Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

lunedì 10 maggio 2021

Cantieri lumaca e ancora promesse: Udine relegata al medioevo ferroviario

Nei giorni scorsi il
Gazzettino ha dedicato un bel articolo (LEGGI) alla situazione della stazione di Udine, che più volte avevamo denunciato, l’ultima lo scorso 21 settembre 2020. 
Una situazione imbarazzante, tante promesse, tanti buoni propositi, ma poi zero fatti.
RFI è sicuramente la principale responsabile, ma anche le Istituzioni, in primis il Comune di Udine, non sono esenti da colpe. 
Udine, con i suoi 7 milioni di passeggeri l’anno (preCovid) è la stazione più importante del FVG, ma anche la peggiore della regione tra le città Capoluogo per funzionalità ed accessibilità. 
Da quasi tre anni si attende infatti che il Comune di Udine realizzi il nuovo piazzale esterno, da oltre 2 anni si attende che RFI realizzi due ascensori (binario 1 e banchina binari 5/6). 
ASCENSORI E BANCHINE: i lavori appaltati da RFI sono iniziati nel marzo 2019 e riguardano l’adeguamento delle banchine dei binari 5/6 e la realizzazione degli ascensori sul binario 1 e sulla banchina dei binari 5/6. A dicembre 2019 sono terminate le opere di innalzamento a 55 cm del marciapiede a servizio della banchina del 5/6 binario (costo 400mila €), mentre a gennaio 2020 è stato avviato il cantiere per la realizzazione dei due ascensori, per un importo ulteriore di 450mila €. 
I lavori in base alle previsioni di RFI dovevano ultimarsi entro giugno 2020. Ma poi … 
A metà settembre 2020, dopo un lungo stop, era stata riaperta una delle due scale di accesso ai binari 5/6 nel sottopasso dell’autostazione; la chiusura delle scale aveva provocato non pochi problemi ai viaggiatori ignari della presenza del cantiere, vista la mancanza di una idonea segnaletica. Solo dopo varie segnalazioni a RFI e alla Regione FVG, tra cui la nostra, si è risolto il problema, frutto di una superficialità non scusabile.
Ad oggi le scalinate sono state completate, anche se i lavori non sembrano siano stati eseguiti a regola d’arte, visto che vari scalini non sono a livello e quando piove è facile che la scalinata e il sottostante tunnel si allaghino. 
RFI ha assicurato che «il cantiere non è fermo. È operativo. Stanno installando e seguirà il collaudo degli ascensori». Per RFI «i ritardi sono dovuti alla pandemia», comunque «i lavori sono in dirittura d’arrivo». Interpellato sul punto, l’assessore regionale Graziano Pizzimenti annuncia che «la prossima settimana contatterò le Ferrovie per sapere quali sono i problemi con i lavori in stazione». 
PIAZZALE ESTERNO:
l’altra opera promessa da 20 anni è la sistemazione del piazzale esterno della stazione, che spetta invece al Comune di Udine e che prevede nuovi stalli per i bus, attraversamenti più sicuri e niente più barriere architettoniche. 
È dal 2018 che il progetto è pronto: l’intervento da 295mila euro sarebbe dovuto partire nella primavera del 2019, poi posticipato all’estate 2020, ma poi, causa lockdown, tutto è slittato di un anno, per fare i lavori con le scuole chiuse. 
Il vicesindaco Loris Michelini assicura che «a metà della prossima settimana inizieremo questo intervento, in tre lotti. Il primo non interferisce con i trasporti. Ci vorrà un mesetto. Poi procederemo con gli altri due lotti. Intendiamo completare l’opera prima dell’inizio dell’anno scolastico»
Tante promesse e una fiducia tradita
: la realtà è che se si alza la voce e si denuncia sulla stampa poi incredibilmente qualcosa si muove e tutti cercano di giustificare l’ingiustificabile, promettendo e assicurando che si risolverà il problema. Un copione già visto altre volte. 
Purtroppo manca l’umiltà, perché giustificare con il Covid questa “lentezza pachidermica” è un’offesa all'intelligenza dei viaggiatori, visto che nel 2021 non si può stare quasi 2 anni per realizzare un semplice ascensore e considerato che opere pubbliche ben più complesse di un semplice piazzale sono state realizzate in pieno lockdown anche a Udine. 
Attenderemo fiduciosi il completamento delle opere, sperando che gli ascensori siano stati progettati con lungimiranza, pensando ad esempio al trasporto delle bici, specie quelle elettriche, visto che proprio Udine è diventato una stazione hub per migliaia di cicloturisti. Sarebbe alquanto sgradevole aver speso 450mila € per due ascensori non utilizzabili … 
Sulla stampa abbiamo letto vari quanto irrealistici progetti legati al Recovery Plan per la "Udine2050", suggeriamo al Sindaco Fontanini, difronte a questa lentezza, che sarebbe già un'impresa il completamento dei lavori in stazione, visto che una volta terminato il piazzale esterno e l’intervento sui binari 5/6, mancano all'appello quelli che riguardano l’innalzamento delle banchine dei binari 1, 3/4, e 7/8, oltre alla realizzazione di altri due ascensori nelle banchine dei binari 3/4 e 7/8. 
Se non riusciamo a completare un semplice ascensore nel 2021 è impensabile lanciarsi in faraoniche quanto inutili opere.

martedì 9 febbraio 2021

Situazione rimborsi abbonamenti Covid-19

Facciamo il punto sulla situazione dei RIMBORSI ABBONAMENTI 2020 causa Covid-19. 
E' noto che per tutelare i pendolari che non hanno potuto usufruire dei titoli di viaggio acquistati a causa delle misure di contenimento del Covid-19, il Decreto Rilancio ha stabilito che siano le Aziende erogatrici dei servizi a gestire direttamente le procedure di rimborso agli aventi diritto con l'emissione di voucher o il prolungamento della durata dell'abbonamento. 
Come noto in FVG, le Aziende di trasporto tpl, d'intesa con la Regione che ha dettato le linee guida, hanno optato per l'emissione di un voucher da utilizzare in un'unica soluzione entro il 31.12.2020
In realtà non tutte le richieste di rimborso sono state evase entro i termini da Trenitalia; inoltre restavano aperte alcune questione relative a particolari fattispecie (es. gli abbonamenti annuali in scadenza a gennaio e febbraio 2021). 
Numerosi utenti ci hanno segnalato che ad oggi le loro richieste di rimborso presentate entro il termine del 30.11.2020 non sono state evase; a fronte di ciò già a dicembre 2020 e poi con altre mail di gennaio avevamo richiesto a Trenitalia e Regione FVG lumi circa la situazione dei rimborsi, richiedendo in particolare una proroga dei termine per l'emissione del voucher e della validità dello stesso a tutto il 2021. 
Sul punto non abbiamo avuto risposta; dalla stampa tuttavia abbiamo appreso che nel corso della seduta del 3 febbraio del Consiglio Regionale, l'assessore Pizzimenti ha evidenziato che "al 18 novembre 2020 erano stati utilizzati 228 dei 258 voucher emessi dalle Ferrovie Udine Cividale; per quanto riguarda Trenitalia, al 17 novembre 2020, a fronte di 3.402 istanze di rimborso, erano stati emessi 1.429 voucher e ne erano stati utilizzati 490; dei 29.686 voucher emessi da Tpl FVG al 22 novembre ne erano stati utilizzati 25.122". 
La maggior parte dei voucher è stata quindi utilizzata per il servizio gomma, ma rimanevano alcuni oggettive difficoltà sia per i rimborsi Trenitalia sia per gli utenti che avevano acquistato un abbonamento dalle Aziende tpl automobilistiche con validità annuale nel periodo tra dicembre 2019 e marzo 2020 - ha spiegato Pizzimenti -. 
A fronte di ciò la Regione ha sollecitato i Gestori ad estendere la validità di tali titoli di viaggio ottenendo da parte di Trenitalia e della Fuc l'estensione dell'utilizzabilità del voucher a tutto il periodo definito dall'articolo 215, quindi entro un anno dalla loro emissione, e l'utilizzabilità del voucher fino a tutto febbraio 2021, per gli abbonati annuali che avessero acquistato l'abbonamento tra dicembre 2019 e marzo 2020 da parte della Tpl FVG
Tracciando il quadro della situazione l'assessore ha evidenziato che "ad oggi la situazione più complessa è quella relativa a Trenitalia dato che, a causa di concomitanti attività che hanno impegnato le strutture commerciali, delle 3.596 richieste di rimborso pervenute sono state evase 2.398 emissioni di voucher, dei quali circa il 40% risulta utilizzato (1.293). TPL FVG ha superato il 90% dell'utilizzo dei voucher rispetto agli emessi, mentre la situazione più positiva è quella della Società Ferrovie Udine Cividale con 258 voucher emessi e solo 17 non ancora utilizzati, pari al 93,5%".
In conclusione ci sarà da pazientare, ma i rimborsi verranno garantiti grazie al prolungamento della validità del voucher.  

lunedì 8 febbraio 2021

Domani martedì 9 febbraio sciopero dei servizi fs dalle ore 9.00 alle 16.59

Il sindacato Or.S.A. ha indetto uno sciopero nazionale del trasporto ferroviario per martedì 9 febbraio 2021 dalle ore 9 alle ore 16:59. 
Il Gruppo FS non prevede modifiche alla circolazione dei treni a lunga percorrenza, ma avverte che per i treni regionali potranno verificarsi variazioni e cancellazioni.
Maggiori dettagli saranno disponibili sul sito www.trenitalia.com o seguendo gli aggiornamenti sulla circolazione dei treni in “real-time” tramite la App di Trenitalia e vi invitiamo a prestare attenzione sia gli annunci sonori trasmessi nelle stazioni, che alle informazioni in scorrimento sui monitor.

lunedì 1 febbraio 2021

Da oggi avvio al Piano Scuole: offerta Trenitalia potenziata con 5 nuovi treni, 1 treno con orario modificato e 14 nuovi bus

Oggi 1° febbraio, con la ripresa della didattica in presenza nelle scuole secondarie di secondo grado del Friuli Venezia Giulia, prende il via il piano di potenziamento del trasporto pubblico predisposto dalle Aziende di trasporto (Trenitalia, FUC e TPL FVG) d’intesa con la Regione FVG, le istituzioni scolastiche e le Prefetture. 
Il piano è stato organizzato per aree geografiche e poli scolastici: l’obiettivo è permettere a tutti gli studenti di raggiungere il proprio istituto e rientrare a casa in piena sicurezza, sia ove sia mantenuto l’orario scolastico normale e sia ove venga attivato il doppio turno per gli orari di entrata e uscita. 
Il turno unico di ingresso e di uscita è previsto per le scuole di Pordenone e provincia, mentre il doppio turno è previsto in alcuni plessi scolastici della provincia di Udine quali Cividale del Friuli, Codroipo, San Pietro al Natisone, Gemona del Friuli, San Daniele del Friuli e Tolmezzo oltre alla città di Udine. Saranno a turno unico con l’orario storico Cervignano, Palmanova, San Giorgio di Nogaro, Latisana, Lignano Sabbiadoro e Tarvisio. Turno unico anche per Gorizia città mentre le scuole di Trieste osserveranno ingressi scaglionati con modalità specifiche. 
Il piano già predisposto prima di Natale doveva entrare in vigore il 7 gennaio con la riapertura delle scuole, poi rinviata con ordinanza regionale ad oggi. 
In particolare Trenitalia ha previsto un rinforzo dell’offerta con 5 nuovi treni, 1 treno con orario modificato e 14 nuovi servizi con bus. Nel dettaglio per singole linee: 
Carnia-Udine 
- R 33805 Carnia p. 8.51 – Udine a. 9.32: il treno è l’ex R 16613 delle ore 8.21 il cui orario è stato posticipato. Ferma in tutte le stazioni 
- R 33812 Udine p. 8.58 – Carnia a. 9.39: ferma in tutte le stazioni 
- R 33814 Udine p. 15.45 – Carnia a. 16.27: ferma in tutte le stazioni - R 33809 Carnia p. 16.47 – Udine a. 17.29: ferma in tutte le stazioni 
Gorizia-Udine 
- R33806 Gorizia p. 9.16 – Udine a. 9.47: ferma in tutte le stazioni 
Gemona-Sacile 
- Bus TS904 Pinzano p. 9.26 – Gemona a. 10.03: ferma a Forgaria, Cornino 
- Bus TS905 Gemona p. 15.07 – Pinzano a. 15.42: ferma a Cornino, Forgaria 
Venezia-Trieste 
- Bus TS132bis Muzzana p. 6.50 – Portogruaro a. 7.30: ferma a Palazzolo dello Stella, Latisana 
- Bus TS133bis Portogruaro p. 13.45 – Muzzana a. 14.21: ferma a Latisana, Palazzolo dello StellaPortogruaro-Casarsa 
- Bus TS908 Portogruaro p. 6.51 – Casarsa a. 7.31: ferma a Teglio Veneto, Cordovado, San Vito al Tagliamento, San Giovanni di Casarsa 
- Bus TS907 Casarsa p. 7.03 – Portogruaro a. 7.43: ferma a San Giovanni di Casarsa, San Vito al Tagliamento, Cordovado, Teglio Veneto 
- Bus TS910 Portogruaro p. 7.35 – Casarsa a. 8.15: ferma a Teglio Veneto, Cordovado, San Vito al Tagliamento, San Giovanni di Casarsa 
- Bus TS909 Casarsa p. 7.40 – Portogruaro a. 8.20: ferma a San Giovanni di Casarsa, San Vito al Tagliamento, Cordovado, Teglio Veneto 
- Bus TS911 Casarsa p. 12.06 – Portogruaro a. 12.46: ferma a San Giovanni di Casarsa, San Vito al Tagliamento, Cordovado, Teglio Veneto 
- Bus TS912 Portogruaro p. 12.59 – Casarsa a. 13.39: ferma a Teglio Veneto, Cordovado, San Vito al Tagliamento, San Giovanni di Casarsa 
- Bus TS913 Casarsa p. 13.05 – Portogruaro a. 13.45: ferma a San Giovanni di Casarsa, San Vito al Tagliamento, Cordovado, Teglio Veneto 
- Bus TS915 Casarsa p. 13.45 – Portogruaro a. 14.23: ferma a San Giovanni di Casarsa, San Vito al Tagliamento, Cordovado, Teglio Veneto 
- Bus TS914 Portogruaro p. 13.51 – Casarsa a. 14.31: ferma a Teglio Veneto, Cordovado, San Vito al Tagliamento, San Giovanni di Casarsa 
I nuovi servizi saranno attivi dal 1 febbraio al 12 giugno, fatta eccezione per alcuni bus della tratta Casarsa-Portogruaro. Sulla home page del sito Trenitalia seguendo il banner dedicato alla riapertura scuole si può raggiungere il link dove si trovano tutte le informazioni e i riferimenti necessari: https://www.trenitalia.com/it/informazioni/Infomobilita/notizie-infomobilita.htm
Nel sito internet di TPL FVG, divise per area geografica, sono invece pubblicate tutte le info sugli orari dei servizi bus potenziati o modificati, validi a partire dal primo febbraio, giorno di ripresa della didattica in presenza. Queste sezioni sono in costante aggiornamento in quanto, dopo l’avvio del servizio, potranno essere necessari adeguamenti degli orari a causa di modificate necessità o in conseguenza di nuove disposizioni normative inerenti l’emergenza COVID-19. 
Da parte nostra abbiamo già comunicato a Regione e Trenitalia che qualora il monitoraggio delle prime due settimane non accerti un reale utilizzo da parte degli studenti del R 33805 Carnia p. 8.51 – Udine a. 9.32, si chiede il ritorno all’orario storico (ex R 16613) partenza da Carnia alle ore 8.21 e arrivo a Udine alle 9.02, atteso che il treno con l’attuale orario di fatto viaggia vuoto, non venendo più utilizzato dalla sua utenza storica, la quale è costretta ad anticipare la partenza di 1 h o ad utilizzare altri mezzi, compresa l’auto. 
Interessante poi sarà invece verificare quale sarà l’utenza di altri treni e in particolare del nuovo R 33814 Udine p. 15.45 – Carnia a. 16.27; da tempo chiedevamo di coprire la fascia di metà pomeriggio, rivedendo e ricadenziando le partenze da Udine. Questa sperimentazione fino a giungo potrà dare senza dubbi alcuni spunti di riflessione.

mercoledì 13 gennaio 2021

Causa Covid nuovo orario per il collegamento R33805 (ex 6009) Carnia-Udine: posticipata la partenza alle ore 8.51

Da lunedì 7 gennaio 2021 l’orario del R33805 Carnia-Udine (ex R6009) è stato riprogrammato sulla base del piano scuola Covid-19 studiato dal Prefetto e concordato con la Regione FVG e il gestore Trenitalia. 
Il posticipo è stato disposto dal Prefetto per garantire l’ingresso scaglionato degli studenti dell'Alto Friuli diretti agli Istituti Superiori di Udine, nel caso appunto di ingresso a scuola alle ore 10.00. 
La riapertura delle scuole superiori come noto è stata posticipata con ordinanza regionale al 1 febbraio, nonostante ciò la nuova programmazione del R33805 è rimasta invariata visto che tecnicamente non era possibile più procedere alla modifica della traccia del treno. 
NUOVO ORARIO: in particolare la partenza del treno è stata posticipata di 29 minuti da Carnia dalle ore 8.22 alle 8.51, con nuovo arrivo a Udine alle ore 9.32 (nuovi orari delle fermate intermedie: Venzone p. 8.57 - Gemona p. 9.04 - Artegna p. 9.11 - Tarcento p. 9.15 - Tricesimo p. 9.20). 
E’ evidente che il nuovo orario è molto scomodo per i pendolari lavoratori che lo utilizzavano e che ora devono optare per il collegamento precedente di un'ora dato dal R16609; inoltre con le scuole e le Università ancora chiuse, il R33805 sta viaggiando praticamente vuoto. 
Il periodo d’emergenza richiede tuttavia responsabilità da parte di tutti e pertanto non intendiamo polemizzare su un orario, ma confrontarci su procedure di modifica delle tracce e programmi: pertanto se le scuole riapriranno il 1 febbraio e il treno verrà effettivamente utilizzato da un numero adeguato di studenti, da parte nostra non ci sarà nessuna obiezione a mantenere tale orario sino al termine dell’emergenza, parimenti se dopo una settimana di verifiche non si registrerà utenza scolastica chiederemo senza ritardo a Regione e Trenitalia di ripristinare immediatamente il vecchio orario
Cerchiamo tuttavia di vedere il bicchiere mezzo pieno: la durata del viaggio Carnia-Udine del R33805 resta sempre di 41 minuti, anche se analizzando le singole relazioni parziali risultano singolari modifiche. 
Il tempo di percorrenza della Carnia-Venzone passa da 5 a 6 min (+1), quello da Venzone a Gemona da 6 a 7 (+1), mentre cala di 1 min. la percorrenza da Tarcento a Tricesimo e di 2 min. persino la tratta Tricesimo-Udine via Cintura, che come è noto è la più lenta proprio per l’attraversamento della circonvallazione. 
Da Gemona a Udine il nuovo orario prevede così una percorrenza di 28 min. contro i 30 precedenti, da Artegna 21 minuti contro i 24 precedenti e da Tricesimo 12 contro i 14 precedenti. 
Un dato che conferma la nostra tesi, ovvero che lungo la Pontebbana è possibile procedere ad una significativa riduzione dei tempi di percorrenza: se da Artegna a Udine via Cintura è possibile risparmiare 3 minuti con il nuovo orario è evidente che la percorrenza potrebbe già passare da 41 a 38, come peraltro accertato dal nostro monitoraggio svolto alcuni mesi fa, dove il tempo di percorrenza effettivo è stato registrato in media in 38 minuti
Non si comprende invece il perché se a sud di Gemona la nuova traccia oraria del R33805 prevede delle riduzioni, persino durante l’attraversamento della Cintura di Udine, a nord, lungo la tratta Gemona-Carnia, i tempi di percorrenza sono stati addirittura gonfiati. 
Restano tuttavia i numeri a dimostrare le potenzialità di una linea performante, come confermato anche ieri dalle percorrenze del R16607 (Carnia-Udine 30 min. contro i 37 da programma) e del R16609 (Carnia-Udine 29 min. contro i 37 da programma).

martedì 12 gennaio 2021

Stazioni di Carnia e Venzone, senza servizi, ferme ancora al medioevo

Stazione di Carnia 
Pubblichiamo la mail inviata oggi all’Assessore regionale alla mobilità Graziano Pizzimenti, al Sindaco di Venzone, Amedeo Pascolo, alla Direzione di Trenitalia e a quella di RFI in merito alla carenza dei servizi offerti nelle stazioni di Carnia e Venzone. 

Buongiorno, cogliamo l'occasione dei disagi odierni causati da alcuni ritardi nell’ordine dei 40 minuti (R16607 e R16609 Tarvisio-UD-TS) per segnalare la precaria situazione in cui versano le stazioni di Venzone e Carnia. Con temperature abbondantemente sotto lo zero, oggi nella stazione di Carnia vari utenti ci hanno segnalato che i termosifoni erano chiusi, così come i servizi igienici ormai da anni. 
E’ notorio che Carnia è la stazione hub per l’interscambio bus-treno per gli utenti provenienti dalla Carnia e dalle vallate dell’Alto Friuli (Moggio, Resiutta, Resia, Chiusaforte), mentre nella bella stagione è una delle stazioni più frequentate dai cicloturisti soprattutto stranieri dell’Alpe Adria. 
Da anni denunciamo lo stato precario di gestione delle due stazioni: se a Carnia mancano i servizi igienici e non è raro vedere persone costrette ad arrangiarsi in caso di estremo bisogno, a Venzone, “borgo più bello d’Italia” gli utenti sono costretti ad attendere il treno all’addiaccio, visto che l’unico riparo dalle intemperie è dato da un tunnel (la sala d’aspetto e i wc sono chiusi da anni); oltre a ciò manca la possibilità di fare i biglietti, visto che Venzone (unitamente a Ugovizza-Valbruna) è l’unica stazione della linea dove non esiste una self service. Ricordiamo che i biglietti della tratta Udine-Tarvisio non è possibile acquistarli online. 
Tunnel Stazione di Venzone
Tutto ciò è inaccettabile e non più tollerante visto che stiamo parlando di servizi basilari a costi praticamente zero: Regione, Comune di Venzone, RFI e Trenitalia dovrebbero pertanto confrontarsi per: 1) installare una biglietteria self-service a Venzone; 
2) stipulare una convenzione per la gestione in comodato della stazione di Carnia permettendo così la riapertura dei servizi igienici, come avviene da tempo a Gemona e Tarvisio; 
3) prevedere la riapertura della sala d’aspetto e dei wc di Venzone almeno nei fine settimana della bella stagione e durante le manifestazioni come la festa della Zucca. 
Non ci pare di chiedere la luna, ma solo interventi di buon senso che nel 2021 ogni Amministrazione o società che offre un servizio pubblico dovrebbe garantire. 
E’ inutile pensare di promuovere il turismo pensando di installare lungo le scalinate qualche scivolo per le bici, quando manca l'abc e ci facciamo ridere dietro da ogni turista straniero che mette piede qui: senza wc, senza self service per fare i biglietti, senza servizi online, senza nemmeno una panchina o un portabiciclette, purtroppo Venzone pare ancora ferma al medioevo! 
Comitato Pendolari Alto Friuli

lunedì 11 gennaio 2021

Cambiano i vertici nazionali di Trenitalia e RFI. Il nostro Grazie all'ing. Orazio Iacono

A fine 2020 in maniera del tutto inaspettata sono cambiati i vertici di Trenitalia e RFI. 
Per Trenitalia il board ha scelto Michele Pompeo Meta (ex deputato PD), come presidente e Luigi Corradi come AD. 
Corradi sostituisce Orazio Iacono, un manager capace e serio che abbiamo avuto la fortuna di conoscere che si è dimostrato particolarmente vicino ai problemi dei pendolari del FVG. 
L’ing. Iacono è certamente uno di quei ferrovieri che negli ultimi anni hanno contribuito a cambiare volto al trasporto pendolari su ferro: dopo gli inizi in RFI, ricoprendo ruoli di crescente importanza dal 1995 al 2014, nel novembre 2014 Iacono è stato nominato Direttore della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia e il 15 settembre 2017 Amministratore Delegato della società. 
Lo ricordiamo con piacere, dal primo incontro di quel 30 gennaio 2015 quando da direttore della Divisione Passeggeri Regionale, incontrò per la prima volta i Comitati friulani, assumendosi un chiaro impegno per cambiare il passo e migliorare il servizio in FVG, che nel 2014 aveva registrato un anno disastroso per puntualità e affidabilità. 
Quella è stata la riunione della svolta che proprio grazie all’ing. Iacono ha permesso di mutare l’approccio nel rapporto Comitati-Trenitalia. Quell’incontro sarà ricordato per il metodo e per la schiettezza nei rapporti: per la prima volta un manager di fs ci ha messo la faccia, non facendo le solite promesse “da marinaio” o utilizzando le solite frasi di circostanza, ma stilando un vero cronoprogramma di lavoro che venne rispettato e permise alla neo Direzione Trenitalia FVG di raggiungere importanti risultati negli anni successivi, tra cui il primato nazionale nella classifica per puntualità ed affidabilità del servizio. 
Da lì partì una sorta di rivoluzione, con una nuova organizzazione di lavoro, che grazie alla creazione di una nuova Direzione dedicata solo al FVG, prima invece condivisa con Veneto e Trentino A.A., permise di riorganizzazione la struttura e l’inizio di una fattiva collaborazione nel rispetto dei ruoli tra Trenitalia e Comitati Pendolari. 
Nonostante ciò non sono mancati momenti di attrito, quasi al limite della rottura, come nel novembre 2019 quando a fronte dell’aumento dei disservizi il nostro Comitato chiese la “testa” dei vertici regionali di Trenitalia e RFI. Iacono, divenuto nel frattempo AD di Trenitalia, non perse tempo e salì in FVG per incontrare i nostri portavoce. Con la solita schiettezza vennero analizzate le criticità e da quel incontro poi ne scaturì un altro con i vertici nazionali di RFI nel febbraio 2020 dando così un immediato segnale di attenzione alla situazione del Friuli Venezia Giulia. 
Nuovo AD di Trenitalia è il genovese Luigi Corradi, 53 anni, laureato all’Università di Genova e MBA alla Bocconi. Una nomina che pare sia stata voluta fortemente dall’AD di FS Gianfranco Battisti, che ha suscitato un vespaio di polemiche perché Corradi per oltre dieci anni ha guidato Bombardier Italia - la cui capogruppo è appena convolata a nozze con la francese Alstom col rischio di pesanti sovrapposizioni di impianti nel nostro Paese (a Vado Ligure sono stati prodotti alcuni Frecciarossa) - e negli ultimi mesi ha guidato Titagah Firema, ovvero la filiale italiana, interamente controllata dalla Titagarh Wagons, uno dei principale produttori indiani di materiale ferroviario a capitale interamente privato. 
Nuovo presidente di Trenitalia è invece Michele Pompeo Meta, diploma di istituto tecnico aeronautico, dirigente del Partito Democratico; ex parlamentare, già presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. 
Sono state nominate invece due donne in RFI. Vera Fiorani, attuale direttore finanziario è stata promossa ad AD, succedendo a Maurizio Gentile, mentre presidente sarà Anna Masutti, partner dello studio legale Ls Lexjus Sinacta e docente di diritto della navigazione aerea nell’Università di Bologna.
Ad Orazio Iacono va il nostro GRAZIE per il lavoro svolto, certi che una persona del suo valore e preparazione potrà dare oggi più che mai un serio contributo al nostro Paese. 
Ai nuovi vertici di Trenitalia e Rfi vanno i nostri auguri di buon lavoro, sperando in una continuità con quanto fatto fino ad oggi.

lunedì 4 gennaio 2021

2020: tra Covid, guasti e meteo un anno da dimenticare - 2021: tariffe invariate

Non bastasse l’epidemia Covid-19 a caratterizzare un anno ferroviario maledetto, tra guasti e meteo inclemente, con pochissime luci e molte ombre. 
Nel bilancio nerissimo dell’annata appena conclusa si salvano appena due dati: il fatto le tariffe 2021 sono rimaste invariate e la conferma regionale degli sconti per gli studenti. 
TARIFFE 2021: partiamo dalle uniche cose positive, ovvero la conferma dello sconto studenti FVG e il blocco delle tariffe, che come denunciato più volte sono tra le più alte d’Italia. Nel 2020 erano le tariffe erano aumentate in media del 2,6%, mentre nel 2019 del 2,8%. Per trovare l’aumento “zero” bisogna tornare indietro al 2016, 2017 e 2018. Dal 2010 al 2021 l’incremento tariffario è del 28,10%. 

Anno

Aumento medio tariffa FVG

2010

+1,54%

2011

+1,56%

2012

+5,50%

2013

+8,50%

2014

+4,40%

2015

+1,20%

2016

0

2017

0

2018

0

2019

+2,80%

2020

+2,60%

2021

0

Totale

+ 28,10%

l contenimento delle tariffe è un intervento politico di buon senso, soprattutto tenendo conto del particolare momento di sofferenza del comparto del tpl, con un’utenza dimezzata causa Covid e una qualità del servizio non sufficiente. 
CONTRATTO DI SERVIZIO: in quest’ottica va vista l’altra partita cruciale del 2021 (da oltre 40 milioni l’anno) legata al nuovo contratto di servizio, atteso per questa primavera. 
Dal contratto si deciderà il futuro ferroviario del FVG: a dicembre è scaduta l’ennesima proroga di un accordo datato maggio 2008 che vede il FVG l’ultima regione d’Italia ad andare a contratto. 
Un grave ritardo frutto di scelte politiche sbagliate, soprattutto nella passata legislatura Serracchiani, che trovano solo parziale giustificazione nel contenzioso, ora risolto, della gara del tpl gomma, che ha visto contrapposte la Regione a Busitalia/Gruppo FS. 
Siamo certi che la stipula del nuovo contratto, come sta succedendo nelle altre regioni, porterà benefici sia all'offerta, che al parco rotabile, con significativi investimenti e l'arrivo di nuovi treni (i Pop e i Rock). 
In prospettiva settembre 2021, una volta chiuso il contratto, è d’obbligo ipotizzare un Tavolo di confronto per giungere alla rivisitazione dell’orario: una nuova visione, atteso che l’attuale orario si basa su vecchi schemi e anacronistici protocolli, spesso con buchi non più tollerabili e con una velocità commerciale troppo bassa e non concorrenziale rispetto ad altri mezzi di trasporto. 
E’ proprio sulla riduzione dei tempi di viaggio che si dovrà puntare con decisione, sperimentando soprattutto sulle tratte tecnologicamente già pronte un nuovo orario strutturato. 
IL MALEDETTO 2020: una premessa, è doverosa, ossia che dare giudizi sul 2020 è impossibile, sarebbe irriguardoso nei confronti dei tanti ferrovieri che nonostante l’emergenza Covid si sono impegnati al massimo, tuttavia restano i dati di cronaca. 
Tanti guasti infrastrutturali che evidenziano la fragilità della rete fs, soprattutto lungo la Udine-Cervignano, bersagliata nei primi tre mesi del 2020 da problemi ai passaggi a livello e lungo la Sacile-Maniago, dove il trend migliorativo non è ancora sufficiente. 
Anche la sfortuna ci ha visto bene, basti pensare alla frana che il 22 giugno ha fatto sviare un treno, senza conseguenze per fortuna, subito dopo Aurisina, paralizzando fino ad agosto il tratto fra Monfalcone e Trieste. 
Ma è stato anche l’anno dei migranti a ridosso dei binari, con treni rallentati o bloccati in più occasioni. Da aprile ad oggi si sprecano le segnalazioni.
E da ultimo c’è il meteo impazzito: allarmi PC o decisioni alquanto singolari da parte di RFI hanno spesso limitato e fatto riprogrammare l’offerta dei treni. Per la prima volta nella storia il tpl è stato sospeso per quasi tre giorni con ordinanza regionale causa allerta meteo a inizio dicembre; poi però si è assistito ad un abuso senza precedenti dell’allerta meteo. 
Da Natale ad oggi Rfi ha ridotto l’offerta commerciale su varie linee a causa dell’attivazione del Piano Neve: sono state ridotte le corse lungo la Udine Tarvisio, ma anche sulla Sacile-Maniago, sulla Portogruaro-Casarsa e sulla Udine-Trieste. Ormai comanda lo “strega comanda colar” … 
L’idea del piano neve di RFI è assurda e rasenta il criminale, visto che si sopprimono treni e li si sostituiscono con bus, spostando sulle strade il pericolo. In altri tempi quando nevicava si facevano circolare treni a vuoto, anche di notte, per evitare accumuli di neve, altroché sospendere la circolazione o ridurla al lumicino! Sembra un discorso all'antica, del "si stava meglio quando si stava peggio", se non fosse che tutt'ora, sulle reti estere dove il treno funziona bene anche con la neve, si fa ancora così. 
Infatti nelle altre Nazioni (Francia, Svizzera, Austria) il piano neve si attua pulendo stazioni e binari, ma è evidente che l’Italia non è più un Paese alpino ma africano ! 
Di questo passo la rete sarà ostaggio degli eventi atmosferici e soprattutto dei vari allarmi. 
PROMESSE NON MANTENUTE
: se la collaborazione con Trenitalia non è mai mancata, si evidenzia invece che RFI è venuta meno a tutte le promesse
Gli interventi infrastrutturali programmati sono rimasti sulla carta e i pochi cantieri avviati proseguono a rilento, come quelli per gli ascensori in stazione a Udine.
Un modello sbagliato, con dirigenti non all'altezza del ruolo. Ormai i veri ferroviari si contano sulle dita di una mano, il resto è solo una pachidermica burocrazia pagata a caro prezzo dalla collettività

venerdì 18 dicembre 2020

Monitoraggio dei treni in Cintura: impossibile altri spostamenti senza i lavori; possibili riduzioni di percorrenza lungo la Pontebbana, con modifiche all'orario.

E' stato consegnato oggi il report relativo al monitoraggio dei 5 treni passeggeri della Tarvisio-Udine deviati in linea di Cintura di Udine. Il corposo documento di 26 pagine con numeri, grafici e analisi per singola corsa è stato inviato all'Assessore regionale alla mobilità e infrastrutture, Graziano Pizzimenti, alla Direzione Centrale Infrastrutture e Territorio della Regione FVG, alla Direzione Trenitalia FVG, alla Responsabile Direzione Territoriale Produzione RFI Area FVG e alla Responsabile Circolazione RFI Area Venezia-Trieste. Il documento è stato poi inviato pure a tutti i Sindaci dei Comuni interessati dalla tratta ferroviaria (Udine, Tricesimo, Tarcento, Artegna, Gemona del Friuli, Venzone, Pontebba, Tarvisio). 
Di seguito il testo completo della mail con il quale è stato inviato il report. 

Buongiorno, 
Vi trasmettiamo in allegato il report che analizza i tempi di percorrenza dei treni passeggeri della Tarvisio-Udine deviati lungo la linea di Cintura di Udine.
Come noto il 14 settembre scorso ha preso avvio la sperimentazione su 5 treni passeggeri di 32 giornalieri che sono stati spostati dalla linea storica Bv.Vat-Udine sulla tratta di Cintura Bv.Vat-Parco-Udine; le corse hanno variato l’orario di partenza o di arrivo, aumentando il tempo di percorrenza a fronte del maggior kilometraggio dato dell’attraversamento della Cintura. 
Il trasferimento dei treni deriva dalla protesta di alcuni gruppi di residenti di Udine che chiedono la dismissione della tratta storica diretta Bv.Vat-Udine con lo spostamento di tutti i treni passeggeri lungo la Cintura esterna. 
Oggi lungo la ferrovia Pontebbana circolano 32 treni passeggeri giornalieri di cui 22 regionali Trenitalia, 2 MiCoTra FUC Udine-Villach, 4 Railjet OBB Venezia-Vienna e 2 ICNighet Venezia-Vienna) e una cinquantina di merci. 
La Pontebbana, dopo la realizzazione a fine anni ‘90 della nuova linea a doppio binario, da Bv. Vat a Tarvisio Boscoverde, ha aumentato la capacità da 70 a 220 treni/giorno. Oggi la Pontebbana pur essendo ampiamente sottoutilizzata è una delle linee più importanti del nord Italia, che fa parte del corridoio europeo Baltico-Adriatico, il quale attraversa Italia, Austria, Repubblica Ceca e Polonia. 
L’unico tratto che non è stato raddoppiato con la nuova ferrovia è quello posto in Comune di Udine: a metà anni ’90 infatti il progetto di raddoppio e interramento dei 4 km della tratta Bv.Vat-Udine è stato bloccato dal Comune di Udine sempre a fronte dell’avversione di alcuni residenti di Laipacco che temevano un intervento invasivo. Parimenti ad inizio anni novanta, in seguito ai finanziamenti giunti per i mondiali di calcio di Italia '90 la linea di Cintura venne completamente ricostruita nell'ottica del potenziamento dei traffici merci verso l'Austria, con la realizzazione del raccordo di collegamento verso la linea Udine-Gorizia-Trieste e di quello verso Parco e la stazione di Udine; rimase invece solo allo stadio progettuale il raccordo verso la Udine-Cervignano. La nuova linea fu attivata nel 1995, ma fino al 2011 di fatto non fu utilizzata. 
Ad oggi la Cintura è una linea a binario unico: la presenza di due binari sul sedime da Bv. Vat all’altezza di via Prasigel (raccordo per Trieste) non deve ingannare; la differenza infatti tra binario unico e doppio consiste nella possibilità che ogni treno percorra il suo binario nella direzione prevista, ciò che oggi è impossibile in Cintura, dove i treni devono attendere l’incrocio a Bv. Vat o a Parco. 
Da anni si parla della sistemazione del Nodo di Udine, un intervento finanziato con 50 milioni che non consiste solo nell’attrezzaggio della Cintura, con la centralizzazione del collegamento tra Udine e Parco, realizzando un sistema a tre binari in grado di garantire il raddoppio della Cintura, ma anche e soprattutto la realizzazione di un nuovo scalo merci a Cargnacco e l’attivazione della bretella di collegamento tra la linea proveniente da Cervignano e quella proveniente da Gorizia. 
Non ci interessano battaglie ideologiche, ma unicamente vogliamo risolvere la questione in maniera seria e costruttiva, seguendo le logiche ferroviarie evitando polemiche di sorta visto che la questione è stata da taluni già ampiamente strumentalizzata, con dati e numeri assolutamente fasulli, finalizzati soltanto alla ricerca del consenso elettorale
L’esercizio di una ferrovia internazionale non può ovviamente essere deciso da un gruppo di residenti o da un singolo Comune, ma deve rispettare le regole che disciplinano e governano la circolazione fs, le quali sono strettamente legate alla situazione tecnica dell’infrastruttura
Con spirito costruttivo, senza alcuna preclusione ideologica, abbiamo così svolto nei mesi scorsi un dettagliato monitoraggio su 162 corse e sui rispettivi tempi di percorrenza dei 5 treni deviati dal 14 settembre al 24 ottobre 2020 (R6009 Carnia-Udine, R6018 Udine-Tarvisio, R6024 Udine-Carnia, R6036 Udine-Tarvisio e R6040 Udine-Tarvisio). 
L’analisi ha comparato il tempo di percorrenza programmato con quello effettivo, evidenziando ritardi e tempi di percorrenza parziali tra le singole stazioni, dove si sono registrati recuperi e riduzioni dei tempi di percorrenza non occasionali ma strutturali. Come si vedrà dai dati aggregati per singolo treno preso in esame ciò che balza agli occhi subito è che: 
  • la sperimentazione ha fatto saltare il cadenzamento degli orari, per anni ritenuto un dogma nella circolazione fs e dallo stesso Piano Regionale del TPL approvato con decreto del Presidente della Regione n. 80 in data 15 aprile 2013; 
  • lungo la linea di Cintura (Bv. Vat–Parco–Udine) si è registrato un tempo medio di percorrenza di 8 min./10 sec. (contro i 4 minuti della linea diretta Bv.Vat-Udine); il tempo di percorrenza in Cintura tuttavia può arrivare a superare i 12 minuti come successo in alcuni casi quando si sono verificati conflitti di circolazione. Il treno infatti proveniente dalla Cintura deve infatti attendere a Vat o a Parco l’incrocio con altro treno rispettivamente diretto a Tarvisio o a Trieste, atteso che la Cintura come detto è una linea a binario unico; 
  • gran parte della Pontebbana (da Bv. Vat a Carnia/Tarvisio) permette significative riduzioni dei tempi di percorrenza: il monitoraggio ha evidenziato infatti che il tempo effettivo di percorrenza dei treni è quasi sempre inferiore rispetto a quello previsto dall’orario, in quanto le tracce attuali risultano “larghe”. Nel campione analizzato sono stati registrati numerosi recuperi, non occasionali, che rendono strutturale il tempo di percorrenza effettivo: lungo la relazione Tricesimo-Carnia ad esempio si può giungere in media a limare oltre 5 minuti. Il monitoraggio ha invece confermato che per tutti i treni deviati vi è una certa difficoltà a mantenere i tempi di percorrenza lungo la relazione Udine-Tricesimo o viceversa (14 minuti) a causa del passaggio lento in Cintura. Da ciò emerge che è possibile modificare l’orario per i treni deviati, tornando ai tempi di percorrenza pre-sperimentazione, sterilizzando gli aumenti di percorrenza della Cintura, grazie alle riduzioni di percorrenza lungo la relazione Tricesimo-Carnia-Tarvisio;
  • per migliorare la qualità dell’offerta ferroviaria regionale riteniamo prioritario ridurre i tempi di percorrenza, rendendo così il treno sempre più concorrenziale ed economico rispetto ad altri mezzi di trasporto. A tal fine abbiamo comparato i tempi di viaggio treno/bus/auto da stazione a stazione:
  • Fermo restando che la capienza della Cintura oggi è satura a fronte del traffico merci e dei 5 passeggeri, pensare – come dichiarato da taluni - di deviare altri treni passeggeri in Cintura, significa aumentare i tempi di percorrenza, disincentivando l’utilizzo del treno (es. lungo la tratta Gemona/Tricesimo-Udine), creando un enorme “collo di bottiglia” a Udine Parco, dove la Cintura si innesta alla diretta proveniente da Trieste, dove si verificherebbero continui conflitti di circolazione con i treni provenienti o diretti a Trieste; tutto ciò comporterebbe anomalie all’intera circolazione ferroviaria regionale visto che interessa sia della linea 15 (Tarvisio-Udine-Cervignano-Trieste) che la linea 14 (Trieste-Udine-Venezia). Disincentivare poi l’utilizzo del treno significa spostare su gomma migliaia di utenti diretti in gran parte a Udine, causando per la città un certo aumento del flusso di auto private in entrata con tutto ciò che ne consegue.

Alla luce di quanto sopra esposto e delle risultanze del report allegato, esprimiamo la nostra contrarietà allo spostamento del traffico passeggeri in Cintura con l’attuale situazione infrastrutturale, trattandosi di linea a binario unico non attrezzata tecnologicamente.
E’ chiaro che fintanto non verranno realizzati da parte di RFI tutti i lavori per il raddoppio della linea e per l’adeguamento tecnologico è impossibile ipotizzare una implementazione del traffico passeggeri
Riteniamo parimenti necessario che Regione e Comuni convochino un Tavolo per confrontarsi sulle problematiche del tpl con le Aziende di Trasporto, tenendo conto delle esigenze dell’Utenza e in un’ottica di integrazione modale treno/bus. 
In considerazione della possibilità di ridurre i tempi di percorrenza lungo la relazione Tricesimo-Carnia-Tarvisio proponiamo – come indicato nella sottostante tabella - di procedere ad una rivisitazione dell’orario attuale di alcune corse, migliorando in particolare il cadenzamento e alcune coincidenze a Udine con altri treni provenienti da Venezia/Pordenone, nonché l’inserimento di una corsa bus notturna verso le 23.00 per garantire in Alto Friuli il rientro dei passeggeri della Freccia 9756 (arrivo da Milano alle 22.37) e di Italo8920 (arrivo da Roma alle ore 22.17), nonché dare in generale la possibilità di un rientro serale in considerazione che attualmente l'ultimo treno è il R6044 delle ore 20.01
Da ultimo, nella sistemazione del Nodo di Udine, sull’esempio di quanto fatto a San Gottardo, lungo la linea Udine-Cividale, si propone di avviare una valutazione sulla fattibilità di realizzare una nuova fermata di superficie intermedia in corrispondenza dell’attuale Posto di Movimento Bivio Vat.
Tale infrastruttura, da realizzarsi sfruttando le strutture già esistenti, garantirebbe un nuovo punto di accesso alla città di Udine, soprattutto per quanto concerne la parte nord (ospedale, università, stadio).
Grazie a questo intervento la linea Pontebbana fungerebbe come una metropolitana leggera di superficie, migliorando ulteriormente l’offerta tpl regionale. 
Oggi tanti pendolari (lavoratori/studenti) provenienti dall’Alto Friuli e diretti a Udine nord sono costretti a servirsi dei bus extraurbani o dell’auto privata; con la previsione della fermata di Udine Vat, integrata da un adeguato servizio bus urbano si garantirebbe una sensibile riduzione del traffico su gomma ed un contestuale aumento dell’utilizzo del servizio fs che per tempi e costi risulterebbe concorrenziale all’auto. Il tempo di viaggio Gemona-Udine Vat ipotizzato sarebbe inferiore a 20 min. al costo di circa 53 €/mensili, da tarvisio circa 1 ora al costo 80/€

lunedì 7 dicembre 2020

Settimana nera per il trasporto fs in FVG: migranti, gelicidio, vandali e sospensione tpl causa meteo

Non ci siamo fatti mancare nulla nella scorsa settimana, che verrà ricordata negli annali non solo per alcuni episodi di disagi patiti dai pendolari ma per la sospensione del servizio tpl disposta per ordinanza dalla Regione del Friuli Venezia Giulia per ben 2 giorni e mezzo causa maltempo.
Ma andiamo con ordine, la settimana si è aperta malissimo la mattina di lunedì 30 novembrecon alcuni treni della Tarvisio-Udine in forte ritardo a causa di "estranei presenti lungo la linea ferroviaria". 
Si è trattato solo dell'ultimo episodio di questa nota problematica che sta penalizzando la circolazione fs da mesi, con ritardi e soppressioni. Il problema come detto è noto e riguarda i clandestini della rotta Balcanica: senza polemica e strumentalizzazione alcuna riteniamo semplicemente inaccettabile e non degno di un Paese civile quello che sta succedendo da mesi lungo i binari del FVG.
Ci sono regole e leggi da far rispettare, auspichiamo pertanto maggiori controlli da parte delle Forze dell'Ordine, per garantire non solo la regolarità della circolazione fs ma soprattutto l'incolumità pubblica delle persone visto che camminare lungo i binari è pericolosissimo.
Controlli inoltre che in un periodo di pandemia Covid-19 sono ancora più opportuni.
Giovedì 3 dicembre
la giornata si è aperta con il blocco totale della circolazione tra Monfalcone e Trieste causa gelicidio
Sono stati ben 39 i treni interessati, alcuni soppressi in tutto o in parte e autosostituiti, altri in pesante ritardo fino a 110 minuti. 
A provocare disagi e pesanti ritardi alla circolazione ferroviaria è stato il maltempo, peraltro ampiamente previsto, che ha interessato la linea aerea nei pressi di Aurisina.
Nonostante l'intervento di una locomotiva raschiaghiaccio alle 4 del mattino i tecnici di RFI e Trenitalia hanno deciso di riprogrammare l'offerta del mattino visto che l'entità del fenomeno ha vanificato le operazioni di pulizia dei cavi elettrici dal manicotto di ghiaccio che si riformava e agiva da isolante. A complicare ulteriormente le operazioni durante la notte sono stati due recuperi di treni merci bloccati in linea. 
Nel primo pomeriggio la situazione si è regolarizzata anche grazie l'utilizzo dei Minuetti diesel che sono stati dirottati dalla Sacile-Maniago, linea che è stata chiusa e le corse autosostituite.
Nella serata di giovedì dopo il gelo a salire all'onore delle cronache ferroviarie sono stati i vandali: il R2464 TS-Udine-Venezia ha infatti cozzato nei pressi della stazione di Gorizia alcune pietre messe sui binari da questi deficienti. La circolazione è stata sospesa per 45 minuti causando il ritardo di 7 treni regionali fino a 70 minuti e la soppressione di uno.
Per fortuna solo tanta paura a bordo ma nessun ferito e danni limitati al convoglio.
Non ci sono parole per commentare questi episodi, salvo chiedere pene esemplari per i responsabili; sembra che le ferrovie del Fvg siano diventate un gioco per tanti, tra gente che cammina e altri che mettono sassi sui binari si sono dimenticate le più elementari regole.
Nel weekend c'è stato poi il blocco dei servizi tpl causa maltempo: dalla mezzanotte di sabato 5 dicembre alle ore 12:00 di lunedì 7 dicembre sono precauzionalmente sospesi i collegamenti delle linee Udine - Tarvisio Boscoverde, Udine - Sacile, Sacile - Maniago e Casarsa - Portogruaro. I treni della linea Trieste - Udine - Venezia sono limitati a Udine e soppressi nella tratta Udine - Venezia. 
La sospensione è stata disposta dall'Ordinanza n° 44 del 4 dicembre della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia per l'emergenza meteo che sta interessando la zona.
A completamento della settimana si segnalano le solite polemiche sui passaggi a livello di Udine e sul trasferimento dei treni passeggeri della Udine-Tarvisio in linea di Cintura.
Abbiamo visto tutto o quasi in 7 giorni, ora speriamo che la nuova settimana ci garantisca un servizio regolare e più fortunato rispetto a quella passata !

lunedì 19 ottobre 2020

Lunedì nero per i pendolari del FVG: l'appello alla Regione FVG affinchè intervenga

Lunedì nero per gli utenti del FVG con disagi che hanno colpito in piena fascia pendolare in articolare le corse dirette a Trieste via Cervignano. Numerose le segnalazioni di utenti quasi rassegnati da una situazione che si ripete con una certa frequenza. Di seguito pubblichiamo la nota che abbiamo inviato ai vertici regionali del gruppo FS, nonché all'assessore regionale alla mobilità, Graziano Pizzimenti, al quale ci appelliamo affinchè intervenga in maniera decisa per tutelare le nostre ragioni. 


Buongiorno,
non possiamo altro che rimanere sbalorditi di fronte al numero di guasti infrastrutturali che da mesi stanno colpendo le linee fs del FVG. Non passa giorno infatti senza soppressioni o disservizi, soprattutto in fascia pendolare. 
Un servizio che ormai è tornato ai livelli del 2014 per quanto riguarda l'affidabilità; un dato preoccupante che evidenzia una rete ferroviaria colabrodo, dove è evidente la mancanza di una adeguata manutenzione. 
A prescindere dalle puntuali responsabilità delle strutture FS (RFI o Trenitalia), è da rimboccarsi le maniche, resettare gli attuali protocolli e trovare un nuovo modello organizzativo tra il gestore dell'infrastruttura (RFI) e il gestore del servizio (Trenitalia), visto che l'attuale non permette di intervenire con tempestività ed efficienza. 
Le giustificazioni a volta pacchiane e gli scaricabarile tra strutture FS non reggono più e sinceramente non ci interessano, in quanto da utenti pretendiamo un servizio pubblico adeguato
Stamattina in piena fascia pendolare la stazione di Udine è caduta per nel caos: a fronte dell'ennesimo guasto al PL Risano (sempre quello!), sono mancate informazioni e quelle poche che sono state date sono risultate fuorvianti. È stata infatti comunicata la soppressione del treno R20947 Udine-Trieste via Gorizia senza tempestivamente avvisare che il treno R6003 Tarvisio-Udine-Trieste via Cervignano deviato via Gorizia avrebbe effettuato quella traccia. 
Purtroppo ai continui guasti si aggiungono informazioni tardive e contraddittorie che penalizzano l'utenza; il momento storico è già di per sé difficile, caratterizzato da un clima sociale di tensione soprattutto nel comparto del trasporto pubblico locale, se a questo aggiungiamo anche la scarsa organizzazione del Gruppo FS, è evidente che si sta poco a far collassare il sistema.
Lo diciamo da tempo che è proprio nei momenti di difficoltà che si vede la solidità funzionale dell'organizzazione, ovvero se è capace o meno di far fronte con scelte tempestive e corrette alle anomalie di circolazione; purtroppo constatiamo che ogni qualvolta il sistema va in sofferenza, l'organizzazione arranca, con scelte lente e spesso illogiche, senza coordinamento tra RFI e Trenitalia. Il bollettino dei disservizi di oggi vede: 
- R6003 Tarvisio (p. 6.10)-Udine (a.7.25/ p. 7.36)-Trieste (a.8.38) soppresso nella tratta Tarvisio-Udine (per sconosciuti motivi) e da Udine a Trieste deviato via Gorizia. Il treno (un minuetto) ha raggiunto Trieste alle 9.38 con 1 h di ritardo. Il treno è partito da Udine alle 8.30. I viaggiatori diretti a Palmanova e Cervignano sono stati imbarcati su 2 bus sostitutivi. Molto deficitaria l'informazione al riguardo 
- R20947 Udine (p. 8.08)-Trieste (a. 9.32) via Gorizia: soppresso e sostituito da R6003 deviato. 
- R2752 Trieste (p. 6.50)-Udine (a. 7.57) è stato soppresso nella tratta Palmanova-Udine a causa del guasto di Risano e sostituito con bus.
- R6005 Tarvisio (p.6.45)-Udine (a.7.59/p.8.06 ) -Trieste (a. 9.08) ha maturato un ritardo di 24 min. a causa del guasto al PL di Risano. Il treno è partito da Udine con circa 25 min. di ritardo. 
- R6002 Trieste-UD-Carnia: ritardo 52 min. a causa del guasto di Risano. 
-R6009 Carnia-Udine: ritardo +48 min. a causa del ritardato arrivo del materiale rotabile del R6002.
Non c'è altro da aggiungere, salvo che ora la nostra pazienza è terminata. Chiediamo pertanto alla Regione e in particolare ci appelliamo alla sensibilità dell'assessore Pizzimenti, affinché intervenga con decisione nei confronti del Gruppo FS per tutelare le ragioni degli utenti del FVG
Distinti saluti. 
Comitato Pendolari Alto Friuli

sabato 17 ottobre 2020

Linea Udine-Venezia: dal 16 ottobre al 12 dicembre lavori programmati di manutenzione con possibili modifiche alla circolazione

Sono iniziati nella notte di ieri venerdì 16 ottobre e dureranno sino a sabato 12 dicembre i lavori di manutenzione programmata che Rete Ferroviaria Italiana eseguirà lungo la linea Udine-Venezia e in particolare fra le stazioni di Codroipo e Pordenone.
RFI procederà a rinnovare alcuni binari a Sacile, impermeabilizzare con adeguamento sismico quattro ponti fra Casarsa e Codroipo, attivare alcune modifiche al segnalamento delle stazioni di Basiliano e Casarsa e proseguire nella realizzazione del nuovo sottopasso per conto di Autovie Venete fra Casarsa e Pordenone. 
Gli interventi sono funzionali per mantenere e migliorare gli standard di affidabilità dell’infrastruttura e la regolarità nella marcia dei treni. 
Le attività sono programmate principalmente nelle ore notturne per minimizzare le ripercussioni sulla circolazione dei treni.
Per consentire l’operatività dei cantieri, alcuni treni regionali potranno modificare le fermate, essere deviati o cancellati e sostituiti con bus su parte del percorso. Di seguito le principali modifiche:
R11082 Venezia (p. 21.13) - Udine (a. 23.35): CANCELLATO da Casarsa a Udine e sostituito con bus TS002 nei giorni 17, 24, 31 ottobre, 7, 14, 21, 28 novembre e 5 dicembre 2020. Orario bus TS002: Casarsa (p. 23.20) - Codroipo (p. 23.35) - Basiliano (p. 23.49) - Udine (a. 0.08). 
R 2470/2471 Venezia (p. 22.01) - Udine (a. 23.53) - Trieste (a. 1.18): CANCELLATO da Sacile a Trieste nelle notti 17/18, 24/25, 31 ottobre/1 novembre, 7/8, 14/15, 21/22, 28/29 novembre, 5/6 dicembre 2020 e sostituito con bus VE210 da Sacile a Udine e da nuovo treno R 33791 da Udine a Trieste: ➢ Orario bus VE210: Sacile (p. 23.14) - Pordenone (p. 23.35) - Casarsa (p. 23.59) - Codroipo (p. 0.14) - Udine (a. 0.44); ➢ Nuovo Treno R 33791 da Udine a Trieste via Gorizia: Udine (p. 0.54) - Buttrio (p. 1.02) - Manzano (p. 1.07) - S.Giovanni al N. (p. 1.11) - Cormons (p. 1.16) - Gorizia (p. 1.25) - Sagrado (p. 1.35) - Ronchi dei L. N. (p. 1.42) - Monfalcone (p. 1.48) - Sistiana (p .1.56) - Bivio D’Aurisina (p. 2.00) - Trieste C.le (a. 2.17). 
RV2474 Venezia (p. 23.01) - Udine (a. 0.53): CANCELLATO da Pordenone a Udine e sostituito con bus VE200 nelle notti 16/17, 17/18, 23/24, 24/25, 30/31 ottobre, 31 ottobre/1 novembre, dal 2/3 al 7/8, dal 9/10 al 14/15, dal 16/17 al 21/22, dal 23/24 al 28/29 novembre, dal 30 novembre/1 dicembre al 5/6 dicembre, 7/8, 9/10, 10/11 e 11/12 dicembre 2020. Orario bus VE200: Pordenone (p. 0.25) - Casarsa (p. 0.49) - Codroipo (p.1.04) - Udine (a. 1.34). 
R33504 Venezia (p. 0.13) - Conegliano (a. 1.15): CANCELLATO da Treviso a Conegliano e sostituito con bus VE224 nei giorni 17 e 24 ottobre 2020. Orario bus VE224: Treviso (p 1.00) - Lancenigo (p. 1.14) - Spresiano (p. 1.27) - Susegana (p.1.35) - Conegliano (a. 1.49). 
RV2441 Udine (p. 6.01) - Venezia (a. 7.59): CANCELLATO da Udine a Pordenone e sostituito con bus VE207 con partenza anticipata nei giorni 18, 25 ottobre, 1, 8, 15, 22, 29 novembre e 6 dicembre 2020. Orario bus VE 207: Udine (p. 5.16) - Codroipo (p. 5.46) - Casarsa (p. 6.01) - Pordenone (a. 6.25). 
R11013 Udine (p. 6.32) - Venezia (a. 8.55): CANCELLATO da Udine a Casarsa e sostituito con bus TS013 con partenza anticipata nei giorni 18, 25 ottobre, 1, 8, 15, 22, 29 novembre e 6 dicembre 2020. Orario bus TS013: Udine (p. 5.56) – Basiliano (p. 6.15) – Codroipo (p. 6.29) - Casarsa (a.6.44).
R23825 Maniago (p. 8.14) - Sacile (a. 8.48) e R23830 Sacile (p. 9.10) - Maniago (a. 9.44) dal 18 ottobre al 6 dicembre potrebbero subire un ritardo in partenza di 10 min. 

I lavori alla rete interesseranno anche alcuni treni a lunga percorrenza e in particolare:
FR 9409 Udine (p. 6.47) - Napoli (a. 14.03): CANCELLATO nei giorni 18, 25 ottobre, 1, 8, 15, 22, 29 novembre e 6 dicembre e sostituito da FR 35207. Orario FR 35207: Udine (p. 7.14), Pordenone (p. 7.49), Conegliano (p. 8.15), Treviso (p. 8.34), Venezia Mestre (p. 9.06), Padova (p. 9.23), Ferrara (p. 9.56), Bologna (p. 10.30), Firenze S.M.N. (p. 11.18), Roma Tiburtina (p. 13.05), Roma Termini (p. 13.36), Napoli C.le (a. 14.50)
FR 9713/ 9714 Udine (p. 6.15) - Milano C.le (a. 10.15): CANCELLATO nei giorni 18, 25 ottobre, 1, 8, 15, 22, 29 novembre e 6 dicembre e sostituito da FR 35017/35212. Orario FR 35017/35212: Udine (p. 6.48), Pordenone (p. 7.21), Conegliano (p. 7.50), Treviso C.le (p. 8.12), Venezia Mestre (p. 8.42), Padova (p. 8.58), Vicenza (p. 9.27), Verona (p. 10.13), Desenzano (p. 10.33), Brescia (p. 10.49), Milano C.le (a. 11.25).
EN 233/232 Wien Hbf (p. 19.23) - Milano P. Garibaldi (a. 8.10): CANCELLATO nelle notti 16/17, 23/24, 30/31 ottobre, dal 2/3 al 6/7, dal 10/10 al 13/14, dal 16/17 al 20/21, dal 23/24 al 27/28 novembre, dal 31 novembre/1 dicembre al 4/5, dal 7/8 all'11/12 dicembre 2020 e sostituito da treno EN 243/242. Rimangono invariate fermate ed orari. 
EN 235/234 Milano P. Garibaldi (p. 21.10) - Wien Hbf (a. 8.53): CANCELLATO nei giorni 16, 23, 30 ottobre, dal 2 al 6, dal 9 al 13, dal 16 al 20, dal 23 al 27, dal 30 novembre al 4 dicembre, dal 7 all’11 dicembre 2020 e sostituito da EN 245/244. Rimangono invariate fermate ed orari. 
EN 294 ROMA TERMINI 18.55 MIUENCHEN HBF 8.19: CANCELLATO nei giorni 16, 23, 30 ottobre, dal 2 al 6, dal 9 al 13, dal 16 al 20, dal 23 al 27, dal 30 novembre al 4 dicembre, dal 7 all’11 dicembre 2020 e sostituito da EN 296/299/290 che modifica l'orario a: Firenze S.M.N. (p. 21.49), Bologna C.le (p. 22.52). Rimangono invariate fermate ed orari. 
EN 295 Munchen Hbf (p. 20.10) - Roma Termini (a. 9.10): CANCELLATO nelle notti 16/17, 23/24, 30/31 ottobre, dal 2/3 al 6/7, dal 9/10 al 13/14, dal 16/17 al 20/21, dal 23/24 al 27/28 novembre, dal 30 novembre/1 dicembre al 4/5, dal 7/8 al'11/12 dicembre 2020 e sostituito da EN 297/298/293 che modifica l'orario a: Bologna (p. 5.25), Firenze S.M.N. (a. 6.19). Rimangono invariate fermate ed orari.
Si consiglia di verificare, prima della partenza, le variazioni relative al proprio viaggio sui canali web delle imprese ferroviarie, negli uffici informazioni, assistenza clienti e biglietterie.

martedì 6 ottobre 2020

Il ciclotreno IVD17 degli studenti di Sacile protagonista lungo i binari della Asti-Casale Monferrato

Ancora protagonista il il ciclotreno – prototipo IDV17 - progettato e realizzato dagli studenti dell’Ipsia Della Valentina di Sacile
Il prototipo nato da un’idea del prof. Roberto Zamparini nell’ambito di un progetto didattico, ha fatto il suo debutto il 1 aprile 2017 lungo i binari della Pedemontana. 
Come si ricorderà il ciclotreno è stato il primo veicolo a sferragliare nuovamente lungo i binari della Pedemontana nel corso della X° edizione nazionale delle Ferrovie non dimenticate. Una festa che ha di fatto inaugurato il nuovo corso della ferrovia Sacile-Gemona, poi riaperta all’esercizio fs il 10.12.2017.
Il ciclotreno friulano ha però portato fortuna anche agli amici carinziani del Verein Gailtalbahn, visto che nel settembre 2017, IDV17 è espatriato fino a Mauthern, tenendo a battesimo il progetto turistico delle drasine lungo la ferrovia della Gail. 
Recentemente grazie alla disponibilità dell’Ipsia Della Valentina il mezzo è stato trasferito in Piemonte, dove vari appassionati e associazioni hanno avviato un interessante progetto turistico denominato Rail Bike Italy
Grazie ad alcuni contatti tra il nostro referente Andrea Palese, il prof Roberto Zamparini, l’imprenditore alessandrino Augusto Gemma e il consigliere comunale di Casale Monferrato, Alessandro Abbate, il sogno di rivedere nuovamente un mezzo sferragliare i binari arrugginiti della Asti-Casale-Mortara è diventato realtà.
Domenica 4 ottobre, a Ponzano Monferrato, frazione Salabue, ha infatti avuto luogo la giornata di prova del ciclotreno, progetto promosso con determinazione da Augusto Gemma e supportato all'Associazione Nuove Frontiere. 
Gli Amici piemontesi grazie alla collaborazione di RFI che ha concesso loro in comodato d’uso circa un km della ferrovia Asti-Casale Monferrato (dal km 46,000 al km 47,300) hanno così organizzato una giornata dedicata al progetto del “ciclotreno” e illustrato altre iniziative future volte a valorizzare il Monferrato. 
L’iniziativa, organizzata grazie alla determinazione dell'amico Augusto Gemma ha avuto molto successo e ha visto la presenza di numerosi Sindaci e amministratori locali, nonché di esponenti del mondo dell’imprenditoria, giornalisti, fotografi e appassionati ferroviari. 
L’evento è stato organizzato soprattutto grazie al lavoro dei volontari ai quali va il nostro plauso visto che grazie alla loro opera è stato reso nuovamente percorribile il tratto di ferrata di Ponzano, completamente ripulito dalla folta vegetazione e dai rovi che si erano impossessati dei binari dopo oltre 10 anni di inutilizzo. 
Ferrovia Asti-Casale-Mortara
: il 6 settembre 2010 infatti, il servizio fs venne sospeso tra Asti e Mortara a causa di cedimenti strutturali della galleria presso Ozzano Monferrato. 
Dopo quasi 8 anni di silenzio , il 10 gennaio 2018 è stato firmato un protocollo tra Regione Piemonte, Province di Alessandria, Vercelli e Pavia, Comuni di Mortara, Candia Lomellina e Casale Monferrato e l’Agenzia per la Mobilità Piemontese volto a riattivare il tratto Casale-Mortara. 
La riapertura fissata inizialmente per il 12 dicembre 2018 è stata rinviata in attesa che il gestore Trenord ottenga le prescritte certificazioni da parte dell'ANSF. Nel mentre RFI ha realizzato investimenti per oltre otto milioni di euro: è stato installato il Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT) e realizzati interventi di upgrade tecnologico agli impianti di segnalamento ferroviario e al sistema di distanziamento automatico dei treni e di manutenzione straordinaria ai binari, agli scambi e ai 25 passaggi a livello della linea. 
L’11 novembre 2018 in occasione della fiera del tartufo di Canelli, grazie alla Fondazione FS, è stata invece riaperta a fini turistici la tratta tra Asti-Castagnole delle Lanze con proseguimento fino a Nizza Monferrato. 
E’ evidente che la strada è ancora lunga per giungere ad una riapertura dell’intera linea che necessità di significativi investimenti (tra Asti e Casale Monferrato), tuttavia siamo certi che iniziative come quella del ciclotreno siano utili per sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto la politica per favorire il recupero di queste ferrovie abbandonate soprattutto in prospettiva turistica.
Il treno rappresenta senza dubbio una grande opportunità di sviluppo per il territorio del Monferrato, i cui splendidi paesaggi sono stati riconosciuti patrimonio universale dell’UNESCO. 
Un grande in bocca al lupo agli Amici piemontesi, auspicando che l’esempio della nostra Sacile Gemona (progetto in fase di attuazione) possa essere replicato anche da loro con successo.