Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

venerdì 17 febbraio 2017

Gemona-Sacile, aspettando il treno, che fare?

Pubblichiamo una articolata riflessione di Andrea Palese, storico rappresentante dei Comitati Pendolari del FVG e promotore del progetto della ferrovia turistica della Pedemontana del Friuli.
Buona lettura.

LA SVOLTA: Il 2016 è stato senza dubbio l’anno della svolta per la ferrovia Gemona-Sacile, la quale grazie al Protocollo d’Intesa tra Gruppo Fs e Regione FVG verrà riattivata entro il 2018.
Un grande risultato, anche personale, visto che da anni seguo questa “causa” e che per primo ho avuto l’intuizione di inserire la Pedemontana nel progetto nazionale “Binari senza tempo” della Fondazione FS.
Un’intuizione maturata grazie a quel viaggio ad Agrigento a marzo 2016, lungo la ferrovia dei Templi; lì è nata la vera “rinascita” della Pedemontana, grazie all’incontro tra il sottoscritto, l'ing. Luigi Cantamessa, Direttore della Fondazione FS e l'on. Maria Iacono, prima firmataria della legge sulle ferrovie turistiche.
Lì ho capito le potenzialità di Fondazione Fs e la concretezza del suo progetto “Binari senza tempo” e da lì si è partiti per “importare” quel modello virtuoso in Friuli, cercando di far comprendere alla Regione FVG che non si poteva perdere quel treno.
Un viaggio nato quasi per caso, merito di una persona speciale che mi ha "spronato" a volare in Sicilia per conoscere Fondazione FS. Senza quello sprone quel viaggio non lo avrei mai fatto e probabilmente oggi l’affaire Pedemontana non si sarebbe risolto e saremmo a parlare d’altro.
Dopo Agrigento tante cose sono successe e quel sogno di rivedere il trenino correre sui binari della nostra amata ferrovia si sta pian piano realizzando.
L’ANNUNCIO DELLA RIAPERTURA: dopo una “battaglia civile” di quattro anni e una continua pressione sulle Istituzioni, con toni talvolta accesi, ad ottobre, è giunto il tanto atteso annuncio della riapertura della linea da parte dell'ing. Cantamessa.
Un risultato ancora più bello perché è arrivato in un contesto “casalingo”, proprio all’inaugurazione della Mostra fotografica di Gemona; evento alla cui organizzazione hanno partecipato tutte le anime ferroviarie del FVG, manifestando una unità d’intenti mai dimostrata prima.
Anche per questo possiamo dire che questa battaglia l'abbiamo vinta noi pendolari !
Il “miracolo” della Gemona-Sacile è stato possibile grazie al lavoro dei Comitati dei Pendolari, dei tanti appassionati e delle Associazioni; in questo contesto Andrea Palese è stato solo la figura di riferimento di un lavoro di squadra, ma soprattutto di chi ha creduto e crede che la riattivazione della ferrovia sia uno strumento di sviluppo economico del Territorio.
I successi della Mostra di Gemona e del Convegno di Cavasso Nuovo sono due esempi di quale sia oggi l’interesse della gente verso il tema della ferrovia; purtroppo è mancato l’interesse concreto di alcune Istituzioni e soprattutto il coraggio a promuovere il “progetto Pedemontana”.
In un Territorio in sofferenza, caratterizzato da un contesto economico difficile e marginale, sempre più depauperato dai servizi, è basilare uscire dagli schemi e cercare di inventarsi nuove iniziative che possano portare ricadute positive; proprio la ferrovia turistica potrebbe portare benefici grazie alla nascita di una microeconomia capace di creare nuovi posti di lavoro, sviluppando quel settore turistico, oggi ridotto ai minimi termini, ma di grande potenziale.
Come si è giunti alla riapertura della linea? Dal 2012 ad oggi tante sono state la manifestazioni e le iniziative a supporto della riapertura della ferrovia.
Il primo a denunciare la situazione è stato l’amico, Emanuele Zanon, Sindaco di Cavasso Nuovo, poi sono stati i Comitati dei Pendolari e in particolare quello dell’Alto Friuli a movimentare la scena, basti ricordare alla nota “Staffetta Treni-taglia ridacci il nostro treno” che ha percorso tutti i 70 km della linea sensibilizzando le Istituzioni.
Tante erano le aspettative riposte sullo studio di fattibilità di Ferrovie Udine Cividale (società partecipata della Regione): purtroppo si è perso oltre un anno per attendere uno studio (costato 40mila €) che ha evidenziato conclusioni quanto mai fantasiose, con un modello d'esercizio irrealistico (1,1 milioni di passeggeri/anno trasportati, con una media di 215 passeggeri a treno).
I risultati dello studio hanno evidenziato tutte le carenze di FUC, nella quale in tanti, me compreso, avevano ipotizzato (sbagliando!) che potesse assumere la gestione del servizio passeggeri.
Un'idea purtroppo senza fondamento, in quanto mai la Regione ci ha creduto, mettendoci i quattrini, potenziando la struttura di FUC.
In realtà lo studio è servito alla politica e all'Assessore Santoro in particolare solo per prendere tempo, visto che non si sapeva o non si voleva assumere una decisione per risolvere la grana Gemona-Sacile.
Stesso discorso vale per il “Protocollo di Pinzano”, documento sottoscritto dai Comuni a febbraio 2016 e voluto dalla Santoro per giustificare l’immobilismo della Regione sul tema.
Tanto si è scritto e tanto si è detto sul futuro della Pedemontana, fantasticando e facendo spesso paragoni inappropriati; personalmente condivido l’idea dell’ex Sindaco di Pordenone, Claudio Pedrotti, secondo il quale la Gemona-Sacile non è paragonabile per le sue peculiarità né alla Merano-Malles, né alla San Candido-Lienz, i cui modelli non sono replicabili in FVG. Questo soprattutto per la mancanza di una vocazione turistica “spinta”, presente altresì in Alto Adige e radicata da oltre 40 anni.
Da noi la partita va giocata con altre armi, sfruttando le tante potenzialità inespresse del Territorio e cercando soprattutto di far squadra.
BINARI SENZA TEMPO: il punto forte su cui basare il futuro della Pedemontana è l'accordo tra Regione e Gruppo FS, il quale prevede che la Gemona-Sacile sarà la prima linea d’Italia che verrà utilizzata sia per il trasporto passeggeri regionale, che per il servizio turistico.
Si tratterà di una riapertura per fasi: il 2018 dovrebbe essere l'anno buono per la tratta passeggeri Sacile-Maniago e per l'avvio del servizio turistico lungo tutta la linea, la quale diventerà l’ottava ferrovia del progetto nazionale “Binari senza tempo” di Fondazione FS; un progetto che dalla sua creazione nel 2014 ha permesso la riapertura per scopi turistici di sette linee, caratterizzate da un alto valore storico e paesaggistico per la bellezza dei territori attraversati dai tracciati e per gli arditi manufatti che vi insistono.
Nel 2016 oltre 60mila turisti hanno viaggiato sui treni storici della Fondazione FS, confermando il trend di crescita del turismo ferroviario (+47% rispetto al 2015) con oltre 230 eventi (+39%).
L’Abruzzo, con la meravigliosa Sulmona-Carpinone la cosiddetta “Transiberiana d’Italia”, è la meta più gettonata con oltre 14mila presenze; la Sicilia, invece, risulta la prima regione per numero di eventi organizzati (42) grazie ad un esteso programma congiunto tra Fondazione FS, Regione e Trenitalia, previsti peraltro dal contratto di servizio, il quale ha esteso anche ai treni storici per fini turistici la possibilità di finanziamento mediante fondi appositamente destinati dalla Regione.
La classifica del turismo ferroviario vede il Friuli penultimo, con appena 512 presenze e 4 eventi organizzati (treno di Pasolini e Barcolana Express).

Passeggeri
Eventi
Media pass./evento
Abruzzo
14.754
39
379
Lombardia
9.063
25
362
Toscana
8.523
34
250
Sicilia
5.530
42
132
Piemonte
5.412
21
258
Campania
4.493
25
180
Veneto
3.918
10
391
Liguria
3.393
8
424
Puglia
1.877
5
375
Lazio
1.050
10
105
Emilia Romagna
758
3
256
Friuli Venezia Giulia
512
4
128
Sardegna
408
4
102
TOTALE
59.691
230
260

Risultati molto deludenti, frutto dello scarso interesse dimostrato dalla politica regionale; l’inserimento della Gemona-Sacile, come ottava linea di “Binari senza tempi”, dovrebbe invertire questa rotta e aumentare l’appetito di turismo ferroviario di questa regione.
CLIMA POLITICO: non sono mancate le polemiche e la solita propaganda politica; tante sono state le promesse, soprattutto da parte della Regione, che per anni ha tentennato, tenendo un atteggiamento ondivago e procrastinando ogni decisione, per poi approfittare del lavoro altrui (Comitati dei Pendolari in primis).
L’unico punto fermo è che sarà il Gruppo FS a mettere i quattrini per la riattivazione della linea (17 milioni di euro); manca invece una visione d'insieme e una progettazione delle attività a supporto del progetto turistico.
Le incapacità della Regione e dell'Assessore al riguardo sono evidenti, ma anche quelle delle "Corti dei Miracoli locali" non sono da meno. Mi riferisco a tutti i Comuni che per tutto questo tempo sono rimasti “coperti e allineati”, privilegiando per opportunità partitica l’immobilismo regionale.
Fatto salvo Gemona del Friuli e Cavasso Nuovo, gli altri sono rimasti “freddini” dinanzi alla questione Pedemontana: alle belle parole e alle tante fotografie scattate nel corso delle varie “passerelle”, poi nei fatti non si sono registrati atti che possano in qualche maniera supportare il progetto ferrovia.
Gemona gestisce già la stazione in comodato e a breve avvierà un cantiere da 80mila € per il restyling dell’immobile in prospettiva dell’avvio della ferrovia turistica: un progetto partito ancora nel 2013 che vedrà coinvolte Associazioni, Pro Loco ed operatori commerciali privati.
Nessun altro Comune ha invece ottenuto il comodato della stazione da parte di RFI: l’unico che ha fatto qualche timido passo in avanti è Cavasso Nuovo, che sull’esempio di Gemona, ha ottenuto nel 2016 un finanziamento per la riqualificazione dell’immobile fs e ora sta ragionando con RFI come poter sfruttare la stazione.
Molto nebulosi appaiono invece i progetti di Montereale e Pinzano (quest’ultimo beneficiario recentemente di un finanziamento regionale), le cui proposte progettuali appaiono più dei “libri dei sogni” che altro, visto che non sono state vagliate dalla proprietà RFI.
Manca soprattutto la collaborazione tra Istituzioni e operatori commerciali: proprio quest’ultimi, per la riuscita del progetto, dovranno necessariamente essere coinvolti.
Servono idee chiare fin dall’inizio perché il rischio è che le stazioni ristrutturate e destinate a specifiche attività sulla base delle progettualità dei Comuni, restino poi desolatamente vuote per la mancanza dell’interesse degli operatori privati: è assurdo infatti che i Comuni, ognuno per conto suo, ipotizzino i più disparati recuperi funzionali delle stazioni (B&B, servizi bike sharing, ecc.), senza un progetto d’insieme e soprattutto senza sapere chi in futuro gestirà l’immobile.
Mi meraviglio poi che Comuni come Maniago e Forgaria, che potrebbero ottenere un valore aggiunto dallo sfruttamento della ferrovia, siano rimasti fino ad oggi sempre ai margini.
Maniago beneficerà infatti sia del ritorno del traffico passeggeri (pendolari e studenti), che dell’avvio del servizio turistico, i cui flussi - grazie alla posizione centrale della stazione - raggiungeranno facilmente il cuore della città del coltello. Forgaria invece potrebbe sfruttare le due fermate presenti sul suo territorio (Cornino e Forgaria) per valorizzare le eccellenze naturalistiche, in primis la Riserva di Cornino.
LEGGE FERROVIE TURISTICHE: un ulteriore fattore positivo è dato dall’inserimento della Pedemontana nell’elenco della legge sulle ferrovie turistiche (Ddl Iacono), recentemente approvata dalla Camera dei Deputati.
Si tratta di una legge di principio che detta le linee guida in materia e che pone le basi per il riconoscimento del recupero delle linee ferroviarie dismesse o in disuso, come un asset economico strategico per un turismo sostenibile. Purtroppo la legge difetta di una propria copertura finanziaria (in quanto demanda alle Regioni l'individuazione delle risorse economiche necessarie) e dell'indicazione di un soggetto capofila (es. Fondazione FS).
Si tratta tuttavia di un bel passo in avanti, che promuove il turismo ferroviario e il recupero di vecchi tracciati, invertendo quell’indirizzo dei primi anni ’90 volto al taglio indiscriminato dei rami secchi.
Speriamo solo che la burocrazia non demolisca quanto di buono fatto fino ad oggi e conquistato con molta difficoltà.
FASE 2: forte è stato fino oggi l’interesse della stampa sulla questione Pedemontana, probabilmente la ferrovia “più mediatica” degli ultimi anni, grazie alle tante iniziative organizzate (convegni, mostre, concorsi fotografici), alcune a dire il vero finalizzate più al mero protagonismo che per l’effettiva riapertura della ferrovia.
Non nascondo che è il ruolo della stampa locale è stato determinante per l’ottenimento del risultato e di questo si deve ringraziare i giornalisti che si sono dedicati con professionalità al tema, tuttavia ora è necessario cambiare passo, passando dalle pagine dei giornali al campo.
Acquisito l'impegno di FS, serve avviare la Fase 2, lavorando sul Territorio per realizzare quegli interventi infrastrutturali a supporto del progetto turistico, investendo denari veri e non quelli del "Monopoli" promessi fino ad oggi dalla politica.
Non ho dubbi che nei prossimi mesi il tema ferrovia verrà utilizzato per strumentalizzazioni personali o politiche, fini a se stesse: ora che il tema è “caldo” in tanti si cimenteranno e cercheranno di "salire sul carro", sfruttando la mediaticità della materia per speculazioni giornalistiche estranee però al progetto ferroviario.
La “Fase 2” per dare sostanza al rilancio della ferrovia dovrà caratterizzarsi dall’avvio del “Progetto di Territorio”, con investimenti mirati a supporto della ferrovia turistica.
In questo contesto è basilare il potenziamento della Ciclabile FVG3, la sistemazione delle stazioni e loro destinazione per attività turistiche quali B&B, Infopoint o altre attività commerciali, l’individuazione di itinerari storico-naturalistici, di percorsi enogastronomici (es. pitina e prosciutto di San Daniele), mediante una adeguata campagna di promozione e di marketing, sviluppando una sinergia con gli operatori privati.
Nulla di tutto questo è stato pensato e per ora siamo fermi alle parole di un fantomatico "Progetto di Territorio" che non esiste e che probabilmente si trasformerà in un altro studio di fattibilità con belle ma inutili slides ...
La soluzione prospettata dalla Regione di delegare il GAL-Montagna Leader non mi convince, visto che molti dubbi restano sulle competenze in materia dell'Ente individuato.
Si punterà sui bandi UE, con un programma di interventi quanto mai nebuloso.
Temo che si perderà ancora tempo, sulla falsariga di quanto già successo con lo studio di FUC, visto che si è deciso “di non decidere” e di "non aprire il portafogli", puntando su un soggetto "amico", politicamente controllabile.
Ammesso che si riesca a vincere qualche bando UE, mi domando quando saranno disponibili queste risorse? Il treno tornerà a correre nel 2018 e per quella data un minimo di infrastruttura turistica dovrebbe quanto meno essere già abbozzata.
Purtroppo non si stanno preparando le basi per l’avvio del progetto turistico e si continua "a vivere alla giornata": il rischio quindi è quello di arrivare impreparati al 2018 e di ritrovarsi con un non-progetto che potrebbe avere sin dall'inizio una sopravvivenza molto difficile.
Oltre al coinvolgimento fondamentale degli operatori privati resta basilare il coinvolgimento diretto e fattivo dei Comuni, i quali fino ad oggi hanno subito decisioni calate dall'alto.
La scommessa ferroviaria della Pedemontana potrà essere vinta poi solo se la Regione, sull’esempio di quanto già fatto dalla Sicilia, prevederà nel nuovo Contratto di Servizio con Trenitalia i km/treno sia per il servizio passeggeri Sacile/Maniago, ma soprattutto quelli per il servizio turistico Gemona/Sacile, in maniera da rendere la ferrovia turistica un servizio stabile e non solo spot.
La riapertura della Pedemontana resta in ogni caso una delle più belle pagine della storia degli ultimi anni di questa regione, ottenuta grazie alla volontà e alla determinazione di alcuni rappresentanti della Società Civile che hanno fortemente voluto salvaguardare e difendere il patrimonio storico della ferrovia, parte integrante della di questa Terra.
Un onore e una grande soddisfazione aver partecipato a questo splendido "viaggio" che mi ha permesso di scoprire le bellezze della Pedemontana e condividere con tanti compagni di viaggio questa emozionante avventura.
Andrea Palese

martedì 14 febbraio 2017

Veneto: biglietto unico Trenitalia-Dolomiti Bus

E’ nata "Unica Veneto", la smart card personale, nominativa e ricca di servizi dedicata ai viaggiatori di Trenitalia e Dolomiti Bus (società partecipata al 60% dalla Provincia di Belluno e al 30% dalla privata Autoguidovie Spa).
Il Veneto è la prima Regione in cui la carta è attiva, a partire proprio dalla Provincia di Belluno, città dove è stata presentata in presenza del Governatore della Regione del Veneto, Luca Zaia, dell’Assessore regionale ai Trasporti, Elisa De Berti, dagli Amministratori Delegati di Trenitalia, Barbara Morgante e di Dolomiti Bus, Natalia Ranza.
Si tratta di un progetto voluto dalla Regione Veneto e attuato da Trenitalia e Dolomiti Bus, che permette di caricare vari titoli di viaggio di diverse società di trasporto pubblico in un’unica smart card nominativa e personale denominata «Unica Veneto».
La card ha validità di 4 anni e permette di viaggiare con comodità sia sulle linee Trenitalia che su quelle della Dolomiti Bus. 
Il progetto di integrazione dei titoli si sviluppa per fasi: la partenza è con l’emissione delle card, a titolo gratuito, da parte di Trenitalia e Dolomiti Bus (fra il 13 febbraio e il giugno 2017), dove poter caricare così tutti gli abbonamenti regionali di Trenitalia per viaggiare in Veneto e interregionali con almeno una località di partenza/arrivo all’interno dei confini veneti e quelli Dolomiti Bus per viaggiare sulle linee della Provincia di Belluno.
Nella seconda fase, da giugno, sarà possibile caricare su Unica Veneto, che ha le dimensioni di una carta di credito ed è equipaggiata con tecnologia contactless che permette di utilizzarla semplicemente avvicinandola al lettore, anche i biglietti di corsa semplice di Trenitalia e Dolomiti Bus.
Da settembre, infine, i punti vendita potranno vendere i loro biglietti e abbonamenti direttamente su Unica Veneto. Le modalità di acquisto riguardano tutti i canali di vendita delle aziende.
«Stiamo lavorando - ha spiegato Zaia - per rendere più semplice e più efficiente il sistema di trasporto nel Veneto, in primis per i cittadini e i pendolari ma anche per chi viene a visitare la nostra terra. L'obiettivo, ad esempio, è far sì che un turista giapponese possa da piazza San Marco a Venezia raggiungere Cortina armato di una sola card, senza dover impazzire per passare da un mezzo a un altro e per acquistare i rispettivi biglietti».
Un’interessante esperienza che permette di promuovere e favorire l’intermodalità vettoriale e tariffaria.
In realtà si tratta di un “contenitore” di biglietti diversi che permette all’utente di viaggiare indistintamente sulle linee dei due vettori.
Negli ultimi anni si è discusso molto di biglietto unico, tariffa integrata treno/bus e di bigliettazione elettronica, ma poi nella realtà, salvo casi isolati e sporadici (es. Alto Adige), il panorama italiano risulta molto scarno.
In FVG l’unico esempio di intermodalità è quella tariffaria esistente lungo la Udine-Tarvisio: la tariffa permette in questo caso agli utenti di viaggiare, con il medesimo titolo, indistintamente sia sui bus di Saf Autotrasporti che sui treni di Trenitalia. Una convenzione va poi a disciplinare il riparto dei ricavi tra i due vettori.
In realtà si tratta di una integrazione tariffaria e non vettoriale, visto che il programma d’esercizio dei due gestori restano nettamente distinti e spesso scoordinati tra loro (senza coincidenze o persino con corse con percorsi ed orari coincidenti).
Qualche timido passo in avanti si è fatto con la bigliettazione elettronica, anche in questo caso però sempre con una netta distinzione per singolo vettore.
Un passo in avanti sarà dato – solo però per il servizio bus – dall’avvio del nuovo servizio di trasporto regionale su gomma, con il gestore unico TPL FVG S.c.a.r.l., che vede raggruppati gli attuali gestori del servizio e cioè le società Trieste Trasporti, SAF di Udine, ATAP di Pordenone e APT di Gorizia: il primo effetto del gestore unico sarà il biglietto e l’abbonamento unico per viaggiare in tutta la regione.
Nel 2017 una magra consolazione visto che il Mondo evoluto dei trasporti viaggia a ben altre velocità.

sabato 11 febbraio 2017

Nel 2016 60mila viaggiatori sui treni storici della Fondazione FS e 65mila visitatori al Museo di Pietrarsa

Nei giorni corsi è stato pubblicato sul sito della Fondazione FS un interessante dossier che fotografa la situazione nazionale del turismo ferroviario.
Cresce il trend delle attività turistiche in Italia per i treni storici e la cultura ferroviaria.
Nel 2016, dopo i risultati positivi dei due anni precedenti, sono stati 60mila i viaggiatori a bordo dei convogli d’epoca (+47% rispetto al 2015) della Fondazione FS Italiane e 230 gli eventi turistici (+39%) organizzati su vecchie linee ferroviarie d’interesse storico o paesaggistico.
 
Passeggeri
Eventi
Media pass./evento
Abruzzo
14.754
39
379
Lombardia
9.063
25
362
Toscana
8.523
34
250
Sicilia
5.530
42
132
Piemonte
5.412
21
258
Campania
4.493
25
180
Veneto
3.918
10
391
Liguria
3.393
8
424
Puglia
1.877
5
375
Lazio
1.050
10
105
Emilia Romagna
758
3
256
Friuli Venezia Giulia
512
4
128
Sardegna
408
4
102
TOTALE

59.691

230

260
L’Abruzzo è la meta più gettonata e guadagna la testa della classifica dei passeggeri grazie alla spettacolare linea Sulmona-Carpinone, la cosiddetta “Transiberiana d’Italia”, fiore all’occhiello del progetto di “Binari senza tempo”.
Seguono le regioni dove sono presenti tracciati storici di particolare interesse, resi di nuovo agibili dalla Fondazione FS per il turismo ferroviario: la Ferrovia del Lago in Lombardia, della Val d’Orcia in Toscana, dei Templi in Sicilia, della Valsesia e del Tanaro in Piemonte, la Ferrovia dell’Irpinia in Campania.
Proprio le linee inserite nel progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS danno il maggiore contributo al raggiungimento dei risultati per le singole Regioni dove sono presenti i tracciati.
La Sicilia risulta la prima regione per numero di eventi organizzati grazie ad un esteso programma congiunto tra Fondazione FS, Regione e Trenitalia che ha coinvolto diversi itinerari ferroviari nel periodo estateinverno. Tramite il contratto di servizio è stato infatti esteso anche ai treni storici per fini turistici la possibilità di finanziamento mediante fondi appositamente destinati dall’Assessorato Regionale Turismo Sport e Spettacolo.

“BINARI SENZA TEMPO”: nel corso del 2016 si è consolidato ulteriormente il progetto di riapertura a scopi turistici di alcune linee, oggi sospese e prive di servizi di trasporto pubblico locale, caratterizzate da un alto valore storico e paesaggistico per la bellezza dei territori attraversati dai tracciati e per gli arditi manufatti che vi insistono.
“Binari senza tempo”, dalla sua creazione nel 2014 con la riattivazione delle prime quattro linee ferroviarie, dopo il quinto tracciato inserito un anno dopo, nel 2016 si è arricchito di altre due linee: la “Ferrovia del Tanaro” e la “Ferrovie dell’Irpinia”.
Nel 2016, sulle sette linee di “Binari senza tempo” sono stati quasi 34mila i viaggiatori a bordo dei treni storici (+5% rispetto al 2015) e 115 gli eventi turistici (+33%):
 
Passeggeri
Eventi
Media pass./evento
Ferrovia del Parco “Transiberiana d’Italia
Sulmona-Carpinone
14.374
38
379
Ferrovia della Val d’Orcia
Asciano-Monte Antico
6.199
23
269
Ferrovia del Lago
Palazzolo sull’Oglio Paratico/Sarnico
4.335
9
481
Ferrovia della Valsesia
Vignale-Varallo
3.331
13
257
Ferrovia dei Templi
Agrigento-Porto Empedocle Succursale
2.483
22
113
Ferrovia dell’Irpinia
Avellino-Rocchetta Sant’Antonio
1.877
4
469
Ferrovia del Tanaro
Ceva-Ormea
1.163
6
193
TOTALE
33.762
115
294
La “Transiberiana d’Italia” guadagna la prima posizione assoluta grazie al 54% di aumento del numero di passeggeri rispetto al 2015, confermando il crescente successo della linea in chiave turistica. Il risultato è stato ottenuto anche grazie alla collaborazione con “Le Rotaie”, Associazione di volontari convenzionata con la Fondazione FS.
Positivo anche il primo anno completo di esercizio turistico per la “Ferrovia della Valsesia” e per i primi eventi sulla “Ferrovia del Tanaro”. Sulla “Ferrovia dell’Irpinia”, invece, il dato è riferito ai soli eventi in occasione dell’inaugurazione estiva dopo la sua parziale e temporanea riapertura.
E’ anche allo studio l’inserimento di una ottava linea, la Gemona del Friuli-Sacile, la quale rappresenterà di fatto la prima in Italia ad essere riaperta sia per scopi turistici che per il trasporto pubblico locale.
Oltre al normale traffico commerciale, la Fondazione FS è stata impegnata nella produzione di diversi treni per importanti eventi.
Sono state sei le coppie di treni straordinari con trazione diesel per la manifestazione internazionale “The floating piers”, sulla Palazzolo sull’Oglio-Paratico/Sarnico, in occasione dell’installazione di land art di Christo.
Due le coppie di treni straordinari da Milano a La Spezia per la manifestazione “Porte Aperte a La Spezia Migliarina”.
Sette le coppie di treni per gli eventi per i 130 anni della ferrovia in Valsesia.
Effettuato anche un treno istituzionale con trazione a vapore per il trasporto di personalità Roma Termini-Città del Vaticano.
Dodici i treni storici della Fondazione FS che sono stati anche noleggiati per utilizzi diversi dal servizio viaggiatori. Tra questi, dieci i convogli scelti come set da produzioni televisive e cinematografiche. Film e fiction sono andati in onda sui principali canali televisivi nazionali, mentre le pellicole per il grande schermo sono destinate al grande mercato internazionale.
TRENI UTILIZZATI: i rotabili d’epoca, restaurati ed utilizzati dalla Fondazione FS per i viaggi in treno storico, sono suddivisi tra locomotive a vapore dei Gruppi 625, 640, 685, 728, 740, 741, 880, automotrici ALn668, ALn772, ALn663, locomotive diesel D345 e D445, locomotive elettriche E428, E626, E636, E646, E656.
Le carrozze d’epoca utilizzate sono principalmente le tipo 1928 “Centoporte”, tipo 1947 “Corbellini”, tipo 1933 “Terrazzini”, prima classe Az10062, tipo 1931, tipo 1959 serie 45000, serie UIC-X, tipo 1969 Gran Confort.

MUSEO NAZIONALE FERROVIARIO DI PIETRARSA: record di visite anche per il Museo di Pietrarsa, restaurato e gestito dalla Fondazione FS Italiane, che chiude il 2016 con un forte incremento di visitatori. 65mila persone, il 63% in più rispetto al 2015.
Grazie alla bellezza degli spazi interni ed esterni, con le imponenti architetture ottocentesche ora perfettamente restaurate, il nuovo giardino e le terrazze sul mare con la vista del Golfo di Napoli, il Museo continua ad attrarre sempre più l’attenzione di grandi aziende e istituzioni, scelto come location per meeting e congressi che, nel 2016, hanno richiamato oltre 6800 partecipanti.

martedì 7 febbraio 2017

Trenitalia caos tariffe sovraregionali

Dopo il repentino passo indietro di Trenitalia sugli aumenti tariffari dell’Alta Velocità, rincari dimezzati di circa della metà (10% rispetto al 17,5%) di quanto previsto, scoppia ora il caso delle tariffe sovraregionali (dei treni ex interregionali).
Da dieci anni un algoritmo errato ha calcolato le tariffe, che ha determinato ingiusti aumenti dal 15 al 33% in più.
Penalizzati soprattutto i pendolari che dal 2007 hanno pagato a Trenitalia gli abbonamenti sovraregionali, cioè i percorsi che coinvolgono più regioni.
Un esempio: l'abbonamento mensile di seconda classe per la tratta Ancona-Pescara costa 145,50 €, ma secondo il calcolo dell'algoritmo corretto dovrebbe costare 109,50 euro, quindi gli utenti pagano 36 € in più a mese. Idem sulla Genova-Milano dove il maggior esborso è stato quantificato in 38 €/mese.
Il perché di questi aumenti ha radici lontane: dal momento che ogni Regione ha una tariffa per km diversa, al viaggiatore spesso costava meno una tratta interregionale più lunga rispetto a una più breve nella stessa Regione. Per ovviare a questa situazione, nel 2007, la Conferenza delle Regioni ha introdotto il calcolo della tariffa sovraregionale mediante l’algoritmo, il quale doveva prevedere aumenti progressivi per i tre anni successivi (2008, 2009 e 2010), cercando un riallineamento con le tariffe regionali.
L’errore denunciato dai Comitati dei Pendolari e da Assoutenti è stato ammesso da Trenitalia, la quale ha riconosciuto l’esistenza di questa distorsione tariffaria.
Trenitalia però messo le mani avanti, chiamando in causa le Regioni: le tariffe sovraregionali sono infatti calcolate con un algoritmo sbagliato, che secondo il Direttore nazionale della Divisione Regionale di Trenitalia, Orazio Iacono, è stato deciso dalle Regioni e non è stato mai aggiornato successivamente. “La determinazione delle tariffe nel trasporto regionale è competenza esclusiva delle Regioni. L'algoritmo è quello definito e approvato in sede di Commissione Trasporti della Conferenza delle Regioni nel luglio del 2007”, fa sapere Trenitalia in una nota, precisando che esso “riguarda il modo per calcolare il costo dei biglietti e dei circa 7mila abbonamenti per le corse su treni regionali che hanno inizio e termine in regioni diverse. In quell'occasione, fu deciso di calcolarle sommando il costo delle tratte regionali secondo i prezzi in vigore in ciascuna regione e applicando alla somma un correttivo matematico che tenesse conto di una serie di fattori”.
Nella sostanza secondo Trenitalia l’algoritmo non è mai stato aggiornato e mentre le tariffe regionali sono cresciute troppo poco quelle sovraregionali, regolate dall’algoritmo, sono salite di più.
Quanti sono coloro che hanno subito l’algoritmo? “Poco meno di 70mila" per Trenitalia. E quanti sono gli abbonati che hanno subito un danno? 7mila, per un corrispettivo di circa 15 milioni di €.
Nessuno in questi 10 anni si è fatto carico del problema, sollevato dai Comitati dei Pendolari e da Assoutenti nella seconda metà del 2015; solo ora con l’intervenuto accordo tra Assoutenti e Trenitalia la questione verrà portata all’attenzione della competente Commissione Trasporti della Conferenza Stato-Regioni, la quale si riunirà entro febbraio.
Trenitalia sottolinea che "ci siamo fatti carico dell'accordo con Assoutenti nel disinteresse generale e siamo disponibili a venire incontro ai viaggiatori colpiti, ma ora molte Regioni dovranno aumentare le tariffe delle tratte interne”. Secondo Iacono infatti “le tariffe regionali sono basse, tra le più basse d’Europa. Se in molte regioni non saranno alzate Trenitalia non potrà portare treni nuovi, garantire più comfort, migliorare il servizio. Ma le tariffe, ribadiamo, le fanno le Regioni”.
Questa la ricostruzione di Trenitalia, mentre le Regioni per ora non hanno ancora preso posizione.
Fermo restando che la competenza nel stabilire le tariffe resta in capo alle Regioni c’è da chiedersi chi ha calcolato materialmente l’algoritmo: gli uffici regionali o quelli di Trenitalia?
A chi spettava la vigilanza su questo meccanismo tariffario?
E’ possibile che in 10 anni nessuno si sia accordo di questa stortura e di questi aumenti tariffari spropositati?
Già a febbraio 2010 si è assistito a degli aumenti delle tariffe sovraregionali spropositati dal 5 al 40%, nell’agosto 2014 un’ulteriore salasso con un rincaro dei biglietti tra il 7 e il 10 %, sempre tra il silenzio generale delle Istituzioni e di Trenitalia.
L’unico punto fermo è che ancora una volta sono state le Associazioni dei Pendolari a sollevare la problematica, sostituendosi a chi doveva vigilare o intervenire a correggere il sistema dell’algoritmo.
Ora si porrà il problema dei rimborsi, materia particolarmente delicata, dove il nostro Paese non brilla certo proprio per equità.
Si spera solo che la Conferenza delle Regioni trovi una soluzione rapida al problema, riallineando le tariffe 8al ribasso ovviamente!) e si eviti il solito scaricabarile delle responsabilità.