Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

martedì 13 ottobre 2015

Tavolo di Lavoro dei Pendolari: mercoledì confronto su orari e andamento del servizio

E' stata convocata per mercoledì 14 ottobre alle 17.30 presso gli uffici della Regione FVG di Udine, la nuova sessione del Tavolo di lavoro dei Pendolari.
Oltre alla Regione rappresentata dall'Assessore alla Mobilità Mariagrazia Santoro e ai rappresentanti dei Comitati Pendolari attivi in regione ci sarà anche Trenitalia, che sarà rappresenta dal massimo vertice della Divisione Passeggeri Nazionale, Orazio Iacono e dal direttore regionale fvg Simone Gorini. 
L'incontro servirà per fare il quadro della situazione generale: illustrazione e valutazione dei dati dell'andamento del servizio regionale, il quale come noto ha raggiunto parametri prestazionali molto positivi per puntualità e affidabilità, tra i migliori d'Italia negli ultimi mesi.
L'ordine del giorno prevede poi la presentazione degli orari 2015-2016, i quali entreranno in vigore con il prossimo cambio orario di dicembre.
Nota positiva è che alla redazione di questi orari hanno partecipato anche i Comitati dei Pendolari seppur in minima parte. 
Per ora le modifiche saranno marginali considerato che le riduzioni dei tempi di percorrenza garantite dai nuovi treni dovranno essere valutate con cura da Trenitalia e RFI.
I nuovi treni sono entrati a regime solo a fine settembre e quindi vi è la necessità di analizzare le performance dei Civity e le conseguenti modifiche d'orario possibili, le quali dovranno essere accolte da RFI, gestore dell'infrastruttura, che dovrà dettare le prescrizioni in ordine alla percorribilità delle tracce.
Il nostro auspicio è che si possa presto iniziare una fattiva interlocuzione anche con RFI, la quale ha peraltro già chiesto alla Regione un incontro dedicato alle problematiche e criticità infrastrutturali.
Condizioni imprescindibili per valutare le possibili riduzioni dei tempi di percorrenza sono quelle di disporre un materiale rotabile omogeneo per singola linea e soprattutto raggiungere una regolarità e stabilità di risultati per puntualità ed affidabilità in maniera da valutare le performance del materiale utilizzato. 
Da dicembre Trenitalia tutti i treni programmati lungo la linea 15 (Tarvisio-UD-TS) verranno effettuati in composizione ETR 563 Civity sia nei giorni feriali che festivi.
Tra le novità più importanti del nuovo orario già anticipate nei giorni scorsi vi è la riduzione dei tempi di percorrenza di 10 min. lungo la tratta Tarvisio-UD (la durata del viaggio passerà quindi dall'attuale 1 h 24 min. a 1 h 14 min.) e la riduzione di 3 min. lungo la UD-TS, via Cervignano. 
Di fatto si ritornerà all'orario cadenzato e ai tempi di percorrenza del dicembre 2013: niente di eclatante, ma sicuramente un primo passo per procedere nel corso del 2016 ad ulteriori riduzioni dei tempi di percorrenza per soddisfare le proposte già formulate a maggio dai Comitati dei Pendolari (es. tratta Gemona-Udine in meno di 25 min. // Tarvisio-Udine in 1 h 07 min.) 
Fondamentale sarà analizzare le performance dei nuovi treni Civity, le quali sono sino ad oggi molto buone, confermando la bontà della scelta fatta dalla Regione nell'acquisto di questo tipo di materiale rotabile nonostante certe critiche meramente strumentali mosse da alcuni esponenti politici in cerca di notorietà.
Non abbiamo mai lesinato critiche alla Regione, ma di certo in tutta la triste vicenda dei Civity, l'unica cosa che non abbiamo mai dubitato è sulla scelta del materiale rotabile fatta. 
L'incontro servirà inoltre per formalizzare all'Assessore Santoro la richiesta di congelare le tariffe ferroviarie per tutto il 2016, nonché fare il punto della situazione circa l'utilizzo delle penali applicate alla spagnola Caf per la ritardata consegna dei treni (circa 4,5 milioni di euro).

lunedì 12 ottobre 2015

Grande successo per il ritorno del vapore sui binari del FVG

Grande successo per il treno storico a vapore "Barcolana Express": oltre 200 persone (su 234 posti disponibili) hanno viaggiato da Udine a Trieste; tanti gli appassionati e i turisti diretti alla Barcolana, ma soprattutto tante le famiglie con bambini.
E' stato un piacevole tuffo nel passato, che ha permesso di gustare il sapore del vapore, viaggiare in antichi vagoni dei primi anni del ’900 seduti su poltrone di legno, con il caratteristico fischio dello sbuffo di vapore in sottofondo; godersi il paesaggio dal finestrino a una velocità che non supera mai i 50 km all’ora, immergersi in atmosfere di altri tempi, ammirando da vicino queste magnifiche macchine, che per anni hanno servito le nostre linee ferroviarie.
Il treno era composto dalla locomotiva Gruppo 728FS, di costruzione austroungarica, realizzata nel 1925 ed entrata a far parte del parco rotabile delle Ferrovie dello Stato a partire dal 1926 e assegnata al deposito di Trieste. Successivamente era divenuta "preda di guerra", ovvero parte del bottino bellico di mezzi e infrastrutture ottenuto dall'ex Jugoslavia e in parte successivamente restituito.
Attualmente la locomotiva è ricoverata nel Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio, da cui è stata trasferita nell'officina triestina di Ferrovie dello Stato, dove è stata sottoposta ad un'accurata pulizia e rimessa in funzione.
La locomotiva, guidata dall'udinese Roberto Vassilich, ha trainato tre carrozze tipo 1928R, modello Centoporte, utilizzate per l'incarrozzamento veloce dei passeggeri di terza classe, successivamente riconvertite in carrozze di seconda classe nel 1956, quando la terza classe fu abolita; oggi fanno parte del Parco storico operativo di FS.
Complimenti alla Direzione Regionale FVG di Trenitalia e al suo dinamico direttore, Simone Gorini, alla Fondazione FS e a tutti gli altri partners che hanno reso possibile l'organizzazione di questa bella iniziativa.
Il ritorno del "vapore" lungo i binari del Friuli Venezia Giulia è un altro tassello che permette di riavvicinare le persone al treno.
Davvero una bella risposta del nostro territorio e sicuramente un'iniziativa da ripetere in futuro, con la speranza che diventi magari un appuntamento fisso legato alla Barcolana.

domenica 11 ottobre 2015

I Comitati dei Pendolari in visita agli impianti di Trenitalia

Con molto piacere lo scorso 15 settembre abbiamo accolto l’invito del Direttore Regione Trenitalia, Simone Gorini, a visitare l’Impianto Manutenzione Corrente di Trieste, unitamente ad alcuni funzionari del Servizio Mobilità della Regione FVG.
L’incontro, primo nel suo genere a livello nazionale, ha permesso ai rappresentanti dei Comitati Pendolari di abbandonare le stanze istituzionali, usualmente sede degli incontri tra Pendolari, Regione e Trenitalia e "calarsi sul campo operativo", confrontandosi direttamente con gli operatori dell’impresa ferroviaria che gestisce il servizio nella nostra regione.
L’incontro era finalizzato a continuare con profitto il "percorso di confronto" tra Trenitalia e Comitati dei Pendolari regionali, che dallo scorso gennaio ha fruttato continui miglioramenti nell’offerta qualitativa del servizio.
Un miglioramento per gradi, che ha permesso di passare da standard qualitativi mediocri e non accettabili a quelli attuali che rilevano livelli prestazioni di vertice a livello nazionale.
Le performance per affidabilità e puntualità rilevate negli ultimi 6 mesi non lasciano infatti dubbi al fatto che Trenitalia abbia svoltato a tal punto che sono lontani "i drammatici" risultati del 2014: merito di una nuova organizzazione di lavoro e di un approccio più dinamico.
Abbiamo dato fiducia a Trenitalia alla quale a fine gennaio avevamo concesso un’apertura di credito, che fino ad oggi ha permesso di incassare buoni risultati.
Un confronto schietto e molto costruttivo, che ha permesso di comprendere certe criticità operative e vedere in prima persona l’organizzazione di Trenitalia in FVG. 
La visita ha permesso di visionare il quartier generale della Direzione Regionale Trenitalia FVG, la quale consta di una forza lavoro di circa 400 persone, tra personale viaggiante (macchinisti, controllori), tecnico (manutentori) e amministrativo.
Un tour che ha ci ha fatto scoprire i depositi, le officine, la squadra rialzo, gli uffici e sala operativa, conoscendo di persona alcun degli “angeli custodi” che da dietro le quinte dirigono il nostro traffico fs regionale.
Molto interessante è stata l'illustrazione di alcuni protocolli operativi della sala controllo, l’impostazione della turnazione del personale e del materiale rotabile.
L’incontro è servito soprattutto per gettare le basi per analizzare le principali variazioni progettate per l’orario 2015-2016, che entrerà in vigore il prossimo dicembre.
A fine settembre sono entrati in esercizio tutti gli 8 nuovi elettrotreni Civity della spagnola CAF e con l’entrata a regime dei nuovi treni, sarà ora possibile valutare le loro performance.
La costruzione del nuovo orario fs sarà da qui in avanti l’attività prioritaria che dovrà ora impegnare Trenitalia e la Regione FVG.
Non bisognerà però aver premura in quanto protocolli di sicurezza e la dovuta prudenza richiedono di valutare attentamente le modifiche, che dovranno essere accolte anche da RFI, gestore dell’infrastruttura ferroviaria.
Condizioni imprescindibili per valutare le possibili riduzioni dei tempi di percorrenza sono quelle di disporre un materiale rotabile omogeneo per singola linea e soprattutto raggiungere una regolarità e stabilità di risultati per puntualità ed affidabilità in maniera da valutare le performance del materiale utilizzato.
L’orario 2015-2016 verrà ufficializzato nel corso di un prossimo incontro fissato per metà ottobre tra Assessore regionale ai Trasporti Mariagrazia Santoro, Comitati dei Pendolari e Trenitalia.
A tal fine possiamo anticipare alcune novità: riduzione di 10 min. lungo la Tarvisio-UD (la durata del viaggio passerà quindi dall'attuale 1 h 24 min. a 1 h 14 min.) e riduzione di 3 min. lungo la UD-TS, via Cervignano.
Di fatto si ritornerà all'orario e ai tempi di percorrenza del dicembre 2013: niente di eclatante ma sicuramente un primo passo per procedere nel corso del 2016 ad ulteriori riduzioni dei tempi di percorrenza per soddisfare le proposte degli utenti (tratta Gemona-Udine in meno di 25 min. // Tarvisio-Udine in 1 h 07 min. // Tarvisio-Ts via Cervignano in 2 h 10 min.).
Come già anticipato fondamentale sarà analizzare le performance dei nuovi treni e le prescrizioni di RFI in ordine alla percorribilità delle tracce.
La novità più importante per gli utenti della linea Tarvisio-UD- TS sarà data dalla composizione dei treni, i quali tutti verranno garantiti con il nuovo materiale ETR 563 Civity sia nei giorni feriali che festivi.
Nel corso dell'incontro i rappresentanti dei Comitati dei Pendolari hanno avanzato varie richieste e indicato alcune priorità su cui incentrare il lavoro:
- Stazione di Udine: è necessario che la stazione diventi l’hub regionale visto che dal capoluogo friulano dipendono ben 5 linee (per Venezia, Trieste, Tarvisio, Cervignano e Cividale). Per questo è basilare garantire le coincidenze e un facile interscambio progettando un orario ottimizzato.
- Migliorare l’instradamento dei treni a Udine garantendo una riduzione dei tempi di percorrenza e una riduzione dei tempi di chiusura dei PL in città. 
- Passare da un orario cadenzato, caratterizzato da orari fissi pensati per facilitare la mnemicità ad un orario strutturato in grado di soddisfare le esigenze di mobilità dei pendolari.
- Migliorare il servizio treno + bici con la predisposizioni di loghi sulle vetture in maniera da individuarle facilmente e prevedere a partire della prossima stagione estiva 2016 nuovi collegamenti lungo la linea UD-Cerviginano nei giorni festivi a servizio della Ciclovia Alpe Adria.
- Migliorare in generale la promozione e il marketing commerciale, usufruendo degli spazi sia in stazione che a bordo treno (es. i monitor dei Caf).
Al termine dell'incontro per ringraziare della disponibilità dimostrata e dell'impegno profuso negli ultimi mesi, il nostro Presidente, Giorgio Picco, ha donato la tessera del Comitato Pendolari Alto Friuli al Direttore Simone Gorini e al suo collega Alessandro Signorini.
"Il laboratorio Friuli", così è stato battezzata questa collaborazione tra Trenitalia e Pendolari, unico caso in Italia, continuerà, con ulteriori confronti sul campo.

giovedì 8 ottobre 2015

Puntualità e affidabilità da Primi della Classe!


A luglio avevamo commentato con un  "bravi", i risultati dei primi sei mesi del 2015 ottenuti da Trenitalia lungo la direttrice Tarvisio-Udine-Trieste.
Oggi, dopo un'estate tranquilla, la prima dopo anni di sofferenze, possiamo confermare il giudizio nei confronti del gestore, visti i risultati raggiunti per puntualità e affidabilità, che pongono il servizio ferroviario regionale del FVG ai primi posti a livello nazionale.
Di seguito pubblichiamo il dossier inviato ai vertici di Trenitalia e alla Regione FVG, il quale evidenzia i risultati di questi primi nove mesi del 2015 lungo la linea 15 Tarvisio-UD-TS.
"Il quadro generale del trasporto ferroviario del FVG è migliorato sensibilmente nel corso del 2015: dopo una partenza pessima a gennaio e febbraio, dal mese di marzo ad oggi la qualità del servizio offerto è sensibilmente migliorata sia per puntualità, che per affidabilità e confort.
Non vi sono dubbi infatti che la nuova organizzazione di lavoro voluta a fine gennaio dall’ing. Orazio Iacono, Direttore Nazionale della Direzione Regionale Trenitalia e dall’ing. Simone Gorini, Direttore Regionale FVG, abbia sortito gli effetti sperati dagli utenti.
Il nostro monitoraggio svolto lungo la linea 15 Tarvisio-UD-TS (dal lun. al sab., festivi esclusi) ha evidenziato nei primi nove mesi del 2015 un calo dei ritardi> 10 min. pari al 42% (165 contro i 393 del 2014), mentre il numero delle soppressioni (totali o parziali) è rimasto inalterato (43 contro le 45 del 2014), anche se gran parte delle soppressioni sono parziali e verificatesi tra gennaio e marzo quando lo standard del servizio era ancora scadente.
Il miglioramento è altresì evidente tenendo conto dell’indice di disservizio che prende in esame i ritardi>10 min. e le soppressioni: l’indice si è ridotto di oltre la metà, passando dal 10,31% del 2014 al 4,73%.
Il trend positivo del 2015 è senza dubbio il migliore registrato negli ultimi anni in FVG: un trend sempre con un andamento in crescendo come dimostrato dai dati illustrati nel grafico sopra.
Il mese di settembre ha registrato le migliori performance di tutto l’anno, sia per la puntualità entro i 5 min. (97,22%), che per quella entro i 10 min. (98,41%), con zero soppressioni.
Merito sicuramente dell’entrata in esercizio a giugno dei nuovi ETR 563 Civity, ma soprattutto della nuova organizzazione aziendale di Trenitalia, che già prima di giugno, seppur con l’utilizzo di un materiale rotabile vetusto (Ale801), era riuscita a raggiungere prestazioni qualitative apprezzabili, ben superiori all’obiettivo contrattuale.
Nella sottostante tabella si evidenziano i principali dati riferiti agli ultimi 6 mesi e gli obiettivi contrattuali anno 2015.
Periodo
Puntualità
entro 5 min.
Puntualità
entro 10 min.
Indice
soppressioni
Indice
disservizio
Aprile/Sett. 2015
95,97%
97,49%
0,52%
3,01%
Obiettivo 2015
93,52%
--
0,60%
--
Il risultato di settembre ha catapultato la nostra regione al primo posto a livello nazionale per puntualità e affidabilità del servizio ferroviario regionale: un dato che ci soddisfa e ci appaga, visto che i Comitati dei Pendolari hanno avuto un ruolo di primaria importanza in questo lavoro.
Quello del FVG si può definire un vero e proprio “laboratorio”, che vede i rappresentanti dei pendolari “affiancare” i funzionari di Trenitalia, condividendo con loro misure correttive e interventi per migliorare l’offerta ferroviaria.
Un dialogo franco e diretto tra Gestore e Utenti, mai avuto in precedenza, che a nostro parere ha permesso e permetterà in futuro di migliorare ulteriormente la qualità del servizio offerto.
Un feedback continuo che ha permesso a Trenitalia di migliorare progressivamente le prestazioni e che permetterà di migliorare ancora, considerato che vi sono ancora margini, soprattutto per quanto concerne la riduzione dei tempi di percorrenza, che è diventata ora la vera priorità su cui intervenire con l’impostazione di un nuovo modello d’orario strutturato in grado da correggere i difetti dell'attuale cadenzato.

PUNTUALITA’: è quella che ha rilevato i miglioramenti più significativi.
L’indice della puntualità 0-5 min. evidenzia da gennaio ad oggi un miglioramento di ben 13,27%.
Dopo un inizio decisamente negativo, con gennaio e febbraio, caratterizzati da mediocri risultati (83,95% e 88,68%), il trend è progressivamente migliorato, consolidando le performance sempre sopra al 95%, sino all’ultima di settembre che ha raggiunto il 97,22%.
Anche l’indice della puntualità 0-10 min. evidenzia un miglioramento di oltre 6 punti percentuali da inizio anno, passando da un mediocre 90,94% all’attuale 98,41%.

INFORMAZIONE: apprezziamo molto, ritenendola uno dei pilastri del servizio, il miglioramento dell’informativa offerta da Trenitalia.
Nell’ultimo periodo si è evidenziato una puntuale comunicazione a bordo treno, con il personale viaggiante più presente e vigile rispetto al passato.
Un mutamento nell’approccio verso l’Utenza che è stato molto apprezzato, soprattutto nei casi di disservizio quando l’informazione è giunta con maggior tempestività.
A tal fine ribadiamo che nei casi di gestione della circolazione perturbata è basilare che l’informazione venga fornita ai viaggiatori, sia in merito alle condizioni di ripristino del servizio sia in termini di funzionalità degli impianti, assistenza ai viaggiatori ed alternative di viaggio.


CAUSE SOPPRESSIONI-RITARDI: analizzando nello specifico le cause dei disservizi 2015 non possiamo che constatare che la gran parte dei disagi è data da cause non imputabili al gestore Trenitalia.
Soppressioni e ritardi infatti originano spesso da guasti infrastrutturali alla rete RFI o da altre cause terze (es. guasti a treni merci).
Carenze infrastrutturali: il disimpegno venutosi a formare in nome del risparmio manutentivo si somma spesso all’imprevedibilità dei guasti in linea – non solo dei treni passeggeri, ma soprattutto dei numerosi merci.
A nostro parere si riscontra un generale depauperamento dell’infrastruttura ferroviaria e alcune situazioni estreme: a partire dall’inutilità di prevedere sezioni di blocco sempre più lunghe, che in caso di perturbazione alla circolazione creano dei veri tappi e ingorghi.
E’ evidente che nei casi di avarie a convogli o lavori alla sede ferroviaria sarebbero di indubbia utilità le postazioni di cambio binario eliminate con troppa leggerezza (es. Grignano o il P.C. Aupa in Pontebbana).
L’ing. Orazio Iacono nel corso dell’incontro svolto il 31 gennaio scorso aveva promesso di sensibilizzare RFI a modificare l’attuale assetto di circolazione dei merci, cercando il più possibile di favorire la marcia dei treni passeggeri, soprattutto nelle fasce pendolari, evitando così conflitti di circolazione.Questa è un'assoluta priorità da perseguire al fine di limitare gli eventuali conflitti di circolazione tra Cargo e passeggeri.
Negli ultimi mesi varie avarie hanno infatti colpito alcuni treni Cargo, causando disservizi particolarmente significativi al traffico passeggeri della linea 15: sette guasti negli ultimi sette mesi, così come indicato nella sottostante tabella.
Guasti treni merci lungo la Linea 15
Num.
DATA
TRATTA INTERESSATA
1
17.02.2015
Pontebba-Tarvisio
2
05.02.2015
Udine-Cervignano
3
21.05.2015
Monfalcone-Bv. Aurisina
4
28.05.2015
Monfalcone-Bv. Aurisina
5
26.08.2015
Monfalcone-Trieste
6
02.09.2015
Ronchi dei Legionari Sud
7
04.09.2015
Udine-Cervignano
Decisamente troppi e ben oltre la normale tolleranza: i motivi? Le condizioni dei locomotori dei Cargo appaiono de visu pessime e ci domandiamo come sia possibile che l’A.N.S.F. (Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria) possa permettere la circolazione di questi rottami.
Una vera e propria contraddizione, considerato che ci sono voluti quasi 3 anni per omologare i nuovi treni ETR 563 Civity della spagnola Caf, rotabili che in questi mesi hanno dimostrato ottime prestazioni e poi si “chiudono gli occhi” permettendo la circolazione di locomotori merci che stanno in piedi con lo sputo …
Tra le cause di ritardi lungo la linea 15 vi sono poi quelle legate alla manutenzione dei passaggi a livello: nonostante le rassicurazioni ricevute da RFI negli ultimi 6 mesi per ben 4 volte alcuni PL sono andati in tilt per il maltempo o per altri guasti tecnici.
Guasti PL Linea 15
Num.
DATA
PL INTERESSATO
1
10.03.2015
Palmanova
2
13.04.2015
Bv. Cargnacco
3
22.04.2015
Bv. Cargnacco
4
17.08.2015
Risano
A ciò è necessario aggiungere il problema dei PL nel tratto tra Bv Vat e Udine C.le, i quali restano chiusi per un tempo troppo lungo, costringendo i treni passeggeri in transito a rallentare e perfino a fermarsi a causa dei segnali di protezioni che ne arrestano la marcia.
Siamo stati sempre contrari al trasferimento in linea di Cintura del traffico passeggeri, in quanto l’utenza pendolare subirebbe notevoli disagi e danni economici, ma al contempo tuttavia riteniamo necessario che RFI preveda una miglior gestione nell’instradamento in stazione a Udine dei treni provenienti da Tarvisio/Carnia (es. arrivo al binario 3 anziché 7).
Tutto ciò garantirebbe senza dubbi una significativa riduzione dei tempi di chiusura dei PL in città e al contempo una riduzione dei tempi di percorrenza dei treni passeggeri."

lunedì 5 ottobre 2015

Domenica torna il treno storico: "Barcolana Express"

Domenica 11 ottobre, in occasione della Barcolana, Trenitalia in collaborazione con la Fondazione FS e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, offrirà l’opportunità di viaggiare da Udine a Trieste e ritorno su un treno storico composto da una locomotiva a vapore e da 4 carrozze Centoporte.
Il treno sarà mosso dalla locomotiva a vapore Gr. 728.022 di origine austriaca, unico esemplare esistente in Italia.
Il Gruppo 728, di costruzione austroungarica, fu realizzato tra il 1916 e il 1921; queste locomotive entrarono a far parte del parco rotabile delle Ferrovie dello Stato a partire dal 1926 e assegnate al deposito di Trieste. 
Partenza da Udine alle ore 7.30, con fermate a Cormons (7.56), Gorizia (8.10), Sagrado (8.25), Monfalcone (8.419 e arrivo a Trieste alle ore 9.15. 
Ritorno: partenza da Trieste alle ore 16, con fermate a Monfalcone (16.33), Sagrado (16.48), Gorizia (17.03), Cormons (17.18) e arrivo a Udine alle ore 17.45.
I biglietti sono già in vendita presso le biglietterie e on line: il costo andata e ritorno è di € 25. Riduzione del 50% per ragazzi fino a 12 anni e gratis per bambini fino a 4 anni. Il biglietto per il treno storico non è utilizzabile sui treni regionali.
Info e prenotazioni: prenotazioni@fondazionefs.it - Tel. 329 3377576
Una bella iniziativa che ci piace condividere e promuovere, che permetterà di fare un tuffo nel passato e viaggiare sulle strade ferrate del Friuli Venezia Giulia come negli anni'30.
Da non perdere !


giovedì 1 ottobre 2015

Con gli Etr 563 Civity è cambiata l'informazione a bordo treno

Una delle novità più piacevoli dei nuovi treni “ETR 563 Civity” è data dall’informazione a bordo treno.
Un’informazione fatta sempre più in maniera efficiente e tempestiva mediante comunicazioni automatiche del sistema Oboe o svolte direttamente dal personale viaggiante.
Una comunicazione svolta sia in italiano che in inglese, finalmente degna di un servizio ferroviario al passo con i tempi.
Non eravamo abituati a queste cose a dire il vero, anche se dovrebbero essere normali adempimenti che rientrano nell’esercizio delle mansioni ordinarie.
Interessante è l’informazione che viene svolta attraverso i monitor installati sui Civity: i passeggeri in tempo reale possono verificare l’orario del treno, il percorso di viaggio con le varie stazioni attraversate o che verranno toccate, la velocità del treno e la temperatura interna ed esterna.
I monitor consentono poi ai viaggiatori di assumere ulteriori notizie utili, quali quelle afferenti ad eventuali coincidenze (vedi foto).
Unica critica, forse i caratteri sono un po’ piccoli e costringono gli utenti a vedere i monitor da vicino, ma nonostante ciò queste novità sono ben accette e il problema non ci pare insuperabile.
I monitor dei Civity potrebbero essere a nostro parere utilizzati anche per pubblicizzare determinate notizie di carattere ferroviario e soprattutto far promozione commerciale, informando gli utenti su eventuali sconti o campagne promozionali di Trenitalia (es. campagne tipo Promo Week-End, biglietti con tariffe agevolate, treni speciali ecc.).
Un altro passo in avanti verso una vera e propria informazione 2.0, la quale per ora è garantita dai Comitati dei Pendolari grazie ai blog e alla pagina facebook intitolata Comitati Pendolari Friuli Venezia Giulia

martedì 29 settembre 2015

Con l'eco dei treni - A piedi sulla strada ferrata Pedemonana - Ultima puntata

8° e ultima tappa del reportage di viaggio che ha condotto Claudio e Giuliano a piedi lungo i binari più remoti del nostro Paese, sulle strade ferrate inoperanti a causa della lenta (e insensata) dismissione a favore del trasporto su gomma. 
Tratto da "La Città Futura" del 25.09.2015 - La Pedemontana del Friuli di Claudio C. (Foto di Giuliano Guida).
A piedi sulla strada ferrata Viviana, oltre ad essere la mamma di Davide, è stata anche Sindaco di Osoppo nei primi anni del 2000; la incontriamo per caso appena arrivati in città ed approfittiamo per farci due chiacchiere. “Purtroppo non esiste una politica dei trasporti che incentivi l’uso della ferrovia, provincia e regione preferiscono la gomma anche perché l’azienda di trasporto pubblico ha fra i soci i comuni, che possono così spartirsi i dividendi. Pensate, qui a Rivoli sorge una zona industriale con oltre 2000 lavoratori, eppure non c’è un treno che possa portarli al lavoro, ma neanche prima quando circolavano, infatti il servizio fra Gemona e Pinzano veniva effettuato solo la domenica”. Storicamente il treno veniva molto utilizzato, questa fu una zona di emigranti per tutti gli anni ‘50-’60 e “nell’immaginario collettivo rappresenta ancora la miseria, la povertà. Nei ricordi vi è l’immagine del migrante con la valigia che lascia la sua terra”.
Anche lei è convinta che la frana sia stata un pretesto, quell’occasione tanto aspettata da alcuni, e crede che il vero motivo sia l’ignavia. “Si la linea può riaprire ma deve esserci la volontà di farlo, si deve potenziare l’offerta adeguandola alle esigenze dei viaggiatori e soprattutto fornire un servizio efficiente che sia connesso anche ad uno sviluppo turistico”. Come molte altre persone incontrare ha un legame affettivo con la littorina, un mix di memoria personali ed esperienze, cita i viaggi da adolescente a Pinzano o Sacile ed i felici momenti dell’infanzia con i campi scout nei dintorni di Cavasso.
Siamo sul marciapiede del primo binario, vicino a noi la sala del Dirigente Movimento, la stazione è attiva e presenziata, il capostazione regola il traffico dei treni merci fra qui ed Osoppo.
Difficile e vietato proseguire a piedi lungo la ferrovia, anche se non si potrebbe potremmo utilizzare lo stradello o le stradine che costeggiano la via ferrata.
Discutiamo, le nostre posizioni sono contrastanti. Un signore ci chiede chi siamo e cosa facciamo e dopo avergli parlato del nostro viaggio ci informa di essere un ferroviere in pensione, un ex capostazione proprio di questa linea. “Sapete le linee erano due una volta, quella Gemona-Pinzano-Sacile e poi Pinzano-Casarsa ,ma quest’ultima venne chiusa già alla fine degli anni sessanta costringendo molti dalla zona di Spilimbergo a recarsi a Pinzano per prendere il treno. Così quello era diventato il principale punto di viaggiatori”. Poi ci fa un po’ di storia, “linea a singolo binario non elettrificata, prima sotto dirigenza unica collocata a Spilimbergo e successivamente a Pinzano, anche dopo il passaggio alla dirigenza centrale. Dalla fine degli anni novanta in questa stazione i treni circolavano solo nel fine settimana e dalla metà dei duemila più nessuno. Di fatto in quella data la linea era già stata chiusa al trasporto passeggeri. C’è stata una volontà chiara e precisa in questo, una strategia che si ripete simile in tutta Italia. Corse messe in orari inservibili, disservizi continui, sostituzione dei treni con i bus ed infine chiusura della linea. Dal nord al sud è uno stillicidio continuo”. Ci salutiamo con una sua valutazione, “sono sicurissimo che la Pedemontana possa avere una grande utilità al servizio degli abitanti di questa regione ma anche per uno sviluppo turistico dell’area e per il trasporto delle merci delle innumerevoli fabbriche. Beh eventi particolari potrebbero richiamare una grande attenzione, penso in particolare ai treni storici a vapore”.
Ed incredibilmente fra una chiacchiera e l’altra anche il nostro problema si risolve in una maniera imprevista ma ben accetta. Rimediano un passaggio a bordo di un treno in partenza, montiamo sul locomotore con i due macchinisti e percorriamo così in senso figurato anche questi ultimi 4 km di traversine. 
Gemona, fine del viaggio ma inizio di nuove avventure, ad accoglierci trionfalmente troviamo Enrico, ormai una garanzia ed un punto fermo per noi ed Andrea, quarantenne di Gemona e principale animatore del Comitato Sacile-Gemona nonché componente del Comitato Pendolari Alto Friuli e, soprattutto, colui che ci ha fornito preziosi contatti per i nostri incontri trasformando questo viaggio in un’avventura indimenticabile. La sua disponibilità e gentilezza è impagabile e lo appureremo ulteriormente nei giorni successivi in cui ci farà da guida per la natia cittadina. 
Saluti abbracci e ringraziamenti reciproci. La stazione è invasa da un gruppo di circa 20 ciclisti, “vedete”, ci dice, “vengono dall’Austria, hanno percorso la ciclabile dell’Alpe Adria costruita sul tracciato ferroviario della vecchia Pontebbana ed ora stanno aspettando il Micotra, il treno che effettuata il servizio biciclette con apposita carrozza e che collega il Friuli alla Carinzia. Il servizio è affidato alla società ferroviaria regionale Fuc tramite materiale OBB (ferrovie austriache), purtroppo Trenitalia dal 2009 ha tagliato i collegamenti transfrontalieri e di trasportare bici neanche a parlarne. Da quando è partito questo servizio nel 2012 e grazie alla splendida ciclabile, un flusso continuo e numeroso di cicloturisti raggiunge la nostra cittadina. Pensate, un analogo servizio sulla Pedemontana sarebbe perfetto, il collegamento ideale che porterebbe un ulteriore sviluppo aumentando i visitatori di tutta la zona”.
La bellezza e l’incanto di questo tracciato che passa su ponti e galleria di fine ottocento lo verificheremo un paio di giorni dopo, quando insieme ad Enrico, Andrea e Davide, percorrendo in bici i circa 60 km che da Tarvisio portano a Gemona; come noteremo attentamente che in un giorno infrasettimanale saranno una decina i ciclisti che alle 7 del mattino monteranno sul Micotra per raggiungere il confine. 
Gemona, cittadina di 11.000 abitanti è il comune più popoloso a nord di Udine, colpita dal terremoto del 1976 che provocò oltre 400 vittime vanta una gradevole zona storica che porta ancora indelebili i segni della tragedia. Una mostra fotografica infatti ripercorre la storia del borgo mentre le colonne del duomo sono rimaste storte in ricordo di quel tragico momento ed infine un centro sportivo e ricreativo è stato realizzato su una collinetta creata con le macerie del sisma.
Il centro storico è stato completamente riedificato come era in origine mentre i lavori di ricostruzione del castello non sono ancora terminati ma dalla sua sommità si può ammirare uno sbalorditivo panorama, con le verdi montagne che sovrastano l’abitato. L’origine medievale, era un comune autonomo già nel 1200-1300, oltre che dalla undici contrade e dalla porta di Udine, l’ultima rimasta in piedi, viene ricordata con la festa medievale di agosto e dall’evento del tallero. 
Il Sindaco ci aspetta in municipio per un breve incontro.”La linea aveva una ricaduta importante nel tratto pordenonese, meno nel gemonese ma comunque era significativa per gli studenti che arrivavano in città. Pertanto bisogno legarla ad uno sviluppo turistico considerando le numerose bellezze ambientali che ci sono, mi auguro che nell’immediato futuro tanti turisti possano percorrere la pedemontana in treno”. Ci parla poi dell’impegno della comunità montana e della provincia per la realizzazione di una rete di piste ciclabili in connessione fra loro, un’importante volano turistico ma anche un’occasione di svago e di mobilità lenta per gli abitanti del distretto. “Aspettiamo l’esito dello studio di fattibilità, i costi economici sono ingenti ma se vi è un vantaggio sociale, come ridurre il numero di automobili, si possono avere anche delle perdite. E poi sono numerosi gli operai della zona industriale di Osoppo che potrebbero giungere in fabbrica con il treno, certo vi è la necessità di rimodulare l’orario dei treni in base ai turni di lavoro e a quelli delle scuole. E’ il momento di fare scelte importanti e la regione deve metterci i soldi”. Il Sindaco si ricorda di aver viaggiato diverse volte su questa linea e di essersi preso una forte otite perché passava il tempo fuori dal finestrino ad ammirare i paesaggi meravigliosi. 
Arriva per noi il momento di festeggiare è così si va a cena con alcuni degli amici che abbiamo incontrato e conosciuto durante il viaggio e qualcuno nuovo. La scelta del posto ricade sul ristorante Willy dove nel cortile campeggiano una Locomotiva FS E.626, prima motrice a trazione 3 KV corrente continua costruita fra gli anni venti e trenta, e la locomotiva a vapore FS 835, costruita fra i primi del novecento e gli anni 20 e rimasta in servizio fino al 1984 negli scali e sui raccordi di tutta la rete italiana. “Parlavamo di cosa fare contro la chiusura della linea, non potevamo rimanere inermi, e così venuta l’idea dello striscione che vedete ed è nato il Comitato Sacile-Gemona” ci raccontano gli attivisti della ferrovia. “Abbiamo appeso il nostro striscione al Comune di Gemona e da lì è partita la staffetta che in 30 giorni ha percorso tutta la tratta, e in questo modo il nostro vessillo con la scritta Trenitaglia ridacci il nostro treno ha risaltato sui palazzi di tutti gli enti locali per 2-3 giorni cadauno”. 
Andrea ci conferma che vi è stato un movimento generale, una partecipazione globale, “che ha visto i pendolari, la popolazione, gli enti locali, dar vita a staffette, incontri. E’ una battaglia di civiltà mantenere attivo il treno”. Teme che il prezioso patrimonio rappresentato dalla Pedemontana e da questa lotta di civiltà possa disperdersi, a distanza di tre anni non si è ottenuto ancora niente ed è preoccupato che la ferrovia cada nel dimenticatoio considerato anche che lo studio di fattibilità doveva essere depositato a fine maggio ma di cui non si sa ancora nulla. “Ho paura che la gomma abbia la preferenza invece bisognerebbe ampliare l’asse del ferro e poi solo dopo integrarlo con la gomma, dobbiamo fare un salto di qualità e la regione deve impegnarsi in questo. Il Friuli Venezia Giulia è isolato dal punto di vista ferroviario, l’Italia dell’alta velocità finisce a Mestre, ma con la Pedemontana gli abitanti dell’alto Friuli impiegavano un’ora in meno rispetto alla direttissima Udine-Venezia”. Poi, come sempre, emergono i ricordi personali, “da ragazzo facevo ciclismo agonistico e prendevo sempre il treno per raggiungere Sacile dove mi allenavo con la squadra”. 
Sandro fa parte del Circolo di Legambiente e collabora da anni con il periodico gemonese Pense e Maravè, ci vuole intervistare e noi cogliamo l’occasione per parlare un po’ con lui. “Sono nato a Travesio nel casello prima della stazione, mio padre era ferroviere. Ho studiato a Padova ma la più grande soddisfazione era scendere a Sacile e prendere la littorina per tornare a casa”. La possibilità che ritorni a circolare è fondamentalmente un aspetto politico, basterebbe quello per riattivare la linea e per questo crede che vi sia la necessità di mantenere una forte e costante pressione sulle istituzioni, tenere alta l’attenzione anche perché la gente sta riscoprendo l’importanza di una mobilità dolce, di trascorrere il tempo in maniera diversa, di saper godere dei momenti che si hanno. “Una volta da bimbo mio padre mi portò a caccia con lui, erano le 4 del mattina ma io rimasi sul treno che ripartì, così per fermarlo pensò bene di sparare qualche colpo”. 
Romano Vecchiet ci accoglie nel suo studio fra vecchi libri ed un’atmosfera di antichità. Oltre ad essere il direttore della Biblioteca Civica di Udine è un grande appassionato, conoscitore ed amante di treni e ferrovie; ha scritto alcuni volumi sul tema affrontando sia il contesto locale che quello internazionale. Nato a S. Daniele del Friuli, ha trascorso la sua vita proprio a ridosso della Pedemontana e dopo aver ascoltato con passione e curiosità la nostra avventura arriva il suo momento di parlare. “Il primo viaggio in treno da solo l’ho fatto da Cimano, che era la fermata del mio paese natale, fino a Sacile su una ALn772. Il biglietto era manuale e me lo fece l’assuntore”. Per anni veniva a lavorare la domenica esclusivamente perché era l’unica giornata in cui il treno circolava sull’intera tratta Sacile-Gemona, lui saliva a Pinzano e poi prendeva la coincidenza per Udine, “erano le tre ore più belle della settimana, le aspettavo con gioia ed ansia”, tanto impiegava per arrivare a destinazione, dopodichè qualche oretta di lavoro e poi si ritornava indietro. “Eravamo spessissimo solamente io ed il macchinista. Purtroppo negli ultimi anni ho dovuto rinunciare anche a questo piacere, in quanto non avevo più una coincidenza per il ritorno. Il problema principale sta proprio qua, la volontà di fare orari assurdi, non congeniali, insomma fare di tutto affinché i viaggiatori siano il meno possibile, un controsenso eppure sembra essere la logica che guida le FS”. Ci confida che perfino il ministro Barca restò sorpreso del forte interesse delle persone del luogo per il recupero della ferrovia e per le molte proposte avanzate. “Bisogna scardinare la cultura del trasporto privato, che dà il senso della libertà ma che in realtà è solamente una prigione e contestualmente incentivare al massimo il trasporto pubblico in particolare quello ferroviario. La Sacile-Gemona può avere una grossa utilità, se tutti i Comuni, anche quelli più lontani, mettono il treno al primo posto come mezzo di locomozione, usato per raggiungere destinazioni più lontane mentre l’intermodalità con la gomma deve servire per arrivare nelle stazioni ferroviarie”. 
Ci salutiamo con le seguenti parole che non possiamo non condividere, l’essenza stessa di questo viaggio ne è fortemente impregnata ed influenzata: “La Pedemontana del Friuli è amata dalle persone del posto”.

domenica 20 settembre 2015

Una domenica speciale In Sella al Treno


Splendida giornata quella trascorsa oggi pedalando lungo la Ciclovia Alpe Adria.
Un ringraziamento a tutti gli amici e simpatizzanti che hanno accolto Il nostro invito e hanno festeggiato con noi l'iniziativa targata "In Sella al Treno", la quale ha avuto il suo apice all'incontro-dibattito di Stazione Chiusaforte.
Oltre 100 cicloturisti hanno raggiunto Tarvisio a bordo del Mi.Co.Tra, 50 partiti solo da Gemona (!), diventata senza dubbio la stazione hub della linea Pontebbana per il turismo delle due ruote.
Un grazie a FUC (Ferrovie Udine Cividale) che per tutta la giornata ha permesso a bordo del MiCoTra di trasportare gratuitamente le biciclette.
Di seguito riportiamo il testo integrale della "Carta di Chiusaforte", documento sottoscritto da Fiab, Fuc, Uisp, Ciclo Assi Friuli, Comitato Pendolari Alto Friuli, Tourism_net.fvg e Legambiente, e presentato alla Regione FVG, rappresentata dall'Assessore Mariagrazia Santoro, nel corso dell'incontro-dibattito di Stazione Chiusaforte.
Tutto molto bello, un bravo a tutti, tranne che ai politici, che neanche difronte a queste giornate sono riusciti ad abbandonare il solito "copione":  sarebbe stato bello vederli pedalare in gruppo, al fianco di tanti bambini e appassionati, invece hanno atteso il solito "banchetto" in tailler, rivendicando risultati d'altri e facendo le solite promesse. Scena desolante, ma ormai ci siamo abituati.

CARTA DI CHIUSAFORTE

Le Associazioni ed Enti del network "In Sella al Treno" ritengono importante che la Regione Friuli Venezia Giulia metta in campo le azioni nel seguito distinte per sviluppare e promuovere in modo efficace il cicloturismo: 
1. far approvare dal Consiglio Regionale il Piano per la ReCIR (Rete delle Ciclovie di Interesse Regionale), iniziando l’iter di consultazioni e di analisi presso l’apposita Commissione consiliare, destinando contemporaneamente al Piano le risorse finanziarie per il suo avanzamento e completamento con una programmazione di base. In particolare riteniamo prioritarie le seguenti attività: 
• concludere l'asse nord-sud FVG1/Ciclovia Alpe Adria, 
• concludere l'asse est-ovest FVG2/Euro Velo 8, 
• concludere l'asse est-ovest pedemontano FVG3, 
• realizzare un Regolamento che uniformi la cartellonistica cicloturistica regionale. 

2. attivare l’Ufficio regionale mobilità ciclistica al fine di gestire gli interventi finanziati sul territorio e coordinare le varie attività al fine di assicurare l’omogeneità realizzativa, valorizzare i territori, adeguare e armonizzare la segnaletica cicloturistica, predisporre pubblicazioni, cartografie, sostenere l’intermodalità; in dette attività ci sia la collaborazione tra L’assessorato trasporti e Turismo FVG; 

3. organizzare e sostenere l’intermodalità treno+bici, bus+bici, traghetto+bici, treno+bus+bici individuando obiettivi di medio periodo e promuovendo l’integrazione tariffaria e della bigliettazione; 

4. prolungare il servizio Mi.Co.Tra fino a Trieste e rimodulare gli orari migliorando le coincidenze con i treni in arrivo a Udine provenienti da Venezia e Pordenone e ri-attivare il servizio ferroviario Sacile – Gemona avviando l’interlocuzione con lo Stato (Rfi) a condizione che lo studio di fattibilità con le iniziative del Territorio diano sostenibilità economica; 

5. prevedere la possibilità di trasportare un adeguato numero di biciclette nel progetto europeo Adria A relativo alla metropolitana leggera transfrontaliera circolare Trieste -Capodistria - Sesana - Gorizia – Monfalcone; 

6. elaborare un'indagine su cicloturismo e mobilità ciclabile in Regione in modo da dimensionare il settore dai vari punti di vista ed indicare le direttrici di sviluppo e di integrazione con altri settori; 

7. destinare alla ciclabilità l'8% della spesa complessiva annuale impegnata nel settore “infrastrutture e trasporti” in modo da: 
• completare la rete delle Re.C.I.R. e delle altre reti delle ciclovie realizzate dagli Enti locali. 
• assicurare connettività, materiale ed immateriale, al sistema collegando stazioni, ciclovie, patrimoni locali. 

8. connettere l’intero sistema delle ciclovie (transanazionale, regionale e locale) con la rete delle attività di ricezione e ristorazione, agriturismi, le imprese agricole e i valori culturali del territorio con il concorso di Turismo Fvg, con infopoint, app “dedicate” e altre modalità comunicative e di promozione coordinate; 

9. partecipare alla programmazione Europea associando patrimoni locali, risorse ambientali, città, operatori privati del turismo e il mercato del cicloturismo europeo; 

10. aggiornare la legge regionale sulla mobilità ciclabile.