferrovia può dare un importante contributo ai lavori di sghiaiamento del lago di Barcis limitando quindi l’utilizzo del trasporto su strada maggiormente impattante e pericoloso. Legambiente appoggia il progetto di riapertura considerandolo però un primo passo verso lo sviluppo delle piene potenzialità dell’intera ferrovia come utile strumento per lo sviluppo armonico delle comunità locali e la tutela dei territori."

mercoledì 22 febbraio 2017

Sconti del 20% per chi viaggia sabato e domenica sulla Udine-Tarvisio

Dal prossimo 24 febbraio sulla linea ferroviaria Udine-Gemona-Tarvisio sarà possibile viaggiare con biglietti scontati del 20% il sabato e la domenica.
Lo sconto promozionale per i viaggi sarà valido per i biglietti acquistati presso le biglietterie Trenitalia.
L'estensione della tariffa agevolata, introdotta a dicembre con l'approvazione del piano tariffe per il 2017, è stata recentemente approvata dalla Giunta regionale.
Si tratta di una promozione all'utilizzo del trasporto pubblico locale, direttamente correlata agli investimenti attuati per valorizzare anche in chiave turistica il Tpl regionale.
In particolare si tratta di una forma di incentivo del servizio bici+treno sfruttando le potenzialità dei nuovi treni Civity, che dispongono di 30 portabiciclette, in sinergia con la Ciclovia AlpeAdria.

lunedì 20 febbraio 2017

Mi.Co.Tra. quale futuro?

MIglioramento dei COllegamenti TRAnsfrontalieri di trasporto pubblico meglio noto come progetto MI.CO.TRA. il servizio ferroviario istituito dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, in partnership con il Land della Carinzia per unire le città di Udine e Villaco. 
Storia: dal dicembre 2009, quando Trenitalia sospese tutti i collegamenti ferroviari diurni tra il Friuli-Venezia Giulia e l'Austria, l'allora Assessore regionale ai Trasporti, Riccardo Riccardi, con la spinta dei Comitati dei Pendolari, sentì la necessità di ripristinare la via di comunicazione su strada ferrata.
Il Mi.Co.Tra. nasce così dall'approvazione del progetto UE Interreg IV - Obiettivo cooperazione territoriale europea 2007-2013 - Priorità 2 -"Territorio e sostenibilità", linea 5 "Accesso ai servizi di trasporto, di telecomunicazione e ad altri servizi", in base al quale si riuscì a finanziare l'attivazione del servizio ferroviario transfrontaliero, che prevede due coppie giornaliere di corse sulla relazione stazione di Udine–Villach Hauptbahnhof: una espletata al mattino e l'altra nel tardo pomeriggio.
L'attivazione del servizio venne inaugurata il 10 giugno 2012.
La gestione è affidata alla società ferroviaria regionale, Ferrovie Udine-Cividale (FUC), in partnership con le Österreichische Bundesbahnen (ÖBB).  
Le fermate intermedie: Gemona del Friuli, Venzone, Carnia, Pontebba, Ugovizza, Tarvisio Bosco Verde, Thörl-Maglern, Arnoldstein, Villach Warmbad, Villach Westbf. 
Inaugurazione Mi.Co.Tra. a Tarvisio 10.06.2012
Senza dubbio Mi.Co.Tra. ha rappresentato il punto più alto della collaborazione tra Comitati dei Pendolari e Regione FVG, oggi praticamente nulla a causa dell'appiattimento della politica regionale.
Mi.Co.Tra. è una pagina importante nelle relazioni tra FVG e Carinzia e per il sistema dei trasporti transfrontalieri, a servizio non solo dei tanti pendolari dell'Alto Friuli, ma anche di nuovi flussi turistici da e per le due aree.
Proprio la sinergia treno-turismo è stata la ricetta vincente di Mi.Co.Tra.: il servizio treno+bici e la valorizzazione della Ciclovia Alpe Adria ha permesso di fare passi da giganti, nonostante una modesta se non inesistente, campagna di promozione pubblicitaria del servizio.
Mi.Co.Tra. infatti è diventato il treno delle biciclette, sempre più conosciuto grazie soprattutto al passaparola degli utenti.
Non tutto è oro ciò che luccica però, in oltre 4 anni dal suo avvio il servizio transfrontaliero non ha trovato ancora una stabilità e una programmazione seria, visto che la Regione provvede di anno in anno a confermare le risorse economiche necessarie per il suo sostentamento (1,5 milioni di €/annui), al contrario di OBB che invece programma a 5 anni le proprie attività.
Un handicap pesante, visto che da anni si vocifera di un prolungamento del servizio verso Trieste, via Cervignano, garantendo così la copertura dell'intera direttrice della Ciclabile Alpe Adria.
Già nel 2015 l'Assessore regionale ai trasporti, Mariagrazia Santoro, parlava di estendere il Mi.Co.Tra. fino a Trieste ed integrare il biglietto del convoglio transfrontaliero con il sistema di bike sharing del Comune di Udine, attraverso il progetto europeo ‘Connect2Ce - Improved rail connections and smart mobility in Central Europe’ a valere sui fondi del Programma Central Europe 2014-2020 – Asse 4 (Trasporti)". A tal fine la Regione aveva promesso di supportare FUC, che doveva prendere parte all'iniziativa in qualità di partner con un budget di oltre 600mila €.
Ad oggi, ad oltre 1 anno e mezzo dall'annuncio, nulla si sa.
I numeri sulla carta sono positivi, ma vanno letti correttamente con la giusta interpretazione economica.
Servizio Mi.Co.Tra
Lunghezza linea
Km 89
Num. corse/giorno
4
Num. corse/anno
1.456
Num. Passeggeri/anno
78.802*
Media Passeggeri/treno
54,12
Biciclette trasportate
11.879
Ricavi – Anno 2015
123.283,38
Utile – Anno 2015
75.768,12
Il 2016 ha confermato il buon andamento di Mi.Co.Tra. e il suo appeal grazie alla sinergia creatasi con la Ciclovia Alpe Adria: i passeggeri sono aumentati del 17,5% rispetto al 2015 (toccando quota 90.000) e le biciclette trasportate sono aumentate del 25,1%, segno evidente del crescente interesse per l'utilizzo del treno a fini turistici.
E' doveroso tuttavia segnalare che il buon risultato dei passeggeri e delle biciclette trasportate è un dato poco significativo se rapportato ai ricavi effettivi, i quali nel 2015 erano pari ad € 123.283,38 pari a 1,56 €/passeggero e bici trasportata.
Il perché di questo dato è facile da spiegare: tutti gli utenti della Udine-Tarvisio, titolari di valido titolo di viaggio Trenitalia/Saf, possono viaggiare su Mi.Co.Tra.
Non abbiamo notizia che Trenitalia o Saf retrocedino a FUC alcuna somma, pertanto i ricavi di FUC derivano esclusivamente dalla vendita di biglietti a bordo treno.
L'utile a bilancio che deriva dalla gestione Mi.Co.Tra. deriva pertanto dalla somma dei ricavi della vendita dei biglietti e dal contributo regionale di 1,5 milioni, detratte i costi d'esercizio  (es. affitto dei binari a RFI, costo personale, affitto delle carrozze a OBB, ecc.).
Da ciò deriva che sotto il profilo gestionale Mi.Co.Tra. vive essenzialmente dello stanziamento regionale da 1,5 milioni di €/annuo.
Prospettive future: Mi.Co.Tra. nasce nel 2009 come una sorta di rivalsa verso lo Stato e Trenitalia, che avevano deciso di tagliare i collegamenti transfrontalieri con l'Austria.
A fronte di ciò la Regione aveva deciso di valorizzare la sua specialità e la sua società ferroviaria, avviando il collegamento transfrontaliero.
Una scelta coraggiosa e di buon senso visto che ha permesso senza dubbio di sviluppare sul territorio una nuova forma di economia legata al turismo, che ha permesso una discreta ricaduta economica legata al servizio treno+bici.
Dopo questa spinta emozionale però l'indirizzo politico ferroviario della Regione si è arrestato: da un lato si vive ormai di promesse (non mantenute), dall'altro si stringe la cinghia e non si investe più su FUC, non programmando più nulla oltre l'anno.
Continua a mancare una vera e propria campagna di marketing, in quanto ci si accontenta del "tirare a campare" con piccole operazioni di basso cabotaggio con riscontri pressoché nulli.
Il 2017 sarà l'anno della stipula del nuovo contratto per i servizi ferroviari del FVG e si dovrà tener conto di uno scenario radicalmente mutato rispetto a quello del 2012.
Trenitalia ha fatto passi da gigante, recuperando la fiducia dell'utenza e l'affidabilità, portando il FVG ai vertici delle classifiche nazionali per puntualità e qualità del servizio, mentre FUC sta perdendo pezzi, come dimostrato dalle recenti dimissioni di quattro macchinisti che hanno sbattuto la porta alla società regionale incapace di garantire un contratto di lavoro equiparato a quello dei ferrovieri FS.
Ci si chiede quindi quale sarà il futuro di Mi.Co.Tra.?
Dipenderà tutto da quale sarà il futuro di FUC, società che la Regione in questi anni ha "foraggiato" solo per il mantenimento delle attività correnti (gestione di una modesta linea di appena 15 km, la Udine-Cividale e del servizio Mi.Co.Tra.), senza  riuscire mai a potenziare la società sul mercato con nuove offerte commerciali.
Alla luce dei recenti accadimenti in FUC, visto il clima sindacale e la mancanza di un vero e proprio piano industriale in grado di far crescere la società, è doveroso che la politica svolga una seria riflessione sul futuro della sua partecipata.
In primis è necessario tutelare le professionalità ed evitare ulteriori uscite di personale che potrebbero mettere in ginocchio l'organizzazione aziendale, assumendo determinazioni volte ad evitare che FUC resti solo il solito "poltronificio" o il "parcheggio" di persone assunte perchè in possesso di una tessera di partito più che di una vera e propria professionalità in ambito ferroviario.
Oggi al vertice di FUC si trova Maurizio Ionico, responsabile PD per i trasporti, manager di fiducia dell'odierna "corte dei miracoli" e uomo di partito che dal 1997 ad oggi ha sempre ricoperto incarichi in società partecipate.
A parte il fallimentare studio di fattibilità sulla Gemona-Sacile, dove FUC ha evidenziato tutte le sue carenze, in questi anni Ionico non è riuscito a far decollare Mi.Co.Tra., il gioiellino di casa, il quale continua ad avere potenzialità inespresse.
Se il personale si licenzia un motivo ci sarà, soprattutto in tempi di crisi come quelli odierni dove il posto di lavoro fisso rappresenta un privilegio per pochi.
E' chiaro che se l'azionista unico, Regione FVG, non investirà più, il futuro di FUC e Mi.Co.Tra. non potrà che essere molto nebuloso e difficile.