Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).
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giovedì 26 aprile 2018

Servizio FS in FVG, bene Trenitalia, bocciata l'Amministrazione Serracchiani. Tanti annunci e pochi risultati. E' mancato il dialogo e la programmazione ad ogni livello

Al termine della legislatura facciamo il punto della situazione sul servizio ferroviario in FVG, dando un giudizio su cosa è stata fatto e cosa rimane da fare.
Gran parte delle aspettative dei Pendolari che erano state riposte nella Giunta Serracchiani sono rimaste tali.
Al contrario delle Giunte precedenti (Illy e Tondo), quella Serracchiani partiva con tutte le condizioni per svolgere un ottimo lavoro, grazie al rinnovamento del parco rotabile, alla ristrutturazione nell'organizzazione aziendale di Trenitalia e alla collaborazione dei Comitati dei Pendolari che non è mai mancata.
RAPPORTO REGIONE-PENDOLARI Se il rapporto Pendolari–Trenitalia si è consolidato grazie ad un costante dialogo che ha permesso di instaurare una proficua collaborazione, con la Regione è mancato ogni tipo di confronto.
Emblematico il fatto che l'Assessore alla Mobilità, Mariagrazia Santoro, ha deciso di chiudere il Tavolo di Lavoro dei Pendolari, istituito nel 2009 dall'allora Assessore Riccardi, sede del confronto tra Utenti, Regione e Trenitalia, marcando così una netta distanza tra regione e Comitati.
Insufficiente è stato pure l'operato dell'Ufficio Mobilità, il quale è mancato nella programmazione del servizio, distinguendosi solo per l'immobilità.
PUNTUALITA' AL VERTICI Nonostante ciò, grazie al lavoro della Direzione Regionale Trenitalia, diretta prima da Simone Gorini e attualmente da Elisa Nannetti, dal 2015 ad oggi il FVG ha raggiunto performance che hanno portato il servizio ai vertici delle classifiche nazionali. Nel 2017 il FVG è stata la Regione più puntuale d'Italia con oltre il 95%, precedendo la virtuosa Provincia di Bolzano.
LA SVOLTA L'arrivo del nuovo materiale rotabile - acquistato dalla Giunta Tondo e lungamente atteso sino al giugno 2015 - unitamente al nuovo modello organizzativo di Trenitalia hanno permesso al servizio di fare il salto di qualità.
È necessario però distinguere la gestione del servizio di Trenitalia, dalla programmazione politica dettata dalla Regione: se Trenitalia viene promossa sul campo grazie ai risultati, l'operato della Giunta Serracchiani e dell'Assessore Santoro trovano una sonora bocciatura a causa della mancanza di programmazione ad ogni livello e di risultati.
NUOVI TRENI ERT 563 – PENALI CONTRATTUALI La politica si è distinta solo per annunci, come è successo per la questione dei nuovi treni ETR563, acquistati dalla Giunta Tondo, costati 45,6 milioni (Iva esclusa), i quali dopo varie promesse da parte dell'Assessore Santoro, sono entrati in esercizio con oltre 2 anni e mezzo di ritardo. Ad oggi non si conosce ancora la destinazione delle penali contrattuali, pari a 4,5 milioni di €, applicate alla spagnola Caf per la ritardata consegna. A gennaio 2016 avevamo avanzato alcune proposte all'Ufficio Regionale Mobilità, dall'acquisto di un pianale portabici, al Wi-Fi gratuito a bordo treno, proposte rimaste lettera morta.
NUOVI TRENI ETR 564 Stesso copione per i quattro nuovi ETR564 politensione, i quali sono in grado di viaggiare sia sulla rete austriaca che slovena. I treni acquistati nel dicembre 2012 (costo 25 milioni), dovevano essere omologati e consegnati entro marzo 2016.
Ad oggi non si conosce quando entreranno in esercizio. Anche in questo caso, il ritardo determinerà l'applicazione delle penali contrattuali per 2,5 milioni, che si sommano agli altri 4,5.
NUOVO CONTRATTO Mentre quasi tutte le altre Regioni d'Italia hanno stipulato un nuovo contratto di servizio con Trenitalia, della durata di 6 o 9 anni, inserendo specifiche clausole che impegnano il Gestore a migliorare l'offerta, con un maggior numero di corse ed investimenti al parco rotabile, il FVG è ancora vincolato al vecchio contratto del 2009 che è stato prorogato più volte.
L'ultima proroga tecnica del dicembre 2017 prevede una durata di un anno prorogabile per un altro e un corrispettivo di 41 milioni/annui che garantirà la continuazione dell'attuale servizio nelle more dello svolgimento della gara per l'affidamento del servizio.
E' grave che in 5 anni, non si è riusciti ad avviare la procedura di gara, lasciando il FVG ferroviario nella precarietà contrattuale. Fino a quando non vi sarà un nuovo contratto pluriennale non sarà possibile infatti possibile prevedere un miglioramento dell'offerta, con nuove corse o e con la modifica dell'orario, riducendo i tempi di percorrenza, bloccati ormai da anni e influenzati negativamente “dall'orologio di Mestre”.
POLITICA TARIFFARIA Il FVG è la Regione con le tariffe più care d'Italia.
In questi anni non si è intervenuto sulla tariffazione, la quale è rimasta invariata.
Il biglietto integrato treno-gomma resta ancora un obiettivo da raggiungere. La promozione del treno è stata limitata ai treni spot in occasione di importanti kermesse (Friuli Doc, Barcolana, Festa della Zucca).
Buona invece l'iniziativa di Trenitalia che nel fine settimana ha previsto valide offerte commerciali anche per il servizio treno+bici lungo la Udine-Tarvisio.
SACILE-MANIAGO e POLO INTERMODALE TRIESTE AIRPORT La vera Caporetto ferroviaria si è però assistita nell'avvio della Sacile-Maniago e della fermata di Trieste Airport.
La prima è stata riattivata a dicembre 2017 grazie all'interessamento di Fondazione FS e l'inserimento della linea tra le 18 ferrovia di interesse turistico d'Italia previsto dalla Legge 128/2018.
Nonostante l'investimento di 19 milioni, si è voluto anticipare la riapertura della linea per ragioni che nulla hanno a che vedere con un servizio pubblico, quando la linea non era ancora tecnologicamente pronta. Ciò ha determinato ripetuti guasti e disservizi tanto che la puntualità della linea è tra le peggiori d'Italia (82%). Non si è voluto ascoltare i suggerimenti di chi utilizza il treno ogni giorno e quasi si è fatto a gara per sbagliare tutto: si sono spesi 2,5 milioni/anno prevedendo un numero di corse sproporzionato rispetto alle reali necessità del territorio, con orari e coincidenze sbagliate che hanno da penalizzato l'avvio del servizio.
A marzo 2018 è stata poi inaugurata la fermata fs del Polo Intermodale di Trieste Airport, un'opera da oltre 17 milioni che integra l'aeroporto, con l'autostazione.
Servita da 60 treni/giorno, di cui 52 regionali, 6 Frecce e 2 IC, anche in questo caso è mancata la programmazione e l'inaugurazione è stata solo una passerella elettorale. Purtroppo gli orari attuali non consentono di poter raggiungere da Udine l'aeroporto per prendere i voli mattutini per Roma senza pensare che il tempo di percorrenza della FrecciaRossa Venezia-Trieste è uguale o superiore persino a quello dei treni regionali.
Se Trieste Airport non garantirà un'offerta di voli adeguata e un'efficace intermodalità treno-aereo, sarà destinato a rimanere una Cattedrale nel deserto.

Giudizio Finale:
TRENITALIA: 7,5 – I risultati ottenuti parlano da soli. C'è da migliorare l'informazione e la promozione.
DEBORA SERRACCHIANI: 3 – Assente. Ha delegato tutto all'Assessore, mai intervenendo se non per far passerella alle inaugurazioni.
MARIAGRAZIA SANTORO: 4 – E' mancato il dialogo con i Pendolari. Da Assessore tecnico, non eletto, si pretendeva molto di più. Verrà ricordata per i Protocolli d'Intesa e gli Accordi Quadro e per la mancanza di risultati pratici sul campo.
UFFICIO MOBILITA' REGIONE FVG: 3 – La musica non è cambiata. Da 10 anni evidenziamo le medesime carenze. Mancano competenze. Serve cambiare pagina, individuando persone all'altezza del ruolo.

domenica 8 aprile 2018

Sacile-Gemona. A tutto c'è un limite, intervenga il Prefetto. E' tutto da rifare, serve una regia unica

Continua l'incubo lungo la Sacile-Maniago: dopo il calvario della settimana scorsa, culminato nelle disastrose giornate di Pasqua e Pasquetta, ieri un'anormalità di circolazione causata da un guasto ad un passaggio a livello nei pressi di Budoia ha causato il ritardo di 44 minuti del R24882 Sacile-Maniago e due soppressioni (R24889 e R24888).
Anche venerdì la giornata aveva registrato la soppressione del R24886 da Aviano a Maniago e dei R24888 e R24893 per l'intera tratta a causa di un guasto a un PL tra Aviano e Montereale.
Una situazione surreale che ormai è scappata di mano a tutti.
Siamo stati i promotori della riattivazione del treno in Pedemontana, proponendo e suggerendo tante cose in questi anni: dagli orari, all'attivazione di adeguati servizi di stazione, al riutilizzo delle stazioni in chiave turistica, allo sviluppo di un progetto economico di territorio capace di sfruttare l'avvio del servizio turistico del treno storico. Purtroppo nulla di questo è stato fatto, nonostante ci fosse stato tutto il tempo per arrivare preparati all'appuntamento.
Una grave impreparazione da parte delle Istituzioni, che hanno fatto a gara per sbagliare tutto. I numeri oggi sono impietosi e la Pedemontana è diventata la "barzelletta ferroviaria d'Italia".
Si stanno spendendo, visto che i lavori di adeguamento della linea non sono conclusi, 19 milioni di euro, affrettando l'apertura per evidenti ragioni elettorali.
L'apertura è avvenuta infatti dopo appena tre giorni di pre-esercizio, un periodo che alla luce di tutti i guasti appare del tutto insufficiente a testare l'affidabilità di una linea chiusa da oltre 5 anni e ancora in fase di ammodernamento.
E' mancata la programmazione visto che si è badato esclusivamente ad organizzare la grande festa/passerella dell'inaugurazione per le Autorità, disinteressandosi di organizzare sul territorio il servizio (sale d'aspetto, biglietterie self-service, campagna informativa ecc.).
Le responsabilità politiche sono evidenti, dalla Presidente Serracchiani, all'Assessore alle Infrastrutture, Mariagrazia Santoro, a quella dei funzionari regionali che dovevano coordinare con RFI e Trenitalia l'avvio del servizio.
Anche il Territorio non è immune da colpe: Montagna Leader, ente delegato a seguire il progetto turistico e il Sindaco di Maniago, Andrea Carli, hanno dimostrato di non essere all'altezza a svolgere il ruolo di capofila di un progetto così importante. Il fatto che a Maniago il Sindaco abbia deciso di far installare la biglietteria self-service nell'autostazione e non all'interno della stazione fs è emblema di questa superficialità.
il progetto di Montagna Leader
Ad oggi, non esiste alcun progetto turistico, nonostante i 15mila € elargiti dall'UTI della Valli delle Dolomiti Friulane a Montagna Leader: nessuna delle stazioni della linea, tranne Gemona - che ha seguito un percorso diverso - è stata concessa in comodato ai Comuni e nessun finanziamento degli oltre 400mila € dedicati a Montereale, Maniago, Cavasso Nuovo, Meduno e Pinzano, sono stati utilizzati per il restyling degli immobili di stazione in chiave turistica.
A questi si aggiungono ora i 18mila concessi a Meduno nell'ambito del I° Bando 2018 L.R.9/12/16 n.21 in ordine al progetto “Da Sacile a Gemona 74,114 km di bellezza”, i quali però dovranno essere implementati da altre risorse da parte dei Comuni.
Una confusione totale, ma soprattutto la mancanza di una regia unica che rischia di pregiudicare tutto e sperperare tanti denari pubblici.
INTERVENTO DEL PREFETTO: è inutile parlare di turismo quando la linea è quotidianamente colpita da guasti che recano disservizi non solo agli utenti, ma soprattutto agli automobilisti.
A tal fine, visto il silenzio della Regione, riteniamo opportuno che intervenga il Prefetto, al quale invieremo un dettagliato report della situazione.
E' necessario convocare un Tavolo di Lavoro con tutte le parti (RFI, Trenitalia e Comuni, Utenti) e assumere le determinazioni necessarie volte al superamento della situazione contingente, compresa la decisione di sospendere la circolazione fs finché non saranno ultimate le opere di adeguamento tecnologico della linea e svolto un adeguato pre-esercizio.
PROGETTO TURISTICO: verificato il disastroso operato di Montagna Leader e il disinteresse sul tema dell'Assessore regionale competente, Sergio Bolzonello, è necessario svoltare pagina.
Spetterà alla nuova Giunta regionale individuare un soggetto attuatore, dotato di competenze specifiche in materia, capace di programmare le attività da Gemona a Sacile, stazioni capolinea, nonché città più popolose della tratta, che fino ad oggi per motivi politici sono state escluse da ogni attività.
Proprio Gemona è l'unico esempio virtuso, che per tempo ha saputo ottenere il comodato della stazione nell'ottobre 2013 e avviare i lavori di restyling dell'immobile, prevedendo specifici interventi per promuovere il servizio bici+treno e collocando all'interno della stazione un InfoPoint turistico, il primo della regione.

lunedì 2 aprile 2018

Sacile-Maniago la farsa continua. Non siamo arrabbiati, ma incazzati ! Vergognatevi tutti!

Un guasto a un passaggio a livello
Ora basta, la misura è colma! 
Una serie interminabile di guasti e disservizi, mai visti prima per il FVG ferroviario che hanno relegato la Sacile-Maniago a barzelletta ferroviaria d'Italia.
Da quattro mesi, ovvero fin dalla sua attivazione nel dicembre scorso, non è passato giorno senza che si registrino soppressioni e ritardi causati da guasti alla linea e in particolare ai passaggi a livello. 
L'ultima settimana è stata un calvario: da giovedì 29 a sabato 31 marzo sono state 10 le soppressioni e vari i ritardi superiori ai 25 min.; il giorno di Pasqua altri guasti con 2 soppressioni e ritardi, oggi nuovamente linea ko. 
Indice puntualità
Un disagio sia per chi utilizza il treno, letteralmente abbandonato in stazione senza informazioni, che per i tanti automobilisti prigionieri dei passaggi a livello.
Scene ormai di ordinaria follia: oggi una famiglia partita per la tradizionale gita di Pasquetta, è salita a Maniago con il R24883 alle 14.14 ed è giunta ad Aviano alle 16.30, con 2 ore di ritardo, con il treno fermo in linea a causa di un passaggio a livello guasto. Sconsolati sono scesi e si sono fatti venire a prendere dai parenti. Il treno per la cronaca è giunto a Sacile con 107 minuti di ritardo.
Non è andata meglio a chi aspettava il R24882 Sacile-Maniago delle ore 15.10, soppresso dopo 50 minuti di attesa e non autosostituito, mentre il R24889 Manaigo-Sacile delle ore 16.14 è stato soppresso e autosotituito. Il primo treno a partire è stato il R24888 Sacile-Maniago delle 17.10. 
Una situazione da girone dantesco, ne sanno qualcosa gli studenti del Polo di Sacile che per tutto l'inverno, attendendo al freddo visto che le sale d'aspetto erano chiuse, hanno subito ritardi e soppressioni arrivando spesso in ritardo all'inizio delle lezioni, alcuni di loro utilizzando persino mezzi alternativi come il taxi per raggiungere la scuola.
Non è bastata una petizione di 753 firme consegnata all'Assessore Regionale Mariagrazia Santoro e ai Sindaci, a cui nessuno ha dato ancora una risposta. 
E' evidente a tutti che l'apertura della linea è stata affrettata, dopo appena tre giorni di pre-esercizio, senza testare in maniera seria gli apparati; una riapertura anticipata per evidenti fini elettorali e per dispensare probabilmente appalti, visto che l'investimento è di quelli importanti, oltre 17 milioni di euro. 
Treno fermo a Montereale Valcellina
Il risultato è una linea che non funziona e persino le facciate delle stazioni appena ritinteggiate si stanno già scrostando. 
Si è sbagliato tutto: dagli orari e alle coincidenze, alla previsione di un numero sproporzionato di corse (20). E' mancata poi una campagna informativa e promozionale sul territorio, senza pensare alla carenza dei servizi di stazione (sale d'aspetto chiuse e assenza di biglietterie self-service).
Siamo stati tra i principali promotori della riattivazione della linea e spiace che dopo una battaglia ed un impegno del Territorio durato oltre 5 anni, dopo aver raggiunto l'obiettivo, non solo per il trasporto passeggeri, ma anche in chiave turistica, visto l'inserimento della Pedemontana nel progetto nazionale “Binari senza Tempo” della Fondazione FS e il suo riconoscimento come ferrovia turistica nella legge 128/2017, ora si rischia di pregiudicare tutto a causa dell'incapacità di politici e di qualche dirigente FS !
I responsabili hanno nomi e cognomi: Debora Serracchiani, Presidente FVG, Mariagrazia Santoro, Assessore alla Infrastrutture e Sergio Bolzonello, Assessore al turismo, unitamente al cerchio magico degli Sindaci, a partire da quello di Maniago, Andrea Carli, che ha cercato di salire sul carro dei vincitori, prendendosi meriti non suoi ribattezzando la littorina in “Freccia delle Dolomiti Orientali” e proponendo la realizzazione di una nuova e inutile stazione (Terminal Torricelli) del costo di 750mila € e al Presidente di Montagna Leader, Gino Martinuzzo, delegato a seguire il progetto turistico ancora insesitente.
Non mancano ovviamente le responsabilità a livello amministrativo da parte dei funzionari regionali e dei dirigenti FS che dovevano programmare e coordinare il servizio.
Non siamo arrabbiati, ma incazzati e ora riteniamo che qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità.
Per questo chiederemo spiegazioni a tutte le Istituzioni interessate, dalla Regione, ai Sindaci, a RFI e Trenitalia. Interesseremo pure il Ministero dei Trasporti, e quello del Tesoro (azionista unico di FS), nonché l'A.N.F.S. (Autorità Nazionale Sicurezza Ferroviaria) e l'Autorità Nazionale Anticorruzione del Presidente, Raffaele Cantone.
Vogliamo vederci chiaro e valuteremo quali azioni svolgere, in ogni sede opportuna, perché è impossibile che questa vicenda passi in sordina e che si cerchi di mettere la polvere sotto il tappeto, mettendo tutto sotto silenzio.

giovedì 1 giugno 2017

Fondazione FS parte il progetto di restauro del Museo ferroviario di Trieste. Ufficiale la riapertura della Sacile-Maniago a dicembre 2017

Ing. Luigi Cantamessa e l'ing. Mauro Moretti (Fondazione FS)
con i volontari del Museo di Campo Marzio 
Come avevamo già anticipato un mese fa, è stata confermata l'apertura della ferrovia Pedemontana entro fine anno: la riattivazione del primo tratto Sacile-Maniago (servizio tpl) avverrà con il cambio orario invernale a dicembre 2017.
Mentre, al contrario di quello che è stato pubblicato sulla stampa, - da nostre informazioni - il servizio turistico lungo tutta la tratta Sacile-Gemona (e non solo Maniago-Gemona come scritto!), verrà avviato dalla primavera del 2018.
La conferma è stata data ieri a Trieste a margine dell’incontro del Presidente della Fondazione FS Italiane Mauro Moretti e del Direttore Generale, Luigi Cantamessa con la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani e il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.
Oggetto dell’incontro il progetto di restauro del Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio e suo riutilizzo come polo turistico e museale.
Il piano di recupero predisposto dalla Fondazione FS Italiane prevede, in una prima fase, il restauro dell’area aperta al pubblico - lungo via Giulio Cesare - dove sarà esposta la collezione di cimeli ferroviari - fra cui alcuni pezzi unici - sia italiani che dell’ex impero Austro-Ungarico.
Il restauro sarà finanziato grazie al contributo economico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, della Regione FVG e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, proprietario dell’immobile. Durante l’incontro sono stati affrontati anche i temi della valorizzazione delle attività culturali e turistiche degli itinerari ferroviari che collegano i siti naturalistici del Carso, del Parco di Miramare e Villa Opicina.
Il Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio, che sarà gestito dopo il restauro dalla Fondazione FS, ha sede infatti nella ex stazione terminale dell’antica linea Austro-Ungarica Trieste - Vienna.
La collezione dei treni storici contenuta nel Museo, ancora raccordato alla rete ferroviaria in esercizio, è unica nel suo genere e il sito può essere stazione di origine per viaggi con treni d’epoca all’interno della Regione o verso l’Austria e la Slovenia, tramite l’antico valico di Monrupino che sarà mantenuto in esercizio per questi scopi. Fondazione FS Italiane è fortemente impegnata nell’organizzazione di treni storici su tutto il territorio italiano e intenzionata a sfruttare le possibilità offerte in Regione dalla linea Pedemontana friulana, fra Sacile e Gemona del Friuli, dalla cintura ferroviaria di Trieste, fra Trieste Campo Marzio e Trieste Centrale, con possibilità di estendere le corse fino a Miramare e Villa Opicina nei weekend.

giovedì 19 gennaio 2017

IC salvati in tutta Italia, tranne in FVG. Servizio sostituito con treni regionali, chi li pagherà?

Risolta nel peggiore dei modi la questione della soppressione dei due IC 734 e 735 Mestre/Trieste e viceversa.
I due treni IC, a partire dal prossimo 23 gennaio, verranno sostituiti con due treni regionali veloci, così  è stato deciso a seguito dell'intervenuto accordo tra la Presidente del FVG, Debora Serracchiani e gli AD di Trenitalia, Barbara Morgante e di FS, Renato Mazzoncini.
La questione della soppressione dei due IC era stata sollevata da alcuni utenti e dal nostro Comitato ad inizio dicembre, quando la notizia del taglio era diventata di fatto ufficiale vista che Trenitalia aveva tagliato i treni non prevedendoli più nell'orario pubblicato sul proprio portale on line.
La Regione FVG, nonostante le richieste dell'Utenza, è letteralmente caduta dalle nuvole e solo a gennaio, quando la frittata era già stata fatta ha iniziato a preoccuparsi e ad attivarsi.
L'accordo con Trenitalia prevede quindi la sostituzione dei due treni IC con due regionali, che  rispetterano i medesimi orari e fermate degli IC; i due treni regionali rientreranno nell'ambito del contratto di servizio regionale Trenitalia / Regione FVG.
Qui iniziano le note dolenti, visto che dal comunicato stampa della Regione si dice che "è  importane che il ripristino avvenga senza costi aggiuntivi sia per i cittadini che per la Regione in quanto il collegamento farà parte del contratto di servizio tra Regione e Trenitalia".
Ci domandiamo però: chi pagherà questi treni? Trenitalia?
Non ci pare che Trenitalia abbia mai lavorato gratis e pertanto qualcuno questi treni dovrà pagarli.
Ricordiamo che l'attuale contratto di servizio tra Regione FVG e Trenitalia è scaduto e attualmente la proroga tecnica scadrà a dicembre 2017; ci auguriamo che il costo dei due nuovi treni regionali non venga addebitato al FVG col prossimo contratto di servizio che verrà stipuato con Trenialia.
Se così fosse, oltre al danno la beffa, visto che proprio il 19 gennaio il Ministero dei Trasporti ha sottoscritto con Trenitalia il nuovo contratto di servizio nazionale per gli Intercity (CLICCA E LEGGI).
Il nuovo contratto prevede una durata decennale (2017-2016) e ha impedito di fatto il taglio di oltre il 40% degli IC (eccetto quelli del FVG!).
Oltre a salvaguardare l’odierna offerta degli Intercity, che ogni anno trasportano circa 12 milioni di passeggeri, punta a migliorare attrattività, qualità ed efficacia del servizio. E’ previsto infatti un progressivo rinnovo dell’intera flotta con treni più moderni, performanti, confortevoli), l’introduzione del pulitore viaggiante e l’attivazione su alcune rotte di un servizio di ristoro minibar; sul fronte dell’offerta, una capillarità di corse e fermate tale da  coprire oltre il 90% del territorio nazionale, toccando tutti i capoluoghi di provincia e svolgendo anche un ruolo di efficace adduzione al network Alta Velocità, oltre a una rinnovata attenzione ad aree meno infrastrutturate, come la ionica.
Il contratto 2017–2026 prevede, infatti, l’effettuazione di 118 corse complessive di cui 108 quotidiane, 88 Intercity giorno e 20 Intercity Notte, alle quali si aggiungono 10 corse nei fine settimana, di cui sei  Intercity giorno e quattro notte.
Il perimetro dei servizi universali, come detto, include anche gli Intercity fino ad oggi svolti da Trenitalia a proprio rischio d’impresa, preservandone quindi la continuità.
Solo in FVG saranno quindi tagliati gli IC e sostituiti con dei treni regionali, ennesima dimostrazione di come è lontana la nostra Regione da una seria politica sul trasporto ferroviario.
Mentre nel resto del Paese si manterrà il servizio IC per altri 10 anni grazie all'accordoTrenitalia/Ministero dei Trasporti, il FVG li declassa a servizio regionale: di fatto saremo sempre più isolati dal resto del Paese e costretti a pagarci tutto da soli (così come per il servizio Frecce!).

Vedremo se nel prossimo contratto di servizio regionale, Trenitalia addebiterà questa spesa ai friulani!
Purroppo questa è la riprova dell'assenza di peso politico della nostra Regione a Roma, nonostante la Giunta sia guidata da un'esponente politico di spicco a livello nazionale.
Siamo l'unica regione d'Italia che perde servizi ferroviari: mentre le altre lottano e mantengono servizi noi accettiamo di buon grado le decisioni "romane".
In ogni caso la questione del costo degli IC trasformati in treni regionali sarà l'ennesimo "osso ferroviario" da risovere per la prossima amministrazione del FVG.

domenica 15 gennaio 2017

Intercity Mestre-Trieste domani il momento della verità


Dopo la nostra presa di posizione in ordine alla questione della cancellazione degli IC 734 e 735 Mestre-Trieste e viceversa, la vicenda è salita all’onore delle cronache.
La reazione della Regione FVG è stata timida ed è avvenuta solo a parole. Qui il comunicato stampa dell’Assessore alla Mobilità Mariagrazia Santoro.
Fa specie in particolare lo stupore dell’Assessore Santoro, la quale sembra sia caduta dalle nuvole, nonostante la notizia della cancellazione dei due IC era già trapelata a fine novembre e agli inizi di dicembre era stata ampiamente pubblicizzata dalla stampa locale.
L’allarme lanciato ai primi di dicembre dagli Utenti, che hanno segnalato più volte per iscritto alla Regione la soppressione dei due treni, è purtroppo caduto nel vuoto.
A fatica crediamo che Trenitalia prenda queste decisioni senza avvisare nessuno e soprattutto non ci capacitiamo di come i funzionari regionali non siano in grado di dialogare con l’Impresa Ferroviaria e come difronte ad una situazione del genere, nessuno sia stato in grado di alzare il telefono e/o convocare un incontro con i dirigenti di Trenitalia per chiedere le spiegazioni del caso.
L’Assessore Santoro ha fatto sapere che continuerà “il pressing” sulla Direzione Nazionale di Trenitalia e sul Ministero dei Trasporti, nel mentre domani i due IC saranno soppressi.
I due IC rientrano infatti nel cosiddetto “servizio universale”, ovvero nel servizio pagato direttamente dallo Stato a Trenitalia, ma ovviamente risultano complementari al nostro servizio di trasporto regionale.
Nei giorni scorsi abbiamo auspicato una decisa presa di posizione da parte della Presidente del FVG, Debora Serracchiani, vicesegretaria del PD, nonché responsabile nazionale ai trasporti del partito, affinché faccia pesare la sua influenza con il Ministero dei Trasporti e la Direzione Nazionale di Trenitalia.
Purtroppo la reazione della Serracchiani è giunta "fuori tempo massimo" visto che la Presidente ha reso noto di aver formalizzato solo giovedì 12 gennaio la richiesta di ripristino dei due IC con una lettera inviata al Ministro dei Trasporti, Graziano Del Rio, all'AD di FS, Renato Mazzoncini e all'AD di Trenitalia, Michela Morgante, dando quindi già per scontata la loro soppressione.
La cancellazione di due treni è l’ennesimo impoverimento ferroviario per il FVG e in particolare per il Capoluogo regionale, sempre più isolato dal resto del Paese.
E’ inaccettabile pensare di controbilanciare la cancellazione degli IC con la diminuzione di una manciata di minuti della percorrenza delle Frecce (servizio peraltro pagato dalla Regione con oltre 3 milioni di euro l’anno), togliendo corse che servono soprattutto a chi si sposta per recarsi al lavoro.
La sostituzione dei due IC con bus non serve a nulla, salvo a non prendere in giro l’utenza, costretta ad utilizzare mezzi meno efficienti e più inquinanti, con aumento del traffico su strada.
Il taglio dei due IC rientra tra le misure previste nel nuovo Contratto di programma tra RFI e il Ministero dei Trasporti, in discussione al Parlamento nelle prossime settimane. A rischio ci sono altre 13 corse di treni da Nord al Sud.
Qualcosa tuttavia sembra muoversi sul fronte politico, visto che l’on. Arianna Spessotto, Capogruppo del M5S in Commissione Trasporti, ha preannunciato la richiesta “che venga mantenuto il servizio assicurato dagli Intercity, senza toccare un servizio che resta essenziale per i cittadini, e che si trovi quanto prima una soluzione che non sia dettata esclusivamente da conti economici, anche attraverso la convocazione di un tavolo di concertazione tra Ministero, vertici nazionali di Trenitalia e le Regioni Veneto e Friuli”.
Nel mentre che la politica dimostra ancora una volta tutto il suo disinteresse per il trasporto ferroviario, domani alle ore 5.50 i pendolari e gli utenti dell’IC 735 dovranno arrangiarsi con mezzi alternativi o sobbarcarsi un assurdo viaggio in bus. Complimenti !

domenica 7 febbraio 2016

Siglato l'accordo quadro tra Regione FVG e RFI: Gemona-Sacile quale futuro?

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di RFI in ordine all’avvenuta stipula dell’accordo quadro per il potenziamento del trasporto ferroviario tra Regione FVG e RFI.
Purtroppo dal testo del comunicato NON si fa menzione della riattivazione della linea Gemona-Sacile, la quale in base alla delibera di giunta regionale n. 2615/2015 del 29.12.2015 prevede che l’accordo-quadro dovrebbe includere “i servizi relativi all’offerta tra Sacile e Gemona al momento in cui si renderanno reperibili le opportune risorse per consentire il ripristino della circolazione”.
Il problema è sempre quello: chi mette i 3,5 milioni necessari per la riattivazione?
Attendiamo di leggere il testo completo dell’accordo quadro, sempre che venga pubblicato e non venga gestito come lo studio di fattibilità, il cui contenuto è noto solo a pochi privilegiati amministratori.
Siamo seriamente preoccupati che l’accordo quadro sia l’ennesimo specchietto per le allodole, utile solo a procrastinare e a non decidere, scaricando su altri il peso delle responsabilità. Speriamo di sbagliare e attendiamo fiduciosi il contenuto dell’accordo.

Programmare la capacità di traffico ferroviario sulle linee del Friuli Venezia Giulia per i prossimi 17 anni: a regime la produzione sarà di circa 3,6 milioni treni chilometro/anno; potenziare il trasporto del Friuli Venezia Giulia su ferro; migliorare i collegamenti tra la regione e Venezia e avviare collegamenti diretti con l’aeroporto di Trieste - Ronchi dei Legionari; sviluppare i collegamenti transfrontalieri sia verso l’Austria sia verso la Slovenia.

Questi gli obiettivi strategici dell’Accordo Quadro siglato oggi a Roma da Debora Serracchiani, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e da Maurizio Gentile, Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana. Presente Mariagrazia Santoro, Assessore alle Infrastrutture della Regione.
Il documento che, ponendo al centro la mobilità ferroviaria delle persone, punta in modo deciso, grazie agli obiettivi condivisi da Regione e RFI, al miglioramento dei servizi ferroviari.
L’Accordo Quadro è lo strumento tecnico che consentirà alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia di prenotare capacità di traffico per le linee ferroviarie regionali e di programmare nel medio/lungo periodo l’uso della rete ferroviaria in funzione dei Piano regionali delle Infrastrutture di trasporto e del Trasporto Pubblico Locale.
Per RFI l’Accordo quadro relativo alla capacità ferroviaria è il principale strumento per individuare nell’immediato e in prospettiva le reali esigenze di mobilità del territorio, programmando, ove sia necessario, piani di upgrade infrastrutturale per ottimizzare al meglio lo sviluppo dei servizi regionali.
“Con questo Accordo di rilevanza strategica – ha evidenziato la Presidente Debora Serracchiani - il Friuli Venezia Giulia rimane centrale nell’ambito del piano degli investimenti programmati dal Governo nazionale e da RFI, con la prospettiva di riqualificare la rete ferroviaria regionale e rendere così più competitivo il sistema Regione. Da investimenti che non hanno paragoni nel recente passato ci attendiamo non solo un potenziamento del servizio ma anche la possibilità di esprimere appieno le caratteristiche della nostra Regione. Sono infatti previsti contenuti specifici con elementi di sostanziale novità che tengono conto del carattere peculiare del trasferimento delle competenze del sistema ferroviario dallo Stato alla Regione”.
“L’Accordo Quadro con Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – ha sottolineato Maurizio Gentile – è fondamentale per pianificare, in una logica di sistema, servizi che possano rispondere in maniera concreta alle esigenze di trasporto dei cittadini. Ciò grazie a collegamenti, tempi di viaggio e quantità dei treni che la Regione Autonoma, attraverso le imprese ferroviarie di trasporto affidatarie dei Contratti di Servizio, potrà programmare in base alla capacità di traffico disponibile. Non solo, l’Accordo sottoscritto con la Presidente Serracchiani tiene anche conto di possibili sviluppi dell’infrastruttura regionale all’interno degli investimenti programmati di concerto da Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e RFI. Ad esempio gli interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico della linea convenzionale Venezia - Trieste e la nuova fermata Ronchi Aeroporto”.
Inoltre, con un successivo Protocollo d’intesa, Regione Friuli Venezia Giulia e RFI definiranno nel dettaglio gli interventi infrastrutturali e tecnologici da programmare e attuare nei prossimi anni per garantire la piena accessibilità e il miglioramento qualitativo delle stazioni del Friuli Venezia Giulia; migliorare gli standard di regolarità e affidabilità della rete ferroviaria regionale; definire modalità di messa a disposizione di aree ferroviarie e spazi di stazione che favoriscano la realizzazione dei centri di interscambio regionali per sviluppare un autentico trasporto pubblico integrato con l’interoperabilità gomma/ferro e treno/bicicletta, quest’ultima grazie anche alla valorizzazione della connessione con la Rete delle Ciclovie regionali (ReCiR).
In Friuli Venezia Giulia, Rete Ferroviaria Italiana ha già oggi in programma, tra gli altri, interventi per velocizzare la linea Venezia - Trieste (valore 1,8 miliardi di euro) che, migliorando le prestazioni del tracciato ferroviario ed eliminando le criticità esistenti (raggi delle curve, passaggi a livello), consentiranno di innalzare la velocità della linea ferroviaria fino a 200 km/h: ciò permetterà di ridurre i tempi di viaggio tra Mestre e il Capoluogo regionale fino a 50 minuti in meno rispetto ad oggi. Sempre in tema di miglioramento dei collegamenti ferroviari, RFI ha sottoscritto lo scorso 31 luglio l’integrazione alla convenzione del 2011 con Regione e Aeroporto FVG per affidare la progettazione esecutiva della nuova fermata ferroviaria di Ronchi Aeroporto (linea Venezia - Trieste), piattaforma intermodale gomma/ferro/aereo, la cui entrata in esercizio è prevista nel 2018.

lunedì 2 novembre 2015

«Ferrovia da riaprire, Trieste si muova»Il sindaco di Cavasso: «Assordante il silenzio di Serracchiani

Articolo di Giulia Sacchi pubblicato sul Messaggero Veneto del 30.10.2015

CAVASSO NUOVO. «La ferrovia Sacile-Gemona è sempre più nel degrado. se la Regione non renderà noti al più presto i risultati dello studio di fattibilità per riattivare la linea si rischia che l’investimento per il ripristino sia sempre più ingente e, quindi, che il progetto vada in fumo per un problema di costi. Il silenzio assordante e i continui ritardi dell'esecutivo Serracchiani preoccupano. Inoltre, urge un confronto con lo Stato per la cessione della linea». 
A dare la sveglia alla Regione sono gli amministratori del Maniaghese, con in testa il sindaco di Cavasso Nuovo e consigliere provinciale, Emanuele Zanon. Preoccupazione è stata espressa anche per condizioni in cui versano le stazioni, alcune delle quali finite nel mirino dei vandali, come nel caso di Cavasso Nuovo, con diversi danni. 
«La Regione non si è attivata con la necessaria solerzia per affrontare la questione, considerato, per esempio che, soltanto per formalizzare l’incarico di redazione dello studio a Fuc (Ferrovie Udine Cividale) ha impiegato mesi – ha osservato Zanon – Altro tempo è stato investito per consentire a Fuc di raccogliere le informazioni ed elaborare il documento. La Regione si era impegnata a rendere pubblico lo studio a inizio estate: in realtà ha soltanto presentato in modo informale una prima bozza, impegnandosi a esporre l’elaborazione conclusiva a settembre». 
Ma questo non è avvenuto e si è ancora in attesa. «A oggi nulla si è mosso – ha messo in evidenza – Mi sono confrontato con altri sindaci e con i comitati dei pendolari, che hanno espresso perplessità per il silenzio della Regione. 
Le maggiori preoccupazioni si fondano sul danno che l’infrastruttura sta subendo a causa del protratto inutilizzo, oltre al fatto che una prolungata inerzia decisionale fa pensare a uno scarso interesse per una riapertura». Ha concluso Zanon: «In questo lungo periodo la Regione avrebbe potuto riaprire una trattativa con lo Stato, per ottenere la cessione della linea al demanio regionale, passaggio fondamentale per consentire una concessione gestionale simile a quella della Udine-Cividale. 
Se la trattativa Regione-Stato dovesse riprendere soltanto dopo l’esito dello studio di fattibilità, allora i tempi si allungherebbero ulteriormente e la riapertura diverrebbe un miraggio. Non vorremo, a questo punto, che lo studio di fattibilità diventi un ulteriore pretesto per decidere di non decidere».

sabato 6 giugno 2015

Tutti a bordo del ETR 653 Civity

Da qualche giorno i nuovi treni stanno facendo confidenza con la nostra linea ferroviaria.
Molti viaggiatori hanno potuto assistere da vicino, da Tarvisio a Gemona, da Udine a Palmanova, agli ultimi test-prova dei Civity, prima del grande debutto previsto per lunedì 15 giugno.
Non sappiamo ancora quale sarà la prima corsa ufficiale in Pontebbana: di certo i nuovi treni andranno gradualmente a sostituire le vecchie Ale 801; con ogni probabilità il debutto avverrà sul R. 6017 Tarvisio-UD-TS in partenza alle ore 6.35 da Tarvisio Boscoverde, con fermate intermedie a Ugovizza-Valbruna alle 7.46, Pontebba alle 7.00, Carnia 7.17, Venzone alle 7.23, Gemona 7.28, Artegna alle 7.34, Tarcento alle 7.40, Tricesimo alle 7.47, Udine alle 7.59. Il treno poi proseguirà per Trieste via Cervignano.
Abbiamo chiesto categoricamente alla Regione e a Trenitalia che non si faccia nessuna festa d'inaugurazione, nessun taglio del nastro e auspichiamo che nessun politico si faccia vedere con fotografi, tv o stampa al seguito.
Il 15 giugno si chiuderà così una delle pagine più tribolate della storia del nostro trasporto ferroviario, una vera e propria telenovela che ha fatto soffrire i pendolari per oltre 2 anni e mezzo.
Proprio per questo riteniamo che in questa vicenda non ci sia proprio niente da festeggiare e niente per cui andare fieri, visto che il ritardo ha comportato quotidiani disservizi ed un danno economico per gli stessi contribuenti del FVG.
Unitamente agli altri Comitati dei pendolari abbiamo chiesto ai politici e a Trenitalia di mantenere un basso profilo, anche se è indubbio che l'entrata in esercizio dei Civity rappresenterà un momento storico per il nostro servizio ferroviario.
Per questo inviteremo gli assessori e consiglieri regionali e gli amministratori locali  interessati ad utilizzare il treno, come ogni altro cittadino di questa Regione,  mescolandosi tra i molti pendolari che quella mattina sicuramente affolleranno incuriositi il nuovo treno.
Il debutto dei Civity sarà l'occasione per i politici friulani di dare il buon esempio, di scoprire come si può comodamente usufruire di un servizio moderno e confortevole, abbandonando l'auto privata, o ancor meglio l'auto blu.
Siamo certi che con i Civity cambierà il modo di viaggiare in FVG.
Volge così al termine questa vicenda e una riflessione è d'obbligo: troppe le responsabilità della politica regionale, che ha cercato di giustificare questo ritardo addossando le colpe sulla solita burocrazia, o ancor peggio scaricando le responsabilità sul costruttore CAF.
Di un sol colpo si vogliono dimenticare tutte le bugie e le false promesse fatte ai Pendolari e ai Cittadini del FVG in questi anni.
Mai sapremmo la verità e i motivi di quest'ennesima vicenda "italiaca".
Ufficialmente le cause sono state addebitate al costruttore, visto che la spagnola CAF pagherà una penale di 4,5 milioni di € alla Regione
E Trenitalia? A detta della Regione non ha avuto alcun ruolo determinante, salvo dare supporto tecnico e pilotare i treni nel corso dei test d'omologazione.
E' innegabile però che con l'avvio del "nuovo corso" in FS, grazie soprattutto all'impulso dato dal nuovo Direttore della Divisione Passeggeri Regionale, Orazio Iacono, l'iter di omologazione si è sbloccato e in pochi mesi i treni sono stati collaudati. Coincidenze? Chissà ... 
E la politica regionale ? Di certo non ne esce per niente bene, in quanto non ha saputo risolvere con autorevolezza una questione diventata sempre più spinosa.
Dopo anni di “battaglie”, incontri e approfondimenti sul caso, ci permettiamo di dare un giudizio sugli attori di questa vicenda, perché riteniamo giusto che l’opinione pubblica, non avvezza a certi tecnicismi ed a certi retroscena, conosca il punto di vista di noi utenti.
Riccardo Riccardi: assessore alla mobilità del FVG dal 2008 all'aprile 2013.
E' stato l'artefice dell'operazione di acquisto del nuovo materiale rotabile. Una scelta coraggiosa e lungimirante perché ha voluto dotate il FVG di un nuovo parco rotabile, sostituendo treni vecchi da 40 anni in servizio. In molti hanno criticato la scelta del materiale rotabile (Civity) e del costruttore spagnolo (CAF), ma sia le sentenze del Tar, che gli esiti positivi dei test d'omologazione, hanno dato ragione alle scelte fatte nel lontano 2011.
Non sapremmo mai se Riccardi avrebbe portato a termine in minor tempo l'operazione dei Civity, tuttavia già nell'aprile 2013 si era registrato il primo intoppo nell'iter d'omologazione e pertanto riteniamo che il suo operato abbia lasciato alcune ombre nelle gestione globale.
Mariagrazia Santoro: assessore alla mobilità del FVG in carica dal maggio 2013.
Ha ereditato la problematica dei nuovi treni con un approccio sbagliato, che le ha fatto perdere più di un anno; probabilmente si è fidata troppo dei suoi funzionari, prodigandosi in infruttuosi incontri dai quali scaturivano solamente promesse.
Ha la colpa di aver ufficializzato più volte la messa in esercizio dei treni in tempi diversi, promesse nei fatti sempre disattese.
Ci si aspettava più incisività e coraggio da un assessore tecnico, non eletto.
Magda Uliana: coniuge dell'ex Presidente della Regione, nonché Sindaco di Udine, Sergio Cecotti, è il Direttore Centrale delle Infrastrutture ovvero la dirigente n. 1 del trasporto FVG.
Una dirigente "navigata", con un'esperienza amministrativa maturata gran parte nel settore della sanità e del diritto allo studio; dal settembre 2013 è stata "catapultata" nel delicatissimo comparto delle infrastrutture.
Fino ad oggi la dirigente non si è distinta per l’ottenimento di risultati positivi, basti pensare al noto cronoprogramma annunciato per la messa in esercizio dei treni a novembre 2013, divenuto ben presto un libro dei sogni. Ha "venduto più volte la pelle dell'orso prima di averlo ucciso", ricercando continuamente scuse e giustificazioni. L'ennesimo esempio dello spoils system.
Ufficio Mobilità Regionale: l’operato dell’ufficio è da sempre improntato alla filosofia dell’italico ministero. Una Regione che intende eccellere nella materia ferroviaria, con scelte lungimiranti e moderne, deve necessariamente dotarsi di una struttura snella e dinamica, eliminando il più possibile l'apparato burocratico.
E’ mancata e manca ancora la trasparenza verso i cittadini:  da anni chiediamo l'adozione di uno strumento informativo idoneo, che permetta la pubblicazione on line  degli importi delle penali contrattuali e ogni altra notizia significativa attinente al contratto di servizio (es. indici contrattuali circa puntualità/affidabilità).
E stato apprezzato dagli utenti la creazione della mail dedicata intreno@regione.fvg.it per inviare suggerimenti, reclami e altro.
Renzo Tondo:  Presidente del FVG dal 2008 all'aprile 2013.
Disinteressato alla materia, demandata sempre al rispettivo assessore di competenza.
Debora Serracchiani: Presidente del FVG in carica dal maggio 2013. 
Idem come Renzo Tondo, con l'aggravante che non è mai riuscita ad imporre la sua influenza politica sul Palazzo a Roma per sbloccare l'iter d'omologazione presso l'ANSF, agenzia governativa controllata dal Ministero dei Trasporti.
Le meteore: ci sono stati poi tanti altri politici che hanno cercato di utilizzare o meglio di strumentalizzare questa vicenda. Autorevoli senatori, eurodeputate in cerca di voti (?), consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, tutti accumunati da un unico fine: apparire sui titoli dei giornali.

martedì 19 maggio 2015

Le Frecce spuntate del FVG ...

La marginalità ferroviaria del FVG non è certo una novità: la stazione di Mestre, oltre a rappresentare "l’orologio" del nostro trasporto regionale, è senza dubbio la porta di accesso all’Alta Velocità, visto che da lì partono i principali collegamenti per Roma e Milano.
Che l’Italia ferroviaria si fermi a Mestre non è una battuta, ma una triste realtà; il tempo di percorrenza tra Udine e Mestre oggi è di 1 h 37 min. con un treno regionale veloce (ex interregionale) e 2 h 01 min. con un regionale (ex locale); una percorrenza praticamente uguale se non superiore a quella di 30 anni fa.
L'Alta Velocità in FVG è solo sulla carta o nelle discussioni sui giornali: di certo però il FVG è l’unica Regione d’Italia che paga a Trenitalia un corrispettivo di 2,8 mln di €/annui per garantirsi i collegamenti Freccia.
Un’Alta Velocità virtuale, visto che l’offerta dei treni Frecciabianca e Frecciargento che collegano Torino/Milano e Roma a Trieste e Udine percorrono il FVG con tempi di percorrenza che in alcuni casi sono superiori a quello dei regionali (es. Frecciargento n. 9413 UD-Roma, il quale percorre la tratta UD-Mestre in 1 h 42 min.).
Treno / tratta
UD-Mestre
Num. Fermate
in FVG
Velocità media
UD-Mestre
Regionale Veloce
UD-Mestre
1 h 37 min.
4
km/h 78,24
Frecciargento n. 9413
UD-Roma p. 6.55
1 h 42 min.
1
km/h 74,41
Frecciabianca n. 9729
UD- Milano p. 13.25
1 h 24 min.
1
km/h 90,35
Frecciabianca n. 9720
Milano-UD p. 6.35
1 h 22 min.
1
km/h 92,56
Frecciargento n. 9442
Roma-UD p. 16.50
1 h 25 min.
1
km/h 89,29
IC 30
Venezia-Wien p. 15.59
1 h 29 min.
1
km/h 85,28
IC 31
Wien-Venezia p. 6.22
1 h 32 min.
1
km/h 82,50
Se poi teniamo conto che i Frecciargento Trieste-Roma e Frecciabianca Fast Milano-Trieste non effettuano alcuna fermata intermedia in regione, il servizio diventa inutilizzabile per l’intera utenza della Bassa friulana, dell’ Isontino, nonché per le stazioni balneari di Lignano e Grado.
Treno / tratta
UD-Mestre
Num. Fermate
in FVG
Velocità media
TS-Mestre
Regionale Veloce
TS-Mestre
1 h 53 min.
4
Km/h 76,99
Frecciabianca n. 9790
TS-Milano p. 6.16
1 h 24 min.
0
km/h 103,50
Frecciabianca n. 9710
TS-Torino p. 6.38
1 h 36 min.
1
km/h 90,62
Frecciargento n. 9404
TS-Roma p. 6.45
1 h 39 min.
0
km/h 87,87
Frecciabianca n. 9716
TS-Torino p. 9.38
1 h 36 min..
1
km/h 96,66
Frecciabianca n. 9748
TS-Milano p. 17.01
1 h 41 min.
3
km/h 86,13
Frecciabianca n. 9707
Torino-TS p. 5.40
1 h 47 min.
3
km/h 81,30
Frecciabianca n. 9737
Torino-TS p. 15.10
1 h 33 min.
1
km/h 93,54
Frecciabianca n. 9741
Milano-TS p. 18.05
1 h 36 min.
1
km/h 90,62
Frecciabianca n. 9747
Milano-TS p. 19.35
1 h 24 min.
0
km/h 103,50
Frecciargento n. 9440
Roma-TS p. 16.35
1 h 25 min.
0
Km/h 102,35
Più di qualche malalingua denuncia poi la scarsa affluenza sulle direttrici Venezia-Trieste e Venezia-Udine, assolutamente insufficiente a coprire i costi di gestione di Trenitalia; da qui la necessità dell’intervento pubblico da parte della Regione FVG.
L’importo di 2,8 mln €/annuo pare a molti eccessivo in relazione ai pochi passeggeri che vanno a usufruire di questi collegamenti e soprattutto dei tempi di percorrenza garantiti dalla Frecce in FVG.
La quasi totalità dei 450 posti risultano vuoti: 30-40 passeggeri al massimo sulla tratta Trieste-Mestre, mentre più utilizzata risultano le Frecce Udine-Roma grazie soprattutto alle fermate intermedie di Pordenone, Conegliano e Treviso.
Un’offerta che penalizza due volte gli utenti del FVG: in primis per il costo del biglietto applicato come AV (anche se in realtà i tempi di viaggio sono quelli di un regionale veloce), e secondariamente perché il costo del servizio è posto a carico dei contribuenti del FVG.
A fronte di ciò ci chiediamo
  • ha senso che la Regione FVG paghi quasi 3 mln di €/l’anno per questi treni "bandiera"?
  • con 2,8 milioni di €/annui (pari al 7% del corrispettivo pagato dalla Regione a Trenitalia per 120 treni regionali/giorno) quanti servizi regionali in più potrebbero essere erogati?
  • i tempi di percorrenza delle Frecce sono oggi di poco inferiori a quelli dei regionali, perché? Problemi di linea o d'orario?
Alcuni sostengono che contro la marginalità ferroviaria del FVG non vi sia alcun rimedio, visto che Trenitalia non ha interesse ad investire in perdita nella nostra regione.
Non pochi autori sostengono che sarebbe quindi più conveniente sostituire le costosissime Frecce con i nuovi treni CAF, i quali sono in grado di viaggiare sino a 160 km/h, risparmiando così la mancia milionaria a Trenitalia e dimezzando inoltre il costo del biglietto.
Spesso dimentichiamo che siamo un Regione Autonoma, in grado di essere padroni del nostro destino in certe materie, una specialità purtroppo mal sfruttata per i trasporti, utilizzata solo sulle pagine dei giornali per le solite diatribe politiche.
FVG e Alta Velocità è una questione ancora tutta aperta, che necessità di un serio approfondimento, ma soprattutto di un intervento deciso della politica, visto che riteniamo un'assurdità essere gli unici in Italia a pagare Trenitalia 3 mln per garantirsi questo tipo di offerta Freccia.