Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

giovedì 2 agosto 2018

Il sogno dei testardi è realtà!

Stazione di Gemona: 29 luglio 2018
L’inaugurazione della ferrovia turistica Pedemontana del Friuli è stata una vera e proprio festa, con interi Paesi che hanno atteso l’arrivo del treno a vapore.
Inaugurata nel 1930, chiusa nel luglio 2012, la ferrovia sembrava destinata a morte certa, invece domenica ha avuto inizio la seconda vita della Pedemontana, grazie ad una mobilitazione del Territorio durata 6 anni e 23 giorni e alla Fondazione FS che l'ha inserita nel progetto nazionale di recupero a fini storico turistici "Binari senza tempo": unica in Italia, però, a essere sia linea turistica che passeggeri.
Un lavoro continuo – come solo i friulani, cocciuti e determinati sanno fare – che ha permesso di non molare mai la presa sulle Istituzioni locali e regionali e di non spegnere la fiammella della speranza.
Il viaggio inaugurale è stato un’incredibile bagno di folla che aspettava festante il ritorno del suo treno, ripagando così tanti anni di sacrifici.
Una gioia immensa difficile da descrivere.
Non è stato però semplice, anche se ora tutti inneggiano in pompa magna al progetto turistico della Pedemontana, tanti sono stati i detrattori e tanti sono stati i momenti di difficoltà, dove si era pronti a buttare la spugna.
Andare fino in fondo” questo è stato il dogma per quei “sognatori” che fin dal novembre 2012 hanno creduto in questo progetto, nato in una cantina a Gemona con la realizzazione di quello striscione, diventato l’emblema poi della battaglia grazie alla staffetta “Treni-taglia ridacci il nostro treno” che ha percorso tutti i Comuni della linea.
Non era infatti possibile che un piccolo smottamento e il deragliamento del Minuetto senza conseguenze a Meduno cancellasse la storia di questa gloriosa ferrovia che ha servito non solo semplici pendolari che utilizzavano il treno per lavoro o studio, ma che per quasi 80 anni ha trasportato militari, prima per motivi di guerra e poi per le innumerevoli caserme e per la base Usaf di Aviano.
Una storia non banale quella della Pedemontana, divenuta strategica nel 1976 per il trasporto degli aiuti alle popolazioni terremotate, ma soprattutto per il ruolo sociale che ebbe nel dopoguerra: una ferrovia d’emigrazione che ha permesso ai nostri nonni di partire e cercare una vita migliore all’estero.
Come accade in certe storie d'amore, quando la littorina è scomparsa dall'orizzonte la mancanza è diventata struggente. E allora, grazie ad un gruppo di “folli sognatori”, è nato il Comitato dei cittadini dei tanti paesi sulla linea, ognuno una fermata e almeno un attivista, e sono partite le tante iniziative che hanno mobilitato il Territorio.
Come non dimenticare, Claudio e Giuliano, due ragazzi di Roma - bizzarro ma vero – che nel giugno 2015 si sono fatti tutta la tratta a piedi, ci hanno messo 5 giorni, come pure gli studenti di Sacile e Maniago che hanno realizzato i ferrocicli, i primi mezzi a tornare a sferragliare i binari.
Nel marzo 2016, quando le speranze erano quasi morte, l’arrivo del "cavaliere bianco": qualcuno ha avuto il coraggio di bussare alla porta della Fondazione FS, volando fino ad Agrigento e studiando il modello vincente del progetto nazionale dei “Binari senza tempo”. E’ stata la svolta, l’incontro con l’ing. Luigi Cantamessa, che non solo ha aperto le porte della Fondazione FS alla Pedemontana, ma che grazie al Gruppo FS, ha stanziato 17 milioni di euro per rimetterla in funzione, mentre localmente si consumavano battagliette fra chi rivoleva il treno e chi invece "soldi buttati, mettete a posto le strade, tanto quel treno non lo usava più nessuno", e c'era pure chi a suo modo ecologista voleva trasformare i binari in pista ciclabile (ma c'è già, e corre parallela).
Palazzo Boton: Sindaci ed Autorità 
L'hanno spuntata gli amici del treno, ma soprattutto chi ama questa splendida Terra, attraversata da sud a nord da questa straordinaria ferrovia, inserita dalla legge n.128/2017 tra le 18 linee turistiche più belle d’Italia, che costeggia boschi e montagne per chi guarda dai finestrini di sinistra, campi di mais e vigne per chi guarda a destra e attraversa su antichi ponti gli immensi letti dei fiumi, Cellina, Meduna e Tagliamento, dove l'acqua è ancora un rigagnolo che scava un paesaggio lunare, distese di ciottoli così belle quanto surreali.
Domenica l'apoteosi, con lo spettacolare arrivo al binario 1 a Gemona, dopo una straordinaria manovra ferroviaria d’altri tempi e l’abbraccio caloroso della mia città, che mi ha fatto sentire orgoglioso della mia Terra e mi ha fatto capire, senza se e senza ma, che abbiamo vinto, ottenendo un risultato storico.
Mi hanno sopranominato “la locomotiva della Pedemontana”: da parte mia è stato un piacere, aver "trainato" un treno straordinario, composto da numerosi vagoni, sui quali sono salite tante persone, ognuna delle quali ha svolto un ruolo determinante per la riapertura della nostra amata ferrovia.
A nome di tutti loro e delle nostre Comunità è stato  un grande onore aver conferito all'ing. Luigi Cantamessa, il sigillo della città di Gemona, in segno di riconoscenza.
E’ difficile nominarli tutti, ma è impossibile dimenticare, Emanuele Zanon e Paolo Urbani, i due Sindaci di Cavasso Nuovo e Gemona del Friuli che per primi hanno abbracciato la causa della Pedemontana, gli amici del Comitato Pendolari Alto Friuli, con l'amico Giorgio in primis e quei quattro pazzi sognatori, Giusy, Francesco, Massimiliano ed Enrico, che hanno realizzato lo striscione che ha dato il via a tutto questo.
Senza dubbio l’incontro con Luigi Cantamessa ad Agrigento lungo i binari della Valle dei Templi ha rappresentato il punto di svolta di tutto, merito pure di Giulia, giovane giornalista locale, che credendo nella bontà di questo progetto mi ha fatto volare sino in Sicilia.
E poi la grande famiglia dei ferrovieri, dai responsabili ai tecnici di RFI e della Direzione Trenitalia del FVG, che con professionalità e impegno hanno realizzato il nostro sogno. 
Come dimenticare poi le tante associazioni del Territorio che si sono mobilitate in questi anni: Luana e i ciclisti di Fiab, Mauro della Ciampore, che a Budoia ha riportato l’attenzione sulla ferrovia, Gabriele di Italia Nostra, grazie alla quale si è organizzata la X° Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate, Matteo e Gabriele degli Amici della Ferrovia di Aviano-Piancavallo e infine Alessandro che con gli amici del Museo Ferroviario di Trieste non hanno fatto mai mancare il loro appoggio.
Tante sono state le persone, appassionati, semplici cittadini della Pedemontana, imprenditori ed amministratori, che ho incontrato in questi 6 anni, tante le pacche sulle spalle che ho ricevuto e gli incitamenti a non mollare mai, a tutte loro va il mio più sincero Grazie!
Con l’amico Romano scriveremo un libro di questa storia che merita farla conoscere, con i suoi tanti aneddoti, tutti da raccontare.
Il percorso in salita è adesso riuscire a riempire di turisti quel trenino, in una regione che sul turismo sta investendo tanto.
Un turismo slow, che ama le comodità e i borghi storici e mangiare e bere bene e caricare in treno anche la bici, alla scoperta di quella Terra di confine che già fu.
Signore e Signori, in carrozza! Si parte, anzi si riparte!
Lunga vita alla Pedemontana del Friuli!

Andrea Palese

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