Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

venerdì 3 settembre 2010

“Sto pranzando non ho tempo …”

E’ questa la frase che un nostro rappresentante si è sentito dire alcune settimane fa dal Direttore Regionale di Trenitalia, prima che gli attaccasse il telefono. Non vogliamo abusare di questo spazio per enfatizzare un’espressione, che si commenta da sé, pronunciata nel contesto di una semplice e cortese telefonata di servizio, volta unicamente a sensibilizzare il Dirigente in ordine ad una problematica segnalata da un Utente, nostro associato. Vogliamo invece porre all’attenzione pubblica il modo in cui viene gestito un servizio, quale quello ferroviario, di importanza strategica per la nostra Regione, atteso il decadimento della qualità registrata negli ultimi mesi, con soppressioni e ritardi all’ordine del giorno.
E’ noto che il Comitato Pendolari Gemona-Udine, ora Comitato Pendolari Alto Friuli, è da tempo impegnato in una seria attività di sensibilizzazione in ordine al problema del trasporto pubblico ferroviario regionale. Proposte e critiche costruttive, non solo lamentele: la riapertura della biglietteria della stazione di Gemona ne è la prova; risultato ottenuto dopo una vera e propria mobilitazione popolare, come dimostrato dalle oltre 2.100 firme raccolte e consegnate all’Assessore Regionale Riccardi. Soluzioni che vanno ricercate grazie ad un metodo di lavoro condiviso tra Regione, Trenitalia e Utenza, vero e proprio “termometro” del servizio e non “calate dall’alto”, verificato che il problema è divenuto ormai una vera e propria emergenza territoriale che in Friuli riguarda oltre 20.000 pendolari.
Negli ultimi mesi il servizio ha raggiunto picchi di inefficienza mai visti prima, non tanto per colpa del personale FS, ma soprattutto per la disorganizzazione del suo management, sempre più distante dalla gente, incapace di recepire i minimi suggerimenti degli Utenti. A Natale, 10 cm di neve e qualche grado sotto zero sono stati sufficienti per bloccare due treni su tre, quest’estate in 21 giorni si sono contate 98 corse soppresse, 4 e mezza ogni giorno, senza risparmiare alcuna area della regione. Dal 1 gennaio ad oggi, il Comitato ha inviato alla Regione oltre 30 segnalazioni di disservizi lungo la solo linea Udine-Tarvisio, senza mai ottenere risposta e questo la dice lunga sulla bontà e sull’efficienza del servizio e-mail dedicato agli Utenti (info@regione.fvg.it) istituito solo un anno fa dalla Regione! Dati preoccupanti che denotano uno stato agonizzante del servizio, incapace ormai di attrarre nuovi utenti e sempre più destinato a perdere quote di mercato, dal momento che i reiterati disservizi disincentivano all’utilizzo del treno, altrimenti preferito al mezzo automobilistico privato.
Non dimentichiamo poi il problema non risolto della pulizia: la questione non è tuttavia una novità, lo stesso AD di Trenitalia, Vincenzo Soprano, intervenendo alla trasmissione radiofonica “Radio anch’io”, ha dichiarato che “mi vergogno ogni volta che salgo su un treno”. Lo stato di degrado della stazione di Udine, denunciato dal Comitato mediante un recente esposto all’ASL di Udine, fotografa perfettamente la situazione. Solo pochi giorni fa, abbiamo appreso dalla stampa che entro la fine dell’anno inizieranno i lavori di restyling delle pensiline della stazione di Udine: una coincidenza oppure l’effetto dell’esposto? Forse la situazione relativa alla sicurezza e quella igienica-sanitaria non risultano così a norma … alla faccia dei “casi isolati”, come asserito dalla Direzione Regionale Trenitalia. Chissà però quando e soprattutto se inizieranno questi lavori, visto che del tanto pubblicizzato restyling dei mezzi (vedi Messaggero Veneto del 08.03.2010), pari a circa 328.000 euro di investimenti, si deve ancora vedere i primi risultati concreti, nonostante le pompose dichiarazione effettuate a mezzo stampa dall’Assessore regionale competente. Senza poi contare che questo investimento dovrebbe derivare dalle penali che Trenitalia dovrebbe pagare alla Regione per inadempimento contrattuale inerente le condizioni di pulizia e igiene a bordo treno: troppo buonismo signori, così non funziona ! E’ come se il vigile multasse un automobilista perché circola con un faro rotto e poi gli lasciasse il corrispettivo della multa per comprarsi il faro nuovo …
I precedenti tuttavia non mancano e non invocano certo all’ottimismo: lo scorso anno l’Asl di Milano ha messo in mora il Sindaco Moratti, perché emettesse un'ordinanza contro Trenitalia per obbligare la società a ripulire i treni della Milano-Mortara, ripristinando così le condizioni di pulizia e sicurezza. La situazione regionale non si discosta di tanto da quella delle altre regioni, dove l’esasperazione degli utenti è purtroppo sfociata anche in spiacevoli episodi: risse tra Pendolari e ferrovieri a Milano Centrale, blocchi di treni e in stazione in Liguria e al Sud. L’ultimo episodio è quello occorso a Elisa, pendolare pavese, denunciata per interruzione di pubblico servizio, in quanto dopo l’ennesimo disservizio subito ha occupato con altre persone i binari a Stradella.
Se come riferito da alcuni “colleghi” pavesi, la denuncia di Elisa è stata una ritorsione, ebbene il copione anche da noi non si discosta di molto, dove alcuni “capitreno sceriffi” continuano a elevare multe agli utenti della tratta Gemona-Udine perché non in possesso del biglietto integrato Saf, ovvero si registrano episodi come quello capitato alla sig.ra Lauretta Bastiani, denunciato sulle pagine di questo giornale, punita e trattata come una delinquente comune per non aver obliterato il biglietto nonostante l’obliteratrice in stazione risultasse guasta. Il tutto solo per ritorsione nei confronti di coloro che osano contestare “il sistema”, ovvero per il piacere di esibire la propria autorità a bordo treno, come dimostrato da quel capitreno (pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue mansioni), che al momento della contestazione della multa si è rifiutato di ricevere a verbale le dichiarazioni a difesa dell’asserito trasgressore, così come previsto dall’Art. 73 del DPR n. 653/1980, dichiarando poi il falso a verbale indicando che l’utente si era rifiutato di sottoscriverlo; ovvero come accaduto ancora in maniera più pacchiana, quando il capotreno (sempre il medesimo soggetto) ha costretto l’Utente a scrivere di suo pugno le osservazioni a verbale... Poi alla fine però tutto rimane come prima: basti pensare alla questione del biglietto integrato Saf, vera e propria ingiustizia posta in essere ai danni degli utenti gemonesi, discriminati dall’applicazione di una maggiorazione tariffaria che non trova giustificazione normativa e che da oltre 10 anni attende una soluzione. Comprendiamo benissimo lo stato d’animo di queste persone, compagni di viaggio e di sventura, capiamo la loro esasperazione perché è anche la nostra e quella di altri 2.000.000 di pendolari italiani: ebbene in questo scenario tutti noi siamo Elisa!
Il decadimento del servizio è evidente, basti pensare al proliferare di Comitati a tutela degli utenti e alle pronunce della Magistratura in favore dei Pendolari. L’Associazione Pendolari Piacenza, ad esempio, ha sino ad oggi ottenuto 8 sentenze che hanno riconosciuto ai viaggiatori-reclamanti un risarcimento del danno esistenziale, non per un singolo episodio di ritardo, ma per il mancato rispetto degli standard di qualità e pulizia; altre 40 cause analoghe aspettano di giungere a sentenza e l’esito pare scontato. Anche in regione si registra una sentenza storica in favore dei Pendolari, quella emessa in favore di uno studente assistito dal Codacons: il Tribunale di Udine, a fronte del viaggio da incubo denunciato dal pendolare, ha condannato Trenitalia al risarcimento del danno morale, in quanto “negligente e incapace di sopperire adeguatamente – si legge nella sentenza – ad un guasto tecnico” e di garantire ugualmente il trasporto dei passeggeri in condizioni dignitose.
E Trenitalia e le Istituzioni cosa fanno di fronte a questa emergenza? Lavorano, dicono loro, ma poi i risultati sono questi. Dinanzi al dramma quotidiano dei pendolari si pensa all’Alta Velocità e alle Grandi Opere, per poi leggere sui giornali che i finanziamenti europei per la progettazione e la realizzazione della TAV nelle tratte Venezia-Trieste e Trieste-Divaccia sono a rischio, a causa dei ritardi nella presentazione dei progetti, come dichiarato recentemente dal coordinatore del Progetto Prioritario numero 6, Laurens Jan Brinkhorst.
Non c’è nulla da stupirsi, in un Paese dove l’AD di FS continua a sbeffeggiare gli utenti con irridenti esternazioni: dopo il famoso "portatevi panini e coperte da casa", ha fatto seguito l'aver definito uno "spiacevolissimo episodio" la strage di Viareggio con i suoi incolpevoli 32 morti, eccoti ora l'ennesima perla dell’Ing. Moretti: ''per i pendolari le proteste ci saranno sempre, perché l'affollamento e' tale per cui la difficoltà di avere posti e treni per tutti e' difficile. Non si può pensare a una flotta solo nelle due ore di punta.” Forse è davvero attuale quella frase proferita da un nostro associato, vecchio ferroviere che negli anni ‘70 istruiva i giovani controllori: “dove finisce il buon senso inizia la ferrovia”.
E la Regione, concessionaria del servizio dal 2008, cosa sta facendo? Tanto, sembrerebbe leggendo i titoli apparsi sulla stampa. Concretamente, pochino ... interessante è la delibera n. 862 del 6 maggio scorso, con cui la Giunta ha stanziato 100.000 euro per avviare la libera circolazione delle Forze dell’Ordine (rispettivamente: Carabinieri, Polizia di Stato e Locale, Polizia Penitenziaria, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Corpo Forestale dello Stato e della Regione, Vigili del Fuoco e Ispettorato del Lavoro), in divisa o dotati di tessera di riconoscimento, sia per le finalità di servizio che per garantire la sicurezza dei trasportati. Premesso che riteniamo corretto che si permetta alle Forze dell’Ordine di viaggiare gratuitamente su tutti i mezzi per esigenze di servizio, alcuni dubbi rimangono sull’opportunità di estendere tale agevolazione anche agli agenti non in servizio. La decisione sarebbe giustificata dall’esigenza di garantire “una maggiore sicurezza dei passeggeri e del personale in servizio sui treni regionali”. Ci domandiamo quanti reati siano stati commessi nell’ultimo anno a bordo treno e soprattutto se il personale Polfer in servizio nei nove Presidi regionali (Tarvisio, Gemona, Udine, Cervignano, Casarsa, Pordenone, Gorizia, Monfalcone, Trieste) non sia di per sé sufficiente a garantire la sicurezza dei trasportati.
Non solo, si spenderanno ulteriori 100.000 euro per una consulenza al fine “dell’individuazione di azioni di miglioramento delle attività di monitoraggio e della correlata qualità dei servizi ferroviari, in particolare negli ambiti della pulizia del materiale rotabile e dell’informazione all’utenza ...”. Una delle tante consulenze che la Regione ha disposto negli ultimi anni, nonostante la Corte dei Conti l’abbia invitata a ridurre ai minimi termini la spesa per tali incarichi, specie nell'attuale situazione di particolare difficoltà finanziaria. Ci auguriamo che i 100.000 euro vengano ben spesi e che non si tratti dell’ennesimo sondaggio telefonico, i cui risultati lasciano il tempo che trovano.
Anche in questo caso si poteva fare qualcosa di più, coinvolgendo maggiormente i pendolari ben rappresentati in regione, magari sull’esempio della Lombardia, la quale ha recentemente adottato in forma sperimentale il sistema di monitoraggio ideato da Max Lilla del Coordinamento Pendolari di Pavia (http://www.coordinamentopendolari.it/segnalazioni.php), il quale, grazie a un semplice software, permette a costo zero l’aggiornamento in tempo reale in ordine alla puntualità e ad ogni altro disservizio rilevabile a bordo treno.
L’ultima novità però è la sentenza del TAR regionale n. 394 del 9 giugno scorso che ha riammesso l’impresa spagnola CAF alla gara indetta dalla Regione per l’acquisto di otto nuovi elettrotreni da adibire al trasporto pubblico locale. Il ricorso della CAF è stato accolto dai Giudici, i quali hanno rilevato una serie di irregolarità formali. Ma il Tribunale ha contestato alla Regione anche di aver definito un bando di gara non chiaro e pertanto suscettibile di interpretazioni diverse. La questione potrebbe ora avere conseguenze rilevanti in ordine alla tempistica prevista per il rinnovo del parco mezzi (entro il 2011): la sentenza del TAR potrebbe infatti rimettere tutto in discussione. Ricordiamo che per l’acquisto di questi nuovi mezzi è stata prevista una spesa di 107 milioni di euro, che verrà sostenuta dallo Stato (3 milioni), da Trenitalia (30 milioni) e dalla Regione (74 milioni). I nuovi treni dovranno sostituire i vecchi Ale 801, 33 anni di servizio alle spalle e vera e propria disperazione per gli Utenti. I treni nuovi arriveranno, prima o poi e così finalmente tutti, politici e dirigenti FS potranno pontificare e far loro i risultati ottenuti, dimenticando in fretta tutti gli errori commessi e chissà, magari per taluni sarà anche un’occasione irripetibile per preparare al meglio la prossima campagna elettorale!
In questo scenario spiace rilevare l’imbarazzante silenzio delle Istituzioni e del mondo politico in generale dinanzi alle richieste dell’Utenza: basti pensare alle proposte formulate dai rappresentanti dei Pendolari quali la costituzione della Consulta del Trasporto Pubblico Locale che permetterebbe l’istituzionalizzazione dei Pendolari o la richiesta di un bonus-sconto in favore degli utenti a parziale ristoro dei danni economici subiti a fronte dei disservizi, strumenti già adottati da altre Regioni più virtuose. A tal fine, pretendiamo che la Regione si attivi in maniera rigorosa nei confronti del gestore per far rispettare i termini del contratto di servizio, applicando le penali in caso di inadempimento e utilizzando i proventi in favore dell’Utenza mediante lo strumento del bonus. Il contratto di servizio vigente, contratto “vero” secondo taluni, risulta a nostro giudizio un contratto di comodo, visto che non indica in maniera precisa e insindacabile dei parametri prestazionali vincolanti, come parimenti fatto da altre Regioni (es. Lombardia, Veneto e Liguria). Se i parametri prestazionali e i vincoli su qualità e modalità del servizio non verranno inseriti in futuro in maniera più precisa e dettagliata, significherà vincolare l’Utenza ad un servizio scadente, vanificando le enormi potenzialità del sistema ferroviario quale asse forte della mobilità regionale.
Da ultimo un richiamo forte alla classe dirigente, la quale deve recuperare sobrietà e soprattutto quello spirito funzionale per cui la politica deve essere intesa come l’arte del buon governo: un plauso a quell’Assessore della Lombardia che per una settimana, lontano dai fotografi e dalla stampa, ha viaggiato con i pendolari, studiando e apprendendo i loro problemi. Parimenti, si contrappongono comportamenti opposti, come nel caso di Viareggio, dove solo la ferma opposizione del Comitato dei familiari delle vittime della strage, ha impedito al Ministro ai Trasporti e all’AD di FS “di sfilare” alle cerimonie dell’anniversario della tragedia. E’ bene ricordare a questi Dirigenti FS e ai nostri politici che i treni non sono i loro, ma i nostri, che l’azienda che gestiscono non è loro, ma è la nostra, che i loro lauti stipendi, quelli sì, sono loro, ma sono pagati con le nostre tasse e che la prossima volta che verranno a chiedere il nostro voto, farebbero bene a fare un esame di coscienza, evitando l’ennesima figura di pessimo gusto.
Non ci serve che qualcuno ci ricordi quanto è dura la vita del pendolare, la conosciamo già; non ci serve che ogni giorno qualcuno ci illuda, promettendoci sulla stampa un miglioramento del servizio e poi non si degni neppure di rispondere alle nostre e-mails o non trovi un solo giorno nell’arco dell’anno per riunire i rappresentanti dei Pendolari. Si è parlato tanto di coinvolgimento dell’utenza nella valutazione del servizio, così come previsto dall’art. 15 comma 7 del vigente Contratto di Servizio e poi la Regione da oltre 9 mesi risulta latitante, anzi muta al confronto con l’Utenza! Il tempo delle ferie ora è passato, chissà se a settembre qualcuno si ricorderà di noi ...
Ebbene cari signori, noi siamo stufi di questo andazzo, siamo nauseati di viaggiare su carrozze sudice oltre ogni inimmaginabile immaginazione, dove persino i bagni sono bloccati o inutilizzabili e se al povero utente gli scappa, il capotreno è obbligato a fermare il treno nella prima stazione servita da wc, anche se alla fine come dice l’Ing. Moretti, “i pendolari si lamenteranno sempre”. Già noi ci lamentiamo sempre, mentre loro invece non hanno tempo, perché stanno pranzando!
Segreteria Comitato Pendolari Alto Friuli

martedì 31 agosto 2010

Diario di un pendolare: 7° puntata. Trenitalia scusate per il disagio, ma siete su scherzi a parte !

Cari amici del Comitato,
sono 15 anni che faccio la vita del pendolare, durante i quali ho percorso oltre 300.000 km, pari a circa 6 volte il giro della Terra, viaggiando con ogni tipo di treno. Posso affermare di conoscere pregi e difetti di questo mezzo di locomozione, direi unico sia nel bene che nel male.
In questi anni sono stato testimone delle disavventure più inimmaginabili: dalla neve a bordo treno, alla mancanza di servizi igienici, viaggi al freddo polare o piacevoli saune, fino quasi ad avere “l’onere” di dirigere un autobus del servizio sostitutivo durante una delle “emergenze” causate dai disservizi di Trenitalia … quella si, vera e propria gloria, storia degna da raccontare ai nipoti !
L’episodio di ieri può essere più modestamente catalogato di normale routine: vale la pena però raccontare l’accaduto, soprattutto per testimoniare con quale diligenza e precisione il personale FS della stazione di Udine si sia prodigato per garantire all’Utenza un servizio di qualità …
Dovevo prendere il treno regionale n. 6024 delle ore 17.35 diretto a Tarvisio e proveniente da Trieste: il treno, regolarmente annunciato era segnalato in partenza dal binario 8., peraltro già con 15 minuti di ritardo... poi l’inizio di una tragicomica “commedia all’italiana”.
In pochi minuti si sono succeduti almeno una decina di annunci di ritardo della serie: “annuncio ritardo il treno regionale n. 6024 proveniente da Trieste e diretto a Tarvisio arriverà con 15 minuti di ritardo, ci scusiamo per il disagio” ... poi altri annunci in sequenza che annunciavano rispettivamente “ritardo di minuti 0” – “ritardo di minuti 20” – “ritardo di minuti 0” – “ritardo di minuti 25” – “ritardo di 40 minuti”, poi silenzio totale … chissà forse dopo tanto chiasso anche la voce elettronica di Trenitalia aveva perso ogni speranza (!)
Fantastico soprattutto l’annuncio del ritardo di minuti 0 (zero), effettuato 25 minuti dopo l’orario ufficiale di partenza del treno: è stato senza dubbio l’annuncio più originale che abbia mai sentito, molto apprezzato dai numerosi passeggeri in attesa !
Alla fine della fiera, dopo quasi 50 minuti di attesa e un numero indefinito di annunci, un volenteroso capotreno (fermato con “metodi sbrigativi” da alcuni viaggiatori) ha avvisato a voce i viaggiatori presenti sul binario che il treno n. 6024 per Tarvisio era stato soppresso e che la corsa sarebbe stata garantita dal treno n. 5998 (partenza alle ore 18.15), il quale era peraltro già presente da almeno un ora sul contiguo binario 7.
Alle ore 18.14 come una meraviglia è apparso un minuetto .. era il regionale 6024 !
Il treno dopo aver scaricato un centinaio di viaggiatori si è fermato a Udine, lasciando il “palcoscenico” ad una vecchia e sucida Ale 801, che puntualissima è partita alle ore 18.15 alla volta di Tarvisio, portando finalmente a casa gli sfortunati pendolari presenti.
L’episodio è poca cosa se confrontato con altri: 50 minuti di ritardo in tutto e un treno soppresso … poteva sicuramente andare peggio, tuttavia da perfettamente l’idea della situazione in cui versa il servizio regionale.
Alla fine scherzando e prendendo l’ennesimo disservizio con il solito buonumore, credevo di essere su scherzi a parte e mi chiedevo dov’era nascosta la telecamera: chissà magari in uno dei tanti buchi presenti sulle pensiline della stazione di Udine ?
L’unica consolazione è che Trenitalia ha ripreso la vecchia buona abitudine di “scusarsi per il disagio” … il servizio sarà pure insufficiente però almeno la buona educazione non manca !
Domani è un altro giorno, una nuova avventura attende i Pendolari, perché come diceva un mio amico ferroviere “dove finisce il buon senso incomincia la ferrovia” !
Saluti e buon viaggio a tutti !
Andrea Palese – Gemona del Friuli

venerdì 20 agosto 2010

Diario di un Pendolare: 6° Puntata. Il servizio integrato che non c'è

Desidero segnalare quanto segue:
Il giorno lunedì 9 agosto u.s. avevo necessità di andare da Moggio Udinese e Civitanova Marche. Il sabato precedente, trovandomi a Udine, mi sono recato in biglietteria per fare il biglietto: scelgo il treno IC delle 15,44 in partenza da Mestre che, senza cambi, mi permette di raggiungere Civitanova alle 20,19. In biglietteria mi propongono due opzioni per raggiungere Mestre:
1) corriera Saf n. TS 719 che parte da Moggio alle 9,50 e arriva a Udine alle ore 10.58 e con coincidenza comoda (ore 11.02) segue treno fino a Mestre;
2) corriera Saf n. TS 721 che parte da Moggio alle 10,36 e arriva a Udine alle ore 12.15: la coincidenza in questo caso è stretta di 10 minuti circa, in quanto il treno per Mestre parte alle ore 12.26.
Mi viene riferito che il biglietto è uguale e vale per le due opzioni.
Il lunedì mi faccio accompagnare alla stazioncina delle corriere di Moggio in tempo per le 9,50: purtroppo non avevo considerato il fatto che la corriera non si fermasse a Moggio Paese e quindi attendo la successiva corriera, dopo essermi sincerato che passi per la stazione delle corriere del paese.
La corriera giunge puntuale, ma dopo essere salito vengo a sapere che si ferma a Gemona e non prosegue per Udine (!). Mi rassicurano però che a Gemona troverò una coincidenza per Udine.
Giunto a Gemona scopro che la coincidenza non c'è, se non dopo oltre una ora (ore 12.25 con arrivo a Udine alle ore 13.20). Mi reco quindi in biglietteria per avere delucidazioni: il bigliettaio mi conferma che quella corriera doveva arrivare a Udine e mi consegna un modulo di reclamo per protestare!
Risolvo il problema telefonando in famiglia a Moggio e facendomi aiutare.
Il programma ufficiale di Trenitalia, come peraltro ribadito anche nelle due biglietterie di Udine e di Gemona fornisce l’informazione che la corriera del servizio integrato Saf n. TS 721 arrivi a Udine alle 12.15, invece nel mio caso si è fermata a Gemona.
Molte cordialità
Lucci Giacomo di Bruno
Moggio Udinese

martedì 17 agosto 2010

Veneto. Maximulte di Trenitalia addio:la Regione vara una nuova normativa.Nessuna multa per chi ha dimenticato l'abbonamento

La Regione Veneto dice stop alle maxi-multe inflitte da Trenitalia a viaggiatori e abbonati trovati senza biglietto o titolo di viaggio irregolare sui convogli regionali. Per questo la Giunta - ha annunciato l'assessore alla mobilità, Renato Chisso -, ha varato una specifica legge "soft" per addolcire l'entità delle sanzioni finora applicate da Trenitalia sui convogli locali. Prima di questo ddl la Regione con il federalismo ferroviario del 1998 non aveva normato la materia rimandando all'articolato della legge nazionale sui servizi ferroviari. «Siamo stati ingannati in buona fede - ha detto Chisso -. Non potevamo immaginare che Trenitalia avrebbe applicato sanzioni di entità francamente abnorme». Il nuovo disegno di legge introduce un regime sanzionatorio specifico, prevedendo che la violazione degli obblighi relativi ai titoli di viaggio comporta «il pagamento della tariffa ordinaria in vigore per la classe di viaggio occupata dal trasgressore» e una sanzione amministrativa da «quaranta a centocinquanta volte la tariffa ordinaria regionale relativa alla prima fascia chilometrica di corsa semplice di seconda classe». Il pagamento sarà minimo se fatto all'atto della contestazione, o nei tre giorni successivi. Niente multa poi per chi ha dimenticato l'abbonamento; la sanzione sarà dovuta «solo se l'interessato non esibisce l'abbonamento ad una stazione entro i tre giorni successivi». Inoltre, chi è senza biglietto ma una volta sul treno regionale avvisa subito il controllore «è ammesso alla regolarizzazione con il pagamento del biglietto a bordo del treno, con una maggiorazione pari a quattro volte la tariffa ordinaria regionale relativa alla prima fascia chilometrica di corsa semplice di seconda classe, oltre al costo del biglietto». Nessuna maggiorazione però è dovuta se la biglietteria di stazione è chiusa, se la stazione è priva di biglietteria, o per il mancato funzionamento delle emettitrici automatiche, o la chiusura o assenza di punti vendita alternativi di titoli di viaggio. Analogo trattamento è applicato al viaggiatore in possesso di biglietto non convalidato, che sale su un treno regionale e richiede al personale di bordo la convalida. La maggiorazione, infine, non è dovuta da parte dei viaggiatori con capacità motoria ridotta, derivante da causa fisica, anche temporanea, o psichica, in possesso del relativo certificato medico.
Questa normativa agevolerà i viaggiatori corretti. Come già avviene per il trasporto regionale di Emilia Romagna e Lombardia anche nel Veneto verrà introdotta la sanzione minima di 5 €. Esempio concreto: un viaggiatore che sale oggi su un treno regionale e intende raggiungere Venezia S.L. da Padova (fascia 40 km € 2,90), essendo la stazione in questione munita di biglietteria ed emettitrici, se sprovvisto di biglietto, sia che avvisi o no il Capotreno paga subito a bordo treno ben € 52,90. Questo non è giusto perchè equipara l'onesto al disonesto. Con la nuova normativa invece, l'onesto che avviserà subito il Capotreno pagherà solo € 7,90 (5 di sanzione + 2,90 biglietto). Per il viaggiatore - portoghese le cose non dovrebbero cambiare (€ 52,90 se paga subito a bordo treno, € 102,90 col verbale, se paga entro 15 giorni e ben 202,90 € se paga oltre i 15 giorni).
Un plauso quindi all'iniziativa della Regione Veneto, la quale dimostra ancora una volta di essere allavanguardia e sensibile nei confronti dell'Utenza. Ci auguriamo che l'esempio serva anche alla nostra Regione in maniera che si possa finalmente incominicare anche in Friuli a cambiare marcia, istituendo strumenti di giustizia sociale a garanzia degli Utenti, come ad esempio "i bonus" o specifiche normatiìve volte a differenziare i comportamenti dei viaggiatori in buona fede dai quelli disonesti.

lunedì 9 agosto 2010

Un’estate da dimenticare per i treni Fvg

In 21 giorni 98 corse soppresse, 4 e mezza ogni giorno senza risparmiare aree della Regione. Un luglio da dimenticare per il trasporto ferroviario passeggeri in Friuli Venezia Giulia. Ad essere maggiormente colpita è stata la Udine-Trieste, ma non sono mancati problemi per i collegamenti in Carnia e per la Trieste- Portogruaro.Coincidenze sfortunate? No, insufficienza di materiale rotabile adeguato. Lo dimostra il fatto che nei primi giorni di agosto – con alcune linee ferme per lavori di manutenzione – la situazione si è già normalizzata perché i treni “sani” a disposizione sono di più. Ma a settembre cosa accadrà?
LUGLIO «Forse anche i treni soffrono il caldo e hanno bisogno di ferie» scherza un pendolare. Battute a parte, il mese scorso non sarà tra quelli da ricordare per i viaggiatori della regione. Da lunedì 5 luglio a domenica 25, in regione sono stati soppressi 98 treni. Molti sostituiti con trasferimenti in autobus, in diversi casi l’emergenza è stata risolta con il dirottamento su altra linea. Ma con quali disagi? «A volte è diventare matti – spiega un pendolare della Udine-Trieste – perchè quando acquisisci la certezza che il tuo treno non partirà, nello stesso momento diventi consapevole del fatto che non sai quando arriverai a casa o al lavoro. Perché le comunicazioni sono carenti per non dire inesistenti, perché la confusione regna sovrana. Se poi, come nel mese di luglio, si aggiunge il caldo e il nervosismo che ne deriva la situazione è facile da immaginare».
LA CLASSIFICA La situazione peggiore si è verificata sulla Udine –Trieste (andata e ritorno) dove le corse soppresse sono state complessivamente 33. Non si è discostata di molto la situazione sulla Casarsa Portogruaro (e ritorno): nelle due direzioni le corse cancellate (e il più delle volte autosostituite) sono state in tutto 27. Non mancano nella lista Trieste-Portogruaro, Trieste-Venezia, Udine-Venezia, Tarvisio-Udine-Cervignano, Tarvisio-Carnia, Trieste-Udine-Sacile, Udine-Carnia, Pinzano-Sacile. IL RIMEDIO Il più delle volte le corse sono state autosostituite ovvero si sono trasformate in viaggi in autobus “con tempi infiniti” evidenziano i pendolari. In altri casi, quando possibile, i pendolari sono stati trasferiti sul altri treni, ma anche in questo caso il passaggio non è stato certo indolore. LE CAUSE Secondo fonti delle ferrovie l’emergenza di luglio è presto spiegata: la causa è la mancanza di materiale, un numero insufficiente di treni per garantire tutte le corse. Molti convogli, infatti, sono guasti ed altri fermi per manutenzione. Ad agosto si sono fermate per lavori – sostituite con autocorse - due linee minori (la Casarsa-Portogruaro e la Sacile-Gemona” e questo rappresenta una boccata d’ossigeno, permette di aumentare il numero di mezzi a disposizione per le altre corse. Ma dopo le ferie cosa accadrà? «Per quanto potremo reggere questa situazione?» chiedono i pendolari. «Miglioramenti ce ne sono stati nella gestione dei ritardi, ma se il problema sono i treni insufficienti sarà difficile che non si verifichino altri disagi a pieno regime».
IL CASO A dare l’idea di un viaggio di ordinaria follia, è il racconto di un recente episodio riportato dal “Nodo di Udine”, uno dei comitati di pendolari che sorvegliano le condizioni del traffico ferroviario in regione. L'ennesimo disservizio all'utenza, ha come teatro la stazione di Buttrio, «ma essendo l'ultima stazione della linea Trieste-Udine, la stessa situazione si è presentata alle stazioni precedenti: treni annullati, avvisi contrastanti, su internet i treni erano dati in viaggio anche se con ritardo, ma in effetti erano cancellati mentre i messaggi sonori davano servizi sostitutivi di autocorse. Dove? Quando? Alla fine noi viaggiatori diretti a Udine, siamo stati "raccolti" eccezionalmente dal regionale 2855 dopo che le zanzare tigre avevano già fatto il loro. La stazione di Buttrio, come tutte le stazioni minori, oramai non è più presidiata, non esiste wc o semplice rubinetto con acqua potabile. Non c’erano treni, nè messaggi. Non c’era niente: vedevamo transitare solo treni merci (quelli sì girano perché non dipendono più da Trenitalia)». Si chiedono i pendolari: «Sono forse segni di un paese civile?» (Articolo di Martina milia, tratto dal Messaggero Veneto del 09.08.2010).

Lasciamo ai lettori ogni commento in merito.
Restiamo ancora in attesa di ricevere una, dicasi una, risposta in merto alle oltre 40 mail di segnalazione - reclamo, spedite in questi ultimi 7 mesi alla Regione e della Direzione Regionale Trenitalia.
Loro - dicono - stanno lavorando ... infatti i risultati sulla qualità del servizio sono dinanzi agli occhi di tutti ! Andiamo avanti così perché al peggio non c'è mai fine !
Buon viaggio a tutti !
Segreteria Comitato Alto Friuli

mercoledì 21 luglio 2010

Trasporto pubblico nel caos: Autostazione di Udine chiusa !

Pubblichiamo di seguito la notizia della chiusara dell’autostazione di Udine. Dopo le problematiche relative al servizio ferroviario regionale ora anche quello su gomma risulta in sofferenza con l’eclatante chiusura dell’autostazione.
Questo è il risultato di una politica assurda in tema di trasporto pubblico locale, irriverente nei confronti degli Utenti-contribuenti, destinata all'annientamento de servizio.
Ora come al solito si scatenerà il balletto delle responsabilità, anche se una cosa è chiara a tutti, la totale assenza delle Istituzioni e un decadimento della qualità del servizio mai visto prima, almeno in Friuli.
Questo è solo solo l’ultimo esempio della pessima gestione pubblica di un servizio strategico come quello dei trasporti. Tutto ciò denota la poca lungimiranza dei nostri politici locali, che parlano tanto e poi messi alla prova dei fatti nulla fanno per manifesta incapacità.
Per fortuna che l'Assessore ai Trasporti della Provincia di Udine aveva annunciato solo pochi giorni or sono la risoluzione della questione Autostazione, con l’avvenuto rinnovo del contratto con la società proprietaria e gestrice dell’Autostazione. Peccato ...
Ora non solo i treni, ma anche il servizio su gomma appare in grossa crisi: ma noi restiamo ottimisti perché alla fine una soluzione si troverà. Si sa che la nostra classe dirigente è brava ad estrarre dal cilindro delle promesse l'ennesima magia !
A Udine passeggeri disorientati e furenti perchè le corriere non possono più entrare
Chi deve andare a Codroipo? Di qua”. “Lei, signora, va a Grado? Segua il mio collega”. “Forza, quelli per Tarcento salgano su quel pullman”. Sulla strada, 15 automezzi della Saf messi in fila, diretti dai vigili urbani per garantire lo scorrimento del traffico. A fianco, sul marciapiede, decine di utenti, chi arrabbiato, chi basito, attendono di essere chiamate e di capire su quale bus salire.
Il fatto è avvenuto a Udine, proprio all’ora di punta. L’autostazione è stata chiusa questa mattina presto. Sulle banchine, un nastro di plastica impedisce agli automezzi di passare. Via Leopardi, ovviamente, è nel caos a causa del traffico in tilt.
A determinare la situazione è stata la battaglia tra la Tofina, proprietaria della struttura, e la Provincia di Udine, alla quale spetta la competenza per il trasporto pubblico locale. La questione, naturalmente, è economica. La proprietà chiede, infatti, un adeguamento del canone - da 1,68 a 3 euro più Iva a passaggio pena, spiega la Tofina, il fallimento della società -, mentre palazzo Belgrado ha deliberato la proroga del vecchio contratto per i prossimi 18 mesi. Una decisione che la Tofina sembra decisa a impugnare davanti al giudice.
Ma torniamo sulla strada. Qualcuno tra i passeggeri grida: “Vergogna!”. Altri si domandano ad alta voce: “Ma cosa sta facendo il prefetto? Perché non impone la riapertura della stazione?”. Una signora si lamenta: “Pago l’abbonamento e devo tornare a casa dal lavoro. Che razza di servizio!”. Alcuni ragazzi confabulano tra loro. Stanno cercando di capire come fare per rientrare a casa: “Quando ci arriveremo? E chi lo sa?”.
Tre turiste sono visibilmente stupefatte. “Non è solo il problema della stazione – raccontano -. Siamo venute a trovare una nostra parente che lavora in Friuli e non abbiamo mai visto una disorganizzazione del genere. Guardi, gli orari dei bus, ma anche quelli dei treni, non si trovano da nessuna parte. Quando abbiamo chiesto in paese il foglio, ci siamo sentiti rispondere ‘vada a Udine, forse lo trova lì’. La vostra è una bella regione, ma non capiamo tale caos. Ci piacerebbe girare un po’ la vostra terra, ma qui, se non si ha un’auto, è impossibile. Prima siamo stati a Padova e lì il servizio era eccellente. Ma i turisti non li volete proprio?”.
Articolo di Hubert Londero (tratto da http://www.ilfriuli.it/)

martedì 20 luglio 2010

Il dramma del regionale n. 5998 Udine-Carnia (p. 18.15)

Pubblichiamo di seguito il reclamo inviato alla Regione e alla Direzione Regionale Trenitalia Spa per denunciare la grave situazione relativa al treno regionale n. 5998 Udine-Carnia delle ore 18.15.

Buongiorno,
la presente per denunciare nuovamente un grave disservizio occorso ai Pendolari della linea Udine.-Tarvisio e in particolare ai viaggiatori del treno regionale n. 5998 Udine – Carnia delle ore 18.15.
Il treno in questione, come a Voi già noto, è già stato soppresso recentemente per ben tre volte (7, 14 e 15 luglio), ieri 19.07.2010 il treno ha fatto registrare un ritardo di ben 21 minuti per cause ignote e non comunicate all’Utenza.
Il collegamento in parola è utilizzato da Pendolari che rincasano dopo la giornata lavorativa, nonché da alcuni turisti atteso il periodo feriale: è superfluo rilevare il danno causato da tutti questi disservizi, assolutamente non giustificabili con il periodo feriale stante che il servizio pubblico in questione non è soggetto ad alcun turno di riposo.
Chiediamo pertanto di verificare la marcia del treno regionale n. 5998 per ridurre al minimo gli eventuali ritardi e i disagi per l’Utenza, oltre ad invitare il gestore ad effettuare tutte le informazioni del caso a bordo treno e in stazione per avvisare adeguatamente la clientela dell’eventuale disservizio.
Non comprendiamo sinceramente quali siano le difficoltà legate ad una corretta informazione a bordo treno e in stazione, verificato che tutti i mezzi sono dotati di impianti citofonici: Vi chiediamo solo di applicare un meccanismo di buon senso a salvaguardia dell’Utenza.
Rinnoviamo la nostra proposta di Bonus in favore dei pendolari, quale parziale ristoro dei danni subiti a fronte delle inadempienze contrattuali di Trenitalia.
Stante l’assenza di un Vostro intervento risolutivo ad un disservizio grave a Voi addebitabile, Vi anticipiamo che adiremo tutte le Autorità competenti per la tutela del diritto al trasporto efficiente ed ottimizzato e per il risarcimento del danno subito dai Pendolari costretti all’arrivo a casa con quasi un’ora di ritardo al giorno.
Distinti saluti.
Comitato Pendolari Alto Friuli

venerdì 16 luglio 2010

Ritardi & soppressioni: il Comitato chiede chiarimenti

Da inizio anno sono state oltre 30 le segnalazioni fatte dal Comitato alla Regione (intreno@regione.fvg.it) per denunciare ritardi o soppressioni di treni circolanti lungo la linea Udine-Tarvisio, praticamente più di una a settimana.

Le tante soppressioni di treni degli ultimi giorni ci hanno indotto a scrivere all'Assessore Regionale ai Trasporti Riccardi e alla Direzione Regionale Trenitalia per chiedere i necessari chiarimenti del caso e le motivazioni di siffatte cancellazioni (materiale rotabile guasto oppure mancanza di personale in quanto in ferie ?).

Non sembrerebbero dei casi isolati, atteso che anche sulle altre linee regionali si sono registrate alcune soppressioni.

Chiediamo con forza il rispetto del contratto di servizio e il dovuto rispetto nei confronti degli Utenti, continuamente danneggiati dai disservizi prodotti da un servizio pubblico a momenti imbarazzante e assolutamente insufficiente. Ora chiediamo alle Autorità competenti di passare dalle parole ai fatti: la richiesta di un bonus in favore degli Utenti a parziale ristoro dei disservizi subiti ci sembra un gesto di civiltà, parimenti già posto in essere da gran parte delle altre Regioni italiane.

La sottostante tabella riassume i maggiori ritardi e / o le soppressioni rilevati dall’inizio della nostra attività di monitoraggio (dal 04.01.2010) sino ad oggi :

DATA

TRENO N.

PARTENZA

RITARDO REGISTRATO

04/01/2010

07/01/2010

07/01/2010

19/02/2010

19/02/2010

20/02/2010

22/02/2010

09/03/2010

09/03/2010

09/03/2010

30/03/2010

06/04/2010

14/04/2010

16.04.2010

20.04.2010

21.04.2010

22.04.2010

26.04.2010

27.04.2010

13.05.2010

13.05.2010

24.05.2010

27.05.2010

29.05.2010

29.05.2010

07.06.2010

07.06.2010

10.06.2010

14.06.2010

16.06.2010

20.06.2010

21.06.2010

25.06.2010

25.06.2010

28.06.2010

28.06.2010

06.07.2010

06.07.2010

07.07.2010

14.07.2010

14.07.2010

15.07.2010

15.07.2010

6024

2843

5963

5998

2862

2843

5963

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5998

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2843

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5998

5990

5998

6003

Udine p. 17.35

Tarvisio p. 6.06

Tarvisio p. 6.36

Udine p. 18.15

Udine p. 18.47

Tarvisio p. 6.06

Tarvisio p. 6.36

Udine p. 17.35

Udine p. 18.15

Udine p. 18.47

Tarvisio p. 6.36

Tarvisio p. 6.06

Udine p. 17.35

Udine p. 17.05

Udine p. 18.15

Udine p. 17.35

Udine p. 17.35

Udine p. 17.35

Tarvisio p. 6.36

Udine p. 17.35

Udine p. 20.00

Udine p. 17.05

Udine p. 17.35

Gemona p. 15.12

Udine p. 20.00

Tarvisio p. 6.36

Udine p. 17.05

Udine p. 20.00

Udine p. 18.47

Tarvisio p. 6.36

Udine p. 9.03

Tarvisio p. 6.36

Tarvisio p. 6.36

Udine p. 18.15

Tarvisio p. 6.36

Udine p. 17.35

Udine p. 17.05

Udine p. 20.00

Udine p. 18.15

Udine p. 18.15

Udine p. 20.00

Udine p. 18.15

Carnia p. 19.16

20 minuti

38 minuti

Soppresso

15 minuti

Soppresso

Soppresso

Soppresso

1 ora 30 minuti

45 minuti

40 minuti

25 minuti

Soppresso

45 minuti

Servizi igienici non utilizzabili

7 minuti

9 minuti

12 minuti

15 minuti

10 minuti

7 minuti

40 minuti

Soppresso

35 minuti

25 minuti

15 minuti

15 minuti

10 minuti

30 minuti

6 minuti

6 minuti

8 minuti

6 minuti

7 minuti

15 minuti

6 minuti

10 minuti

Soppresso

32 minuti

Soppresso

Soppresso

21 minuti

Soppresso

Soppresso

mercoledì 30 giugno 2010

Stradella: Pendolare denunciata. Siamo tutti Elisa !

Nei giorni scorsi, a seguito delle proteste per i ritardi dei treni, una pendolare di Stradella, lavoratrice a Milano e madre di famiglia (in particolare dopo l'occupazione dei binari avvenuta a Bressana Bottarone il 22 giugno scorso), è stata denuncia per interruzione di pubblico servizio.
Il fatto ha suscitato lo sconcerto del Comitato Pendolari di Pavia, che ora, con una lettera, spiega la loro legittima protesta “I pendolari di Stradella per due giorni di seguito si sono visti sopprimere il loro treno, il 22 mattina hanno dovuto utilizzare il treno delle 7.20 con oltre 30 minuti di ritardo, nella stazione di Bressana, al momento del cambio treno, hanno richiesto la fermata straordinaria del 2674 per cercare di contenere i quotidiani ritardi sul lavoro causati da Trenitalia. E' stata loro negata. A quel punto l'esasperazione li ha colti e sono scesi sui binari. Una sola di loro è stata indicata da un capostazione che - ci hanno testimoniato - li ha presi in giro per tutto il tempo, minacciando ripercussioni. A questa signora, onesta cittadina, è stata notificata venerdì 25 giugno la denuncia di interruzione di pubblico servizio. Questo è un atto gravissimo! Voi sapete bene quanto drammatica sia la situazione sul nostro territorio: ritardi e soppressioni sono all'ordine del giorno. Sulla Milano-Mortara la scorsa settimana i pendolari ci hanno messo 4 ore per arrivare a casa a Vigevano… In tutto questo, avete anche il coraggio di denunciare i pendolari?
Vi chiediamo di intervenire a sanare al più presto questi intollerabili disservizi cui siamo sottoposti ogni giorno ed assumervi la responsabilità di quanto da noi sopportato ingiustamente. Siamo lavoratori, non delinquenti. Non siamo bestie ! Siamo stufi di sentirci dire "Ci scusiamo per il disagio". Chi ci risarcisce dallo stress subito? Chi ci risarcisce i ritardi sul lavoro? o il rischio di perdere il lavoro?
Da eccezione sta diventando la regola e i viaggiatori si sentono vessati. «Invece di dare risposte, di smetterla di farci sentire cittadini di serie B, i viaggiatori vengono segnalati alla magistratura. Confidiamo davvero nella clemenza di chi sarà chiamato a giudicare perché la nostra, soprattutto certi giorni, è davvero una non vita».
Il Comitato Pendolari di Pavia ora fa quadrato attorno alla madre di famiglia: “Elisa è stata denunciata per evidente rappresaglia, in quanto non è stato possibile individuarla, a detta della stessa Polfer come occupante di binari.”
Queste notizie ci rattristano, ma il copione purtroppo si ripete ancora, come già successo con Maurizio Carnevali – il pendolare ligure accusato lo scorso mese di marzo di aver bloccato un treno a Santa Margherita - ora tocca a Elisa di Stradella.
La denuncia penale per interruzione di pubblico servizio è a nostro giudizio un gesto sproporzionato e iniquo in quanto le vere vittime di questa dolorosa situazione siamo noi Pendolari e solo NOI.
E' fin troppo banale ribadire che la fattispecie di reato dell'interruzione di pubblico servizio si potrebbe invocare ogni qual volta Trenitalia - per colpa grave o dolo - provoca ritardi o soppressioni nei collegamenti, conseguente perdite di salario per gli utenti, costringendo l’utenza a usufruire di un servizio di bassa qualità per le ragioni che tutti conosciamo.
Il Comitato Pendolari Alto Friuli esprime la più totale solidarietà ad Elisa e a “colleghi di sventura” di Pavia e si augura che la Magistratura riconosca la totale innocenza di una Pendolare esasperata a fronte delle quotidiane vessazioni poste in essere da un Gestore, incapace ad offrire un servizio di trasporto pubblico che si possa definire tale.
Prendiamo ancora una volta atto che le Ferrovie risultano incapaci a far fronte alle criticità di un servizio assolutamente indifendibile ed imbarazzante ... e difronte alle lamentele e alle sacrosante richieste degli Utenti reagiscono con una rappresaglia nei confronti di quei Pendolari, che con gran senso civico hanno ancora la forza di far sentire la loro voce !
Ma come successo da noi, dove il Direttore Regionale di Trenitalia, raggiunto telefonicamente da un nostro rappresentante (per essere edotto su una problematica urgente), gli ha attaccato il telefono dicendo "non ho tempo sto pranzando " ... così pare sia l'andazzo generale lungo tutto lo Stivale.
Loro non hanno tempo ! Peccato che dimenticano che l'azienda che gestiscono non è la loro, ma è la NOSTRA, che i treni non sono i loro, ma i NOSTRI, che i loro lauti stipendi, quelli si sono loro, ma pagati con le NOSTRE TASSE !
Ebbene neanche noi abbiamo più tempo e pazienza: pretendiamo che vengano garantiti quei basilari diritti di mobilità e spostamento previsti dal nostro Ordinamento, oggi miseramente calpestati dalla cronica inefficienza gestionale delle Ferrovie, la quale è agevolata dal disinteresse delle Istituzioni, impassibili dinanzi a questo sfacelo.
Oggi più che mai siamo tutti Elisa !

domenica 27 giugno 2010

Un anno fa la strage di Viareggio: 18 indagati

Erano circa le 23.50 quando, il 29 giugno di un anno fa, in tutta l'area intorno alla stazione di Viareggio, in particolare via Ponchielli ormai satura di gas fuoriuscito dalla cisterna deragliata, si sentirono due o tre esplosioni e tutto diventò un immenso rogo.
Un rogo che distrusse la vita di chi era nelle case o di quanti passavano di li per caso. La conta dei morti andò avanti per mesi: tanti feriti gravi morirono negli ospedali d'Italia dove erano stati portati dopo le prime cure. Alla fine si contarono 32 vittime.
Ad un anno di distanza l’inchiesta avviata dalla Magistratura sembra ad una svolta: a causare la tragedia sarebbe stato l'asse di un carrello che si era “fratturato” e cedette all'improvviso.
A tutt’oggi risultano iscritte nel registro degli indagati 18 persone. “L’individuazione dei soggetti da sottoporre a indagine, tuttavia, non può ritenersi allo stato conclusa” come dichiarato dal Procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala.
Tra gli indagati anche l’AD di Ferrovie, Mauro Moretti, il quale ha dichiarato: «Molto serenamente potremo a quel punto iniziare a discutere visto che fino ad oggi le nostre strutture non sono mai state interessate dalla Magistratura in maniera diretta. Ho già detto altre volte che il disastro è stato molto grave. Quindi, è ragionevole pensare che la Magistratura voglia approfondire qualsiasi cosa. Le norme impiantistiche sono molto complesse, quindi è ragionevole pensare che la Magistratura voglia fare degli approfondimenti anche con avvisi di garanzia. In fondo - ha proseguito Moretti - stiamo parlando di quelle che sono le ipotesi di reato, quindi non i reati. Noi siamo tranquilli perché pensiamo di aver fatto le cose giuste nel rispetto delle norme europee, che, non bisogna dimenticarsi, esistono e quindi non si possono tralasciare. Abbiamo verificato anche dopo Viareggio una serie di cose sulle quali gli uffici hanno inviato recentemente i risultati che hanno coinvolto non tanto e solo i nostri uffici tecnici ma soprattutto docenti universitari illustri, che hanno fatto i calcoli. Per fortuna questa cosa può essere dimostrata sulla base di calcoli matematici».
«Queste notizie allargano il cuore. Sapere che la Procura sta ottenendo dei risultati e che sta individuando i possibili responsabili ci conforta. Certo, Moretti quello che ha detto oggi poteva dirlo anche un anno fa». Così replica Daniela Rombi, del Comitato «Il mondo che vorrei», che raggruppa i familiari delle vittime della strage di Viareggio, commentando l’iscrizione nel registro degli indagati di 18 persone e le parole dell’AD di Fs. Daniela ha perso una figlia, Emanuela, 21 anni, morta dopo 42 giorni di agonia. «Certe notizie - aggiunge - non possono far star bene, ma ci aiutano. Credo nella giustizia del cielo, ma ho bisogno anche di quella terrena, anche se Emanuela non me la restituirà nessuno. Però qualcosa deve cambiare, perché non succeda più». «Quello che mi fa rabbia - conclude - è che Moretti abbia aspettato un anno per dire quelle cose. Doveva farlo subito, senza nascondersi. Spero che si sappiano presto i nomi degli indagati».
In prossimità del 29 giugno, parlando delle iniziative in programma in città per l'anniversario della strage, i Comitati che riuniscono i familiari delle vittime chiedono “No a sfilate di politici e di rappresentanti delle Fs”.
In una nota, si parla di ''mancato rispetto di accordi condivisi e sottoscritti dai Comitati sorti dopo la strage di Viareggio. Accordi che non prevedevano alcun tipo di sfilata da parte di politici.
"Il fatto che, tra i vari politici, parli anche il Ministro dei Trasporti, strenuo difensore del signor Moretti, la dice lunga sulla strumentalizzazione di basso profilo di questa manifestazione in ricordo delle 32 vittime, dei feriti, dei sopravvissuti alla strage''. Secondo quanto spiega la nota, ''anche i vertici di Fs saranno a Viareggio il 29 giugno. Una presenza di pessimo gusto: se i vertici Fs vogliono fare un gesto di solidarietà, di vicinanza, di comprensione, l'unico gesto compatibile con il prossimo 29 giugno è che se ne stiano a casa''.

sabato 26 giugno 2010

Nuovi treni: il Tar annulla la gara di appalto. Tutto da rifare ?

Il Tribunale Amministrativo Regionale con sentenza n. 394 del 9 giugno scorso ha ammesso l’impresa spagnola Caf (Construcciones Y Auxiliar de Ferrocariles) alla gara indetta dalla Regione per l’acquisto di otto nuovi elettrotreni da adibire al trasporto pubblico locale (base asta 53 milioni di euro).
Il ricorso della società Caf è stato accolto dai Giudici i quali hanno rilevato una serie di irregolarità formali; la controversia verteva in particolare sulle modalità di consegna delle buste delle offerte tecniche.
Ma il Tribunale ha contestato alla Regione anche di aver definito un bando di gara non chiaro e pertanto suscettibile di interpretazioni diverse.
La gara dunque va rifatta, includendo anche la società Caf, precedentemente esclusa.
La questione potrebbe ora avere conseguenze rilevanti in ordine alla tempistica prevista per il rinnovo del parco mezzi, il quale a parere dell’Assessore Regionale ai Trasporti, Riccardo Riccardi costituirà “il vero salto di qualità del servizio”.
Riccardi si è impegnato a far dotare - entro il secondo semestre del 2011 - le linee del Friuli Venezia Giulia con otto nuovi treni con una capienza di 230 passeggeri, per circa 26 mila viaggiatori al giorno. Per l’acquisto di questi mezzi è stata prevista una spesa di 107 milioni di euro, che verrà sostenuta dallo Stato (3 milioni), da Trenitalia (30 milioni) e dalla Regione (74 milioni).
I treni in questione dovranno sostituire i vecchi Ale 801, 33 anni di servizio alle spalle e vera disperazione per gli Utenti, costretti a viaggiare su vetture sporche e spesso soggette a guasti tecnici che determinano disservizi (ritardi e soppressioni).
Ora però la sentenza del TAR potrebbe rimette tutto in discussione. Tutto da rifare ? Sarà rispettata la data prevista per il rinnovo dei mezzi ? Ai posteri l’ardua sentenza …

mercoledì 23 giugno 2010

Questione "pulizia": depositato un esposto all'ASL

Nei giorni scorsi il Comitato ha depositato presso la Direzione del Dipartimento della Prevenzione dell'ASL n. 4 - Medio Friuli, un esposto che denuncia il particolare stato di degrato della stazione ferroviaria di Udine nonchè di alcuni treni, allegando corposa documentazione fotografica a corredo.
La situazione riguarda in particolare l'episodio verificatosi al binario n. 7, ove da alcuni giorni il marciapiede - in prossimità del sottopassaggio Nord (uscita Autostazione) - risultava ricoperto da escrementi e piume di volatili ... non solo, ma incastrato tra le lamiere che controsoffittano la tettoia della pensilina c'era un povero piccione morto chissà da quanto e in fase di decomposizione.
La segnalazione, pervenutaci il 17 giugno scorso, e peraltro già pubblica a fronte della denuncia effettuata sulla stampa da un Utente lo scorso 4 giugno, è l’ennesima di una lunga serie, relativa al tema della pulizia e dell’igiene a bordo treno e in Stazione.
Per quanto concerne la Stazione di Udine rileviamo che alcuni pannelli che rivestono le tettoie delle pensiline sono in evidente stato di degrado: alcuni risultano rotti, altri cadono a seguito delle vibrazioni dei treni o col semplice maltempo e sono un rischio permanente per la testa dei pendolari che vi camminano sotto; senza pensare poi che ad ogni acquazzone il sottopassaggio e le relative scale di accesso ai binari diventano dei veri e propri acquitrini, vere e proprie insidie al passaggio degli Utenti.
Il nostro Comitato ha più volte sollecitato la Regione, concessionaria del servizio ferroviario e il gestore, Trenitalia Spa, affinchè provvedessero a risolvere la “questione pulizia”, diventata ora una vera e propria emergenza.
Purtroppo registriamo che, nonostante le promesse, ad oggi non si sono fatti passi in avanti, anzi la qualità del servizio risulta peggiorata, come dimostrano i numerosi ritardi e le soppressioni di treni registrati negli ultimi mesi.
La tanto pubblicizzata campagna di pulizia straordinaria delle rotabili non sembra ancora partita, nonostante le FS abbiano a più riprese rassicurato che il restyling dei mezzi si concluderà entro la fine dell’estate.
Verificato pertanto che le attuali condizioni igieniche sui treni regionali, specie sulle vecchie rotabili modello Ale801 risultano realmente critiche, in particolare per quanto riguarda lo stato dei sedili, dei vetri, delle porte, dei pavimenti e soprattutto dei servizi igienici, spesso bloccati o inaccessibili, atteso quest'ultimo episodio di degrado denunciato, abbiamo ritenuto un atto dovuto sollecitare un immediato intervento della Regione, in qualità di Concessionario del servizio e del competente Dipartimento di Prevenzione dell’Asl, affinché si verifichino se le attuali condizioni igienico - sanitarie a bordo treno e in stazione rispecchino gli standard e i parametri previsti dalla Legge.
Segnaliamo che dopo il deposito del nostro esposto, l'area del binario n. 7 è stata oggetto di una profonda pulizia ed alcuni pannelli della pensilina sono stati opportunamente coperti ... tutto come da copione è come ovvio non ci scusiamo per il disagio !

martedì 22 giugno 2010

Diario di un Pendolare: 5° Puntata. Ancora lamentele sul degrado della Stazione di Udine

Vorrei ringraziare pubblicamente coloro che si sono adoperati con tanta solerzia per allietare i tempi di attesa nella stazione ferroviaria di Udine. Per chi non frequenta tale luogo ci tengo a far sapere che dopo, immagino, approfonditi studi di marketing sono stati posizionati sulle pensiline dei magnifici, indispensabili e suppongo anche costosi schermi luminosi che intrattengono i viaggiatori proiettando spot pubblicitari accompagnati da simpatiche e orecchiabili musichette.
Tutti sanno, infatti, che i maggiori utilizzatori di una stazione delle dimensioni di quella di Udine sono i pendolari, persone che generalmente arrivano in stazione 20 minuti prima dell’inizio dell’odissea e spensierati, guardando con attenzione e grande entusiasmo tali schermi, prendono appunti sui prodotti da comprare alla prossima spesa.
Vorrei però suggerire a chi di dovere un ulteriore accorgimento per incrementare il benefico effetto di tale investimento: gli stessi pendolari durante la visione spesso sono distratti da piccioni morti che penzolano dai rivestimenti delle pensiline trasformatisi in colombaie, da rumori che sembrano riconducibili a qualche piccolo cedimento strutturale, e quando va male da piogge fortunate che immancabilmente si stampano sui vestiti con i quali devono poi condividere un’intera giornata di lavoro magari contrassegnata anche da importanti riunioni.
Sistemare tali rivestimenti inoltre sarebbe apprezzato anche da tutti quei pendolari meno organizzati come me, che arrivano in stazione venti secondi prima dell’assalto alla diligenza, che sono irritati dal sentire all’alba fastidiose musichette ripetitive e per ripicca non comprerebbero mai neanche una confezione dei prodotti pubblicizzati e che, seppur mezzi addormentati, ci tengono alla propria incolumità e ad arrivare puliti al lavoro. Se non vi interessa farlo per noi viaggiatori che siamo solo un mucchio di persone piene di pretese (puntualità, pulizia, dimensione dei treni consoni al numero di viaggiatori e cose simili) fatelo per i piccioni che forse vi stanno più a cuore. Date degna sepoltura a coloro che ci hanno lasciati e trovate una nuova sistemazione a quei tanti rimasti, per il loro bene e la loro tranquillità, lontano dai rumori assordanti di una stazione ferroviaria. Infine sarebbe anche opportuno pulire i pavimenti pieni di liquame: forse ai piccioni non fa piacere che tutti vedano e siano costretti a calpestare il prodotto del loro metabolismo.
Sara Quaglia - Fagagna (lettera pubblicata dal Messaggero Veneto in data 04.06.2010)

venerdì 18 giugno 2010

Lettere: Diario di un Pendolare – 4° Puntata. Emergenza pulizie: quando cade in desuetudine l’uso della ramazza ...

Pubblichiamo di seguito la lettera di un Utente che denuncia la grave situazione di degrado della stazione di Udine. Lasciamo a Voi ogni commento in merito

Caro Comitato,
sono un pendolare della tratta Carnia-Udine e da circa 3 anni utilizzo il treno per andare al lavoro a Udine.
In questi tre anni ne ho viste tante: ritardi, soppressioni di treni, sporcizia nei sedili e nei maniglioni delle porte e soprattutto gente arrabbiata per un servizio che lascia molto a desiderare.
Ho visto anziani che per problemi fisici o perché non hanno dimestichezza con la tecnologia, cercano assistenza e aiuto da altri viaggiatori per poter fare il biglietto.
Credevo sinceramente di aver visto tutto, ma mai pensavo di poter vedere ciò che ho visto oggi.
Sono arrivato a Udine alle ore 8.00 al binario 7, sono sceso dal treno e mi sono diretto al sottopassaggio nord (Uscita Autostazione), all'improvviso ho trovato a terra, per una superficie di circa 6 mq un "tappeto" di escrementi e piume.
Ho dovuto purtroppo infrangere una delle regole di Trenitalia: per aggirare questo schifo, ho dovuto oltrepassare la "linea gialla" di sicurezza... e per questo me ne scuso.
Per curiosità, ho alzato lo sguardo in alto per capire la causa di tutto ciò; ebbene, incastrato tra le lamiere che controsoffittano la tettoia c'era un povero piccione morto e in fase di decomposizione.
E' STATO UNO SPETTACOLO ORRIBILE per me e per tutti quelli diretti al sottopassaggio. Pensate alla reazione dei pendolari che dopo una colazione spesso veloce si trovano davanti a queste scene ... o a quelli che, arrivati a Udine, già pregustano un buon cappuccino e una pasta calda prima di iniziare una dura giornata di lavoro ...
Alle 17.00 mi sono recato in stazione per il rientro e per sfortuna (oggi è il 17 ma giovedì) dovevo prendere il treno di ritorno al binario 7... Li ho trovato altri pendolari inorriditi alla vista di questa scena.
I pannelli che rivestono le tettoie delle pensiline della Stazione di Udine sono in evidente stato di degrado: alcuni risultano rotti, altri cadono a seguito delle vibrazioni dei treni o col maltempo e sono un rischio permanente per la testa dei pendolari che vi camminano sotto.
Inoltre nelle fessure che si creano, trovano riparo queste bestioline (piccioni e ratti ... tra i più puliti tra gli animali !) che nidificano e si riproducono indisturbati.
Il povero animale in questione era in evidente stato di decomposizione da tempo e atteso che in questi giorni ha fatto caldo, chissà quali temperature c'erano all'interno di quella tettoia e quanti altri suoi simili che vi “abitano stabilmente” all'interno e che non sono in vista ci hanno lasciato le penne...
Caro Comitato, a parte le battute, è evidente che ci sia un problema igienico-sanitario da risolvere al più presto: mi domando come mai nessun dipendente o lavoratore per Trenitalia non si sia accorto di tutto questo ?
Io generalmente sono una persona che non si lamenta mai, ma visto che in 3 anni ho versato nelle casse di Trenitalia più di 1.800 euro in abbonamenti ... una volta in stazione pretendo di camminare in tutta sicurezza senza mai oltrepassare la famigerata linea gialla !
Ciao
Nicola
Pendolare Carnia-Udine

mercoledì 16 giugno 2010

Manovra: altro che 1000 treni nuovi, per i pendolari il trasporto ferroviario è a rischio

Non solo il Governo ha respinto la proposta di legge per finanziare 1.000 treni nuovi, così come aveva proposto la Commissione Trasporti della Camera: ora cala la scure sul trasporto pubblico e sugli attuali livelli di servizio e si profilano per i prossimi anni tagli massicci che sarebbero indubbiamente un colpo mortale al trasporto pubblico.
Un fendente che taglia circa 3,5 miliardi di euro nel trasporto locale in Italia. Se la percentuale della riduzione secca dei trasferimenti alle Regioni verrà confermata e andrà ad alleggerire le risorse destinate a bus, metro e ferrovie locali, già dai prossimi mesi si vedranno i primi effetti negativi. La seconda parte del 2010 e il 2011 saranno lacrime e sangue, soprattutto per pendolari e studenti che rischiano di vedere scomparire fino ad un quarto dei servizi di trasporto oggi esistenti su strade e ferrovie.
Le "grandi opere" però non si discutono: si cancellano treni in circolazione ma si continua a finanziare il Ponte sullo Stretto, così come altre strade e autostrade. Sempre più i costi di trasporto saranno messi a carico dei singoli cittadini, pesando in misura sempre maggiore sulle già esangui finanze familiari.

Legambiente: “A rischio un treno su due per i pendolari.- Saltano i contratti di servizio in tutte le Regioni”.
Per Legambiente, la protesta delle Regioni contro i tagli per i treni pendolari contenuti nella manovra del Governo non solo è comprensibile, ma addirittura insufficiente a far comprendere l’effetto che le decurtazioni avrebbero per i cittadini italiani che ogni giorno prendono il treno per ragioni di lavoro o di studio. L’associazione ambientalista ha analizzato i numeri della manovra che riguardano i pendolari che viaggiano in treno, e questi dati sono semplicemente scioccanti: rispetto all’anno in corso, il taglio complessivo delle risorse per il servizio ferroviario è del 53%, quello a Trenitalia del 67%.
Infatti, il taglio in materia di “Servizi ferroviari di interesse regionale e locale in concessione”, previsto all’allegato 1 della manovra, è pari a 1.223 milioni di euro per l’anno 2011, di cui 1.181 a Trenitalia e 42 agli altri concessionari. Se si considera che per questa voce del bilancio dello Stato, che garantisce i treni in circolazione nelle Regioni, la cifra nel 2010 era pari a 2.287 milioni di cui 1.748 milioni a Trenitalia e 539 agli altri concessionari, si comprende come quella che si profila è una vera e propria ecatombe del servizio ferroviario pendolare nel nostro Paese.
“Ma Tremonti e Matteoli hanno idea dell’effetto che la manovra provocherà a partire dal 2011 nelle città italiane? - chiede Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di Legambiente. Il Governo deve spiegare ai due milioni e 700mila italiani che ogni giorno prendono i treni per motivi di lavoro o di studio quali soluzioni alternative hanno in mente per loro. Con meno di metà delle risorse rispetto a quest’anno come si può pensare di far funzionare il servizio?”.
Legambiente lancia un allarme rivolto a tutti i pendolari d’Italia per far sentire forte la protesta contro una decisione che determinerebbe degli effetti sociali e ambientali drammatici, perché meno treni significa più auto in circolazione, città più congestionate e inquinate, ancora più disagi per i pendolari che già troppi ne soffrono su treni spesso vecchi e affollati.
Inoltre, nella manovra questi tagli sono definiti con chiarezza per le singole voci per il 2011, ma è già previsto che continueranno per il 2012 e 2013. Per i pendolari è un’autentica beffa, perché a partire da quest’anno si dovevano cominciare a vedere i miglioramenti, tanto attesi nelle città e nelle Regioni italiane, che i nuovi Contratti di servizio con 6 anni di durata dovevano garantire. Ma con i tagli rischiano di essere cancellati tutti gli accordi già firmati. E Legambiente evidenzia come altri tagli siano spalmati su diverse voci che riguardano il servizio di Trasporto Pubblico Locale, per un totale di ulteriori 217 milioni di Euro, mentre nessuna risorsa è tolta ai finanziamenti della Legge Obiettivo. “Una scelta semplicemente assurda – aggiunge Zanchini -.
Si cancellano i treni in circolazione nelle città mentre si continua a finanziare il Ponte sullo Stretto di Messina, ma anche nuove autostrade e strade. Non sono certo questi gli investimenti che servono a portare l’Italia fuori dalla crisi, tantomeno quando si tagliano i servizi essenziali”.
Gabriele Nanni
Legambiente Nazionale
Ufficio Energia e Trasporti