Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).
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domenica 1 ottobre 2017

Sacile-Maniago, il 10 dicembre il treno tornerà a correre sui binari

La bandiera della Pedemontana presentata a Cavasso
Nel corso della tavola rotonda “La ferrovia che ritorna: dalla Transiberiana alla Pedemontana, storia, emigrazione e turismo”, svoltasi ieri a Cavasso Nuovo, Andrea Palese, nostro portavoce, nonché consigliere comunale con la delega alla mobilità di Gemona, ha anticipato la data di riapertura della Pedemontana relativo al tratto Sacile-Maniago. 
La giorno x, salvo intoppi tecnici, sarà domenica 10 dicembre 2017, in occasione del cambio orario invernale, come appreso in maniera ufficiosa da fonti ferroviarie. 
Mancano 70 giorni alla riapertura del tratto Sacile-Maniago e impazzano le polemiche sulla carta stampata, dai passaggi a livello, agli orari del servizio, ancora non resi noti dalla Regione, alla mancanza di una campagna informativa, al piano di restyling delle stazioni fermo al palo.
Nonostante le rassicurazioni dell'Assessore regionale Santoro che cerca di nascondere questi colpevoli ritardi, il lavoro da fare è ancora tanto. Unica nota positiva lo stato di avanzamento dei lavori lungo la linea, i quali proseguono in base alla tabella di marcia.
Tanti gli spunti di riflessione emersi nel corso della tavola rotonda di Cavasso Nuovo, alla quale hanno partecipato oltre ad Andrea Palese, Giuseppe Ragogna, giornalista e Vice Direttore del Messaggero Veneto, Emanuele Zanon, Sindaco di Cavasso Nuovo e Alessandro Puhali, storico ferroviario.
I LAVORI DI RFI: terminati gli interventi di rinnovo dell’armamento con la sostituzione di traverse e binari ed il risanamento della massicciata a Budoja, il cantiere si è spostato ad Aviano, dove i tecnici stanno sostituendo parte delle rotaie al ritmo di 650/700 metri al giorno. Ad Aviano e Montereale verrà sistemato il primo binario di circolazione mentre a Maniago si rinnoverà il 1° e 2° binario, esclusi i deviatoi, che saranno soggetti alla sola revisione generale con la sostituzione delle traverse e traversoni di legno. A Montereale inoltre sono già stati installati i nuovi motori dei passaggi a livello che garantiranno una chiusura più rapida delle sbarre, mentre altri lavori sono in corso anche a Travesio. 
Le criticità tuttavia non mancano, sia quelle di natura tecnica, soprattutto su Sacile, che quelle legate al progetto turistico, il cui servizio verrà avviato la prossima primavera lungo tutta la tratta. 
ORARI E TARIFFE: ad oggi sconosciuti sono gli orari e le tariffe, ancora non resi noti dalla Regione e il fatto che nessuna campagna informativa sia stata avviata sul territorio, specialmente nelle scuole di Sacile e Maniago.
PROGETTO STAZIONI: anche il piano di restyling delle stazioni langue, fatto salvo per Gemona dove il progetto è in fase di realizzazione e Cavasso Nuovo dove gli interventi sono in progettazione, tutti gli altri Comuni sono fermi al palo. 
Purtroppo sembra che il passato non abbia insegnato nulla visto che si stanno facendo i medesimi errori: infatti prima di prevedere un’offerta così ricca di corse (22 al giorno), la Regione dovrebbe risolvere le criticità legate all’infrastruttura, partendo dalle stazioni ad esempio, dove il treno tornerà tra edifici in evidenti stato di degrado. 
PROGETTO TURISTICO: quello che più preoccupa di più tuttavia è la mancanza di un progetto turistico di Territorio, visto che Montagna Leader, capofila designata dalla Regione, non dispone delle risorse economiche per avviare il progetto. E’ singolare infatti come la Regione abbia affidato il compito di realizzare questo ambizioso progetto ad un Ente che negli ultimi anni si è distinto solo per pesantissimi bilanci in perdita (oltre 400mila solo negli ultimi due anni).
Manca di fatto un soggetto attuatore in grado di coordinare il futuro progetto turistico: a tal fine l'unica soluzione pare l'individuazione di un tour operator specializzato in materia. 
Se il quadro nazionale è molto positivo, con numeri che fanno capire che il progetto dei treni turistici è diventato una realtà economica e non è più il sogno di qualche appassionato, visto che nel 2017 lungo le sette linee nazionali di “Binari senza tempo” si è registrato un vero boom di presenze, con oltre 70mila turisti, a livello locale le Istituzioni, non riescono ad avviare un progetto che possa sfruttare il ritorno del treno, valorizzando le potenzialità turistiche, gran parte delle quali sono inespresse, creando un indotto economico come sta succedendo altrove. 
Ci sono tutte le condizioni affinché la Gemona-Sacile possa diventare un’eccellenza, visto che è stata inserita nell'elenco delle 18 ferrovie turistiche di interesse nazionale dalla recente legge 128/2017. Inoltre la Sacile-Gemona sarà la prima linea d'Italia ad essere utilizzata sia per il servizio di trasporto pubblico locale che per quello turistico, potendo sfruttare a pieno il volando della Ciclovia FV3 e del servizio treno+bici che sta spopolando lungo la Gemona-Tarvisio. Il taglio del nastro è prossimo e di certo non sarà un bel biglietto da visita farlo ad esempio a Maniago, in una stazione in evidente stato di degrado, emblema dell'immobilismo delle Istituzioni. 
Per non vanificare tutto e sfruttare al meglio l’opportunità è fondamentale strutturare un'offerta turistica all'altezza, la quale ormai è evidente che non può essere lasciata nelle mani delle Istituzioni, bensì è necessario il coinvolgimento degli operatori commerciali privati e delle associazioni di categoria. 

venerdì 15 settembre 2017

Domenica 24 settembre Conferenza "I Friulani sulla ferrovia Transiberiana tra '800 e '900 - l'avventura di una vita"

Domenica 24 settembre 2017, alle ore 17.00, presso il Palazat di Cavasso Nuovo (PN)  si svolgerà la Conferenza "I Friulani sulla ferrovia Transiberiana tra '800 e '900 - l'avventura di una vita".
L'incontro è organizzato dall'Associazione Culturalmente che sta curando con successo la Mostra fotografica "I friulani dela Transiberiana".
Nel corso della Conferenza verrà illustrata la storia dei friulani che hanno lavorato nella Transiberiana, persone che hanno affrontato un viaggio duro ed incredibile in una terra selvaggia come la Siberia, con la presentazione esperta di Alberto Vidon, insegnante e ricercatore, la capacità di esporre i fatti dei bravissimi relatori Angelo Floramo e Gianni Colledani, entrambi ricercatori storici e scrittori di fama, riusciremo a riscoprire un pezzo della storia delle nostre Genti che è un avventura dimenticata, un viaggio di dignità, lavoro e fatica che nulla invidia alle grandi avventure dello scrittore Jack London.
Osoppo, Raveo, Nimis, Trasaghis, Vito d’Asio, Clauzetto, Forgaria, Maiano, Pinzano, Aviano, Polcenigo, Tramonti, Anduins, sono solo alcuni dei Paesi del nostro Territorio da cui provenivano i lavoratori andati in Siberia, operai specializzati, non semplici manovali, impiegati come taglia pietre, scalpellini, costruttori di ponti e massicciate, maestranza di qualità e professionalità come già abbiamo visto nella storia dei nostri emigranti.
La visita alla Mostra porterà il visitatore, oltre che attraverso le foto e i testi, dentro il mondo dei nostri emigranti di inizio '900, con i suoni del vento siberiano, le voci del passato attraverso le letture delle lettere degli emigranti, e il rumore dei martelli intenti a lavorare le dure pietre granitiche delle montagne del lago baikal.
Un viaggio nel tempo e nella storia della nostra Gente, per conoscere la nostra capacità e la nostra forza come elemento di orgoglio e rispetto, riscatto e riscoperta delle nostre capacità attraverso la nostra storia.
La Mostra sulla ferrovia Transiberiana terminerà ai primi di ottobre; il 30 settembre sempre al Palazat di Cavasso Nuovo è prevista la Tavola Rotonda "La ferrovia che ritorna: dalla Transiberiana alla Pedemontana - storia, emigrazione e turismo", alla quale parteciperanno Giuseppe Ragogna, giornalista e Vice Direttore del Messaggero Veneto, Romano Vecchiet, scrittore e storico ferroviario e Andrea Palese, amministratore e promotore del progetto di Fondazione FS "Binari senza tempo".

venerdì 17 febbraio 2017

Gemona-Sacile, aspettando il treno, che fare?

Pubblichiamo una articolata riflessione di Andrea Palese, storico rappresentante dei Comitati Pendolari del FVG e promotore del progetto della ferrovia turistica della Pedemontana del Friuli.
Buona lettura.

LA SVOLTA: Il 2016 è stato senza dubbio l’anno della svolta per la ferrovia Gemona-Sacile, la quale grazie al Protocollo d’Intesa tra Gruppo Fs e Regione FVG verrà riattivata entro il 2018.
Un grande risultato, anche personale, visto che da anni seguo questa “causa” e che per primo ho avuto l’intuizione di inserire la Pedemontana nel progetto nazionale “Binari senza tempo” della Fondazione FS.
Un’intuizione maturata grazie a quel viaggio ad Agrigento a marzo 2016, lungo la ferrovia dei Templi; lì è nata la vera “rinascita” della Pedemontana, grazie all’incontro tra il sottoscritto, l'ing. Luigi Cantamessa, Direttore della Fondazione FS e l'on. Maria Iacono, prima firmataria della legge sulle ferrovie turistiche.
Lì ho capito le potenzialità di Fondazione Fs e la concretezza del suo progetto “Binari senza tempo” e da lì si è partiti per “importare” quel modello virtuoso in Friuli, cercando di far comprendere alla Regione FVG che non si poteva perdere quel treno.
Un viaggio nato quasi per caso, merito di una persona speciale che mi ha "spronato" a volare in Sicilia per conoscere Fondazione FS. Senza quello sprone quel viaggio non lo avrei mai fatto e probabilmente oggi l’affaire Pedemontana non si sarebbe risolto e saremmo a parlare d’altro.
Dopo Agrigento tante cose sono successe e quel sogno di rivedere il trenino correre sui binari della nostra amata ferrovia si sta pian piano realizzando.
L’ANNUNCIO DELLA RIAPERTURA: dopo una “battaglia civile” di quattro anni e una continua pressione sulle Istituzioni, con toni talvolta accesi, ad ottobre, è giunto il tanto atteso annuncio della riapertura della linea da parte dell'ing. Cantamessa.
Un risultato ancora più bello perché è arrivato in un contesto “casalingo”, proprio all’inaugurazione della Mostra fotografica di Gemona; evento alla cui organizzazione hanno partecipato tutte le anime ferroviarie del FVG, manifestando una unità d’intenti mai dimostrata prima.
Anche per questo possiamo dire che questa battaglia l'abbiamo vinta noi pendolari !
Il “miracolo” della Gemona-Sacile è stato possibile grazie al lavoro dei Comitati dei Pendolari, dei tanti appassionati e delle Associazioni; in questo contesto Andrea Palese è stato solo la figura di riferimento di un lavoro di squadra, ma soprattutto di chi ha creduto e crede che la riattivazione della ferrovia sia uno strumento di sviluppo economico del Territorio.
I successi della Mostra di Gemona e del Convegno di Cavasso Nuovo sono due esempi di quale sia oggi l’interesse della gente verso il tema della ferrovia; purtroppo è mancato l’interesse concreto di alcune Istituzioni e soprattutto il coraggio a promuovere il “progetto Pedemontana”.
In un Territorio in sofferenza, caratterizzato da un contesto economico difficile e marginale, sempre più depauperato dai servizi, è basilare uscire dagli schemi e cercare di inventarsi nuove iniziative che possano portare ricadute positive; proprio la ferrovia turistica potrebbe portare benefici grazie alla nascita di una microeconomia capace di creare nuovi posti di lavoro, sviluppando quel settore turistico, oggi ridotto ai minimi termini, ma di grande potenziale.
Come si è giunti alla riapertura della linea? Dal 2012 ad oggi tante sono state la manifestazioni e le iniziative a supporto della riapertura della ferrovia.
Il primo a denunciare la situazione è stato l’amico, Emanuele Zanon, Sindaco di Cavasso Nuovo, poi sono stati i Comitati dei Pendolari e in particolare quello dell’Alto Friuli a movimentare la scena, basti ricordare alla nota “Staffetta Treni-taglia ridacci il nostro treno” che ha percorso tutti i 70 km della linea sensibilizzando le Istituzioni.
Tante erano le aspettative riposte sullo studio di fattibilità di Ferrovie Udine Cividale (società partecipata della Regione): purtroppo si è perso oltre un anno per attendere uno studio (costato 40mila €) che ha evidenziato conclusioni quanto mai fantasiose, con un modello d'esercizio irrealistico (1,1 milioni di passeggeri/anno trasportati, con una media di 215 passeggeri a treno).
I risultati dello studio hanno evidenziato tutte le carenze di FUC, nella quale in tanti, me compreso, avevano ipotizzato (sbagliando!) che potesse assumere la gestione del servizio passeggeri.
Un'idea purtroppo senza fondamento, in quanto mai la Regione ci ha creduto, mettendoci i quattrini, potenziando la struttura di FUC.
In realtà lo studio è servito alla politica e all'Assessore Santoro in particolare solo per prendere tempo, visto che non si sapeva o non si voleva assumere una decisione per risolvere la grana Gemona-Sacile.
Stesso discorso vale per il “Protocollo di Pinzano”, documento sottoscritto dai Comuni a febbraio 2016 e voluto dalla Santoro per giustificare l’immobilismo della Regione sul tema.
Tanto si è scritto e tanto si è detto sul futuro della Pedemontana, fantasticando e facendo spesso paragoni inappropriati; personalmente condivido l’idea dell’ex Sindaco di Pordenone, Claudio Pedrotti, secondo il quale la Gemona-Sacile non è paragonabile per le sue peculiarità né alla Merano-Malles, né alla San Candido-Lienz, i cui modelli non sono replicabili in FVG. Questo soprattutto per la mancanza di una vocazione turistica “spinta”, presente altresì in Alto Adige e radicata da oltre 40 anni.
Da noi la partita va giocata con altre armi, sfruttando le tante potenzialità inespresse del Territorio e cercando soprattutto di far squadra.
BINARI SENZA TEMPO: il punto forte su cui basare il futuro della Pedemontana è l'accordo tra Regione e Gruppo FS, il quale prevede che la Gemona-Sacile sarà la prima linea d’Italia che verrà utilizzata sia per il trasporto passeggeri regionale, che per il servizio turistico.
Si tratterà di una riapertura per fasi: il 2018 dovrebbe essere l'anno buono per la tratta passeggeri Sacile-Maniago e per l'avvio del servizio turistico lungo tutta la linea, la quale diventerà l’ottava ferrovia del progetto nazionale “Binari senza tempo” di Fondazione FS; un progetto che dalla sua creazione nel 2014 ha permesso la riapertura per scopi turistici di sette linee, caratterizzate da un alto valore storico e paesaggistico per la bellezza dei territori attraversati dai tracciati e per gli arditi manufatti che vi insistono.
Nel 2016 oltre 60mila turisti hanno viaggiato sui treni storici della Fondazione FS, confermando il trend di crescita del turismo ferroviario (+47% rispetto al 2015) con oltre 230 eventi (+39%).
L’Abruzzo, con la meravigliosa Sulmona-Carpinone la cosiddetta “Transiberiana d’Italia”, è la meta più gettonata con oltre 14mila presenze; la Sicilia, invece, risulta la prima regione per numero di eventi organizzati (42) grazie ad un esteso programma congiunto tra Fondazione FS, Regione e Trenitalia, previsti peraltro dal contratto di servizio, il quale ha esteso anche ai treni storici per fini turistici la possibilità di finanziamento mediante fondi appositamente destinati dalla Regione.
La classifica del turismo ferroviario vede il Friuli penultimo, con appena 512 presenze e 4 eventi organizzati (treno di Pasolini e Barcolana Express).

Passeggeri
Eventi
Media pass./evento
Abruzzo
14.754
39
379
Lombardia
9.063
25
362
Toscana
8.523
34
250
Sicilia
5.530
42
132
Piemonte
5.412
21
258
Campania
4.493
25
180
Veneto
3.918
10
391
Liguria
3.393
8
424
Puglia
1.877
5
375
Lazio
1.050
10
105
Emilia Romagna
758
3
256
Friuli Venezia Giulia
512
4
128
Sardegna
408
4
102
TOTALE
59.691
230
260

Risultati molto deludenti, frutto dello scarso interesse dimostrato dalla politica regionale; l’inserimento della Gemona-Sacile, come ottava linea di “Binari senza tempi”, dovrebbe invertire questa rotta e aumentare l’appetito di turismo ferroviario di questa regione.
CLIMA POLITICO: non sono mancate le polemiche e la solita propaganda politica; tante sono state le promesse, soprattutto da parte della Regione, che per anni ha tentennato, tenendo un atteggiamento ondivago e procrastinando ogni decisione, per poi approfittare del lavoro altrui (Comitati dei Pendolari in primis).
L’unico punto fermo è che sarà il Gruppo FS a mettere i quattrini per la riattivazione della linea (17 milioni di euro); manca invece una visione d'insieme e una progettazione delle attività a supporto del progetto turistico.
Le incapacità della Regione e dell'Assessore al riguardo sono evidenti, ma anche quelle delle "Corti dei Miracoli locali" non sono da meno. Mi riferisco a tutti i Comuni che per tutto questo tempo sono rimasti “coperti e allineati”, privilegiando per opportunità partitica l’immobilismo regionale.
Fatto salvo Gemona del Friuli e Cavasso Nuovo, gli altri sono rimasti “freddini” dinanzi alla questione Pedemontana: alle belle parole e alle tante fotografie scattate nel corso delle varie “passerelle”, poi nei fatti non si sono registrati atti che possano in qualche maniera supportare il progetto ferrovia.
Gemona gestisce già la stazione in comodato e a breve avvierà un cantiere da 80mila € per il restyling dell’immobile in prospettiva dell’avvio della ferrovia turistica: un progetto partito ancora nel 2013 che vedrà coinvolte Associazioni, Pro Loco ed operatori commerciali privati.
Nessun altro Comune ha invece ottenuto il comodato della stazione da parte di RFI: l’unico che ha fatto qualche timido passo in avanti è Cavasso Nuovo, che sull’esempio di Gemona, ha ottenuto nel 2016 un finanziamento per la riqualificazione dell’immobile fs e ora sta ragionando con RFI come poter sfruttare la stazione.
Molto nebulosi appaiono invece i progetti di Montereale e Pinzano (quest’ultimo beneficiario recentemente di un finanziamento regionale), le cui proposte progettuali appaiono più dei “libri dei sogni” che altro, visto che non sono state vagliate dalla proprietà RFI.
Manca soprattutto la collaborazione tra Istituzioni e operatori commerciali: proprio quest’ultimi, per la riuscita del progetto, dovranno necessariamente essere coinvolti.
Servono idee chiare fin dall’inizio perché il rischio è che le stazioni ristrutturate e destinate a specifiche attività sulla base delle progettualità dei Comuni, restino poi desolatamente vuote per la mancanza dell’interesse degli operatori privati: è assurdo infatti che i Comuni, ognuno per conto suo, ipotizzino i più disparati recuperi funzionali delle stazioni (B&B, servizi bike sharing, ecc.), senza un progetto d’insieme e soprattutto senza sapere chi in futuro gestirà l’immobile.
Mi meraviglio poi che Comuni come Maniago e Forgaria, che potrebbero ottenere un valore aggiunto dallo sfruttamento della ferrovia, siano rimasti fino ad oggi sempre ai margini.
Maniago beneficerà infatti sia del ritorno del traffico passeggeri (pendolari e studenti), che dell’avvio del servizio turistico, i cui flussi - grazie alla posizione centrale della stazione - raggiungeranno facilmente il cuore della città del coltello. Forgaria invece potrebbe sfruttare le due fermate presenti sul suo territorio (Cornino e Forgaria) per valorizzare le eccellenze naturalistiche, in primis la Riserva di Cornino.
LEGGE FERROVIE TURISTICHE: un ulteriore fattore positivo è dato dall’inserimento della Pedemontana nell’elenco della legge sulle ferrovie turistiche (Ddl Iacono), recentemente approvata dalla Camera dei Deputati.
Si tratta di una legge di principio che detta le linee guida in materia e che pone le basi per il riconoscimento del recupero delle linee ferroviarie dismesse o in disuso, come un asset economico strategico per un turismo sostenibile. Purtroppo la legge difetta di una propria copertura finanziaria (in quanto demanda alle Regioni l'individuazione delle risorse economiche necessarie) e dell'indicazione di un soggetto capofila (es. Fondazione FS).
Si tratta tuttavia di un bel passo in avanti, che promuove il turismo ferroviario e il recupero di vecchi tracciati, invertendo quell’indirizzo dei primi anni ’90 volto al taglio indiscriminato dei rami secchi.
Speriamo solo che la burocrazia non demolisca quanto di buono fatto fino ad oggi e conquistato con molta difficoltà.
FASE 2: forte è stato fino oggi l’interesse della stampa sulla questione Pedemontana, probabilmente la ferrovia “più mediatica” degli ultimi anni, grazie alle tante iniziative organizzate (convegni, mostre, concorsi fotografici), alcune a dire il vero finalizzate più al mero protagonismo che per l’effettiva riapertura della ferrovia.
Non nascondo che è il ruolo della stampa locale è stato determinante per l’ottenimento del risultato e di questo si deve ringraziare i giornalisti che si sono dedicati con professionalità al tema, tuttavia ora è necessario cambiare passo, passando dalle pagine dei giornali al campo.
Acquisito l'impegno di FS, serve avviare la Fase 2, lavorando sul Territorio per realizzare quegli interventi infrastrutturali a supporto del progetto turistico, investendo denari veri e non quelli del "Monopoli" promessi fino ad oggi dalla politica.
Non ho dubbi che nei prossimi mesi il tema ferrovia verrà utilizzato per strumentalizzazioni personali o politiche, fini a se stesse: ora che il tema è “caldo” in tanti si cimenteranno e cercheranno di "salire sul carro", sfruttando la mediaticità della materia per speculazioni giornalistiche estranee però al progetto ferroviario.
La “Fase 2” per dare sostanza al rilancio della ferrovia dovrà caratterizzarsi dall’avvio del “Progetto di Territorio”, con investimenti mirati a supporto della ferrovia turistica.
In questo contesto è basilare il potenziamento della Ciclabile FVG3, la sistemazione delle stazioni e loro destinazione per attività turistiche quali B&B, Infopoint o altre attività commerciali, l’individuazione di itinerari storico-naturalistici, di percorsi enogastronomici (es. pitina e prosciutto di San Daniele), mediante una adeguata campagna di promozione e di marketing, sviluppando una sinergia con gli operatori privati.
Nulla di tutto questo è stato pensato e per ora siamo fermi alle parole di un fantomatico "Progetto di Territorio" che non esiste e che probabilmente si trasformerà in un altro studio di fattibilità con belle ma inutili slides ...
La soluzione prospettata dalla Regione di delegare il GAL-Montagna Leader non mi convince, visto che molti dubbi restano sulle competenze in materia dell'Ente individuato.
Si punterà sui bandi UE, con un programma di interventi quanto mai nebuloso.
Temo che si perderà ancora tempo, sulla falsariga di quanto già successo con lo studio di FUC, visto che si è deciso “di non decidere” e di "non aprire il portafogli", puntando su un soggetto "amico", politicamente controllabile.
Ammesso che si riesca a vincere qualche bando UE, mi domando quando saranno disponibili queste risorse? Il treno tornerà a correre nel 2018 e per quella data un minimo di infrastruttura turistica dovrebbe quanto meno essere già abbozzata.
Purtroppo non si stanno preparando le basi per l’avvio del progetto turistico e si continua "a vivere alla giornata": il rischio quindi è quello di arrivare impreparati al 2018 e di ritrovarsi con un non-progetto che potrebbe avere sin dall'inizio una sopravvivenza molto difficile.
Oltre al coinvolgimento fondamentale degli operatori privati resta basilare il coinvolgimento diretto e fattivo dei Comuni, i quali fino ad oggi hanno subito decisioni calate dall'alto.
La scommessa ferroviaria della Pedemontana potrà essere vinta poi solo se la Regione, sull’esempio di quanto già fatto dalla Sicilia, prevederà nel nuovo Contratto di Servizio con Trenitalia i km/treno sia per il servizio passeggeri Sacile/Maniago, ma soprattutto quelli per il servizio turistico Gemona/Sacile, in maniera da rendere la ferrovia turistica un servizio stabile e non solo spot.
La riapertura della Pedemontana resta in ogni caso una delle più belle pagine della storia degli ultimi anni di questa regione, ottenuta grazie alla volontà e alla determinazione di alcuni rappresentanti della Società Civile che hanno fortemente voluto salvaguardare e difendere il patrimonio storico della ferrovia, parte integrante della di questa Terra.
Un onore e una grande soddisfazione aver partecipato a questo splendido "viaggio" che mi ha permesso di scoprire le bellezze della Pedemontana e condividere con tanti compagni di viaggio questa emozionante avventura.
Andrea Palese

venerdì 30 dicembre 2016

Cavasso Nuovo, primo Comune, che approva OdG a sostegno della Ferrovia Turistica

Il Sindaco di Cavasso Nuovo, Emanuele Zanon
La questione della ferrovia Gemona-Sacile e in particolare il progetto turistico legato alla riattivazione della linea continua a tener banco.
Tante sono le novità intervenute nell’ultimo mese, dalla firma del 22 novembre scorso a Roma del Protocollo d'Intesa tra la Regione FVG e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) che prevede la riattivazione della linea entro il 2018, alla notizia dell’inserimento della ferrovia Gemona-Sacile nell’elenco nazionale delle linee turistiche della proposta di legge n. 1178 sull’istituzione delle ferrovie turistiche, approvato dalla IX Commissione della Camera dei Deputati, all’approvazione all’unanimità dell’Ordine del Giorno da parte del Consiglio Regionale, con il quale si impegna la Giunta a reperire i dovuti finanziamenti e ad attuare, gli interventi necessari per dare avvio ad un "Progetto economico Territoriale", che sappia sfruttare al meglio la riattivazione della ferrovia in ambito turistico.
In questo contesto, ieri sera il Comune di Cavasso Nuovo ha approvato un Ordine del Giorno che riconosce la necessità di avviare da subito sul Territorio una serie di attività legate al progetto turistico e in particolare la necessità di potenziare la ciclabile FVG3 nell’ottica del servizio treno+bici, migliorare l’accessibilità e la funzionalità delle stazioni, individuando specifici spazi non utilizzati per l’esercizio della funzione ferroviaria, destinandoli per uso turistico, favorire l’avvio di nuove attività commerciali legate allo sfruttamento della ferrovia turistica (es. B&B, spacci di prodotti locali, attività legate al cicloturismo), nonché di realizzare specifiche e mirate iniziative di marketing e promozione turistica a supporto del progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS.
Il Sindaco Emanuele Zanon, fin dal primo giorno in trincea per chiedere il ripristino della ferrovia, in sintonia con il nostro pensiero, ha ribadito "la necessità di arrivare preparati ed organizzati alla riapertura della linea nel 2018 supportando il progetto della Fondazione FS".
Per Zanon è prioritario che i Comuni assumano il comodato delle stazioni, "a condizioni tali da favorire il loro recupero funzionale, in modo da garantire la creazione di spazi ricreativi/culturali e commerciali a supporto della ferrovia, coinvolgendo le tante Associazioni presenti sul Territorio, così come già successo in altre realtà italiane che hanno sposato il progetto. Non possiamo infatti pensare che la ferrovia venga ripristinata e di ritrovarci con stazioni decadenti e desolatamente vuote, con un’offerta turistica deficitaria e mal organizzata. Questo sarebbe un autogol clamoroso per le nostre Comunità, che perderebbero la più grande occasione per sviluppare sul Territorio le nuove e redditive forme di “turismo lento” legato al treno".
Cavasso Nuovo, unitamente a Gemona del Friuli si sono già mosse in questa direzione, ottenendo dalla Regione FVG un finanziamento di 80mila € nell’ambito del Piano Piccole Stazioni; risorse che verranno utilizzate nel corso del 2017 per realizzare un restyling degli immobili ferroviari.
L’Odg approvato dal Consiglio Comunale di Cavasso Nuovo verrà inviato a tutti i Comuni della tratta, i quali saranno invitati a lor volta ad approvarlo, nonché alla Regione FVG, a RFI, a Fondazione FS e al GAL - Montagna Leader, quest'ultimo individuato dalla Regione come Ente competente a svolgere la progettualità degli interventi richiesti.
Ora si tratta di realizzare sul campo gli interventi e le infrastrutture necessarie per dar avvio al progetto turistico; indispensabile sarà trovare una sinergia tra tutti gli attori coinvolti e una progettazione unitaria, oltre al basilare supporto degli operatori privati.
Anche Maniago, Comune rimasto fino ad oggi sempre alla finestra sulla questione ferrovia, sembra muoversi in questa direzione, visto che è recente la notizia che il consigliere comunale di opposizione, Francesco Busetto, ha depositato un Ordine del Giorno similare a quello di Cavasso Nuovo.
L'unione fa la forza, il tempo però stringe ! 

lunedì 28 novembre 2016

Progetti per la ferrovia: "Serve un milione subito"

Molto partecipato con interventi e proposte molto interessanti, questo l'esito del Convegno svolto sabato a Cavasso Nuovo, "Sacile-Gemona, storia di una ferrovia proiettata nel futuro".
Particolarmente apprezzati sono stati gli interventi del Sindaco Emanuele Zanon e del nostro rappresentante Andrea Palese, promotore del progetto turistico della Fondazione FS.
Di seguito pubblichiamo l'articolo del Messaggero Veneto  a firma di Giulia Sacchi pubblicato domenica 27.11.2016

«Chiederemo alla Regione di inserire nella finanziaria, in discussione la prossima settimana, un emendamento per lo sviluppo della ferrovia Pedemontana. Un milione di euro per finanziare subito interventi di miglioramento della ciclabile Fvg3 e rifinanziare il piano stazioni minori per garantire il restyling di alcuni immobili ferroviari, in cui ospitare attività turistiche ed economiche. E' tempo che la Regione apra il portafogli». L'annuncio è arrivato da Andrea Palese, rappresentante del Comitato dei Pendolari Alto Friuli e consigliere comunale a Gemona, nel convegno "Sacile-Gemona, storia di una ferrovia proiettata nel futuro", ospitato al Palazat di Cavasso Nuovo, comune guidato da Emanuele Zanon e da cui è partito il percorso che ha portato sino alla comunicazione della riapertura della linea attraverso il progetto "Binari senza tempo" di Fondazione Fs.
Servono investimenti. «Bisogna investire risorse su progetti specifici - ha precisato - La Regione dovrà favorire con interventi mirati l'insediamento di nuove attività commerciali legate allo sfruttamento della ferrovia turistica, come bed&breakfast, spacci di prodotti locali e noleggio di bici. Si deve investire su promozione e marketing con un brand unico, che rappresenti il progetto turistico della linea». Diventa quindi necessario, secondo Palese, «essere affiancati da professionisti della materia e tour operator, come hanno fatto per esempio in Sicilia. Non è pensabile che siano enti pubblici o i soliti carrozzoni delle partecipate, sforniti peraltro di competenze, a seguire questa importante materia».
Progetto turistico. Palese e Zanon hanno messo in evidenza che «bisogna pensare a un nuovo modo di fare turismo, dando vita a una microeconomica intorno alla ferrovia. Si devono creare posti di lavoro e nuove possibilità di sviluppo in un territorio in sofferenza».
Un progetto del territorio e per il territorio. «Bisogna superare il problema ante chiusura della linea, che si è voluto fare chiudere - ha osservato Palese - La verità è che i numeri erano pochi perché non c'erano né orari né coincidenze. Serve un programma d'esercizio serio, vicino al territorio, con orari consoni e coincidenze da e per Venezia e da e per Pordenone e Udine».
Stazioni in comodato. Palese ha lanciato un appello ai sindaci: «Dalla prossima settimana, inizino a deliberare in giunta le richieste di comodato d'uso gratuito delle stazioni a Rfi - ha detto - e chiedano alla Regione di poter derogare il contratto standard e fare intese Regione-Ferrovie dello Stato che permettano di svolgere nelle stazioni attività commerciali legate al progetto turistico».
«Il comodato delle stazioni - ha precisato - è un atto propedeutico alla riapertura della linea. Sarebbe un grave errore riaprire la tratta e trovarsi con stazioni nel degrado, chiuse e non in grado di accogliere adeguatamente i turisti».
Il tempo stringe. «Il 2018, data in cui è prevista la riapertura della linea, è vicino e non possiamo arrivare impreparati a questo importante appuntamento - ha osservato Zanon - Bisogna essere concreti: propongo la creazione di un tavolo snello, veloce ed efficace per coordinare le iniziative e prepararci per tempo al 2018. Serve fare rete, ma soprattutto attivarsi subito. Tutti devono collaborare in maniera attiva al progetto: Municipi, associazioni, operatori economici e cittadini. La ferrovia non è il fine del progetto, ma il mezzo per sviluppare un piano più ampio».

venerdì 25 novembre 2016

Progetto Pedemontana: domani primo incontro a Cavasso Nuovo


Con la firma del protocollo d’intesa tra Regione FVG e RFI Spa ora è ufficiale che la linea Pedemontana verrà riattivata sia per treni viaggiatori che per finalità turistiche.
Da alcune settimane sono già in corso i primi interventi lungo la linea, che consentiranno la riattivazione per fasi del traffico ferroviario: nel 2018 saranno riattivati i servizi commerciali sulla tratta Maniago–Sacile e sarà dato avvio ad un servizio turistico su tutta la linea a cura della Fondazione FS col progetto nazionale “Binari senza tempo”.
L’accordo prevede inoltre l’impegno della Regione a destinare specifiche risorse per il presidio e il miglioramento qualitativo delle stazioni ferroviarie della linea, nell’ambito di convenzioni tra RFI e gli Enti Locali.
Per sensibilizzare le Istituzioni e tutti i portatori d’interesse (pubblici e privati) a sviluppare un progetto economico territoriale in grado di supportare Fondazione FS nel rilancio della ferrovia, alcune Associazioni, hanno dato vita al “Progetto Pedemontana”, il quale verrà simbolicamente contraddistinto dallo storico logo del Comitato Gemona-Sacile.
Oltre al Comitato Pendolari Alto Friuli, capofila del progetto, hanno già aderito Italia Nostra Onlus FVG, Legambiente FVG, il Coordinamento regionale FVG di FIAB, l’Associazione Ciampore asd per il turismo sostenibile, il Gruppo 835 Vapore Vivo, l’Associazione Ferrovia Willy e la Sat – DLF di Udine.
Si partirà domani da Cavasso Nuovo, dove grazie alla disponibilità del Sindaco, Emanuele Zanon, da sempre in prima linea sul tema della ferrovia, si terrà l’incontro dibattito “Sacile-Gemona: una ferrovia proiettata nel futuro”.
L’appuntamento è fissato per le ore 16.00 presso la sede municipale (vedi foto del volantino): ospite d’onore sarà l’arch. Massimo Bottini di Italia Nostra, nonché Presidente Nazionale della Conferenza Nazionale della Mobilità Dolce (CO.MO.DO.), la quale organizza la “Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate”.
Bottini porterà l’esperienza di Italia Nostra che da anni, grazie ad un Gruppo di Lavoro dedicato alle ferrovie storiche si occupa a livello nazionale di mobilità sostenibile, perseguendo la salvaguardia del patrimonio delle linee dismesse o non più in esercizio.
All’incontro interverrà anche il dott. Andrea Palese, nostro rappresentate e primo promotore del progetto della Fondazione FS, il quale illustrerà i cardini del “Progetto Pedemontana”.
Il programma prevede inoltre l’importante partecipazione dell’ISIS di Sacile e Brugnera e dell’ISIS E. Torricelli di Maniago, le quali saranno rappresentate dai rispettivi dirigenti scolastici, prof. Alessandro Basso e Piervincenzo Di Terlizzi, i quali presenteranno il “Progetto scuole e ferrovia”.  CLICCA PER MAGGIORI INFO
L’incontro di Cavasso, dedicato a Italia Nostra e alle scuole, sarà il primo di una serie che verranno organizzati in Pedemontana: nel corso del 2017 Legambiente FVG e FIAB saranno protagonisti di altri incontri che si propongono di illustrare come valorizzare sotto il profilo turistico la ferrovia sfruttando gli aspetti naturalistici (Legambiente) e cicloturistici (Fiab) del nostro Territorio.
Con questo spirito le Associazioni intendono raccogliere una serie di dati basilari per la riuscita del progetto turistico: verrà in particolare lanciato un censimento che coinvolgerà Comuni e attività economiche locali, per l’acquisizione di elementi utili ad individuare una serie di percorsi turistici, sfruttando le potenzialità - oggi inespresse - della Ciclabile FVG3 e delle tante attrattive culturali e naturalistiche della Pedemontana. Lo scopo è quello di arrivare preparati ed organizzati alla riapertura della linea, favorendo e supportando il progetto della Fondazione FS.

PROGRAMMA: Sacile-Gemona: una ferrovia proiettata nel futuro”.
Ore 16.00 Saluto del Sindaco di Cavasso Nuovo, Emanuele Zanon
Ore 16.15 Intervento del dott. Andrea Palese (Comitato Pendolari Alto Friuli): progetto "Binari senza tempo" di Fondazione FS, prospettive di sviluppo turistico della linea
Ore 16.30 Intervento dell'arch. Massimo Bottini (Italia Nostra Sezione di Udine - Presidente Nazionale CO.MO.DO.): "La Pedemontana del Friuli, la ferrovia che rinasce"
Ore 17.00 Intervento del prof. Alessandro Basso (Dirigente Scolastico ISIS di Sacile e Brugnera) e del prof. Piervincenzo Di Terlizzi (Dirigente Scolastico IIS "E. Torricelli di Maniago): "Progetto scuole e ferrovia"
Ore 17.30 Intervento di Mauro Giannelli (Ciampare asd - per un turismo sostenibile): "Proposte per un riuso degli spazi ferroviari a fini di accoglienza turistica"
Ore 18.00 Conclusioni
L'incontro/dibattito verrà moderato dall'Avv. Alessandro Puhali, noto storico ferroviario.
Seguirà "Slam di Poesia e Musica" , esibizione musicale a cura del Treno dei Poeti
Sarà presente una anteprima della Mostra "La Ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo", a cura del Comitato Pendolari Alto Friuli dell'Associazione Ferrovia Willy.

domenica 20 novembre 2016

Sacile-Gemona, storia di una ferrovia proiettata nel futuro. Si parte sabato 26 novembre da Cavasso Nuovo

Sabato 26 novembre alle ore 16.00 presso il Municipio di Cavasso Nuovo si terrà l’incontro/dibattito “Sacile-Gemona, storia di una ferrovia proiettata nel futuro”.
L’incontro è il primo di una serie in programma in Pedemontana, che verranno organizzatati da un pool di Associazioni (Comitato Pendolari Alto Friuli, Italia Nostra, Legambiente e Fiab), le quali intendono stimolare le Istituzioni ad avviare da subito un progetto territoriale legato al rilancio e alla valorizzazione della Ferrovia Pedemontana.
La ferrovia - come annunciato a Gemona dal Direttore della Fondazione Ferrovie dello Stato, ing. Luigi Cantamessa, lo scorso 8 ottobre all’inaugurazione della Mostra “La Ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo”, - verrà riattivata e rientrerà nell’ambito del progetto nazionale “Binari senza Tempo”.
A questo punto risulta prioritario sensibilizzare il Territorio e le Istituzioni affinché si creino le condizioni minime per l’avvio del progetto turistico: a tal fine le Associazioni ritengono necessario potenziare una rete di sinergie tra i vari portatori d’interesse per sviluppare un progetto territoriale di vasta area in grado di supportare la Fondazione FS nel rilancio della ferrovia.
Con questo spirito le Associazioni intendono raccogliere sul Territorio una serie di dati basilari per la riuscita del progetto turistico della Fondazione FS: verrà in particolare lanciato un censimento che coinvolgerà Comuni e attività economiche locali, per l’acquisizione di elementi utili ad individuare una serie di percorsi turistici, sfruttando ad esempio le potenzialità oggi inespresse della Ciclabile FVG3 e delle tante attrattive culturali e naturalistiche della Pedemontana.
Si partirà pertanto da Cavasso Nuovo, sede simbolica, in quanto da qui nel settembre 2012 iniziò la “battaglia” per richiedere la riapertura della linea.
All’incontro parteciperanno, il Sindaco di Cavasso Nuovo, Emanuele Zanon, da sempre in prima linea, Andrea Palese, rappresentante del Comitato Pendolari Alto Friuli e primo proponente del progetto della Fondazione FS e Massimo Bottini di Italia Nostra, nonché Presidente Nazionale della Conferenza Nazionale della Mobilità Dolce (CO.MO.DO.), la quale organizza la “Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate”.
Bottini porterà l’esperienza di Italia Nostra che da anni, grazie ad un Gruppo di Lavoro dedicato alle ferrovie storiche si occupa a livello nazionale di mobilità sostenibile, perseguendo la salvaguardia del patrimonio delle linee dismesse o non più in esercizio.
Il programma prevede inoltre l’importante partecipazione dell’ISIS di Sacile e Brugnera e dell’ISIS E. Torricelli di Maniago, le quali saranno rappresentate dai rispettivi dirigenti scolastici, prof. Alessandro Basso e Piervincenzo Di Terlizzi, i quali presenteranno il “Progetto scuole e ferrovia”.
Si tratta di un progetto didattico pluridisciplinare a classi aperte rivolto ad un gruppo di studenti di entrambi gli Istituti, che prevede la realizzazione di due veicoli da ferrovia mossi da pedali (ciclotreno). Il progetto, che sarà seguito dai prof Roberto Zamparini e Fabio Bonacotta, prevede nella primavera 2017 l’organizzazione di un viaggio dei ciclotreni lungo la ferrovia.
I due mezzi partiranno rispettivamente da Sacile San Liberale e da Maniago, incontrandosi poi ad Aviano dove ad attenderli ci saranno gli alunni dei due Istituti; per l’occasione le Associazioni organizzeranno una serie di eventi collaterali dedicati alla Pedemontana.
Durante il percorso dei ciclotreni verranno organizzate delle micro-tappe, occasione di brevi interventi didattici riguardanti l’aspetto naturalistico e geomorfologico della Pedemontana, la storia della costruzione della ferrovia e dei luoghi che attraversa, l’aspetto della manutenzione tecnica delle infrastrutture ferroviarie.
L’incontro di Cavasso dedicato alle scuole sarà pertanto il primo di una serie che saranno dedicati alla ferrovia e che si propongono di illustrare come questa potrebbe essere valorizzata sotto il profilo turistico sfruttando gli aspetti naturalistici (Legambiente) e cicloturistici (Fiab).
Lo scopo è quello di arrivare preparati ed organizzati alla riapertura della linea (2018?), favorendo e supportando il progetto della Fondazione FS.
E’ prioritario ad esempio che i Comuni assumano il comodato delle stazioni, a condizioni tali da favorire il loro recupero funzionale, in modo da garantire la creazione di spazi ricreativi/culturali e commerciali a supporto della ferrovia, coinvolgendo le tante Associazioni presenti sul Territorio.
Come già successo in altre realtà italiane che hanno sposato il progetto della Fondazione FS, è di basilare importanza che le stazioni diventino il punto di riferimento per l’utenza/turisti.
Si dovrà quindi puntare decisi sul completamento e miglioramento della Ciclovia FVG3, la quale proprio a Gemona si interseca con la più nota Ciclovia Alpe Adria - FVG1, percorsa annualmente da migliaia di ciclisti e sull’individuazione di specifici percorsi naturalistici, storico-culturali ed enogastronomici in grado di attrarre il turismo ferroviario, sempre in maggior espansione in questi ultimi anni.

domenica 7 agosto 2016

Ferrovia Sacile - Gemona, la Regione tace: «Ultima occasione a rischio»

Articolo di Giulia Sacchi pubblicato sul Messaggero Veneto del 2 agosto 2016
Alla Regione è piaciuta l’idea di fare inserire la linea Sacile-Gemona nel novero delle tratte che possono essere istituite come ferrovie turistiche, per le quali esiste una proposta di legge, ma la commissione parlamentare che avrebbe dovuto svolgere un sopralluogo entro giugno sui binari non si è ancora vista.
Un’idea lanciata da Andrea Palese, consigliere comunale di Gemona e rappresentante del Comitato dei Pendolari Alto Friuli, che oggi, col Sindaco di Cavasso, Emanuele Zanon, denuncia «l’ennesima fase di stallo nel percorso di riattivazione della ferrovia chiusa dal 2012».
L’invito alla Regione di amministratori e pendolari è quello di non perdere tempo: sono passati sei mesi, da quando è stato annunciato che la riattivazione, almeno del tratto Pinzano-Gemona a scopo turistico con l’impiego di treni storici, potrebbe passare per il progetto nazionale Binari senza tempo, curato dalla Fondazione Ferrovie dello Stato, che ha riportato convogli a viaggiare su antiche linee. Si pensi alla siciliana Ferrovia dei templi, lungo la quale a marzo, dopo 38 anni di dismissione, è stato inaugurato il nuovo capolinea della stazione di Porto Empedocle succursale.
Proprio in Sicilia è stato annunciato l’interesse della Fondazione alla Sacile-Gemona: il direttore Luigi Francesco Cantamessa, che ha incontrato Palese, ha dichiarato che l’obiettivo di "Binari senza tempo" è unire lo Stivale, da Agrigento al Friuli. Dopo questo primo e importante passo, spettava alle istituzioni, Regione in testa, fare mosse giuste e celeri. Ma, da allora, poco s’è visto. «A febbraio ho scritto all’assessore regionale Maria Grazia Santoro, invitandola a prendere in considerazione il progetto di Fondazione – dice Palese –. Una proposta che ha destato interesse, ma poi il nulla. Non possiamo perdere questo treno: il rilancio della ferrovia passa necessariamente per la valorizzazione turistica del territorio, che ha ampie potenzialità di sviluppo, basti pensare al connubio treno e bici con la ciclovia Fvg3 che corre parallela alla linea. In Sicilia, Piemonte, Abruzzo, Toscana e Campania, grazie al progetto di Fondazione, si stanno creando le condizioni per un vero rilancio turistico, con enti pubblici e privati in prima linea».
Secondo Palese e Zanon, «il Friuli continua a vivere nel suo immobilismo autoreferenziale, e di questo passo non soltanto la linea non verrà mai più riaperta, ma il territorio subirà ulteriori penalizzazioni. Servono determinazione e coraggio, ma soprattutto iniziare a dialogare coi vertici di Fondazione, che, è bene ricordare, è partecipata per metà da Trenitalia, gestore che dovrebbe svolgere il servizio in Pedemontana, e per metà da Rfi, proprietaria della linea».
Quella della riattivazione della linea sembra una storia senza fine, ma Palese e Zanon non mollano. «Dopo l’incontro con Cantamessa, Palese ha dimostrato che il ripristino della tratta può diventare realtà – sottolinea Zanon –. La Regione ha in mano tutti gli elementi per procedere, dallo studio di fattibilità al sostegno dei Comuni. E’ tempo di chiudere positivamente questo capitolo».