Servizio ferroviario in Alto Friuli sempre più scadente.
Dal 1 gennaio al 30 aprile scorso si sono contate 27 soppressioni e 185 ritardi > 10 min. su 1990 treni programmati (il report ha tenuto conto solo dei treni dal lunedì al sabato e dei ritardi superiori ai 10 minuti).
L’indice di disservizio è stato pari al 10,65% contro il 4,27% fatto registrare nel medesimo periodo del 2013.
Il trend nei primi giorni di maggio è persino peggiorato: su 88 treni, 21 sono stati i ritardi > ai 10 min. (ritardo medio pari a 27 min.) con l’indice di disservizio schizzato al 23,86%.
I lavori non c’entrano, ormai è evidente che questa sia solo una giustificazione utilizzata per mascherare i veri problemi, considerato che i ritardi accertati sono ben > ai 10 min. annunciati da Regione e Trenitalia per i cantieri.
Disservizi causati invece dall’assurdità di questo nuovo orario cadenzato e dalla mancata manutenzione delle vecchie rotabili che non riescono più a seguire le tracce orarie.
Oltre alla mancanza di puntualità ora è scoppiato anche il problema della pulizia dei convogli (vedi foto), facendo ripiombare il servizio in una situazione ante 2011
Report Soppressioni - Ritardi > 10 min. I° Quadrimestre 2013 /2014
Mese/Anno
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Num.
Soppr.
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Num.
Ritardi
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Media
Ritardo
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Num.
Treni
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Indice di disservizio
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Gennaio 2013
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2
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16
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25 min. 55 sec.
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592
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3,04%
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Gennaio 2014
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3 parziali
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48
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16 min. 36 sec.
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505
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10,29%
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Febbraio 2013
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8
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22
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30 min.
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547
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5,48%
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Febbraio 2014
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6
(di cui 3 parziali)
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64
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21 min. 30 sec.
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488
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14,34%
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Marzo 2013
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13
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23
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32 min. 18 sec.
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584
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6,16%
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Marzo 2014
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11
(di cui 4 parziali)
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40
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17 min. 36 sec.
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522
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9,77%
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Aprile 2013
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7 + 9 per sciopero
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6
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14 min.
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544
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2,38%
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Aprile 2014
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7
(di cui 5 parziali)
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33
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18 min. 12 sec.
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475
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8,42%
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I° Quadrimestre
2013
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30
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67
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28 min. 17 sec.
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2.267
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4,27%
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I° Quadrimestre
2014
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27
(di cui 12 parziali)
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185
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18 min. 39 sec.
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1.990
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10,65%
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Quello che denunciamo è che manca da parte della Regione il controllo e la vigilanza sul gestore Trenitalia, il quale da oltre un anno risulta assente da qualsiasi confronto con l’Utenza rappresentata.
Un’assenza molto grave visto che Trenitalia un tempo era presenza fissa del Tavolo dei Pendolari, un tavolo ormai infruttifero di risultati e svuotato di ogni tipo di confronto costruttivo.
Ci sentiamo offesi in primis come Utenti paganti e poi come Cittadini contribuenti, da questo atteggiamento, visto che da mesi chiediamo che vengano assunte le contromisure necessarie per migliorare certe criticità.
Decine e decine sono state le mail e lettere di segnalazione dei Comitati e di singoli utenti, spesso neanche riscontrate dagli uffici regionali.
Assistiamo da mesi a un sistematico tentativo di minimizzare la grave situazione da parte delle Regione, la quale sembra unicamente interessata a salvare la propria immagine e nascondere le proprie inadeguatezze in materia.
Basti solo ricordare che nell’ultimo incontro del 7 aprile scorso l’Assessore regionale alla mobilità Mariagrazia Santoro aveva smentito nella maniera più categoria autosostituzioni di treni lungo la Udine-Tarvisio. Neanche 24 ore dopo decine di viaggiatori sono rimasti a piedi a fronte della cancellazione del R. 6023 Carnia-UD, (treno in fascia pendolare) soppresso sino al 10 luglio !
Siamo al paradosso che la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra, e la Regione paga a Trenitalia 40 milioni di euro all’anno (di cui il 90% in anticipo) e poi non sa che alcuni treni sono stati cancellati per mesi …
Non solo puntualità e pulizia ma anche l’informazione è decisamente peggiorata: ormai sempre più spesso le informazioni vengono garantite dagli stessi pendolari mediante passa parola, dai blog dei Comitati pendolari o ancora dai gruppi dedicati creati su facebook.
Uno scenario imbarazzante vista la mancanza assoluta di passi avanti: le modifiche all’orario cadenzato (già concordate da mesi con i Comitati) sono state congelate, silenzio assoluto sull’entrata in esercizio dei nuovi treni Caf, ancora fermi e in attesa di omologazione, idem per quanto concerne le questioni della Gemona-Sacile e del piano stazioni minori per il quale la Regione ha stanziato 400mila euro ancora a luglio 2013.
Tutto tace anche sul fronte del bando di affidamento del servizio vera e proprio pietra miliare per il futuro del servizio ferroviario regionale.
Tanti problemi che necessitano una precisa presa di coscienza: per questo da mesi auspichiamo che i politici regionali – lontani dai taccuini della stampa – incomincino a viaggiare per i loro spostamenti in treno, comprendendo così le criticità di questo servizio pubblico, il quale non può più essere lasciato in questa situazione di assoluta precarietà.



